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Campionato 2009-10
Foggia Pescina 1-2 (ritorno play out)
Il Foggia
si salva in extremis
Dall’inferno al
paradiso, tutto in 90 minuti vissuti in modo intenso che hanno
messo a dura prova le coronarie e la pazienza di chi vuole bene
veramente a questi colori. Il gol di Caraccio non solo ci regala
la permanenza ma forse ci darà la possibilità di rivedere ancora
la nostra squadra in futuro perché con una retrocessione sarebbe
stato più difficile rimettere in rotta una barca che cominciava
ad imbarcare acqua. Ironia della sorte, proprio l’argentino,
eroe di questa giornata, ha ricevuto dopo la partita la brutta
notizia della morte del padre; a lui e alla sua famiglia
giungano le sincere condoglianze di questa piazza che gli è
sicuramente riconoscente. Ma era necessario proprio giungere
all’ultima gara soffrendo così tanto dopo aver strappato i tre
punti a casa loro? Dicevamo da tempo che uno dei limiti di
questa squadra era quello di mantenere il risultato ed oggi
siamo caduti di nuovo nella trappola contro un Pescina che aveva
mollato affidando in settimana la squadra al tecnico della
Berretti. Bisognava entrare in campo con la consapevolezza che
segnando un gol avremmo chiuso subito la pratica ed invece siamo
stati capaci di prendere il gol dell’ex Dall’Acqua che ci ha
gettati nel terrore e ci ha fato perdere la bussola. Solo ad
inizio della ripresa c’è stato un Foggia con la giusta
mentalità, capace di arrivare quasi al gol con Mancino e
Ceccarelli , ma sempre con il rischio e lo spauracchio di poter
prendere il gol della condanna. E poiché questo è stato un anno
maledetto, all’ulteriore marcatura degli abruzzesi, il gelo
calava sullo Zaccheria, troppe volte violato quest’anno e che,
per una buona mezz’ora ci ha riportato in quarta serie, come si
chiamava una volta. Nella mente dei presenti allo stadio
riaffioravano i ricordi del Foggia di Marino, della festa a Roma
per la promozione contro la Lodigiani, ai bagni nella fontana di
piazza Cavour. Tutto vanificato… intemperanze dei tifosi
esasperati da tanta mediocrità ed ingenuità, partita che rischia
la sospensione ma poi Caraccio, il giocatore meno determinante
quest’anno, strappa dalla gola di tutti noi un urlo liberatorio,
è sembrato d’improvviso di rivedere l’alba di un nuovo giorno ma
forse è il caso di rifondare tutto, di farlo a salvezza
raggiunta perché si possa programmare con serenità ma
soprattutto con la voglia di far bene. Nei prossimi giorni si
parlerà del nuovo assetto societario, magari di abbandoni o di
nuovi ingressi ma chiunque giunga al capezzale del Foggia agisca
con criterio e competenza perché questo gol nel finale di una
gara spettrale non venga vanificato. Abbiamo bisogno di
certezze, non possiamo tentare di affrontare i campionati in
modo superficiale, vogliamo una società presente, non abbiamo
preferenze e non vogliamo giudicare nessuno ma la tranquillità
in campo può giungere solo da una serenità che parta dal
vertice, altrimenti forse sarebbe il caso di ripartire dai
dilettanti; è triste dirlo proprio oggi ma forse sarebbe l’unica
via di uscita.
Alberto Mangano
Pescina Foggia 1-2 (andata
play out)
Bisognava vincere per
mettere l’ipoteca sulla salvezza, si doveva affrontare il
Pescina a casa loro con la massima determinazione e tutto questo
è stato fatto ma purtroppo la partita ha lasciato l’amaro in
bocca soprattutto per quello che il Foggia aveva espresso nei
primi 45 minuti di gioco. Nella prima frazione infatti c’era
stato una squadra perfetta: Ugolotti aveva impostato la gara sul
pressing impedendo agli abruzzesi di ragionare per poi sfruttare
gli spazi per eventuali ripartenze che avevano per l’appunto
determinato il doppio vantaggio rossonero. Sul finire
addirittura il Foggia si ritrovava in superiorità numerica per
una sacrosanta espulsione arrivando così all’intervallo sul 2-0
ampiamente meritato. Siamo salvi? Ce l’abbiamo fatta? Niente di
tutto questo. Al rientro in campo, nonostante la debolezza
dell’attacco del Pescina esaltato anche dal Dall’Acqua che
conoscevamo, il Foggia riesce a far riaprire la partita grazie
alla solita disattenzione difensiva. Ed ecco che subentra la
paura di rovinare tutto, di compromettere il campionato; I
rossoneri indietreggiano, non fanno più pressing e vanificano di
fatto l’uomo in più che avrebbe dovuto stendere definitivamente
i nostri avversari. In effetti se avessimo giocato gran parte
del campionato come il primo tempo di Avezzano, oggi saremmo
almeno a giocarci gli spareggi per qualcos’altro ed invece la
rabbia deriva dal fatto che i risultati sono determinati da
episodi che tra l’altro condizionano psicologicamente gli uomini
in campo. Nel secondo tempo c’era la possibilità di tentare il
terzo gol che ci avrebbe mandato già in vacanza stasera ed
invece bisogna giocarcela sino all’ultimo minuto. Certo il
Pescina di oggi non ha fatto grandi progressi rispetto a quello
visto allo Zaccheria qualche giornata fa: quindi arrivare a
pensare che questa squadra possa venire a Foggia riuscendo a
vincere addirittura per 2 a 0, risulta sicuramente improbabile
ma recenti vicissitudini ci insegnano che il pallone è rotondo e
che tutto può succedere. Guai a pensare di controllare gli
avversari: questa è una squadra che non sa difendere il
risultato e che è capace di fare un bel gioco solo se aggredisce
gli avversari senza dare a loro la possibilità di organizzarsi.
Bisogna far questo, non pensare a far gioco solo perché
giochiamo in casa; facciamo quello che sappiamo fare e
finalmente potremo chiudere questa stranissima stagione ma
partendo dal primo tempo di Avezzano, quei 45 minuti che hanno
fatto vedere forse il miglior Foggia della stagione, freddo e
spietato che non ha mai dato la possibilità agli avversari di
affacciarsi dalle parti di Milan. Questo ci dice che la partita
era stata preparata bene, nei minimi dettagli, e che i ragazzi
sono entrati in campo sapendo perfettamente come mettere in
pratica le direttive di mister Ugolotti. L’importante è non
farsi prendere durante la prossima gara da crisi di panico
durante i 90 minuti: sono gli avversari che devono comprendere
di avere già un piede nella serie inferiore, sono loro che
devono aver paura.
Alberto Mangano
Foggia Spal 0-3
Incredibile ma vero! Uno
Zaccheria vittima di un incubo, sembrava di vivere in un film di
fantascienza! L’unica cosa certa è che oggi due risultati su tre
ci avrebbero regalato la salvezza diretta, ampiamente meritata
per la scalata operata dai satanelli, ed invece… addirittura ce
ne usciamo con tre gol sul groppone. Come quando, in una corsa
ippica, un cavallo solo al comando cade a venti metri dal
traguardo compromettendo tutta la corsa. E’ stato un Foggia
suicida, mai lucido e con il solo Agnelli che sembrava predicare
nel deserto. Cosa sarà mai successo? Come mai un calo così
evidente nella partita più importante del campionato? Eppure ci
è sembrato che la Spal, almeno all’inizio del secondo tempo,
prima del maledetto rigore, non affrontasse i rossoneri in modo
determinato e netto, ed invece il Foggia riusciva a non
impensierire mai il portiere avversario, tra l’altro autore di
due interventi goffi nel primo tempo, in una partita che si
doveva vincere. Allora viene da pensare che il Foggia gioca bene
e fa risultato quando non ha il fiato sul collo dei tre punti a
tutti i costi e che si inceppa per paura o per precipitazione
quando bisogna fare la partita per portare a casa il risultato
pieno. Questo sarebbe un bel guaio considerando che gli spareggi
salvezza si giocheranno con il coltello tra i denti e in queste
gare non c’è spazio per le signorine o per quei giocatori che
sentono troppo la gara. Non dimentichiamo che il Pescina, nostro
prossimo avversario, si sta preparando ai play off già da un
mese e, almeno oggi, psicologicamente sta più carico degli
uomini di Ugolotti. Quindi che fare? Dimenticare subito la
partita e voltare pagina come abbiamo fatto ormai innumerevoli
volte quest’anno e cercare di non pressare il gruppo in vista
delle due prossime gare che potrebbero decretare una svolta
importante nella storia futura del Foggia. Un appunto va fatto
ai foggiani che oggi avrebbero dovuto partecipare in massa a
sostenere i rossoneri e che invece hanno lasciato ampi spazi
sugli spalti: a tutti noi piacerebbe vedere il Foggia in serie A
e magari anche a breve termine ma per far ciò bisogna adoperarsi
tutti insieme. La carretta non la possono portare sempre gli
stessi per riuscire a portare il vassoio già pronto a coloro che
pensano solo a criticare società, giocatori e allenatore. Il
Foggia è soprattutto di tutti noi, della nostra città che non
può permettersi di sprofondare anche con il calcio. Quindi,
tutti insieme, in questa antipatica appendice di questo
campionato, cerchiamo di fare tutti insieme il nostro dovere di
foggiani; ci sarà dopo, a bocce ferme, tutto il tempo per le
analisi e le critiche. Oggi è ancora tempo di gridare forza
Foggia!
Alberto Mangano
Domenica tutti allo stadio!
E siamo arrivati
all’ultima gara, almeno così si spera se il Foggia riuscirà
domenica a battere gli avversari allo Zaccheria. Ebbene sì, lo
hanno detto in tanti, c’è poco da farsi i conti, la squadra di
Ugolotti deve prendere i 3 punti ad ogni costo per non
vanificare questa straordinaria cavalcata dell’ultima parte del
campionato che ha consegnato ai tifosi rossoneri una delle
squadre più in forma della Lega Pro. Bisogna fare pochi conti
perché la Spal non può venire a Foggia per cercare di perdere
per 1-0, cercherà almeno di strappare un punto per stare
tranquilla; quindi l’ultima partita rappresenta in sintesi il
campionato di quest’anno: devi contare solo su te stesso perché
nessuno ti può aiutare e non avrai regali da nessuno, non
riavrai indietro il punto di penalizzazione, avrai la
disavventura di restituire nel giro di pochi giorni 3 punti
vinti a tavolino per poi scoprire te li devi rigiocare con una
squadra condannata per illecito e tra due partite importanti,
capirai che in trasferta non puoi portarti i tifosi ma loro
possono venire a Foggia perché in pochi mesi tutti sono
diventati degli agnellini. Allora meglio a non aver bisogno di
alcun aiuto, meglio sapere di dover battere la Spal e basta per
dare un calcio alla sfortuna e alle ingiustizie. Ecco perché,
per il Foggia ma anche per la città di Foggia, è necessario
recarsi in massa allo stadio per sostenere questi ragazzi,
questi calciatori che hanno mantenuto un ritmo da promozione per
riuscire ad uscire da quelle sabbie mobili che avevano
inghiottito la compagine rossonera. Manca poco al miracolo, un
ultimo sforzo senza cali di concentrazione e senza fare calcoli
o sconti: bisogna affondare la Spal e festeggiare tutti insieme
la salvezza diretta per pensare subito al futuro, perché ci sono
le basi per poter fare veramente bene.
Alberto Mangano
Foggia Pescara 1-0
Qualcuno l’ha
definita la vittoria del cuore, della grinta ma bisogna
considerare anche l’intelligenza tattica di Ugolotti che ha bene
interpretato la gara riuscendo spesso ad imbrigliare le manovre
abruzzesi che partivano da calciatori di un livello sicuramente
superiore a quello dei rossoneri. Ed allora il Foggia ha capito
che doveva giocare con Ciccarelli e Millesi da lanciare sul filo
della linea dei difensori sistemata molto alta dal tecnico Di
Francesco. E dopo una quindicina di minuti di manovra
prevalentemente bianco-azzurra il Foggia ha creduto nei propri
mezzi cominciando a provarci sino a raggiungere il gol con un
Millesi molto freddo e cinico sotto porta. Da allora gli undici
di Ugolotti hanno lasciato l’iniziativa agli avversari cercando,
con il pressing, di riuscire a ripartire per chiudere
definitivamente l’incontro. Certamente nella ripresa il Pescara
ha cercato di spingere di più sull’acceleratore ma il Foggia è
sembrato sempre capace di chiudere e le occasioni abruzzesi sono
state quasi sempre lontane dallo specchio della porta anzi,
forse era il Foggia, con Ceccarelli, ad avere una ghiotta
possibilità sciupata malamente dall’attaccante romano. La
partita poteva mettersi male per i padroni di casa nel finale
quando, rimasti in dieci, tentavano con cuore e determinazione
di salvare il risultato contro un avversario che, forte della
superiorità numerica, faceva girar palla tentando traversoni
dalle corsie laterali che fortunatamente per i colori rossoneri,
riuscivano solo ad impensierire la retroguardia foggiana. Al
triplice fischio finale c’è stata l’esplosione dello Zaccheria:
risultato prestigioso, ottenuto con sofferenza ma anche con
accortezza tattica; purtroppo i nostri avversari per la
conquista della salvezza continuano a raccogliere risultati
egregi e, nonostante la vittoria, il Foggia non riesce a
scavalcare nessuna squadra che può significare a questo punto
una salvezza a 42 forse anche 43 punti. C’è da osservare che
ormai anche Ravenna e Taranto, in discesa libera da diverse
settimane, sono risucchiati nella bagarre e in queste ultime due
gare potrebbero essere colpiti da attacchi di panico riuscendo a
soccombere, nella lotta finale, nei confronti di squadre, come
il Foggia, che navigano in quella posizione dalla prima giornata
e che sono in evidente crescita come testimoniano i brillanti
risultati degli ultimi tempi.
Alberto Mangano
Portogruaro Foggia
1-1
Perdere due
punti a 10 minuti dalla fine della gara fa sempre male anche
perché la vittoria in Veneto sarebbe risultata sicuramente
meritata ma, come già successo con il Potenza, la tensione va
mantenuta per tutti i 90 minuti ed appena ti distrai gli
avversari ti colpiscono. Di buono c’è che il Foggia mantiene la
propria imbattibilità anche in casa della capolista ed aggiunge
un tassello a quella salvezza anticipata che tutti auspicano.
Purtroppo, a tre gare dalla fine, non ci si può cullare anche
perché il Foggia non ha ancora raggiunto la linea di
galleggiamento anche se incomincia ad intravedere tante squadre
invischiate in questa cruenta lotta. La domanda, come diceva
qualcuno, nasce spontanea: dove sarebbe arrivata questa squadra
se il cambio sulla panchina fosse giunto con qualche settimana
di anticipo? Nel calcio è difficile arrampicarsi tra i “se” e i
“ma” però certamente questa squadra oggi ha un gioco, riesce a
proporsi, palla a terra, più volte sotto la porta avversaria e
non soffre di timori reverenziali verso nessuno lasciando la
propria impronta in ogni gara. Altra certezza è che questo è
forse il campionato, da quando militiamo nella vecchia C1, più
facile forse da vincere e che, in altre situazioni, poteva darci
altre soddisfazioni. Ma proprio per non divincolarci tra i “se”
e i “ma”, val la pena di voltare pagina e di pensare al prossimo
avversario, il Pescara, che ha voglia di tornare nel calcio che
conta e sa che allo Zaccheria si gioca una grande fetta della
promozione diretta: di contro i rossoneri sanno di non dover
mollare negli ultimi 270 minuti per non vanificare questa dura
rincorsa attuata da mister Ugolotti e dai suoi uomini. Solo chi
avrà una maggiore determinazione ed una più netta convinzione
agonistica potrà sopraffare l’avversario portando a casa il
bottino pieno. Il Foggia, guardando la classifica attuale, non
deve mollare la Spal, deve continuare a tenerla a tre lunghezze,
giocandosi il tutto nell’ultima gara che se assegnata ai
rossoneri, potrebbe dare la salvezza matematica anche perché la
squadra ferrarese risulterebbe perdente nei confronti diretti.
Adesso comunque tocca a noi, tocca al pubblico di Foggia, tocca
a coloro che dovranno mettere da parte polemiche e prese di
posizione per recarsi in massa allo Zaccheria per tornare a far
tremare le gambe agli avversari perché in questo finale di
stagione il risultato si può raggiungere solo se si riesce a
giocare in dodici.
Alberto Mangano
Foggia
Pescina 2-0
Il Foggia
supera brillantemente la settimana cruciale racimolando 7 dei 9
punti a disposizione magari con il rammarico di averne persi due
negli ultimi minuti contro un Potenza già retrocesso ma quel
punto non va sottovalutato considerando la vittoria di domenica
dei lucani sulla Cavese che dimostrano un impegno dei ragazzi di
Capuano nel voler raggiungere se non altro la salvezza virtuale.
La partita contro il Pescina non consegna alla storia un grande
Foggia ma, in una gara di una evidente mediocrità, se non altro
i rossoneri dimostrano una maggiore determinazione nelle poche
occasioni sotto rete, forse una delle pecche del Foggia in
questa stagione. Vittoria anche di Ugolotti che ha saputo fare i
cambi giusti che di fatto hanno portato al successo la squadra
soprattutto va dato merito al tecnico rossonero di aver
sostituito Mancino, apparso disordinato ed indisciplinato
tatticamente andando ad infastidire spesso il compagno di
squadra portatore di palla. Bisogna anche considerare che il
Foggia aveva di fronte una squadra che non è mai stata in grado
di organizzare una manovra di gioco capace di mettere in
discussione il risultato. Adesso finalmente si volta pagina e si
pensa alla prossima gara che si disputerà dopo i canonici sette
giorni e che vedranno il Foggia impegnato in casa della
capolista: la squadra, dall’arrivo del nuovo tecnico ha
dimostrato di non soffrire fuori casa anche al cospetto di
avversari importanti ma il Portogruaro è una compagine che
sembra meritare per intero i punti in classifica e che ora vede
la possibilità concreta del salto diretto in serie B; le
motivazioni in campo possono fare la differenza ed il Foggia,
con la classifica corta in coda, determinata anche dalla
sconfitta del Ravenna, sa che un risultato positivo in terra
veneta può fargli guadagnare posizioni preziose. Quindi non ci
sono ragioni per intravedere una interruzione della serie
positiva dei rossoneri anche al cospetto di una formazione che
vanta numerosi punti in più in classifica: bisogna crederci sino
in fondo per raggiungere l’obiettivo di questa stagione.
Alberto Mangano
Foggia
Potenza 1-1
Maledizione ai
recuperi, ai passi indietro della Lega e alle tre partite da
disputare in sette giorni con Pasqua e pasquetta in mezzo.
Stabiliamo subito che il risultato del campo è stato
fondamentalmente giusto perché il Foggia pur passando in
vantaggio senza strafare, ha fatto ben poco per chiudere
anzitempo la gara fidandosi forse di un Potenza che poteva anche
lasciar stare le cose facendo passare i minuti; invece i lucani
ci hanno creduto sino alla fine approfittando anche di un Foggia
che, arretrando il baricentro, offriva il fianco agli avversari.
E così la truppa guidata da Galigani impedisce al Foggia di
avvicinarsi alla salvezza nella consapevolezza che il punto di
Foggia lo butterà nell’immondizia. Noi vogliamo sperare che
questa squadra voglia fare altrettanto anche sugli altri campi e
dare la regolarità al campionato, sempre che si possa dire che
tutto questo trambusto sappia di regolare: bastava far
recuperare questa gara subito dopo la stagione regolare e non
intrufolarla tra due partite importanti per i rossoneri. Ma
ormai è tempo di voltare pagina, bisogna pensare al Pescina che
si dovrà affrontare con uno spirito diverso, con una
determinazione ed una aggressività tipiche di chi ha deciso di
salvarsi contro tutto e tutti: quindi meno palle lunghe a
scavalcare il centrocampo, più grinta a centrocampo e molta più
attenzione dietro dove oggi abbiamo rischiato di regalare il gol
agli avversari già forse nel primo tempo. Quindi chiudiamo il
capitolo Potenza e giochiamo come se la nostra ultima gara fosse
stata quella di Rimini, prendiamo spunto da quanto di buono è
stato fatto in terra romagnola e affrontiamo gagliardamente
questo avversario ostico per cercare di buttarlo giù dalla rupe:
non c’è più tempo per i rimpianti, per le polemiche e per i
processi alla squadra, la gara di domenica può rappresentare un
bivio molto importante e ci potrà dire, conti alla mano, se
potremo ancora sperare nella salvezza diretta o se ci toccherà
lottare per stare il più in alto possibile nella griglia dei
play out.
Alberto Mangano
Rimini
Foggia 0-1
(vittoria
contro tutto e tutti)
Il Foggia
espugna Rimini in maniera netta e convicente, ridimensionando
forse definitivamente le velleità dei romagnoli e mettendo punti
in carniere che dovranno servire per la conta finale. E’ la
vittoria della rabbia, della determinazione contro gli ultimi
eventi di giustizia sportiva che hanno penalizzato fortemente la
compagine rossonera costretta a saltare le festività pasquali
per recuperare sbagli di altri. Ma alla fine il sapore e il
gusto della vittoria finale saprà ripagare i nostri tifosi
impagabili per attaccamento e sportività: forse in altre piazze
qualcuno avrebbe messo la città sottosopra dopo certe decisioni
del palazzo ma a noi sta bene così, vogliamo vincere sul campo
dove abbiamo sempre deciso nel bene o nel male le nostre sorti
con la serenità, la compostezza e la diligenza della gente che
ama lo sport e il calcio! Per quel che riguarda la gara di
Rimini, i ragazzi di Ugolotti, decimati da squalifiche e
infortuni, hanno dato una prova di carattere che li ha
giustamente premiati: sono stati bravi nelle ripartenze, hanno
saputo tener palla e hanno attuato un pressing asfissiante sul
portatore di palla grazie anche ad una tenuta atletica di gran
lunga superiore a quella degli avversari. Forse la squadra,
volendo trovare il pelo nell’uovo, dovrebbe essere un po’ più
cinica ed impegnarsi per chiudere le gare anzitempo senza dover
soffrire sino all’ultimo anche se, ad onor del vero, gli
avversari non sono mai riusciti a mettere paura alla
retroguardia foggiana legittimando un risultato sacrosanto da
tutti i punti di vista. Certo, non siamo stati aiutati dai
risultati delle altre squadre ma, guardando la classifica e,
considerando che il Foggia ha una gara in meno ed ancora il
famoso punto in meno, possiamo oggi affermare che la salvezza
non è più un miraggio e che, realizzando due vittorie nelle
prossime due gare allo Zaccheria, riusciremmo ad affondare il
Pescina, sovrastandolo di 6 lunghezze e forse abbandoneremmo le
sabbie mobili. Come al solito, comunque, sarà il campo a dire la
sua: sicuramente possiamo affermare che se la squadra si
esprimerà come ha fatto nelle ultime due gare disputate contro
compagini che mirano, o miravano, al salto di categoria, ebbene
oggi contro il Foggia non c’è trippa per gatti. Buona Pasqua a
tutti!
Alberto Mangano
Il Potenza radiato... anzi
no!
La partita con il Potenza si ripeterà e
per giunta subito dopo Pasqua costringendo il Foggia a giocare
tre gare in una settimana, con relative festività pasquali in
mezzo, dopo che la stessa giustizia sportiva aveva lasciato i
satanelli senza gare per due settimane. Si fa giocare una
squadra che comunque verrà retrocessa e che magari, potrebbe
aver voglia di dimostrare a tutti di avere le qualità per
salvarsi sul campo. Ma che giustizia sportiva è questa? Il
Potenza è comunque condannato ma alla fine questa condanna
potrebbero scontarla altri. Quindici giorni fa squadra radiata
ed oggi già si addolcisce la pillola. Sia ben chiaro, a noi
interessa poco dove giocherà il Potenza l’anno prossimo ma di
certo ci interessa a quale campionato doverci iscrivere noi
quindi la Lega doveva comunque tutelarci e rendere questo
recupero di gara il meno traumatico possibile a chi non ha
alcuna colpa di decisioni che vanno prima in un senso e poi
nell’altro. Ma come mai con il Potenza si è stato così veloci
nel prendere la decisione mentre per un misero punticino da
restituire al Foggia stiamo aspettando da prima di Natale?
Eppure forse il nostro reato sembra “leggermente” meno grave di
quello che avrebbe commesso la compagine lucana, quindi poteva
essere liquidato forse, rispettando le proporzioni, in un paio
di ore. Ed invece no, subiamo passivamente le decisioni senza
poter replicare ad una situazione comunque alquanto singolare.
Noi speriamo, in barba a tutti, di guadagnarci la salvezza sul
campo, dove abbiamo sempre realizzato le nostre fortune-sfortune
ma questa volta dovremo combattere un avversario in più: il
palazzo!
Alberto Mangano
Foggia Reggiana 2-1
“Espugnare lo Zaccheria!” per allontanare l’ultimo posto in
graduatoria: questa la speranza o meglio la necessità dopo
Taranto ma soprattutto dopo le due gare interne di mister
Ugolotti che avevano “regalato” al pubblico foggiano due sonore
e tristi sconfitte. Ebbene forse il Foggia che non ti aspetti
surclassa nettamente la seconda forza del campionato meritando
una vittoria che poteva essere tranquillamente più rotonda
considerata la mole di gioco e le occasioni sotto porta dei
calciatori rossoneri. Una squadra, che nelle gare precedenti
aveva sempre mantenuto le redini del gioco dimostrandosi altresì
sterile in fase offensiva, domenica sorprende tutti con Desideri
e Ceccarelli che mettono in seria difficoltà più volte la
retroguardia granata. Cosa è successo in una sola settimana?
Cosa è cambiato nel modulo tattico di Ugolotti? Certamente i
calciatori in campo cominciano a raggiungere un livello di forma
atletica accettabile ma soprattutto la squadra è sembrata con il
baricentro spostato più in avanti con Millesi e Desideri che
facevano compagnia in prima linea a Ceccarelli, con un
centrocampo che prevedeva Agnelli davanti alla difesa e i due
esterni che hanno macinato chilometri sulle fasce laterali. Un
modulo dispendioso ma che se viene oleato può regalarci la
differenza rispetto alle altre squadre che cominciano ad
accusare cali di forma. Gli altri risultati ora ci interessano
di meno in quanto, se torniamo a far valere il fattore campo
nelle prossime 4 gare interne, ci basterebbe un solo punto fuori
casa per raggiungere i 41 punti che potrebbero regalarci la
salvezza diretta, senza voler considerare la restituzione del
punto di penalizzazione. Certamente è fondamentale battere il
Potenza cominciando magari a scongiurare la possibilità di
tornare all’ultimo posto ma dobbiamo crederci sfoderando una
nuova gara di personalità e determinazione perché Eziolino
Capuano è uomo di categoria e saprà come tentare di imbrigliare
il Foggia nella manovra. Bisogna sottolineare infine la prova di
maturità e sportività dei tifosi del Foggia che, nonostante il
divieto imposto dal Prefetto ai tifosi reggiani, hanno
acquistato per loro i biglietti e li hanno invitati in gradinata
a tifare tranquillamente per la propria squadra: grande
insegnamento a tutti coloro che vogliono imbavagliare questo
mondo, offendendo a volte le capacità e l’intelligenza di chi lo
vive da anni. Una bella festa per queste due tifoserie che
insieme, il 4 giugno del 95 salutarono la serie A ma che hanno
dimostrato al mondo pallonaro di continuare ad avere tifosi che
meriterebbero altre platee. Oggi non ha vinto solo il Foggia,
oggi ha vinto lo Sport, quello con la S maiuscola.
Alberto Mangano
Taranto Foggia 0-0
“Bisogna tentare di vincere a Taranto, non
sarà facile ma dobbiamo provarci”: questo sembrava l’imperativo
della scorsa settimana dopo il clamoroso tonfo contro il
Cosenza; si sapeva che la partita era proibitiva ma certamente
poteva rappresentare l’ultima spiaggia almeno per quel che
riguardava la salvezza diretta. Certo sarebbe troppo comodo
commentare uno 0-0 dicendo soltanto che si è mossa la
classifica, che si aveva di fronte una signora squadra e che il
punticino tutto sommato fa morale. Ma cosa stiamo dicendo? Ma
come si fa a parlare di morale risollevato quando abbiamo
raggiunto il fondo del barile e nemmeno in compagnia perché il
Potenza, nel confronto diretto è per il momento vincente contro
di noi? Ma dove sta questa voglia di vincere la partita se il
Foggia non è riuscito a fare un solo tiro in porta, non ha
costruito un azione che potesse far prevedere qualcosa di
positivo sotto porta? Ma che voto prenderà Bremec sulla stampa
sportiva se è uscito completamente lindo, pulito e per niente
stanco, tanto da poter organizzare una pizza con amici e
relativa partitella di calcetto? Basta con il commentare sempre
il bicchiere mezzo pieno (che ormai si è ridotto ad un quinto) e
sperare nella prossima gara perché la realtà di oggi è quella di
evitare l’ultimo posto considerato che il Potenza riesce a
mettere sotto il Cosenza fuori casa realizzando addirittura due
gol (da noi due gol in una gara non si vedono ormai non sappiamo
da quanto tempo), considerando che la sestultima è a 5 punti o
meglio a 6 se si considera sempre il confronto perdente. Abbiamo
aspettato di festeggiare il novantennale per polverizzare tutti
i record negativi che tristemente ci appartenevano ed oggi
parliamo di un punto che fa morale, ma di che cosa stiamo
parlando? Siamo stati capaci di criticare attaccanti come
Plasmati, Delcore, Germinale e persino Salgado ed oggi ci
ritroviamo con bomber che hanno realizzato insieme la bellezza
di ZERO gol, ma ci rendiamo conto? Credetemi io sarò l’ultimo ad
arrendersi, scomoderò precise calcolatrici per fare tutti i
calcoli possibili ed immaginabili che possano portarci il più in
alto possibile, ma di certo dinanzi ad una squadra che non
propone alcunché in attacco e che in difesa vuole addossare
meriti o colpe ai portieri ma che di fatto spazza i palloni alla
“Viva il Parroco”, comincio a vacillare in sicurezza e non
riesco più a difendere questa compagine che per fortuna oggi
aveva la maglia bianca.
Alberto Mangano
Foggia Cosenza 1-3
Zaccheria terra di conquista! Quello
stadio che faceva tremare gli squadroni, dove far punti era
un’impresa per qualsiasi squadra, è ormai diventato una
scampagnata per chiunque. Oggi è toccato festeggiare al Cosenza
che a Foggia non aveva mai vinto e che non aveva fatto
assolutamente niente per sfatare questa tradizione: praticamente
riesce a realizzare tre gol senza far un solo tiro in porta… da
suggerire sicuramente a chi redige gli aggiornamenti dei Guiness
dei primati. Oggi si è toccato il fondo, oggi il Foggia ha
disputato la peggiore partita dell’anno in difesa, in attacco,
dappertutto. Si sono rivisti i lanci lunghi di Burzigotti in
avanti, palle alte, preziosismi sudamericani mai riusciti,
traversoni in area inconcludenti, mai tiri in porta e
centrocampo affidato al solo Agnelli che, visibilmente provato a
metà del secondo tempo, ha evidenziato una preparazione atletica
ancora sommaria. Unica nota positiva un bel gol di Desideri
grazie ad un prezioso assist di Millesi: prima e dopo il nulla
per noi e la manna dal cielo per i nostri avversari. Roba da non
credere! Ora c’è poco da ridere: essendo realisti questa squadra
ha attualmente il 70 % di entrare nei play out, il 20% di andare
in ferie prima conquistando l’ultimo posto e ritengo solo il 10
di realizzare il miracolo. I numeri non sono interpretabili,
sono terribilmente spietati: come si può sperare di salvarsi
realizzando soltanto 4 gol nelle ultime 11 gare? Come si può
sperare con una difesa (portiere compreso) che soffre
continuamente di crisi di panico? Come si può pensare a vincere
una gara se non si gioca mai con la palla a terra? Come si fa ad
ingaggiare un centrale come Di Dio per 4 mesi buttando via già
il primo mese per infortuni pregressi? Quanto tempo dovremo
aspettare ancora per recuperare la forma e un minimo di tenuta
atletica dei nuovi arrivati? Il tempo purtroppo è tiranno e non
ci concederà di ricevere risposte immediate. Di certo al 20’ del
secondo tempo si è visto che anche il pubblico ha mollato, che
nel volto dei fedelissimi, quelli che anche oggi hanno preferito
questa vergogna ai comodi canali calcistici di sky, c’era la
rassegnazione di sperare in un nuovo Marino che ci riporti dove
sembrava che stavamo male: arriveremo a rimpiangere Novelli, D’Addario
e Giannini; è brutto ammettere una sconfitta ma è ancora più
devastante ammettere una simile disfatta!
Alberto Mangano
Real Marcianise Foggia 0-0
Un punto perso o un punto guadagnato? E’ difficile dare una
risposta: di certo se il Foggia avesse perso contro i campani,
avrebbe perso un altro concorrente e le cose in classifica si
sarebbero messe veramente male; sembrerebbe quindi che quello di
Marcianise è un punto sicuramente guadagnato ma, per come si è
svolta la gara, resta l’amaro in bocca per i due legni, per la
inconsistenza dell’avversario, in definitiva per l’occasione
persa. Questa volta abbiamo visto un attacco sterile ma
soprattutto ingenuo considerando il fatto che gli attaccanti
rossoneri riuscivano a farsi trovare sempre in fuorigioco non
riuscendo a gabbare una difesa in linea molto alta che doveva
favorire altresì le nostre ripartenze. A questo punto è inutile
nascondersi dietro al dito ma la incapacità del Foggia sotto
rete non fa ben sperare per le prossime gare considerando che,
tabelle alla mano, la salvezza si dovrebbe raggiungere mettendo
in cascina almeno 16 - 17 punti e quindi portando a casa almeno
4 – 5 vittorie. Il Foggia gioca bene, costruisce, ha un
allenatore che sa impostare la gara cambiando le carte in tavola
repentinamente ma, se non si finalizza, se non hai l’uomo con il
fiuto del gol sarà difficile evitare gli spareggi finali. La
sfortuna anche ieri ci ha accompagnato, soprattutto sul palo
interno di Micco ma le azioni sotto rete, considerata la mole di
gioco, sono state 2 o 3 sorvolando sul fatto che qualche
svarione nella difesa rossonera poteva favorire l’eventuale
vantaggio dei padroni di casa che poi sarebbe stato difficile
recuperare soprattutto su quel campo inzuppato. Guardiamo ora ai
prossimi impegni del Foggia: Cosenza in casa, Taranto fuori, poi
Reggiana e Potenza in casa, il tutto prima dell’ultima sosta di
questo campionato; per avere qualche speranza fondata dovremmo
prendere 8 punti nella speranza che la settimana prossima ci
restituiscano il punto di penalizzazione. Bisognerà provare
schemi che consentano di creare gioco a centrocampo con
repentine verticalizzazioni o magari con giochi sulle corsie
laterali che prevedano traversoni per gli attaccanti rossoneri
in modo da creare il maggior numero di occasioni per le punte e
non dover sempre sperare nel gol della domenica di Visone o
magari di Burzigotti o Micco. Intravedere la salvezza a 4 punti
può darci coraggio ma dobbiamo essere consapevoli che le squadre
impelagate lotteranno sino allo stremo magari essendo più
abituate di noi a divincolarsi nelle sabbie mobili con la
lucidità di chi sa vivere questi momenti senza patemi e ansie e
per noi, abituati in primavera a giocarsi i play off, questo
potrebbe rappresentare un problema. Non dimentichiamo infine che
gli scontri diretti potrebbero diventare discriminanti per la
classifica finale ed il Foggia potrebbe essere vincente con il
Giulianova e non con Andria e Marcianise: motivo in più per
darsi da fare per fare in punto in più rispetto agli altri.
Tanti motivi per spingere Ugolotti quindi a darci sotto senza
alibi e a provare schemi più fruttiferi che possano darci i
punti necessari per mandare in archivio positivamente questa
annata balorda.
Alberto
Mangano
Ravenna Foggia 0-0
(e ora cerchiamo di non
strafare)
Un passo alla
volta! Il Foggia guadagna un punto importante a Ravenna sia per
la classifica sia soprattutto per il morale. Bravo Ugolotti che
ha cambiato in corso d’opera, tentando qualcosa in più nel primo
tempo ma sapendo tirare i remi in barca nella ripresa,
consapevole dell’importanza di riuscire a strappare anche un
solo punticino alla squadra romagnola. Alla fine ci è riuscito,
senza rubare niente ma con una partita saggia e ben impostata
soprattutto a centrocampo: Agnelli illumina e, come contro la
Ternana, è stato la piacevole sorpresa di questa campagna
acquisti una volta definita di riparazione. Quindi, se rivedendo
la gara, potrebbe sembrare che il Foggia abbia fatto un passo
indietro sul piano del gioco, al tempo stesso si può
tranquillamente affermare che la squadra ha saputo giocare,
controllare, soffrire, cambiare modulo in corsa e quindi tornare
a casa con le tasche piene. Aspettiamo ora di vedere il vero
Millesi, contiamo nel suo recupero atletico perché un giocatore
del suo calibro deve riuscire a fare la differenza nelle ultime
gare che ci dividono dal fatidico responso del 9 maggio e anche
perché è lui che potrebbe fare da spalla a Ceccarelli che sembra
un po’ troppo isolato in avanti. E’ vero, domenica prossima c’è
una gara difficilissima che potrebbe segnare una svolta nel
cammino del Foggia ma non è il caso di creare tensioni eccessive
nel gruppo: tutto sommato un altro punto in terra campana con
ulteriori 10 gare da disputare di cui 6 tra le mura amiche ,
potrebbe bastare. Sia ben chiaro, bisogna provare a vincere, ad
imporre il nostro gioco ma senza disdegnare la possibilità di
buttare anche il pallone in tribuna se ciò dovesse risultare
necessario per tornare a casa imbattuti. Per fare questo è
sempre necessario impostare la gara a centrocampo perché in
queste gare riesce a fare risultato solo chi sa fare
interdizione a metà campo e al tempo stesso riesce ad
illuminare, con giocate adeguate, il gioco a favore delle punte
che devono cominciare a finalizzare. Quindi è fuori di dubbio la
necessità di fare risultato pieno ma senza strafare magari a
rischio di perdere non solo il punto del pareggio ma vedere una
diretta concorrente allontanarsi di 3 punti ed il Foggia questo
non può permetterselo. L’allenatore è motivato, ha le idee
chiare e deve certamente caricare i propri uomini che per motivi
vari hanno la necessità, per la propria carriera, di non
apparire, nella piazza rossonera, come semplici comparse ma di
dare tutto, ma proprio tutto per la maglia. Infine risulta
doveroso sottolineare la superba prova del portiere Bindi che ha
dimostrato un carattere determinato a dispetto della sua giovane
età che dovrebbe garantirgli un futuro di tutto rispetto: un
grande ragazzo che dopo essersi accollato ogni responsabilità
per la sconfitta scorsa, è riuscito a sventare in più occasioni
marcature avversarie che avrebbero potuto compromettere in modo
irreversibile l’andamento dell’incontro. E’ con ragazzi come
lui, con la determinazione del gruppo ma soprattutto col cuore
che dobbiamo provare a salvare questo maledetto campionato.
Alberto
Mangano
Foggia Ternana 1-2
La squadra esce tra gli applausi: questo l’epilogo di una
giornata che lascia ai tifosi rossoneri l’amaro in bocca per la
buona prestazione della squadra che però non ha portato a casa i
frutti sperati. Ad una squadra frutto di una radicale
rivoluzione forse non si poteva chiedere di più ed il pubblico
l’ha capito, l’ha incoraggiata e l’ha applaudita: la gente che
capisce di pallone, come quella di Foggia contesta ed applaude
indipendentemente dai risultati ed oggi la squadra meritava di
essere encomiata. Questa squadra si poteva immaginarla ad inizio
stagione? Chi lo può dire? Di certo a gennaio è più facile,
anche dal punto di vista economico, convincere calciatori a
trasferirsi a Foggia perché magari delusi dalla propria squadra
o che magari non riescono ad esprimere al meglio le proprie
potenzialità. Ecco, oggi abbiamo visto finalmente una squadra,
il lavoro di un signor tecnico e ragazzi, con la voglia di
riscatto, che hanno dato tutto, forse anche oltre le proprie
capacità atletiche, considerato che alcuni di loro non
disputavano una gara da un bel po’. Certo gli applausi di fine
gara devono comunicare a calciatori e tecnico che la gente è con
loro, che nessuno molla ma da ora purtroppo gli applausi
potrebbero non bastare valutando l’attuale posizione in
classifica del Foggia: ci aspettano gare proibitive ma da oggi
sappiamo che un gioco c’è, che la qualità c’è e che soprattutto
il gruppo c’è con la voglia di far bene per tirarsi fuori dalla
melma. Dei nuovi possiamo dire bene di Visone e non solo per lo
strepitoso gol, possiamo dir bene di Agnelli, almeno nel primo
tempo, capace di dettare i tempi alla squadra come D’Amico, ma
riuscendo anche a giocare più con la testa alta, cercando quindi
di proporsi come uomo assist; Millesi ha buone qualità ma
sicuramente non è ancora in forma: non è da lui cincischiare
sotto porta con la palla tra i piedi e forse dovrebbe cercare un
po’ più spesso il compagno libero invece di cercare di portar
palla; forse qualche problema oggi lo abbiamo avuto in difesa
dove Artipoli spesso è sembrato timoroso, soprattutto quando ha
capito che il Bindi di oggi non dava sicurezza al reparto e
quindi aspettiamo di vedere all’opera Di Dio che dovrebbe dare
una maggiore sicurezza non foss’altro per la maggiore
esperienza. Ceccarelli ha fatto poco, ha avuto poche palle
giocabili, ma si è visto che è un giocatore che sa attaccare gli
spazi e portarsi l’uomo favorendo magari gli inserimenti dei
compagni. Desideri e Morini hanno fatto vedere buone cose ma
sono entrati in un momento difficile della gara per cui diamo a
tutti una settimana in più e riparliamone con maggiori elementi
a disposizione. Infine è giusto applaudire anche il portiere
Bindi che in più di un’occasione quest’anno ha salvato il
risultato ed una giornata storta aiuta a crescere se è vero che
anche Toldo in Coppa Italia ne ha avuta una analoga. Coraggio e
guardiamo avanti: ci sono i presupposti per tornare ad esultare,
non solo ad applaudire!
Alberto Mangano
Lanciano Foggia 0-0
Non si poteva sperare in
niente di più a Lanciano con l’attuale rosa a disposizione di
mister Ugolotti: uno 0-0 strappato con tutte le forze e alla
fine forse pure meritato. E’ stata veramente una brutta partita
condizionata sicuramente dalla posta in palio tra due squadre
comunque in crisi e che cercavano una svolta. Certo il Lanciano
ha avuto qualche occasione in più ma al solito un Bindi attento
è riuscito ancora una volta a salvare il salvabile. Pretendere
azioni sotto porta da parte della compagine rossonera era troppo
con un attacco inesistente, con Mattioli evanescente e Caraccio
troppo solo tra le maglie della difesa abruzzese. Quindi
giustissimo nel secondo tempo arretrare il baricentro cercando
di riuscire a portare il punto a casa preziosissimo in questo
momento del campionato anche sotto il profilo psicologico. E’
ovvio che da domani si dovrà necessariamente rinforzare la rosa
anche dal punto di vista numerico per dare al nuovo allenatore
la possibilità di fare scelte ed operare sostituzioni durante le
gare. L’unico acquisto che il Foggia aveva fatto era il
difensore Troise che, forse perché non tutelato più da un
allenatore amico, ha pensato bene di lasciarci immediatamente
dopo l’arrivo del nuovo tecnico compromettendo di fatto la
possibilità di vedere Goretti schierato un po’ più avanti nello
scacchiere e di fatto risolvendo anche qualcosa a centrocampo:
che questa vicenda sia di monito per il futuro del mercato
rossonero perché qui ci interessano calciatori motivati e non
vecchi tromboni in cerca di spiagge dove svernare. In definitiva
il punto di oggi è quindi salutare per come si era presentato il
Foggia in campo (con mezza panchina in prestito dalla Berretti)
ma è normale che tutto ciò non potrà avvenire continuativamente;
i rinforzi servono, Ugolotti li ha chiesti e dovranno essere
disponibili già a partire dalla prossima gara che si presenta
difficilissima: dalle sabbie mobili si può uscire, l’Andria
sembra averlo fatto e la società ha il dovere di farlo e anche
in fretta per riuscire a salvare un campionato che, visti i
valori, con un po’ più di attenzione in estate, poteva avere
facilmente un esito più roseo per i nostri colori e per il
nostro blasone.
Alberto Mangano
Foggia
Andria 0-2
E’ buio pesto: la
sconfitta di oggi riconsegna alla piazza un Foggia inconcludente
e irritante dopo che forse la vittoria di Giulianova aveva
illuso più di qualcuno. Oggi il Foggia invece perde
meritatamente contro una diretta concorrente ma soprattutto
perde il vantaggio dello scontro diretto, qualora, a fine
campionato, si dovesse ricorrere, per stabilire gli esiti
finali, agli scontri diretti. Nessuno poteva prevedere un
patatrac di tale portata, non solo per il risultato che poteva
anche essere di proporzioni superiori, quanto per il fatto che
la squadra non ha reagito, non ha mai dato la sensazione di
poter recuperare, di sfruttare qualche occasione sotto rete:
niente di niente. Le dichiarazioni di Porta a fine gara parlano
della possibilità di raggiungere la salvezza grazie a 6 vittorie
da realizzare da qui sino al 9 maggio: ma con quale gioco? Con i
gol di chi? Probabilmente dovremo affidarci ai favori della dea
bendata o ai miracoli che sinora fa solo l’estremo difensore
Bindi. Allora dobbiamo essere seri e capire che oggi abbiamo la
seria possibilità di perdere tutte le restanti gare e finire
inesorabilmente ultimi perché o i calciatori in campo non
riescono ad esprimere quello che la guida tecnica chiede, oppure
dobbiamo pensare che la guida tecnica non è in grado di
trasferire le proprie convinzioni sul campo ed assistiamo quindi
a gare come quelle di oggi dove il Foggia resta in balìa di una
sua concorrente (non la prima della classe) che poteva chiudere
la gara almeno con un paio di gol in più. Certo qualcuno dovrà
spiegarci l’inserimento di Sgambato con l’avanzamento di Micco a
centrocampo per poi,dopo 10-15 minuti, tornare a Micco dietro
con Quadrini in campo:: in tutto ciò il Foggia brucia due
sostituzioni sacrificando una punta , Mattioli con una passivo
da recuperare per poi ritornare alla punta in più inserendo
Caraccio. Sembra quindi che ci sia una confusione totale, che
ognuno possa fare tutto quello che vuole e desidera, a discapito
dei compagni ed infangando la maglia del Foggia. Alla vigilia di
due trasferte che si annunciano proibitive la situazione è
drammatica e non si vede una via di uscita: una partita che si
vince fuori e un disastro in casa (sarà stata la partita più
brutta?) con un pubblico che sembra ormai rassegnato al peggio e
forse non ha più neanche la voglia di protestare o contestare.
Ora come ora non sarebbe il caso che i due tecnici, capaci di
offrire tale spettacolo, non facciano un passo indietro e
lascino la squadra nelle mani dell’amministratore Francavilla?
Il buon senso direbbe questo senza cercare di stilare programmi
di vittorie da qui alla fine del campionato che rasentano il
ridicolo dopo una prestazione come quella di oggi. C’è da
imparare da mister Papagni che, nonostante il vantaggio e la
possibilità di portare a casa i tre punti fondamentali per il
cammino della squadra barese, è tornato ad inizio ripresa con
una squadra che continuava a fare gioco e a proporsi dalle parti
di Bindi invece di preoccuparsi di difendere il minimo
vantaggio: onore ai vincitori e commiserazione per i vinti che
oggi hanno lasciato in tutti i presenti la triste certezza che
la quarta serie possa essere una reale possibilità per i colori
rossoneri.
Alberto Mangano
Foggia:
che sarà il 2010?
Si ritorna a giocare,
forse a soffrire magari a gioire… chi lo può dire? Certamente
stiamo in una fase strana, che lascia riflettere, che dà lo
spazio a tante interpretazioni. Facciamo un po ‘ di chiarezza:
l’ultima partita del 2009, persa in casa con la capolista, ci
regala un penultimo posto in classifica, una graduatoria ormai
spaccata in due tronconi dove otto squadre giocheranno per
evitare ultimo posto e play out; lo staff tecnico decide di dare
alla squadra circa 10 giorni di riposo forse per allentare la
tensione o forse per festeggiare mentre tutte le altre
approfittano per un richiamo di preparazione; inizia il mercato
di gennaio ed il Foggia comincia sostituendo in difesa Cuomo con
Troise mentre in attacco si decide di fare a meno delle
prestazioni di Di Roberto; la società di fatto non c’è più, si
aspetta un acquirente che ogni tanto tenta di affacciarsi ma lo
stesso poi svanisce nel nulla; di certo c’è il fatto che gli
otto, o forse quattro, o chissà quanti, a giugno lasciano il
tutto senza provvedere all’iscrizione al campionato. Pare che
dovremmo avere indietro un punto che ci è stato tolto
ingiustamente: ma chi dovrebbe provvedere a restituire il
maltolto è lo stesso che doveva penalizzare il Crotone l’anno
scorso? Mi viene da chiedere: c’è da stare allegri? Ci sono
reali possibilità che quello che ormai appare come il miracolo
della salvezza possa avverarsi? Siamo alla resa? A chi giova
tutto questo? Purtroppo a questo punto possiamo anche pensare
che il Foggia a Giulianova faccia il risultato pieno, che vinca
tutte le partite di qui alla fine del campionato e che si
inserisca anche tra le squadre che si giocheranno i play off per
la B ma i fatti sono questi e c’è poco da stare allegri. Noi
siamo fiduciosi perché crediamo nei miracoli ma è anche triste
dover constatare che non c’è stata nemmeno la buona volontà per
evitare che si arrivasse al miracolo.
Alberto Mangano
Spal
Foggia 0-0
Non è stata una partita
che passerà alla storia quella disputata ieri a Ferrara tra la
Spal e il Foggia: gara noiosa, con pochissimi spunti di cronaca
che però dà ai rossoneri un punto prezioso soprattutto perchè
ottenuto fuori casa contro una diretta concorrente per la
salvezza. Si può senz’altro aggiungere che il Foggia non prende
gol da tre gare e continua la sua serie positiva per quel che
riguarda i risultati; certamente constatare che nel primo tempo
il possesso di palla è stato soprattutto degli uomini di Porta
che tuttavia non sono riusciti a far annotare un numero
sufficiente di occasioni sotto rete, dovrebbe far riflettere la
guida tecnica. Il Foggia riusciva a far girare palla sino alla
tre-quarti lasciando i centrocampisti incapaci a lanciare le
punte che non si organizzavano ad aggredire gli spazi o a creare
punti di riferimento. Il centrocampo, pur senza Velardi, ma con
Mancino più indietro del solito e con Colomba che veniva
preferito a Ferrari o a Carraccio, ha retto sicuramente e contro
la Spal la partita andava gestita così però mangiarsi le mani
solo per una traversa colpita da un difensore in azione
solitaria, fa molta rabbia considerando la totale inconsistenza
della squadra avversaria soprattutto nella prima frazione di
gioco. Nel secondo tempo la gara si fa più equilibrata poiché il
Foggia arretra, fa meno pressing e rischia qualcosa in più:
quindi non è certo la Spal che si organizza, ma è la squadra
ospite che offre la possibilità agli avversari di tentare
l’impostazione. Quindi si stava quasi per soccombere nonostante
la enorme differenza tecnico-tattica del primo tempo, e grazie
soprattutto all’espulsione di Salgado che denota poca
tranquillità nella squadra, cosa che con quella classifica non
si può nemmeno ipotizzare. Noi vogliamo continuare a vedere il
bicchiere mezzo pieno ma, soprattutto in vista della prossima
gara interna contro la capolista bisognerà ripartire dal
pressing del primo tempo, dal raddoppio sul portatore di palla
per mantenere il gioco lontano dalla nostra difesa e soprattutto
da un centrocampo non affidato solo e sempre ai soliti Velardi e
D’Amico ma rinforzato magari anche a scapito di una punta visto
che il cileno dovrà accomodarsi in tribuna. Forse così, nella
speranza che qualche tiro da fuori trovi il giusto compenso,
potremo imbrigliare gli scaligeri e continuare la serie
positiva.
Alberto Mangano
Foggia
Cavese 0-0
Un punto, solo un misero
punticino contro una diretta avversaria, nella gara che ci
avrebbe allontanato dallo spettro dei play out ma anche e
soprattutto da quello dell’ultimo posto. Le ultime buone
prestazioni avevano fatto sperare in orizzonti più tranquilli,
in mari meno tempestosi ed invece il pareggio contro la Cavese
ci riporta con i piedi per terra, ci consiglia ancora una volta
di guardarci alle nostre spalle. Diciamoci la verità, oggi si è
assistito ad una brutta partita, ad un match di serie C che ha
offerto molto poco alla cronaca e qualche decisione affrettata
del direttore di gara non deve nascondere i problemi di questa
squadra che non ha praticamente creato niente sotto la porta
avversaria a causa della scarsa vena dei propri attaccanti ma
anche perché oggi la squadra era molto lunga con i soli D’Amico
e Velardi a fare un gran lavoro di interdizione. Purtroppo oggi
si è persa una grande occasione e le grandi squadre, si sa, sono
tali perché approfittano delle occasioni al momento opportuno e
oggi l’occasione era ghiotta e meno male che, considerato il
fatto che le occasioni più favorevoli le hanno avute gli ospiti,
la partita non ha preso una piega diversa. Non dobbiamo quindi
lamentarci se il Foggia non riesce a vincere a Pescara perché,
con quella classifica, bisogna pensare a lottare con le tue
concorrenti dirette e, poiché contro di esse noi soffriamo e non
poco, bisogna veramente stare attenti perché si rischia di
perdere terreno anche nella valutazione degli scontri diretti
che, in una classifica corta, potrebbero essere maledettamente
determinanti. Bisogna imparare a lottare, a sacrificarsi
evitando giocate spettacolari ma riuscire a pressare sul
portatore di palla, aggredire con maggiore intensità evitando,
soprattutto in casa, che gli avversari possano proporsi in
avanti. Probabilmente potrebbe essere più giusto e gratificante
rafforzare il centrocampo a discapito di una punta perché è
palese che con questo modulo non riusciamo ad avere occasioni e
allora evitiamo che le stesse le possano avere i nostri
avversari.
Alberto Mangano
Foggia
Portogruaro 2-1
Grande vittoria della
squadra rossonera contro una delle prime di questo girone B. Gli
uomini di Porta e Pecchia portano a casa tre punti preziosissimi
in chiave salvezza anche se gli stessi non servono ad uscire
fuori dal tunnel e l’impressione è che, finchè la squadra non
troverà una certa continuità nei risultati, si lotterà sino
all’ultima giornata. In effetti la partita non si era messa
subito bene: il Foggia schiera due punte con due esterni,
Mancino e Di Roberto che hanno difeso poco e quindi è sembrato
di vedere un modulo 4-2-4 con Velardi e D’Amico a sudare sino
allo stremo per mantenere da soli il centrocampo; ma non è più
tranquillo un 4-4-2 indipendentemente dal risultato di oggi?
Comunque si vede un brutto Foggia, svogliato e timoroso sino al
gol dei veneti che segna un po’ la svolta della gara; da quel
momento in poi si vede un Foggia capace di aggredire e lottare
su tutte le palle approfittando anche di un Portogruaro che va
in bambola regalando palle agli avversari con errori grossolani
che ci indicano ancora una volta che questo campionato, tranne
pochissime eccezioni, è fortemente livellato al punto che oggi
in campo non si notava assolutamente la forte differenza tra la
terza e la penultima squadra in classifica: motivo in più per
rammaricarsi per quello che poteva essere e che certamente non
sarà. Non cantiamo assolutamente vittoria perché dopo Reggio
Emilia c’è Potenza e dopo Rimini il Pescina per cui con serenità
affrontiamo domenica il Pescara cercando di giocare con un
pressing alto sui portatori di palla senza perdere la tensione
in difesa perché si affronta una squadra sicuramente valida e
seriamente indiziata per la vittoria finale. Cerchiamo quindi di
mantenere la concentrazione evitando di affrontare ora discorsi
diversi da quelli che riguardano il calcio giocato perché
dobbiamo uscire subito dalle sabbie mobili senza far troppi
conti sulla restituzione del punto di penalizzazione. I tifosi
hanno incitato, hanno contestato, hanno invitato ad onorare la
maglia, a cacciar fuori gli attributi ed oggi forse la squadra
ha meritato anche se, con una caterva di occasioni maturate
nella metà campo dei veneti, bisognava chiudere la partita prima
perché alla fine dobbiamo ringraziare un grande intervento di
Bindi che riesce a difendere i tre punti che sicuramente sono
ampiamente meritati; continuiamo con grinta e carattere e
sicuramente riusciremo a raggiungere la meta prefissa, il
risultato minimo ma necessario per salvare questa stagione
balorda.
Alberto Mangano
Pescina
Foggia 2-0
Il Foggia cade nuovamente in
campionato e lo fa in trasferta contro il Pescina squadra che,
per rappresentare un piccolo comune dell’Abruzzo, si affida a
calciatori esperti che hanno calcato, in un recente passato,
l’erba degli stadi del massimo campionato italiano. Il Foggia
arrivava in Abruzzo con tante speranze tese soprattutto ad
abbandonare le ultime posizioni della graduatoria dopo la
sonante vittoria contro il Rimini per 3-0. La squadra rossonera
subisce in avvio il gol del vantaggio dei padroni di casa ma non
si arrende e tenta la rimonta impastendo manovre che però non
vengono mai finalizzate. E’ bastato un Salgado sofferente tra le
maglie della difesa del Pescina, per annotare nella prima
frazione un grande possesso di palla ma pochissime vere
occasioni da gol. Nella ripresa, mentre si aspettava la reazione
degli uomini di Porta, si assiste ad un gioco abulico e
inconcludente anche da parte dei nuovi innesti. Il Foggia prende
il secondo gol e, grazie ad alcune pregevoli parate di Bindi,
riesce a contenere il risultato evitando la goleada e non dando
mai l’impressione di poter invertire l’andamento della gara. Un
grosso passo indietro del Foggia oggi che deve far riflettere
soprattutto per il cammino che ci aspetta da domenica prossima
in avanti. Se si vuole vincere, se si vuole rimediare ad un
risultato che appare in salita durante un incontro bisogna
proporsi in area avversaria perché il solo Salgado non può
sempre da solo risolvere le partite a nostro favore: gli
avversari riescono a prendere le misure all’attaccante cileno ed
il Foggia non riesce più a creare una sola azione da gol.
Usciamo mesti e sconsolati da uno stadio, quello di Avezzano,
con pochi intimi, non da un campo caldo e fastidioso come quelli
del centro-sud, come quello di Cava. Oggi i ragazzi potevano
giocarsela sino alla fine, alla pari, senza condizionamenti
psicologici ed invece la brutta prestazione ci fa capire che
oggi siamo riusciti ad essere più deboli del Pescina, squadra
che comunque non aveva avuto un grande inizio di campionato
soprattutto tra le proprie mura. Ormai abbiamo capito che a
Foggia non ci sono più la capacità economiche sia per cambiare
la guida tecnica sia per prevedere qualche ulteriore innesto:
questo significa che, stando così le cose, bisogna affidarsi
alla buona sorte nella speranza di riuscire a strappare qualche
punticino qua e là sino alla fine del campionato. Sappiamo che
sarà dura, molto dura ma, se questo passa il convento…
Alberto Mangano
Foggia
Rimini 3-0
Vittoria doveva essere e
vittoria è stata: il tabù Zaccheria è stato sfatato e il Foggia
rifila tre gol al Rimini in una gara sicuramente non bella ma
che doveva dare la vittoria ai padroni di casa che oggi lasciano
volentieri l’ultimo posto in classifica ma soprattutto si
riprendono dal punto di vista morale. Il nuovo modulo varato da
mister Porta sembra più adatto alle caratteristiche tecniche dei
propri uomini anzi, nel secondo tempo, quando il centrocampo si
è rafforzato con l’innesto di Velardi al posto di Ferrari, si
sono viste le cose migliori del Foggia. In effetti, anche se la
gara è sembrata in discesa grazie all’ennesima perla di Salgado
in avvio, nel primo tempo gli ospiti hanno creato di più
cercando di impegnare l’ottimo Bindi in più di un occasione e,
all’intervallo, i rossoneri sembravano quasi in affanno nei
confronti dell’avversario. E’ bastato arretrare il baricentro ed
addirittura si sono viste le cose migliori in attacco con una
palla che alle volte girava secondo geometrie precise, come non
si vedeva da tempo. Il fosso è stato saltato? Assolutamente no,
abbiamo solo messo tre punti in carniere ma, certamente ci sono
cose ancora da rivedere per giungere senza eccessive sofferenze
alla sperata salvezza: oggi per esempio in più di un occasione
si è cercato di raggiungere Salgado e Di Roberto con lanci
lunghi dalla tre-quarti rossonera che, o venivano intercettati
dai centrali della difesa romagnola, oppure passavano ma
schizzavano a causa del campo scivoloso; con la palla a terra e
con un centrocampo così infoltito si poteva facilmente far
salire la squadra e su questo siamo certi che la guida tecnica
avrà da discutere in settimana. Bisogna non perdere la
concentrazione e ritornare in campo con la stessa determinazione
per raggiungere, grazie ad una classifica corta, tranquillamente
la metà della classifica e vivere finalmente una primavera
tranquilla. Meritano sempre un encomio i tifosi che hanno
incitato la squadra ininterrottamente e l’auspicio è quello di
riuscire a vedere ancora più gente allo stadio perché mai come
quest’anno è decisivo il dodicesimo uomo in campo ma per
arrivare a ciò è necessario fare risultato e far rinascere
quegli entusiasmi che latitano a Foggia ormai da troppo tempo.
Infine la società, con una scritta sulle maglie, ha voluto
ricordare la assurda tragedia del palazzo di viale Giotto che
colpì la nostra città esattamente 10 anni fa: iniziativa
lodevole che deve farci sentire oggi, ancor più di ieri, vicini
a questi nostri fratelli che ormai ci guardano da lassù.
Alberto
Mangano
Potenza
Foggia 2-1
Con il Ravenna più di
qualcuno aveva detto di non illudersi, che la gara l’aveva vinta
soprattutto Salgado il quale aveva estratto il classico coniglio
dal cilindro come non gli capitava da un po’; ebbene questa
gente ha avuto ragione a non illudersi, a rimanere con i piedi
per terra, che la zona bassa era vicina e che si poteva
raggiungere; credevamo che poteva non essere così, invece il
fanalino di coda Potenza, che non vinceva dalla seconda di
campionato, ci mette in mezzo ad una strada con un risultato che
poteva essere ancora più rotondo se l’estremo Bindi non avesse
compiuto un miracolo prima del gol di Mancino che poteva
riaprire la gara. Ora poco importa se siamo ultimi o penultimi,
di certo la zona salvezza è a 3, meglio a 4 punti: se non si
riacchiappa il gruppone si rischia di dover giocare solo per
determinare l’eventuale posizione nella griglia dei play out o
di evitare la retrocessione diretta. Cosa non funziona nella
squadra? Sembra evidente che non esiste un gioco ordinato, una
benché minima organizzazione di gioco e, in una partita che
sembrava essere già uno spareggio, il Foggia riesce a non
impensierire praticamente mai il portiere avversario: certo
Mancino oggi poteva diventare il Salgado di Ravenna con una
doppietta ed un bel gol in acrobazia, ma la prestazione sarebbe
rimasta mediocre e nettamente al di sotto della sufficienza;
cosa combineremmo oggi in una spareggio play out? Attualmente, è
inutile negarlo, siamo la squadra più scarsa del girone, squadra
che magari vanta anche due vittorie in trasferta nelle quali
però, se avesse perso, c’era poco da obiettare. La difesa
continua ad essere un disastro anche per le prestazioni non
eccellenti dei due nuovi Micco e Carboni, un centrocampo che non
fa filtro ed un attacco che manca della punta centrale, presente
in tutte le compagini indipendentemente dal modulo di gioco;
certamente Ferrari non era al meglio, ma se era in panchina,
forse a 5 minuti dalla fine avrebbe potuto tentare
l’impossibile, piuttosto che far entrare un difensore, Cuomo, ed
avanzare Burzigotti a fare il centravanti. Ma chi può darci una
spiegazione? A chi giova questo silenzio stampa? Qui si rischia
di sprofondare in C2 senza società e senza organico,
praticamente di entrare nell’anticamera del terzo fallimento
nella storia del Foggia (forse rappresenterebbe un record). Con
quale spirito vivremo questa settimana che ci separa dal match
con il Rimini? Chi può dirci se val la pena di crederci ancora
oppure si è mollato tutto? Di certo proprio la partita di oggi
diventa la più preoccupante tra quelle disputate perché di
fronte avevamo quella che era considerata la squadra peggiore
della categoria ma noi siamo stati bravi a sottrarre loro questo
poco nobile scettro.
Alberto
Mangano
Reggiana
Foggia 3-4
Finalmente una bella
partita! Emozionante, intensa e che alla fine ha visto prevalere
il Foggia in quello stadio che lo vide disputare la sua ultima
gara in serie A. Ebbene, contro tutte le previsioni, la squadra
rossonera ritrova i tre punti ed un Salgado che disputa forse la
sua migliore partita da quando è giunto in Capitanata. Pensare
di aver saltato definitivamente l’ostacolo è da folli anche
perché le quattro sconfitte consecutive e gli striminziti
pareggi casalinghi pesano ancora sull’attuale classifica.
Certamente il morale comincia a salire, tutto sommato qualcosa
di positivo sul gioco espresso si è visto ma gli svarioni
difensivi soprattutto a destra e al centro che hanno portato gli
avanti amaranto più volte vicini alla realizzazione meritano una
attenta riflessione a partire dalla ripresa degli allenamenti.
Riconosciamo che oggi la dea bendata in più occasioni ci ha
strizzato l’occhio perché se, soprattutto nel finale, la
Reggiana avesse pareggiato, di certo non avrebbe rubato nulla:
ma il calcio si sa è così, una domenica ti leva ed un’altra ti
regala. Per fortuna oggi, a mente serena e con tre punti in
saccoccia, Porta e Pecchia dovranno valutare probabilmente altre
soluzioni in difesa perché molto, ma molto spesso gli attaccanti
avversari si trovavano soli davanti a Bindi il quale ha dovuto
fare gli straordinari per arginare i numerosi attacchi da parte
di una squadra apparsa sicuramente non trascendentale e che in
futuro potrebbe avere problemi con squadre più quadrate ed
attente. Come si diceva oggi è il gran giorno di Mario Salgado
capace, con la sua tripletta, di trascinare i suoi alla vittoria
e regalando due perle ai presenti allo stadio che hanno
ricordato giocate di calciatori sudamericani più famosi di lui:
abbiamo ritrovato il Salgado che avevamo perso? Tutti lo
speriamo perché, con un fuoriclasse di quella portata, possiamo
veramente tirarci fuori dalle sabbie mobili della zona play out
ma bisogna dimenticare in fretta la gara del Giglio e
concentrarsi per affrontare la prossima, quella che ha già il
gusto dello spareggio, che si svolgerà a Potenza e proprio da
quella gara potrebbe ripartire il nostro campionato con un po’
più di attenzione dietro, confidando anche nel ritorno di
Carboni, e mettendo in campo quei ragazzi che hanno dimostrato
in casa con il Taranto ed in trasferta oggi di lottare sino
all’ultimo senza mollare mai. Grazie ragazzi e grazie Salgado
per la bella giornata che avete voluto regalare ai vostri tifosi
che sono accanto a voi per superare definitivamente questo
bruttissimo momento.
Alberto
Mangano
Cosenza
Foggia 4-0
Se qualcuno pensava che
la settimana appena trascorsa poteva creare una sorta di svolta,
se non altro psicologica, per cercare di raccogliere qualcosa di
positivo nella trasferta calabrese, ebbene questo qualcuno è
rimasto ancora una volta deluso dalla prestazione offerta dal
gruppo guidato dal duo Pecchia Porta. La squadra affonda davanti
a circa 200 supporters rossoneri che a fine gara decidono di
voltare le spalle alla squadra in senso di pacifica e legittima
protesta. Un 4 a 0 e la quarta sconfitta consecutiva affondano
sembra in maniera definitiva una squadra allo sbando totale e
sempre in balìa degli avversari. Oggi, così come domenica scorsa
contro il Marcianise, non si intravedono spiragli positivi per
il futuro e un eventuale , oggi improbabile, salvezza può
passare solo attraverso un cambio alla guida tecnica e rinforzi
dimostratisi ancora una volta indispensabili. Purtroppo, però,
se la società ha deciso di mollare definitivamente, tutto ciò
non potrà avvenire perché si andrebbe oltre la somma destinata
dagli 8 soci per la normale amministrazione. Sicuramente, anche
per rispetto di chi ha sottoscritto l’abbonamento, e quindi ha
firmato un assegno in bianco, la società ha il dovere di non
chiudersi nel silenzio e di affrontare le telecamere per
spiegare il da farsi perché queste persone,
il cui impegno in questi anni non è in discussione, hanno però
preso una squadra in C1 e il raggiungimento di 3 finali play off
non giustifica il fatto di abbandonare la squadra che ,
agonizzante, sta perdendo anche la categoria. Allora, non si può
lasciare così come si lascia un azienda qualunque: c’è una
storia da onorare e dei colori da rispettare e si ha il dovere
di ringraziare quei tifosi che, numerosi, si sobbarcano
chilometri e chilometri la domenica invece di seguire la
squadra, come tanti, comodamente seduti in salotto. Nessuno ha
prescritto a nessun altro di avventurarsi nel calcio ma, una
volta preso un impegno, bisogna cercare di farlo con passione e
responsabilità per il rispetto di tanti che hanno dato fiducia a
queste persone. Lo spettacolo di Cosenza è per la quarta volta
consecutiva indecente e probabilmente è fortemente al di sotto
anche della normale amministrazione. Chi è che ha avuto la
splendida idea di far giocare Torta a Foggia e spedire Posillipo
chissà dove? Ma sui limiti tecnici di questa squadra e anche
sulla incapacità di creare uno schema che preveda tre passaggi
consecutivi ci si potrebbero scrivere capitoli e capitoli ma
oggi è necessario fare due + due e chiarire se c’è la
possibilità di modificare qualcosa in campo o dobbiamo solo
sperare che questi signori si allontanino da via Napoli? A
questo punto conviene allora lanciare un appello a tecnici e
calciatori oggi senza contratto e che magari hanno fatto parte
in passato della nostra famiglia affinchè possano tornare in
Capitanata, sia chiaro a titolo GRATUITO, per tentare di evitare
la retrocessione: la città sarebbe loro grata in eterno e
verrebbero riportati tutti sui libri della storia rossonera.
Pensate che sia utopistico? Io voglio ancora credere che non sia
così.
Foggia
Real Marcianise 1-3
Vergognatevi!
Con questo grido unanime si è conclusa la gara con il Real
Marcianise, ma probabilmente si e concluso un ciclo, uno dei
tanti nei quasi 90 anni di storia dei colori rossoneri. Da un
po' di tempo avevano mollato i soci ma dopo la catastrofica gara
dello Zaccheria sembra che siano in tanti a voler abbandonare la
nave che affonda. C'e da salvare almeno la categoria ma se il
Marcianise giunto a Foggia rappresentava il classico fanalino di
coda, l'impresa a questo punto risulta essere assai ardua ed
insidiosa. D'altro canto la squadra ha manifestato dei grossi
limiti sul piano del gioco ma soprattutto ha evidenziato carenze
tecniche dei singoli calciatori in balìa totale degli avversari
ed incapaci anche delle giocate più elementari; probabilmente
quest'anno si è osato troppo realizzando un cocktail tra
"fenomeni" che giocano svogliati e desiderosi di cambiare aria e
che alla fine passeggiano per il campo e ragazzi inesperti che
magari danno il massimo che è purtroppo insufficiente per quello
che questo pubblico si attende; il tutto poi condotto da due
tecnici inesperti che non sono in grado di gestire una
situazione diventata ormai difficilissima. Sicuramente questo è
il prezzo da pagare dopo tre play off buttati al vento, tre
occasioni che avrebbero potuto cambiare il corso della storia e
che invece potrebbero mettere la parola fine al calcio a Foggia:
non si tratta di essere disfattisti o qualunquisti ma in una
città con mille problemi, con l'immondizia che giace abbandonata
agli angoli delle strade, pensare di trovare forze fresche
capaci di risollevare le glorie dell' US Foggia, diventa
veramente una impresa a dir poco irrealizzabile. La società?
Sicuramente ha messo fuori dei soldi ma forse andavano
distribuiti in modo diverso evitando di dare carta bianca a
Salerni con più di un contratto troppo oneroso per la categoria,
e chiedere oggi un campionato che preveda una salvezza
tranquilla con un gruppo di ragazzini di buona volontà; c'e
veramente poco da stare tranquilli, all'orizzonte non sembra
palesarsi un nuovo sodalizio e le prospettive di vanificare
quella grandiosa cavalcata che fu sapientemente guidata da
mister Marino, sono purtroppo maledettamente fondate.
Alberto
Mangano
Foggia
Ravenna 1-2
Il Ravenna viene e vince
senza sudare più di tanto: di fronte si trova un avversario
evanescente e senza idee che invece di riscattare la brutta
scoppola di Terni riesce a peggiorare la propria situazione sia
nel morale sia soprattutto in classifica. Oggi non si riescono a
trovare giustificazioni per una partita brutta che ha
evidenziato in maniera netta alcuni limiti, anche tecnici, nella
squadra guidata dal duo Porta-Pecchia. Dopo il vantaggio ospite
non c’è stata alcuna reazione in campo e la gara è stata
raddrizzata dal bel gol di Goretti che ci dice che forse un po’
di esperienza in campo non guasterebbe. Guardiamoci seriamente
alle spalle, affrontiamo il Real Marcianise consapevoli che
siamo già ad uno scontro diretto e soprattutto non pensiamo ai
punti che ci separano dalla vetta perché sarebbe l’errore
imperdonabile che potrebbe farci sprofondare. Oggi si è vista
una squadra capace di reagire solo ad inizio della ripresa,
probabilmente caricata dai tecnici, ed infatti è sembrato che da
un momento all’altro si potesse esultare per il gol vittoria; ed
invece dopo il gol mancato di Di Roberto ed un tiro dalla
distanza di Salgado, si è tornati ai lanci lunghi, ai falli
inutili e ai dribbling inutili; non si è vista una trama di
gioco, non si è mai vista la possibilità di ribaltare il
risultato se non nel finale con quel tiraccio di Mancino. Forse
è giusto salvare solo la prova di Salgado che, se non altro, si
è mosso bene in avanti ma che si è ritrovato sempre solo senza
un compagno che riuscisse a liberarsi per un eventuale appoggio.
Alla fine della gara, un pubblico sempre inneggiante per tutti i
90 minuti ha fischiato la squadra in maniera civile e all’uscita
dello stadio i volti erano quelli di chi ormai, deluso da
promozioni svanite per poco negli ultimi anni, si trova a
gestire una situazione nuova, mortificante e forse difficile da
affrontare. Sappiamo che la società difficilmente tornerà sul
mercato, anche quello degli svincolati, e allora stringiamo i
denti, riconsideriamo bene le nostre ambizioni ed incrociamo le
dita: quest’anno ci tocca soffrire più degli altri anni ma il
tifoso rossonero non si tira indietro ed è sempre pronto a
stringersi intorno alla squadra nei momenti difficili.
Alberto Mangano
Ternana Foggia
4-1
Il Foggia
raccoglie la prima sconfitta del campionato e lo fa nel peggiore
dei modi cancellando in soli 90 minuti tutto quello che di buono
era stato detto intorno a questo giovane gruppo. Ad onor del
vero il Foggia aveva anche incominciato la gara con il piglio
giusto riuscendo ad imporre il proprio gioco imbrigliando gli
avversari e collezionando alcune occasioni da gol; e tutto
sommato, nel primo tempo, il pareggio poteva starci
tranquillamente. Ma nella ripresa la squadra ha evidenziato
tutte le proprie lacune e i propri limiti nei confronti di una
squadra che ha saputo trafiggere gli ospiti rimasti in dieci ma
soprattutto senza idee, evanescenti e inconcludenti.
Probabilmente non andava tutto bene nelle prime gare cosi come
non va tutto male dopo la disfatta del Liberati e la partita di
mercoledi potrà dirci dove possono arrivare Porta e Pecchia con
questo gruppo. Certo che una squadra matura non può farsi
prendere dal panico quando vede le cose che non si mettono nel
verso giusto così come è successo subito dopo il secondo gol
rossoverde. Oggi non possiamo più dire che il Foggia va bene in
trasferta e soffre in casa, così come non possiamo più dire di
avere la difesa meno perforata della categoria. Bisogna
ammettere che le squadre che avevamo incontrato fino alla scorsa
gara probabilmente erano di una levatura inferiore alla Ternana
e che dobbiamo imparare a restare con i piedi per terra quando
un risultato ci esalta e cercare di reagire dopo una disfatta
come quella di Terni. Certo può essere che la sosta di domenica
scorsa può averci fatto perdere la condizione, la tensione ma
fatto sta che, almeno nel secondo tempo, si è vista una squadra
alle corde che avrebbe potuto subire ancora tanti gol. Per
fortuna c’è subito la partita di mercoledì contro il Ravenna e
solo il risultato pieno può far subito dimenticare la brutta
figura di domenica: diamo ancora fiducia a questo gruppo
recandoci tutti allo stadio per voltare subito questa brutta e
triste pagina.
Alberto Mangano
Foggia
Virtus Lanciano 0-0
Il Foggia continua a
rimanere imbattuto anche se i propri tifosi si aspettavano la
prima vittoria soprattutto dopo la buona prestazione di Andria.
Ma forse la squadra è ancora acerba, ancora non pronta ad
affrontare lo Zaccheria con la giusta determinazione. La cosa
che salta maggiormente agli occhi è il fatto che la squadra di
Porta gioca a centrocampo con Velardi e D’Amico che alla fin
fine sono due interditori e che quindi possono far meglio fuori
casa che in casa. Ecco, quello che non si è visto con il
Giulianova e con il Lanciano è stata la impostazione di gioco
fluida e lineare che deve appunto necessariamente passare da
centrocampisti dai piedi buoni, cosa che forse quest’anno non si
riesce ad intravedere. Poi va senza dubbio sottolineata la
condizione ancora lontana dallo standard di Salgado e Di Roberto
che riescono ad essere sempre in ritardo sul pallone e che
dovrebbero ora cercare di impegnarsi un po’ di più visto che il
mercato è fermo e i rossoneri hanno bisogno della loro classe e
del loro estro. Sicuramente la difesa sta facendo progressi e si
vedono dei miglioramenti giornata dopo giornata, frutto di una
intesa tra i singoli che cominciano a prendere coscienza delle
proprie possibilità. Riguardo alla classifica che va
delineandosi, vola come un razzo la Ternana rincorsa dal
Portogruaro, dal Pescara ma soprattutto stentano alcune squadre
di coda, che poi sono quelle che dobbiamo guardare per prime
considerando la giovane età e la conseguente inesperienza della
nostra compagine. Noi possiamo continuare nella nostra crescita
settimana dopo settimana preparandoci per il prossimo
consecutivo impegno casalingo contro il Ravenna che ancora una
volta potrà darci un altro tassello per arrivare a capire dove
può arrivare questa squadra. Infine vale la pena spendere alcune
parole sull’attuale proprietà del Foggia: quest’anno ha dettato
delle regole rigide che sembravano dovevano farci affondare in
fondo alla graduatoria: per il momento ciò non è avvenuto e
sinora, su quattro partite, indipendentemente dal risultato
finale, nessuna squadra è sembrata nettamente superiore ai
ragazzi di Porta. Questo vuol dire che bisogna credere nei
giovani, ma anche saperli scegliere, conoscerli e motivarli
perché, il più delle volte, questa piazza ha rappresentato e
continuerà a rappresentare un buon trampolino di lancio per la
carriera: la società lo sa, i ragazzi pure e quindi siamo pronti
ad aspettarci il massimo da ciascuno di loro cercando di
raggiungere il più presto possibile la matematica salvezza, per
poi cercare di togliersi qualche piacevole sfizio.
Alberto Mangano
Che campionato sarà?
Il calcio
d'agosto e le chiacchiere di ombrellone sono ricordi ormai
lontani e da due settimane ormai i numeri tornano a fare i
padroni. Dopo la rivoluzione della rosa e i malumori della
piazza, tutto sommato i 2 punti in carniere hanno gettato un po'
d'acqua sul fuoco e probabilmente qualche timido sorriso e
affiorato sulla bocca di qualche detrattore. Certo i 2 pareggi
hanno una valenza totalmente diversa: molto più prestigiosa ed
inaspettata la prima al Bentegodi rispetto alla prestazione
dello Zaccheria di domenica scorsa; non si tratta di vedere il
bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto ma di comprendere che certi
meccanismi, indipendentemente dai risultati, vanno ancora oleati
e perfezionati per cui sentenze affrettate su questa squadra
risultano fuori luogo e destinate solo a tentare di far male ad
un gruppo giovane e quindi fragile. La società ha preso una
strada ed è giusto tirare le somme più in là, quando la
classifica sarà maggiormente delineata ed avrà affidato un
ruolo alla compagine rossonera; non dimentichiamo che la squadra
affidata a Novelli un anno fa non dava affidamento eppure alla
lunga vennero fuori ragazzi come Troianello, Bremec, poi
Pedrelli mentre delusero quelli che dovevano fare la differenza
e cioè Salgado e Delcore: alla fine sono stati centrati i play
off meritatamente. Secondo me oggi bisogna gioco forza
privilegiare una gestione oculata come avviene per il Chievo in
A, per l'Albinoleffe in B e per tante altre società che riescono
a sopravvivere e ad iscriversi ai rispettivi campionati. Poi, se
ci sono magnati disposti a spendere milioni per allestire una
signora squadra, che si facciano avanti perché la porta di via
Napoli è sempre aperta. Per il momento ci conviene stare vicini
alla squadra a partire dalla prossima gara contro l'Andria,
attuale fanalino di coda, in attesa che la società voglia
puntellare l'organico magari pescando tra i disoccupati tra i
quali il Foggia ha sempre visto bene. Se, come penso, questi
giovani vengono presi in seria considerazione dal duo
Porta-Pecchia e capiscono che una vetrina come questa è
fondamentale per il proseguio della carriera, allora sì che
potremmo vederne di belle, sempre cercando di guardarci le
spalle piuttosto che cercare di “acchiappare” le grandi. Il
campionato è lungo e i veri valori sul campo si vedranno solo a
gennaio mentre chi avrà birra ancora in primavera potrà gestire
la fine del campionato da protagonista… ma adesso, per piacere,
un passo alla volta!
Alberto Mangano
Benevento
Foggia 2-2
Peccato! Il sogno
rossonero svanisce sul terreno del S.Colomba di Benevento.
Ancora una volta usciamo da questi maledetti play off senza
perdere e questo fa rabbia ancora di più. Avremmo voluto una
città con le bandiere e gli stendardi a sostituire quei
manifesti elettorali che in queste settimane hanno imbrattato le
nostre strade, le nostre piazze, i nostri palazzi. Purtroppo il
verdetto del campo è stato spietato anche se l’ultimo quarto
d’ora foggiano lascia ammutolito il pubblico di fede giallorossa
consegnando alla storia una squadra che sino all’ultimo è stata
capace quasi di sovvertire pronostici e affrettate conclusioni:
in definitiva l’ultima gara del Foggia in questa stagione
rispecchia fedelmente l’intero suo campionato con una prima
parte in cui si esalta la buona volontà rossonera ma anche le
qualità e la forza cinica degli avversari ed una parte finale
caratterizzata dalla rabbia e dalla voglia di lasciare il segno,
praticamente di mortificare gli avversari. Ecco forse al Foggia
di quest’anno è mancata la costanza, la sicurezza e il tutto è
stato determinato solo dalla buona volontà del gruppo e molto
spesso dalla forte determinazione. Cosa prendere di buono per il
futuro dalle esperienze degli ultimi 3 anni? Certamente che i
play off si possono anche disputare ma non da quinti, bisogna
puntare se non al primo almeno al terzo posto per evitare di
uscire mestamente come quest’anno e come in passato giocando al
pari con gli avversari. In questo momento verrebbe voglia di
fare previsioni per il mercato, per la squadra dell’anno
prossimo, per il prossimo allenatore ma i tempi purtroppo non
sono ancora maturi; dalle parole del presidente traspare la
volontà di trovare nuova linfa per il sodalizio, traspare una
delusione che stronca sul nascere i buoni propositi, se mai ce
ne fossero, degli otto soci. Di certo noi tifosi ancora una
volta, a testa alta, con la dignità che è propria di coloro che
vantano esperienze di altri livelli, malinconicamente ammainiamo
le bandiere senza la voglia di commentare, senza la forza di
processare ma con un solo grido che ancora una volta accomuna
tutti noi: Grazie ragazzi e forza Foggia!
Alberto Mangano
Foggia
Benevento 1-0
Il
primo atto della semifinale play-off il Foggia la vince solo
sugli spalti grazie ai tifosi che sorprendono tutti, ad inizio
gara, con una nuova coreografia bella ed emozionante. Subito
dopo la gara: il Foggia la comincia bene imbrigliando il
centrocampo giallorosso e cercando di arrivare ad impensierire
il portiere avversario con geometrie forse un po’ troppo
complicate. Comunque tutto sommato un bel Foggia considerato
anche che di fronte aveva una squadra con ottimi elementi sia in
difesa sia soprattutto in avanti ed infatti Novelli riesce a far
giocare alta la squadra, con un pressing asfissiante sul
portatore di palla e con Germinale e Salgado che riescono sempre
ad aggredire gli spazi. Poi, nella seconda metà della gara la
squadra rossonera cade nel tranello tesogli dagli avversari e si
allunga, evidenziando in tal modo le differenze tecniche tra le
due compagini ed offrendo il fianco agli attacchi sanniti che
non giungono alla meta finale solo per errori grossolani degli
attaccanti; di contro il Foggia, con un Troianiello un po’ al di
sotto del suo standard di rendimento, non riesce mai ad
incunearsi tra le maglie strette dei difensori avversari e
finisce sempre con rimbalzare davanti ad un muro di gomma: certo
se ci fosse qualcuno in grado di piazzare ogni tanto un bolide
dai 25-30 metri forse certe partite potrebbero prendere un’altra
piega. Ad onor del vero bisogna anche dire che il Foggia
recrimina per due rigori netti non assegnati, uno su Salgado nel
primo tempo ed un altro su Trezzi nella seconda frazione di
gioco ma questi purtroppo sono episodi che non possono
giustificare il risultato di una gara che andava vinta e che
rimanda tutto alla settimana prossima, sul terreno campano, dove
gli uomini di Novelli, per accedere alla finale, dovranno
portare a casa l’intera posta e la cosa non sembra facile. Il
Benevento a Foggia ottiene quello che voleva ed ora,
obiettivamente, ha almeno il 70% delle possibilità di passare il
turno. Noi comunque continuiamo a crederci, la nostra squadra
quest’anno ci ha fatto grossi regali quando meno ce lo
aspettavamo e chissà che domenica prossima possiamo riuscire a
risollevare il nostro morale che purtroppo oggi non è al
massimo. Come sempre incrociamo le dita e sempre Forza Foggia.
Alberto Mangano
Foggia
Crotone 1-0
Il Foggia
conquista i play off

E alla fine la rincorsa
tanto affannosa e nella quale in pochi credevano si è compiuta:
il Foggia è nei play off conquistandoli al triplice fischio
dell’ultima gara così come predetto da mister Novelli. Oggi è
giusto festeggiare perchè dopo la gara persa in quel di Arezzo
il traguardo sembrava veramente irraggiungibile ma poi, grazie
anche ad un vistoso calo della Cavese, il Foggia si trova lì,
per il terzo anno consecutivo, a disputarsi la promozione tra i
cadetti. Cercando di rimanere obiettivi, possiamo affermare che
attualmente il Foggia è la squadra che ha una marcia in più, che
forse ha sofferto meno degli altri il calo di forma che altri
hanno subito in primavera e non dimentichiamo il fatto che i
rossoneri solo una volta hanno lasciato l’intera posta nel
girone di ritorno, ad Arezzo appunto. Adesso il Foggia ha le
stesse possibilità degli altri anzi, proprio nella semifinale
contro il Benevento, si troverà di fronte una grande delusa di
questo campionato, una di quelle compagini che aveva speso tanto
quest’estate per tentare il salto diretto e che invece si trova
ad affrontare una squadra di giovani, guidati da Fabio Pecchia,
che arrivano all’appuntamento del 31 maggio con una
determinazione ed una voglia di far bene che potrebbe essere
l’arma vincente; d’altro canto bisogna studiare bene la gara in
queste due settimane perché proprio le squadre che fanno
dell’esperienza la propria forza, possono avere la meglio sugli
avversari nei momenti importanti. Noi crediamo nella squadra,
nel suo tecnico che ha lavorato in un ambiente spesso ostile e
nei dirigenti che, tra mille difficoltà, nel mormorio di tanti
che li vedrebbero gettare da un momento all’altro la spugna,
sono lì per il terzo anno consecutivo a giocarsela e quest’anno
il primo traguardo ha un sapore magico proprio perché
conquistato tra l’indifferenza di tanti e dopo che la società
aveva dichiarato di aver sposato la linea dei giovani:
chiediamoci quanti di noi pensavano ai play off dopo la gara di
agosto contro il Barletta oppure dopo i mugugni di Natale quando
la società non solo riconfermò Novelli ma diede il benservito a
Delcore e a Coletti. Oggi, comunque vada il campionato, questa
gente ha avuto ragione riuscendo nell’impresa. Un capitolo a
parte meritano comunque i tifosi, anche oggi splendidi
nonostante le tante delusioni subite negli ultimi anni: crederci
non ci costa niente, anche Caramanno 20 anni fa vinse contro
tutto e tutti e dal suo successo nacque quella squadra che
avrebbe strabiliato l’Italia intera; noi siamo ancora qui
aspettando l’alba di un nuovo giorno…
Alberto Mangano
Ternana Foggia
2-2
Godiamoci una mezza
giornata di euforia. Abbiamo conquistato il quinto posto con una
rimonta che sembrava impossibile sino a qualche settimana fa
soprattutto convincendo sul terreno di gioco e dimostrando di
meritare il tanto sospirato traguardo. Godiamo sì, ma non troppo
perché sarebbe sciocco rovinare il tutto all’ultima puntata, non
vogliamo pensarci ma sarebbe un qualcosa di assai triste:
quindi da domani bisogna rimboccarsi le maniche e cercare di non
perdere condizione e concentrazione. A questo punto, arrivare ai
play off al filo di lana significherebbe continuare il
campionato con l’euforia di chi ha conquistato un qualcosa che
sembrava irraggiungibile e poi, diciamocela tutta, attualmente
il Foggia è la squadra più in forma del campionato e dovranno
essere i nostri avversari a temerci. Domenica prossima dobbiamo
riempire lo Zaccheria e trascinare la nostra squadra alla
vittoria con la forza e il calore che il nostro pubblico, al
pari di pochi altri, sa dare nei momenti importanti. Dimostriamo
domenica di essere veramente il dodicesimo uomo in campo e
spingiamo la nostra squadra alle fasi finali di questa
stagione perché le merita sicuramente. Questo è un gruppo che
nei momenti di difficoltà, quando la piazza borbottava, quando
c’era aria di contestazione e di diffidenza, è riuscito a
restare compatto, a lavorare con professionalità sotto lo
sguardo attento di mister Novelli che merita un grande plauso da
tutti noi che abbiamo seguito attentamente tutte le fasi, quelle
buone e quelle meno buone, di questa stagione. Diciamo che la
missione impossibile è stata raggiunta; per mettere l’ultimo
tassello a questo puzzle siamo chiamati tutti a raccolta e siamo
certi che tra una settimana, a quest’ora, saremo di nuovo in
giro con le bandiere per il raggiungimento della prima tappa.
Tutti uniti per gridare: FORZA FOGGIA!
Alberto Mangano
Foggia
Virtus Lanciano 4-1
Il Foggia svolge nel
migliore dei modi il compito assegnatogli e rende pan per
focaccia al Lanciano che lo aveva umiliato nella gara di andata,
proprio la gara che determinò scelte importanti sulla rosa della
squadra da parte del sodalizio di via Napoli. Tutti contenti,
tutti soddisfatti! Attenzione, siamo arrivati sino a 180 minuti
dal traguardo e non possiamo distrarci, non c’è niente da
festeggiare ed il fatto che ormai il “nemico” è ad una sola
lunghezza, non deve far distrarre i ragazzi attesi da una
difficile trasferta, la stessa che ci regalò i play off lo
scorso anno, ma forse oggi gli umbri sono più forti di allora,
considerando che sono riusciti a bloccare gli assalti della
Cavese, complicando loro la vita (e meno male) in un campo
ostico sotto tutti i punti di vista. La gara del Foggia di oggi
è stata consegnata alla storia come una partita nella quale i
rossoneri hanno fatto il minimo indispensabile contro una
squadra molto allegra, soprattutto nella fase difensiva, ma
soprattutto mai capace di mettere in discussione un risultato
acquisito già nei primi minuti di gioco. A nulla valgono le
lamentele del tecnico abruzzese sugli errori arbitrali perché
ogni tanto bisognerebbe farsi un esame di coscienza invece di
buttar fango per nascondere i limiti tecnici e tattici che oggi
una squadra ha mostrato sul rettangolo di gioco dello Zaccheria.
Ma questi sono problemi che non ci toccano, noi dobbiamo
guardare avanti, pensare a raggiungere gli spareggi finali
perché sono alla nostra portata: le squadre su di noi stanno
mostrando di avere problemi di forma e di rendimento e questo è
fondamentale non solo per il raggiungimento del tanto desiderato
quinto posto, ma può rappresentare quel qualcosa che ci può
tornare utile nella disputa delle fasi finali. Non è il caso
comunque di fare già voli pindarici, manteniamo i nostri piedi
per terra e ringraziamo questo gruppo che, spesso con il clima
avverso e sicuramente con un’esperienza modesta, ci sta
avvicinando al sogno tanto sospirato. Dobbiamo restare
concentrati e ripartire domenica con lo stesso spirito con il
quale i ragazzi si sono congedati oggi dallo Zaccheria: tutti
insieme, abbracciati, gli undici titolari e i ragazzi della
panchina a dimostrazione di un gruppo che è solido, di un gruppo
che vuole arrivare, ben guidati dal timoniere, mister Novelli,
che è meno scarso evidentemente di quello che qualcuno vuol far
credere in giro ma a noi anche questo non interessa, bisogna
stringersi tutti insieme e gridare a squarcia gola FORZA
FOGGIA!!!
Alberto Mangano
Paganese Foggia 0-0
Tutti si aspettavano i 3
punti a Pagani ed invece il Foggia non va oltre lo 0-0 iniziale
in un campo dove ad onor del vero, tante squadre avevano
lasciato l’intera posta in palio. C’era sicuramente la
possibilità di agguantare l’Arezzo ed invece si è riusciti ad
accorciare le distanze e a portarsi a sole due lunghezze: c’è da
ricordare che, per via della differenza reti, al Foggia non
basta agguantare la squadra toscana ma è necessario superarla
per guadagnare la possibilità di accesso ai play off. In
effetti, in terra campana ieri, non si è vista una gran partita:
le squadre si sono a lungo studiate e controllate a centrocampo
e raramente si sono affacciate dalle parti dei portieri
avversari; le occasioni da rete, in definitiva, sono da contare
sulle dita di una sola mano e quindi il risultato finale,
rappresenta in maniera perfetta l’andamento della gara. Le
esternazioni del trainer della Paganese, mister Eziolino Capuano,
sono sembrate esagerate: parlare di un furto perpetrato ai danni
della sua squadra non ha fondamenta e al limite possiamo essere
d’accordo con lui solo quando ha dichiarato che si aspettava di
più dal Foggia: il calcio è bello anche perché ciascuno può
vedere la stessa partita in modo completamente opposto! Diciamo
pure che il Foggia non doveva conquistare la promozione a Pagani
e non doveva certo farlo con tre domeniche di anticipo. Il
quinto posto è lì, matematicamente e agevolmente raggiungibile e
noi tutti abbiamo il dovere di crederci per il rispetto che
meritano tutti nell’averci portato sino a qui con speranze non
certo ridotte al lumicino. E’ necessario un ulteriore sforzo da
parte di tutti, pubblico compreso, per spingere la squadra di
Novelli senza farsi tanti conti a tavolino, senza studiare gli
eventuali passi falsi delle altre squadre e soprattutto senza
sottovalutare le nostre prossime gare: domenica avremo di fronte
una squadra che ci umiliò all’andata, in una gara che
rappresentò una tappa fondamentale nel cammino dei rossoneri,
una di quelle gare che invitarono tutti, dirigenti, allenatore e
giocatori a fare il punto della situazione e a riprogrammare la
stagione. Che cosa è cambiato da allora? Diciamo pure che il
Foggia, che sembrava indebolito dal seguente mercato di
riparazione, anche di fronte ad un palese scetticismo generale,
seppe stringere i denti per cercare di recuperare in classifica
con sacrificio e abnegazione. Questa squadra merita ancora
rispetto anche perché se ci avesse aiutato il Pescara o se non
avessimo preso quel gol balordo ad Arezzo, oggi saremmo
tranquillamente in zona play off. Quindi bisogna andare avanti
pensando solo a noi stessi cominciando dall’affrontare il
Lanciano con la rabbia di che deve vendicare quella brutta
figura senza stare attaccati alle radioline perché potrebbe
succedere che i risultati degli altri campi ci sono favorevoli e
noi magari stecchiamo; siamo riusciti a tenere sulla corda sino
a questo momento perlomeno Arezzo e Cavese mantenendo la media
inglese nelle ultime 4 gare e, a questo punto del campionato,
chi ha il coraggio di chiedere di più a questi ragazzi?
Alberto Mangano
Foggia Taranto 2-0

Il Foggia vince e
agguanta l’Arezzo che, se volesse ristabilire le distanze dai
rossoneri, dovrebbe andare a vincere in Abruzzo ma, considerata
la situazione precaria del Pescara, l’impresa per i toscani
diventa sicuramente impervia. La squadra di Novelli sente la
partita e lo dimostra dai primi minuti di gara imponendo alla
stessa ritmi elevatissimi costringendo i rossoblù alle corde.
Certo non era facile mantenere quei livelli dispendiosi di gioco
e il Taranto un po’ alla volta esce dal guscio e tenta di
avvicinarsi alla porta avversaria, cosa che alla fine fa anche
in modo pericoloso in un paio di circostanze. Alla fine le
partite èerò si vincono con gli episodi, con gli uomini che
fanno la differenza ed ecco quindi il coniglio che esce dal
cappello di Salgado e che determina una vittoria meritata
indipendentemente dalle lamentele dei tarantini per alcune
decisioni arbitrali. Quell’episodio vincente chiude di fatto la
gara: il Taranto, con un uomo in meno e dopo aver speso tanto,
si butta in avanti ma senza cavare un ragno dal buco, anzi è il
Foggia a raddoppiare e a sfiorare il terzo gol almeno in un paio
di occasioni con Malonga che oggi avrebbe meritato la marcatura
per quel che ha fatto vedere anche nei pochi minuti nei quali è
stato impegnato. Oggi qualche altro scettico ha capito che forse
Novelli non è proprio così scarso come si vuol far credere: non
ha uno squadrone ma tanti ragazzi di buona volontà che lo
seguono e che cercano di raggiungere qualcosa di importante per
loro stessi e per la tifoseria che ci crede e che non li ha mai
abbandonati. Comunque, indipendentemente dal risultato di
mercoledì prossimo a Pescara, bisogna tenere i piedi per terra e
affrontare il futuro con la stessa determinazione messa oggi in
campo: solo noi possiamo buttare al vento tutto senza nemmeno
tentare la lotteria dei play off. Guai a pensare di essere
diventati bravi di colpo, sarebbe un disastro che, nella
situazione attuale, non possiamo permetterci.
Alberto Mangano
Benevento Foggia 1-1
Partita perfetta quella
disputata dal Foggia a Benevento contro una delle squadre che
doveva ammazzare il campionato e che invece è sembrata in
affanno contro i ragazzi di Novelli che, come a Gallipoli e come
spesso sta facendo negli ultimi tempi in trasferta, ha giocato
con un pressing alto limitando sul nascere le azioni degli
avversari e che spesso si è proposto sotto la rete giallorossa.
Una difesa attenta con pochissime sbavature ed un centrocampo
perfetto fanno ben sperare per questo finale nel quale bisogna
continuare a credere anche se c’è ancora molto da fare ma oggi
sappiamo ancora una volta che possiamo farcela. La
considerazione più ovvia da fare è che ormai i rossoneri hanno
capito come imbrigliare gli avversari in trasferta ma che forse
sono ancora imballati in casa dove sono obbligati a fare il
risultato pieno e dove necessariamente devono impostare il
gioco. C’è sempre da sperare nei passi falsi delle altre (forse
ormai solo dell’Arezzo) ma comunque ormai ogni gara, da oggi
alla fine, è una finale ed ogni nostro eventuale passo falso
sarebbe inevitabilmente fatale. Chissà se la sola media inglese
potrà regalarci i play off ma certo non si può chiedere di più a
questa squadra e a Novelli che comunque ci stanno regalando
emozioni sino alla fine. Ancora una volta il messaggio da
lanciare è quello di crederci, di non mollare e di non perdere
la giusta tensione perché le squadre sopra di noi hanno
dimostrato, sentendosi ormai in paradiso, di sentirsi un po’ più
tranquille e questo, se da un lato può essere per loro un
indubbio vantaggio, può rappresentare il loro tallone di Achille
facendoli arrivare ai play off forse rilassati a differenza di
una squadra come la nostra che arriverebbe affamata e
determinata. D’altro canto, a Benevento, è successo proprio di
vedere che la squadra operaia era padrona del campo al cospetto
di una compagine stellare, con gente di un valore tecnico
elevato, ma che ha sofferto sul terreno di gioco dimostrando,
nell’arco dei 90 minuti, di non essere mai in grado di far
propria la gara se non con episodi come infatti stava accadendo
al momento del loro vantaggio. Il Foggia ha dimostrato di non
arrendersi, di voler esserci tra le grandi ed ha avuto il giusto
premio del pareggio che ha fatto più morale che classifica
sperando sempre che il Pescara, nel recupero contro l’Arezzo
potrà lasciare intatta la classifica di oggi nelle parti alte e
a quel punto basterà un’ulteriore sconfitta dei toscani per
farci entrare nell’Olimpo e a quel punto saremo forse la squadra
più caricata per gli spareggi finali. Per il momento però questo
è fantacalcio, pensiamo a domenica prossima, al derby con il
Taranto che dovremo far nostro ma senza strafare, senza buttarci
a capofitto in attacco, ma facendo quello che sappiamo fare, che
abbiamo dimostrato al Santa Colomba, riuscendo alla fine a
prolungare di un’altra settimana il nostro sogno.
Alberto Mangano
Foggia Perugia 2-1
Tutto è bene quel che
finisce bene: il Foggia ha vinto come voleva e l’Arezzo e la
Cavese hanno lasciato dei punti importanti che ci fanno ancora
sperare per il futuro. Certamente non è stata una bella partita,
non abbiamo visto la nostra squadra determinata nel raggiungere
il risultato ma è inutile fare processi adesso e forse è meglio
aspettare la fine del campionato per tirare le somme. Questa
volta possiamo solo dire che le occasioni tutto sommato le
abbiamo avute ma che le abbiamo sciupate in maniera grossolana
con errori sotto porta che hanno fatto temere al peggio anche
perché ormai alla fine del primo tempo stavamo tutti pensando ad
un ulteriore e maledetto anno in questa categoria; poi, invece,
magari anche per qualche decisione arbitrale inequivocabilmente
a nostro favore, siamo riusciti a portare a casa i tre punti che
mai come oggi sono importantissimi per il proseguio. C ‘è ora da
sperare in una bella prestazione a Benevento, una di quelle gare
che magari non ti aspetti e che ti possono regalare una giornata
come quella di Gallipoli magari con una migliore lucidità sotto
porta indispensabile in questa fase della stagione. Il recupero
di Lisuzzo e magari una settimana in più nelle gambe di Salgado
possono fare la differenza in una squadra che ha bisogno ancora
di un leader in campo che possa caricare la squadra e che al
tempo stesso sappia aiutare a soffrire quanto ce n’è bisogno. Lo
spirito giusto c’è: all’intervallo solo fischi ma alla fine c’è
stato il giusto tripudio necessario a sostenere i ragazzi che
devono dimostrare di crederci perché davanti a noi c’è una
squadra in caduta libera capace di far risultato purtroppo solo
con noi ma in una partita che gli uomini di Novelli potevano far
propria senza alcun problema. Concentrazione quindi e
determinazione, cose che il Foggia degli ultimi tempi ha saputo
fare soprattutto fuori dallo Zaccheria forse perché con meno
pressione e senza l’assillo dei tre punti per forza. Il
Benevento farà la partita ma se noi giochiamo con una pressione
sul portatore di palla soprattutto a centrocampo, come a
Gallipoli, potremo continuare a sperare almeno per un’altra
settimana. Ci sarà, speriamo, da soffrire sino all’ultima gara.
Alberto Mangano
Arezzo Foggia 1-0
Come tutti i primati che
si rispettano, è arrivata anche la prima sconfitta dell’anno
2009 che ha interrotto quella striscia positiva che accompagnava
il Foggia nel suo tentativo di scalata alla serie B. Purtroppo
questo passo falso risulta essere più devastante di una semplice
partita persa sul campo in quanto maturata contro una diretta
concorrente che domenica scorsa avevamo avvicinato a soli 3
punti e che oggi rivediamo a ben sei lunghezze avanti e con una
gara in meno da disputare. Sicuramente l’arbitro di ieri non lo
rivedremo in campo internazionale e certamente il vento di ieri
che impediva qualunque manovra di gioco difficilmente disturberà
altre gare di calcio; mettiamoci pure che mai si era visto che
un campo come quello di Cava dove domenica scorsa si sono viste
immagini da Far West non venisse squalificato neanche per un
turno però… ieri dovevamo almeno tentare di vincere e mi sembra
che il Foggia non abbia mai tirato in porta tranne che ciò non
sia avvenuto durante le pause che solo Conto TV sa darci. Ma la
colpa non è degli attaccanti rossoneri ma di un gioco che
difficilmente li porta in condizione di vedere la porta e di
tentare la via del gol: Germinale e Malonga giocano lontani dal
portiere avversario e il gioco sulle corsie laterali che
dovrebbe portare le punte a concludere spesso viene saggiamente
bloccato dagli avversari di turno. E quindi la gara di ieri
rispetta un po’ l’andamento della squadra in questa stagione: il
Foggia vince, porta a casa il risultato quando realizza quelle
pochissime possibilità di far gol che gli capitano nell’arco dei
90 minuti; purtroppo per un gioco di probabilità se vuoi far gol
devi tentarci almeno 4-5 volte altrimenti pensiamo a riflettiere
sui nostri errori e lasciamo ad altri i vari commenti sulle
espulsioni o sulle ingiustizie del giudice sportivo che comunque
sono sacrosante. Certo una considerazione sugli avversari va
fatta: l’Arezzo è stato mediocre, arruffone ma con un signor
Chianese davanti che 4-5 anni fa a Foggia definivano ormai
vecchio e che da allora ad oggi vince i campionati e segna
continuamente: quell’uomo che può darti da solo quei 5-6 punti
in più che ti possono portare a vincere un campionato. Tutto
finito? La ragione dice di sì il cuore continua a fare conti ma
dovremmo avere d’ora in poi un ruolino di marcia da carrarmato
come mai il Foggia ci ha abituato quest’anno, magari vincendo ma
senza mai convincere se non in poche gare anche nel periodo
positivo del 2009. Che peccato non riuscire ad entrare nei play
off di questo campionato di livello molto basso e dove la quinta
se la giocherà certamente con la delusa della stagione in quanto
ormai nessuna squadra è sicura di riuscire a salire
direttamente. Ovviamente , a salvezza ottenuta, e con ancora
numerose partite da disputare, continuiamo a sperare non solo
negli sbagli degli altri ma anche e soprattutto in una
determinazione e una volontà di affermarsi che anche ieri son
mancate nella triste trasferta toscana.
Alberto Mangano
Foggia Real Marcianise 2-1
“Condannati a vincere!”: questo l’ imperativo che ha
accompagnato gli undici scelti da Novelli per la gara contro il
Real Marcianise e che, con molta probabilità, li accompagnerà
sino alla fine del torneo. Oggi il risultato l’abbiamo portato a
casa con un po’ di affanno e perché no con la buona sorte che ci
ha strizzato l’occhio ma, proprio perché obbligati a realizzare
il punteggio pieno, la squadra non si è espressa con la dovuta
tranquillità e quindi magari si è sbagliato qualche giocata
grossolanamente e qualche calciatore ha risentito maggiormente
della pressione rendendo meno del solito; di fronte avevamo
invece una squadra che, non dovendo più chiedere niente a questo
campionato, ha affrontato il Foggia a viso aperto cercando di
giocarsi la partita tranquillamente. Diciamo innanzitutto che il
gol del pareggio glielo abbiamo regalato mentre stavamo ancora
in piedi sugli spalti abbracciandoci per aver finalmente
sbloccato il risultato e questa cosa avrebbe comunque smontato
qualunque squadra ma non il Foggia che ha continuato ad
attaccare a testa bassa venendo premiato sul filo di lana: ma
quanta fatica oggi per arrivare a concludere! Abbiamo visto un
Germinale che ha lottato ma che si è proposto oggi più come
rifinitore soprattutto nel caso del lancio a Troianiello in
occasione della prima marcatura ed un Malonga che ha mostrato
una grande tecnica, un buon controllo di palla, un ottimo
dribbling ma che non è certo la punta che serviva a questa
squadra. Comunque gli altri risultati ci hanno aiutato e quindi
adesso riusciamo a intravedere qualche “nemico” all’orizzonte,
neanche a farlo apposta proprio un nemico che incontreremo la
prossima settimana al quale potremmo rubare l’intera posta in
gioco tornando prepotentemente tra gli eletti cominciando a
proporci per buttare giù dal ponte qualcun altro. Il campionato
resta comunque ancora lungo e stare vicini agli avversari, in
questo momento, serve esclusivamente a far vedere che non siamo
morti, che ci siamo e che non abbiamo mollato: solo così, con la
loro conseguente ansia, potremo sperare in qualche passo falso
che, come successo oggi a Cava e a Foligno, può portare in casa
Foggia quell’entusiasmo necessario nella fuga finale. Per far
tutto questo è necessario colmare gli spazi vuoti sugli spalti,
tornare allo stadio numerosi, per far sentire alla squadra il
calore che solo questa città e questa tifoseria sa dare.
Alberto Mangano
Sorrento Foggia 0-0
Il Foggia impatta a
Sorrento e resta ancora imbattuto nel 2009. Questo però non
basta a soddisfare i tifosi rossoneri in quanto la distanza dai
play off aumenta, le avversarie sembrano tutte in forma e quindi
i pareggi, in questo momento del campionato, servono a molto,
molto poco. Il risultato sul campo è stato praticamente giusto
con sporadiche apparizioni sotto rete ora da una parte ora
dall’altra però forse il Foggia avrebbe dovuto osare di più
considerando che ormai rischi provenienti dalle nostre spalle
non ne dovremmo avere e quindi forse nel finale Novelli poteva
aumentare le capacità offensive della squadra. E invece, forse
proprio nel finale, abbiamo rischiato di più in quanto il Foggia
sembrava arrendersi indietreggiando il proprio baricentro. A
questo punto bisogna non solo cercare di vincere ma, con il
ritardo accumulato, dobbiamo sperare anche in qualche passo
falso delle squadre che ci precedono che stanno tranquillamente
aspettando le ultime giornate per stabilire definitivamente
l’ordine con il quale si disputerebbero gli spareggi finali.
Diciamo che questa sosta ci ha notevolmente danneggiato e non
solo per aver perso la possibilità di conquistare la Coppa
Italia dei piccoli ma soprattutto per aver interrotto quel ciclo
fuori casa che ci aveva portato a disputare due grandi gare a
Castellamare e a Gallipoli. Oggi si è fatto sicuramente un passo
indietro e questo preoccupa per la volata finale nella quale
dovremo fare l’impossibile per reinserirci considerato anche lo
scontro diretto con l’Arezzo. Non bisogna mollare, le prime
devono sentire il nostro fiato alle spalle: solo così possiamo
sperare nel loro passo falso e nel nostro conseguente
coinvolgimento nel le semifinali e finali di questo campionato;
se le lasciamo giocare serene, è sicuro che non perderanno colpi
e che riusciranno a mantenerci a distanza. Con il Marcianise
bisogna affollare lo stadio per conquistare i tre punti e, con
la radiolina all’orecchio, bisogna credere nei miracoli.
Alberto Mangano
Gallipoli Foggia
2-2
E’ questo il Foggia che
non ti aspetti: dopo una prestazione opaca contro l’ultima della
classe, va in casa della prima e, non solo riesce a starppare un
punto, ma addirittura il triplice fischio lascia l’amaro in
bocca ai tifosi rossoneri che sognavano, per quel che si è visto
in campo, il bottino pieno. Questa volta il merito della
strepitosa gara del Foggia va tutto a mister Novelli che riesce
ad interpretare bene la gara, capisce che bisogna tenere alta la
squadra operando il pressing a metà campo ed evitando così che
le grosse individualità giallorosse in attacco possano arrecare
danni. Ed il Foggia disputa la prima frazione di gara in modo
perfetto riuscendo ad avere numerose occasioni da gol con
Piccolo ma soprattutto con Mancino che riesce a farsi
ipnotizzare da un esperto Generoso Rossi. Resta il rammarico di
non essere mai riusciti a passare in vantaggio perché oggi si è
visto un Gallipoli nervoso, che ha fatto una brutta figura e
forse, se in svantaggio, avrebbe ulteriormente prestato il
fianco agli attacchi rossoneri. Questa partita ci ha dimostrato
qual è il livello del campionato di quest’anno e sicuramente con
un po’ di cinismo sotto rete, con un po’ di fortuna e con la
convinzione di potercela fare, oggi il Foggia potrebbe stare
molto più in alto in classifica. Bisogna crederci, bisogna
stringersi intorno al gruppo, bisogna riconoscere i meriti di un
allenatore che sembra sempre in discussione ma che riesce spesso
a venirne fuori egregiamente. Abbiamo perso un punto sulla
Cavese ma abbiamo tirato giù l’Arezzo con il quale abbiamo lo
scontro diretto fuori casa ma noi stiamo dimostrando che il
fattore campo non è più un nostro problema e che ora è giunto il
momento di dare la sferzata a questo campionato potendo anche
affermare che, lubrificando ancora qualche ingranaggio
cigolante, questa squadra può diventare la rivelazione di questa
fase finale del campionato e, magari sfruttando anche il calo di
qualcuno che ci precede,si può tranquillamente ottenere il
diritto a partecipare alle fasi finali anche quest’anno. Infine
una considerazione va fatta sulla direzione di gara che ha
penalizzato notevolmente il Foggia in due chiare occasioni:
diciamo che, se il rigore sacrosanto non dato ci può pur stare,
l’atterramento di Malonga da parte del portiere fuori dall’area,
e peraltro come ultimo uomo, fa gridare allo scandalo in maniera
inequivocabile: perché Malonga avrebbe dovuto simulare?
Probabilmente le polemiche derivate dal rigore concesso domenica
al Foggia possono aver influito sulla scelta dell’arbitro…
comunque la partita è già stata consegnata alla storia, pensiamo
alla prossima trasferta in quel di Sorrento sperando che la
sosta non influisca sulla forma dei nostri calciatori per
continuare a far bene in questo 2009 che ci vede ancora
imbattuti.
Alberto Mangano
Foggia
Pitoiese 1-1
Si doveva vincere e non
si è vinto, questa è l’unica triste verità che emerge dalla gara
contro la Pistoiese, anche perché la Cavese, che sembra essere
la nostra attuale unica concorrente per la fasi finale del
torneo allunga il passo e prova a seminarci. L’occasione per il
Foggia era ghiotta come sembrava esserla quella contro il
Foligno eppure siamo riusciti a perdere quattro punti che ci
avrebbero proiettato anche verso qualcosa in più del quinto
posto. La partita è difficile da analizzare perché, nonostante
il campo appesantito, nel primo tempo sembrava essere di gran
lunga alla portata degli uomini di Novelli e veramente mancava
solo il gol mentre invece la rete, inaspettatamente, si gonfiava
alle spalle di Bremec determinando il vantaggio ospite nella
prima frazione della gara. Nella ripresa, invece di assistere ad
un arrembaggio produttivo dalle parti del portiere toscano, si
assisteva ad un gioco confusionario ben controllato da una
Pistoiese che cresceva, attenta soprattutto a non subire
cercando anche di ripartire in contropiede per chiudere
definitivamente la partita. Il rigore concesso al Foggia riesce
ad equilibrare una gara che, per come si erano messe le cose,
difficilmente avrebbe avuto l’esito che poi si è concretizzato.
Certo il terreno pesante ha favorito il gioco della squadra di
Torricelli che riusciva a chiudere di tutto sino al punto da
poter contare pochissime occasioni da parte degli attaccanti
rossoneri. Si possono dire tante cose sulla gara come per
esempio il fatto che il Foggia avrebbe meritato ampiamente il
risultato pieno ma, alla fine, resta il fatto che si doveva
vincere ed invece si sono regalati due punti alla Cavese: una
squadra che vuole vincere non può perdere questi appuntamenti
perché questi punti potranno essere determinanti alla fine della
stagione che non è lontana. Comunque si è visto sempre il solito
D’Amico, una spanna sopra i compagni mentre Mancino, in queste
ultime gare, forse per la posizione in campo, non è più il
calciatore che ricordavamo. Val la pena infine sottolineare
l’atteggiamento del nuovo arrivato Malonga che, oltre a muoversi
bene nel secondo tempo, ed oltre a procurarsi il rigore, è
sembrato particolarmente teso in occasione del penalty di
Germinale tanto da girarsi verso il proprio portiere per non
vedere l’esito del tiro ed esultando oltremodo dopo la
realizzazione: questo è un buon segnale perché difficilmente
ricordiamo calciatori che, dopo un paio di settimane, già si
integrano a tal punto… una nota positiva in un pomeriggio,
tanto, troppo grigio.
Alberto Mangano
Juve Stabia Foggia 2-3
Era rimasto l’unico zero
nei tabellini rossoneri, quello delle vittorie esterne, e alla
fine è stato annullato. Non è facile commentare una vittoria
esterna, tra l’altro anche meritata, all’indomani della brutta
figura in casa con il Foligno. Dov’è la verità? In casa il
Foggia non è più schiacciasassi come nel girone di andata? Si è
raggiunto un equilibrio anche di risultati tra le gare interne e
quelle esterne? Certo è che le ultime due gare in trasferta,
entrambe in terra campana senza tifosi al seguito, hanno visto
un grande Foggia, determinato e ben messo in campo. Allora
guardiamo il bicchiere mezzo pieno, valutando la gara con il
Foligno un brutto episodio, che poteva anche finir peggio, ma
sicuramente determinato dalle polemiche della settimana riguardo
la campagna acquisti rossonera. A Castellamare si è vista una
voglia dei ragazzi di portare a casa il risultato pur partendo
con l’handicap dello svantaggio all’inizio della gara. Forse
questa squadra avverte psicologicamente le critiche della piazza
e soffre in casa il minimo fischio alla prima disattenzione: non
c’è altra spiegazione perché si è vista fuori casa una squadra
matura, capace di affrontare gli avversari a viso aperto e
riuscendo a ribaltare un risultato in un ambiente non certo
accogliente. Ormai sembrerebbe una corsa a 6 per 5 posti ma,
attualmente, assistiamo più a una corsa a due per il quinto
posto stando sempre attenti di mantenere le distanze dalle
squadre che ci inseguono: facendo il fisiologico dovremmo
arrivare in primavera più o meno così e giocarci il tutto nelle
ultime gare che hanno sempre deciso i campionati. Quindi
cominciamo a non perdere la concentrazione anche in gare
apparentemente semplici come quella di domenica prossima contro
la Pistoiese e, vivendo alla giornata, dovremmo arrivare senza
problemi al periodo caldo della stagione quando chi avrà ancora
forza nelle gambe riuscirà a prendere la corsia di sorpasso.
Alberto Mangano
Foggia Foligno 2-2
Il Foggia pareggia una
partita brutta giocate da due squadre che sono riuscite a farsi
male da sole. C’era curiosità per visionare quelli che erano i
movimenti di mercato e quali erano i frutti che gli stessi
potevano produrre ma, purtroppo, oggi si sono visti solo gli
effetti dei movimenti in uscita non potendo valutare i nuovi
arrivi considerato lo spazio che hanno avuto nella gara di oggi.
Abbiamo visto tutti che in campo mancavano Coletti e Delcore e
che Burzigotti non è sembrato all’altezza di Rinaldi.Certo, si è
detto che sarà il campo a dare la risposta, come comunque è
sempre stato, ma la mediocrità del Foligno, soprattutto a
centrocampo e i difesa, non doveva rappresentare un grande
ostacolo, eppure la gara è stata noiosa nonostante i 4 gol. Come
al solito Colombaretti e D’amico sono risultati un gradino sopra
i compagni mentre Mancino, nella nuova posizione, merita almeno
una prova d’appello come anche Velardi che ha alternato buone
giocate ad errori abbastanza grossolani in fase di costruzione
di gioco. I due centrali di difesa sono sembrati spesso
impacciati e superficiali mentre in attacco Germinale è sembrato
non al meglio della condizione, cosa che si conosceva già dalla
settimana scorsa. Non c’è comunque tempo per aspettare gli
inserimenti dei nuovi e i recuperi dei vecchi: i play off anche
se sono sempre lì a portata di mano, sembrano allontanarsi
perché, ma non per il risultato, oggi il Foggia ha fatto un
passo indietro nel gioco e nell’impostazione della gara. Ecco
perché alla fine, dopo che il pubblico ha sostenuto la squadra
con impeto ed entusiasmo, si è udito qualche fischio e vari
mugugni nei confronti dei calciatori e del tecnico. Non sarà
facile superare agevolmente questo momento dopo che in settimana
già le dichiarazione di Coletti avevano minato la tranquillità
della squadra e piuttosto che le parole di Zanetti, la gente
avrebbe preferito una risposta convincente sul manto erboso
dello Zaccheria ma come sempre, il pubblico, anche se deluso, ha
dato prova di maturità aspettando ancora per fare una giusta
valutazione su ciò che c’è da attendersi in questo strano
campionato ma attenzione, perché il tempo passa inesorabile e
lascia indietro chi perde tempo.
Alberto Mangano
Cavese Foggia 1-1
Il Foggia, in una
partita che sapeva tanto di spareggio come tutte quelle
disputate negli ultimi anni a Cava, riesce ad uscire imbattuto
mantenendo inalterato lo svantaggio dalla Cavese appunto che
occupa l’ultimo posto utile per disputare i play off a fine
campionato. Molto si chiedeva alla squadra di Novelli nelle
ultime gare, quella di Pescara e quella appunto del Lamberti, e
i ragazzi riescono a mettere nel carniere 4 punti sudati e
meritati che fanno ben sperare per questo girone di ritorno. Ora
bisognerà non steccare la prossima con il Foligno approfittando
dello scontro Crotone – Cavese che potrebbe regalarci il
sorpasso ai danni della squadra campana. La partita ha visto la
squadra di Camplone vantare un maggior possesso di palla
superiore ma il Foggia, dal canto suo, può recriminare per le
occasioni più pericolose dalle parti di Marruocco; viceversa
possiamo affermare che Bremec non ha dovuto compiere interventi
importanti riuscendo a restare in campo stoicamente anche quando
guai muscolari facevano pensare ad una sua sostituzione a metà
della ripresa. La partita, nonostante la posta in palio e le
numerose ammonizioni ai danni di gran parte dei 22 in campo, è
stata tutto sommato corretta anche se abbastanza maschia. La
difesa foggiana non ha fatto una sbavatura anche se con un
Burzigotti che non si vedeva in campo dall’inizio dalla prima di
campionato in trasferta contro il Pescara: il centrale rossonero
è sembrato pronto ed attento alle sfuriate cavesi. Forse si
poteva pretendere qualcosa in più nel secondo tempo in attacco
per provare a vincere la partita ma, onestamente, su quel
terreno ridotto ad un campo di patate, era anche difficile
soltanto restare in piedi. Questa ottima prestazione dei
rossoneri fa meditare su quanti punti sono stati persi
stupidamente in trasferta con avversari sicuramente molto più
scarsi di quelli campani e che potevano farci guardare la
classifica dall’alto in basso; ma è inutile pensare a quello che
è stato, bisogna guardare avanti partita su partita cercando di
recuperare posizioni per reinserirsi tra le prime arrivandosi a
giocare per l’ennesima volta il tutto per tutto. Ci è sembrato
di vedere uno spogliatoio unito, una panchina che ha vissuto
intensamente le fasi buone e meno buone dell’incontro: quindi
l’entusiasmo c’è e sta crescendo, bisogna compattare l’ambiente,
stringersi intorno alla squadra lasciando eventuali polemiche a
fine stagione, sostenendo la squadra incondizionatamente per
provare a centrare un traguardo che questo Foggia merita in
pieno.
Alberto Mangano
Foggia Pescara 2-0
Il Foggia torna
prepotentemente alla ribalta sbarazzandosi con un perentorio 2-0
di una delle avversarie storiche soprattutto nei tempi belli
delle sfide in massima serie. La vigilia della gara è stata
vissuta nella massima indifferenza quasi con la consapevolezza
che ormai per quest’anno le speranze di un buon campionato si
affievolivano dopo il ridimensionamento della rosa attuale.
Ebbene, il Foggia è riuscito a far tornare l’entusiasmo tra i
pochi presenti dello Zaccheria con una prestazione maiuscola che
poteva far registrare un risultato ancora più rotondo. A onor
del vero la squadra di Galderisi è sembrata ben poca cosa: le
note vicende societarie potrebbero aver condizionato la
prestazione ma tutto ciò non deve affatto sminuire la buona
prestazione dei rossoneri. Non sappiamo le reali condizioni di
Salgado e quanto tempo ci vorrà per il pieno recupero ma
comunque un attaccante buono necessita anche perché ieri si è
riuscito a giocare avanti proprio perché la difesa biancoceleste
è sembrata disattenta e approssimativa e certamente il reparto
più scarso. Questa vittoria non deve far dimenticare gli
obiettivi di mercato perché se è vero che Delcore deve partire,
è necessaria la sua sostituzione poiché basta pensare anche ad
un infortunio di Germinale per trovarci spiazzati e con un
attacco praticamente inesistente. Bisogna ora riprovarci fuori
casa raccogliendo l’entusiasmo del gruppo, la certezza delle
proprie capacità e proiettandosi a Cava la settimana prossima
cercando di non far allontanare il treno dei play off: una
vittoria sarebbe il massimo ma certamente non perdere sarebbe
un’ambizione legittima e verosimilmente realizzabile. Infine
bisogna elogiare questo pubblico che ha incoraggiato la squadra
dal primo momento limitandosi ad esporre sarcastici striscioni
prima della gara e che ha osannato i propri beniamini al 91’ al
grido : ”Vi vogliamo così!". Questo pubblico non sarà a Cava per
i soliti noti motivi ma la squadra e il tecnico devono
raccogliere queste grida di entusiasmo cercando di mettercela
tutta per recuperare le posizioni perse nelle ultime gare e
continuare a far sognare questi ragazzi impagabili.
Alberto Mangano
Potenza Foggia 0-0
Anno nuovo problema
vecchio: il Foggia non riesce a far sue gare che, per come vanno
le cose in campo, dovrebbero portare in Capitanata 3 punti
sacrosanti. E’ già un traguardo che alla fine non abbiamo preso
il solito golletto al quale eravamo ormai abituati nella prima
frazione di questo campionato. C’è un problema in attacco
notevole che andrebbe affrontato magari anche sul mercato ma
sappiamo che questo ci regalerà solo movimenti in uscita con
l’ovvio e indiscusso impoverimento delle risorse tecniche e
quindi probabilmente il conseguente ridimensionamento degli
obiettivi di quest’anno. Tornando alla gara di oggi magari si
potrà dire che un punto fuori casa è sempre importante ma con
questo gioco molto dispendioso e poco concreto potremmo avere
seri problemi anche in casa: in definitiva chi deve far gol?
Dobbiamo sempre sperare nella piena condizione di Salgado come
stiamo facendo da settembre? Il silenzio stampa della squadra e
del tecnico evidenzia comunque un disagio e sarebbe ora che la
società parlasse alla piazza in modo chiaro altrimenti si
rischia da una parte una contestazione da parte di una tifoseria
esasperata e stanca, dall’altra il mutismo totale che non aiuta
sicuramente a stemperare gli animi. Forse oggi ci si rende conto
che certi strappi (quello con Delcore) si devono ricucire, che
non si potrà fare a meno di Coletti per questa stagione perché
basta un niente per reinserirsi nel gruppo di vertice e
ritentare la scalata come le ultime due stagioni magari questa
volta con un po’ più di fortuna. Mollare ora significherebbe
arrendersi in una battaglia che non ci vede sconfitti, ma che
può portarci facilmente alla vittoria finale… bisogna crederci
ed incrociare sempre le dita.
Alberto Mangano
Crotone Foggia 1-0
La settimana movimentata
nell’ambiente rossonero non poteva portare niente di buono:
presunti litigi interni, voci di mercato e di divorzi,
calciatori non più graditi alla piazza sono una serie di
problemi che difficilmente potevano star fuori dal rettangolo di
gioco di Crotone. Eppure la partita poteva finire con un altro
risultato, forse di parità, perché il Foggia non ha incontrato
un grande avversario o meglio domenica non si è espresso per
quelle che sono le sue potenzialità. Alla fine la gara è stata
risolta da un episodio sfortunato che purtroppo coinvolge il
miglior calciatore rossonero del girone di andata che, se ieri
ci ha fatto perdere un punto, tanti e tanti punti ci ha fatto
conquistare in questa prima fase di campionato. Forse si poteva
recuperare ma, a parte il palo e qualche altra modesta
conclusione sotto porta calabrese, il Foggia, sia pur in
superiorità numerica per gran parte della ripresa, non ha mai
messo in campo quella grinta e quella voglia per riequilibrare
il risultato. Di chi la colpa? Per il futuro si potrà fare a
meno di Delcore e Salgado? Quali sono le reali ambizioni di
questa squadra? Quali quelle del sodalizio di via Napoli?
Novelli è l’unico responasabile? Forse la sosta giunge opportuna
per riflettere sul futuro del Foggia, almeno quello a breve
termine che dovrebbe riguardare la fiducia al tecnico, il
mercato e l’assetto societario. Però una considerazione la si
può fare da subito: pensare ad un mercato con movimenti solo in
uscita significa dichiarare l’abbandono di una nave in avaria
che ha lanciato l’SOS perché i rincalzi, quelli di cui parla
Fusco, obiettivamente non ci sono e ieri si è visto che in
attacco il solo Germinale, unico attaccante puro, non può
garantire le marcature necessarie per disputare un buon
campionato. D’altro canto cercare oggi qualche alternativa
significa rischiare di incappare in calciatori scadenti, magari
con un passato glorioso in cerca di svernare dalle parti nostre.
Per quel che riguarda Novelli, malvisto da gran parte della
piazza, ha la fiducia totale dei soci per cui è necessario che
anche i tifosi se ne facciano una ragione. Allora, in questo
clima di provvisorietà la società dovrebbe comunicare
onestamente quali sono le proprie aspettative e dichiarare ai
tifosi i reali intenti anche se questi prevedono uno
smantellamento o un forte ridimensionamento del campionato in
corso, in definitiva c’è ancora la volontà dei soci di tirare
avanti la carretta? Mi sembra che i foggiani abbiano il diritto
di sapere che fine debba fare la loro squadra del cuore, se il
2009 potrà portare quelle soddisfazioni che aspettano da tanto
tempo o se è il caso di guardare le squadre alle spalle cercando
solo di mantenere le giuste distanze da loro.
Alberto Mangano
Foggia Ternana 2-1
Alla fine il risultato
positivo può far riflettere durante la prossima settimana perché
se la partita avesse preso la piega che stava prendendo, adesso
forse staremmo allo sfascio totale. Si è vista una brutta
partita determinata da un avversario scarso e da un Foggia che
forse ha risentito della contestazione della settimana e del
silenzio assoluto oggi dei suoi tifosi. I rossoneri sono entrati
determinati in campo ma via via si sono persi invischiati nella
mediocrità dell’avversario riuscendo a sbagliare anche gli
appoggi più semplici. D’Amico su tutti: il centrocampista del
Foggia oggi era su tutte le palle sia in fase propositiva che di
interdizione mentre per il resto si è assistito ad una gara che
ha rispecchiato il periodo di crisi della squadra che almeno
oggi ritrova la vittoria che forse non farà morale ma porta i
tre punti che sono sempre importanti. Oggi si poteva perdere:
sull’1-1 gli umbri potevano trovare il coraggio di tentare il
colpo e la frittata sarebbe stata servita ed invece un minimo di
reazione unito ad un po’ di orgoglio ha mosso la squadra
rossonera e, nell’indifferenza degli spalti che cominciava a
trasformarsi in contestazione, riusciva a riportare la gara sui
binari giusti, quelli di una vittoria dichiarata alla vigilia e
che alla fina è arrivata. Tutto il resto ora sono chiacchiere.
Ed ora? Cosa succederà in settimana? Da una parte i tifosi che
contesta, dall’altra la squadra che si chiude e si isola: a chi
giova tutto ciò? La società dovrebbe cercare di riavvicinare le
parti perché oggi alla squadra è mancato sicuramente il
dodicesimo uomo in campo, quello che spesso è stato determinante
nel conseguimento di un risultato; facciamo tutti un passo
indietro perché oggi stavamo facendo un piacere alla Ternana,
magari domani riusciremmo a buttare al vento quanto di buono
fatto sino ad ora. D’altra parte siamo allora lì in classifica
ed è possibile restarci ancora un po’ di tempo nella speranza di
un’inversione di tendenza e quindi di un allungo finale. Dalla
partita di oggi qualcosa di positivo si può trarre: per esempio
oggi abbiamo capito che Salgado, quando vuole, sa fare il
Salgado e cioè magari dormicchiare tutta la gara e poi
insinuarsi prepotentemente in area avversaria e realizzare.
Abbiamo dimostrato, in questo girone di andata che ormai volge
al termine, di potercela giocare con qualunque squadra, di non
temere nessuno e forse potrebbe bastare la consapevolezza di
sentirci una squadra capace che opera in ambiente favorevole,
per farci fare quel salto necessario per tentare di vincere
questo campionato invece di autoflaggellarci per una sconfitta,
quella di Lanciano, che ci può pure stare ma dimostriamo che
siamo una platea matura e le contestazioni facciamole pure, ma a
ragion veduta considerando che dalla sconfitta con il Barletta
ad oggi di tempo ne è passato e il Foggia qualche progresso,
sicuramente insperato, l’ha fatto e in pochi pensavano di
arrivare a Natale più in alto di quanto fatto con squadre
sicuramente più titolate come quelle di Cuoghi e Campilongo. Non
roviniamo tutto adesso, non cerchiamo per forza di addossare
colpe e responsabilità al tecnico, ai contestatori, a quel
giocatore, a quel dirigente: così faremmo solo il gioco dei
nostri avversari. Attenti!
Alberto Mangano
Virtus Lanciano Foggia 5-2
E’ sempre brutto
commentare una sconfitta soprattutto quando il risultato
numerico è imbarazzante, impensabile sino alla vigilia. La cosa
che fa più rabbia non sono i 5 gol ma il fatto è che ad una
manciata di minuti dal termine si poteva pareggiare e magari
adesso stavamo a commentare una splendida rimonta. E’ difficile
dire se questa è stata la più brutta sconfitta o se a Caserta
contro il Marcianise siamo riusciti a fare peggio. Certo è che
oggi non possiamo dire che i problemi sono sempre e solo in
avanti e che invece in difesa riusciamo sempre a stare attenti e
concentrati perché per la prima volta gli attaccanti avversari,
soprattutto nel primo tempo, scendevano,incutevano terrore ed in
più di una volta ci siamo salvati per il rotto della cuffia e se
il risultato, nella prima frazione, fosse stato più rotondo,
nessuno avrebbe potuto dire alcunché. In questo momento siamo
usciti dalla zona play off e magari sarebbe opportuno cercare di
mantenere a distanza la zona calda dei play out senza voler fare
a tutti i costi i disfattisti ma, se si vuole vincere questo
modesto campionato bisogna far valere la propria determinazione
sul campo, al cospetto di compagini tutto sommato mediocri e
soprattutto bisogna capitalizzare le occasioni clamorose sotto
porta se è vero che abbiamo una coppia di attaccanti invidiata
addirittura da squadre di serie B. Analizzando la gara si può
dire che nel primo tempo la squadra è andata allo sbando, messa
male in campo e sbagliando di tutto nella fase di impostazione
ma soprattutto in quella di interdizione: in definitiva il
Lanciano riusciva ad arrivare dalle parti di Bremec con una
facilità incredibile. A Novelli va riconosciuto il merito di
essere riuscito ad imporsi nell’intervallo perché la sua
squadra, sotto di 2 gol, è entrata nella ripresa con uno spirito
diverso dando la sensazione di poter ribaltare il destino della
gara sia dopo il 2-1 di Coletti che dopo il 3-2 di Salgado. Nel
finale di gara c’è poco da contestare al tecnico: sbagliare quei
gol, favorire le ripartenze dei padroni di casa, sbilanciarsi in
modo scriteriato da terminare l’espulsione di Bremec sono colpe
dei singoli che purtroppo determinano questo momento di
involuzione del gioco e dei conseguenti risultati. Sicuramente
un’inversione di tendenza, magari con un paio di vittorie che
potrebbero alimentare fiducia nei propri mezzi e mettere fieno
in cascina, sarebbe necessaria proprio adesso, nel finale del
girone di andata per evitare crisi di panico determinate da
squadre che ci stanno raggiungendo e superando e che stanno
facendoci ricredere sulle potenzialità della nostra squadra.
Cerchiamo quindi tutti insieme di risalire la china perché le
altre squadre sono alla nostra portata e quest’anno, senza
volerlo ma soprattutto senza dichiararlo , potremmo ritrovarci a
lottare per qualcosa di importante contro avversari che
oggettivamente non sono di un altro pianeta.
Alberto Mangano
Foggia Paganese 1-1
Sicuramente il Foggia oggi lascia due punti importantissimi
in classifica che speriamo di non rimpiangere a fine stagione.
Proprio ora che sembrava ci fosse stata un’inversione di
tendenza fuori casa; e a pensare che alla fine del primo tempo
eravamo secondi ad un solo punto dal Crotone. Non c’è da fare
drammi perché la classifica che ci interessa è quella che
leggeremo all’ultima giornata e poi sappiamo che durante l’anno
c’è sempre un periodo di appannamento per tutte le squadre e se
stessimo in questo momento, nel nostro periodo di crisi,
riteniamoci fortunati perché comunque il punto a partita lo
mettiamo in carniere. Novelli ha avuto il merito domenica scorsa
di sostituire Delcore con Germinale rischiando di vincere la
partita mentre con la stessa sostituzione oggi è stato
criticato: Germinale forse ha risentito dell’esordio casalingo e
degli applausi e dei consensi maturati durante la settimana ma
certamente forse oggi Delcore stava dando l’anima, dimostrava
quella fame di gol che lo contraddistingue a differenza di un
Salgado spento, a volte abulico e spesso assente dalle trame di
gioco: eppure giocava nel ruolo che rivendicava dalla prima
giornata. Poi comunque la buona o la cattiva sorte determinano
il risultato finale e si sa che più sbagli gol che sembrano già
fatti, più la beffa può concretizzarsi da un momento all’altro.
Ecco quindi che Tisci tira fuori dal cilindro uno di quei gol
che si rivedono spesso in videocassetta, uno di quei gol da
manuale del calcio che, come quello maledetto del Rivaldo povero
del Partenio, se lo provi 100, 1000 volte non lo azzecchi più.
Andiamo avanti con la dignità di una squadra che ha tutte le
possibilità di far quadrare il cerchio e presentiamoci a
Lanciano, oggi corsaro a Castellamare, con la voglia di far
risultato cercando però quella lucidità sotto porta che alla
fine farà la differenza in questo campionato tutto sommato
modesto dove nessuna compagine ha dimostrato di avere le
potenzialità per l’allungo; la conquista del primo posto è
ancora possibile, bisogna crederci, bisogna andare avanti con la
consapevolezza di avere qualcosa in più delle altre; la
differenza in campo la stiamo valutando giornata dopo giornata
un po’ verso tutti gli avversari almeno sul piano del gioco. La
squadra deve stare tranquilla, il tecnico deve avere la fiducia
che ha meritato sinora, magari deve valutare al meglio
formazione iniziale e eventuali sostituzioni ma se un calciatore
una domenica fa il fenomeno realizzando una doppietta e il turno
successivo calcia il pallone in maniera goffa davanti alla porta
e sbaglia uno stop dietro l’altro e allora, di grazia, qual è la
colpa di Novelli?
Alberto Mangano
Taranto - Foggia 2-2
Il Foggia doveva vincere
ma per come si erano messe le cose il pareggio può star bene in
barba ai commentatori di conto tv che davano il Foggia perdente
abbondantemente prima del triplice fischio finale. C’è da dire
che una squadra che vuol vincere il campionato anche senza
dichiararlo apertamente deve però essere più spietata sotto rete
anche perché, con tutto il rispetto per Dionigi che vanta un
ottimo curriculum soprattutto in serie superiori, Del Core e
Salgado dovrebbero avere qualcosa in più, ma questo va
dimostrato sul terreno verde che da sempre è il miglior giudice.
Onore comunque a Germinale capace di piegare gli avversari con
un 1-2 micidiale e degno di un vero attaccante di razza: siamo
contenti che da domenica prossima Novelli avrà problemi di
abbondanza in attacco perché questo vuol dire maggior impegno da
parte di tutti, compreso coloro che ritenevano da sempre il
posto da titolare come una investitura dovuta; il tecnico ha
dimostrato in passato con Salgado e oggi con Piccolo che nessuno
il sabato sa se scenderà in campo, soprattutto nel tridente
d’attacco.
Cerchiamo di mantenere
alta la concentrazione nonostante l’impegno infrasettimanale in
quel di Ravenna dove c’è da aspettarsi l’impiego di coloro che
magari giocano meno con l’aggiunta di qualche ragazzo della
Berretti. La Paganese deve rappresentare la vittima sacrificale
per riprendere in casa quel ruolino di schiacciasassi e per
recuperare quei due punti che con il Taranto sono stati buttati
al vento. Tutto sommato i risultati delle altre squadre non
hanno infierito più di tanto ma siamo in un momento del
campionato nel quale bisogna navigare a vista e vivere giornata
per giornata consapevoli che negli ultimi due anni, quelli che
ci hanno visto sfiorare la promozione, di questi tempi si
parlava di esoneri e di crisi: per lo meno la squadra adesso è
più tranquilla e la piazza, domenica dopo domenica, si sta
affezionando a Novelli, sta credendo nelle sue potenzialità e
nel suo modo di creare gruppo. Poi, comunque, se riesci a
recuperare una partita sul filo di lana vuol dire pure che la
dea bendata si è girata dalla nostra parte e noi sappiamo bene
per quanto tempo è stata rivolta da tutt’altra parte.
Alberto Mangano
Foggia - Benevento 1-1
Il Foggia termina la lunga serie di vittorie consecutive in
casa ma racimola un punto che comunque serve a mantenere proprio
il Benevento ad una lunghezza di distanza. Domenica scorsa si
era interrotta la striscia negativa in trasferta e quindi
“finalmente” ci si leva di dosso l’assillo dei record che magari
regalano qualcosa alla storia, agli almanacchi ma che non devono
distogliere dall’obiettivo che strada facendo si sta
concretizzando e cioè la possibilità di arrivare quanto più in
alto possibile la prossima primavera. Oggi, come era già successo quindici giorni fa con l’Arezzo,
abbiamo incontrato una signora squadra capace di proporre un bel
gioco e di aggredire con pressing asfissianti i portatori di
palla avversari: questa è una squadra che lotterà sino alla fine
per i play off. Il merito del Foggia è stato quello di crederci sino alla fine
nonostante il campo pesante e scivoloso che aiutava i campani a
mantenere il risultato, positivo sin dalle prime battute del
match grazie ad una dormita generale della retroguardia
rossonera. Il demerito del Benevento, che ha lasciato oggi la
concreta possibilità di scavalcare gli uomini di Novelli, è
stato quello di arretrare il baricentro cercando di soffocare il
gioco foggiano rinunciando magari a chiudere a suo favore la
partita: oggi la maggiore stazza degli uomini di Papagni poteva
certamente fare la differenza a loro favore. Tra i foggiani si è distinto notevolmente Colombaretti,
autentico stantuffo sulla fascia, Pecchia che ha controllato il
centrocampo facendo partire dai suoi piedi tutte le azioni
foggiane e Delcore che ha lottato difendendo ogni palla e anche
oggi non supportato dal compagno di reparto Salgado spesso
assente dal gioco e capace di sprecare anche le palle più
facili. Comunque questa “quasi” sconfitta può e deve essere salutare per
il Foggia che forse ogni tanto ha bisogno di un bagno di umiltà
proprio per non perdere quella concentrazione gara dopo gara che
può farci rimanere su il più lungo possibile sperando anche
nella crisi di qualche nostra avversaria. Nel frattempo
cominciamo a pensare al Taranto di domenica prossima, oggi
straripante contro il Lanciano e da sempre nostro storico
avversario: sarà una partita vera, giocata a viso aperto e che
sarà portata a casa da chi avrà il coraggio di osare senza
abbassare la guardia, senza temere la squadra di fronte. Infine è doveroso ricordare come oggi allo stadio si sia giocato
grazie all’intervento del prefetto che ha disposto il riallaccio
dell’acqua solo per la partita per ovvi motivi di ordine
pubblico; ne abbiamo viste di tutti i colori tra tribunali e
cordate, abbiamo vissuto provvedimenti dell’ultimo secondo per
gare da non disputare per l’inagibilità dello stadio, ma il
distacco dell’acqua per morosità al comune e di conseguenza allo
stadio supera ogni limite: i tifosi onesti, i foggiani puntuali
nel pagare quanto dovuto si sentono vigliaccamente offesi e
traditi.
Alberto Mangano
Perugia - Foggia 1-1
E adesso il Foggia fa vedere buone
cose anche in trasferta cominciando proprio contro una delle
squadre più blasonate della Lega Pro e in estate indicata tra le
favorite per il salto di categoria. Si è visto subito che
eravamo anni luce dalla gara di Caserta già dalle prime fasi del
match: si è vista una squadra quadrata che organizzava il
proprio gioco partendo dai piedi esperti di Fabio Pecchia che
era bravo a dettare i tempi accelerando o rallentando il ritmo
durante le varie fasi della gara; ma si è vista subito la voglia
nel fare risultato, nel rompere il ghiaccio anche in trasferta.
La classifica ci sorride ancora ma il campionato non dà respiro
offrendo ai rossoneri l'ennesima occasione di conferma contro il
Benevento che non dimentichiamolo, ha allestito in estate una
signora squadra, di quelle che potrebbero fare bella figura
anche in serie B. La squadra campana, dopo un inizio in sordina,
sembra aver ripreso il ritmo delle grandi ed è lì a contendersi
con le altre un posto per i play off anche se il campionato è
ancora lungo e forse non ha ancora espresso definitivamente le
squadre che possono ambire alla conquista della cadetteria. Sarà
necessaria un'altra partita gagliarda, magari come quella
disputata contro il Gallipoli per gettare le carte in tavola e
scoprire le vere ambizioni del gruppo di Novelli. Sappiamo pure
che i record esistono per essere superati e ci aspettiamo prima
o dopo una mancata vittoria allo Zaccheria ma ci auguriamo che
ciò non avvenga domenica e, non solo per il ruolino positivo da
consegnare agli annali, ma perchè obiettivamente il Foggia è la
squadra che attualmente, insieme alla capolista Crotone, vanta
la forma migliore nonostante un Salgado non ancora al massimo e
qualche dormita, anche se sporadica, della difesa. Affrontiamo
quindi il Benevento partendo da quanto di buono ha detto la gara
del Curi e consapevoli che solo la concentrazione e la
determinazione e magari anche un po' di lucidità soto rete (vero
Salgado?) possono far continuare a ben sperare per i verdetti
della prossima primavera.
Alberto Mangano
Foggia Arezzo 2-1
E’ questo il Foggia che
non ti aspetti, capace di farsi ridicolizzare in trasferta e
subito dopo determinato anche in inferiorità numerica contro un
signor avversario, non a caso il primo della classe. La vittoria
di domenica è esaltante perché raggiunta in ovvia difficoltà
contro l’Arezzo che è la squadra più forte incontrata sino ad
oggi, una squadra che non si è accontentata del pareggio e che
ha chiuso per circa mezz’ora gli uomini di Novelli nella propria
metà con un gioco ordinato e ben organizzato da mister Cari;
questa è una seria candidata al passaggio diretto in serie B. Ma
veniamo al Foggia che comunque è stato finalmente cinico,
sfruttando al massimo le occasioni capitate e facendo esplodere
di gioia lo Zaccheria al triplice fischio di un signor arbitro
non proprio alla sua migliore giornata e desideroso di fare la
prima donna in campo, cosa che succede spesso in questa
categoria in stadi blasonati come quello foggiano. E’ stata una
vittoria ottenuta con il cuore e giocata correttamente e a viso
aperto da entrambe le squadre che, dopo questo confronto,
meritano sicuramente il rispetto degli addetti ai lavori.
Novelli ha comunque creato una squadra, ha formato un gruppo
anche se fuori casa prende scoppole dagli ultimi della classe,
comunque i numeri ci sono altrimenti il Foggia non avrebbe messo
sotto Arezzo e Gallipoli che attualmente ci sovrastano. Ora
bisogna fare il giusto, il campionato è ancora lungo e forse un
risultato positivo a Perugia potrebbe servire a sbloccare
psicologicamente la squadra perché domenica, anche se a tratti e
in modo non continuo, il Foggia ha dimostrato di poter mettere
chiunque sotto e di poter legittimamente ambire, ora lo possiamo
dire, alla serie B. E’ pur certo che la fortuna, come al solito,
ti deve dare una mano perché se l’Arezzo avesse segnato a metà
secondo tempo, e ne ha avute di possibilità, oggi staremmo a
commentare un’altra partita. Quindi se è pur vero che non
bisogna adagiarsi e mollare è altrettanto sacrosanto che questa
squadra ha i mezzi per fare il salto e Novelli è stato l’unico
allenatore azzeccato da questa società a giugno mentre gli altri
anni, di questi tempi, eravamo a inveire sulle scelte del
sodalizio rossonero. Quindi, senza esitazione, rechiamoci in
Umbria con umiltà ma senza timori reverenziali perché sono loro
che devono aver paura di una squadra che, anche se in compagnia,
ha preso il largo in questo campionato; riguardate la classifica
e date al Foggia anche solo 2 punti in più, quelli che come
minimo avremmo dovuto prendere fuori casa, e vedete se non sono
gli altri a doverci temere.
Alberto Mangano
Real Marcianise Foggia 1-0
Domenica è stata una
giornataccia per il Foggia sbeffeggiato da un Real Marcianise
che in maniera ordinata e soprattutto con merito ha portato a
casa una prestigiosa vittoria. Ma cosa è successo all’undici di
Novelli ad una settimana dalla bella vittoria sul Sorrento?
Molto probabilmente il Foggia è riuscito a portare a casa
risultati positivi sino a quando non aveva i favori del
pronostico mentre è scivolato sul neutro di Caserta avendo la
testa ai play off e alla serie B. Non ci sono parole per
descrivere una partita nella quale il Foggia non ha fatto
assolutamente niente, non ha costruito un azione e non ha mai
dato la sensazione di riuscire a riequilibrare il risultato. Non
è il caso di processare la squadra anche perché quasi
sicuramente il vero Foggia è una via di mezzo tra quello contro
il Gallipoli e quello di domenica oppure forse in effetti è una
squadra non ancora matura per imporre il proprio gioco lontano
dalle mura amiche. Quindi alla vigilia di una importantissima
gara val la pena di mettere una pietra sopra e pensare in
positivo anche perché la classifica ci sorride ancora ed un
‘ulteriore vittoria contro l’Arezzo potrebbe far dimenticare
velocemente il disastro di Caserta. Bisognerà essere
concentrati, preparare bene la partita e scendere in campo
determinati a fare risultato contro i toscani che potrebbero
essere ridimensionati, anche psicologicamente, da una disfatta
in Capitanata. Come al solito i tifosi faranno la loro parte
sino al 90° evitando di perdere la pazienza durante l’incontro
che significherebbe compromettere in maniera netta il risultato
finale e dare la possibilità alla capolista di andarsene in fuga
solitaria. Noi sappiamo che questo non avverrà e che i ragazzi
domenica ci dimostreranno che la strada intrapresa è quella
giusta ma che ogni tanto, per poca attenzione, ci si può anche
imbattere in una buca ma, dopo un attimo si è di nuovo pronti
per la lunga e speriamo fruttuosa camminata.
Alberto Mangano
Foggia Sorrento 3-1
Il Foggia ora fa sul
serio: si impone sul Sorrento e lo fa addirittura con una
tripletta di Salgado, ritrovato e rinvigorito da un paio di
domeniche in tribuna: lo si è visto muoversi, impegnarsi anche
se le cose migliori le ha fatte vedere quando si spostava sulla
sinistra, sua zona prediletta, mentre al centro spesso si è
fatto trovare in fuorigioco mostrando palesemente la sua
incapacità nel giocare da prima punta.
Comunque il Foggia di
oggi ha spadroneggiato contro un modesto avversario che si è
ritrovato in partita anche perché gli uomini di Novelli non
hanno chiuso la pratica già nel primo tempo e il tecnico dovrà
far meditare i suoi perché di fronte non troverai sempre il
Sorrento e magari un’altra squadra oggi avrebbe difeso meglio e
a denti stretti il risultato di 1-1 mentre noi dobbiamo essere
più cinici ed infierire al momento giusto evitando brutte
sorprese che possano minare risultati positivi.
Da elogiare un grande
Bremec che riesce a parare un rigore rimanendo in piedi sino
all’ultimo e riuscendo a tuffarsi dalla parte giusta per
deviare una palla impossibile.
Ma anche Pecchia e
Coletti hanno dato l’anima sino alla fine supportando le giocate
degli avanti rossoneri; solo Mancino dovrebbe cercare di
dialogare di più con i compagni cercando di evitare assoli che
producono ben poco come anche Lisuzzo, sempre preciso ed
attento, non dovrebbe portar palla eccessivamente soprattutto
considerando che dalle sue parti un errore potrebbe costarci
caro.
Certo è che il Foggia
continua a crescere e Novelli comincia veramente a convincere
tutti che la squadra può fare grandi cose perché ha uomini che
hanno tutti voglia di far bene in una piazza importante e
soprattutto sta promettendo quello che più volte aveva
sottolineato e che cioè l’eliminazione in Coppa Italia era stato
un episodio e che la vera forza del gruppo l’avremmo vista a
partire da ottobre.
Ora bisogna navigare a
vista evitando di guardare eccessivamente la classifica e
pensare alla gara della domenica prossima senza farsi conti ed
illusioni che potrebbero risultare effimeri da un momento
all’altro: ogni campionato è lungo e sappiamo che non potrà
andare sempre così, che potrai avere cali di tensione o di forma
per cui val la pena di cominciare a raccogliere quanti più punti
possibili quando tutto ti va bene.
Andiamo a Marcianise
senza considerare la differenza di punti tra le due squadre ma
con la consapevolezza che possiamo andare dappertutto ad imporre
il nostro gioco e magari cominciandolo a fare già da domenica
anche fuori casa per continuare a far crescere l’entusiasmo
intorno a questa squadra e soprattutto intorno al suo tecnico.
Alberto Mangano
Foggia Gallipoli 1-0
E’ questo il Foggia che
volevamo vedere, una squadra che vince ma che scende in campo
determinata a far suo il risultato con la caparbietà di chi sa
come proporsi e come imbrigliare gli avversari. Non dobbiamo
dimenticare che oggi a Foggia si è presentata la capolista,
quella compagine che sembrava sino ad ieri poter ammazzare
questo campionato ed invece il Foggia è stato capace di
ridimensionare e non di poco le velleità di mister Giannini.
Diciamo pure che Novelli ha dato una spinta notevole alla
crescita della squadra quando, nel mettere da parte Salgado, ha
dimostrato a tutti di avere carattere e che nessuno in questo
gruppo poteva sentirsi indispensabile. Oggi abbiamo visto tutti
uscire con la maglia sudata, oggi abbiamo visto i reparti più
vicini tra loro e alla fine nessuno può mettere in discussione
un risultato che poteva essere addirittura più rotondo. Non era
facile reagire positivamente dopo un rigore sbagliato e forse le
speranze da riporre nella squadra rossonera devono partire
proprio da quel secondo tempo formidabile come se quell’incidente
di percorso non avesse minimamente scalfito la voglia e la
determinazione dei calciatori. Ecco perché oggi abbiamo
assistito alla gara più bella dall’inizio dell’anno e la gente
sugli spalti se ne è andata soddisfatta non solo per i tre punti
che comunque ci regalano il terzo posto solitario. Attenzione
ora ai cali di concentrazione perché domenica prossima c’è da
affrontare il Sorrento in casa e dobbiamo continuare a ottenere
il massimo tra le mura amiche. Abbiamo capito che il tecnico può
fare molto quest’anno ed oggi probabilmente ha cominciato a
convincere tutti noi che eravamo ancora scettici su quello che
poteva tirar su da questa squadra: certe scelte tecniche
indicano carattere ma anche estrema competenza e conoscenza del
gruppo che si ha a disposizione. Un uomo che oggi ha dimostrato
che il campo conta più delle chiacchiere distribuite in giro
gratutitamente durante la settimana. Da oggi a Foggia si può
fare sul serio lasciando fare a ciascuno il proprio lavoro
sperando sempre che la fortuna finalmente possa anche ridarci
tutto quello che ultimamente si è preso. Va bene così, avanti un
altro!
Alberto Mangano
Addio Andrea Stimpfl

L´ex difensore rossonero degli anni ´80
Andrea Stimpfl è morto questo pomeriggio nella sua abitazione di
Acitrezza (CT) all´età di 52 anni, stroncato dalla leucemia che
lo ha colpito pochi mesi fa. Originario di Bolzano, dove era nato il 13 giugno del ´56,
Stimpfl era un difensore possente, che approdò in rossonero dal
Pergocrema nell´estate dell´80: con la maglia del Foggia ha
disputato quattro stagioni (3 di B ed 1 di C), totalizzando
complessivamente 113 presenze ed 1 gol. Ha vestito anche le
maglie di Triestina, Varese, Acireale e Giarre. Lascia la moglie
e due figli. Andrea AStimpfl potrebbe essere l´ennesimo caso di una lunga
lista di calciatori segnati da un triste destino comune. Il Foggia, che si stringe alla sua famiglia in questo momento di
grande commozione, ha appreso della morte di Andrea direttamente
nel ritiro di Pescia, nell´immediata vigilia della trasferta di
Pistoia. Domani non potrà commemorarne la memoria per ovvie
ragioni, lo farà domenica prossima in occasione del match
casalingo con il Gallipoli.
(usfoggia.it)
Foggia - Juve Stabia 1-0
Il Foggia vince e si
piazza in classifica a ridosso delle prime. Probabilmente ad
inizio del campionato nessuno se lo aspettava ma i tre punti
conquistati contro la Juve Stabia non fanno esultare i
sostenitori rossoneri ma non perché conquistati con un rigore
nel finale, bensì per il modo con il quale sono stati
legittimati in campo. Novelli aveva pregato i tifosi di
sostenere i ragazzi e pensiamo che, da questo punto di vista,
non sia rimasto deluso ma, se i calciatori non hanno pensato a
fine gara di andare sotto la curva, evidentemente anche loro si
sono resi conto di non aver disputato una partita esaltante. E’
sembrato di vedere i reparti scollegati tra loro, molti
calciatori fuori forma (Salgado innanzitutto) e altri
posizionati in campo forse in ruoli non proprio adatti alle
singole capacità. Chi ha visto l’incontro sarà d’accordo che
l’ex Brunner non è mai stato impegnato in modo serio disputando
una gara tranquilla e gestendo solo la normale amministrazione,
che i tre attaccanti rossoneri non si sono quasi mai proposti e
che gli uomini di centrocampo hanno sbagliato di tutto nella
fase di impostazione lanciando spesso la palla in zone non
presidiate da alcun compagno di squadra. Certo è vero che la
squadra campana si è solo difesa pensando a spezzare le trame
foggiane ma è altrettanto vero che, negli ultimi 10 minuti, in
svantaggio di un gol, si sono proposti pericolosamente dalle
parti di Bremec e solo grazie ad un miracolo di quest’ultimo
oggi non stiamo a commentare un pareggio casalingo; dobbiamo
cominciare a preoccuparci del reparto difensivo considerato che
quasi non siamo stati capaci di gestire, per soli 10 minuti, lo
striminzito vantaggio? Quindi non è il caso di vedere la
classifica o cullarci per i pochi gol subiti ma invece andrebbe
rivista la gara, azione su azione, per cercare di rimediare in
fretta ad errori tecnici grossolani determinati spesso dalla
precipitazione e dalla superficialità. Se Salgado non è in forma
probabilmente una preparazione differenziata in settimana e
qualche salutare panchina la domenica potrebbe portare benefici
nel tempo mentre sarebbe il caso di provare anche qualche altro
elemento che va in tribuna e che però viene regolarmente pagato
a fine mese. E’ il caso di avere una rosa così folta? Agostinone
merita sempre di rimanere fuori campo? Mattioli potrebbe giocare
qualche minuto in più? Noi non vogliamo assolutamente
sostituirci all’allenatore che certamente ne capisce più di noi,
ma poiché questo Foggia non piace anche quando vince qualcosa
andrebbe comunque cambiata anche perché le alternative forse ci
sono ma noi non le conosciamo se non solo di nome: qualcuno ha
portato questi giocatori a Foggia e forse potrebbero anche avere
l’occasione di disputare qualche incontro, altrimenti sarebbe
più oculato, per le casse societarie, provvedere alla loro
collocazione in giro, sempre però alla riapertura del mercato. E
pensare che noi abbiamo un ragazzo, Compierchio, che nel Genzano
sta regalando gol alla propria squadra: che cosa fanno di male i
Foggiani per non giocare nella propria squadra del cuore? Chi ha
voglia può vedersi il gol realizzato da questo nostro ragazzo
alla prima di campionato:
http://it.youtube.com/watch?v=4iYmkq6WQE4
Alberto Mangano
Foligno
Foggia
1-0
E si ritorna con i piedi
per terra! Qualcuno in settimana aveva cominciato a fare qualche
conto, a fare previsioni o pronostici azzardati ed invece, nel
grigiore di una domenica pomeriggio noiosa in quel di Foligno,
il Foggia affonda in malo modo al cospetto di un avversario
oltremodo scarso e inconcludente ma che ha saputo portare nel
proprio carniere l’intera posta della gara. Sia ben chiaro, una
sconfitta ci può stare, ma il problema è che i rossoneri non
hanno mai dimostrato, nell’arco dei 90 minuti, di avere un gioco
ed un modulo tattico in grado di poter ben sperare per il
futuro. Una squadra che gioca con il 4-3-3 dovrebbe avere una
propensione al gioco d’attacco, magari non spregiudicato come
quello di Zeman, ma almeno in grado di mettere gli attaccanti
del Foggia in condizioni tali da poter impensierire il portiere
avversario. Invece i 3 di centrocampo giocano a ridosso dei
difensori e molto distanti da quelli che dovrebbero
rappresentare i cecchini rossoneri; succede invece che, per due
volte, e sempre su corner a nostro favore, il Foggia incappa
nelle ripartenze veloci del Foligno sino addirittura a trovarsi
l’attaccante della squadra di casa nell’1 a 1 contro il
difensore foggiano. Quindi una squadra che attacca male ma che
si difende peggio. Possiamo dare sempre la colpa a Delcore e
Salgano? Quante palle hanno avuto da poter sfruttare al meglio?
E poi ci chiediamo: sono le rose che determinano il modulo o si
stabilisce prima quest’ultimo indipendentemente dagli uomini a
disposizione? Perché, se il 4-3-3 viene fatto male potrebbero
essere gli uomini non adatti allora si potrebbe pensare ad un
4-4-2 magari con due centrocampisti più offensivi, avendo così
una squadra più dedita alla fase d’attacco di quella attuale. Un
buon allenatore è bravo anche a mettere la propria squadra in
campo sulla base degli uomini che ha a disposizione o
altrimenti, se si vuole essere cocciuti in certe strategie
tattiche, allora o si aspetta il nuovo mercato o la società deve
pensare di mandar via il tecnico, cosa che negli ultimi due anni
si è dimostrata sempre azzeccata anche se purtroppo sfortunata.
Magari è presto per dare sentenze definitive, però è anche vero
che valutare serenamente quello che avviene sul terreno di gioco
non fa mai male. La squadra, dal punto di vista tecnico c’è ed è
sicuramente superiore a quella dello scorso anno ma mentre la
squadra di Galderisi giocava in modo che il gol diventava una
logica conseguenza, quest’anno il gol è quasi un incidente di
percorso ed entrambe le vittorie non sono mai apparse nette e
totalmente meritate. Sicuramente le prossime 2-3 gare saranno
fondamentali per stabilire dove può arrivare questa squadra ma
anche per prendere subito certe decisioni, dolorose ma
necessarie sempre per il bene del Foggia.
Alberto Mangano
Foggia
Cavese 1-0

Il Foggia non tradisce e
raccoglie una nuova vittoria tra le mura di casa facendo un bel
balzo in avanti in classifica anche se siamo ancora alla terza
di campionato e la strada è ancora lunga ma forse non così in
salita come ci si aspettava.
Diciamo subito che gli
uomini di Novelli sono subito scesi in campo determinati a
vincere imbrigliando spesso gli avversari i quali non riuscivano
mai a prendere il pallino del gioco: qualche meccanismo va
ancora oliato, da uno stantuffo come Coletti ci aspettiamo di
più, sappiamo che il vero Salgado non è quello di oggi, a parte
il gol, ma anche da Pezzella aspettiamo di vedere tutto quello
che di buono si dice su di lui; ma oggi è stata la prova della
squadra in toto che fa ben sperare soprattutto per la voglia di
proporsi ed imporsi per tutta la gara lasciando molto poco
spazio all’avversario.
Il gol arriva forse
tardi e per una leggerezza dell’ex Marruocco ma il Foggia
premeva da un bel po’, magari senza occasioni clamorose, ma con
caparbietà al cospetto di una Cavese capace solo di rallentare i
ritmi con un gioco ostruzionistico a volte irritante.
Quindi si può attribuire
ai rossoneri un voto collettivo sicuramente superiore alla
sufficienza sempre però in attesa di un totale recupero di
alcuni uomini fondamentali e di una assimilazione sempre più
intensa degli schemi del proprio allenatore.
E che il mondo del
calcio sia strano lo ha dimostrato proprio questo week end con
un gol di Plasmati addirittura ai Campioni d’Italia ammutolendo
il palcoscenico più prestigioso d’Italia: chissà da quanti anni
non riceveva un cross così.. ah, mister Campilongo! E poi il
tonfo di mister Galderisi che aveva sposato un grande progetto
quest’estate e che se non fosse stato per il regalo di
Burzigotti oggi sarebbe veramente messo molto male, mentre
meraviglia il Gallipoli di Giannini, allenatore che aveva fatto
male dappertutto e che oggi si trova a guidare la classifica del
nostro girone a punteggio pieno.
Tutto ciò ci dice ancora
una volta che le chiacchiere d’agosto sono una cosa, i gol e i
risultati sul campo, per fortuna, sono tutta un’altra cosa.
Alberto Mangano
Pescara Foggia 1-0
Il Foggia conosce
l’amarezza della prima sconfitta in trasferta contro i
bianco-celesti di Nanù Galderisi e prova a riflettere sulla gara
e su come poteva andare se affrontata in maniera diversa.
Sicuramente non è stata una bella gara da entrambe le parti, una
gara che poteva dare tranquillamente un punticino ciascuno
considerata anche l’afa con la quale si è disputata. Ma viene da
chiedersi: qual è il vero volto di questo Foggia? Con il
Potenza aveva vinto senza convincere e contro il Pescara forse
si è perso per il fatto di aver giocato un tempo in inferiorità
e per un direttore di gara non proprio nella sua giornata
migliore ma il tutto non deve distogliere dall’analizzare bene
pregi e difetti del gioco e degli uomini di Novelli
indipendentemente dal risultato cercando di valutare bene le
eventuali modifiche da apportare all’assetto tecnico tattico
della squadra: certo con il portiere quest’anno abbiamo fatto un
notevole passo in avanti, mentre ritengo che Pecchia, meno
propositivo e più relegato alla protezione della difesa,
dimostri di avere un paio di candeline in più sulla sua torta:
magari un po’ più in avanti potrebbe aiutare Mancino a fare il
rifinitore perché sul tridente si può essere critici fino
all’esasperazione ma è pur vero che non riceve quasi mai palloni
giocabili ma solo lanci lunghi, spesso imprecisi e in zone non
presidiate da calciatori rossoneri. E alla fine una
considerazione sulla difesa che ha bisogno ancora di intesa tra
i due centrali che non dettano i tempi al reparto e che sono
spesso macchinosi e goffi nella manovra. Ecco perché oggi come
oggi non si può star tranquilli dopo una vittoria né fare
tragedie per una sconfitta; c’è tutto un campionato davanti ed
alcuni aggiustamenti sono ancora possibili… bisogna non perdere
la pazienza e dare ancora fiducia a questo gruppo che è giovane,
magari ha voglia di emergere, di farsi notare, ma che è ancora
acerbo e necessita di essere seguito per raggiungere in fretta
la giusta maturità. Diciamo pure che come non era tutta luce la
vittoria domenica allo Zaccheria, così non bisogna buttar via
tutto quello che magari si è visto di positivo al cospetto di
una squadra che almeno sulla carta dovrebbe essere tra le
favorite. A Vasto invece non si è visto nemmeno un buon Pescara
e certamente Galderisi avrà molto da lavorare perché la squadra
si è espressa più sulle individualità personali che sulle
giocate mosse da schemi tattici provati magari in settimana.
Anche le tre squadre a punteggio pieno hanno bisogno ancora di
un mesetto per sapere se quella attuale può considerarsi la loro
posizione nel corso dell’anno oppure se sarà necessario
ridimensionare le proprie velleità. Quindi è presto per fare
critiche ed elogi alle varie squadre in quanto sembra ancora di
vedere le squadre di agosto… forse anche per le temperature
impossibili di questi giorni.
Alberto Mangano
Foggia Potenza 1-0
Il Foggia inizia la
stagione, quella che conta, nel migliore dei modi contribuendo a
rasserenare un ambiente infreddolito dall’amara esclusione dalla
Tim Cup ad opera di un modesto Barletta. Se confrontiamo questo
inizio con quello dello scorso anno ci rendiamo subito conto che
mister Campilongo collezionava un ottimo pareggio casalingo
nell’amichevole di lusso contro l’Udinese dell’ex Marino che
eccitava gli animi dei tifosi ma steccava la prima in casa
contro il Legnano: si disse allora che quello rappresentava un
semplice incidente di percorso e il tecnico rossonero
tranquillizzava tutti promettendo la promozione in B senza
passare per gli spareggi… noi tutti sappiamo, purtroppo come
andò a finire. Quest’anno la campagna acquisti e le
dichiarazioni del sodalizio preoccupano la piazza, l’esordio con
il Barletta deteriora ancora di più il rapporto
tifosi-squadra-società ma poi nell’esordio con il Potenza il
Foggia fa quello che deve fare e cioè vincere, senza questa
volta promettere niente a nessuno. Il gioco non sarà stato
entusiasmante ma il carattere e la voglia di fare risultato si
sono viste e per il momento questo ci basta. Il pareggio sarebbe
stato più giusto? Le regole del gioco dicono tutt’altro: una
squadra per vincere deve mettere il pallone in porta una volta
più dell’avversario e questo per il momento ci interessa, come
ci fa piacere sottolineare il calore del pubblico che chiedeva
questa prestazione e questa vittoria e che è stato accontentato.
Ora ci tocca il Pescara dell’ex Galderisi che lasciava Foggia
con le lacrime agli occhi sposando il progetto abruzzese che
valutava più ambizioso di quello rossonero: ebbene ieri Nanù ha
preso 2 scoppole dal Crotone e spera di rifarsi contro gli
uomini di Novelli domenica prossima ma se ciò non avvenisse
farebbe bene a farsi un esame di coscienza cercando di capire
cosa ha lasciato qualche mese fa. Diciamo pure quindi che le
chiacchiere sono una cosa, il calcio giocato per fortuna è tutt’altro
e se il calcio d’agosto spesso incorona squadre da battere è
altrettanto vero che la posta dei tre punti fa tornare sulla
terra tanti palloni gonfiati. Ovviamente tutto questo non vuol
dire stare a cavallo e aver risolto tutti i problemi del Foggia
ma certamente l’inizio promettente non può far altro che far
crescere interesse e curiosità intorno a questo gruppo che era
stato bocciato ancor prima di nascere e se è vero che il buon
giorno si vede dal mattino, allora speriamo di vedere quest’anno
un campionato che potrà farci togliere numerose soddisfazioni.
Alberto Mangano
Partiamo per questa nuova avventura!
La stagione 2008/09 sta per aprire i battenti ed il Foggia,
impegnato nell'ennesimo campionato di C, sta piano piano
svelando il proprio volto. Certamente non c'è l'entusiasmo di
altre recenti vigilie ma questo potrebbe rappresentare l'arma in
più del gruppo di Novelli candidata, perchè no, a diventare
l'outsider di questo campionato. La società, con Fusco e
Novelli, ha deciso di puntare più sul gruppo che sui singoli
perchè solo così si può affrontare razionalmente una stagione
senza necessariamente dissanguarsi riuscendo comunque a porsi
degli obiettivi a medio-lungo termine. D'altro canto, con i soli
soldi spesi al vento per dare fumo negli occhi, c'è il rischio
di imbattersi in quei tantissimi calciatori mercenari che
orbitano intorno a queste categorie e che cercano ambienti dove
svernare e dare un colpo di coda ad una carriera volta al
tramonto.; i giovani, ben guidati in campo e fuori, possono
portare quell'entusiasmo e quella voglia di fare in piazze come
quelle di Foggia, dove le illusioni hanno fatto sempre da
apripista a cocenti e drammatiche delusioni. Ma perchè si possa
far bene quest'anno è necessario stringersi intorno a questo
Foggia, far sentire il calore intorno ai calciatori, riuscire a
remare tutti insieme verso un'unica direzione. ma se invece
dovessimo assistere a squallide contestazioni, magari alla prima
steccata, potremmo trovarci a gestire una situazione devastante
considerata la giovane età e la inesperienza del gruppo.
Dobbiamo evitare che a Foggia possa succedere quello che di
fatto è successo a Manfredonia con una squadra che aveva puntato
molto sui giovani. Molti componenti del team rossonero hanno
grande voglia di emergere, di lasciare il segno per spiccare il
volo verso brillanti carriere e solo se il pubblico saprà
incoraggiarli, solo se la piazza crederà in questo progetto,
potremo toglierci qualche sassolino dalla scarpa e magari
riuscire a realizzare le imprese di Sassuolo e Cittadella.
Ognuno faccia il proprio e poi il campo, come sempre, dirà la
sua!
Alberto Mangano
Buona Fortuna Nanù!
Alla fine Nanù Galderisi
se ne è andato. Le voci di un suo divorzio che giravano già
all’indomani del triste epilogo di Cremona trovano conferma
nelle parole del tecnico e dell’annuncio del suo nuovo ingaggio
come allenatore del Pescara. Galderisi certamente aveva fatto
bene a Foggia, aveva entusiasmato la piazza con una rincorsa
inimmaginabile, aveva colpito per la sua semplicità e la sua
serietà ma alla fine si è deciso che non era più il caso di
continuare insieme: lasciamoci sì, ma da buoni amici.
In effetti c’è da
condividere la posizione della società che impone una sua
condotta, che indica una direttrice da seguire e il tecnico,
chiunque esso sia, dovrà condividerne i principi e le finalità.
Non dimentichiamoci che l’anno scorso, dopo che si era sfiorata
la promozione, la società diede carta bianca a Campilongo il
quale decise in piena autonomia di mandar via e di ingaggiare
chicchessia in totale autonomia, magari anche depauperando il
patrimonio, espresso in calciatori, della società. Oggi, invece,
un sodalizio che vuole continuare a mantenere il timone della
barca anche nelle tempestose acque della serie C, detta le
regole ai suoi dipendenti, tecnico compreso, affinché si possa
tirare avanti facendo tesoro di quanto si è fatto, bene o male,
in questi anni. Quindi penso che a Foggia e al Foggia faccia
sicuramente bene realizzare un centro sportivo per realizzare
una sorte di quartier generale e non solo per evitare di
emigrare in provincia per gli allenamenti. Questo centro servirà
anche per sviluppare al meglio il settore giovanile e le
conseguenti risorse, in termini di giovani calciatori emergenti.
Se il direttore sportivo saprà integrare giovani promesse con
calciatori affermati e con esperienza, quest’anno la società
potrà dare al nuovo tecnico una squadra che saprà farsi valere e
comunque si potrebbe creare un ciclo che passo dopo passo
potrebbe fisiologicamente farci fare il salto di categoria e non
perseverare sempre nel “tutto e subito” che spesso ci ha
lasciato con l’amaro in bocca. Probabilmente in questo progetto,
definito di “consolidamento”, Galderisi ci stava alla perfezione
ma capiamo anche che le ambizioni in riva all’Adriatico potrebbe
essere tali da aver tentato Nanù a realizzare i suoi sogni
altrove. Noi crediamo che una oculata gestione può portarci ad
una solidità ed una sicurezza duratura: seguire le giuste
pretese dei vari tecnici forse potevano mandarci di nuovo nelle
aule dei tribunali nel giro di pochissimi anni.
Alberto Mangano
Campionato 2007/08
E' finita!
E’ finita! E’ finita
amaramente una stagione vissuta in crescendo che meritava un
altro epilogo ma che la dura legge del calcio consegna agli
annali con un Foggia che esce fuori dai play off come sempre
rivivendo oggi una giornata come quella di Paternò, come quella
di Avellino. Niente da rimproverare alla squadra che dimostra di
crederci già dal calcio di inizio e che solo un maledetto e
rocambolesco gol ad inizio di ripresa determina per i rossoneri
l’ennesimo campionato nell’inferno della C. Purtroppo in queste
tremende sfide di questi ultimi anni siamo sempre arrivati a
crederci sino alla fine, sino all’ultimo istante e il triplice
fischio arriva sempre e inesorabile suonando in testa come una
condanna a morte, come la fine di tanti sogni, come l’inizio di
una nuova stagione da inventarsi, da programmare, da non
sbagliare. Noi pensiamo che sia giusto continuare con Galderisi
per realizzare una continuità tecnica che se in pochi mesi ha
dato questi frutti, dall’estate potrebbe regalarci una
tranquillità per affrontare nel migliore dei modi la prossima
stagione. Ma di questo pensiamo che sia giusto parlarne tra
qualche giorno, oggi lecchiamoci le ferite ma ringraziamo questi
ragazzi che alla fine non ce la facevano più, che avevano dato
tutto quello che avevano e che uscivano mestamente, a testa
bassa dallo Zini di Cremona, perché ci credevano, perché ci
erano arrivati vicini. La buona sorte non ci dà una mano da una
vita, riusciamo a distrarci nell’unica occasione dei nostri
avversari che, oggi più che domenica scorsa, meritavano la
sconfitta per come hanno interpretato la gara, rinunciatari sino
al grottesco pur di portare a casa uno striminzito pareggio che,
comunque, con una palla sporca, in una mischia, poteva essere
destabilizzato: ma doveva voltarsi verso di noi la dea bendata,
quella stessa che non ci degna di uno sguardo da molto, troppo
tempo. Andiamo avanti con la nostra dignità, con la voglia della
società, con la tenacia dei nostri tifosi, sempre presenti e
sempre corretti e abbassiamo la testa, chiudiamo gli occhi,
tappiamoci il naso e affrontiamo con serenità il prossimo
ennesimo, squallido campionato di C1. Grazie ragazzi, grazie
Nanù!
Alberto Mangano
Foggia Cremonese 0-0

Ci pensa Sant’Agazzi a
salvare un pareggio che stava per svanire negli ultimi minuti di
recupero di una gara di play off che rimanda tutto alla sfida
prossima di Cremona. Mondonico, esperto nella sua carriera a
collezionare gli 0-0, riesce nell’impresa ed esce dallo
Zaccheria con qualche percentuale in più di superare il turno
rispetto a quanto si potesse pensare alla vigilia.
Il Foggia forse gioca la
partita più brutta da quando ha cambiato la guida tecnica e
purtroppo questo accade nella partita che può segnare
definitivamente i verdetti di questa stagione. Comunque sono
gare che si devono giocare sui 180 minuti ed il Foggia,
sfoderando una delle sue prestazioni del girone di ritorno,
potrà portare a casa la vittoria e il conseguente accesso alla
finale. Certo per vincere a Cremona sarà necessario giocare con
la palla a terra evitando i lanci lunghi che sono stati
prontamente vanificati dai difensori grigiorossi di gran lunga
più alti ed arcigni dei nostri e che avevano il solo compito,
come tutta la squadra ospite, di vanificare gli assalti
rossoneri e mirare a non soccombere: per Mondonico missione
compiuta, il Foggia gli ha servito su un vassoio d’argento la
partita non riuscendo praticamente mai ad impensierire il
portiere avversario. Abbiamo visto una squadra timorosa,
svogliata, abulica che abbiamo stentato a riconoscere ma se è
vero che questa gara potrebbe essere un episodio isolato, è
altrettanto vero che Galderisi, nella prossima sfida, dovrà
giocare in maniera più spregiudicata, scoprendosi sicuramente
dietro, ma tornando a macinare quel gioco sotto porta avversaria
che sinora ci ha fatto temere da tutti i nostri avversari.
La partita di oggi è
cominciata male con una Cremonese che è partita subita con il
conquistare il centrocampo che si manteneva basso, a ridosso
della propria linea difensiva, e che di fatto impediva al Foggia
di penetrare e lo costringeva solo ai lanci in area: certo, che
se al posto di Mondonico oggi ci fosse stato un altro allenatore
più audace, avrebbe tentato il colpaccio e forse ci sarebbe
riuscito considerando anche il fatto che la nostra difesa, in
più di una occasione, è riuscita a complicarsi la vita con
superficialità inverosimili che in più di una volta consentivano
alla Cremonese di tentare la via del gol sbarrata solo da 2-3
interventi miracolosi del portiere rossonero, forse l’unico a
meritare un voto oltre la sufficienza. Bisognerà fermarsi
adesso, rivedersi l’intera gara, riconcentrarsi e soprattutto
crederci senza alcun timore nell’affrontare il ritorno con il
giusto appiglio e la dovuta determinazione: andare molli come
oggi significherebbe chiudere definitivamente questo campionato
contro un avversario mediocre e certamente non meritevole della
vittoria finale. Ancora oggi, dopo un anno, tornavano nelle
nostre menti le immagini dell’ultimo atto dello scorso anno e se
oggi stiamo a soffrire e a preoccuparci è ancora per quel
maledetto gol del Partenio quando tutto era finito. Riusciremo
una volta per tutte a cancellare quei ricordi e a buttare a mare
questa maledetta serie C? A Galderisi ed ai suoi l’ardua
sentenza, noi vogliamo credere che questo pomeriggio abbiamo
tutti insieme fatto un brutto sogno ma che saremo pronti a
risvegliarci domenica prossima pronti per affrontare una nuova
battaglia
Alberto Mangano
Ternana Foggia 0-0
Il Foggia raggiunge il
primo gradino della scalinata, dichiarato obiettivo minimo ad
inizio di stagione che ma che oggi, per come è andato il
campionato, è un risultato di tutto rispetto voluto e meritato
soprattutto da mister Galderisi che ha saputo dare un volto, una
identità a questa squadra che si era persa partita dopo partita:
mai un cambio di panchina, almeno a Foggia, era stato così
azzeccato e fruttuoso.
La partita non ha detto
niente, i portieri non sono mai stati impegnati: le due squadre
erano troppo preoccupate per vedere svanire il proprio obiettivo
che avevano paura ad osare; d’altra parte Foggia e Ternana il
loro successo lo avevano già maturato da tempo, disputando un
girone di ritorno da protagonisti e quindi aver tirato i remi in
barca, nell’ultima gara, non macchia assolutamente un campionato
oltremodo straordinario. La squadra arriva ai play off con un
entusiasmo che è cresciuto giorno dopo giorno, vittoria dopo
vittoria e proprio questo può diventare l’arma vincente in
questi tiratissimi spareggi. L’anno scorso, alla fine della
stagione regolare, la città festeggiava colorandosi di rossonero:
oggi la stessa città è in attesa, non vuole esaltarsi per non
restare delusa, per non rivivere quei terribili momenti vissuti
dopo il triplice fischio del Partenio. Bisogna invece crederci,
bisogna vivere una nuova emozione, per non tirarci i piedi da
soli, per far sentire al tecnico, ai calciatori, alla società
quel calore che solo questa città, questa gente sa dare:
rispolveriamo le bandiere, torniamo a colorare i balconi, le
strade, le piazze perché Foggia, tra i suoi mille problemi,
possa sentirsi protagonista nel calcio nazionale.
Due considerazioni
finali: l’esordio del baby Compierchio, da Candela, prodotto del
vivaio rossonero e quest’anno in forza al gruppo Berretti che da
oggi comincia la sua vera carriera, quella che gli auguriamo
possa portargli tutte le soddisfazioni, quelle sognate da
bambino, quelle che sono cominciate ad arrivare dopo anni di
sacrifici e di duro allenamento: un grazie anche a Carlo
Ricchetti e a tutto il Settore Giovanile.
Un saluto caro infine
agli amici di Manfredonia che oggi vivono un momento
particolarmente triste: forse non erano gli ultimi della classe
ma purtroppo ridurre le speranze all’ultima giornata pensando
anche ai risultati delle altre squadre, può giocare brutti
scherzi. Auguriamo di vero cuore un pronto riscatto ai cugini
sipontini perché la giornata di oggi possa essere prontamente
dimenticata alla fine della prossima stagione.
Ora stappiamo la prima
bottiglia ma da domani pensiamo alla Cremonese contro la quale,
per via del regolamento, dovremo fare un gol in più: questa
squadra è in grado di farlo in casa o fuori in ugual misura per
cui non servirà la goleada in casa ma bisognerà disputare due
grandi gare… non dimentichiamo la doppia gara contro la Cavese e
il miracolo di Mastronunzio.
Liberiamo finalmente in
aria un solo grido: Forza Foggia!
Alberto Mangano
Foggia Monza 1-0
Il Foggia continua la
sua marcia di avvicinamento ai play off battendo in casa il
Monza sceso in campo ormai solo per rispetto del campionato ma
comunque onorando il calcio e cercando, in alcune occasioni,
anche di far male al portiere Agazzi. La matematica non ci
premia e quindi in città non si festeggia anche perché l’ultimo
minuto dell’ultima partita ci è già stato fatale in passato. Una
considerazione comunque va fatta: mister Galderisi ha compiuto
quello che a Natale era solo un miracolo al quale ormai non ci
credeva più nessuno; è riuscito innanzitutto a far tornare il
sorriso sulla bocca di tutti ma soprattutto ha fatto riemergere
la consapevolezza, in ciascun giocatore, dei propri mezzi e
delle capacità per poter arrivare sino in fondo. Il gruppo era
disunito, alcuni calciatori erano stati indicati come i
responsabili della disfatta e si pensava che solo il mercato
potesse far riavviare la squadra; è bastato invece una persona
che, vedendo di che pasta era fatta la squadra, ha fatto una
scommessa con se stesso, con la società e con la piazza esigente
senza fare proclami, senza dire dove poteva arrivare ma
inanellando risultati positivi uno dietro l’altro facendo
riemergere un entusiasmo ormai sopito. Abbiamo rivisto il
Giordano che ricordavamo, il Mounard che si voleva scaricare, un
Coletti stratosferico, un Biancone goleador e così via. La
marcia è stata trionfale anche se, dopo il mezzo passo falso
contro il Padova, erano riemersi gli spettri di un’altra annata
balorda, di un altro campionato da dimenticare; la correttezza
delle squadre che non avevano più niente da chiedere al
campionato invece ci ha rilanciato proprio a spese di quel
Padova che a fine gara, due domeniche fa a Foggia, esultava come
se avesse ormai saltato il fosso. Ripetiamo, non è finita ma può
finir bene e non perdere di concentrazione all’ultima gara potrà
servire nella fase successiva a mantener alta la tensione non
dimenticando che questa squadra ha un gioco e gli addetti ai
lavori la indicano come una delle favorite alla vittoria finale.
I complimenti dei dirigenti del Monza a fine gara per
l’ospitalità e la cordialità dei foggiani ci inorgoglisce e ci
fa riconoscere come una società ed una città che ha conosciuto
il calcio che conta e a cui questa serie C sta notevolmente
stretta Quest’oggi dobbiamo comunque congratularci con il
Sassuolo, piccola realtà nel mondo calcistico, che ha dimostrato
durante tutto l’arco del campionato di meritare la piazza
d’onore essendo stata la squadra più costante tra tutte dalla
prima all’ultima giornata. Noi affronteremo la Ternana, ormai
quasi fuori dai play out con lo spirito di chi è quasi
dentro ai play off. Siamo certi che entrambe le squadre,
domenica prossima, potranno festeggiare insieme gli obiettivi
prefissati senza dover stare necessariamente attaccati ad una
radiolina per sapere i risultati delle altre.
Alberto Mangano
Novara Foggia 2-3
Eravamo partiti per
Padova consapevoli di dover portare a casa i tre punti ma
sapevamo anche di dover seguire la partita del Foligno sperando
nella forza di una Cremonese ancora in lotta per il primo
posto; invece, il Foggia vince ma la mano ai rossoneri gliela
porge il Padova che li fa rientrare nella play off e che
prepara loro la strada per il rush finale. Un bell’epilogo di
campionato che evidenzia la lealtà di tutte le squadre che non
ti regalano niente ma che consegnano alla storia un torneo senza
inciuci e dove alla fine vincerà chi avrà meritato. Ora tocca al
Foggia dirigere l’orchestra, non ha bisogno di favori da nessuno
e deve pensare solo a vincere, poi, magari, la Cremonese,
battendo il Padova potrebbe darci anche la matematica certezza
di disputare gli spareggi con una domenica di anticipo, ma noi
dobbiamo pensare solo a vincere perché abbiamo le potenzialità
per farlo mantenendo la giusta concentrazione e la ovvia
determinazione per evitare patatrac. Oggi il Foggia ha vinto
battendo l’avversario, la sfortuna (palo a porta vuota di
Biancone) e qualche decisione arbitrale non proprio impeccabile
ma ha comunque vinto dimostrando una netta superiorità
territoriale ma peccando ancora per qualche grossolana ed
ingenua sbavatura difensiva. Ancora bisognerà aggiustare
qualcosa per evitare sorprese ma soprattutto non servirà farsi
prendere dalla frenesia, quella che qualche volta è affiorata
quest’oggi, perché le partite durano 90 minuti e la possibilità
di recuperare c’è sino alla fine ma bisogna procedere con la
giusta calma perché attualmente la squadra di Galderisi è quella
che merita di più delle altre e quindi è necessario seguire
pedissequamente le direttive del mister senza fretta ma con la
consapevolezza che i singoli, la squadra e l’ambiente possono
fare la differenza in questi ultimi 180 minuti. Dobbiamo
comunque annotare una caduta di stile da parte del Foggia che,
con il suo blasone, non doveva permettere: non restituire una
palla volutamente buttata fuori dagli avversari poteva
incattivire una partita nel finale e noi avevamo sicuramente
tutto da perdere: ricordiamoci che proprio il Novara,
all’andata, aveva rinunciato a battere una punizione a due in
area per un grossolano errore del direttore di gara che non
aveva visto un retropassaggio di ginocchio da parte di Lisuzzo e
bloccato con le mani da Agazzi; rinunciare a quella ghiotta
occasione fu sottolineato anche dai telegiornali e dalla stampa
nazionale mentre noi oggi potevamo fare di meglio…
A questo punto
stringiamoci tutti intorno alla squadra e alla società
riempiendo in ogni ordine di posti lo Zaccheria determinando la
vittoria della prima battaglia che dovrà portarci a giocare il
tutto per tutto per riscattare quel maledetto gol di un certo
Rivaldo che ci brucia ancora
Alberto Mangano
Foggia Padova 1-1
Il Foggia perde due
punti importantissimi contro una diretta concorrente e complica
il discorso per la qualificazione ai play off. Purtroppo la
situazione viene peggiorata dall’inaspettata vittoria fuori casa
del Foligno che veniva indicato da molti come ormai rassegnato
ad arrivare sesto. Invece la squadra umbra ci crede e viene
premiata dalla sorte e noi, facendo tesoro di ciò, dobbiamo
cercare di raccogliere forze ed entusiasmo per sperare
nell’aggancio anche all’ultimo minuto dell’ultima partita. La
rabbia dei tifosi foggiani deriva da un risultato, magari anche
giusto, ma che poteva essere totalmente diverso considerato il
fatto che il Foggia per gran parte dell’incontro era stato in
vantaggio, padrone del campo e con il secondo gol che sembrava
essere nell’aria. Ma il pallone, essendo rotondo, può
darti soddisfazioni e, al tempo stesso, da un momento all’altro
può anche riservarti sgradite sorprese: e così si passa da una
traversa di Biancone che sta ancora tremando ad un gol subito
sempre a causa delle ormai rinomate amnesie della retroguardia
foggiana. A quel punto c’era tutto il tempo di recuperare grazie
anche alla superiorità numerica, ma era necessario far girare la
palla a terra cercando di far uscire il Padova dal proprio
guscio ed invece i calciatori del Foggia cominciavano a fare
lanci lunghi in avanti dove un’attenta difesa ospite riusciva
sempre ad anticipare o a sovrastare gli attaccanti foggiani.
Quindi non sono state sbagliate le sostituzioni decise da mister
Galderisi ma piuttosto ha sbagliato la squadra che non ha saputo
sfruttare l’uomo in più non giocando più come aveva fatto nel
primo tempo e nelle gare immediatamente precedenti, ma facendosi
prendere dal panico per un risultato che sembrava acquisito e
che stava per perdere in maniera sicuramente beffarda. Bisogna
cambiare atteggiamento soprattutto se si affronteranno gli
spareggi per la serie B perché in una gara decisiva gli errori
ci possono essere, i rigori non dati si possono mettere in
preventivo, ma quello che conta è non farsi ai prendere dallo
scoramento durante i novanta minuti perché così si farebbe solo
il gioco degli avversari e non ci darebbero il carisma della
squadra da battere. Non tutto è perduto, il Foligno ha un solo
punto in più e domenica ha una partita decisiva contro la
Cremonese; noi dobbiamo stringere i denti e affrontare una
settimana cercando di recuperare serenità e fiducia in noi
stessi; la squadra umbra, che contro di noi è sembrata una
squadretta è avvisata: per arrivare ai play off deve fare nove
punti in tre gare, altrimenti sarà il Foggia, anche quest’anno,
a giocarsi il tutto per tutto nei drammatici spareggi finali.
Alberto Mangano
Manfredonia Foggia 3-3
Anche valutando solo il
risultato finale di 3-3 si evince che è stata una bella partita
giocata da entrambe le squadre con la giusta determinazione che
un derby richiedeva. Certamente sia il Foggia che il Manfredonia
hanno alternato momenti di bel gioco a fasi spente e ricche di
svarioni grossolani e madornali. All’inizio del secondo tempo,
quando i sipontini raggiungevano il 3-1 forse poteva chiudersi
la partita: il Foggia accusava il colpo ma i biancocelesti non
affondavano pur avendo le occasioni per farlo. E alla fine i
rossoneri mostrano in campo il giusto cinismo necessario ad una
grande squadra e ottengono il meritato punto che dà loro la
possibilità di allontanarsi di un punto dal Foligno, oggi fuori
dai play off, e di avere il Padova a 2 punti sopra in attesa del
confronto diretto di domenica prossima. Ma tornando alla partita
riteniamo che questa settimana mister Galderisi abbia qualche
motivo in più per rivedere la videocassetta della partita perchè
perdere la concentrazione in momenti topici della gara, come nel
caso del terzo gol del Manfredonia, può mandare all’aria a poche
giornate dal termine del campionato, una magnifica cavalcata
cominciata con il cambio sulla panchina rossonera e che vorremmo
non si fermasse più. Cosa succede ai rossoneri in trasferta?
Come mai riusciamo a realizzare 3 gol come a Cremona e al tempo
stesso riusciamo a fare giganteschi regali in difesa tornando
sempre a casa con il rammarico di quello che poteva essere e non
è stato? Oggi Ignoffo e compagni hanno ribaltato il risultato
perchè ci hanno creduto di più e hanno lottato sino al 96°
quando ormai gli avversari avevano mollato e con un po’ di
fortuna, che non guasta mai, si poteva portare a casa l’intera
posta ma alla fine non era oggi, nonostante i due legni colpiti
dai rossoneri, la partita dalla quale ricavare i tre punti; si
poteva anche perdere per come era andata ma pensiamo per un
attimo a cosa potrebbe significare disattenzioni come quelle
delle ultime due trasferte domenica prossima contro una diretta
concorrente che vince inesorabilmente da tre domeniche. Non
accampiamo scuse come quelle del campo in sintetico e tra
l’altro di dimensioni sicuramente ridotte, ma a tratti,
riconosciamolo, il Foggia non è sembrato la squadra
schiacciasassi degli ultimi tempi. Ecco perchè questa settimana
che ci divide dalla prossima sfida play off deve essere decisiva
per trovare il giusto assetto in campo ed evitando certe
facilonerie che, con la nostra attuale classifica non
definitivamente tranquilla, potrebbero, e sarebbe un peccato,
costarci troppo caro.
Quindi godiamoci pure
questo punto forse più utile a noi che al Manfredonia ma
prepariamoci a domenica con la giusta concentrazione magari
portando in campo quella determinazione che abbiamo visto
domenica scorsa con il Foligno in quella che forse è stata la
più bella partita del Foggia quest’anno.
Alberto Mangano
Foggia Foligno 2-0

E’
un Foggia perfetto quello che strapazza il Foligno incassando i
tre punti che valgono doppio e che piazzano la squadra rossonera
in piena zona play off anche se in condomino con gli stessi
umbri e con il Padova che passeggia a Verona: tra queste tre
squadre una uscirà fuori dagli spareggi finali e attualmente non
sembra affatto la squadra di Galderisi correre questo rischio.
La
gara è stata affrontata tatticamente in maniera perfetta e la
squadra è stata sempre in grado di attaccare e difendere in
undici così come richiesto dal suo allenatore. Gli avversari
sono stati sempre in difficoltà e mai è sembrato potessero
rientrare in partita. Certo è che con un Di Roberto così
straripante sulla destra, un Mounard eccellente anche in fase di
recupero ed un Del Core concreto come mai lo era stato
quest’anno, il compito è stato superato molto più facilmente del
previsto. Ma oggi è stata l’intera squadra perfetta e forse il
risultato è anche bugiardo se si conta il possesso di palla da
parte dei rossoneri e quante volte si è arrivati lì lì sotto
porta peccando alle volte di eccessiva superficialità. Mai come
quest’anno il cambio sulla panchina è stato indovinato e forse è
giunto il momento da parte della società di sedersi a tavolino e
programmare con Galderisi un futuro un po’ più a lunga scadenza:
questo è il tecnico giusto per programmare un ciclo, quello
stesso che non si è potuto concretizzare con Campilongo;
aspettare ancora potrebbe significare far prendere nuovi
progetti e strade nuove al tecnico che ha riportato a Foggia il
sorriso e l’entusiasmo dell’anno scorso. Nel frattempo non
distraiamoci in queste 5 ultime gare che, oltre allo scontro
diretto con il Padova, prevedono anche incontri apparentemente
abbordabili ma che spesso portano brutte sorprese proprio per la
tranquillità dell’avversario. Prepariamoci al derby con i
sipontini reduci dalla bella impresa di Venezia che staccano i
fanalini di coda Paganese e Verona e potrebbero accoglierci
domenica un po’ più sereni ma, ripetiamo, facciamo il nostro
guardando dritti avanti non temendo nessuno e soprattutto non
sottovalutando nessuno. Oggi il Foggia ha dimostrato a tutti e
in particolar modo a chi non credeva nelle potenzialità di
questo gruppo che attualmente è la squadra più in forma del
campionato per cui gli avversari sanno già che prendere uno solo
degli ultimi quindici punti in palio non sarà impresa facile.
Alberto Mangano
Cremonese Foggia 3-3
A Cremona un Foggia
spettacolare!
Il Foggia domina per
tutti i 90 minuti e lascia due punti sul campo grazie a
madornali distrazioni difensive e a qualche scelta arbitrale se
non altro discutibile. Mister Galderisi imposta bene la gara
imponendo un ritmo frenetico e schiacciando la capolista nella
propria area sin dai primi minuti dell’incontro. A tratti è
sembrato di rivedere la macchina perfetta del Foggia di Zeman
capace di attaccare con tutti gli uomini in campo mettendo in
seria difficoltà la Cremonese che alla fine dell’incontro si
chiude accettando il pareggio che strappa al fischio finale
consapevole di aver fatto molto meno degli avversari rossoneri.
Le analogie con il Foggia degli anni 90, però, riguardano anche
la retroguardia capace di esaltare Graziani, autore della
tripletta lombarda, eterna promessa del calcio italiano e che
quest’anno aveva conosciuto soprattutto la panchina: successe
qualcosa del genere anche anni fa con un certo Cornacchia,
sempre in Lombardia, e sempre con un Foggia capace di strappare
applausi a scena aperta soprattutto per il gioco espresso. Ma
cosa è successo negli ultimi tempi? Cosa è cambiato con
l’avvento di Galderisi sulla panchina del Foggia? Sarebbe molto
irriverente dire che è bastato uno scossone all’ambiente o che
l’aver motivato calciatori che avevano dato poco e niente sia
stata la ricetta vincente del Foggia del girone di ritorno.
Galderisi ha dato un’identità a questa squadra, ottenendo il
massimo dai propri giocatori e dando loro la consapevolezza
delle proprie capacità e potenzialità; abbiamo visto il mister
foggiano incitare la propria squadra sino all’ultimo istante per
la conquista dell’intera posta, abbiamo visto il mister inserire
la quarta punta per tentare di aver ragione di una Cremonese
apparsa timorosa e inconcludente. Il pareggio lo avremmo
sottoscritto alla vigilia senza indugio, eppure alla fine della
gara tutti i sostenitori del Foggia sono rimasti amareggiati:
attualmente la squadra esprime il miglior calcio del girone e
meriterebbe la promozione diretta ma purtroppo si è perso molto
tempo quest’anno e già la rincorsa per il raggiungimento della
zona play off appare come un miracolo impensato sino a Natale.
Ora, considerato che Foligno e Padova dovranno venire allo
Zaccheria, possiamo guardare al futuro serenamente ma sempre
senza abbassare la guardia perchè un calo di concentrazione, in
questo finale di stagione, potrebbe essere fatale. Ma siamo
coscienti che Galderisi abbia ormai preso in mano la situazione
e difficilmente farà rilassare i suoi uomini in questa
spasmodica rincorsa verso il paradiso.
Alberto Mangano
Foggia Cavese 4-2

Foggia Cavese, come tradizione recente,
finisce con 6 gol e brividi sino alla fine. Il Foggia doveva
vincere e ha vinto sapendo essere, almeno nella seconda parte
dell’incontro, cinico sotto porta e capace di mandare in gol
tutti i suoi uomini dell’attacco: se de Paula avesse sfruttato
le due ghiotte occasioni avute nell’arco della gara, avrebbero
realizzato tutti i bomber. La squadra, inedita, è andata subito
in affanno dopo il vantaggio della squadra campana e ha stentato
a prendere in mano il pallino del gioco anche perchè di fronte
aveva un avversario che , anche se in inferiorità numerica,
riusciva a rendersi pericoloso con folate offensive che
evidenziavano una notevole velocità nelle ripartenze. Certo non
si possono regalare quei gol agli avversari e non si può
permettere agli stessi di andare vicinissimi al gol così
facilmente. Nonostante la roboante vittoria, almeno sotto il
profilo del risultato, il gruppo non si può distrarre
nell’esaminare serenamente gli errori della gara e i margini di
miglioramenti della squadra che sono ancora enormi. Comunque,
ripetiamo, si doveva vincere e si è vinto. La gara ha
evidenziato un po’ di superficilaità nel reparto arretrato dove,
nelle giocate, si pecca spesso di superbia e si rischia, come
nel caso del gol subito, di vanificare tutti gli sforzi fatti
sino a questo momento topico della stagione. Il centrocampo ha
messo in mostra un grande lottatore come Giordano che sta
tornando quello della scorsa stagione e un perfetto Coletti che
ha ben diretto la regia del suo reparto. In attacco si sbaglia
ancora tanto ma certamente, quando si fanno 4 gol, soprattutto
se realizzati da tre punte diverse, non si può trovare il pelo
nell’uovo e quindi questo è un reparto da definire rivedibile.
Ora ci attende uno scontro diretto da brivido, quello con la
Cremonese che certo non è da ultima spiaggia ma, se il Foggia
riuscisse a non perdere, potrebbe veramente sentirsi molto
vicino ai play off. Questo è il momento in cui non bisogna
abbassare la guardia, questo è il momento in cui bisogna restare
uniti e concentrati perchè questa gara ci ha fatto capire che la
palla è rotonda e quando pensi di aver messo le ali per volare
verso orizzonti tranquilli, c’è sempre la possibilità che
qualcuno te le spezzi e ti faccia tornare con i piedi per terra.
Bisognerà vedere per bene in settimana la videocassetta della
gara, azione per azione, fermandosi a commentare tutti i 95
minuti della gara perchè a Cremona bisogna andare preparati e
determinati a far risultato purtroppo non accompagnati dai
tifosi per una decisione strana e affrettata che penalizza una
tifoseria, quella foggiana, sempre corretta e vicina alla
propria squadra. Ma adesso è tempo di goderci questa splendida
vittoria che ci porta saldamente nella zona play off addirittura
a 2 punti dalla sesta... allora avanti tutta perchè oggi si
doveva vincere e si è vinto.
Alberto Mangano
Verona Foggia 1-0
La delusione più cocente
della gara è stata quell’urlo dei tifosi foggiani soffocato in
gola quando nel finale la bandiera del collaboratore
dell’arbitro si alzava e annullava il gol che avrebbe rimediato
ad una cocente sconfitta: con quell’urlo lanciato a metà
finivano le speranze del Foggia di uscire da un Bentegodi
desideroso di riscatto e di recuperare quella dignità persa
quest’anno a suon di sconfitte. Probabilmente il risultato di
parità sarebbe stato il più giusto ma purtroppo i risultati si
ottengono sul terreno di gioco e non nelle chiacchiere
intavolate subito dopo la gara. La sosta si diceva che ci
avrebbe danneggiato ma sapevamo anche che difficilmente si
poteva mantenere quel ruolo di squadra schiacciasassi: la
squadra di Galderisi ritorna umana, con i piedi per terra e,
grazie anche ai risultati favorevoli dagli altri campi, lasciano
inalterate le velleità rossonere per questo campionato. E allora
bisogna saper gestire questo risultato nella migliore maniera
senza rammaricarsi più di tanto ma sapendo cogliere da esso le
cose positive che si sono viste in campo e gli errori che devono
essere evitati per il futuro: il gol scaligero, ad esempio, è
stato realizzato grazie ad una distrazione collettiva del
reparto arretrato rossonero che ha lasciato libero l’attaccante
avversario facilitandolo nel suo compito. Il Verona, tutto
sommato, non è sembrata la squadra fanalino di coda e questo
conferma in pieno il fatto che il finale di stagione sarà
durissimo su ogni campo e contro qualunque avversario. Rammarica
tantissimo vedere tutti quei tifosi a seguito senza riuscire a
trascinare la squadra verso un risultato positivo che avrebbe
sicuramente ripagato il loro sforzo per raggiungere Verona con
ogni mezzo e da qualunque parte d’Italia: i tifosi sono il
patrimonio di questa squadra ed in questo momento devono far
quadrato incontro al gruppo di Galderisi e ritenere Verona una
brutta parentesi che nel calcio c’è sempre stata ma che
ripetiamo non deve determinare alcuna conseguenza sulla marcia
di avvicinamento alla zona play off. Le sconfitte devono essere
salutari per il proseguio quando non sono eccessivamente
condizionanti la classifica e allora chiudiamo gli occhi,
tappiamoci le orecchie e speriamo che questa brutta settimana
passi subito in attesa del prossimo incontro che certamente ci
farà dimenticare questo pomeriggio amaro.
Alberto Mangano
Paganese Foggia 0-1
Fantastico! Solo così si può definire l’attuale momento del
Foggia non solo per le vittorie consecutive ma anche perchè in
campo si comporta in maniera utilitaristica e sa essere cinico
al momento giusto. Oggi bisogna dar ragione anche agli scettici
di un paio di mesi fa che dicevano che era difficile raggiungere
la classifica che conta in questo campionato: infatti ci sono
voluti 15 punti in 5 gare per raggiungere l’ultimo posto utile
per gli spareggi finali. Certo la sosta non giunge propizia
anche se alla ripresa ci attende il Bentegodi ormai violato da
tutte le squadre e che proprio Galderisi, scudettato giallo-blu,
potrebbe dare il colpo finale e definitivo a suoi ex tifosi dei
bei tempi. Ormai raggiunta la zona che conta non sarà necessario
più mantenere questo ritmo ma adeguarsi a quello degli altri (
oggi come oggi Cittadella e Cremonese non appaiono al massimo
della forma ) considerando anche che Foligno e Padova dovranno
far visita allo Zaccheria. La cosa più importante sarà riuscire
a gestire il prossimo passo falso per non cadere nello sconforto
e nell’angoscia di aver perso tutto: siamo tutti consapevoli che
questo ritmo non potremo mantenerlo anche perchè significherebbe
mirare al primo posto e allora, come dice giustamente il mister,
pensiamo prima al Verona e viviamo alla giornata senza
entusiasmarci più di tanto ma senza abbatterci più di tanto se
si dovesse fermare la striscia mostruosamente positiva. Dalla
gara di Pagani dobbiamo prendere quello che di buono la stessa
ci può dare: partita sicuramente bruttina nella quale comunque
il Foggia, sempre attento dietro, ha mantenuto bassi i ritmi in
attesa di dare il colpo finale come i coccodrilli sulla riva al
passaggio della preda. Ovviamente viene spontaneo il confronto
con il Foggia di qualche tempo fa e bisogna affermare che a
questo punto non è più solo questione di spogliatoio e di
sferzata all’ambiente; Galderisi ha dato qualcosa in più anche
in termini di qualità di gioco e di interpretazione della gara.
Non sappiamo dove saremmo potuti arrivare se il cambio in
panchina fosse avvenuto qualche giornata prima, ma certamente in
poco più di un mese il Foggia si è proposto nel suo girone come
la squadra più forte, quella in testa se si considera il solo
girone di ritorno, quella squadra che può tornare a far rivivere
un sogno bruscamente interrotto sul prato del Partenio.
Alberto Mangano
Foggia Venezia 1-0

Vittoria doveva essere e vittoria è stata. La zona play off è
stata quasi raggiunta, ma quanta sofferenza! Sembrava una
partita da chiudere senza difficoltà ed invece subito dopo il
gol iniziale di Di Roberto, svanite più volte occasioni per il
raddoppio, il Venezia cresceva e arrivava a fine gara dominando
totalmente soprattutto a centrocampo ma, comunque, senza
arrivare ad essere mai pericoloso se non nel finale quando
Agazzi si superava respingendo alla grande una palla sui piedi
di un avversario per fortuna in fuorigioco. Alla fine
registriamo la quarta vittoria consecutiva (la terza dell’era
Galderisi) e forse oggi anche i più scettici saranno d’accordo
che l’impresa può essere portata a termine. Forse ci si aspetava
qualche spettatore in più, la società aveva messo in atto
numerose iniziative per affollare lo Zaccheria ma probabilmente,
per il freddo siberiano, la gente ha preferito restare in casa
al caldo. La gara di oggi ha evidenziato che forse la coppia di
centrali di difesa Zanetti-Ignoffo sia la migliore in questo
momento, che il centrocampo spende molto durante i 90 minuti
lasciando nel finale, poichè stremati, il campo agli avversari
e che infine l’attacco, quasi sempre sornione, può graffiare
all’improvviso grazie ad un De Paula sempre attento a un Di
Roberto trasformato dall’avvento del nuovo tecnico. Biancone si
è visto che ancora non è al top, gli manca la partita e l’intesa
con i compagni anche se a fine gara riusciva a lanciare Groppi
in area avversaria che sbagliava clamorosamente il gol del KO.
Bisognerà comunque lavorare perchè si possa diventare cinici e
chiudere la gara senza patemi anche perchè il Venezia,
soprattutto quello del primo tempo, avrebbe potuto stare sotto
di due gol senza alcuno sforzo e invece abbiamo rischiato che ci
raggiungesse: in questa fase del torneo non possiamo fare regali
a nessuno, perchè anche un solo punto potrebbe risultare
determinante per i conti finali. Godiamoci certamente questa
vittoria senza illuderci che si possa finire il campionato a
punteggio pieno e senza mollare quando le cose non gireranno nel
verso giusto, ma questo è un discorso che per fortuna oggi non
ci interessa.
Alberto Mangano
Cittadella Foggia 0-2
Il Foggia vola,
conquista la terza vittoria consecutiva, la seconda dell’era
Galderisi e lo fa sbarazzandosi superbamente di un Cittadella
fortissimo in casa e soprattutto in difesa. Ora si ha
l’opportunità di agganciare il Venezia in zona play off e quello
che sino ad un mese sembrava un sogno irrealizzabile, oggi
sembra alla portata della compagine rossonera. Attenzione però,
questo è il momento in cui si potrebbe perdere la giusta
concentrazione e mandare tutto all’aria: si confida molto in un
tecnico molto navigato nel mondo del calcio che non dovrebbe
assolutamente perdere di vista questo aspetto importantissimo.
Anche ieri il Foggia ha dimostrato che aveva bisogno solo di
ritrovare se stesso in un clima disteso e fiducioso per dare il
200% in campo senza timori reverenziali nei confronti di
nessuno. Hanno ben impressionato Agazzi soprattutto nel finale,
Di Roberto per l’impegno profuso e non solo per il gol, Di Paula
perchè riusciva sempre a tenere in ansia la retroguardia
avversaria, Zanetti forse nella migliore prestazione di quelle
disputate con la casacca rossonera e Mancino che si è rivelato
un ottimo acquisto, forse al pari di quello di Pecchia dello
scorso anno: ma come mai siamo più bravi a fare gli acquisti a
gennaio e non a giugno?
Abbiamo intrapreso la
strada giusta? Sicuramente ieri abbiamo conquistato la prima
vittoria lontano da casa, sino ad un mese fa prendevamo solo
sconfitte e rabbia; oggi sicuramente si vede una squadra più
motivata, con più voglia di giocare... speriamo che anche la
buona sorte cominci a buttare lo sguardo dalla nostra parte,
magari proprio a partire da domenica prossima!
Alberto Mangano
Foggia Pro
Patria 3-2
Galderisi debutta
sulla panchina rossonera con una vittoria convincente che
proietta il Foggia verso la zona play off in attesa del
confronto Padova – Foligno che ci darà la classifica definitiva.
Si è visto un Foggia
volitivo che si è proposto più volte sotto la porta avversaria
ma che forse manca ancora di quel cinismo necessario per
chiudere la partita prima del fischio finale: infatti il Foggia
avrebbe meritato la vittoria con almeno due gol di scarto invece
di soffrire sino al 96’ per alcune ingenuità difensive che hanno
rimesso in corsa la Pro Patria; una maggiore attenzione in
difesa servirà sicuramente per tentare la scalata riuscendo
anche a fare punti lontano dallo Zaccheria. Ovviamente la
partita di oggi non poteva farci vedere il gioco di Galderisi
ma sicuramente la squadra ha reagito nel migliore dei modi
dimostrando che il problema poteva essere legato ad uno
spogliatoio non compatto che faceva navigare la barca in acque
agitate e non dava quella giusta serenità per affrontare le gare
con quella determinazione che invece si è vista oggi. Quindi
indipendentemente da quanti punti domani sera ci divideranno dal
quinto posto, di sicuro oggi possiamo sperare in quello che sino
ad ieri sembrava solo un lontano miraggio. Si è rivisto un Di
Roberto determinato sulla fascia, un Di Paula che si è proposto
in più occasioni e un Giordano che ha fatto vedere quanta rabbia
e quanta grinta può mettere sul terreno di gioco che quest’anno
ha visto molto poco. Non facciamo però lo sbaglio di pensare che
il burrone sia stato saltato, non bisogna abbassare la guardia
ma riteniamo che Galderisi, uomo di notevole esperienza, questo
lo sappia bene: viviamo alla giornata, pensiamo al risultato
domenica per domenica, senza stress e patemi vari e facciamo i
conti alla fine; ci basta sapere che la voglia c’è, che gli
avversari non sono invincibili e che c’è tutto il tempo per
recuperare il terreno perduto.
Alberto Mangano
Foggia Pro
Sesto 1-0
Era da tempo che non si
assisteva ad una vittoria del Foggia coronata da una bordata di
fischi dell’intero Zaccheria.
Un Foggia brutto,
inconcludente che, dopo la rete iniziale di Colombaretti, non ha
fatto niente per chiudere la partita contro un avversario
modesto ma che, proprio il Foggia, ha fatto crescere nella
seconda frazione di gioco: se la Pro Sesto avesse pareggiato,
alla fine nessuno avrebbe potuto dire niente. I calciatori in
maglia rossonera sembrava avessero tra i piedi una palla
bollente e, invece di costruire qualcosa, non vedevano l’ora di
disfarsene dimostrando di non vivere l’attuale momento con la
serenità giusta e con quel minimo di determinazione per uscire
dal campo a testa alta: invece Cardinale riusciva a perdere
almeno in 3-4 occasioni la palla offrendo la possibilità di
ripartenze agli avversari, Del Core sbagliava sotto rete più per
precipitazione che per proprie colpe e De Paula magari
dimostrava di avere i numeri ma quando sarà al 100 %? A
centrocampo è brillato solo il faro di Tisci sempre ordinato e
semplice nelle giocate mentre Mora comincia a risentire di un
campionato giocato alla stragrande sino a questo momento;
Colombaretti, a parte il gol, si è ben proposto sulla fascia e
quando è arretrato cedendo il suo ruolo a Coletti, la squadra ha
perso sicuramente in lucidità in fase offensiva. Ora dovremmo
riorganizzarci nella settimana di sosta cercando di proporci in
campionato partita per partita, senza proclami e dichiarazioni
ambiziosissime perchè con questo gioco abulico e approssimativo
non si va da nessuna parte e meno male che abbiamo il fondo
della classifica a debita distanza; ma il tutto va affrontato
senza sufficienza perchè se è vero, che puoi ancora agganciare
le prime posizioni, è altrettanto vero che le ultime della
classe, che tra l’altro oggi hanno fatto bene, potrebbero sempre
approfittare di qualche tuo passo falso e l’epilogo sarebbe
catastrofico. Quindi, dalla settimana prossima bagno di umiltà,
serietà nella preparazione in vista della gara con la Pro Patria
che potrebbe regalarci un’altra vittoria, ma questa volta
convincente e magari senza il contorno dei fischi.
Alberto Mangano
Lecco
Foggia 2-1
Campilongo aveva detto
che a Lecco si doveva vincere e alla fine ha rimediato la
ennesima sconfitta fuori casa. Il Foggia pur disputando un buon
primo tempo, pur mantenendo il vantaggio per metà gara, vanifica
tutto nella ripresa come al solito in maniera ingenua, come una
squadra di ragazzini. Certo se avesse tenuto alla fine il
risultato della prima frazione, la classifica, complice qualche
risultato favorevole, ci avrebbe fatto vedere i play off molto
vicini ed invece oggi forse si abbandona l’idea e la speranza
degli spareggi: forse è meglio programmare per il prossimo anno
sempre guardandosi alle spalle per evitare brutte sorprese. M
tornando alla gara di oggi viene spontaneo chiedersi: ma se
diciamo sempre che il Foggia ha problemi in attacco, perchè il
mister schiera sempre il 4-3-3? Si rende conto che alla fine di
ogni incontro tra tutti e tre il bottino di tiri in porta è
sempre così scarso da potersi contare sulle dita di una sola
mano? Cosa deve fare ancora Agostinone per meritarsi qualche
sprazzo un più durante un incontro? Da tempo sosteniamo che
questo campionato si vinceva mantenendo la media inglese, come
sta facendo la Cremonese di Mondonico che vince in casa
sistematicamente e in trasferta, sfoderando anche prestazioni
scialbe e catenacciare, riesce sempre a tornare a casa con il
solito punticino. Noi perchè non abbiamo mai pensato a strappare
un punto, magari rinforzando il centrocampo (dov’è Giordano?) e
lasciando una-due punte magari anche a coprire? Oggi con 3-4
punti strappati in trasferta eravamo lì a giocarcela con squadre
che tra l’altro sembrano comincino ad avere qualche problema.
Noi invece abbiamo sempre dichiarato di andare a vincere su
tutti i campi perchè noi siamo i più forti, noi siamo la squadra
da battere, noi siamo il Foggia ecc. ecc. Oggi paghiamo per la
nostra presunzione che a volte ha anche sfiorato l’arroganza e
magari continuiamo a dire che ce la possiamo ancora fare, che
basta vincere le prossime 6-7 gare, che basta comprare quello o
quell’altro. Stiamoci un attimo in silenzio, lecchiamoci le
ferite ed affrontiamo le prossime gare partita per partita senza
alcuna dichiarazione, nel rispetto dell’avversario e con la
consapevolezza che molte squadre quest’anno hanno fatto meglio
di noi, che meritano di salire di categoria e accettiamo,
lealmente, il verdetto del campo che da sempre ha spazzato via
ogni dichiarazione, ogni proclama e tutte le polemiche
Alberto Mangano
Inizia il nuovo anno
La
partita vinta con la capolista Sassuolo è servita se non altro a
sentirsi consapevoli che la rimonta è possibile, che i 6 punti
che ci dividono dalla zona play off possono essere annullati e
che quindi in questo campionato il Foggia può dire ancora la
sua. Il mese di gennaio ci dirà dove potremo arrivare con questa
squadra: Campilongo dice che dobbiamo conquistare 9 punti nelle
prossime 3 gare ma forse ne potrebbero bastare anche 7 purchè
qualche squadra sopra a noi cominci a fare qualche passo falso.
Di certo quest'anno sotto l'albero abbiamo trovato due baby
interessanti, Agostinone e Compierchio, che certamente non
risolveranno i problemi d'attacco del Foggia ma che possono
rappresentare una risorsa da portare in panchina per magari
risolvere una gara in corsa contando sulla voglia di sfondare di
entrambi i ragazzi. Ovviamente bisognerà anche affacciarsi sul
mercato trovando, se possibile, un attaccante di razza, in grado
di realizzare quei 10-12 gol che potrebbero servire alla causa
rossonera. Il tutto senza la frenesia di un acquisto a tutti i
costi perchè, si sa, a gennaio è difficile trovare ottimi
elementi senza doversi svenare e piuttosto che ritrovarsi vecchi
tromboni alla ricerca di contratto, alla fine risulterebbe più
saggio affidarsi alla rosa attuale cercando di valorizzare
qualche giovane interessante. E comunque, a questo punto,
bisogna cavalcare l'onda d'entusiasmo nata dopo la gara con il
Sassuolo perchè la consapevolezza di potersela giocare con tutti
può risultare l'arma vincente di questa seconda parte del
campionato e potrebbe sbloccare qualche giocatore che sinora ha
reso sicuramente al di sotto del suo potenziale. La tifoseria è
fiduciosa, la società pure, il tecnico non ha mai mollato,
adesso tocca alla squadra fare il proprio dovere in campo
proprio per dimostrare a tutti le proprie possibilità per
risalire la china e riuscire in extremis a regalarci un sogno.
Alberto Mangano
Nel bene o nel
male, con gioco o senza gioco, il Foggia, nelle ultime tre gare
ha rispettato la media inglese mantenendo ancora un filo di
speranza per riagguantare il quinto posto, quello utile per la
conquista del diritto a partecipare allo spareggio per la serie
B. Certo domenica, affrontando una potenziale concorrente,
bisogna conquistare i 3 punti ma non con la foga del risultato a
tutti i costi ma, con la consapevolezza di poter fare risultato
magari dopo un buon bagno di umiltà. Non siamo i più forti, non
abbiamo stravinto a destra e a sinistra e proprio questo può
diventare la nostra arma vincente: sapere di poter entrare in
campo e giocarsela sì con tutti ma senza la presunzione di avere
già in tasca il risultato. Dopo Sassuolo si potrà affrontare il
discorso del mercato di riparazione ma anche in questo caso,
senza la frenesia di dover acquistare a tutti i costi: ai saldi
difficilmente si fanno ottimi affari ma spesso vengono
supervalutati elementi magari scartati da altre compagini. E
poi, se è vero che qualche risultato adesso sta arrivando,
considerando che non è mai stata schierata in campo due volte la
stessa formazione, val la pena andare a rimischiare le carte in
tavola? La società ha deciso di continuare ad affidarsi ancora a
Campilongo e quindi deve dar fiducia anche a quei giocatori che
il DS e il mister hanno portato a Foggia quest’estate; l’anno
scorso, a gennaio, eravamo ancora in lotta per il primo posto e
c’era quindi la necessità di dare quel qualcosa in più (nello
specifico Pecchia e Mastronunzio) che alla fine si rivelò
redditizio, nonostante l’epilogo finale; oggi, con la nostra
classifica, non serve ritoccare alcunchè tranne se si riesce a
fare veramente un buon affare soprattutto nell’ottica
dell’organico per la prossima stagione. Pensiamo adesso a vivere
alla giornata, senza frenesie, ma con la consapevolezza che
forse non tutto è perduto.
Alberto
Mangano
Dopo Padova
Forse non tutto è
perduto!
Sembrava che il Foggia
dovesse abbandonare per sempre i sogni di gloria ed invece il
campionato sta dicendo che la mediocrità, soprattutto dei
risultati, la fa da padrone e nel mercoledì di recupero tutte le
squadre hanno preso un punto eccezion fatta per il Cittadella
che ha incamerato i 3 punti a danno di una sempre più disperata
Ternana. Ebbene, se Cardinale e soci avessero portato a casa
l’intera posta oggi sarebbero a soli 4 punti dai Play off al
giro di boa. Tutto ciò ci dice che alla fine un rendimento medio
in trasferta fa le differenze in classifica in questo strano
girone A: basta guardare la Cremonese che, giocando
sufficientemente in trasferta, mercoledì a Manfredonia come
qualche giornata fa a Foggia, riesce a strappare il punto e a
mantenere la vetta della graduatoria.
Ovviamente questo non
vuol dire che rimontare sarà possibile e facile ma, conti alla
mano, tutto può succedere; certo, dobbiamo anche dire che le
ultime due prestazioni, non certamente brillanti, hanno visto
anche i rossoneri baciati dalla dea bendata, non che non
meritassero i punti conquistati, ma non dimentichiamo i due
svarioni del portiere (uno a gara) che comunque poteva
compromettere il risultato, che alla fine si realizza anche
grazie agli episodi che i 90 minuti ci regalano. Magari uno-due
ritocchi a gennaio potranno solo far bene a questa squadra e
forse potranno contribuire a realizzare una scalata ai danni di
squadre che finora non hanno mostrato niente di eccezionale se
non il fatto di essere composte di giovani di belle speranze ma
che peccano di grande inesperienza e proprio per questo,una
squadra, cinica nella maniera giusta, può approfittarne per fare
risultato e portare a casa un qualcosa che a dicembre può
sembrare fortemente fantasioso. Bisogna crederci, ma senza
proclami; bisogna provarci, ma con tranquillità e senza
l’assillo del risultato a tutti i costi; siamo a metà percorso e
noi siamo a metà classifica: cerchiamo di vivere alla giornata
e, accontentandoci pure del punticino a fronte di scialbe
prestazioni, proviamo a ricredere in un sogno.
Alberto Mangano
2 dicembre
2007 - Monza Foggia 1-0
Il
Foggia torna da Monza definitivamente ridimensionato nelle
aspirazioni per questo campionato cominciando a guardarsi le
spalle con la consapevolezza che il burrone è ormai molto
vicino. Purtroppo il risultato sa di beffa in quanto la squadra
è sembrata attenta in tutti i reparti e anche un pareggio
sarebbe risultato stretto per il lavoro svolto dagli uomini di
Campilongo durante i 90 minuti della gara. Alla fine la
considerazione ovvia è che anche oggi alla notevole mole di
gioco non è seguita la finalizzazione, manca il bomber di razza
e lo si vede, i nostri attaccanti sono troppo altruisti, non
cercano la porta ma piuttosto il compagno libero anche a tre
metri dalla porta. Certo con un attaccante di peso e, perchè no,
con un minimo di fortuna, il Foggia meriterebbe quei 5-6 punti
in più che lo posizionerebbero subito dietro la zona play off
anche perchè tante squadre incontrate non hanno evidenziato una
superiorità netta ma magari, questo si, un cinismo spietato ed
una concretezza e attenzione nel corso dell'intera gara. E
Campilongo? A questo punto è inutile mandarlo via. Quali
risultati potrebbe portarci il nuovo tecnico? Se la società è
realista e osserva il proseguio del campionato classifica alla
mano, dovrebbe continuare con Campilongo, gettando già le basi,
magari dal mercato di gennaio, per la stagione prossima se è
vero che esiste un piano pluriennale con il tecnico campano. Se
poi il tecnico ha deluso la società per cui si ritiene di dover
cambiare in corsa, ma sempre nell’ottica di guardare al prossimo
anno, allora si può pensare ad un nuovo tecnico. In ogni caso
bisogna far tesoro dei vecchi sbagli ed il nuovo tecnico
eventuale, chiunque esso sia, non potrà venire e smantellare un
organico di base, che è e resta un patrimonio del sodalizio, ma
dovrà pensare ad intervenire per puntellare la rosa. Parlare
oggi del mercato di riparazione è sicuramente fuori luogo:
aspettiamo le decisioni dei soci e rimbocchiamoci le maniche, ma
sempre per l’anno prossimo in quanto quest’anno, con un po’ di
umiltà, accontentandosi anche di un brutto pareggio ogni tanto,
potrà al massimo regalarci una tranquilla salvezza.
Alberto Mangano

25 novembre
2007 - Foggia Novara 0-0
Il Foggia pareggia
0-0, delude le aspettative ed esce tra i fischi dello Zaccheria.
Campilongo, anche per questa partita, rivoluziona la formazione
inserendo, oltre agli annunciati Agassi e Tisci, anche Giordano
e D'Amico lasciando in panchina Colombaretti e Coletti. I
rossoneri cercano di proporre il loro gioco al cospetto di un
avversario che mira ad abbassare il ritmo di gioco schierando
una difesa arcigna che alla lunga si rivelerà determinante ai
fini del risultato. Quindici giorni di allenamento avrebbero
dovuto consegnare alla platea una squadra capace di mettere in
campo un minimo di organizzazione di gioco ed invece ci si
ritrova ancora con i lanci lunghi dalla difesa per la testa di
Plasmati che si presta al ruolo di torre per favorire gli
inserimenti dei compagni di reparto che non sono mai stati
pericolosi anche e soprattutto per una difesa avversaria ben
attenta nel bloccare le iniziative foggiane. Solo nella parte
iniziale della gara il Foggia cerca di organizzarsi per far suo
l'incontro facendo credere che il gol potesse arrivare da un
momento all'altro ma, invece, il portiere avversario veniva
impegnato solo per la normale amministrazione. La ripresa ci
regala l'ennesima espulsione ma il Novara non si scompone: è
deciso a portare a casa il punto e non osa di più perchè sa che
può rischiare di scoprirsi seguendo la filosofia del "...chi
troppo vuole nulla stringe"; il Novara quindi viene per il
punto, non gioca bene ma ottiene quello che vuole, così come
successe con la Cremonese e così come non succede mai al Foggia
che parte in trasferta per stravincere ma che poi torna sempre a
casa con le ossa rotte: sarebbe il caso di imparare dai nostri
avversari e farsi tutti un bel bagno di umiltà. Certo oggi, pur
se ancora a novembre, può sembrare il giorno della resa, il
giorno in cui si devono cominciare a fare i conti con le squadre
che ci seguono perchè ormai il baratro, dal punto di vista della
classifica, è molto più vicino della vetta e si diventerebbe
patetici a parlare ancora di promozione e di play off. E' il
caso infine di sottolineare un episodio significativo accaduto
quasi al 90°: Lisuzzo passa con il ginocchio la palla al proprio
portiere che afferra la palla; l'arbitro decide per la punizione
a due in area non avendo visto e quindi considerato il ginocchio
del difensore rossonero; dopo le numerose proteste foggiane,
l'attaccante del Novara batte la punizione appoggiando la palla
nelle mani di Agassi rinunciando alla possibilità di portare a
casa altri due punti. A noi, abituati al girone B ed ai suoi
loschi spogliatoi e ai suoi bui tunnel, è stata data una grande
lezione di sportività in una giornata triste per l'intero calcio
nazionale e tale gesto avrebbe meritato una standing ovation
dell'intero Zaccheria: una grande lezione da una squadra che
forse oggi ha messo la parola fine ai sogni di gloria di
Campilongo e dei suoi uomini.
Alberto Mangano
11 novembre
2007 - Foggia Manfredonia 4-0

Il
Foggia vince con un largo margine una partita sicuramente non
entusiasmante sotto il profilo del gioco. Certo un 4-0 rinfranca
il morale e contribuisce a scalare la classifica ma attenti a
pensare che il burrone sia stato superato, che i problemi siano
stati risolti. Il Foggia ha vinto una partita in modo
rocambolesco, anche se ha meritato i tre punti ma spesso il
gioco è stato il grande assente in questo derby di Capitanata
evidenziando i soliti problemi di quest'anno: difesa a tratti
disattenta, portiere non sempre sicuro, ma soprattutto abbiamo
rivisto un Plasmati sempre fuori dagli schemi, troppe volte
svogliato e abulico. In definitiva aveva convinto di più il
Foggia visto con la Cremonese e a tratti con il Foligno ma forse
oggi il risultato era troppo importante e i calciatori sono
scesi in campo forse contratti, creando sovente azioni confuse
che comunque hanno fruttato numerose palle gol tra cui quella
realizzata nella prima frazione di gioco da Mounard. Da quel
momento si è assistito ad una partita strana, sicuramente
bruttina nella quale il Foggia cercava, senza grande convinzione
la rete per chiudere la gara, mentre il Manfredonia non ha mai
dimostrato di essere in grado di recuperare lo svantaggio,
nonostante qualche buona giocata sotto rete. E poi alla fine, il
Foggia riesce ad arrotondare il risultato mortificando oltre
modo un Manfredonia che pur meritando la sconfitta, non meritava
comunque una debacle di quelle dimensioni. Il Foggia, sia ben
chiaro, non ha rubato niente e un paio di decisioni dubbie da
parte dell'arbitro non possono fare giustizia di torti che i
rossoneri subiscono dall'inizio della stagione ma soprattutto
non possono far gridare allo scandalo da parte dei sostenitori
sipontini. Oggi come oggi possiamo solo dire che il Manfredonia
riuscirà facilmente a raggiungere l'obiettivo di inizio stagione
e cioè una salvezza tranquilla mentre il Foggia è ancora molto
lontano dal traguardo dichiarato e auspicato dai propri tifosi.
E a proposito dei tifosi è giusto sottolineare l'atteggiamento
irresponsabile di taluni che, lanciando continuamente fumogeni,
hanno dimostrato di remare contro, di arrecare danno soprattutto
alla propria squadra e questo è il momento in cui tutti, nessuno
escluso, dobbiamo tirare la carretta cercando, nonostante le
ovvie ed enormi difficoltà, di arrivare a vedere l'alba dopo una
notte che comincia ad essere troppo lunga.
Alberto Mangano
4 novembre
2007 - Foligno Foggia 1-0
Il
Foggia torna certamente ridimensionato dalla trasferta in terra
umbra. L'ennesima disfatta probabilmente fa affievolire le
ambizioni del Foggia in questo campionato anche se i tifosi
rossoneri non vogliono ammainare la bandiera continuando a
sperare nel miracolo. La partita tra l'altro ha evidenziato un
Foggia spavaldo e padrone del campo per gran parte dell'incontro
soccombendo per un clamoroso errore del collaboratore
dell'arbitro e per la solita dormita della difesa in occasione
del vantaggio dei padroni di casa. E' indubbio che la squadra ha
fatto dei grandi passi in avanti sotto il profilo del gioco ma
purtroppo non riuscire a capitalizzare non è una dote di una
grande squadra e quindi gli almeno 3 punti persi nelle ultime
due gare potrebbero essere determinanti per il raggiungimento
degli obiettivi prefissati ad inizio stagione. A questo punto
bisogna continuare ad andare avanti con il progetto Campilongo
considerato il fatto che, se non altro, un minimo di gioco in
campo si comincia a vedere rispetto alle squallide gare di
inizio stagione. E' vero, abbiamo subito numerosi torti
arbitrali, ma una squadra che doveva ammazzare il campionato
doveva essere più forte di tali avversità e riuscire comunque a
raccogliere punti sia dentro che fuori: oggi invece ci
ritroviamo sprofondati in classifica con una delle peggiori
difese del girone e con soli 2 punti raccolti lontano dallo
Zaccheria e tutto ciò non certo per colpa degli arbitri. La
squadra sicuramente non è quella dell'anno scorso ma poi non è
che le squadre che lottano per i primi posti come Cremonese,
Venezia e lo stesso Foligno abbiano fatto vedere chissà cosa in
più dei rossoneri. E allora? Di chi la colpa? Molto
probabilmente questa squadra ha un modo di giocare molto
dispendioso che determina diversi momenti di amnesia durante i
90 minuti che il più delle volte risultano fatali. Ecco perchè
forse impegnare due calciatori fermi da due mesi come Arno e
Mounard per 180 minuti in 3 giorni forse è stato un po’
azzardato considerato che almeno il francese è risultato molto
lontano dall'ottimo elemento che abbiamo conosciuto in questi
anni. Comunque ormai siamo in ballo e balliamo, tiriamo avanti
partita per partita senza guardare la parte alta della
classifica e coprendoci le spalle per evitare spiacevoli
sorprese a cominciare dal derby con i sipontini che potrebbe
regalarci se non altro quei 3 punti che servirebbero per il
morale di tutti noi che attualmente è fortemente sotto i tacchi.
Alberto Mangano
1 novembre
2007 - Foggia Cremonese 2-2
Un Foggia bello ma
sfortunato

Una giornata che poteva finire trionfalmente ma che invece
lascia l'amaro in bocca per quello che poteva essere ma che non
è stato; un Foggia padrone del campo in tutti i reparti al
cospetto di una mediocre Cremonese impacciata contro i rossoneri
oggi davvero scatenati. Un Biancone al di sopra di tutti e
sicuramente alla sua migliore prestazione quest'anno tra l'altro
presente in entrambi i gol foggiani. Certo se Mounard, non
ancora in piena forma, avesse centrato il 2-0 o se l'arbitro
avesse visto un evidente fallo in area su Biancon quando stavamo
ancora sul 2-1, oggi staremmo a gioire per una vittoria che il
Foggia avrebbe meritato senza alcun dubbio e non gli avrebbe
fatto perdere ulteriori due punti dalla zona play off... ma con
i se e con i ma purtroppo non si va da nessuna parte. Oggi
dobbiamo constatare che il tecnico ha ben imbrigliato gli
avversari tra i quali è sembrato un po' sopra alla mediocrità il
solo Colucci e che forse ha trovato l'undici base per poter
tentare una ripidissima risalita verso le posizioni che contano.
Bisogna considerare le assenze degli squalificati Giordano e
Plasmati ma è ovvio pensare che da domenica prossima gli stessi
potranno accomodarsi in panchina perchè sarebbe difficile
pensare a chi dovrebbero togliere il posto da titolare. Oggi non
possiamo nemmeno lamentarci per l'attacco sterile perchè di
occasioni il Foggia ne ha avute a bizzeffe, ha colto due legni e
solo la sfortuna e forse l'ingenuità difensiva nel causare due
rigori ha evitato ai lombardi una giusta punizione. Ora però
chiudiamo con questa partita perchè tra 3 giorni si ritorna in
campo contro un sorprendente Foligno e bisognerà restare
determinati come oggi per tornare a casa con un risultato utile
per continuare a sperare ormai solo nei play off in quanto anche
oggi il Cittadella, che ha travolto i cugini sipontini, ha
dimostrato di essere di un altro pianeta e questo campionato può
vincerlo tranquillamente... noi comunque cominciamo a giocar
bene e a sperare che la dea bendata cominci a volgere il suo
sguardo anche dalla nostra parte
Alberto Mangano
28 0ttobre
2007 - Cavese Foggia 1-0
Ciao a tutti,
e va bene ci vuole umiltè (
come dice Arrigo Sacchi ) e sono convinto che coloro che
imprecano e si lasciano andare in commenti tristi e
sfiduciati, come il sottoscritto, non pensano ai fasti del
passato per molteplici ragioni, prima fra tutte il
cambiamento degli uomini in campo e fuori , così come
è cambiata l'epoca.
Il problema della nostra
società risiede nella comunicazione, nel modo di prospettare
i progetti, nel modo di illustrare le basi sui quali si
fondono,nelle dichiarazioni fatte prima durante e dopo ogni
incontro,il modo di porgere il profondo pensiero. A tutto
questo si aggiunge la matematica che implacabilmente ci dice
quello che si vale: il cinque è cinque, il sette è il sette
e così via. Non si può imbrogliare la matematica, scienza
precisa per antonomasia.
L'anno scorso per un niente
non siamo andati in serie B, subito dopo, anzichè modificare
lievemente la compagine la si è smantellata,si sono
acquistati giocatori ed allenatore metelliani,non si è
provveduto a darsi un attaccante che facesse gol e non che
portasse solo il numero nove sulla maglia, alcuni giocatori
- come sempre del resto - si sono squinternati al primo
tocco con il pallone e l'allenatore ha fatto diversi errori,
anche madornali.
Ora credo che nessuno di noi
avrebbe criticato minimamente la società o imprecato contro
la situazione in classifica se i....dichiaranti avessero
detto, ragazzi il pallone è un bellissimo gioco, noi non
possiamo fare più di quello che abbiamo fatto, se qualcuno
vuole divertirsi di più, si accomodi in società, rimpingui
le casse sociali e si cerchi qualche veramente competente il
compito di organizzare l'armata. Capobianco è soci non hanno
mai e poi mai messo in dubbio il raggiungimento della
promozione tanto è vero che due domeniche fa hanno
manifestato tutta la loro incredulità per i risultati
conseguiti.
Le due categorie di
fiduciosi e sfiduciati hanno fin qui ragione entrambe perchè
è come vedere il bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto. si
tratta di aspettare e verificare chi abbia ragione. Per il
momento più che fare il paragone con le prime della classe
mettendo se mai sulla bilancia la nostra vecchia storia e
gloria, io guardo solo ai risultati che sono assolutamente
negativi. La nostra soddisfazione è quella di aver rifilato
un gol alla Paganese ultima della classe e due al Verona in
crisi di gioco e di identità.
Ora se vogliamo vedere le
partite come se andassino a vedere i ragazzini che giocano
in mezzo alla strada per puro divertimento allora va bene
anche così, ma se vogliamo immaginare un futuro ambizioso -
non per il censo o perchè" voi non sapete chi sono io "
allora quello che si vede è solo propedeutico ad un attacco
di bile.
Ovviamente c'è sempre....la
domenica successiva!
Un saluto a tutti e
FORZA FOGGIA
Raf "Quelli della
mailing"
21 0ttobre
2007 - Foggia Verona 2-0

Dopo la disfatta interna con il Cittadella, nessuno si
immaginava che sarebbero arrivati 7 punti nelle successive tre
gare che avrebbero consentito al Foggia di respirare aria nuova
in classifica e cominciare a fare i conti con le prime della
classe senza doversi necessariamente guardarsi le spalle. Gli
ultimi tre punti sono arrivati in una gara attenta disputata
dagli uomini di Campilongo contro un Verona che raramente ha
impensierito il portiere Castelli. Certamente il tecnico ha
indovinato l’undici da mandare in campo disponendo ormai la
migliore coppia di centrali di difesa che questa squadra può
offrire e cioè Ignoffo e Lisuzzo; sulle fasce, in attesa di
Arno, Colombaretti ha disputato una gara pregevole mentre Mora
si è ormai confermato come il miglior acquisto della campagna
acquisti della scorsa estate; ma la vera rivoluzione il tecnico
l’ha operata al centrocampo dove Giordano è stato schierato come
play maker permettendo a Cardinale di proporsi maggiormente in
avanti mentre Coletti ha di fatto preso definitivamente il posto
dei vari Tisci e D’Amico, non proprio entusiasmanti in questo
avvio di stagione. In attacco il solo Delcore si è mantenuto su
ottimi livelli mentre Esposito non ha dato il giusto apporto
nella fase realizzativa; un capitolo a parte merita Plasmati che
andrebbe sfruttato per le sue potenzialità fisiche e quindi con
traversoni dalle corsie laterali e non con lanci dalla difesa
cogliendo l’attaccante a gestire le palle di spalle alla porta:
e in effetti i pericoli maggiori il Foggia li ha creati con i
cross, anche su palle inattive, mettendo spesso in difficoltà i
difensori scaligeri. Ora riteniamo che un po’ di tranquillità
abbia invaso lo spogliatoio rossonero in vista dei futuri
impegni della squadra, il che non vuol dire che bisogna
abbassare la guardia ma certamente scendere in campo senza
l’assillo del risultato ad ogni costo per salvare la panchina
del tecnico, non può che far bene. Le note stonate della partita
sono le solite ammonizioni inutili, senza le quali Delcore
avrebbe potuto esultare con l’entusiasmo che lo lega ai colori
della maglia e che invece lo appiederanno per la prossima
trasferta delicata di Cava dei Tirreni; ma se lo spogliatoio è
compatto, se la squadra ritiene che sia giunto il momento di
voltare pagina e se la concentrazione e la determinazione al
risultato resteranno ad alti livelli, gli undici che andranno a
Cava, sapranno realizzare un ottimo risultato e non faranno
rimpiangere i compagni che siederanno in tribuna.
Alberto Mangano
14
0ttobre 2007 - Foggia Paganese 1-0

Il
primo passo è fatto. I primi tre dei sei punti da prendere nel
doppio turno casalingo sono arrivati e c'e da ben sperare per
domenica prossima. Nello stadio deserto il Foggia è riuscito a
vincere una partita importante per il tecnico, per i giocatori,
per la società e per la gioia dei propri sostenitori che hanno
sofferto fino al triplice fischio che è giunto liberatorio per
tutti e che ha consegnato alla città una settimana di
tranquillità. Certamente la partita non è stata una passeggiata
e la Paganese ha avuto anche occasioni per andare in porta ma è
stato soprattutto il Foggia che ha avuto numerosissime
possibilità di arrotondare il punteggio e solo uno strepitoso
Botticella è riuscito a limitare i danni con ottimi interventi
soprattutto su conclusioni di Delcore. Il fatto che il Foggia
abbia avuto numerose occasioni da gol fa ben sperare perchè vuol
dire che lo schieramento messo in campo da Campilongo comincia a
dare i suoi frutti e quando magari anche la fortuna avrà
completamente voltato il suo sguardo verso i rossoneri, forse
riusciremo a vincere con meno ansia e più facilità. Si potrebbe
pensare che sia stata l’inconsistenza dell’avversario a
facilitare il compito della nostra squadra ed invece si è avuta
la netta sensazione che il Foggia fosse concentrato per il
raggiungimento del risultato finale e, come sottolineato giorni
fa, in questo girone con una vittoria si possono guadagnare due
punti dalla vetta occupata ogni domenica da un inquilino
diverso: quindi fin quando una squadra non partirà
definitivamente, c'è ancora spazio per i sogni di tutti; proprio
per questo ora è il momento giusto per sfoderare grinta e
volontà per cominciare a scalare questa classifica cominciando
domenica contro il Verona galvanizzato dal recente cambio di
allenatore. Questa gara sarà un banco di prova sostanziale ma
verrà affrontata più serenamente senza però abbassare il ritmo e
con la determinazione che spesso ha fatto la differenza su di un
campo di gioco.
Alberto Mangano
7
ottobre 2007 - Venezia Foggia 1-1
Un
pareggio in laguna lascia un po' di amaro in bocca, innanzitutto
perchè fa scendere il Foggia di un gradino in classifica
passando dal quintultimo al quartultimo posto e soprattutto
perchè forse si poteva incassare l'intera posta in palio
considerato il fatto che i nostri avversari non erano niente di
trascendentale. Dalla Capitanata la squadra era partita con
buoni propositi tesi soprattutto a salvare la panchina di mister
Campilongo e in quanto a grinta, determinazione ed impegno la
squadra non ha deluso anche se sotto il profilo del gioco a
tratti si sono evidenziati i limiti di sempre: lanci lunghi
spesso dalle retrovie con gli attaccanti a ricevere palla sempre
di spalle alla porta dando la possibilità di recupero ai
difensori avversari. Comunque aver recuperato il gol del Venezia
nel finale, quando sembrava che un'altra domenica di passione
stesse incombendo su Foggia deve far ben sperare. Ecco, è
proprio da questa partita che si può pensare di voltare pagina,
di tentare la scalata, approfittando del doppio turno casalingo
contro compagini che dovrebbero essere alla nostra portata
ovviamente senza sottovalutare nessuno e con la concentrazione
che deve portarci a incassare il bottino pieno. Con questi 6
punti si potrebbe ancora far bene perchè questo girone non ha
ancora indicato una squadra leader e quindi per esempio con il
punto a Venezia siamo rimasti a 10 punti dalla vetta, come
domenica scorsa, pur perdendo una posizione. Con questo ritmo
nel girone e con due vittorie, potremmo ritrovarci a 6-7 punti
dalla vetta, evento che caricherebbe la squadra, il tecnico e i
tifosi, forse potrebbe far scrivere la parola fine a questo
brutto inizio di stagione e determinerebbe, senza la minima
ombra di dubbio, l’abbandono di certe posizioni di classifica
deludenti ed imbarazzanti per una squadra partita ed allestita
per vincere il campionato.
Alberto Mangano
30 settembre 2007 - Foggia Cittadella 2-3
VERGOGNATEVI!!!
Con questo
grido, accompagnato da un sottofondo di fischi, i calciatori
hanno intrapreso la strada che portava al tunnel per gli
spogliatoi.
E’ stata una
partita giocata malissimo dal Foggia e che la squadra veneta,
con un po’ più di cinismo tattico, avrebbe potuto chiudere molto
prima. Non riusciamo a stilare una classifica tra le partite più
brutte di quest’anno, non sappiamo se il Foggia è stato più
brutto oggi o a Sesto S.Giovanni, ma di certo questa è una
squadra che non costruisce alcunchè e che farebbe bene a
guardarsi le spalle perchè tra non molto potrebbe non esserci
più nessuno. Confrontare questa squadra con quella dello scorso
anno è irriverente per Pecchia e compagni, al limite potremmo
valutare tra loro i tre tecnici avvicendatisi e impegnarci non
poco per confrontarli tra loro. I migliori lanci dalla difesa li
ha fatti Castelli salito spesso a centrocampo; un Panini in
campo impacciato sia contro l’avversario diretto sia in fase
propositiva; Coletti, l’unico che può crossare dalle corsie
laterali, seduto in panchina; Cardinale al centro del campo
irritante con i giochetti di gambe che ha sbagliato più di una
volta favorendo anche la realizzazione della prima rete
avversaria (ah, quel Pecchia!); Plasmati, del quale non si
conosce la vera identità, di certo è uno che non salta e quindi,
di testa non riesce mai ad imprimere forza al pallone; ed infine
la difesa, spesso lenta e facilmente superabile e molto spesso
salvata dagli interventi di Castelli (ah, quel Pagliarulo!).
Qualcosa in più l’hanno fatta Mora, sempre preciso sulla fascia,
e Delcore, che talvolta è riuscito ad incunearsi tra le maglie
della difesa avversaria ,costringendo spesso il difensore di
turno al fallo. Infine un pensiero va a quei tifosi scellerati
che, anche se esasperati, non dovevano lanciare quegli oggetti
in campo, gesti che potrebbero costarci caro. Insomma una brutta
giornata, nella quale eravamo certi che i perentori proclami del
mister fossero fondati: bel gioco e vittoria convincente... ed
invece niente di tutto questo; ora a Venezia e poi doppio
incontro allo Zaccheria (...o forse no).
Alberto Mangano
23 settembre 2007 - Pro Patria
Foggia 0-0
Nuova domenica, nuova formazione: Campilongo ricambia le carte
in tavola e questa volta riesce almeno a portare da una
trasferta il primo punto stagionale. La squadra a tratti ha
giocato bene e avrebbe potuto far sua l'intera posta se gli
attaccanti non avessero buttato al vento le occasioni capitate
loro. Ecco quindi affacciarsi il solito problema della
realizzazione sotto rete e della finalizzazione degli schemi
provati e riprovati in allenamento. Alla fine comunque abbiamo
guadagnato un punto rispetto alla vetta e questo deve far
riflettere sull'importanza dei tre punti in un girone dove
ancora nessuna compagine ha preso il sopravvento e un po' tutti
hanno lasciato punti per strada. Speriamo vivamente che il
periodo degli esperimenti sia concluso e che il tecnico possa
schierare una formazione fissa che non deve necessariamente
essere quella di Busto Arsizio ma che possa cominciare ad
affiatarsi sul campo per produrre un gioco fruttuoso, mettendo
in condizione gli attaccanti di infilare la palla in porta molto
più facilmente. C'e ancora da evidenziare una squadra ancora
nervosa, che spesso becca facilmente sanzioni disciplinari che
forse indicano che i rossoneri non scendono in campo tranquilli:
la determinazione e la grinta non devono mai scontrarsi con le
regole comportamentali e il Foggia, nonostante l'ampia rosa, non
può permettersi squalifiche una volta che i meccanismi di gioco
inizieranno a ingranare automaticamente. Guardando in casa degli
altri c’è da tenere sotto controllo il Lecco che esprime un buon
gioco vincendo contro una delle finaliste della scorsa stagione,
da non perdere di vista la Cremonese che si è subita ripresa
vincendo fuori casa e da non sottovalutare il Cittadella che è
una buona squadra che sicuramente può rappresentare un buon
banco di prova per domenica prossima. Consideriamo infine che
comunque un punto in questo girone è sicuramente molto più
prezioso di un punto nel girone meridionale: in questo si salirà
con molti meno punti ed allora non ci resta che rimboccarci le
maniche ed incrociare le dita.
Alberto Mangano
20 settembre 2007 - Quali novità?
Ci avviamo ad
un'altra prova di fuoco domenica prossima contro la Pro
Patria tra mille indecisioni e perplessità.
Quale formazione
vorrà scegliere Campilongo per la gara in Lombardia? I giocatori
messi alla gogna dagli addetti ai lavori saranno regolarmente in
campo o lasceranno il posto alle seconde linee? Noi conosciamo
il tecnico come un uomo testardo e convinto delle proprie idee e
siamo portati a pensare di ritrovarci Agazzi in porta e Rinaldi
al centro della difesa, ma è pur vero che dopo la disfatta di
Sesto ha dichiarato di assumersi la responsabilità per alcune
scelte non proprio felici. Razionalmente riteniamo che il
tecnico sappia fare le sue scelte conoscendo lo stato di forma
dei suoi uomini durante la settimana e noi siamo pronti ad
applaudirlo se tali scelte si riveleranno vincenti perchè la
vetta e ad 8 punti e cominciare a rincorrere da oggi puo
diventare snervante per la squadra e per i tifosi. Domenica si è
persa la consapevolezza di aver risolto i problemi e di aver
intrapreso lla giusta strada per il raggiungimento della serie
B: si è persa insomma la fiducia nel gruppo ed il confronto con
la squadra che lo scorso anno allestì Salerno risulta
imbarazzante e mortificante Una bella vittoria frutto di una
convincente prestazione resta a tutt'oggi l'unico toccasana per
l'intero ambiente anche perchè è arrivato il momento in cui le
chiacchiere ed i proclami devono lasciare il posto agli schemi
di gioco e ad i conseguenti punti che ci devono tenere a galla
in una classifica che ci sta vedendo affondare.
E' morto Ambrogio Valadè
16
settembre 2007 - Se ne è andato, la scorsa notte in quel di
Milano, un altro pezzo della gloriosa storia rossonera. Si è
spento infatti nel capoluogo lombardo, all'età di 70 anni
Ambrogio Valadè, indimenticato difensore del
Foggia degli anni d'oro degli anni '60 di Oronzo
Pugliese.Indubbiamente una grave perdita per il
calcio foggiano, che vede andar via uno dei grandi protagonisti
del suo passato.
15 settembre 2007 - Pro Sesto
Foggia 2-0

Ancora una volta ci troviamo a commentare una giornataccia
proprio quando si pensava che si poteva prevedere il riscatto
dopo le prime prestazioni incolori ed infruttuose. A far ancora
più male è stato il risultato dell’Avellino: ieri con il
Bologna, a godere delle prestazioni di Salgado,potevamo esserci
noi ed invece ci troviamo dinanzi ad una delusione che non ha
pari considerando l’avversario di turno, i 1000 tifosi al
seguito e la prestazione assolutamente incolore dell’undici di
Campilongo. Dopo quattro giornate possiamo già dire di aver
incontrato ancora solo compagini senza velleità di vittoria
finale e di aver offerto prestazioni mediocri e scarsamente
sufficienti. Vogliamo sicuramente credere che l’aver costruito
una squadra nell’ultimo mese sia il vero limite del Foggia e che
prima o dopo la vera forza della squadra verrà fuori ma al tempo
stesso dobbiamo dire che a Sesto S.Giovanni non sono mancati
solo gli schemi ed un minimo di organizzazione di gioco, ma
anche la capacità nel reagire agli eventi che la partita ha
offerto. Un bagno di umiltà dei calciatori e del tecnico non
guasterebbe se si ha ancora la voglia di dire la propria in
questo girone che forse non sta rappresentando, come in molti
pensavamo, un vantaggio per realizzare il salto di categoria. Se
andiamo ad analizzare i vari reparti della squadra, notiamo che
il portiere non sembra offrire la stessa sicurezza affidata a
Marruocco negli anni scorsi; che la difesa, fiore all’occhiello
dello scorso campionato, oggi non dà sicurezza e affidabilità,
portando sul groppone la bellezza di sette gol nelle prime
giornate; che il centrocampo, l’anno scorso affidato ai tempi
dettati dall’esperto Pecchia, non riesce a proporre il gioco sia
in fase propositiva sia soprattutto in fase di interdizione:
l’assenza di Cardinale è importante ma la stessa è comunque
frutto dello scellerato comportamento del giocatore stesso e
quindi dobbiamo comunque ringraziare Tisci perchè mandato allo
sbaraglio in un momento difficile e in ruolo comunque non suo;
non dimentichiamo infine i limiti di un attacco che non viene
sfruttato per le proprie caratteristiche e che quindi non gode
dei palloni provenienti dalle fasce che dovrebbero se non altro
spaventare le difese avversarie: invece si continua a giocare
con le verticalizzazioni e negli spazi che possono essere
interessanti per Delcore ma che costringono Plasmati e Biancone
a pestarsi i piedi al centro dell’attacco; infine val la pena di
dire due parole sul tecnico che non è riuscito a trasmettere
alla squadra quella rabbia e quella grinta che esprime dalla
panchina e che esprimeva quando giocava tra le maglie dei
difensori avversari e che comunque il carattere non è
sufficiente per imporsi nelle gare ma che è necessaria anche una
impostazione di gioco chiara e fruttuosa indipendentemente dai
calciatori a disposizione, evitando quindi di dover rimpiangere
ogni domenica l’assente di turno. E’ doveroso.alla fine,
ringraziare tutti i tifosi presenti in Lombardia, sia quelli
partiti da Foggia sia quelli residenti perchè oggi rappresentano
l’unica ricchezza di questa città e di questa società: i
calciatori ed il tecnico arrivino alla conclusione che questa
gente merita molto, molto di più dello spettacolo indecoroso e
vergognoso al quale hanno assistito ieri.
Alberto Mangano
Il commento di un tifoso
presente allo stadio
Raf - Quelli della mailing
Ciao a tutti,
inizio con lo scusarmi con
tutti gli amici storici della ML perchè non sono riuscito ad
abbracciarli come avrei voluto e spero che ci sarà un'altra
occasione, se mai questo inverno quando il Foggia ritornerà
da queste parti; mi scuso in particolare con Gennaro
Carrillo che cortesemente mi aveva dato anche il numero del
cellulare, che era in tribuna gialla come ero io, ma che
alla fine la rabbia e la delusione mi hanno fatto mettere al
più presto possibile in macchina e filar via verso la
montagna.
Non sono un esperto di
calcio per cui non riesco ad analizzare bene le singole
deficienze, gli schieramenti sbagliati e così via; non
voglio nemmeno dar fiducia ad oltranza a giocatori, tecnici
e società per cui mi attengo al giudizio di un modestissimo
spettatore che ha visto la partita e che ha vissuto
l'ennesima delusione. Avevo letto che questo anno il Foggia
- contrariamente allo scorso anno - aveva un gioco, che la
squadra si muoveva bene e che alcune individualità erano
pregevoli e di sicuro affidamento, ma quello che ho visto a
Sesto Sangiovanni è stato un vero e proprio schifo. Abbiamo
si e no tirato uno o due tiri in porta; Plasmati sembrava un
birillo sulla cui estremità cadevano le palle che andavano
dove volevano; il portiere, che non ha nemmeno il fisico,
non potrebbe giocare nemmeno in mezzo alla strada con le
porte fatte con due tufi; le palle sempre alte spedite alla
viva il parroco, insomma con questi giocatori, con questo
tecnico non voglio esagerare dicendo che forse ci salveremo!
Siamo partiti per
conquistare la serie B, abbiamo giocatori di categoria, ma
se questo è il risultato mi vien da pensare a cosa sarebbe
successo se avessimo iniziato il campionato pensando alla
salvezza ed avendo giocatori normalissimi per la serie C!
Forse è colpa nostra che
pensiamo sempre ad un super Foggia, che crediamo sempre che
sia questa la volta buona, ma certo è che nelle prime
quattro partite il Foggia ha vinto una volta, una volta ha
pareggiato e due volte è stato sonoramente sconfitto. Con
questa media si va in C2.
Speriamo che le cose cambino
nel prossimo futuro, ma sarà molto difficile raggiungere il
Real Sassuolo Capolista assoluto.
I tifosi foggiani a Sesto
erano la stragrande maggioranza degli spettatori, hanno
fatto il tifo oltre ogni misura e sono stati umiliati dal
tecnico e dai giocatori e non dai pochi sestesi in tribuna.
Quando la Pro Sesto ha segnato il primo goal nella tribuna
in cui stavo si è sentito un solo GOAL"!!!!!, ma subito dopo
il.....tenore mi ha guardato come per chiedermi scusa e
facendomi capire che non voleva gridare!!!!!!
Nel calcio si può anche
perdere dal momento che la palla è tonda, ma c'è modo e modo
ed il nostro modo di iniziare questo campionato della
riscossa mi sembra valido solo per defenestrare Campilongo
ed il suo seguito!
Ora ho ancora il dente
avvelenato e meno male che domenica prossima ho una
importante ricorrenza famigliare alla quale non posso
mancare perchè uno spettacolo indecoroso come quello visto
sabato proprio non riuscirei a mandarlo giù!
Speriamo, sì speriamo che
sia stato solo un brutto inizio e che le cose si
aggiusteranno in seguito, ma non era certo un cretino quello
che aveva sentenziato : IL BUON GIORNO SI VEDE DAL MATTINO,
ed il nostro mattino altro non è che una bella e
profondissima notte!
A presto e Forza Foggia.
Raf.
9 settembre 2007 - Foggia Lecco
2-1

(Il gol di Ignoffo)
Ed è
finalmente arrivata la prima vittoria del campionato anche se in
maniera sofferta e sudata sino alla fine. Certamente questa
volta il Foggia ha avuto di fronte una squadra ben messa in
campo che non ha avuto timore nell’affrontare l’avversario
sicuramente più blasonato con un tifo che a tratti ha ricordato
ai presenti il clima che si respirava allo Zaccheria pochi mesi
orsono. E’ vero tuttavia che raramente il Lecco ha impensierito
la porta foggiana ma bisogna anche riconoscere che ha fatto
sempre girare la palla con manovre che indicano chiaramente che
questa squadra potrà evidentemente dire la sua in questo
campionato. E il Foggia? E’ sembrato in palla, Delcore ha ben
impressionato perlomeno per quel che riguarda l’impegno e
l’agonismo con cui si buttava su ogni palla, la condizione poi
favorirà meglio il suo rendimento. La retroguardia non sempre è
stata all’altezza dovendo spesso ricorrere a falli anche ingenui
per fermare i loro attaccanti sicuramente pericolosi. A
centrocampo Tisci non
ha dato l’ordine che normalmente impone il miglior Cardinale ma
si è sacrificato sicuramente in un ruolo non suo; Giordano non è
ancora il calciatore che ricordiamo nella scorsa stagione e tra
l’altro è sembrato anche abbastanza nervoso rischiando di brutto
quando, già ammonito, va a cercare la rissa con l’avversario
diretto: bene ha fatto mister Campilongo a sostituirlo nel
finale. Ottima la prova di D’Amico che ha giocato dettando i
tempi del suo reparto a favore delle punte rossonere. In avanti
oltre a Delcore, bene Biancone che si danna l’anima creando
spazi per i compagni di reparto, un po’ in ombra Esposito a
favore di un Plasmati che ha cambiato l’incontro con il suo
ingresso dimostrando a tutti che forse abbiamo trovato la punta
che cerchiamo da anni: è sembrato non marcabile data la stazza e
l’abilità nel difendere il pallone e nel colpire di testa.
Insomma un buon Foggia che deve comunque ancora crescere e che
può fare ottime cose se riuscirà ad amalgamare i nuovi con i
vecchi. Il Foggia di Campilongo è una squadra che può giocare in
verticale aggredendo gli spazi con attaccanti come Delcore ed
Esposito e che può sfruttare le corsie laterali con Mora e
Coletti nell’intento di servire per le teste di Plasmati e
Biancone. Per il momento mettiamo in cascina i 3 punti e
prepariamoci alla doppia trasferta che sicuramente sarà in grado
di dirci dove potrà arrivare la nostra squadra.
Alberto Mangano
7 settembre 2007
Domenica,
anche se solo alla terza di campionato, siamo già ad una prova
importante nel cammino del Foggia verso la promozione in serie
B. Purtroppo non basterà vincere ma bisognerà anche convincere
gli scettici che la strada è impervia ma percorribile. Si
aspettano i nuovi con entusiasmo ma si attende anche con
trepidazione il ritorno in campo di David Mounard. Mister
Campilongo ha deciso di snobbare la Coppa Italia e di
concentrarsi esclusivamente sul campionato e tutto sommato
risulta difficile dargli torto considerando il fatto che la
vittoria dell'anno scorso non ci ha dato neanche la possibilità
di partecipare alla Coppa dei "grandi" che ci avrebbe fatto
cimentare contro grandi clubs. La tifoseria ha risposto
positivamente all'operato della società recandosi in massa ai
botteghini per sottoscrivere gli abbonamenti nonostante un avvio
di campionato non proprio esaltante almeno sotto il profilo dei
risultati. Ora tocca a Campilongo scegliere per domenica la
squadra migliore da mandare in campo potendo ormai disporre di
una vasta rosa ormai completa in tutti i ruoli ma soprattutto
tocca al campo darci tutte quelle risposte che questa piazza
attende con curiosità e sicuramente con l'attaccamento che ha
sempre contraddistinto questa città e la sua gente
Alberto Mangano
2 settembre
2007- Sassuolo Foggia 4-2
Una partita assurda, persa in maniera ingenua e irritante.
Vincere 2-0, essere già nella seconda frazione di gioco, avere
numerosi tifosi al seguito come se si giocasse in casa e
riuscire a perdere beccando addirittura 4 gol si scontra con i
proclami trion falistici
pronunciati da mister Sasà qualche giorno fa. Ai più è sembrato
di ricordare la Cavese dei play off al cospetto del Foggia che,
quando tutto sembrava perduto, riusciva a portare comunque il
risultato a casa. Certamente siamo solo alla seconda giornata e
soprattutto siamo in attesa dei nuovi innesti ma fa abbastanza
male essere dalla vetta già a 5 punti considerando anche il
fatto che le due squadre avversarie affrontate non sembravano,
almeno sulla carta, irresistibili. Mister Campilongo dovrà
essere sicuramente più cinico in futuro perchè non possiamo
permetterci il lusso di lasciare punti in giro per l’Italia in
modo così stolto; e poi pensavamo che Cardinale,
responsabilizzato dalla fascia di capitano, avesse deciso di
diventare un esempio per i compagni ed invece torniamo a
registrare l’ennesima espulsione che metterà di nuovo il tecnico
in difficoltà per l’allestimento della squadra da mandare in
campo domenica prossima. Nel frattempo non ci resta che leccarci
le ferite preparandoci alla prossima gara che dovrà
necessariamente regalarci la prima vittoria stagionale se
vogliamo pensare, che nonostante le battaglie perse, questa sia
ancora una guerra che si possa vincere.
Alberto Mangano
31 agosto 2007
In poche ore
il Foggia cambia decisamente aspetto e si propone in maniera
inequivocabile come la squadra da battere nel girone A della
C1.
Torna
a Foggia Umberto Del Core artefice, nel Foggia di Marino,
della promozione dei satanelli in C1: il bomber barese si è
proposto direttamente ai dirigenti foggiani per rivivere
magari altri bei momenti da queste parti e comunque è sempre
commovente assistere al ritorno di un calciatore che
affronta anche un declassamento per quel che riguarda la
serie di appartenenza ma che la dice lunga sul fascino che
questa piazza e questi colori sanno lasciare nel cuore dei
calciatori. Plasmati, che era stato il rebus di
quest'estate, alla fine accetta di buon grado di scendere in
C1 per il Foggia nonostante il buon pre-campionato disputato
con la maglia di una squadra di A, il Catania. Infine ormai
un po' tutti davano Princivalli per partente, anche perchè
doppione nella squadra allestita quest'anno ed il DS Di Bari
ha pensato di fare uno scambio con la Triestina per
assicurarsi le gesta tecniche di Groppi, esterno sinistro di
difesa o di centrocampo, con il vizio del gol e comunque
esperto di promozioni in B. Di contro però, bisogna pur dire
che il Foggia si priva di Salgado che l'anno scorso ci ha
portati per mano a vivere una annata sfortunata ma comunque
intensa ed emozionante; voleva la B? La società lo ha
accontentato e speriamo per lui che riesca anche a
conquistare la maglia della sua nazionale; noi a Foggia gli
resteremo comunque sempre grati
Cosa dire del definitivo organico? Sembrerebbe migliore
dello scorso anno e guidato da un tecnico che sa, e lo ha
dichiarato più volte, dove vuole arrivare. Ai tifosi non
resta che pazientare perchè questa squadra, allestita solo a
fine agosto, avrà bisogno di amalgama ma già dalla quarta -
quinta gara saremo in grado di vedere il Foggia di mister
Campilongo, quella squadra che cercherà di regalarci un
sogno
Alberto
Mangano
26 agosto 2007 - Foggia Legnano 0-0

Un esordio con l’amaro in bocca: avevamo lasciato il campionato
nella triste giornata di Avellino e, smaltita la rabbia per la
cocente delusione, avevamo riposto tutte le nostre speranze, le
nostre ambizioni nel Foggia 2007/08 ma la giornata di oggi,
purtroppo, ci lascia amareggiati. Tutto sommato anche l’esordio
della scorsa stagione, peraltro anche con una matricola, la
Cavese, non ci aveva esaltato più di tanto se non per il
risultato pieno e non certo per il gioco e gli schemi di mister
Cuoghi. E’ giusto però dare una prova di appello a questa
squadra che comunque, anche se pochissime volte nell’arco dei
novanta minuti, ha dimostrato una voglia di raggiungere il
risultato a tutti i costi che dimostra se non altro una velata
mentalità vincente; tutti ci aspettavamo il Foggia visto
all’opera durante la gara con l’Udinese ma è pur vero che tutti
sappiamo che il campionato, a qualsiasi livello, è tutto
un’altra cosa. Oggi abbiamo visto un avversario rinunciatario,
catenacciaro ed un Foggia che sfruttava poco le corsie laterali
e cercava soluzioni verticali che avrebbero dovuto prevedere la
finalizzazione da parte di un attaccante che purtroppo manca
ancora nell’organico: Biancone è una buona spalla, è generoso ma
forse, vista la stazza, è ancora non al top della condizione,
Salgado oggi è stato lontano dal calciatore che conosciamo,
testardo nel cercare il numero e comunque mai propenso a
favorire i compagni ed infine Di Roberto che ha fatto vedere
buone cose sotto il profilo tecnico ma che non riesce ancora a
trovare il giusto spazio nel team d’attacco organizzato da
Campilongo. Per quel che riguarda il centrocampo si è visto un
ottimo Cardinale, capace di dettare i tempi alla squadra e
sempre presente anche in fase di interdizione, un discreto
Giordano che purtroppo solo a tratti si è proposto ai livelli di
fine campionato scorso ed infine un Coletti ordinato che spesso
ha fatto partire traversoni dalla destra che però non hanno mai
trovato la testa di un calciatore rossonero. La difesa ed il
portiere ci riserviamo di giudicarli un’altra volta considerato
il fatto che il Legnano raramente si è affacciato dalle parti di
Agassi. Insomma non è certo il caso di affliggerci per i due
punti persi ma è necessario cogliere da questa gara tutti gli
aspetti negativi per cercare di provvedere subito ai rimedi
magari anche sul mercato. Il campionato è appena cominciato e
questa squadra va ancora e sempre sostenuta perchè noi tutti
vogliamo ancora credere nella vittoria finale.
Alberto Mangano
Foggia 3
luglio 2007
Delio
Rossi:"Peccato per il Foggia!"
E’ un Delio
Rossi rilassato quello che si gode il caldo sole del Gargano tra un
tuffo in acqua e una bibita al bar dove tanti ragazzini lo circondano
calorosamente per una foto o un autografo e lui non disdegna di
sorridere a tutti. Tutti sanno che quest’anno ha compiuto un miracolo
portando la sua Lazio ai preliminari di Champions League nonostante la
penalizzazione iniziale che lo ha fatto partire in salita: ma lui è un
sanguigno, un combattente come quando giocava, come si dice dalle nostre
parti, con il sangue agli occhi e i nostalgici lo rivedono, quando
cammina nervosamente davanti alla panchina, con la stessa grinta, lo
stesso carattere, lui detta gli schemi in settimana e i suoi uomini
eseguono tutto perfettamente la domenica e così ha fatto il miracolo, è
diventato l’idolo di quella Roma di fede biancoceleste. Ma quest’uomo,nato
a Rimini, tutti sanno che è foggiano di adozione, che è sposato con una
foggiana, che ha scelto di vivere a Foggia perchè comunque legato a
questa terra. Proviamo allora a chiedergli:
“ E allora
mister, che ci dice del Foggia?”
E lui: “
Ho seguito, anche se da lontano, le vicende della squadra e penso che se
il Foggia è arrivato a sfiorare la serie B, il tutto non è stato legato
al caso ma sicuramente c’era una buona intelaiatura; non è assolutamente
facile vincere un campionato di C ed il Foggia era lì, ce l’aveva fatta,
peccato”
“ Ha visto
la finale?”
“Sono
sincero, ho visto il primo tempo poi mi alzavo continuamente e cambiavo
stanza, non riesco a vedere serenamente le partite nelle quali sono
coinvolto emozionalmente”
“Cosa pensa
dell’atteggiamento tattico del Foggia in quella partita e soprattutto
dei cambi effettuati da mister D’Adderio?”
“Il tecnico
vive con la squadra tutta la settimana e sa benissimo come stanno i suoi
uomini e come metterli in campo, poi magari prendi un gol a due minuti
dalla fine, perdi una stagione intera per un episodio e la colpa è
dell’allenatore, si sa il calcio va così!”
“Mister
cosa pensa del nuovo allenatore?”
“Non lo
conosco personalmente ma me ne hanno parlato bene, so che la società è
ben disposta ad allestire un ottimo organico, ma quello che conosco
molto bene è il pubblico foggiano, fantastico, in quello Zaccheria che
fa tremare le gambe a chiunque e io quel pubblico e quello stadio lo
conosco molto bene. Speriamo che sia l’anno buono!”
Si
allontana, telefona ad un altra vecchia conoscenza foggiana, Fedele
Limone, il suo secondo, c’è da sistemare ancora qualcosa, domenica si
parte per il nuovo campionato, quest’anno ci sono i preliminari e tutto
deve essere rigorosamente a posto dal primo giorno di ritiro, tra le
montagne austriache. Ma c’è ancora il tempo per una partita di tennis o
al calcetto, per una pizza con i suoi amici di sempre e per ricevere
un’ulteriore riconoscimento popolare: la città di Peschici sabato gli
offrirà la cittadinanza onoraria, un ulteriore gesto da parte di quella
gente che lo conosce e gli vuole bene. Auguri mister per un’altra
stagione di successi.
Alberto Mangano
Foggia - 22 giugno 2007
Speriamo di andare nell'altro girone
Anche la speranza di riagganciare la serie B tramite il
ripescaggio a tavolino, legata alla partita di Verona, è
svanita nel nulla. Certo tutti avremmo gradito la promozione
sul campo ma questa ulteriore possibilità se non altro
aiutava tutti i tifosi a superare questa difficile settimana
cominciata con l'eurogol di Rivaldo. A questo punto è
necessario rimboccarsi le maniche e cercare di allestire una
squadra competitiva per il prossimo ed ennesimo campionato
di C1. Vogliamo almeno sperare che il Foggia riesca ad
essere inserito in un nuovo girone al fine di non incontrare
tutte quelle squadre con cui ha avuto problemi di ordine
pubblico quest'anno e cioè il Taranto, la Cavese, la
Salernitana, l'Avellino (nel caso volesse ricorrere al lodo
Petrucci). Sia ben chiaro non è una scelta opportunistica
legata ad una non dimostrabile facilità di un girone
rispetto all'altro ma la possibilità per i tifosi di seguire
la squadra ovunque e di contribuire cosi tutt'insieme alla
fortuna e ai successi del nostro club. Questi sono
campionati che si vincono sul filo di lana, per un punto,
per un gol, all'ultimo secondo e noi abbiamo dovuto
affrontare la capolista Ravenna senza pubblico ed in più di
una trasferta abbiamo giocato senza pubblico e con i
dirigenti rinchiusi quasi in gabbie come fossero pecore. Non
mi sembra che la tifoseria di Foggia si sia mai posta
all'attenzione dei mass media per incidenti particolarmente
gravi eppure vantiamo tante tifoserie agguerrite nei nostri
confronti forse per quello che abbiamo rappresentato un po’
di anni fa. A Verona, dove la tifoseria da anni ha fatto
parlare di sè per intemperanze mosse da ideali razzisti,
hanno potuto disputare i play out con i propri tifosi,
ospitando quelli dello Spezia in un clima di sana rivalità
sportiva. Noi abbiamo disputato gli spareggi portandoci
l'acqua per i calciatori da casa, subendo invasioni
minacciose verso il nostro portiere, trovando l'acido nei
lavandini nell'intervallo per impedire ai calciatori di
rinfrescarsi e non disputando per intero i tempi
supplementari in una gara importantissima per il futuro di
entrambe le squadre. Per la Lega tutto regolare, tutto
corretto. Noi la serie B l'abbiamo persa sul campo e sul
campo vogliamo riconquistarla ma in un clima disteso e
sportivo con regole certe e contro avversari leali. Il
Foggia, se spesso non rispettato nella stanza dei bottoni,
paga il continuo cambio di presidenti e dirigenti che hanno
impedito di allacciare quei rapporti che sarebbero serviti
ad un maggiore rispetto della città intera e dei suoi
tifosi. Ecco perchè oggi è giunto il momento di farsi
sentire affinchè il Foggia venga inserito in un girone dove
basterà essere bravo sul campo per fare il salto di
categoria. Il clima di ostilità sempre più diffuso
nell'attuale girone B nei confronti dei rossoneri ci farebbe
vivere un campionato quasi in assetto da guerra e priverebbe
questa immensa platea di godersi lo spettacolo dagli spalti
come in un qualsiasi evento sportivo: non facciamo morire il
calcio, non trasferiamoci dai gradoni alle poltrone perchè
Foggia non lo vuole e soprattutto non lo merita.
Alberto Mangano
Foggia 21 giugno 2007
Cosa ci aspetta?
E ora cosa
succedera? Chi siederà sulla panchina del Foggia? Quali calciatori
resteranno? Chi guiderà la campagna acquisti? Quali possibilità ha il Foggia
di essere ripescato in serie B? Sono ormai questi i dubbi che insidiano le
notti insonni dei tifosi. Il DS è una figura cardine ormai in una società di
calcio e la competenza oltre che le conoscenze possono far grande una
squadra: Salerno ha avuto carta bianca ed è riuscito a organizzare un Foggia
che ha lottato per la promozione sino all'ultimo secondo di questo
campionato addirittura ponendo correttivi anche al mercato di riparazione
dove in pochi riescono a concludere buoni affari: non so in quanti sarebbero
stati capaci di convincere uno come Pecchia a passare dalla A alla C. Questo
vuol dire che non bisogna avere fretta nell'individuare il successore di
Salerno perchè prendendo la persona giusta sicuramente si farebbe in tempo a
recuperare il terreno rispetto alle squadre nostre concorrenti. Certo il
limite del campionato scorso è stata sicuramente la guida tecnica passando
da Cuoghi eccessivamente difensivista ad un tecnico come D’Adderio che
viceversa non è mai riuscito a difendersi e che, come ultimo atto, aveva
deciso di finire il campionato da protagonista forse per lasciare Foggia da
grande stratega o addirittura nella speranza di essere osannato dalla piazza
per una eventuale riconferma. Se nell'ultima partita non avesse fatto le
note scelte scriteriate, chissà dove saremmo noi, ma certamente lui avrebbe
potuto vantarsi di una ottima stagione e sarebbe stato considerato da molti
un tecnico su cui puntare... chi è causa del suo mal pianga se stesso.
Questo vuol dire che ovviamente la guida tecnica è fondamentale: d'altra
parte due tecnici vicini al Foggia quest'inverno come Materazzi e Vavassori
hanno pienamente eseguito il compito loro assegnato, è chiaro avevano un
costo elevato ma chi ha creduto in loro alla fine ha fatto un buon
investimento. Ma questo è operato bene, come a Foggia non si operava da
anni. Infine non ci interessa gufare su questa o quella squadra nella
speranza di essere ripescati: prepariamoci per la C e se cadrà la manna dal
cielo dovremo allestire una squadra di fretta e furia? ... magari ad avere
certi problemi! Non illudiamoci e ricordiamoci che nella storia del nostro
club le fregature sono state sempre più numerose dei benefici ricevuti. La
storia ci dice che nel 1958/59 il Foggia da poco fuso con l’Incedit, per una
revisione dei campionati, fu ripescato in serie C; dopo 50 anni ci vorrebbe
proprio un’altra promozione a tavolino
Alberto Mangano
Campionato 2006-07
Foggia 17 giugno 2007
Non ci sono parole per descrivere
l’animo di noi tutti attaccati a questi colori e a questa
città. Vorremmo spaccare tutto, vorremmo imprecare sulla
regola dei play off, sull’arbitro, sull’allenatore e magari
tutti sogniamo di svegliarci domani mattina nella speranza
di pensare alle cose serie della vita, agli impegni di
lavoro, ai nostri affetti più cari e dare un calcio
definitivo e perentorio al pallone ed al mondo che lo
circonda; purtroppo, o forse per fortuna, questo non avverrà
e domani saremo di nuovo incollati alla tv, ai nostri pc,
alle varie testate giornalistiche in attesa di qualche nuova
notizia della nuova squadra e seguiremo di nuovo le
amichevoli estive, la Coppa Italia e le rose delle altre
squadre, anche se torneremo a disputare nuovamente un
campionato di serie C. Non sappiamo allontanarci da questo
mondo, non sappiamo non soffrire come abbiamo fatto oggi
davanti ad un maledettissimo schermo insieme a tantissimi
nostri fratelli distribuiti in tutto il mondo. E allora
rialziamoci come abbiamo fatto tante volte negli ultimi anni
e partiamo dalle coreografie della curva, dalla città
colorata come non la vedevamo da anni: non perdiamo questa
ricchezza, affolliamo i botteghini non appena comincerà la
campagna abbonamenti perchè la vita di tutti i giorni
raramente ci regala le emozioni di quest’ultimo mese:
abbiamo gioito, abbiamo perso la voce e purtroppo abbiamo
pianto ma abbiamo vissuto tutti insieme per questa squadra,
per questa maglia e per l’entusiasmo di questo sodalizio. E’
necessario ripartire con la speranza di migliorarci, di fare
tesoro dei tanti o forse pochi errori commessi ma dobbiamo
farlo perchè è questa la nostra vita e guai a chi ce la
cambia: solo chi cade può rialzarsi e inesorabilmente questo
Foggia risorgerà perchè è la piazza che lo vuole, è questa
città che lo esige, sono i suoi tifosi di tutto il mondo che
lo chiedono a gran voce. E allora, come recitava uno
striscione in Via Nicola Parisi, NOI CI CREDIAMO! E allora
forza Foggia oggi più di ieri
Alberto Mangano
Foggia 14 giugno 2007
Il Foggia sta per
concludere la stagione e forse è giusto fare adesso un
bilancio, a mente serena, senza entusiasmi o desolazioni. La
squadra, soprattutto in questo emozionante finale, sta
esprimendo sul campo le ottime qualità che gli addetti ai
lavori le accreditavano da mesi.
Il
tecnico è entrato in punta di piedi, mai acclamato dalla
folla e mai esaltato dalla stampa: eppure D'Adderio ha dato
un volto a questo gruppo, gli ha dato un gioco facendo anche
divertire il pubblico ed alla fine si può tranquillamente
affermare che il cambio alla guida tecnica a metà stagione è
stato sicuramente efficace. Il pubblico quest’anno è stato
sempre presente quando si è trattato di spingere i rossoneri
ed è tornato quello di una volta: peccato per i limiti di
capienza altrimenti 25.000 spettatori avrebbero affollato,
soprattutto nel finale, gli spalti del glorioso Zaccheria.
Ma certamente un plauso grande va alla società che ha fatto
sacrifici per farci vivere un’emozione, un sogno che questa
piazza meritava da tempo abituata a chiacchierare su vicende
giudiziarie, fallimenti, cordate e fidejussioni. Anche la
piazza ha avuto dei dirigenti che sono tifosi innanzitutto e
che ci hanno salvato dalle grinfie degli avvoltoi, tutti
forestieri e tutti interessati solo al business. E ora?
Siamo alla vigilia di un emozionante ultimo atto e in cuor
nostro vorremmo pronunciare quella lettera dell’alfabeto
che, una volta conquistata, significherebbe fare un salto da
gigante per questa città affossata da mille problemi ma in
questi giorni resta deliziata dallo spettacolo che la
squadra del cuore sta offrendo: non c’è angolo di strada,
non c’è bar dove non si studiano contromosse da opporre alla
rincorsa degli irpini. Tutti soffriremo in questi ultimi
minuti di campionato ma, comunque vada, siamo grati ai soci
del sodalizio foggiano che hanno contribuito a cancellare,
nell’ultimo mese, tanti e tanti problemi che attanagliano
questa città. GRAZIE!!!
Alberto Mangano
10 giugno
2007 - Vinciamo, ma aspettiamo!
Il Foggia
vince ma questa volta senza festeggiare ed è giusto così. Il pubblico
che ha dato tutto durante la gara ha imparato la lezione di Cava e, con
le proprie convinzioni e
nella
speranza di fare il tanto sospirato salto di categoria, è tornato a casa
nella convinzione di aver assistito allo spettacolo di oggi
probabilmente tra le squadre più forti di questa stagione di C1.
L’Avellino impostava la sua gara ben coperto e confidando nelle
ripartenze dei suoi: ma in effetti oggi gli avanti irpini non hanno
fatto paura e il buon Castelli merita un sei politico perchè mai
impegnato se non in qualche uscita sicura su corner. Il Foggia ha
tentato da subito di impensierire gli avversari che non hanno dato molto
spazio a Mastronunzio e compagni anche se alla fine il risultato ci sta
tutto anche sulla base del numero delle occasioni rossonere. Certamente
l’arbitraggio non è stato dei più brillanti perchè uno dei due rigori
era sacrosanto e non ci stancheremo mai di dire che per queste gare si
potrebbe scomodare anche qualche fischietto di serie A, perchè perdere
sul campo può anche andar bene ma vedersi negare un legittimo e
chiarissimo penalty può far male ad una squadra, ad una città che da
troppo tempo tenta di conquistare un posto al sole. Forse ci si
aspettava qualcosa di più dagli ospiti subito dopo il gol di Salgado ma,
evidentemente Vavassori era così sicuro di vincere al Partenio domenica
prossima che ha continuato tranquillamente la sua gara di contenimento.
Certo con il Taranto ha avuto ragione ma grazie ad un gol su calcio da
fermo e per lo più proprio quando i pugliesi intravedevano concretamente
la finale. D’Adderio, viceversa, avrà sicuramente fatto tesoro degli
sbagli di Cava e siamo certi non vorrà mantenere il risultato di parità
perchè questa squadra non ne è capace e finirebbe per cadere come troppe
volte ha fatto in questa stagione. Quindi la cosa più saggia è quella di
giocarsi la partita a viso aperto e affrontare il duello dal quale
purtroppo uscirà un solo vincitore: peccato, questa volta ci viene di
sottolineare che sia Foggia che Avellino meriterebbero entrambe la serie
B. Infine il pubblico oggi è stato quello caloroso delle migliori
occasioni, quello da farti venire il magone, quello che ti fa
commuovere, quello che coinvolge tutto e tutti, quello che fa tremare le
gambe degli avversari, quello che non merita la serie C.
Alberto Mangano
Foggia 8
giugno 2007 -
Play off -
Foggia o Avellino?
Giocarsi
tutto in una doppia sfida, valutare l'operato di una
stagione sulla base di quegli episodi che possono
caratterizzare questa finale, determina sicuramente una
notevole tensione in città.
Avremo di
fronte una squadra che è stata la più costante e la più in
palla durante l'intero campionato e certamente quella che
più di ogni altra meritava la serie B, forse più dello
stesso Ravenna: un attacco micidiale e un' organizzazione di
gioco sicuramente invidiabili. E il Foggia? Sicuramente ha
fatto un campionato strano, non sempre ha convinto sul piano
del gioco ma comunque è arrivato al traguardo minimo
preventivato a settembre, portando a casa anche la Coppa
Italia. Entrambe le squadre hanno fatto ricorso al cambio di
allenatore, anche se, mentre per il Foggia l'esonero di
Cuoghi sembrava inevitabile a meta torneo, l'avvento di
Vavassori sulla panchina irpina e sembrato un fulmine a ciel
sereno, ma ha chiarito subito quali fossero gli obiettivi
della compagine campana. Ma ora quello che è stato è stato,
il campionato è finito e in questa finale raggiungerà la
serie B la squadra che avrà la maggiore determinazione in
campo e che soprattutto sbaglierà meno rispetto all'altra.
Tutte e due raggiungono la finale negli ultimi minuti della
gara di ritorno e nessuna delle due ha dimostrato nel primo
round di meritarla nettamente rispetto a Cavese e Taranto.
La prova che tutto quello che si è fatto in campionato non
conta in questa ultima fase è dato dai numeri: l'Avellino,
con il suo attacco da favola ha realizzato un solo gol e tra
l'altro su punizione con Moretti a differenza del Foggia che
sfodera una media realizzativa nel primo doppio match da
carrarmato, con 6 gol all'attivo. Lo stesso Foggia però, che
i numeri davano come la difesa migliore del campionato,
riesce a prendere ben 5 gol, mettendo a dura prova le
coronarie dei suoi tifosi, a differenza degli Irpini che in
due match impostati attentamente, raccoglie una sola palla
nella propria porta. Tutto questo ci dice che non c'e ormai
niente di prevedibile a questo punto e che nessuno può
stilare percentuali di successo dell'una o dell'altra
squadra, lontane dal classico 50 e 50. Anche la classifica
della regular season, non dà all'Avellino gli stessi
vantaggi dei quali ha usufruito nella prima gara perchè,
come da regolamento, potrà goderne solo alla fine dei tempi
supplementari. Allora vediamo se lo Zaccheria, frequentato
da gente che ha fame di calcio da più tempo rispetto agli
inquilini del Partenio, può rappresentare la forza in più
per far realizzare un bellissimo sogno ai foggiani sparsi in
tutto il mondo, i quali da troppo tempo sono abituati a
vivere solo brutti ed indimenticabili incubi. E poi
ricordate: si può aver fatto anche un ottimo campionato ma
si dice a Foggia: A pr’cssion s’ ved’ quanne s’arr’tira.
Alberto
Mangano
4 giugno 1989: 18 anni fa il Foggia saliva in serie B tra
l’entusiasmo generale di una città per anni condannata a
soffrire nell’inferno della serie C. Aveva tentato la
risalita provandole tutte, dai campioni affidati a G.B.
Fabbri alla squadra guidata da Pippo Marchioro attraverso
una stagione affidata ad un giovane tecnico, Zeman,
inesorabilmente esonerato da Pasquale Casillo. E alla fine,
proprio nell’anno in cui si pensava ad un anno di
transizione, ecco spuntare un tecnico arcigno e testardo,
Pino Caramanno, a cui vengono affidati dei calciatori che
difficilmente avrebbero detto qualcosa nel mondo del calcio;
stiamo parlando di Genovese, Orati, Costa, Coppola ecc.. che
non sono rimasti nel cuore dei tifosi come quelli più famosi
che di lì a qualche anno avrebbero calcato con la casacca
rossonera i palcoscenici più prestigiosi, quelli della serie
A. Eppure quegli sconosciuti seppero cacciarci dall’inferno
riportandoci sulle cronache nazionali e dalla loro impresa
sarebbe nata Zemanlandia. C aramanno, quest’uomo che si
arrabbiava con i tifosi se non incitavano i beniamini sino
all’ultimo istante e che affrontava le folle contestanti a
muso duro e con il coraggio con il quale caricava la sua
squadra. Ebbene molte sono le analogie tra il campionato di
quest’anno del Foggia e quello utilitaristico di 18 anni fa:
sicuramente il tecnico siciliano non avrebbe vinto con tre
gol di scarto con la Cavese ma è fuor di dubbio che non
avrebbe permesso agli avversari di rimontare nella gara di
ritorno una sfida già vinta. Era un tecnico sempre in
discussione, sino alle ultime battute di campionato quando
steccò in casa con il Giarre, davanti a 25.000 spettatori,
compromettendo la risalita: ma la sua tenacia fece sì che,
sul neutro di Trapani, la conquista della promozione dovesse
arrivare ai danni di chi non aveva creduto in lui non
confermandolo alla guida tecnica e cioè il Palermo. Come
piangemmo di gioia quel giorno, le stesse lacrime che
abbiamo versato domenica al gol di Mastronunzio anche se
allora vincemmo un campionato e ora solo una battaglia: ma
il Palermo che doveva vincere per agguantare i satanelli
rappresentava un ostacolo sicuramente più difficile rispetto
alla squadra Irpina che incontreremo nelle prossime due
gare: quindi le premesse ci sono affinchè, anche tra due
domeniche, possano calare dal cielo, su uno Zaccheria
festante, gli elicotteri con i calciatori con la serie B in
tasca. Quella volta non tornò il buon Caramanno, sapeva che
un nuovo ciclo stava per aprirsi e lui non ne faceva parte,
ma quando dobbiamo noi tutti a quell’uomo che seppe, senza
essere amato dalla folla, regalarci lo stesso sogno che
inseguiamo oggi.
Alberto Mangano
3
giugno 2007 - Che
sofferenza! Ma siamo in finale!
E’ stata
dura, è stata bella, ci ha fatto soffrire, è stata fortunata ma una cosa
è certa: questa partita ci ha fatto capire quanto è bello il calcio e
soffrire e gioire per i propri colori, per la prop ria città. La partita
era stata impostata bene sino al primo gol avversario: squadra corta,
difesa attenta e ripartenze che per poco non ci davano la possibilità di
passare in vantaggio. Purtroppo è tornato improvviso e prorompente il
vecchio problema del Foggia e cioè quello di disunirsi e di andare in
bambola alla prima difficoltà. La squadra si allungava, Marruocco
rilanciava il pallone al portiere avversario e in difesa quelle che
sembravano le nostre certezze si infrangevano nella dura realtà: la
Cavese
poteva farcela. E questo solo pensiero faceva tremare le gambe a tutti
noi tifosi e soprattutto agli uomini di D’Adderio che sembravano ormai
in balìa degli avversari. Dopo il secondo gol probabilmente ci si
aspettava la mossa Mounard anche perchè rischiavamo di fare la fine
della Cavese nella gara di andata ed invece, ma ormai era nell’aria,
arrivava il terzo gol che ci mandava inesorabilmente tutti al mare
domenica prossima. E cosa succede? A sbagliare impostazione ci pensava
mister Campilongo che invece di tirare con la sua squadra ed il suo
pubblico in estasi, cercava di addormentare la gara, perdendo tempo e
cercando di spezzettare il gioco degli avversari. Entrava Mounard
finalmente e il Foggia comincia a provarci: il tiro del francese veniva
parato a terra dal portiere avversario e quindi... Mastronunzio che
riesce a sbagliare di tutto ma che riesce anche a farsi perdonare tutto.
Dopo di che le mie idee sono confuse, ubriacato e avvolto da una città
che ha lanciato un grido di gioia, di liberazione e, diciamocelo pure,
di grande incredulità: il Foggia che era riuscito a sbagliare tutto, che
era stato capace di farsi rimontare da una squadra che all’inizio
sembrava impacciata di fronte ai rossoneri, tornava a farci godere... ma
quanto è bello questo sport! Due gol al 95’ ci portano alla finale:
quello di Princivalli di domenica scorsa e quello di oggi di
Mastronunzio, ma questa volta la finale va affrontata meglio, va
preparata minuziosamente perchè i miracoli sono possibili ma, se
routinari, non sono più tali. Onore comunque alla Cavese che era
riuscita nell’impresa e forse anche meritatamente ma la fortuna,
determinata spesso dall’impermeabile del presidente, oggi ha sorriso
ancora a noi.

La
vigilia della partita di Cava
Il
Foggia è a un passo dalla finale che decreterà la squadra che salirà nel
campionato cadetto. C’è un ostacolo per la disputa di questa finalissima
rappresentato dal ritorno della prima gara di play off a Cava dei
Tirreni contro la squadra locale.
Il compito sembra facile,
vantando il Foggia un vantaggio di tre punti e tre reti ma i padroni di casa
non staranno certamente a guardar giocare e vincere una squadra che potrebbe
far concludere il loro campionato. Ecco perchè in settimana dalla Campania
hanno fatto sapere di accogliere i rossoneri in una bolgia, di vendere cara
la pelle e di dimostrare che tutto quello che è avvenuto una settimana fa
può essere tranquillamente ridimensionato e capovolto. Tutto ciò è
sicuramente sacrosanto anche perchè lo sport è imprevedibile e proprio
queste partite, che si basano sulla determinazione e la voglia di
affermarsi, possono rivelare particolari sorprese. La tattica del Foggia
deve essere quella di giocarsi la partita dal primo minuto cercando anche,
perchè no, di infierire con i suoi attaccanti, proprio per non emulare gli
avversari che allo Zaccheria, affondarono anche per la condotta
rinunciataria imposta dal suo tecnico. La foga dei padroni di casa nel
riacciuffare un risultato pesante, potrebbe essere una manna per il Foggia
che sulle ripartenze affinerebbe il colpo per il definitivo KO. Ma per far
tutto questo bisogna scendere in campo tranquilli ma concentrati, spavaldi
ma sempre attenti evitando durante la gara di reagire ad eventuali
provocazioni e di trovarsi in mezzo ad inutili e dannose risse da bar
derivanti da una sacrosanta tensione di una gara in cui i calciatori si
giocano una intera stagione o meglio si giocano la stagione futura.
Fortunatamente la squadra è composta da gente navigata nel mondo del pallone
per cui bisogna aver fiducia che i tre gol di vantaggio saranno oltremodo
sufficienti a tornare interra di Capitanata festanti e baldanzosi pronti per
una nuova battaglia. Se poi però le cose malauguratamente dovranno andar
male, allora vorrà dire che avrà vinto sicuramente la squadra migliore e che
noi forse non meritavamo di fare quel salto che tutti i tifosi chiedono da
troppo tempo... ma questa è una ipotesi che non vogliamo prendere in
considerazione!
Alberto Mangano - Redazione
Foggialandia.it
Foggia
Cavese 5-2
Oggi è
bello essere foggiani!
Il
Foggia vince e convince in una partita drammatica ma esaltante ,che alla
fine la dice lunga su chi merita di fare il salto di categoria.
Sono
stati tutti bravi a crederci sino all’ultimo secondo perchè anche il
risultato del primo tempo era bugiardo se si contano le occasioni
buttate al vento dai satanelli. Un bravo lo merita però soprattutto
mister D’Adderio che ha capito che la partita l’avrebbe vinta sulle
fasce de inserendo Ingrosso al posto di Zaccanti, sarebbe riuscito a
scardinare una retroguardia campana che per l’intera partita ha badato a
difendere il risultato, in ogni momento, anche quando era sotto di due
gol. L’emozione che si è vissuta sugli spalti è stata indescrivibile ed
a tratti ha ricordato i bei momenti del Foggia che fu soprattutto sotto
gli occhi di Zeman presente allo stadio tra i tifosi. Il Foggia non
aveva mai segnato cinque gol in questo campionato e soprattutto
Mastronunzio aveva fatto sino ad oggi un solo gol: tutto questo ci deve
far credere, oggi più di ieri, che la serie B a questo punto possiamo
solo perderla. Con un Princivalli stratosferico, un Ingrosso
determinante, con la “vipera” che si è sbloccata e con un Mounard da
standing ovation per quel lancio su Salgado nell’occasione del rigore,
non dobbiamo temere nessuno dei nostri avversari. Abbiamo avuto tutti
una grande iniezione di fiducia che è fondamentale perchè ci davano
tutti per la squadra materasso tra le quattro e da stasera siamo la
squadra da battere. E’ giusto gioire, è sacrosanto girare per la città
strombazzando e ricolorando vie e piazze di rossonero ma, da domani, di
nuovo concentrati perchè questa sfida per essere vinta definitivamente
prevede ancora una puntata tra sette giorni che non deve essere presa
assolutamente sotto gamba. Oggi dobbiamo brindare perchè abbiamo
annientato sul campo un avversario capace di sfruttare le uniche due
occasioni capitategli ed è proprio su questi episodi che mister D’Adderio
dovrà lavorare nei prossimi giorni considerando l’atteggiamento tattico
dei campani al ritorno. Questa serie C non la vogliamo più, abbiamo una
squadra , una società e un pubblico che ci invidiano anche nelle serie
superiori ed oggi finalmente abbiamo convinto anche i più scettici:
siamo il Foggia non dimentichiamolo e oggi qualcuno venuto da Praga se
lo è ricordato soprattutto quando lo stadio ha intonato:” Mi diverto
solo se a giocare c’è il Foggia...”
Alberto Mangano - Redazione
Foggialandia.it
Bisogna
crederci
Ormai ci siamo. Manca
poco all'inizio delle ostilità che metterà fine allo stress e alla
tensione della lunga attesa. In città si percepisce una sensazione
strana:
sembra che ci si avvicini
ad una disfatta già annunciata, qualcuno sussurra che forse era meglio
non arrivare ai play off per programmare in anticipo la stagione
prossima e quindi per non raccogliere una doppia delusione. E invece no!
Siamo in semifinale e dobbiamo crederci perchè siamo il Foggia e non
possiamo certo temere la Cavese. E’ vero, i play off e i play out non ci
hanno mai lasciati festanti ma ormai ci siamo e dobbiamo far di tutto
perchè la vittoria non sia della squadra o della società ma dell'intera
città e dei suoi tifosi che proprio adesso devono far valere il valore
aggiunto che ci ha sempre fatto riconoscere in ogni parte d'Italia.
Certamente ci sono delle difficoltà oggettive, abbiamo degli avversari
validissimi e noi forse abbiamo una squadra che non ha mai convinto
sotto il profilo tecnico-tattico ma non possiamo stare fermi ad
aspettare il colpo di grazia quasi fosse una liberazione. Dobbiamo
invece rispolverare le bandiere, dobbiamo colorare i balconi e la città
intera ma soprattutto dobbiamo convincere noi stessi che tra le quattro
la nostra squadra e quella che più di tutte merita il salto di
categoria. Basta a parlare di prefetture, di aggressioni e di spogliatoi
più o meno uniti: noi siamo arrivati ai calci di rigore di una
semifinale e quindi tutto può succedere, ma è necessario stare tutti
concentrati sia in campo sia sugli spalti perchè l’avversario deve
tremare: 8500 foggiani hanno il dovere di gridare anche per chi non
potrà entrare allo Zaccheria perchè se si vince vinceranno tutti ma se
si perde sicuramente perderà la città. Le polemiche e i commenti
rinviamoli a fine giugno per non dare il fianco all’avversario e per non
distrarre squadra e società: diamoci tutti una scossa e infondiamo
fiducia a chi ci sta vicino ed è titubante... è un dovere perchè la
fontana di piazza Cavour e lì che ci aspetta
Alberto Mangano - Redazione
Foggialandia.it
Siamo nei play-off
Siamo arrivati al
dunque. In questo anno difficile nel quale il Foggia si è espresso a
corrente alternata si è detto di tutto e di più:
abbiamo più volte esaltato la squadra, i singoli, il gruppo dicendo
ripetutamente che eravamo i più forti, che alla lunga avremmo visto i
veri valori della squadra e che avremmo raccolto quello che la società
aveva investito al calciomercato. Ebbene ora non ci sono più prove di
appello: o continui o vai fuori, o realizzi un sogno o potresti cadere
nel baratro. La sola Coppa Italia non può accontentare i tifosi che
hanno tribolato per un anno intero nel seguire una squadra che ha diviso
il suo cammino in tre fasi distinte: la prima nella quale la squadra non
convinceva ma vinceva riuscendo a stare ai vertici della classifica; la
seconda fase ha visto il Foggia in forte debito di ossigeno e che ha
costretto la società al cambio della guida tecnica e infine l'ultima
fase che ha visto una squadra più determinata che è riuscita a
conquistare i play off che ad un certo punto sembravano pure persi. Ora
ci prepariamo a scrivere il quarto ed ultimo capitolo che dovrà dare un
voto definitivo e senza appello alla compagine allestita da Salerno che
fu ingaggiato proprio per far fare a questa città e al suo pubblico il
salto che merita. E vero, l'obiettivo che era stato dato a Cuoghi è
stato raggiunto ma certamente ora non ci si può cullare e sentirsi con
la coscienza a posto. Questa squadra ha dimostrato che se vuole sa
essere di categoria superiore ma in questi giorni il tecnico dovrà
lavorare molto sul lato psicologico perchè il Foggia quest'anno in tutte
le sue fasi ha avuto sempre una costante: spesso non ha chiuso le
partite quando poteva e in più di una volta si è fatto rimontare e
superare ingenuamente: è successo con il Perugia, con il Teramo, con il
Manfredonia e anche nell'ultima con il Ravenna. A questo punto bisogna
essere più cinici, più scaltri nel portare il risultato a casa cercando
anche di non cadere in stupide trappole tese dagli avversari come e
avvenuto nell'ultima gara con Chiaretti. Il campo di Cava dei Tirreni
non è affatto semplice per cui domenica prossima bisognerà mettere
quanto più fieno in cascina per dare poche chances all'avversario tra le
mura amiche. Infine è doveroso sottolineare che forse quattro giorni di
riposo sembrano un po’ tanti come pure il fatto di festeggiare questa
settimana la conquista della Coppa Italia: si poteva fare
tranquillamente nella settimana intercorsa tra la gara con il Taranto e
quella con il Ravenna e lasciare queste due settimane la squadra
concentrata sulla gara del 27 magari in ritiro lontani da distrazioni e
tentazioni. Il tempo per riposarsi e festeggiare ce ne sarà ma ora è
meglio stare tutti pronti per il primo impegno... anche per giudizi e
polemiche il tempo non mancherà!
Alberto Mangano - Redazione Foggialandia.it
6 maggio 2007 - Foggia
Taranto 1-0

Vittoria doveva essere e vittoria è stata! Il Foggia esulta per una vittoria
ottenuta quando ormai tutto faceva pensare ad uno squallido 0-0. Ha vinto la
squadra che ci ha creduto di più e che aveva mostrato dai primi minuti di
gioco di essere più determinata nella conquista del risultato. Certo alla
lunga è venuto fuori il Taranto anche perchè, non dimentichiamolo, giocavamo
con una delle pretendenti alla vittoria finale anche se il portiere
Marruocco non è dovuto mai intervenire in maniera determinante e gli
attaccanti ionici in più occasioni al massimo hanno buttato il pallone alle
stelle. La squadra ospite comunque dimostrava di essere una ottima squadra
costruendo gioco sulle fasce dove Toledo riusciva a giganteggiare al
cospetto di un Ingrosso non certo alla sua migliore prestazione. Il Foggia,
viceversa, nonostante la presenza di Ingrosso appunto e di Colombaretti
sfruttava raramente le corsie laterali del campo e si inceppava contro una
difesa avversaria ben messa in campo dal suo tecnico. Ma la pressione
maggiore è stata senz’altro dei rossoneri considerando anche i numerosi
calci d’angolo conquistati e le occasioni sciupate sul finire della gara da
Pecchia che di testa esaltava il portiere avversario, da Princivalli che
sparava a lato della porta su assist del capitano, da Salgado che si
lasciava ipnotizzare dal portiere sparandogli il pallone addosso e ottenendo
il corner che permetteva ad Ignoffo di realizzare al 94’. A questo punto
bisogna andare a Ravenna giocando determinati e non perdendo la
concentrazione che ci ha permesso di ottenere 4 vittorie consecutive che si
conquistano con gli episodi certamente ma anche con la volontà e la
caparbietà: sottovalutare Ravenna potrebbe significare perdere quella
concentrazione che ci deve portare a vincere gli spareggi che inizieranno
dopo due settimane e, quindi, se con la testa andiamo in ferie oggi, per tre
settimane potremmo subire distrazioni e cali di tensione che non possiamo
permetterci anche perchè giocheremo la prima in casa dove dobbiamo cercare
di ottenere il massimo possibile per riuscire a gestire il ritorno in
trasferta. Probabilmente sarà la Cavese il nostro avversario? poco ci
importa... per vincere il campionato bisogna essere più forti di tutti gli
altri e poi se non li acchiappavamo al primo turno, quasi certamente li
avremmo acchiappati al ritorno; ma i play off si sa sono come le partite che
finiscono ai calci di rigore: chi è più concentrato e determinato vince
indipendentemente da quello che è successo prima... ma ora è presto per
parlare di Cavese , godiamoci questa vittoria e brindiamo alla matematica
conquista degli spareggi finali conquistati dai calciatori, dal tecnico,
dalla società e sicuramente da un pubblico che anche oggi si è manifestato
come la forza trainante di questa squadra.
Alberto Mangano - Redazione
Foggialandia.it
29 aprile 2007 - Lanciano
Foggia 0-2
dal Corriere dello Sport del 30 aprile 2007
Il
Foggia passa con autorità al 'Biondi'. Un gol per tempo, prima Salgado
poi Mastronunzio, parecchie occasioni fallite, predominio pressoché
costante e si tiene stretto il posto nei play off. Prova incolore del
Lanciano, una delle peggiori stagionali. A questo punto dovrà soffrire
fino all'ultima giornata per centrare l'obiettivo della salvezza.Nel
primo tempo in campo c'è solo il Foggia. Ritmo forsennato, pressing sul
portatore di palla e l'uomo in più a centrocampo fanno la differenza.
Pecchia ispira, Shala sulla zona sinistra è imprendibile, Cardinale e
Giordano dominano la zona nevralgica del campo. Al quarto d'ora il
guardalinee annulla un gol a Mastronunzio, finché alla mezz'ora il
Foggia passa meritatamente in vantaggio. Il solito Shala scende dalla
sinistra e mette un pallone invitante al centro dell'area per Salgado
che indisturbato e di precisione deposita alle spalle di Maurantonio.Contro
un avversario simile va subito in affanno il 4- 3- 3 integrale di
Camplone. La reazione del Lanciano sta in un colpo di testa di capitan
Leone. E' un monologo foggiano anche nel secondo tempo con il raddoppio
di Mastronunzio da distanza ravvicinata. Al 40' il Lanciano fallisce un
rigore con Ubeda , bravo Marruocco alla respinta.
LANCIANO ( 4- 3- 3): Maurantonio 6; Mariscoli 5,5 (21' st Scrò sv)
Molinari 5,5 Gimelli 5 Ange-letti 5,5 (31' st Ubeda sv); Carboni 5 Leone
5,5 Sacilotto 5,5; La Camera 5 ( 37' st Conti sv) Pagliarini 5, Improta
5,5. A disp.: Guarna, Figueroa, Cruciani, Vidallè. All.: Camplone
FOGGIA
( 4- 3- 1- 2): Marruocco 6,5; D'Alterio 6 Moi 6 Pagliarulo 6,5
Colombaretti 6; Giordano 6,5 ( 21' st Ingrosso sv) Cardinale 6,5 ( 37'
st Princivalli sv) Shala 7,5 ; Pecchia 7; Salgado 6,5 Mastronunzio 6,5
(39' st Mounard sv). A disp.: Castelli, Zaccanti, Panarelli, Chiaretti.
All.: D'Adderio.ARBITRO: Gallione di Alessandria Guardalinee:
Petti-Rufolo
MARCATORI: 30' pt Salgado, 35'st Mastronunzio.ESPULSO: 13' st Pagliarini
( L) per fallo di reazione.AMMONITI: Cardinale ( F), Carboni (L), Leone
(L), Gimelli (L), Pagliarulo (F).NOTE: giornata primaverile, terreno in
buone condizioni. Giornata rossonera. Spettatori 3.000 circa, in curva
nord un migliaio di tifosi ospiti. Lanciano con il lutto al braccio per
la tragica scomparsa di un noto tifoso lancianese. Angoli 4 a 2 per il
Foggia. Rec.: 2' pt, 4' st.
25 aprile 2007
Il Foggia conquista la
Coppa Italia
dalla redazione di Foggialandia.it - Il
Corvo
Ebbene dopo 87 di storia
l’U.S. Foggia può finalmente fregiarsi di aver conquistato il suo primo
trofeo, in passato in un paio di occasioni ci era andata vicina, con la
Mitropa Cup e con la fase finale della Coppa Italia Maggiore.
Giordano, Mounard e
Mastronunzio iscrivono il loro nome nell’albo d’oro della competizione,
ma non dobbiamo dimenticare i meriti del resto della SQUADRA capitanata
oggi dal Foggiano di nascita Luca Pagliarulo.
Molti diranno che la coppa
non conta niente, altri che è stata conquistata contro una modesta
squadra, tuttavia coloro forse dimenticano che il cammino per arrivare
in finale, ben 16 partite non è stato per niente agevole. Bisogna dare
atto si alla compagine Rossonera di aver meritato il trofeo, come
bisogna tributare i giusti meriti al Cuneo per aver compito anch’esso
questo tortuoso cammino per arrivare fin qui. Non si arriva in finale
per puro caso, in fondo la differenza tecnica tra C2 e C1 è minore
rispetto a quella tra la C1 e la B.
Tornando alla Coppa molte
squadre spesso hanno schierato le riserve Foggia, compreso, ma in questa
competizione il Foggia ha compensato ad un minor tasso tecnico
individuale dell’undici sceso di volta in volta in campo, con uno
spirito di sacrificio, ed una unità d’intenti che hanno compensato il
minor tasso tecnico individuale dell’ undici titolare consegnando il
primo trofeo alla dirigenza rossonera.
Forse non è un caso che nel
tabellino dei marcatori troviamo tre giocatori che a vario modo si sono
sacrificati questa stagione, per il bene del Foggia. Prendiamo
Mastronunzio, Domenica scorsa il pubblico e i compagni alla fine del
primo tempo gli hanno fatto capire quanto tengono in considerazione
l’impegno e il lavoro che svolge aprendo spesso degli spazi da
utilizzare da parte dei compagni per la ricerca della rete, un
centravanti che non è alla esclusiva ricerca del goal ma che cerca di
fare il suo ruolo in funzione della squadra. Una generosità che lo
stesso Mastronunzio ha pagato con un infortunio nell’andata dei quarti
di finale, che dopo mesi di panchina ha compromesso la sua piena
efficienza in campionato recuperata solo di recente, ma lui non si è mai
risparmiato per la squadra e ne dobbiamo dare atto.
Un altro giocatore che ha
messa la sua firma nell’albo d’oro della competizione è Fabio Giordano.
Pur essendo probabilmente uno dei migliori mediani della categoria (e a
chi non considera l’importanza di questo ruolo nell’economia della
squadra può andarsi a rivedere quello che è successo al Milan dopo
l’uscita per infortunio di Gattuso, nella semifinale di Champion’s
League giocata ieri), il giocatore dal carattere taciturno non ha mai
creato problemi né ha cercato a tutti costi di anteporre il suo
interesse personale a quello della squadra. Un goal quello odierno che è
una vera e propria icona dello spirito di squadra.
David Mounard anche lui in
goal oggi. A prescindere dagli avversari, se non hai certi numeri
giocate come quella odierna non le fai. Spesso non utilizzato in base
alle sue naturali caratteristiche tecnico-tattiche, da centrocampista
offensivo o trequartista, il Francese, ha forse più di altri sofferto
per le vicissitudini relative all’alternanza della guida tecnica che
hanno caratterizzato questa stagione, oltre che per questioni che
probabilmente riguardano i rapporti interni allo spogliatoio rossonero.
Lui che è uno di quei giocatori di categoria superiore, oggi ha dato un
saggio non solo delle grandi qualità tecniche come in occasione del
goal, ma anche della sua disponibilità al sacrificio (non sempre
manifestata pero nella sua permanenza a Foggia) nei confronti della
squadra rincorrendo per l’intera partita i centrocampisti avversari,
anche a costo di perdere un po’ di lucidità poi negli ultimi 20 metri.
Come insegna la sociologia,
in tutti i gruppi si possono formare dei sotto gruppi che hanno come
finalità quelle di tutelare in primis gli interessi dei suoi componenti,
a scapito a volte degli altri membri del gruppo, o in casi estremi anche
a scapito degli interessi dell’intero gruppo. Le squadre di calcio non
fanno eccezione i problemi di spogliatoio sono sempre esistiti nel
calcio, spesso non vince la squadra migliore ma quella che riesce meglio
a gestire le tensioni al suo interno. Se il Foggia gioca come sa non
teme nessuno, come afferma il D. S. Salerno. Ci sentiamo di condividere
tale parere, paradossalmente il Foggia deve temere nella corsa alla B
soprattutto se stesso. Tutti devono capire che il bene comune deve
essere anteposto agli interessi personali, anche a costo di sacrificare
la propria visibilità personale nelle rimanenti partite che ci separano
dalla fine della stagione, tutte finali per l’U.S. Foggia.
Non si vuole cercare in
questa sede di fare polemica a tutti i costi ma piuttosto cercare di
evidenziare quelle criticità che possono fare la differenza per far
uscire i satanelli dall’inferno della serie C. Sarà banale, ma si vince
e si perde non in 11 ma in 22, se il Foggia segna, i giocatori del
Foggia devono esultare in campo, in panchina, ma anche in tribuna, Ciò e
sempre avvenuto nel corso della stagione?. In quest’ottica la prova
odierna è beneaugurate, a patto che si tenga sempre in mente lo spirito
con il quale i giocatori scesi oggi in campo hanno affrontato la finale
odierna.
22 aprile 2007 - Foggia
Ternana 1-0
da "Quelli della Mailing" - Fabio Bertazzoli
Abbiamo battuto la Ternana, grazie al capitano Pecchia che
si sta
rivelando, insieme al cileno Salgado, l'uomo che fa la
differenza tra
il Foggia e le altre. Purtroppo, però, come era prevedibile, la
Salernitana ha regalato i tre punti ai cugini del Taranto, così
come
il Perugia ha avuto vita facile contro il Manfredonia. Pertanto
a
questo punto occorre vincere a Lanciano e la domenica successiva
allo
Zaccheria contro il Taranto. Impresa non facile, anche se
possibile.
Ma consiglio di tifare e sperare con serenità, senza farci
prendere
da angoscie se non dovessimo riuscire nell'impresa, perchè
l'ideale
era di non perdere scelleratamente tanti punti in campionato tra
le
mura amiche... a quest'ora saremmo primi e parleremmo di altro,
come
ad esempio dei programmi per la prossima stagione in B, magari
con
l'allenatore che più amiamo, Zeman. Per ora godiamoci questa
vittoria, brindiamo con la Coppa Italia che potrebbe essere il
primo
trofeo ufficiale da mettere in bacheca (chissà che non porti
bene!) e
preghiamo. Chissà che un miracolo fino alla fine esca... in
fondo il
calcio è bello per la sua imprevedibilità e tutto è possibile!!!
da "Quelli della Mailing" - Raf
A volte noi che ci troviamo
fuori zona ci rifacciamo alla cronaca via internet ed ai
commenti a volte sconsolati e sconsolanti del cronista ed è
quindi normale che ne traiamo conclusioni influenzate,
mentre coloro che hanno modo di vedere gli incontri dal vivo
sono avvantaggiati nel formulare giudizi. Molto recentemente
però ho visto che il minimo comune denominatore dei vari
commenti era la speranza di un cambiamento nell'onestà e
nella dignità di qualche giocatore ed onestamente ieri mi è
sembrato che la strada intrapresa per queste ultimissime
gare della regular season sia quella giusta .( I maligni?!?!
direbbero: " sono stati raggiunti gli accordi per i vari
premi?")
Ci restano da giocare tre
partire, due fuori casa contro il Lanciano ed il Ravenna ed
una in casa contro i diretti avversari del Taranto. In
questa settimana ci sarà anche la Coppa Italia di C e se il
Foggia la portasse a casa sarebbe un ottimo stimolo per
affrontare dapprima il Lanciano e poi il Taranto in una
cornice di pubblico sicuramente eccezionale.
L'altra domenica le squadre
hanno giocato in nostro favore,mentre ieri hanno giocato per
se stesse, tuttavia dobbiamo stringere i denti e crederci,
soprattutto devono crederci i nostri giocatori. Sarebbe un
vero peccato smettere di sognare e soprattutto sognare il
prossimo campionato con tutti gli auspicati ed auspicabili
cambiamenti!
Non ci resta altro che
aspettare e sperare, ma le azioni che ho visto ieri mi danno
molto più che una legittima speranza.
Un saluto a tutti e Forza
Foggia
Raf.
15 aprile 2007 - San
Marino Foggia
2-3
Questo è il momento in cui non bisogna abbassare la
guardia: certo il Foggia doveva vincere, lo ha fatto e, complici anche altri
risultati positivi, è entrato prepotentemente di nuovo nella zona play off. Ma
quanta sofferenza! Una squadra che per due volte riesce ad andare in vantaggio
di due gol alla fine, come al solito tenta di vanificare il tutto consentendo ai
padroni di casa di riagguantare in extremis un risultato già acquisito. Questa
volta la fortuna è stata dalla nostra parte ma il burrone non è stato ancora
superato: è il solito Foggia che impone il gioco fino al raggiungimento del
risultato, ma non fino al 90° minuto. Ricordiamoci che potremmo disputare gli
spareggi con la Cavese e certamente oggi è la squadra che fa più paura e chissà
che non ci convenga che arrivi prima di tutte le altre o sperare che vinca il
Ravenna e andare in Romagna all'ultima giornata con un'avversaria già sazia.
Attualmente non abbiamo una squadra che può garantirci caratterialmente la
possibilità di superare brillantemente i play off per cui godiamoci pure questa
vittoria e la conseguente classifica ma non illudiamoci perchè d'ora in avanti
ogni partita sarà uno spareggio e dobbiamo dimostrare innanzitutto a noi stessi
di avere gli attributi per sbarazzarci degli avversari per giocarci la serie B
con la convinzione di riuscire a superare tutti gli altri. Pensate infine alla
famosa partita in casa con il Perugia e rileggete la classifica dando 3 punti in
più al Foggia e altrettanti in meno al Perugia... Peccato!
7 aprile 2007 - Teramo Foggia
2-1
"E' una vergogna"
Questo è il commento del dirigente del Foggia
Matteo La Torre al microfono di Attilio De Matteis alla fine della
trasmissione "Direttissima". Se il dirigente foggiano non sa darsi una
spiegazione alla sconfitta, figuriamoci noi tifosi che assistiamo domenicalmente
alla resa delle armi dopo il solito golletto che ci fa ben sperare. La squadra è
a corto di preparazione? Potrebbe essere una spiegazione se mollasse ad un
quarto d'ora dalla fine, ma se la squadra comincia a difendersi dal ventesimo
del primo tempo c'è da pensare ad una scelta tattica precisa e quindi ad una
responsabilità del tecnico. Ma cosa ha detto oggi ai giocatori tra il primo ed
il secondo tempo, considerato che la squadra abruzzese aveva già preso le redini
del centrocampo? Avrà detto ai suoi di erigere un muro davanti alla difesa? Ma
non ha già visto che il Foggia non sa mantenere il risultato? Ma, sig. D'Adderio,
lei ha mai detto ai suoi uomini che le partite bisogna chiuderle subito cercando
il secondo gol? Lo sa sig. D'Adderio che lei ha una rosa ampia eppure gioca
sempre con gli stessi uomini? Ci rendiamo conto che abbiamo mandato via
Dall'Acqua per un certo Mastronunzio che non solo non segna ma non tenta nemmeno
di farlo, al punto che viene sempre sostituito? E allora perchè sig.D'Adderio
lei insiste sempre con questo giocatore lasciando Mounard in panchina
impegnandolo sempre in situazioni disperate? Se la squadra non arriva nell'area
avversaria per circa un'ora, cosa vuole dal francese negli ultimi dieci minuti?
Ma qualcuno le ha detto, sig.D'Adderio, che a Foggia vogliamo andare in serie B
e che per farlo bisogna conquistare i play off e poi vincerli facendo gol non
contro il Teramo che naviga nelle zone basse della classifica ma contro il
Taranto, l'Avellino ecc. che oggi sono più forti di noi? Oggi sinceramente mi
vergogno della mia squadra, del risultato e spero che qualcun'altro si vergogni
di giocare e di lavorare per questo glorioso club che sta prendendo fango in
faccia da squadracce e non certo per colpa della dirigenza. Ecco perchè sono
d'accordo con chi grida "E' una vergogna"
1 aprile 2007 - Foggia
Salernitana 3-0
Il Foggia vince, convince e mette fuori gioco per i
play off la squadra campana. Dopo un ottimo primo tempo, tutti si aspettavano il
solito Foggia impacciato nella ripresa come nelle gare con Perugia e Manfredonia
ed invece il Foggia anche nella ripresa mantiene le redini del gioco sin dai
primi minuti tenendo quasi sempre i granata lontano dalla porta di Marruocco.
Grande Salgado anche se ha rimediato stupidamente quell'ammonizione per aver
calciato a gioco fermo che gli costerà l'assenza nella prossima gara di Teramo.
Ottima anche la partita di Shala, di Pecchia e di Pagliarulo; resta ancora in
ombra e a secco Mastronunzio al cospetto di Chiaretti che sembra essere
sicuramente più in forma. E' un campionato che darà i suoi verdetti all'ultima
giornata in quanto, per quel che ci riguarda, ci sono quattro squadre per due
posti ed ogni domenica due squadre resteranno fuori. Ora sicuramente non bisogna
allentare la tensione perchè un secco 3-0 può far entusiasmare ma non
dimentichiamo che oggi il Foggia aveva di fronte una squadra mediocre e che
nelle prossime 6 gare troverà avversari più agguerriti e meglio disposti in
campo. Quindi brindiamo pure ma da stasera concentrati per il doppio impegno
lontano da Foggia che dovrà portarci almeno 4 punti per rispettare il tabellino
di marcia che deve darci almeno la opportunità di giocarci gli spareggi per
tentare di uscire dall'inferno della Serie C: oggi questo traguardo sembra alla
nostra portata
25 marzo 2007 -
Manfredonia Foggia 1-1
da Quelli della Mailing -
Raffaele Fujani
E ci risiamo! Vorrei sapere che
senso ha giocare bene, forse benissimo e poi finire con un
inutile pareggio illudendoci con elucubrazioni che assegnano al
nostro bene amato una certezza nei compiti a venire, certezza,
che man mano si spegne regolarmente.
Avete notato le altre squadre
come segnano? come si tolgono dai guai? E se si nota tutto
questo come è possibile continuare a dire che ...domani sarà un
altro giorno che non tutto è perduto e che i play off sono
sempre alla nostra portata dal momento che mancano ancora sette
o otto gare che mettono in palio 24 punti ecc. ecc. ecc.
Qui non si tratta di essere
disfattisti o pessimisti, si tratta di prendere coscienza della
dura realtà ed evitare di pensare al domani come alla radiosa
giornata di riscatto.
Siamo stati anche in testa alla
classifica e da allora salmodiando e sperando abbiamo iniziato
la discesa che ci porta oggi ai limiti della zona play off in
condominio con il Perugia e sicuramente in crisi psicologica.
Le partite per il Foggia
dovrebbero durare solo 45 minuti, i primi 45 minuti poi gambe,
polmoni, idee e fortuna cambiano e buona notte ai suonatori.
Il Foggia è un'onesta squadra
che può puntare solo ad un posto in centro classifica, e nulla
più. Gli attaccanti non segnano, i difensori si addormentano e
questo è tutto. Una squadra che mira al riscatto ed in alto non
può fare un punto in due partite.
Capobianco dirà che sin da
domenica prossima il Foggia farà valere la sua voglia di vincere
e di riprendere il cammino interrotto, ma qualcuno dovrebbe
svegliarlo!
Forza Foggia
Raf.
18 marzo 2007 - Foggia
Perugia 1-3
Raf - da "Quelli della mailing"
Domenica scorsa eravamo
tutti speranzosi e convinti di aver girato pagina, oggi
invece sappiamo che abbiamo girato l'angolo e cominciamo ad
essere risucchiati verso il centro classifica.
Noi scaramanticamente
abbiamo sempre trovato una giustificazione al non gioco,
alle avversità della fortuna, all'ansia ....da prestazione e
sempre abbiamo concluso che ....l'indomani sarebbe stato un
altro giorno. Tutti noi però, in fondo al nostro cuore,
custodivamo il timore che le cose non sarebbero andate
proprio secondo i nostri desideri, non tanto per il modo in
si vivacchiava, quanto per la costatazione che gli
inseguitori avevano più determinazione, più forza nelle
gambe, più idee nel cervello e così via dicendo. In poche
parole noi avevamo un minus e gli altro un plus. Da che
mondo è mondo non si è mai visto che il minus habens potesse
avere la meglio sul plus habens ed allora? Allora le paure
cominciavano e materializzarsi ed ora siamo nell'angolo. Non
tutto è perso, ma non riesco ad immaginare un Foggia in
strepitoso recupero e contemporaneamente gli inseguitori
impantanati.
Il risultato del campo
taglia la testa al toro e poco importa sapere che nel primo
tempo il Foggia abbia dominato segnando un goal, il solito
goal di Salgado se poi nel secondo tempo il Foggia ha preso
tre schiaffoni. Dominare solo il primo tempo è poca cosa per
consolarsi, non basta segnare un solo goal; chi aspira ai
vertici della classifica non può fregiarsi del solo
dominio di una metà gara; è semplicemente una magra
consolazione che induce a fallaci speranze.
Speriamo almeno che la
mancata realizzazione dei progetti di inizio d'anno non
siano prodromi ad una crisi societaria. Molti soldi sono
stati spesi oppure impegnati per andare in serie B e se non
si riuscirà ad andarci ( e tutto sembra remare contro
)potrebbero iniziare accese discussione tre i decemviri ed
arrivare alla resa dei conti. Confidiamo almeno
nell'alternanza dei risultati esattamente come si recitava
in un vecchio film di Totò e Peppino de Filippo : una
pennellata....ed una rilassata!
(RAF)
Il Foggia gioca bene, mantiene le redini della
gara per oltre 2 terzi, ma alla fine il Perugia con il minimo sforzo porta a
casa immeritatamente l'intera posta. Non voglio sembrare un disfattista ma
oggi allo Zaccheria si è visto il film del campionato del Foggia di quest'anno:
i rossoneri sulla carta restano forse i più forti del girone o tra i più
forti ma, quando si tratta di infierire, steccano la prova. Può darsi pure
che alla fine si centrerà il risultato dei play off, ma se non sei cinico
sotto porta, se non chiudi la partita, alla fine altre squadre riescono dove
tu sei carente: che faremmo agli spareggi finali? Oggi poteva essere
tranquillamente una partita spareggio per la salita in B: il Foggia
approccia bene la gara ma, invece di chiudere l'incontro alla ricerca del
secondo gol, si chiude all'inizio della ripresa, facendo il gioco degli
avversari che, non dimentichiamolo, a Foggia forse si giocavano una stagione
intera. Allora io dico e ripeto: se non riusciamo a fare risultato con le
grandi, cosa speriamo di fare se conquisteremo i play off? Mi aspetto di
leggere sui giornali del secondo gol non convalidato al Foggia (chissà
perchè???), della palla gol sprecata da Mastronunzio a tu per tu con il
portiere avversario, ma tutto ciò allontanerà squadra, tecnico e tifosi dal
vero problema che ci attanaglia: non sappiamo essere cattivi e, nonostante
la mole di gioco diretta dall'ottimo tecnico, davanti alla porta siamo
sterili con Dall'Acqua, Mastronunzio ecc. Speriamo che oggi non si sia
verificata la resa sul campo e l'abbandono di mire di vittoria finale anche
perchè la trasferta di domenica non è delle più facili. (A.Mangano)
11 marzo 2007 - Foggia
Sambenedettese 3-0
Finalmente una bella vittoria e non solo per la
rotondità del risultato! Un Foggia capace di reggere il centrocampo anche
per la presenza di un Giordano che andrebbe sempre più considerato dal
tecnico. La difesa è stata impeccabile e gli avversari non si sono
praticamente mai affacciati verso la porta difesa da Marruocco; va anche
considerato che questa volta l'avversario era di tutto rispetto e non certo
una compagine allo sbaraglio. Certo le nostre concorrenti non perdono un
colpo e siamo giunti ormai a quel punto nevralgico del campionato dove
qualunque passo falso può rivelarsi catastrofico per la conquista dei play -
off che comunque oggi difendiamo ancora con tre punti di vantaggio. Ci si
aspetta sempre la zampata di Mastronunzio ma penso che faremmo bene a
lasciarlo crescere perchè comunque è sembrato attivo, capace di aggredire lo
spazio lasciando anche la possibilità di inserimento ai compagni: se, in
questo finale di campionato, si sveglierà la vipera, potremo essere allora
sicuri che il risultato finale sarà nostro. Ancora un elogio a capitan
Pecchia che ha buttato l'anima in campo ed è stato sicuramente meritato il
giusto plauso tributatogli dallo Zaccheria al momento della sostituzione.
Infine oggi si è visto forse il miglior Cardinale del campionato e ciò vuol
dire che se il tecnico curerà bene questo reparto della squadra (sempre non
sottovalutando Giordano) il gioco verrà da sè ed i gol, chiunque li farà, ci
regaleranno i play off e forse anche un buon piazzamento. Continuiamo così!
18 febbraio 2007 -
Avellino Foggia 2-0
Praticamente siamo alle solite: il Foggia mantiene
palla per il 70% della partita ma non arriva mai ad impensierire il portiere
avversario. Di contro un avversario che aspetta sornione qualche calcio da
fermo o sfrutta l'abilità degli attaccanti in fase di ripartenza: la partita
è tutta qui o, forse, il campionato è tutto qui. L'Avellino non è
assolutamente più forte ma è cinico e va avanti; certo noi gli abbiamo dato
una mano perchè Marruocco, non contento del regalo dell'andata, porge sul
vassoio ad Evacuo (non certo uno qualunque) la palla per chiudere
l'incontro. Sull'1-0 stai sempre in partita e poi un pareggio non sarebbe
stato un risultato ingiusto. L'estremo difensore foggiano poi, non contento
ancora, si esibisce in un doppio dribbling in area per strappare forse gli
applausi ma, intanto, gli Irpini se ne vanno e noi oggi avevamo il dovere di
allungare la crisi dell'Avellino. Un grande Pecchia sia in interdizione che
in fase propositiva, un volenteroso Princivalli ed un duo d'attacco
inesistente che ha fatto rimpiangere il peggior Dall'Acqua. Una volta
dicevamo che c'erano le invenzioni a salvare gli incontri ma, con un Salgado
in quelle condizioni, sarà difficile risalire la china. E' vero, c'è sempre
Mastronunzio ma deve cominciare subito a realizzare perchè il tempo passa e
noi abbiamo già consumato la gran parte di fieno in cascina accumulato nei
primi mesi e ormai si accende la spia della riserva. La sesta in classifica
è alle porte. Se questa partita doveva dire la verità sul nuovo corso dei
satanelli, non voglio essere proprio io il tirapiedi, ma certo il primo
posto sembra sempre più irraggiungibile e dovremmo pensare a restare tra le
"seconde" quattro. D'altra parte le statisctiche non le ho inventate io: per
fare un gol, se sei bravo devi tirare in porta almeno 5 volte ma se tu tiri
in porta una volta, o hai in squadra Pelè oppure...
11 febbraio 2007
Foggia Giulianova
Alla fine è giunta la prima vittoria del 2007
anche se contro il fanalino di coda di questo girone. La cosa buona è che
finalmente si è visto il gioco e soprattutto si sono visti due giocatori
rinati dopo l'avvento del nuovo tecnico: Princivalli e Colombaretti. Oggi
allo Zaccheria si sono visti i cross e il gioco con la palla a terra
evitando i lanci lunghi caratteristici dell'era Cuoghi. Ci piace
sottolineare il buon inserimento di Pecchia che è sembrato un leader in
campo indipendentemente dalla fascia concessagli dai compagni prima della
gara. Certo dovrà crescere sotto il profilo atletico ma il calciatore, sotto
il profilo tecnico è sicuramente l'ottimo atleta di Juve e Napoli.
Mastronunzio ha creato molti spazi ma da lui ci aspettiamo i gol, quelli che
facciamo sempre con il contagocce. Diciamo pure che non è il caso di
esaltarci per un 2-0 al Giulianova, ma certamente oggi si sono visti ottimi
segnali di ripresa. Se lunedì prossimo, in un Partenio chiuso al pubblico,
riusciremo a migliorarci ancora, allora potremmo sperare nel colpo grosso e
riproporci per la vetta della classifica... sognare non è reato!
3 febbraio 2007
Avremmo voluto commentare un'altra giornata di sport
ma il lutto di ieri sera ha colpito tutti coloro che hanno sempre
guardato a questo sport come una grande passione e uno spensierato
passatempo. Purtroppo evidentemente non era così, ci siamo sbagliati tutti
ed oggi è giusto fermarsi per decidere se è giusto continuare o se è meglio
che padri di famiglia, dopo una giornata di lavoro, possano rientrare a casa
per abbracciare la propria moglie e per dare un bacio ai propri figli. Il
prezzo da pagare per seguire questo sport sta diventando troppo alto e non
penso che ne valga la pena. Sia ben chiaro siamo consapevoli che la violenza
non ha coordinate specifiche per cui quello che è successo a Catania poteva
succedere dappertutto in Italia perchè la mamma dei delinquenti è sempre
incinta e partorisce in tutte le maternità. Ma visto che oggi nessuno
ha voglia di parlare del gioco del calcio, ecco il momento giusto per
fermarsi e decidere se sia giusto ripartire.
Alberto Mangano
28 gennaio 2007 - Juve Stabia
Foggia 0-0
da "Quelli della mailing" - Raf
E' ovvio che D'Adderio
non poteva fare una partita diversa,
ma questo non può cambiare il giudizio su di essa.
il Foggia in superiorità numerica non
è riuscito a battere una squadra che per tutto il primo tempo
le è stata speculare. Portieri inoperosi, ragnatela a centro
campo e .....li davanti il nulla o
quasi .
Mentre
arrivavano queste notizie ne arrivavano altre da Manfredonia dove i nostri cugini
maramaldeggiavano l'Avellino, prima
della classe! E quando mai capiterà
mai una cosa del genere al nostro Foggia.
Il Manfredonia
ha comperato Sansovino che in meno
di un quarto d'ora ha segnato ben due reti alla prima della
classe! Speriamo in Mastronunzio!
Ok siamo
sempre in zona alta della classifica, ma mi sento mancare la
terra sotto ai piedi. Insomma non si
segna e non si gioca e con questi presupposti mi volete spiegare
come pensare ai play off e vincerli?
Il campionato
non finisce domani, ma sono molto deluso da tutte le situazioni
in campo e fuori.
Al 64° del
secondo tempo il Manfredonia ha
sfiorato il quarto goal contro l'Avellino che gioca anche bene,
mentre noi siamo messi sotto dallo Juve
Stabia ridotto in 10!
A pochi minuti
dalla fine il Manfredonia ha fatto
poker! Le notizie che arrivano dal Menti
dicono che il Foggia non ha fatto uno straccio di gioco!
Non posiamo dire
nulla al nuovo mister, ma tanto ai giocatori che hanno fatto
meno, molto meno di quello che era pensabile! Questo Foggia può
solo aspirare ad un campionato di media classifica che,
purtroppo, aprirebbe profonde crepe nel muro dirigenziale!
Occorre lavorare
sodo e sperare che gli inseguitori si azzoppino.!
Datti una mossa
caro Foggia.!
Forza Foggia.
Raf.
24 gennaio 2007
da C1 siamo - Luigi Mancino
Foggia, martedì 23 gennaio 2006, ore 12: si diffonde la
notizia che Fulvio D’Adderio sarà il nuovo allenatore della squadra rossonera e
senza un preciso motivo tifosi e giornalisti iniziano ad andare in subbuglio.
Giù critiche del tutto gratuite nei confronti del mister e della società che ha
operato questa scelta, francamente non riusciamo a capire il perché di questa
dura presa di posizione a priori nei confronti di D’Adderio. Il presidente Capobianco ha invitato tutte le parti ad essere unite e remare
nella stessa direzione ed invece a Foggia si scatena il putiferio: D’Adderio non
ha personalità, non ha un curriculum vincente, è un difensivista, questi sono
solo alcuni dei preconcetti che diversi giornalisti e la maggior parte dei
tifosi rossoneri hanno affibbiato al tecnico molisano. Nemmeno l’opportunità di
vedere un paio di partite che per la piazza foggiana il nuovo allenatore è un
“brocco” destinato a far scivolare la squadra nelle posizioni di
media-classifica. A parer nostro ci pare corretto aspettare l’evolversi della situazione e dare a
D’Adderio la possibilità di conoscere gli elementi a sua disposizione ed
apportare gli opportuni cambiamenti, tattici ma non solo. Dopo un “periodo di
rodaggio”, se il gioco e i risultati saranno gli stessi degli ultimi due mesi
(tre punti in sei partite), allora si potrà iniziare a recriminare sulla scelta
e a contestare, purchè si rimanga nei canoni della civiltà, l’ex tecnico di
Torres e Manfredonia. Voler bene al Foggia significa talvolta “turarsi il naso” e “coprirsi gli occhi”
facendosi andare giù una scelta che non piace; invece in Capitanata c’è la
pessima abitudine di giudicare le persone e gli eventi prima che questi possano
concretizzarsi. Con questi chiari di luna un sincero e grosso in bocca al lupo a D’Adderio è il
minimo che si possa fare, augurandoci allo stesso tempo che tifosi e giornalisti
foggiani possano imparare a crescere…
Luigi Mancino
da "Quelli della mailing" - Beniamino Coppa
ho limitato
parecchio i miei interventi corposi, ultimamente, in attesa
degli sviluppi degli eventi e per poter discutere su qualcosa di
concreto. Girando tra i forum, dando un'occhiata distratta ai
giornali e leggendo i vostri interventi sono emersi alcuni
spunti interessanti che sarebbe utile approfondire.
Allora facendo
il ripepilogo della situazione dopo due mesi tremendi il
condottiero dal sorriso ferino è stato licenziato nonostante le
manovre del suo Pig-malione materano. L'intervento di quest'ultimo
ha procurato un danno latente alle nostre sorti che potremo
valutare concretamente solo nel prossimo futuro. Fatto sta che,
pur avendo maturato in modo più o meno palese la volontà di
allontanare Cuoghi, la società ipnotizzata dai magheggi di
Salerno ha perso un'ottima occasione per fare le cose per bene.
Il frutto di questo tira e molla societario è stato
l'arruolamento del nuovo Mister D'Adderio che non riesco a
collocare nei piani e nei progetti del vertice rossonero; non so
se dovrà rivestire i panni dell'agnello sacrificale o se davvero
la scelta è stata ponderata. Rimane invece costante la voglia di
proclami degli otto, che dovremmo tutti imparare ad ignorare.
Del terremoto annunciato finora si è concretizzato solo
l'avvicendamento sulla panchine e null'altro.
A questo
proposito, parere del tutto personale, penso che già il solo
cambio tecnico potrebbe portarci giovamento (non so perchè ma D'Adderio
mi ispira fiducia) per quanto qualche aggiustamento potrebbe
forse agevolare il neo tecnico e dare risultati ancora più
proficui. La squadra c'è non possiamo negarlo (e i 32 punti
punti sono esclusiva responsabilità dei giocatori..in tutti i
sensi), dovesse riuscire anche la realizzazione del progetto
tecnico D'Adderiano, credo non avremmo nessun problema a
garantirci la disputa degli spareggi con qualche chances in più
di vittoria finale. Se pertanto a dispetto dei pareri dominanti
mi sento abbastanza tranquillo dal punto di vista sportivo, non
posso dire lo stesso a propisto di quello societario.
Non so se vi è
sfuggita o avete preferito ignorare una affermazione del
Presidente Capobianco in cui lo stesso paventerebbe una seria
crisi societaria, in caso di fallimento della promozione! A
leggerla, sempre che sia veritiera, ci sarebbe da rimanere
basiti, sia per la notizia in sè che per l'autore della stessa.
Ma come tu
presidente e fautore della politica del "tutto e subito", degli
investimenti massicci, dei nomi e delle "amicizie", fai una
affermazione del genere? Dopo aver liquidato Pavone, esserti
affidato a quella faina di Salerno (nonostante fosse inquisito
all'epoca per illecito sportivo,mentre in Italia infuriava la
bufera Moggi) adesso prospetti scenari fallimentari? E la
sagacia e previdenza dell'imprenditore scafato, che fine hanno
fatto? Non sono stati calcolati tutti i rischi dell'operazione?
Se il
sottoscritto, che non è nessuno e non sa nulla, temeva i rischi
correlati all'atteggiamento assunto dalla società all'epoca, tu
che ci sei dentro fino al collo non hai avuto nessun timore?
Resta il fatto
che il rischio potrebbe esser concreto ed è anche per questo che
dobbiamo stringerci ancor di più al nostro Foggia. Auguriamoci
che D'Adderio possa scuotere i suoi e tornare a vincere; oltre
tutto il momento è anche più difficoltoso del previsto, visto
che andremo a far visita alla J.Stabia ( che all'andata rischiò
di farci il servizio..a domicilio), poi avremo la pericolosa
Samb, il derelitto Giulianova per chiudere il poker con l'
Avellino bum-bum al Partenio.
Col trend
dell'ultimo Cuoghi dovremmo fare 2 punti; dovremmo farne 7-8,
assecondando il potenziale della squadra, il massimo sarebbe
averne incamerati 9 prima dello scontro diretto e giocarci le
ultime chances di primato al Partenio. Cosa ci riserverà Eupalla
nel prossimo mese?
23 gennaio - E' D'Adderio
il nuovo tecnico
D’Adderio 46 anni, nato a
San Martino in Pensilis, in provincia di Campobasso. Lo scorso anno ha allenato
il Manfredonia contribuendo alla salvezza dei biancocelesti. Il suo contratto
dovrebbe essere sino a giugno. Questo è il curriculum del tecnico molisano:
1993/97 Giovanili
Lodigiani
1997/98 Lodigiani C1B
15 posto (8V, 12N, 14P)
1998/99 Giulianova
C1B 4 posto (14V, 9N, 11S)
1999/00 Giulianova
C1B Esonerato (7V, 7N, 12P)
2000/01 Fermana C1B
Esonerato (3V, 7N, 7P)
2001/02 S.Torres C1B
Sub. 11 posto (11V, 5N, 10P)
2002/03 Giulianova
C1B Sub. 14 posto (5V, 8N, 10P)
2003/04 S.Torres C1A
Sub. 13 posto (7V, 7N, 7P)
2004/05 S.Torres C1A
Esonerato (5V, 8N, 8P)
2005/06 Manfredonia
C1B Sub. (6V, 7N, 6P)
21 gennaio 2007 - Foggia
Martina 0-0
(esonerato Cuoghi)
Alla fine è finita come doveva finire: le
speranze di vedere la squadra giocare a certi livelli e portare in porto il
risultato pieno si sono scontrate nuovamente con un pomeriggio mediocre contro
una delle ultime formazioni del campionato. Ha pagato mister Cuoghi che, circa
un ora dopo il triplice fischio, ha saputo dalla società che non guiderà più la
squadra rossonera: gli erano stati chiesti 3 punti in 90 minuti, lui ne ha
portato sempre 3 ma in due mesi, con una media da ultima della classe. La
tifoseria voleva la testa del mister ed ora è sazia anche se, quando si arriva
ad una decisione così drastica, non è mai un bel momento. La società ha altresì
dichiarato che entro 48 ore comunicherà il nome del nuovo tecnico, ma è chiaro
che bisognerà comunque affacciarsi sul mercato per arruolare quei giocatori
necessari a mantenere le prime posizioni della classifica e sperare di
agguantare i play off. E' una squadra che non segna ma che soprattutto non
arriva nell'area avversaria e quando lo ha fatto, il tutto è stato frutto delle
invenzioni dei singoli o della negligenza degli avversari: anche oggi
l'occasione più ghiotta è arrivata su una punizione di Mounard che ha colpito il
palo della porta del Martina. Bisognerà valutare a questo punto quando conterà
Salerno nella scelta del nuovo tecnico visto che il DS aveva sposato dal primo
giorno la causa del tecnico modenese. Comunque, anche se in ritardo, finalmente
si è chiuso un capitolo e speriamo di aprirne un altro che ci porti gol,
vittorie, punti e quella tanto sospirata serie B che questo pubblico, anche oggi
rispettoso e caloroso, merita da tanto e tanto tempo.
Alberto Mangano
14 gennaio 2007 - Cavese Foggia
1-0
Il 2007 è iniziato proprio dove era finito l'anno
precedente: il Foggia perde per la terza volta consecutiva fuori casa e tra
l'altro al cospetto di una diretta concorrente per la promozione e che ora è al
quarto posto ad una lunghezza da noi. La sconfitta ci può anche stare ma ci
aspettavamo un Foggia grintoso, che desse almeno una parvenza di bel gioco e che
tentasse almeno di far suo il risultato... e invece buio pesto. Sullo 0-0 ha
giocato più o meno alla pari contro la squadra campana, divorandosi un gol con
Salgado e poi, alla mezzora, subito il gol non si è più ripreso. Pensavamo di
rivedere il Foggia nella ripresa, strigliato da Cuoghi nello spogliatotio, ed
invece il Foggia sbaglia i passaggi, si affida a lanci lunghi, butta la palla
non riuscendo mai a raggiungere la porta avversaria. Vogliamo ancora dire che
dall'Acqua non vale niente o possiamo cominciare a dire che è tutta la squadra
ormai non segue più il suo tecnico? Non vogliamo giustizie sommarie ma pensiamo
che una squadra che vuole salire, anche grazie ai play off, non può racimolare
due punti in cinque partite e soprattutto riteniamo che il tecnico e la squadra
debbano farsi un sacrosanto esame di coscienza e la smettano di dire sempre che
la squadra ha prodotto, ha cercato, se avesse avuto la fortuna dalla sua
parte... BASTA! In molti dicevamo che i punti che sinora avevamo messo in
cascina erano frutto di egregie individualità e mai realizzati con un gioco
degno di una squadra che per molto tempo è stata a guidare la classifica di
questo campionato. Oggi, purtroppo, anche gli scettici concordano sul fatto che
forse abbiamo più punti di quelli che meritiamo e che con questa media e, senza
uno scossone, dovremmo cominciare a guardarci indietro visto che davanti a noi,
ormai non vediamo più nessuno
da "Quelli della mailing" del 16 gennaio 2007 - Raf
Ciao a tutti,
Tiriamo a campà! Questo è il nocciolo della politica
societaria. Ieri ho ascoltato l'intervista fatta da Antonio Sepa
a Salerno, a Cuoghi ed a La Torre. Credo che ognuno di loro viva
in un mondo diverso . Salerno ha detto che non vi sono problemi
e che la squadra manca solo di personalità. Mi piacerebbe sapere
dove, quando a da chi la squadra possa reperire tale qualità.Non
avere palle giocabili, giocare di spalle alla porta, non
utilizzare i giocatori adeguati ecc, significa non avere
personalità? Non avere un briciolo di gioco, significa non avere
personalità? Salerno conclude che non è colpa dell'allenatore e
che quindi Cuoghi resta al suo posto.Ammette che vi è un
problema e che si deve trovare la soluzione. ( ora dico io per
una tale affermazione occorre spendere una barca di soldi per il
suo stipendio?) Poi arriva l'intervista a Cuoghi che aveva la
faccia del Generale Cadorna dopo Caporetto ( con quella faccia
non sarei andato nemmeno a visitare i morti il 2 novembre!) e
che ha detto in buona sostanza che nel primo tempo il Foggia ha
giocato bene e che ha preso il goal che ha spento ogni velleità.
Il secondo tempo a detta di Sepa il Foggia non ha fatto nulla,
ma il mister ha corretto l'impressione di Sepa dicendo che ha
fatto poco e che quando si prende un goal dopo venti minuti di
gioco.................Forse il mister non legge i
giornali oppure è attapirato al punto da non vedere che tutte le
squadre anche le più bistrattate dalla classifica dopo il goal
subito recuperano il risultato almeno una volta salvo poi a
perdere o a pareggiare. A noi non capita, prendiamo il golletto
e ci rassegniamo.
Poi arriva La Torre che dice che la squadra ha giocato bene
fino al goal subito e poi si squaglia come neve al sole e che
saranno presi provvedimenti DRASTICI ED IMMEDIATI facendo capire
che Cuoghi è arrivato al capolinea. In poche parole per Salerno
Cuoghi non è il problema, per Cuoghi la squadra gioca bene, ha
tante occasioni, ma manca nelle realizzazioni, per La Torre
servono i provvedimenti e che squadra ed allenatore sono tutti
in discussione ( ovviamente non si possono cacciare 11
giocatori, quindi... )
Ieri sera è stata presa la sola decisione che si doveva
evitare di prendere: stare fermi e rimandare.
Così facendo significa caricare di una enorme responsabilità
i giocatori che scenderanno in campo contro il Martina con un
nervosismo tale da bloccare gambe ed idee. Non parliamo poi se
il Martina - che ha battuto la Salernitana - si mette a correre
per davvero e riesce a segnare il solito golletto alla.........imperforabile
difesa rosso nera!
Credo che società, giocatori, allenatore e direttore sportivo
siano già in rotta di collisione con la tifoseria e mi sa tanto
che la situazione ricalchi quella vissuta con Coccimiglio che
era partito tra canti di gioia, osanna e riconoscenze varie che
a poco a poco si sono trasformate in indifferenza, disappunto,
contestazione ed odio!
Quando si devono prendere decisioni inevitabili e si mena il
can per l'aia presto si capisce che non tutti sono al posto
giusto ragion per cui si comincia ad identificare il capro
espiatorio vero o presunto e tutto questo a scapito della
serenità e della tranquillità in campo e fuori.
Non so al momento se oltre allo stare fermi si siano prese
altre decisioni in merito ai rinforzi, ma anche qui ritorna in
mente l'intervista a Salerno quando dice: si, noi li abbiamo
identificati ( i rinforzi ), siamo sul mercato ma sono le altre
società che ce li devono dare. Insomma Salerno mi sembra più
Catalano che Salerno per cui, ovviamente, è meglio essere
promossi a giugno che rimandati ad ottobre! Quale filosofo!
Insomma credo che vivremo giorni di speranze e tensioni e
speriamo che Dio ce la mandi buona !
Forza Foggia
Raf.
da C1siamo del 16 gennaio 2007 - Luigi Mancino
Cuoghi confermato...ma è la decisione
giusta? Dubbi sulla scelta della società: numeri impietosi e gioco
scadente consigliavano altre decisioni
L’antefatto: dopo una riunione fiume, durata poco più di tre ore
e conclusasi nella tarda serata di ieri, la società dell’U.S.
Foggia ha deciso di confermare la fiducia al tecnico Stefano
Cuoghi. La scelta, neanche a dirlo, è stata impopolare ed ha
alimentato (e alimenterà) perplessità di ogni genere all’interno
di una tifoseria che inizia a temere una seconda parte di
campionato sottotono, in linea con i risultati maturati da
inizio dicembre ad oggi. Colpa dei numeri, si dirà: nelle prime tredici giornate il
Foggia ha effettuato “percorso netto”, senza conoscere l’onta
della sconfitta e veleggiando tra le primissime della
graduatoria. Dalla quattordicesima giornata in poi, però, i nodi
sono venuti al pettine e i rossoneri hanno collezionato la
miseria di due punti, peggior rendimento del periodo a pari
merito con l’Ancona. Dicevamo dei nodi, ovvero il non gioco
praticato dai satanelli che, forse in modo illusorio, avevano
pensato di poter vincere tutte le partite affidandosi all’estro
o alla trovata del singolo giocatore. Esempi di questo genere
infatti non sono mancati nel periodo positivo del Foggia, si
pensi agli eurogol di Salgado contro Ancona, Giulianova e
Teramo, alla punizione di Princivalli contro il Manfredonia e
perché no, al rigore di Cardinale a Martina e il gol irregolare
convalidato ad Ingrosso contro il Lanciano. Non si è voluto fare
menzione dell’errore macroscopico di Mancinelli, portiere della
Cavese, in occasione del successo alla prima giornata e delle
parate di Castelli e di Marruocco che hanno permesso ai dauni di
uscire indenni al cospetto di Teramo e Salernitana. Ma torniamo ad analizzare i numeri: il Foggia ha vinto 8 partite
(Avellino e Ravenna 12 e 11!), di cui tre in trasferta contro il
derelitto Martina di inizio campionato (peraltro solo su
rigore), contro il fanalino Giulianova (peraltro solo grazie ad
un eurogol e ad un’espulsione che hanno spianato la strada ai
rossoneri) e contro l’Ancona (merito dell’invenzione al 90esimo
del cileno Salgado). Anche nei successi maturati allo Zaccheria,
va dato a Castelli di aver salvato il risultato contro Teramo e
San Marino, così come va riconosciuto il fattore “casuale” nei
gol di Chiaretti contro la Cavese e Princivalli contro il
Manfredonia. Insomma, dati impietosi per una compagine che ha speso fior di
milioni di euro in fase di campagna acquisti (soprattutto negli
ingaggi) e che ha più volte offerto prestazioni scadenti. I
tifosi, preoccupati dall’involuzione di rendimento della loro
squadra hanno sperato nella lunga sosta natalizia, che avrebbe
potuto portare un nuovo allenatore e più serenità a tutto
l’ambiente (visto che Cuoghi, Cardinale, Princivalli e C. si
sono distinti più per doti di provocatori e di boxeur invece che
non per meriti calcistici). Ed invece con grande stupore la società ha deciso di andare
avanti con lo stesso staff tecnico, per intenderci quello che
nelle ultime cinque giornate ha ottenuto due punti, segnato solo
due gol (peraltro molto casuali), subito sei reti e che
rarissime volte ha avuto l’abilità (o la fortuna?) di entrare in
area o impensierire l’estremo difensore avversario. Questa la “cronaca” nuda e cruda, supportata dai numeri. Ora le
considerazioni, del tutto personali. A cosa serve spendere altri
soldi per rinforzare una rosa, se poi non si vede una bozza di
gioco e visto che oramai tutto l’ambiente (si legga tifosi, ma
non solo) è palesemente schierato contro l’allenatore? Un
allenatore che per stessa ammissione ha dichiarato di essere più
preoccupato dall’involuzione della fase difensiva che non
dall’assenza di gioco in attacco, lo stesso allenatore che
volendo poteva essere licenziato “per giusta causa” (così come
Cardinale e Princivalli) dopo le reiterate espulsioni. Lo stesso
allenatore che dopo 18 giornate è ancora alle prese con
esperimenti tattici e di uomini da utilizzare e che ha
letteralmente “bruciato” giocatori come Dall’Acqua e
Colombaretti, snaturati altri (Chiaretti e Mounard ad esempio) e
che con la compiacenza del ds Salerno e la scarsa preparazione
(in termini calcistici) della società è riuscito a far sforare
un budget di 4 milioni di euro! A tal proposito ci ha colpito
l’intervista del ds cavese Dionisio che parlando di Cardinale,
probabile nuovo acquisto dei metelliani, si è così espresso:
“Faremmo il salto di qualità ma ha un ingaggio troppo alto.
Cinque giocatori del Foggia prendono quanto l’intera rosa,
riserve incluse”. A parlare, per inciso, era il dirigente di una
squadra che con il minimo sforzo, senza quattro potenziali
titolari, ha battuto meritatamente il Foggia dai contratti
faraonici. Ecco, se non basta tutto ciò a far maturare l’idea che il
problema è alla base, ovvero alla mancanza di squadra, sia a
livello tattico e tecnico, che a livello psicologico e
disciplinare, possiamo pensare che la situazione sia destinata
solo a peggiorare. Poco importa se arriveranno nuovi acquisti,
con tanto di super ingaggi: se il Foggia fallirà la promozione
(e continuando con il trend dell’ultimo mese e mezzo non ci
vuole poi tanto) potranno aprirsi scenari di ogni genere che non
vogliamo nemmeno riportare, sperando che questo articolo a fine
campionato sia solo da cestinare e non da valutare come un
l’intuizione di una persona abituata a riportare le proprie
sensazioni. Il dato di fatto, comunque, è che il Foggia aveva bisogno di una
scossa già dopo lo 0-2 di Taranto; è passato un mese e siamo qui
a dover far capire che non basta portare persone da ingaggi
elevati per vincere un campionato…
Luigi Mancino
23 dicembre - Foggia
Ravenna 1-1
da Quelli della Mailing - Luigi Mancino
Ieri abbiamo visto a quanti "portoghesi" e a quanta gente
senza titolo domenicalmente la società permette di prendere in giro il tifoso
medio che paga il biglietto o l'abbonamento. Questa società è poco furba, troppo permissiva. La conferma di Cuoghi ricorda
molto quella di Giannini, che dopo la pausa nataliza e un ko a Pesaro venne
esonerato...stessa fine che potrebbe fare il modenese in caso di insuccesso
al "Lamberti". Restando in tema, questa società ha avuto anche la possibilità di
rescindere i contratti di Cuoghi e Cardinale, ma invece ha permesso che propri
tesserati facessero a pugni e rilasciassero dichiarazioni ridicole senza
prendere provvedimenti. Quindi la situazione è questa: hanno cacciato fior di soldi, affidando la
gestione tecnica alla coppia La Rosa-Salerno e fidandosi pienamente di loro.
Ora, se questi due personaggi non danno il benservito a Cuoghi e ai suoi amici
(guarda caso tutti squalificati dopo Salernitana-Foggia), significa che
siamo schiavi di un disegno che molto difficilmente ci porterà in B, vuoi per
l'eccessiva pressione della piazza, vuoi perchè abbiamo trovato un super
Avellino, ma anche un Ravenna, un Taranto, una Cavese e ben presto una
Salernitana e un Perugia che ci faranno mangiare la polvere. A mio avviso andrebbe mandato subito via Cuoghi, con a ruota Cardinale. Si
prende un allenatore navigato (Oddo?) e un paio (non di più) di rinforzi. Con il sangue amaro...Buon Natale a tutti! Luigi
17 dicembre 2006 - Taranto
Foggia 2-0
da Quelli della Mailing - Raf - 17 dicembre 2007
Ciao a tutti,
sono bastati 21 minuti per ammutolire il Foggia. Noi
continuiamo a dire che quel pareggio con quella tale squadra ci
può stare, continuiamo a dire che un pareggio in casa conseguito
all'ultimo minuto ci può stare,continuiamo a dire che una
sconfitta fuori casa con il Taranto o con la Ternana ci può
anche stare, ma di questo passo dobbiamo dire che il sostanzioso
ridimensionamento delle attese del Foggia e dei tifosi ci può
anche stare. Cioè nulla cambia. Dobbiamo sempre soffrire e
guardare alle altre squadre che vincono, convincono e segnano.
La domanda che ci facciamo è sempre quella: i nostri
giocatori sono bravi o sono schiappe? Se sono bravi allora la
schiappa chi è? Io penso che Cuoghi non sia l'allenatore adatto
a portarci in serie B.Da settimane e settimane noi troviamo
attenuanti e scusanti per il comportamento della squadra e del
mister; molti fanno notare che la differenza tra come eravamo e
come siamo è ancora in favore di questa squadra,ma non è questo
il problema. Il problema è che anche quando vinciamo lo facciamo
grazie al guizzo di quel o quell'altro giocatore.
Insomma io non mi sento per nulla sicuro anzi ogni domenica
spero sempre che la partita finisca più in fretta possibile .
Le azioni d'attacco del Foggia si basano solo sulle
iniziative personali dei singoli, mentre i nostri antagonisti
hanno gioco di squadra.
Noi ci diamo appuntamento alla primavera prossima allorquando
le squadre...ecc ecc., ma bisogna vedere come arriveremo alla
primavera.
Se dobbiamo rimanere con questo allenatore e senza innesti
di almeno due o tre giocatori allora è bene che ci rassegniamo a
fare un campionato di media classifica e basta.
Mi dispiace perchè questo campionato era ed è alla portata
del nostro Mitico!
Forza Foggia
Raf
10 dicembre 2006
Foggia Lanciano
Cari amici, alla fine dobbiamo essere pure contenti per il pareggio visto come si era messa
la partita. E' sembrata una formazione molto strana con addirittura un 4-2-4 che
si è manifestato un modulo da suicidio. E' vero che siamo andati in svantaggio
all'inizio della gara per una dormita dei nostri difensori ma è altrettanto vero
che per tutto il primo tempo abbiamo regalato il centrocampo all'avversario che
aveva solo, giustamente, necessità di far girare la palla e addormentare il
gioco. La prova che Cuoghi ha sbagliato la formazione iniziale ci viene data
nella ripresa quando in campo, pur sotto di un gol, il Foggia arretrava il
baricentro inserendo Giordano al posto di Dall'Acqua. Nel secondo tempo, senza
voler parlare dei singoli, si è visto più gioco a centrocampo, più palle per gli
attaccanti e numerosi cross dalle fasce, di quelli che Dall'Acqua non ha mai
visto da quando è a Foggia. Quindi non dobbiamo parlare sempre delle
individualità dei singoli, delle qualità dei nostri rispetto a quelle degli
altri, perchè se fai girare la palla e sei ben messo in campo, ti basta poco per
centrare il risultato. La controprova nel calcio purtroppo non c'è, ma se
avessimo giocato con una squadra più quadrata come quella della ripresa, forse
il risultato a fine gara sarebbe stato diverso. C'è da sottolineare che l'arbitraggio è stato deludente e ha scatenato più di
uan volta il pubblico foggiano, soprattutto quando c'è stato un netto rigore non
assegnato per il Foggia intorno al 20° della ripresa: questo signore di Salerno
e il suo collaboratore sotto la gradinata hanno sbagliato da quel momento tutto
quello che c'era da sbagliare. Ma alla fine mi sa che questa volta mister Cuoghi
non abbia che da recriminare con se stesso, perchè è la prima volta che una
squadra che perde, toglie un attaccante per un centrocampista e la squadra gioca
meglio e soprattutto va più volte sotto rete. E' facile dare sempre la colpa a
Dall'Acqua, che certamente è stato tra i peggiori, ma perchè lo si mette in
campo sempre in una squadra con un modulo che non gioca per lui? Come è stato bello infine spingere tutti insieme quella palla in porta che,
scagliata da 30 metri, sembrava non arrivare mai... meno male! Forza Foggia Alberto Mangano
3 dicembre 2006 TERNANA
FOGGIA
L'unico zero che non avremmo mai voluto abbandonare, e
cioè quello delle sconfitte, ci ha lasciato. Un gol di Tozzi Borsoi nella
ripresa ha dato la meritata vittoria ad una Ternana più determinata e, perchè
no, più capace. Il Foggia è ancora primo in classifica ma attualmente la squadra
più in forma del torneo è senza dubbio l'Avellino che senza la penalizzazione
volerebbe da solo in vetta. Contemporaneamente possiamo constatare una mezza
crisi del Ravenna che probabilmente, e noi lo speriamo, è indice di un fuoco di
paglia. Comunque le pretendenti alla vittoria finale sono più di quelle che noi
pensavamo e forse troppo presto abbiamo pensato ad una fuga con il Ravenna. Sia
ben chiaro, la sconfitta prima o poi sarebbe arrivata ma veder perdere i
rossoneri in questa maniera fa male veramente: una squadra svogliata,
presuntuosa (come ha affermato il DS Salerno a fine gara) che non ha mai pensato
di far punti a Terni. Signori, una squadra che vuole salire deve provare a
vincere tutte le partite indipendentemente da come poi va a finire l'incontro
ma, non si può pensare di tirare avanti e vedere in primavera cosa succede. Il
Foggia quest'anno spesso non ha convinto ma tutti abbiamo chiuso un occhio, o
forse tutti e due, perchè la classifica ci sorrideva ma ora, pur stando in
vetta, è arrivato il momento di guardarsi negli occhi e dichiararsi le
ambizioni; e se qualche calciatore non ha convinto è giusto che provi a sedersi
in panchina come ha fatto tante volte Mounard quest'anno. Poi mi sembra giusto
sottolineare che forse l'aver dato fiducia a Shala, Cardinale ed Ingrosso
contemporaneamente al loro rientro dopo la squalifica, con il senno del poi, è
sembrato uno sbaglio visto che proprio a centrocampo il Foggia visto a Terni ha
perso l'incontro; dobbiamo allora fare chiarezza: i calciatori, come spesso
detto, hanno tutti le stesse possibilità di scendere in campo oppure, come si
faceva trent'anni fa, esistono undici calciatori e poi gli altri? Dico questo
perchè una squadra che ha vinto due partite di fila poteva essere confermata o
al limite si poteva provare a fare un innesto alla volta, proprio perchè per
salire, se questa è la nostra ambizione, non possiamo permetterci cali di
tensione e quindi squadre stravolte da una domenica all'altra. Concludo dicendo però che non è giusto fare processi avventati alla prima
sconfitta, ma non dobbiamo pensare nemmeno di essere i primi della classe come
recita la classifica. Un abbraccio a tutti e forza Foggia Alberto Mangano
da Quelli della Mailing - Beniamino Coppa - 3
dicembre 2006
Cari Amici,
nel giorno della sconfitta il mio primo
pensiero va a chi dei nostri fratelli si è sobbarcato di un lungo viaggio per
assistere ad uno spettacolo che di colpo ha ridimensionato le nostre aspirazioni
ma ancor di più le nostre speranze di un cammino facile e vittorioso fino al
traguardo finale.
Non ho mai pensato a questo, a maggior ragione
non lo penso ora e, come me, da oggi non lo penseranno in molti.
Alberto nel suo intervento ha ben focalizzato
le responsabilità di questa prima sconfitta che vede protagonisti in
negativo sicuramente i giocatori ma sullo stesso piano anche la guida tecnica.
Nei vari interventi del
post-partita particolarmente indicativo è stato quello del secondo Bertoni che
ha parlato di "squadra senza idee"; ma, di grazia, chi dovrebbe fornire queste
idee ai giocatori? I tifosi, la dirigenza o forse chi è chiamato a disegnare
schemi ed alchimie tattiche?
Sarò pure antipatico e ripetitivo ma resto
convinto che l'anello debole della catena rossonera resti il tecnico; certo oggi
si è aggiunta la supponenza e presunzione dei giocatori che hanno sottovalutato
gli avversari ma le pecche maggiori sono a monte; in fondo può capitare che,
affidandosi in toto alla fase difensiva e di possesso palla, delegando
all'iniziative dei singoli gli sbocchi offensivi, nella giornata di appannamento
dei difensori mancando il colpo a sorpresa del singolo possa maturare la
sconfitta.E' quello che è successo oggi a Terni dove recentemente ha
maramadeggiato la nostra più ostica avversaria, quell'Avellino, che anche oggi è
andato a segno e con i tre punti raccolti a SanMarino ci ha raggiunti (e ci
avrebbe superati senza penalizzazione) avendo già innestato la freccia di
sorpasso.
Possiamo davvero competere per il primo posto?
Ho i miei dubbi se non cambia qualcosa e temo che, ora come ora, più che nella
squadra dovremmo confidare nelle possibili mancanze societarie dei nostri
avversari.
Il secondo posto è alla nostra portata, il
primo al momento sembra molto più difficile; ma forse il vero obiettivo
all'inizio di stagione era proprio questo secondo posto; in fondo se centrato
potrebbe garantire ugualmente il salto in B adottando la tattica prediletta da
Cuoghi: " primo, non prenderle!"...sempre che poi agli spareggi non capiti una
partita come quella di oggi...
Vi saluto
da Quelli della Mailing - Luciano Gallucci - 3
dicembre 2006
Credo che bisogni avere il
coraggio di dirci la verita':
Ad oggi mai dico mai il
gioco che ci ha propinato il signor Cuoghi ci ha soddisfatto,
Laddove viceversa ad
esempio l'Avellino il Ravenna, il Taranto e non solo possiedono gioco e schemi
capaci di mandare in rete i propri attaccanti!
Ignorante e' chi asserisce
che i migliori ed unici schemi di gioco per segnare sono l' improvvisazione e
cioe' il lasciare solamente alle capacita' tecniche dei singoli calciatori la
possibilita' di fare goal (frase detta da cuoghi a chi gli rimprovera l' anemia
da goal del Foggia)
ma signor Cuoghi stiamo
scherzando?
Quando dico mai quando un
allenatore prepara cosi' una squadra senza schemi di gioco per l'attacco!
Lasciamo persino perdere la
sconfitta di Terni, ma domandiamoci cosa succedera' quando i vari Mounard,
Salgado Chiaretti ecc. ecc. improvvisando mediante la loro grande tecnica
individuale cesseranno di inventarsi il goal strepitoso e sempre improvvisato ma
mai frutto di schemi o di azioni lineari.
E Dall'acqua e' veramente
un centravanti o e' stato Cuoghi a trasformarlo in "centravanti al contrario"
(gioca sempre di spalle alla porta!)
Consiglio importante per la
societa' e Salerno:
entrambi facciano presente
al signor Cuoghi che mai non dovesse riuscire nell'intento con questa rosa a
disposizione di vincere il campionato e' meglio allora che cambi mestiere!
Gloria e affetto per chi
sobbarcandosi tanti km ha assistito alla vittoria di una Ternana che forse aveva
oggi l'impressione di giocare col Giulianova (che forse pero' qualche volta tira
in porta piu' del Foggia!) e non con la capolista!!
ciao
Luciano
");
//-->

da Quelli della Mailing - Raf - 4 dicembre 2006
Ciao a tutti,
volevo scrivere qualcosa ieri sera, ma ero così sfiduciato
che non me la sono sentita. Oggi, a mente serena, è più facile
dire ciò che tutti pensiamo e che non tutti vogliono ammettere.
Cuoghi ha già lasciato la sua impronta negativa. Casinista in
campo e scarso di idee.Pare che il suo motto sia quello : palla
fà tu! Il tasso tecnico dei nostri giocatori è sopra la media e
tutti riconoscono che almeno due o tre satanelli siano sprecati
in un campionato di serie C1 anche se di vertice,ma , come
giustamente dice Luciano, non è possibile nè pensabile che si
possano giocare le partite sperando e fidando nel guizzo
personale di questo o quel giocatore.Se così fosse basterebbe
anche un più che modesto allenatore per portare in campo una
tale squadra.
Seguo la cronaca delle partite via internet ( a parte il
fatto che così come vien fatta le coronarie sono messe a dura
prova: non si capisce mai la palla dove si trovi, mentre
improvvisamente un grido ci dice che è successo qualcosa, ma
occorre aspettare qualche secondo per capire esattamente cosa ed
a chi. In ogni caso grazie anche a chi ci racconta qualcosa.)e
sempre dico sempre penso che accada qualcosa di irreparabile,
mai una volta che si possa godere di una supremazia tattica, di
una sicurezza del risultato positivo. Tutte le volte, a partita
ultimata, siamo costretti a dire: GRAZIE SIGNORE GRAZIE
parafrasando il complesso dei Valleluja.
E noi siamo la capolista oppure dobbiamo dire che gli altri
ci hanno fatto diventare capolista?
Non è la partita persa ieri che sollecita queste
considerazioni, ma tutti i patemi d'animo sofferti pur vincendo.
Speriamo che qualcosa cambi perchè gli inseguitori ci hanno
raggiunti!
Forza Foggia
Raf.
Enrico Catuzzi
da Quelli della Mailing 1 dicembre 2006
Cari amici,
la pagina del Diario rossonero che mi accingo a
scrivere non può che essere venata da un filo di tristezza. La notizia della
morte di Enrico Catuzzi è stata per me un grosso dispiacere. La società dell’USF
ha mostrato ancora una volta una grande sensibilità emanando un delicato
comunicato stampa e il telegramma di cordoglio alla famiglia. Il lutto al
braccio domenica, che giustamente il Foggia ha chiesto di portare, ci ricorderà
sul campo di un tecnico e un uomo di doti umane, oltrechè professionali, come
pochi nel sempre più squallido mondo del calcio.
Di signori come lui ce ne erano e ce ne sono
davvero pochi: sarà per questo che, dopo l’esperienza a Foggia, Catuzzi ne finì
presto per uscire ed esserne pressocchè dimenticato.
Non sappiamo quanto ciò fu una scelta sua,
quanto invece fu dettato dalle inesorabili e ciniche leggi calcistiche di casa
nostra; quello che io so è che Enrico Catuzzi, a Foggia, fu l’uomo giusto al
posto giusto…ma nel momento più sbagliato che potesse capitare.
Il crack-Casillo, la sciagurata, infame,
corrotta (chiamiamo le cose per quello che sono state) gestione degli uomini
della CariPuglia, gettò nella polvere di una retrocessione “strana”, tanto
strana da potersi dire annunciata, un giocattolo quasi perfetto quale fu il
Foggia di A e la gestione-Pavone… la squadra cominciò alla grande (24 punti nel
girone d’andata, a lungo addirittura 3^ in classifica), dimostrando di poter
mantenere integri i fasti di Zemanlandia.. Ma si DOVEVA retrocedere, complice
una serie di episodi “strani”, di errori tecnici incomprensibili, e anche dello
sciagurato assurdo infortunio di Igor Kolyvanov, una stella assoluta del calcio
mondiale, avvenuto inseguendo il pallone più inutile del mondo negli ultimi
minuti di un maledettissimo Russia-San Marino 4-0 (da allora che tengo la
Repubblica cordialmente sui coglioni!)…
Ma complice soprattutto la strategia di uomini
– i dirigenti Caripuglia di allora - corrotti e collusi col veleno del calcio,
procuratori, managers, maneggioni vari, la società fu spoliata e depauperata, la
retrocessione combinata, il popolo rossonero ancora una volta ingannato,
defraudato, tradito…
Il girone di ritorno fu un calvario (9 p.ti,
poco più di 1/3 dei punti dell’andata), partite perse assurdamente, il gioco
bellissimo, il carattere sbarazzino e determinato (come dimenticare le gare con
Milan, Inter e il 2-0 ai futuri campioni d’Italia?), ammirato fino al mese di
Gennaio che sparì nel nulla… Catuzzi si ritrovò in tutto questo e alla fine si
prese pressocchè tutte o quasi le colpe…
Ma, permettetemi, a ben pensarci Catuzzi,
nonostante tutto questo, è uno che non può non restare nella storia di questi
colori: perché? Perché è un “uomo da Foggia”: uomini così, tanto capaci,
faticatori e signori quanto sfortunati, sono infatti nel dna di una squadra, di
una società, di una tradizione, che nella caparbia, ostinata, spesso
disperata,eppure altrettanto spesso assurdamente vincente, battaglia contro
tutto e tutti, gli avversari, il “fato” avverso, i complotti e le magagne del
calcio, ha scritto la sua Storia di sudore, lacrime, gioie incommensurabili e
disperazioni altrettanto indescrivibili. Più di altre.
Per rubare una frase a Osvaldo Jaconi, il
Foggia è stato a lungo, e speriamo tornerà ad essere sempre, come un calabrone:
un essere vivente che vola, anche se non dovrebbe poterlo fare, a causa del suo
peso, della sua conformazione e di una ridotta e inabile apertura alare. Ma il
calabrone non lo sa, e finge di non saperlo, e vola lo stesso.
Giancarlo
Pugliese
26 novembre 2002 FOGGIA S.MARINO
E alla fine abbiamo riconquistato la vetta
pur soffrendo oltre il dovuto contro un modestissimo San Marino. I risultati
questa volta sono stati dalla nostra parte e, se manteniamo il ritmo senza
perdere la concentrazione il 23 dicembre potremmo dare il benservito anche al
Ravenna. Forse la notizia più confortante di questa giornata è proprio che il
Ravenna è tornato con i piedi per terra al cospetto di un Perugia che comincia a
scalare le posizioni per raggiungere la zona play-off. Certo erano in pochi a
pensare che questa squadra potesse fare a meno di quel ben di Dio che il Giudice
Sportivo ci aveva appiedato e riuscire a fare lo stesso bottino pieno. Il
cammino però sarà sempre più tortuoso perchè ormai siamo la squadra da battere e
gli sforzi contro di noi si moltiplicheranno: certamente non si può pretendere
la botte piena e la moglie ubriaca. Ma veniamo alla partita: sicuramente il Foggia non ha giocato bene, i
centrocampisti continuano ad avere il vizio di accentrarsi senza cercare
minimamente di aprire sui lati dove c'è sempre il nostro uomo da solo; ma
difficilmente ci esprimiamo bene contro avversari modesti che scendono allo
Zaccheria con il chiaro intento di portar via almeno lo 0-0: anzi, contro queste
squadre di solito puoi lasciarci le penne perchè giocano senza nulla perdere. Ed
in verità alla fine del primo tempo un po' di paura di non farcela l'abbiamo
avuta , infatti dopo un palo in mischia da parte di Chiaretti, non si era visto
molto e il rigore sbagliato di Dall'Acqua rischiava di restituirci nella ripresa
un giocatore a pezzi. Poi finalmente la liberazione sia per il risultato e sia
per Dall'Acqua che ha realizzato un gol da centravanti su un cross dalla destra,
i soliti cross che mancano alla nostra manovra che non sfruttano la rapidità in
area del bomber del Foggia. Finalmente ha meritato la sua ammonizione per
eccessiva gioia. Poi un po' di paura alla fine del match per una punizione al
limite del S.Marino e quattro corner consecutivi fortunatamente senza
conseguenze. E alla fine, dopo aver appreso del risultato del Ravenna, tutti
insieme a cantare:"Eccola qua... la capolista se ne va..."
Alberto Mangano
19 novembre 2006 FOGGIA - TERAMO
Anche la pratica Teramo è stata liquidata. Si pensava che le assenze imposte
dal giudice sportivo dovessero penalizzare i nostri, invece gli uomini scesi in
campo hanno dimostrato di meritare quanto gli assenti ogni tipo di
considerazione. Per esempio ho visto un Quinto molto attento a centrocampo ed io
che lo conosco dai tempi della Berretti vi dico che è un ragazzo serio e molto
capace e, se avrà un po' di fiducia, potrebbe diventare un bel prodotto del
vivaio, al pari di Michele Pazienza. Al dire il vero oggi non è stata una bella
partita, poco gioco, forse determinato dalla poca consistenza dell'avversario ma
forse abbiamo visto qualche sbavatura in più in difesa, tanto è vero che la
palma del migliore in campo la darei a Castelli. Certo Salgado e Chiaretti hanno
realizzato due eurogol ma il portiere ha salvato il risultato al 15° della
ripresa chiudendo lo specchio all'avversario che era inspiegabilmente solo in
area: eravamo sul 1-0; altri interventi del portiere sono stati egregi ma ormai
eravamo negli ultimi 10 minuti ed in vantaggio di due lunghezze. Non sono
d'accordo con i fischi a Dall'Acqua perchè questo attaccante ha delle
caratteristiche che non prevedono le sue partenze da centrocampo ma è un
attaccate vecchio stampo che vuole i cross dsalle fasce dove, diciamocela tutta,
senza Ingrosso siamo abbastanza scarsi. A quel punto se non vogliamo giocare
sulle fasce, pensiamo a Chiaretti come punta centrale (come faceva a Cesena) sfruttando la
sua velocità e la capacità di incunearsi tra le maglie degli avversari. Infine
bisogna considerare che quest'anno non molla nessuno e tutte le squadre in testa
hanno ormai dei ritmi superiori alla vecchia media inglese: attenzione, chi fa
un passo falso potrebbe scendere dal carro; quindi quel minimo vantaggio sulle
squadre successive potrebbe farci stare più tranquilli rispetto a chi deve
inseguire. Consideriamo altresì che domenica il Ravenna va a Perugia e noi
dovremmo avere in casa un turno più favorevole... incrociamo le dita e Forza
Foggia Alberto Mangano
SALERNITANA - FOGGIA
da La Gazzetta del
Mezzogiorno del 13 novembre 2006
Foggia, finisce a calci e pugni
A
Salerno inedita scazzottata dopo il triplice fischio dell'arbitro
Calci e pugni a fine
partita, siamo a Salerno e invece sembra una partita di quarta Divisione
sudamericana. Finisce con uno spettacolo indecoroso una partita caricata a molla nella
vigilia, ma che una volta tanto non è stata attizzata dalle tifoserie apparse
più sportive degli stessi protagonisti in campo. Il parapiglia scoppia al 93'
quando l'arbitro Panzani fischia la fine di una partita epica, che doveva
essere sospesa ma che l'arbitro ha voluto si giocasse ugualmente (pare per
ragioni di Totocalcio) su un terreno reso simile a una risaia per l'abbondante
pioggia caduta dal mattino. Le versioni sono contrastanti, ognuno dice di esser
stato provocato. Noi ci limitiamo a riferire quanto visto sul campo e le riprese
riproposte da una televisione locale: non sono le solite scaramucce di fine gara
quelle che vedono Ingrosso, Princivalli e poi Castelli al centro di un
battibecco con un paio di salernitani, Fusco e Cammarota su tutti. Ci sono anche
molti addetti al campo che si agitano, qualcuno sembra voler far da paciere, in
realtà ci sono responsabilità per così dire anche esterne nel parapiglia
generale. L'ex Princivalli e soprattutto Castelli hanno la peggio, il secondo
portiere rossonero viene accerchiato e colpito da più persone. Anche Cammarota
finisce a terra, nel frattempo nel tunnel degli spogliatoi piovono altre botte
fra giocatori e addetti vari delle due squadre, il tunnel dell'Arechi diventa
una polveriera. A quel punto i tifosi salernitani si scatenano, tutti ce l'hanno
con Cuoghi (che la curva aveva salutato con uno striscione nell'intervallo) reo
di aver provocato tutto quel parapiglia dopo aver pesantemente apostrofato il
tecnico della Salernitana Novelli, colpevole a sua volta di aver detto qualcosa
di troppo dopo un fallo (reso più grave di quel che è apparso a causa del
terreno scivoloso) di Siniscalchi su Shala. E' il 36' della ripresa: Cuoghi
protesta con l'arbitro per l'intervento a suo dire scorretto, Novelli a sua
volta protesta con Cuoghi che per tutta risposta si avvicina minaccioso alla
panchina granata e affronta a muso duro il tecnico campano. Vola pure qualche
spintone. Novelli in sala stampa dirà di essere stato "offeso" e di essere
pronto a "denunciare tutto all'Assoallenatori". Cuoghi invece minimizza: "per me
è tutto finito". Ma in sala stampa la conferenza del tecnico rossonero viene
interrotta al grido di "buffone" da parte dei giornalisti locali, lui
stoicamente vuole rispondere a tutte le domande (nonostante il capo ufficio
stampa del Foggia, Pino Autunno, lo inviti a tornare negli spogliatoi). Qualche
minuto dopo devono però portarlo a forza negli spogliatoi per sedare la folla
inferocita che accerchia lo stadio e sfonda anche una vetrata della sala stampa.
E' dire che la partita era stata combattuta e persino divertente pur
in quelle condizioni, se il campo lo avesse consentito avremmo
certamente assistito a una grande partita fra due formazioni mai
dome. Salernitana e Foggia se le sono date di santa ragione
(calcisticamente parlando), nel primo tempo i rossoneri avrebbero
potuto chiudere il match in almenno un paio di occasioni, entrambe
con Mounard. Al 17' del primo tempo quella più ghiotta con il
francese che svirgola il tiro di sinistro appena dentro l'area; al
45' Mounard si trova invece spalle alla porta e non riesce a
sfruttare il leggero vantaggio che aveva su Lanzara che poi libera.
Ma è la Salernitana a fare la partita nella ripresa. la squadra di
Novelli, che impatta per la prima volta all'Arechi, trova però
davanti a sè Marruocco che nega con almeno tre interventi prodigiosi
il gol a Soligo (1' st), Improta (18' st) e ancora Soligo al 33'. Il
Foggia resta al secondo posto, ma non è calcio quello visto ieri
all'Arechi.
Massimo Levantaci
dalla Mailing List di
Yahoogroups 13 novembre 2006
Lettera spedita a tutte i
siti web foggiane e salernitane che si occupano di calcio
EGREGIO DIRETTORE,
LE SCRIVO PER CERCARE INSIEME
DI RAGIONARE SU QUANTO SUCCESSO ALLO STADIO
ARECHI NELLA GIORNATA DI IERI.
CREDO E NESSUNO ME NE VOGLIA,
DI FOGGIA O SALERNO, CHE TUTTI DICO TUTTI DI
ENTRAMBE LE SQUADRE SI DOVREBBERO VERGOGNARE PER
L'IGNOBILE GAZZARRA SUCCESSA IERI IN QUELLO CHE
COMUNQUE E' E RIMANE SEMPRE UNA PARTITA DI
PALLONE CIOE' UN GIOCO!
IO SONO UN TIFOSO DEL FOGGIA
A CUI PIACE TANTISSIMO SIA LA PROPRIA CHE LA SUA
INCANTEVOLE CITTA' E CHE AL PARI DELLA MIA,
FOGGIA, RITENGO TANTE VOLTE PURTROPPO
BISTRATTATA DA CHI CERCA PROPRIO QUESTI SPUNTI
PER "MARCHIARLA" A SANGUE DI PRIMITIVISMO,
MALEDUCAZIONE E QUANTALTRO, NON BASTASSERO I
GROSSI PROBLEMI DI CUI SOFFRONO GIORNALMENTE
ENTRAMBE!
QUINDI (E SAREI CONTENTO SE
CIO' AVVENISSE DA ENTRAMBE LE PARTI VISTO
L'EVIDENTISSIMO CONCORSO DI COLPA)LE PROPONGO
DI OSCURARE I PROTAGONISTI DI QUESTA OFFESA ALLA
CIVILTA' CHE E' STATA LA PARTITA SALERNITANA
FOGGIA MAGARI CON DUE GIORNI DI SILENZIO STAMPA
DA PARTE DI TUTTI I SITI CHE SI OCCUPANO DI
CALCIO A FOGGIA E SALERNO, DIMOSTRANDO A QUESTI
"SIGNORI" PRESUNTI CALCIATORI E TECNICI FOGGIANI
O SALERNITANI LA CIVILTA' E L'EDUCAZIONE DELLE
NOSTRE BELLISSIME CITTA'!
BASTA!
E QUESTI RAGAZZOTTI
"MILIONARI" MAGARI MANDIAMOLI AD UN CORSO DI
EDUCAZIONE E BUONE MANIERE SPIEGANDO LORO COS'E'
IL RISPETTO, LA CIVILTA' E L'EDUCAZIONE DEI VERI
FOGGIANI E SALERNITANI!
COLGO L'OCCASIONE PER
PORGERLE I PIU' CORDIALI SALUTI.
dalla Mailing List di Yahoogroups
14 novembre 2006
Anche Salerno è andata;
ennesimo scontro diretto e relativo nulla di fatto.
Non si perde...ma non si vince, forse si sale anche
così.
Intanto il Taranto si
riaffaccia nelle zone alte con la vittoria di
Perugia (quando c'è il gioco i risultati vengono), e
il Ravenna continua la sua fuga; 11 partite, otto
vittorie, sarà che si dice che i Romagnoli abbiano
la benedizione delle alte sfere...ma quando sento
questi commenti mi viene sempre in mente la favola
della volpe e l'uva...in fondo anche noi abbiamo
avuto qualche aiutino (i rigori non proprio
ineccepibili con Avellino e Perugia) ma si fa in
fretta a dimenticare..
So di andare
controcorrente, ma a me piace la sportività e la
sana competizione. So di andare controcorrente, ma
la passione sviscerata per i nostri colori non
riesce ad accecarmi e cerco di essere sempre
obiettivo ed onesto, specie con me stesso.
Certamente non so dove
trovi ricetto la verità vera sui fatti di Domenica,
ma ciò nonostante mi irrita profondamente che, a
torto o a ragione, chi veste quella gloriosa
casacca, che io idolatro, debba essere comunque
protagonista di indegni spettacoli come quello
andato di scena nel postpartita all'Arechi. Forse
siamo diventati antipatici ma mi insospettisce che
al 90', da un pò di tempo a questa parte, ci siano
sempre polemiche e rimostranze sul nostro
comportamento o su come si sia conseguito un certo
risultato.
Leggevo con un pò di
mestizia la Mail story, ed il recente e glorioso
passato del Foggia Mariniano; leggevo e non potevo
fare a meno di fare paragoni...tra quell'epoca
eroica e l'attuale. Tra le ristrettezze di quegli
anni e l'opulenza attuale; tra i risultati di quegli
anni (che ci fecero sognare il ritorno del sogno
zemaniano) e la mediocrità e meschineria
dell'attuale.
Quando il Foggia vinceva
con Marino (e ancor prima con Zeman) non c'erano
rimostranze e livori ma, spesso, c'era il
riconoscimento dei meriti di quelle vittorie, anche
da parte degli avversari; quest'anno coi grandi
nomi, con le notevoli risorse non è ancora successo,
anzi spesso si assiste ad un crescendo di polemiche.
Colpa nostra, invidia
altrui,..non so; so per certo che chi comanda deve
intervenire massicciamente, deve non solo sganciare
moneta e tifare ma imporre uno stile, imporre un
regolamento da seguire ed osservare pedissequamente,
restituire alla squadra e alla città uno stile.
Risse, espulsioni dalla
panchina, settimane (non giornate..) di squalifiche
per ammonizioni legate a proteste..ma insomma è
possibile che chi paga lasci correre questo
atteggiamento che potrebbe seriamente mettere a
rischio l'obiettivo stagionale?
Temo il responso del
giudice tra qualche ora...temo di vedere falcidiata
la nostra formazione e temo che tutto possa essere
vanificato per l'idiozia dei cosidetti "eroi
pedatori" opportunamente sollecitati dal loro
"mordace" trainer che sfoga con isterismi e
piazzate le frustrazioni derivanti dalla coscienza
dei propri limiti.
Siamo un gigante dai
piedi d'argilla e con queste fondamenta franare è
facile....bisogna che la dirigenza intervenga ed in
modo esemplare!!!
Nonostante i limiti e le
intemperanza il cammino comunque prosegue; 23 punti
ed imbattibilità; + 15 sullo scorso anno (il
che significa che se il Foggia di qui alla fine
facesse gli stessi punti fatti dal Foggia di
Fiorucci arriverebbe a quota 55 che lo scorso anno
fu il punteggio finale del Frosinone...poi
promosso ai play-off..) e la possibilità di due
incontri casalinghi abbordabilissimi (disciplinare
permettendo..)
Questo potrebbe davvero
essere l'anno buono.....sarebbe un crimine guastare
tutto!
Forza Foggia
Beniamino Coppa
14 novembre 2006 - Luigi
Mancino Il giorno più atteso per Salernitana
e Foggia è arrivato, il Giudice Sportivo ha emesso
la propria delibera, che fa piangere i dauni e
sorridere i campani. Vince la tesi della società
granata, che ha accusato il Foggia di antisportività
e violenza. Vincono tutti i “puristi” del nostro
calcio, che avevano chiesto la mano pesante della
giustizia sportiva. Il nostro giudizio può essere solo parziale,
limitato cioè ai video e alle foto disponibili, ma
non può prescindere da una premessa, quella di
definire vergognoso l’ignobile teatrino visto dopo
il triplice fischio arbitrale. Alcune
considerazioni, però, ci siano consentite, alla luce
del comunicato ufficiale 79/c diramato in data
odierna dalla Lega Calcio di Serie C. Innanzitutto si evince che quanto visto sul terreno
di gioco è stato solo un antipasto di quello che si
sarebbe consumato negli spogliatoi, in quanto
Marruocco e Shala non sembrano essere di certo i
principali protagonisti della mega rissa. Anzi,
proprio la gigantesca zuffa sembra totalmente
ignorata, in quanto i vari Fusco, Siniscalchi e
Castelli non hanno subito alcun provvedimento, così
come non ha subito nessun provvedimento la società
della Salernitana, che, eccezion fatta per la multa
di 1.500 euro (provvedimento di facciata, quasi un
contentino per i famosi “puristi”) non viene
penalizzata per l’indebita presenza di persone non
identificate che hanno partecipato attivamente alla
colluttazione, come si evince dalle motivazioni che
hanno portato alla squalifica di Marruocco e al
signore indicato dalla freccia nella foto (tratta da
salernonotizie.it) che colpirà con l’ombrello
Princivalli e un altro tesserato dei rossoneri (i
video sono di facile reperibilità).
Preme inoltre sottolineare una cosa, per evitare
facili interpretazioni distorte: con queste righe
non si vuole discolpare nessuno, sia esso della
Salernitana che del Foggia. Si vuole solo porre
l’accento su un responso del Giudice Sportivo
alquanto bizzarro (anche sulle motivazioni della
squalifica a Cardinale c’è da sorridere). Per dovere
di cronaca e per concludere, ci dispiace constatare
che a Salerno questo non sia il primo caso del
genere, per informazioni chiedere al signor Maurizio
Bedin del Padova, al signor Vincenzo Chianese
(attualmente al Ravenna) o ai dirigenti del Pavia
Calcio (solo per citare gli ultimi episodi in ordine
di tempo). E attenzione signori, perché così
facendo, non punendo un comportamento recidivo,
tutti i tifosi si sentiranno autorizzati ad invadere
uno spogliatoio o una sala stampa senza che chi di
dovere alzi la voce per porre fine ad atti di
violenza, completamente estranei ai valori dello
sport. Ed ora mettiamo la parola fine su questi spiacevoli
episodi e proviamo a pensare al calcio giocato,
sapendo già comunque che tra qualche settimana ci
toccherà scrivere ancora di indecenze del genere
(dalla rissa ai provvedimenti “strani” del Giudice
Sportivo).
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