"Se un uomo non è disposto ad affrontare qualche rischio per le sue opinioni, o le sue opinioni non valgono niente o non vale niente lui"
Ezra Pound



Cari amici, vorrei ringraziare quanti leggono regolarmente questi appunti storici apprezzandone i contenuti. Certamente alcuni sono poco o nulla interessati a queste "rotture". Continuerò ad inviarle a tutti semplicemente perchè mi è molto comodo in quanto mi basta un semplice click, ma per rispetto di chi non è interessato, queste mie e-mail avranno da oggi sempre lo stesso oggetto(Regno delle Due Sicilie) in modo tale che chi vuole può cestinarle senza nemmeno aprirle proprio come se fosse un virus sperando che questa mia invadenza venga benevolmente tollerata.

Se avete commenti da fare non abbiate timore. Mi è stato già detto che "ho la capa fresca".

"Misero quel popolo che si ostina a non voler conoscere il suo vero passato perchè misero sarà il suo futuro".

In allegato un articolo apparso su un numero del periodico Due Sicilie in risposta all'ex ministro leghista Calderoli per la sua esternazione critica ad una affermazione della signora Franca Ciampi sul popolo del Sud. Buona lettura.


COMPRATE PRODOTTI DEL SUD

Giuseppe
 

Come uomo del nord mi sento offeso come dovrebbero esserlo i due terzi della popolazione italiana”.

Roberto Calderoli, coordinatore delle segreterie nazionali della Lega Nord ed ex ministro per le riforme istituzionali, sintetizza così, alla fine della giornata, la sua amarezza e la sua delusione per la frase “ La gente del Sud è più buona e intelligente” pronunciata dalla signora Franca Ciampi.

              Da “La Padania” del 4 gennaio 2006

 

 

Caro, carissimo ex Ministro, Onorevole Calderoli, se può consolarLa, Le dirò che avevo comprato il Suo giornale, La Padania, giusto per sapere per quale motivo Lei ha suscitato questo polverone. Ma forse il motivo era proprio questo: vendere qualche copia in più del giornale del Suo partito.

Caro, nel senso che facevo il tifo per Lei aspettando la secessione.

Secessione che non si fa più, almeno non per il momento: è rimandata sine die. Sarebbe stato bello un bel contratto con gli italiani, come ha fatto Berlusconi, col quale vi impegnavate ad attuarla. Ma probabilmente, a voi, della secessione v’importa come a me importa di Balanzone.

Carissimo, nel senso che Lei costa una cifra altissima agli italiani ed agli italici. Tutti insieme costate più di quanto costa il Parlamento americano.

Ma come Le è venuto in mente? Tutto ‘sto casino per una frase gentile detta da una signora verso quella gente che dal 1860 chiamate “terùn” e che trasmettete ai vostri figli “padanini” l’idea che al Sud si deve andare solo per turismo, ma con molta attenzione…, signora che per la verità, in sette anni di comodato nazionale, non ha mai fatto un’esternazione del genere. Tanto meno il suo illustre consorte che ha sempre ripetuto: unità, unità, w l’Italia, il risorgimento, i valori, e tutta la litania che comporta ed avalla le fesserie storiche risorgimentali che ci sono state raccontate per tanto tempo in tutte le salse ed in tutte le scuole di ogni ordine e grado…

Però in fondo La capisco, Lei, Suo padre, Suo nonno, il Suo bisnonno, ma credo anche i Suoi figli, siete abituati a sentire che la gente del Sud è ladra, brigante, scansafatiche, mafiosa, camorrista, mantenuta.

Come si permette una signora, foss’anche la moglie del Presidente, dire che la gente del Sud è buona e intelligente? Sì lo so, non è questo che La disturba, è quel “più” che non manda giù, come Lei ha ben precisato nell’articolo: è così?

Ma, guardi Signor ex Ministro, che noi eravamo “più” prima ancora che esistesse l’Italia e gli italiani. Lo siamo sempre stati “più”. Lo siamo ancora ancora oggi “più”. Perché si meraviglia?

“Più” di che? Come? Non lo sa? Siamo più numerosi del popolo lombardo, piemontese e veneto messi insieme. Siamo più laboriosi, sennò le vostre fabbriche chi le mandava avanti? Voi?

Siamo più intelligenti: esportiamo cervelli in tutto il mondo e, pensi un po’, ci teniamo il Suo in Italia e lo paghiamo pure a peso d’oro. Ma che vuol fare, questo è il Paese dei paradossi.

Si figuri che da 145 anni ci teniamo nelle nostre piazze i monumenti di criminali e macellai come Cialdini, Lamarmora, Vittorio Emanuele II, III e chi più ne ha ne metta, tutta gentaglia che ci ha criminalizzati, derubati, assassinati, ghettizzati, stuprati, affamati. E poi i briganti siamo noi. Figurati se avessimo fatto noi al Nord quello che il Nord ha fatto al Sud!

Siamo anche i più stupidi, perché non riusciamo a fare un partito che vi butti fuori dal Palazzo che avete abusivamente occupato. Difatti, non appena vi siete seduti sulle poltrone vi siete dimenticati della secessione, avete smesso di dire “Roma ladrona” per dire “Roma padrona” e già, perché anche Lei fa parte della Roma ladrona che in questo “bel paese” non cambierà niente. Avremo sempre pastori, cani dei pastori e pecore da mungere.

E’ la solita vecchia storia che noi “meridionali” briganti e pezzenti conosciamo già e che Lei forse no. Abbiamo un’esperienza di 145 anni. Tutte chiacchiere e distintivi! Fate ‘sta madonna di secessione e jatevenne!

Voi lombardi siete stati liberati dai francesi che vi hanno ceduto al Piemonte, come si cede una qualunque cosa e voi zitti. Noi almeno abbiamo combattuto e ci siamo difesi e abbiamo dato il sangue per quest’Italia che non ci vuole, se non per continuare a sfruttarci e Lei si permette di offendersi e di offenderci per una frase gentile detta al popolo del Sud, quel Sud che Lei e quelli come Lei han sempre disprezzato?

Ma come si permette? Io e tutto il Sud siamo offesi dal suo sentirsi offeso. Lei era un Ministro di un’Italia nata sulla violenza e sulla truffa: sì quella risorgimentale. Truffa di cui non si deve parlare e che anche Lei continua ad avallare.

Tenete pure chiusi i vostri archivi, i nostri vecchi ancora ricordano quello che il nonno ha loro raccontato da bambini: i piemontesi e i lombardi sono stati i ladri d’Italia che hanno svuotato le nostre banche, i nostri Comuni, le nostre chiese e che hanno massacrato, ucciso, stuprato, squartato.

Ecco, in questo siete certamente “più” di noi. Ma noi non ci sentiamo offesi semplicemente. Noi siamo ancora distrutti. Oggi pure incazzati. Più incazzati.

 

                                                                          Giuseppe De Gennaro

                                                                   http://www.neoborbonico.org