Archivio news

Campionato 2009-10

Foggia Pescina 1-2 (ritorno play out)

Il Foggia si salva in extremis

Dall’inferno al paradiso, tutto in 90 minuti vissuti in modo intenso che hanno messo a dura prova le coronarie e la pazienza di chi vuole bene veramente a questi colori. Il gol di Caraccio non solo ci regala la permanenza ma forse ci darà la possibilità di rivedere ancora la nostra squadra in futuro perché con una retrocessione sarebbe stato più difficile rimettere in rotta una barca che cominciava ad imbarcare acqua. Ironia della sorte, proprio l’argentino, eroe di questa giornata, ha ricevuto dopo la partita la brutta notizia della morte del padre; a lui e alla sua famiglia giungano le sincere condoglianze di questa piazza che gli è sicuramente riconoscente. Ma era necessario proprio giungere all’ultima gara soffrendo così tanto dopo aver strappato i tre punti a casa loro? Dicevamo da tempo che uno dei limiti di questa squadra era quello di mantenere il risultato ed oggi siamo caduti di nuovo nella trappola contro un Pescina che aveva mollato affidando in settimana la squadra al tecnico della Berretti. Bisognava entrare in campo con la consapevolezza che segnando un gol avremmo chiuso subito la pratica ed invece siamo stati capaci di prendere il gol dell’ex Dall’Acqua che ci ha gettati nel terrore e ci ha fato perdere la bussola. Solo ad inizio della ripresa c’è stato un Foggia con la giusta mentalità, capace di arrivare quasi al gol con Mancino e Ceccarelli , ma sempre con il rischio e lo spauracchio di poter prendere il gol della condanna. E poiché questo è stato un anno maledetto, all’ulteriore marcatura degli abruzzesi, il gelo calava sullo Zaccheria, troppe volte violato quest’anno e che, per una buona mezz’ora ci ha riportato in quarta serie, come si chiamava una volta. Nella mente dei presenti allo stadio riaffioravano i ricordi del Foggia di Marino, della festa a Roma per la promozione contro la Lodigiani, ai bagni nella fontana di piazza Cavour. Tutto vanificato… intemperanze dei tifosi esasperati da tanta mediocrità ed ingenuità, partita che rischia la sospensione ma poi Caraccio, il giocatore meno determinante quest’anno, strappa dalla gola di tutti noi un urlo liberatorio, è sembrato d’improvviso di rivedere l’alba di un nuovo giorno ma forse è il caso di rifondare tutto, di farlo a salvezza raggiunta perché si possa programmare con serenità ma soprattutto con la voglia di far bene. Nei prossimi giorni si parlerà del nuovo assetto societario, magari di abbandoni o di nuovi ingressi ma chiunque giunga al capezzale del Foggia agisca con criterio e competenza perché questo gol nel finale di una gara spettrale non venga vanificato. Abbiamo bisogno di certezze, non possiamo tentare di affrontare i campionati in modo superficiale, vogliamo una società presente, non abbiamo preferenze e non vogliamo giudicare nessuno ma la tranquillità in campo può giungere solo da una serenità che parta dal vertice, altrimenti forse sarebbe il caso di ripartire dai dilettanti; è triste dirlo proprio oggi ma forse sarebbe l’unica via di uscita.

Alberto Mangano

 

Pescina Foggia 1-2 (andata play out)

Bisognava vincere per mettere l’ipoteca sulla salvezza, si doveva affrontare il Pescina a casa loro con la massima determinazione e tutto questo è stato fatto ma purtroppo la partita ha lasciato l’amaro in bocca soprattutto per quello che il Foggia aveva espresso nei primi 45 minuti di gioco. Nella prima frazione infatti c’era stato una squadra perfetta: Ugolotti aveva impostato la gara sul pressing impedendo agli abruzzesi di ragionare per poi sfruttare gli spazi per eventuali ripartenze che avevano per l’appunto determinato il doppio vantaggio rossonero. Sul finire addirittura il Foggia si ritrovava in superiorità numerica per una sacrosanta espulsione arrivando così all’intervallo sul 2-0 ampiamente meritato. Siamo salvi? Ce l’abbiamo fatta? Niente di tutto questo. Al rientro in campo, nonostante la debolezza dell’attacco del Pescina esaltato anche dal Dall’Acqua che conoscevamo, il Foggia riesce a far riaprire la partita grazie alla solita disattenzione difensiva. Ed ecco che subentra la paura di rovinare tutto, di compromettere il campionato; I rossoneri indietreggiano, non fanno più pressing e vanificano di fatto l’uomo in più che avrebbe dovuto stendere definitivamente i nostri avversari. In effetti se avessimo giocato gran parte del campionato come il primo tempo di Avezzano, oggi saremmo almeno a giocarci gli spareggi per qualcos’altro ed invece la rabbia deriva dal fatto che i risultati sono determinati da episodi che tra l’altro condizionano psicologicamente gli uomini in campo. Nel secondo tempo c’era la possibilità di tentare il terzo gol che ci avrebbe mandato già in vacanza stasera ed invece bisogna giocarcela sino all’ultimo minuto. Certo  il Pescina di oggi non ha fatto grandi progressi rispetto a quello visto allo Zaccheria qualche giornata fa: quindi arrivare a pensare che questa squadra possa venire a Foggia riuscendo a vincere addirittura per 2 a 0, risulta sicuramente improbabile ma recenti vicissitudini ci insegnano che il pallone è rotondo e che tutto può succedere. Guai a pensare di controllare gli avversari: questa è una squadra che non sa difendere il risultato e che è capace di fare un bel gioco solo se aggredisce gli avversari senza dare a loro la possibilità di organizzarsi. Bisogna far questo, non pensare a far gioco solo perché giochiamo in casa; facciamo quello che sappiamo fare e finalmente potremo chiudere questa stranissima stagione ma partendo dal primo tempo di Avezzano, quei 45 minuti che hanno fatto vedere forse il miglior Foggia della stagione, freddo e spietato che non ha mai dato la possibilità agli avversari di affacciarsi dalle parti di Milan. Questo ci dice che la partita era stata preparata bene, nei minimi dettagli, e che i ragazzi sono entrati in campo sapendo perfettamente come mettere in pratica le direttive di mister Ugolotti. L’importante è non farsi prendere durante la prossima gara da crisi di panico durante i 90 minuti: sono gli avversari che devono comprendere di avere già un piede nella serie inferiore, sono loro che devono aver paura.

Alberto Mangano

 

Foggia Spal 0-3

Incredibile ma vero! Uno Zaccheria vittima di un incubo, sembrava di vivere in un film di fantascienza! L’unica cosa certa è che oggi due risultati su tre ci avrebbero regalato la salvezza diretta, ampiamente meritata per la scalata operata dai satanelli, ed invece… addirittura ce ne usciamo con tre gol sul groppone. Come quando, in una corsa ippica, un cavallo solo al comando cade a venti metri dal traguardo compromettendo tutta la corsa. E’ stato un Foggia suicida, mai lucido e con il solo Agnelli che sembrava predicare nel deserto. Cosa sarà mai successo? Come mai un calo così evidente nella partita più importante del campionato? Eppure ci è sembrato che la Spal, almeno all’inizio del secondo tempo, prima del maledetto rigore, non affrontasse i rossoneri in modo determinato e netto, ed invece il Foggia riusciva a non impensierire mai il portiere avversario, tra l’altro autore di due interventi goffi nel primo tempo, in una partita che si doveva vincere. Allora viene da pensare che il Foggia gioca bene e fa risultato quando non ha il fiato sul collo dei tre punti a tutti i costi e che si inceppa per paura o per precipitazione quando bisogna fare la partita per portare a casa il risultato pieno. Questo sarebbe un bel guaio considerando che gli spareggi salvezza si giocheranno con il coltello tra i denti e in queste gare non c’è spazio per le signorine o per quei giocatori che sentono troppo la gara. Non dimentichiamo che il Pescina, nostro prossimo avversario, si sta preparando ai play off già da un mese e, almeno oggi, psicologicamente sta più carico degli uomini di Ugolotti. Quindi che fare? Dimenticare subito la partita e voltare pagina come abbiamo fatto ormai innumerevoli volte quest’anno e cercare di non pressare il gruppo in vista delle due prossime gare che potrebbero decretare una svolta importante nella storia futura del Foggia. Un appunto va fatto ai foggiani che oggi avrebbero dovuto partecipare in massa a sostenere i rossoneri e che invece hanno lasciato ampi spazi sugli spalti: a tutti noi piacerebbe vedere il Foggia in serie A e magari anche a breve termine ma per far ciò bisogna adoperarsi tutti insieme. La carretta non la possono portare sempre gli stessi per riuscire a portare il vassoio già pronto a coloro che pensano solo a criticare società, giocatori e allenatore. Il Foggia è soprattutto di tutti noi, della nostra città che non può permettersi di sprofondare anche con il calcio. Quindi, tutti insieme, in questa antipatica appendice di questo campionato, cerchiamo di fare tutti insieme il nostro dovere di foggiani; ci sarà dopo, a bocce ferme, tutto il tempo per le analisi e le critiche. Oggi è ancora tempo di gridare forza Foggia!

Alberto Mangano

 

Domenica tutti allo stadio!

E siamo arrivati all’ultima gara, almeno così si spera se il Foggia riuscirà domenica a battere gli avversari allo Zaccheria. Ebbene sì, lo hanno detto in tanti, c’è poco da farsi i conti, la squadra di Ugolotti deve prendere i 3 punti ad ogni costo per non vanificare questa straordinaria cavalcata dell’ultima parte del campionato che ha consegnato ai tifosi rossoneri una delle squadre più in forma della Lega Pro. Bisogna fare pochi conti perché la Spal non può venire a Foggia per cercare di perdere per 1-0, cercherà almeno di strappare un punto per stare tranquilla; quindi l’ultima partita rappresenta in sintesi il campionato di quest’anno: devi contare solo su te stesso perché nessuno ti può aiutare e non avrai regali da nessuno, non riavrai indietro il punto di penalizzazione, avrai la disavventura di restituire nel giro di pochi giorni 3 punti vinti a tavolino per poi scoprire te li devi rigiocare con una squadra condannata per illecito e tra due partite importanti, capirai che in trasferta non puoi portarti i tifosi ma loro possono venire a Foggia perché in pochi mesi tutti sono diventati degli agnellini. Allora meglio a non aver bisogno di alcun aiuto, meglio sapere di dover battere la Spal e basta per dare un calcio alla sfortuna e alle ingiustizie. Ecco perché, per il Foggia ma anche per la città di Foggia, è necessario recarsi in massa allo stadio per sostenere questi ragazzi, questi calciatori che hanno mantenuto un ritmo da promozione per riuscire ad uscire da quelle sabbie mobili che avevano inghiottito la compagine rossonera. Manca poco al miracolo, un ultimo sforzo senza cali di concentrazione e senza fare calcoli o sconti: bisogna affondare la Spal e festeggiare tutti insieme la salvezza diretta per pensare subito al futuro, perché ci sono le basi per poter fare veramente bene.

Alberto Mangano

 

Foggia Pescara 1-0

Qualcuno l’ha definita la vittoria del cuore, della grinta ma bisogna considerare anche l’intelligenza tattica di Ugolotti che ha bene interpretato la gara riuscendo spesso ad imbrigliare le manovre abruzzesi che partivano da calciatori di un livello sicuramente superiore a quello dei rossoneri. Ed allora il Foggia ha capito che doveva giocare con Ciccarelli e Millesi da lanciare sul filo della linea dei difensori sistemata molto alta dal tecnico Di Francesco. E dopo una quindicina di minuti di manovra prevalentemente bianco-azzurra il Foggia ha creduto nei propri mezzi cominciando a provarci sino a raggiungere il gol con un Millesi molto freddo e cinico sotto porta. Da allora gli undici di Ugolotti hanno lasciato l’iniziativa agli avversari cercando, con il pressing, di riuscire a ripartire per chiudere definitivamente l’incontro. Certamente nella ripresa il Pescara ha cercato di spingere di più sull’acceleratore ma il Foggia è sembrato sempre capace di chiudere e le occasioni abruzzesi sono state quasi sempre lontane dallo specchio della porta anzi, forse era il Foggia, con Ceccarelli, ad avere una ghiotta possibilità sciupata malamente dall’attaccante romano. La partita poteva mettersi male per i padroni di casa nel finale quando, rimasti in dieci, tentavano con cuore e determinazione di salvare il risultato contro un avversario che, forte della superiorità numerica, faceva girar palla tentando traversoni dalle corsie laterali che fortunatamente per i colori rossoneri, riuscivano solo ad impensierire la retroguardia foggiana. Al triplice fischio finale c’è stata l’esplosione dello Zaccheria: risultato prestigioso, ottenuto con sofferenza ma anche con accortezza tattica; purtroppo i nostri avversari per la conquista della salvezza continuano a raccogliere risultati egregi e, nonostante la vittoria, il Foggia non riesce a scavalcare nessuna squadra che può significare a questo punto una salvezza a 42 forse anche 43 punti. C’è da osservare che ormai anche Ravenna e Taranto, in discesa libera da diverse settimane, sono risucchiati nella bagarre e in queste ultime due gare potrebbero essere colpiti da attacchi di panico riuscendo a soccombere, nella lotta finale, nei confronti di squadre, come il Foggia, che navigano in quella posizione dalla prima giornata e che sono in evidente crescita come testimoniano i brillanti risultati degli ultimi tempi.

Alberto Mangano

 

Portogruaro Foggia 1-1

Perdere due punti a 10 minuti dalla fine della gara fa sempre male anche perché la vittoria in Veneto sarebbe risultata  sicuramente meritata ma, come già successo con il Potenza, la tensione va mantenuta per tutti i 90 minuti ed appena ti distrai gli avversari ti colpiscono. Di buono c’è che il Foggia mantiene la propria imbattibilità anche in casa della capolista ed aggiunge un tassello a quella salvezza anticipata che tutti auspicano. Purtroppo, a tre gare dalla fine, non ci si può cullare anche perché il Foggia non ha ancora raggiunto la linea di galleggiamento anche se incomincia ad intravedere tante squadre invischiate in questa cruenta lotta. La domanda, come diceva qualcuno, nasce spontanea: dove sarebbe arrivata questa squadra se il cambio sulla panchina fosse giunto con qualche settimana di anticipo? Nel calcio è difficile arrampicarsi tra i “se” e i “ma” però certamente questa squadra oggi ha un gioco, riesce a proporsi, palla a terra, più volte sotto la porta avversaria e non soffre di timori reverenziali verso nessuno lasciando la propria impronta in ogni gara. Altra certezza è che questo è forse il campionato, da quando militiamo nella vecchia C1, più facile forse da vincere e che, in altre situazioni, poteva darci altre soddisfazioni. Ma proprio per non divincolarci tra i “se” e i “ma”, val la pena di voltare pagina e di pensare al prossimo avversario, il Pescara, che ha voglia di tornare nel calcio che conta e sa che allo Zaccheria si gioca una grande fetta della promozione diretta: di contro i rossoneri sanno di non dover mollare negli ultimi 270 minuti per non vanificare questa dura rincorsa attuata da mister Ugolotti e dai suoi uomini. Solo chi avrà una maggiore determinazione ed una più netta convinzione agonistica potrà sopraffare l’avversario portando a casa il bottino pieno. Il Foggia, guardando la classifica attuale, non deve mollare la Spal, deve continuare a tenerla a tre lunghezze, giocandosi il tutto nell’ultima gara che se assegnata ai rossoneri, potrebbe dare la salvezza matematica anche perché la squadra ferrarese risulterebbe perdente nei confronti diretti. Adesso comunque tocca a noi, tocca al pubblico di Foggia, tocca a coloro che dovranno mettere da parte polemiche e prese di posizione per recarsi in massa allo Zaccheria per tornare a far tremare le gambe agli avversari perché in questo finale di stagione il risultato si può raggiungere solo se si riesce a giocare in dodici.

Alberto Mangano

 

Foggia Pescina 2-0

Il Foggia supera brillantemente la settimana cruciale racimolando 7 dei 9 punti a disposizione magari con il rammarico di averne persi due negli ultimi minuti contro un Potenza già retrocesso ma quel punto non va sottovalutato considerando la vittoria di domenica dei lucani sulla Cavese che dimostrano un impegno dei ragazzi di Capuano nel voler raggiungere se non altro la salvezza virtuale. La partita contro il Pescina non consegna alla storia un grande Foggia ma, in una gara di una evidente mediocrità, se non altro i rossoneri dimostrano una maggiore determinazione nelle poche occasioni sotto rete, forse una delle pecche del Foggia in questa stagione. Vittoria anche di Ugolotti che ha saputo fare i cambi giusti che di fatto hanno portato al successo la squadra soprattutto va dato merito al tecnico rossonero di aver sostituito Mancino, apparso disordinato ed indisciplinato tatticamente andando ad infastidire spesso il compagno di squadra portatore di palla. Bisogna anche considerare che il Foggia aveva di fronte una squadra che non è mai stata in grado di organizzare una manovra di gioco capace di mettere in discussione il risultato. Adesso finalmente si volta pagina e si pensa alla prossima gara che si disputerà dopo i canonici sette giorni e che vedranno il Foggia impegnato in casa della capolista: la squadra, dall’arrivo del nuovo tecnico ha dimostrato di non soffrire fuori casa anche al cospetto di avversari importanti ma il Portogruaro è una compagine che sembra meritare per intero i punti in classifica e che ora vede la possibilità concreta del salto diretto in serie B; le motivazioni in campo possono fare la differenza ed il Foggia, con la classifica corta in coda, determinata anche dalla sconfitta del Ravenna, sa che un risultato positivo in terra veneta può fargli guadagnare posizioni preziose. Quindi non ci sono ragioni per intravedere una interruzione della serie positiva dei rossoneri anche al cospetto di una formazione che vanta numerosi punti in più in classifica: bisogna crederci sino in fondo per raggiungere l’obiettivo di questa stagione.  

Alberto Mangano

 

Foggia Potenza 1-1

Maledizione ai recuperi, ai passi indietro della Lega e alle tre partite da disputare in sette giorni con Pasqua e pasquetta in mezzo. Stabiliamo subito che il risultato del campo è stato fondamentalmente giusto perché il Foggia pur passando in vantaggio senza strafare, ha fatto ben poco per chiudere anzitempo la gara fidandosi forse di un Potenza che poteva anche lasciar stare le cose facendo passare i minuti; invece i lucani ci hanno creduto sino alla fine approfittando anche di un Foggia che, arretrando il baricentro, offriva il fianco agli avversari. E così la truppa guidata da Galigani impedisce al Foggia di avvicinarsi alla salvezza nella consapevolezza che il punto di Foggia lo butterà nell’immondizia. Noi vogliamo sperare che questa squadra voglia fare altrettanto anche sugli altri campi e dare la regolarità al campionato, sempre che si possa dire che tutto questo trambusto sappia di regolare: bastava far recuperare questa gara subito dopo la stagione regolare e non intrufolarla tra due partite importanti per i rossoneri. Ma ormai è tempo di voltare pagina, bisogna pensare al Pescina che si dovrà affrontare con uno spirito diverso, con una determinazione ed una aggressività tipiche di chi ha deciso di salvarsi contro tutto e tutti: quindi meno palle lunghe a scavalcare il centrocampo, più grinta a centrocampo e molta più attenzione dietro dove oggi abbiamo rischiato di regalare il gol agli avversari già forse nel primo tempo. Quindi chiudiamo il capitolo Potenza e giochiamo come se la nostra ultima gara fosse stata quella di Rimini, prendiamo spunto da quanto di buono è stato fatto in terra romagnola e affrontiamo gagliardamente questo avversario ostico per cercare di buttarlo giù dalla rupe: non c’è più tempo per i rimpianti, per le polemiche e per i processi alla squadra, la gara di domenica può rappresentare un bivio molto importante e ci potrà dire, conti alla mano, se potremo ancora sperare nella salvezza diretta o se ci toccherà lottare per stare il più in alto possibile nella griglia dei play out.

Alberto Mangano

 

Rimini Foggia 0-1

(vittoria contro tutto e tutti)

Il Foggia espugna Rimini in maniera netta e convicente, ridimensionando forse definitivamente le velleità dei romagnoli e mettendo punti in carniere che dovranno servire per la conta finale. E’ la vittoria della rabbia, della determinazione contro gli ultimi eventi di giustizia sportiva che hanno penalizzato fortemente la compagine rossonera costretta a saltare le festività pasquali per recuperare sbagli di altri. Ma alla fine il sapore e il gusto della vittoria finale saprà ripagare i nostri tifosi impagabili per attaccamento e sportività: forse in altre piazze qualcuno avrebbe messo la città sottosopra dopo certe decisioni del palazzo ma a noi sta bene così, vogliamo vincere sul campo dove abbiamo sempre deciso nel bene o nel male le nostre sorti con la serenità, la compostezza e la diligenza della gente che ama lo sport e il calcio! Per quel che riguarda la gara di Rimini, i ragazzi di Ugolotti, decimati da squalifiche e infortuni, hanno dato una prova di carattere che li ha giustamente premiati: sono stati bravi nelle ripartenze, hanno saputo tener palla e hanno attuato un pressing asfissiante sul portatore di palla grazie anche ad una tenuta atletica di gran lunga superiore a quella degli avversari. Forse la squadra, volendo trovare il pelo nell’uovo, dovrebbe essere un po’ più cinica ed impegnarsi per chiudere le gare anzitempo senza dover soffrire sino all’ultimo anche se, ad onor del vero, gli avversari non sono mai riusciti a mettere paura alla retroguardia foggiana legittimando un risultato sacrosanto da tutti i punti di vista. Certo, non siamo stati aiutati dai risultati delle altre squadre ma, guardando la classifica e, considerando che il Foggia ha una gara in meno ed ancora il famoso punto in meno, possiamo oggi affermare che la salvezza non è più un miraggio e che, realizzando due vittorie nelle prossime due gare allo Zaccheria, riusciremmo ad affondare il Pescina, sovrastandolo di 6 lunghezze e forse abbandoneremmo le sabbie mobili. Come al solito, comunque, sarà il campo a dire la sua: sicuramente possiamo affermare che se la squadra si esprimerà come ha fatto nelle ultime due gare disputate contro compagini che mirano, o miravano, al salto di categoria, ebbene oggi contro il Foggia non c’è trippa per gatti. Buona Pasqua a tutti!

Alberto Mangano

 

Il Potenza radiato... anzi no!

La partita con il Potenza si ripeterà e per giunta subito dopo Pasqua costringendo il Foggia a giocare tre gare in una settimana, con relative festività pasquali in mezzo, dopo che la stessa giustizia sportiva aveva lasciato i satanelli senza gare per due settimane. Si fa giocare una squadra che comunque verrà retrocessa e che magari, potrebbe aver voglia di dimostrare a tutti di avere le qualità per salvarsi sul campo. Ma che giustizia sportiva è questa? Il Potenza è comunque condannato ma alla fine questa condanna potrebbero scontarla altri. Quindici giorni fa squadra radiata ed oggi già si addolcisce la pillola. Sia ben chiaro, a noi interessa poco dove giocherà il Potenza l’anno prossimo ma di certo ci interessa a quale campionato doverci iscrivere noi quindi la Lega doveva comunque tutelarci e rendere questo recupero di gara il meno traumatico possibile a chi non ha alcuna colpa di decisioni che vanno prima in un senso e poi nell’altro. Ma come mai con il Potenza si è stato così veloci nel prendere la decisione mentre per un misero punticino da restituire al Foggia stiamo aspettando da prima di Natale? Eppure forse il nostro reato sembra “leggermente” meno grave di quello che avrebbe commesso la compagine lucana, quindi poteva essere liquidato forse, rispettando le proporzioni, in un paio di ore. Ed invece no, subiamo passivamente le decisioni senza poter replicare ad una situazione comunque alquanto singolare. Noi speriamo, in barba a tutti, di guadagnarci la salvezza sul campo, dove abbiamo sempre realizzato le nostre fortune-sfortune ma questa volta dovremo combattere un avversario in più: il palazzo!

Alberto Mangano

 

Foggia Reggiana 2-1

“Espugnare lo Zaccheria!” per allontanare l’ultimo posto in graduatoria: questa la speranza o meglio la necessità dopo Taranto ma soprattutto dopo le due gare interne di mister Ugolotti che avevano “regalato” al pubblico foggiano due sonore e tristi sconfitte. Ebbene forse il Foggia che non ti aspetti surclassa nettamente la seconda forza del campionato meritando una vittoria che poteva essere tranquillamente più rotonda considerata la mole di gioco e le occasioni sotto porta dei calciatori rossoneri. Una squadra, che nelle gare precedenti aveva sempre mantenuto le redini del gioco dimostrandosi altresì sterile in fase offensiva, domenica sorprende tutti con Desideri e Ceccarelli che mettono in seria difficoltà più volte la retroguardia granata. Cosa è successo in una sola settimana? Cosa è cambiato nel modulo tattico di Ugolotti? Certamente i calciatori in campo cominciano a raggiungere un livello di forma atletica accettabile ma soprattutto la squadra è sembrata con il baricentro spostato più in avanti con Millesi e Desideri che facevano compagnia in prima linea a Ceccarelli, con un centrocampo che prevedeva Agnelli davanti alla difesa e i due esterni che hanno macinato chilometri sulle fasce laterali. Un modulo dispendioso ma che se viene oleato può regalarci la differenza rispetto alle altre squadre che cominciano ad accusare cali di forma. Gli altri risultati ora ci interessano di meno in quanto, se torniamo a far valere il fattore campo nelle prossime 4 gare interne, ci basterebbe un solo punto fuori casa per raggiungere i 41 punti che potrebbero regalarci la salvezza diretta, senza voler considerare la restituzione del punto di penalizzazione. Certamente è fondamentale battere il Potenza cominciando magari a scongiurare la possibilità di tornare all’ultimo posto ma dobbiamo crederci sfoderando una nuova gara di personalità e determinazione perché Eziolino Capuano è uomo di categoria e saprà come tentare di imbrigliare il Foggia nella manovra. Bisogna sottolineare infine la prova di maturità e sportività dei tifosi del Foggia che, nonostante il divieto imposto dal Prefetto ai tifosi reggiani, hanno acquistato per loro i biglietti e li hanno invitati in gradinata a tifare tranquillamente per la propria squadra: grande insegnamento a tutti coloro che vogliono imbavagliare questo mondo, offendendo a volte le capacità e l’intelligenza di chi lo vive da anni. Una bella festa per queste due tifoserie che insieme, il 4 giugno del 95 salutarono la serie A ma che hanno dimostrato al mondo pallonaro di continuare ad avere tifosi che meriterebbero altre platee. Oggi non ha vinto solo il Foggia, oggi ha vinto lo Sport, quello con la S maiuscola.

Alberto Mangano

 

Taranto Foggia 0-0

“Bisogna tentare di vincere a Taranto, non sarà facile ma dobbiamo provarci”: questo sembrava l’imperativo della scorsa settimana dopo il clamoroso tonfo contro il Cosenza; si sapeva che la partita era proibitiva ma certamente poteva rappresentare l’ultima spiaggia almeno per quel che riguardava la salvezza diretta. Certo sarebbe troppo comodo commentare uno 0-0 dicendo soltanto che si è mossa la classifica, che si aveva di fronte una signora squadra e che il punticino tutto sommato fa morale. Ma cosa stiamo dicendo? Ma come si fa a parlare di morale risollevato quando abbiamo raggiunto il fondo del barile e nemmeno in compagnia perché il Potenza, nel confronto diretto è per il momento vincente contro di noi? Ma dove sta questa voglia di vincere la partita se il Foggia non è riuscito a fare un solo tiro in porta, non ha costruito un azione che potesse far prevedere qualcosa di positivo sotto porta? Ma che voto prenderà Bremec sulla stampa sportiva se è uscito completamente lindo, pulito e per niente stanco, tanto da poter organizzare una pizza con amici e relativa partitella di calcetto? Basta con il commentare sempre il bicchiere mezzo pieno (che ormai si è ridotto ad un quinto) e sperare nella prossima gara perché la realtà di oggi è quella di evitare l’ultimo posto considerato che il Potenza riesce a mettere sotto il Cosenza fuori casa realizzando addirittura due gol (da noi due gol in una gara non si vedono ormai non sappiamo da quanto tempo), considerando che la sestultima è a 5 punti o meglio a 6 se si considera sempre il confronto perdente. Abbiamo aspettato di festeggiare il novantennale per polverizzare tutti i record negativi che tristemente ci appartenevano ed oggi parliamo di un punto che fa morale, ma di che cosa stiamo parlando? Siamo stati capaci di criticare attaccanti come Plasmati, Delcore, Germinale e persino Salgado ed oggi ci ritroviamo con bomber che hanno realizzato insieme la bellezza di ZERO gol, ma ci rendiamo conto? Credetemi io sarò l’ultimo ad arrendersi, scomoderò precise calcolatrici per fare tutti i calcoli possibili ed immaginabili che possano portarci il più in alto possibile, ma di certo dinanzi ad una squadra che non propone alcunché in attacco e che in difesa vuole addossare meriti o colpe ai portieri ma che di fatto spazza i palloni alla “Viva il Parroco”, comincio a vacillare in sicurezza e non riesco più a difendere questa compagine che per fortuna oggi aveva la maglia bianca.


Alberto Mangano

 

Foggia Cosenza 1-3

Zaccheria terra di conquista! Quello stadio che faceva tremare gli squadroni, dove far punti era un’impresa per qualsiasi squadra, è ormai diventato una scampagnata per chiunque. Oggi è toccato festeggiare al Cosenza che a Foggia non aveva mai vinto e che non aveva fatto assolutamente niente per sfatare questa tradizione: praticamente riesce a realizzare tre gol senza far un solo tiro in porta… da suggerire sicuramente a chi redige gli aggiornamenti dei Guiness dei primati. Oggi si è toccato il fondo, oggi il Foggia ha disputato la peggiore partita dell’anno in difesa, in attacco, dappertutto. Si sono rivisti i lanci lunghi di Burzigotti in avanti, palle alte, preziosismi sudamericani mai riusciti, traversoni in area inconcludenti, mai tiri in porta e centrocampo affidato al solo Agnelli che, visibilmente provato a metà del secondo tempo, ha evidenziato una preparazione atletica ancora sommaria. Unica nota positiva un bel gol di Desideri grazie ad un prezioso assist di Millesi: prima e dopo il nulla per noi e la manna dal cielo per i nostri avversari. Roba da non credere! Ora c’è poco da ridere: essendo realisti questa squadra ha attualmente il 70 % di entrare nei play out, il 20% di andare in ferie prima conquistando l’ultimo posto e ritengo solo il 10 di realizzare il miracolo. I numeri non sono interpretabili, sono terribilmente spietati: come si può sperare di salvarsi realizzando soltanto 4 gol nelle ultime 11 gare? Come si può sperare con una difesa (portiere compreso) che soffre continuamente di crisi di panico? Come si può pensare a vincere una gara se non si gioca mai con la palla a terra? Come si fa ad ingaggiare un centrale come Di Dio per 4 mesi buttando via già il primo mese per infortuni pregressi? Quanto tempo dovremo aspettare ancora per recuperare la forma e un minimo di tenuta atletica dei nuovi arrivati? Il tempo purtroppo è tiranno e non ci concederà di ricevere risposte immediate. Di certo al 20’ del secondo tempo si è visto che anche il pubblico ha mollato, che nel volto dei fedelissimi, quelli che anche oggi hanno preferito questa vergogna ai comodi canali calcistici di sky, c’era la rassegnazione di sperare in un nuovo Marino che ci riporti dove sembrava che stavamo male: arriveremo a rimpiangere Novelli, D’Addario e Giannini; è brutto ammettere una sconfitta ma è ancora più devastante ammettere una simile disfatta!

Alberto Mangano

 

Real Marcianise Foggia 0-0

Un punto perso o un punto guadagnato? E’ difficile dare una risposta: di certo se il Foggia avesse perso contro i campani, avrebbe perso un altro concorrente e le cose in classifica si sarebbero messe veramente male; sembrerebbe quindi che quello di Marcianise è un punto sicuramente guadagnato ma, per come si è svolta la gara, resta l’amaro in bocca per i due legni, per la inconsistenza dell’avversario, in definitiva per l’occasione persa. Questa volta abbiamo visto un attacco sterile ma soprattutto ingenuo considerando il fatto che gli attaccanti rossoneri riuscivano a farsi trovare sempre in fuorigioco non riuscendo a gabbare una difesa in linea molto alta che doveva favorire altresì le nostre ripartenze. A questo punto è inutile nascondersi dietro al dito ma la incapacità del Foggia sotto rete non fa ben sperare per le prossime gare considerando che, tabelle alla mano, la salvezza si dovrebbe raggiungere mettendo in cascina almeno 16 - 17 punti e quindi portando a casa almeno 4 – 5 vittorie. Il Foggia gioca bene, costruisce, ha un allenatore che sa impostare la gara cambiando le carte in tavola repentinamente ma, se non si finalizza, se non hai l’uomo con il fiuto del gol sarà difficile evitare gli spareggi finali. La sfortuna anche ieri ci ha accompagnato, soprattutto sul palo interno di Micco ma le azioni sotto rete, considerata la mole di gioco, sono state 2 o 3 sorvolando sul fatto che qualche svarione nella difesa rossonera poteva favorire l’eventuale vantaggio dei padroni di casa che poi sarebbe stato difficile recuperare soprattutto su quel campo inzuppato. Guardiamo ora ai prossimi impegni del Foggia: Cosenza in casa, Taranto fuori, poi Reggiana e Potenza in casa, il tutto prima dell’ultima sosta di questo campionato; per avere qualche speranza fondata dovremmo prendere 8 punti nella speranza che la settimana prossima ci restituiscano il punto di penalizzazione. Bisognerà provare schemi che consentano di creare gioco a centrocampo con repentine verticalizzazioni o magari con giochi sulle corsie laterali che prevedano traversoni per gli attaccanti rossoneri in modo da creare il maggior numero di occasioni per le punte e non dover sempre sperare nel gol della domenica di Visone o magari di Burzigotti o Micco. Intravedere la salvezza a 4 punti può darci coraggio ma dobbiamo essere consapevoli che le squadre impelagate lotteranno sino allo stremo magari essendo più abituate di noi a divincolarsi nelle sabbie mobili con la lucidità di chi sa vivere questi momenti senza patemi e ansie e per noi, abituati in primavera a giocarsi i play off, questo potrebbe rappresentare un problema. Non dimentichiamo infine che gli scontri diretti potrebbero diventare discriminanti per la classifica finale ed il Foggia potrebbe essere vincente con il Giulianova e non con Andria e Marcianise: motivo in più per darsi da fare per fare in punto in più rispetto agli altri. Tanti motivi per spingere Ugolotti quindi a darci sotto senza alibi e a provare schemi più fruttiferi che possano darci i punti necessari per mandare in archivio positivamente questa annata balorda.
 

Alberto Mangano

 

Ravenna Foggia 0-0

(e ora cerchiamo di non strafare)

Un passo alla volta! Il Foggia guadagna un punto importante a Ravenna sia per la classifica sia soprattutto per il morale. Bravo Ugolotti che ha cambiato in corso d’opera, tentando qualcosa in più nel primo tempo ma sapendo tirare i remi in barca nella ripresa, consapevole dell’importanza di riuscire a strappare anche un solo punticino alla squadra romagnola. Alla fine ci è riuscito, senza rubare niente ma con una partita saggia e ben impostata soprattutto a centrocampo: Agnelli illumina e, come contro la Ternana, è stato la piacevole sorpresa di questa campagna acquisti una volta definita di riparazione. Quindi, se rivedendo la gara, potrebbe sembrare che il Foggia abbia fatto un passo indietro sul piano del gioco, al tempo stesso si può tranquillamente affermare che la squadra ha saputo giocare, controllare, soffrire, cambiare modulo in corsa e quindi tornare a casa con le tasche piene. Aspettiamo ora di vedere il vero Millesi, contiamo nel suo recupero atletico perché un giocatore del suo calibro deve riuscire a fare la differenza nelle ultime gare che ci dividono dal fatidico responso del 9 maggio e anche perché è lui che potrebbe fare da spalla a Ceccarelli che sembra un po’ troppo isolato in avanti. E’ vero, domenica prossima c’è una gara difficilissima che potrebbe segnare una svolta nel cammino del Foggia ma non è il caso di creare tensioni eccessive nel gruppo: tutto sommato un altro punto in terra campana con ulteriori 10 gare da disputare di cui 6 tra le mura amiche , potrebbe bastare. Sia ben chiaro, bisogna provare a vincere, ad imporre il nostro gioco ma senza disdegnare la possibilità di buttare anche il pallone in tribuna se ciò dovesse risultare necessario per tornare a casa imbattuti. Per fare questo è sempre necessario impostare la gara a centrocampo perché in queste gare riesce a fare risultato solo chi sa fare interdizione a metà campo e al tempo stesso riesce ad illuminare, con giocate adeguate, il gioco a favore delle punte che devono cominciare a finalizzare. Quindi è fuori di dubbio la necessità di fare risultato pieno ma senza strafare magari a rischio di perdere non solo il punto del pareggio ma vedere una diretta concorrente allontanarsi di 3 punti ed il Foggia questo non può permetterselo. L’allenatore è motivato, ha le idee chiare e deve certamente caricare i propri uomini che per motivi vari hanno la necessità, per la propria carriera, di non apparire, nella piazza rossonera, come semplici comparse ma di dare tutto, ma proprio tutto per la maglia. Infine risulta doveroso sottolineare la superba prova del portiere Bindi che ha dimostrato un carattere determinato a dispetto della sua giovane età che dovrebbe garantirgli un futuro di tutto rispetto: un grande ragazzo che dopo essersi accollato ogni responsabilità per la sconfitta scorsa, è riuscito a sventare in più occasioni marcature avversarie che avrebbero potuto compromettere in modo irreversibile l’andamento dell’incontro. E’ con ragazzi come lui, con la determinazione del gruppo ma soprattutto col cuore che dobbiamo provare a salvare questo maledetto campionato.

Alberto Mangano

 

Foggia Ternana 1-2

La squadra esce tra gli applausi: questo l’epilogo di una giornata che lascia ai tifosi rossoneri l’amaro in bocca per la buona prestazione della squadra che però non ha portato a casa i frutti sperati. Ad una squadra frutto di una radicale rivoluzione forse non si poteva chiedere di più ed il pubblico l’ha capito, l’ha incoraggiata e l’ha applaudita: la gente che capisce di pallone, come quella di Foggia contesta ed applaude indipendentemente dai risultati ed oggi la squadra meritava di essere encomiata. Questa squadra si poteva immaginarla ad inizio stagione? Chi lo può dire? Di certo a gennaio è più facile, anche dal punto di vista economico, convincere calciatori a trasferirsi a Foggia perché magari delusi dalla propria squadra o che magari non riescono ad esprimere al meglio le proprie potenzialità. Ecco, oggi abbiamo visto finalmente una squadra, il lavoro di un signor tecnico e ragazzi, con la voglia di riscatto, che hanno dato tutto, forse anche oltre le proprie capacità atletiche, considerato che alcuni di loro non disputavano una gara da un bel po’. Certo gli applausi di fine gara devono comunicare a calciatori e tecnico che la gente è con loro, che nessuno molla ma da ora purtroppo gli applausi potrebbero non bastare valutando l’attuale posizione in classifica del Foggia: ci aspettano gare proibitive ma da oggi sappiamo che un gioco c’è, che la qualità c’è e che soprattutto il gruppo c’è con la voglia di far bene per tirarsi fuori dalla melma. Dei nuovi possiamo dire bene di Visone e non solo per lo strepitoso gol, possiamo dir bene di Agnelli, almeno nel primo tempo, capace di dettare i tempi alla squadra come D’Amico, ma riuscendo anche a giocare più con la testa alta, cercando quindi di proporsi come uomo assist; Millesi ha buone qualità ma sicuramente non è ancora in forma: non è da lui cincischiare sotto porta con la palla tra i piedi e forse dovrebbe cercare un po’ più spesso il compagno libero invece di cercare di portar palla; forse qualche problema oggi lo abbiamo avuto in difesa dove Artipoli spesso è sembrato timoroso, soprattutto quando ha capito che il Bindi di oggi non dava sicurezza al reparto e quindi aspettiamo di vedere all’opera Di Dio che dovrebbe dare una maggiore sicurezza non foss’altro per la maggiore esperienza. Ceccarelli ha fatto poco, ha avuto poche palle giocabili, ma si è visto che è un giocatore che sa attaccare gli spazi e portarsi l’uomo favorendo magari gli inserimenti dei compagni. Desideri e Morini hanno fatto vedere buone cose ma sono entrati in un momento difficile della gara per cui diamo a tutti una settimana in più e riparliamone con maggiori elementi a disposizione. Infine è giusto applaudire anche il portiere Bindi che in più di un’occasione quest’anno ha salvato il risultato ed una giornata storta aiuta a crescere se è vero che anche Toldo in Coppa Italia ne ha avuta una analoga. Coraggio e guardiamo avanti: ci sono i presupposti per tornare ad esultare, non solo ad applaudire!

Alberto Mangano

 

Lanciano Foggia 0-0

Non si poteva sperare in niente di più a Lanciano con l’attuale rosa a disposizione di mister Ugolotti: uno 0-0 strappato con tutte le forze e alla fine forse pure meritato. E’ stata veramente una brutta partita condizionata sicuramente dalla posta in palio tra due squadre comunque in crisi e che cercavano una svolta. Certo il Lanciano ha avuto qualche occasione in più ma al solito un Bindi attento è riuscito ancora una volta a salvare il salvabile. Pretendere azioni sotto porta da parte della compagine rossonera era troppo con un attacco inesistente, con Mattioli evanescente e Caraccio troppo solo tra le maglie della difesa abruzzese. Quindi giustissimo nel secondo tempo arretrare il baricentro cercando di riuscire a portare il punto a casa preziosissimo in questo momento del campionato anche sotto il profilo psicologico. E’ ovvio che da domani si dovrà necessariamente rinforzare la rosa anche dal punto di vista numerico per dare al nuovo allenatore la possibilità di fare scelte ed operare sostituzioni durante le gare. L’unico acquisto che il Foggia aveva fatto era il difensore Troise che, forse perché non tutelato più da un allenatore amico, ha pensato bene di lasciarci immediatamente dopo l’arrivo del nuovo tecnico compromettendo di fatto la possibilità di vedere Goretti schierato un po’ più avanti nello scacchiere e di fatto risolvendo anche qualcosa a centrocampo: che questa vicenda sia di monito per il futuro del mercato rossonero perché qui ci interessano calciatori motivati e non vecchi tromboni in cerca di spiagge dove svernare. In definitiva il punto di oggi è quindi salutare per come si era presentato il Foggia in campo (con mezza panchina in prestito dalla Berretti) ma è normale che tutto ciò non potrà avvenire continuativamente; i rinforzi servono, Ugolotti li ha chiesti e dovranno essere disponibili già a partire dalla prossima gara che si presenta difficilissima: dalle sabbie mobili si può uscire, l’Andria sembra averlo fatto e la società ha il dovere di farlo e anche in fretta per riuscire a salvare un campionato che, visti i valori, con un po’ più di attenzione in estate, poteva avere facilmente un esito più roseo per i nostri colori e per il nostro blasone.

Alberto Mangano

 

Foggia Andria 0-2

E’ buio pesto: la sconfitta di oggi riconsegna alla piazza un Foggia inconcludente e irritante dopo che forse la vittoria di Giulianova aveva illuso più di qualcuno. Oggi il Foggia invece perde meritatamente contro una diretta concorrente ma soprattutto perde il vantaggio dello scontro diretto, qualora, a fine campionato, si dovesse ricorrere, per stabilire gli esiti finali, agli scontri diretti. Nessuno poteva prevedere un patatrac di tale portata, non solo per il risultato che poteva anche essere di proporzioni superiori, quanto per il fatto che la squadra non ha reagito, non ha mai dato la sensazione di poter recuperare, di sfruttare qualche occasione sotto rete: niente di niente. Le dichiarazioni di Porta a fine gara parlano della possibilità di raggiungere la salvezza grazie a 6 vittorie da realizzare da qui sino al 9 maggio: ma con quale gioco? Con i gol di chi? Probabilmente dovremo affidarci ai favori della dea bendata o ai miracoli che sinora fa solo l’estremo difensore Bindi. Allora dobbiamo essere seri e capire che oggi abbiamo la seria possibilità di perdere tutte le restanti gare e finire inesorabilmente ultimi perché o i calciatori in campo non riescono ad esprimere quello che la guida tecnica chiede, oppure dobbiamo pensare che la guida tecnica non è in grado di trasferire le proprie convinzioni sul campo ed assistiamo quindi a gare come quelle di oggi dove il Foggia resta in balìa di una sua concorrente (non la prima della classe) che poteva chiudere la gara almeno con un paio di gol in più. Certo qualcuno dovrà spiegarci l’inserimento di Sgambato con l’avanzamento di Micco a centrocampo per poi,dopo 10-15 minuti, tornare a Micco dietro con Quadrini in campo:: in tutto ciò il Foggia brucia due sostituzioni sacrificando una punta , Mattioli con una passivo da recuperare per poi ritornare alla punta in più inserendo Caraccio. Sembra quindi che ci sia una confusione totale, che ognuno possa fare tutto quello che vuole e desidera, a discapito dei compagni ed infangando la maglia del Foggia. Alla vigilia di due trasferte che si annunciano proibitive la situazione è drammatica e non si vede una via di uscita: una partita che si vince fuori e un disastro in casa (sarà stata la partita più brutta?) con un pubblico che sembra ormai rassegnato al peggio e forse non ha più neanche la voglia di protestare o contestare. Ora come ora non sarebbe il caso che i due tecnici, capaci di offrire tale spettacolo, non facciano un passo indietro e lascino la squadra nelle mani dell’amministratore Francavilla? Il buon senso direbbe questo senza cercare di stilare programmi di vittorie da qui alla fine del campionato che rasentano il ridicolo dopo una prestazione come quella di oggi. C’è da imparare da mister Papagni che, nonostante il vantaggio e la possibilità di portare a casa i tre punti fondamentali per il cammino della squadra barese, è tornato ad inizio ripresa con una squadra che continuava a fare gioco e a proporsi dalle parti di Bindi invece di preoccuparsi di difendere il minimo vantaggio: onore ai vincitori e commiserazione per i vinti che oggi hanno lasciato in tutti i presenti la triste certezza che la quarta serie possa essere una reale possibilità per i colori rossoneri.

Alberto Mangano

 

Foggia: che sarà il 2010?

Si ritorna a giocare, forse a soffrire magari a gioire… chi lo può dire? Certamente stiamo in una fase strana, che lascia riflettere, che dà lo spazio a tante interpretazioni. Facciamo un po ‘ di chiarezza: l’ultima partita del 2009, persa in casa con la capolista, ci regala un penultimo posto in classifica, una graduatoria ormai spaccata in due tronconi dove otto squadre giocheranno per evitare ultimo posto e play out; lo staff tecnico decide di dare alla squadra circa 10 giorni di riposo forse per allentare la tensione o forse per festeggiare mentre tutte le altre approfittano per un richiamo di preparazione; inizia il mercato di gennaio ed il Foggia comincia sostituendo in difesa Cuomo con Troise mentre in attacco si decide di fare a meno delle prestazioni di Di Roberto; la società di fatto non c’è più, si aspetta un acquirente che ogni tanto tenta di affacciarsi ma lo stesso poi svanisce nel nulla; di certo c’è il fatto che gli otto, o forse quattro, o chissà quanti, a giugno lasciano il tutto senza provvedere all’iscrizione al campionato. Pare che dovremmo avere indietro un punto che ci è stato tolto ingiustamente: ma chi dovrebbe provvedere a restituire il maltolto è lo stesso che doveva penalizzare il Crotone l’anno scorso? Mi viene da chiedere: c’è da stare allegri? Ci sono reali possibilità che quello che ormai appare come il miracolo della salvezza possa avverarsi? Siamo alla resa? A chi giova tutto questo? Purtroppo a questo punto possiamo anche pensare che il Foggia a Giulianova faccia il risultato pieno, che vinca tutte le partite di qui alla fine del campionato e che si inserisca anche tra le squadre che si giocheranno i play off per la B ma i fatti sono questi e c’è poco da stare allegri. Noi siamo fiduciosi perché crediamo nei miracoli ma è anche triste dover constatare che non c’è stata nemmeno la buona volontà per evitare che si arrivasse al miracolo.

Alberto Mangano

 

Spal Foggia 0-0

Non è stata una partita che passerà alla storia quella disputata ieri a Ferrara tra la Spal e il Foggia: gara noiosa, con pochissimi spunti di cronaca che però dà ai rossoneri un punto prezioso soprattutto perchè ottenuto fuori casa contro una diretta concorrente per la salvezza. Si può senz’altro aggiungere che il Foggia non prende gol da tre gare e continua la sua serie positiva per quel che riguarda i risultati; certamente constatare che nel primo tempo il possesso di palla è stato soprattutto degli uomini di Porta che tuttavia non sono riusciti a far annotare un numero sufficiente di occasioni sotto rete, dovrebbe far riflettere la guida tecnica. Il Foggia riusciva a far girare palla sino alla tre-quarti lasciando i centrocampisti incapaci a lanciare le punte che non si organizzavano ad aggredire gli spazi o a creare punti di riferimento. Il centrocampo, pur senza Velardi, ma con Mancino più indietro del solito e con Colomba che veniva preferito a Ferrari o a Carraccio, ha retto sicuramente e contro la Spal la partita andava gestita così però mangiarsi le mani solo per una traversa colpita da un difensore in azione solitaria, fa molta rabbia considerando la totale inconsistenza della squadra avversaria soprattutto nella prima frazione di gioco. Nel secondo tempo la gara si fa più equilibrata poiché il Foggia arretra, fa meno pressing e rischia qualcosa in più: quindi non è certo la Spal che si organizza, ma è la squadra ospite che offre la possibilità agli avversari di tentare l’impostazione. Quindi si stava quasi per soccombere nonostante la enorme differenza tecnico-tattica del primo tempo, e grazie soprattutto all’espulsione di Salgado che denota poca tranquillità nella squadra, cosa che con quella classifica non si può nemmeno ipotizzare. Noi vogliamo continuare a vedere il bicchiere mezzo pieno ma, soprattutto in vista della prossima gara interna contro la capolista bisognerà ripartire dal pressing del primo tempo, dal raddoppio sul portatore di palla per mantenere il gioco lontano dalla nostra difesa e soprattutto da un centrocampo non affidato solo e sempre ai soliti Velardi e D’Amico ma rinforzato magari anche a scapito di una punta visto che il cileno dovrà accomodarsi in tribuna. Forse così, nella speranza che qualche tiro da fuori trovi il giusto compenso, potremo imbrigliare gli scaligeri e continuare la serie positiva.

Alberto Mangano

 

Foggia Cavese 0-0

Un punto, solo un misero punticino contro una diretta avversaria, nella gara che ci avrebbe allontanato dallo spettro dei play out ma anche e soprattutto da quello dell’ultimo posto. Le ultime buone prestazioni avevano fatto sperare in orizzonti più tranquilli, in mari meno tempestosi ed invece il pareggio contro la Cavese ci riporta con i piedi per terra, ci consiglia ancora una volta di guardarci alle nostre spalle. Diciamoci la verità, oggi si è assistito ad una brutta partita, ad un match di serie C che ha offerto molto poco alla cronaca e qualche decisione affrettata del direttore di gara non deve nascondere i problemi di questa squadra che non ha praticamente creato niente sotto la porta avversaria a causa della scarsa vena dei propri attaccanti ma anche perché oggi la squadra era molto lunga con i soli D’Amico e Velardi a fare un gran lavoro di interdizione.  Purtroppo oggi si è persa una grande occasione e le grandi squadre, si sa, sono tali perché approfittano delle occasioni al momento opportuno e oggi l’occasione era ghiotta e meno male che, considerato il fatto che le occasioni più favorevoli le hanno avute gli ospiti, la partita non ha preso una piega diversa. Non dobbiamo quindi lamentarci se il Foggia non riesce a vincere a Pescara perché, con quella classifica, bisogna pensare a lottare con le tue concorrenti dirette e, poiché contro di esse noi soffriamo e non poco, bisogna veramente stare attenti perché si rischia di perdere terreno anche nella valutazione degli scontri diretti che, in una classifica corta, potrebbero essere maledettamente determinanti. Bisogna imparare a lottare, a sacrificarsi evitando giocate spettacolari ma riuscire a pressare sul portatore di palla, aggredire con maggiore intensità evitando, soprattutto in casa, che gli avversari possano proporsi in avanti. Probabilmente potrebbe essere più giusto e gratificante rafforzare il centrocampo a discapito di una punta perché è palese che con questo modulo non riusciamo ad avere occasioni e allora evitiamo che le stesse le possano avere i nostri avversari.

Alberto Mangano

 

Foggia Portogruaro 2-1

Grande vittoria della squadra rossonera contro una delle prime di questo girone B. Gli uomini di Porta e Pecchia portano a casa tre punti preziosissimi in chiave salvezza anche se gli stessi non servono ad uscire fuori dal tunnel e l’impressione è che, finchè la squadra non troverà una certa continuità nei risultati, si lotterà sino all’ultima giornata. In effetti la partita non si era messa subito bene: il Foggia schiera due punte con due esterni, Mancino e Di Roberto che hanno difeso poco e quindi è sembrato di vedere un modulo 4-2-4 con Velardi e D’Amico a sudare sino allo stremo per mantenere da soli il centrocampo; ma non è più tranquillo un 4-4-2 indipendentemente dal risultato di oggi? Comunque si vede un brutto Foggia, svogliato e timoroso sino al gol dei veneti che segna un po’ la svolta della gara; da quel momento in poi si vede un Foggia capace di aggredire e lottare su tutte le palle approfittando anche di un Portogruaro che va in bambola regalando palle agli avversari con errori grossolani che ci indicano ancora una volta che questo campionato, tranne pochissime eccezioni, è fortemente livellato al punto che oggi in campo non si notava assolutamente la forte differenza tra la terza e la penultima squadra in classifica: motivo in più per rammaricarsi per quello che poteva essere e che certamente non sarà. Non cantiamo assolutamente vittoria perché dopo Reggio Emilia c’è Potenza e dopo Rimini il Pescina per cui con serenità affrontiamo domenica il Pescara cercando di giocare con un pressing alto sui portatori di palla senza perdere la tensione in difesa perché si affronta una squadra sicuramente valida e seriamente indiziata per la vittoria finale. Cerchiamo quindi di mantenere la concentrazione evitando di affrontare ora discorsi diversi da quelli che riguardano il calcio giocato perché dobbiamo uscire subito dalle sabbie mobili senza far troppi conti sulla restituzione del punto di penalizzazione. I tifosi hanno incitato, hanno contestato, hanno invitato ad onorare la maglia, a cacciar fuori gli attributi ed oggi forse la squadra ha meritato anche se, con una caterva di occasioni maturate nella metà campo dei veneti, bisognava chiudere la partita prima perché alla fine dobbiamo ringraziare un grande intervento di Bindi che riesce a difendere i tre punti che sicuramente sono ampiamente meritati; continuiamo con grinta e carattere e sicuramente riusciremo a raggiungere la meta prefissa, il risultato minimo ma necessario per salvare questa stagione balorda.

Alberto Mangano

 

Pescina Foggia 2-0

Il Foggia cade nuovamente in campionato e lo fa in trasferta contro il Pescina squadra che, per rappresentare un piccolo comune dell’Abruzzo, si affida a calciatori esperti che hanno calcato, in un recente passato, l’erba degli stadi del massimo campionato italiano. Il Foggia arrivava in Abruzzo con tante speranze tese soprattutto ad abbandonare le ultime posizioni della graduatoria dopo la sonante vittoria contro il Rimini per 3-0. La squadra rossonera subisce in avvio il gol del vantaggio dei padroni di casa ma non si arrende e tenta la rimonta impastendo manovre che però non vengono mai finalizzate. E’ bastato un Salgado sofferente tra le maglie della difesa del Pescina, per annotare nella prima frazione un grande possesso di palla ma pochissime vere occasioni da gol. Nella ripresa, mentre si aspettava la reazione degli uomini di Porta, si assiste ad un gioco abulico e inconcludente anche da parte dei nuovi innesti. Il Foggia prende il secondo gol e, grazie ad alcune pregevoli parate di Bindi, riesce a contenere il risultato evitando la goleada e non dando mai l’impressione di poter invertire l’andamento della gara. Un grosso passo indietro del Foggia oggi che deve far riflettere soprattutto per il cammino che ci aspetta da domenica prossima in avanti. Se si vuole vincere, se si vuole rimediare ad un risultato che appare in salita durante un incontro bisogna proporsi in area avversaria perché il solo Salgado non può sempre da solo risolvere le partite a nostro favore: gli avversari riescono a prendere le misure all’attaccante cileno ed il Foggia non riesce più a creare una sola azione da gol. Usciamo mesti e sconsolati da uno stadio, quello di Avezzano, con pochi intimi, non da un campo caldo e fastidioso come quelli del centro-sud, come quello di Cava. Oggi i ragazzi potevano giocarsela sino alla fine, alla pari, senza condizionamenti psicologici ed invece la brutta prestazione ci fa capire che oggi siamo riusciti ad essere più deboli del Pescina, squadra che comunque non aveva avuto un grande inizio di campionato soprattutto tra le proprie mura. Ormai abbiamo capito che a Foggia non ci sono più la capacità economiche sia per cambiare la  guida tecnica sia per prevedere qualche ulteriore innesto: questo significa che, stando così le cose, bisogna affidarsi alla buona sorte nella speranza di riuscire a strappare qualche punticino qua e là sino alla fine del campionato. Sappiamo che sarà dura, molto dura ma, se questo passa il convento…

Alberto Mangano

 

Foggia Rimini 3-0

Vittoria doveva essere e vittoria è stata: il tabù Zaccheria è stato sfatato e il Foggia rifila tre gol al Rimini in una gara sicuramente non bella ma che doveva dare la vittoria ai padroni di casa che oggi lasciano volentieri l’ultimo posto in classifica ma soprattutto si riprendono dal punto di vista morale. Il nuovo modulo varato da mister Porta sembra più adatto alle caratteristiche tecniche dei propri uomini anzi, nel secondo tempo, quando il centrocampo si è rafforzato con l’innesto di Velardi al posto di Ferrari, si sono viste le cose migliori del Foggia. In effetti, anche se la gara è sembrata in discesa grazie all’ennesima perla di Salgado in avvio, nel primo tempo gli ospiti hanno creato di più cercando di impegnare l’ottimo Bindi in più di un occasione e, all’intervallo, i rossoneri sembravano quasi in affanno nei confronti dell’avversario. E’ bastato arretrare il baricentro ed addirittura si sono viste le cose migliori in attacco con una palla che alle volte girava secondo geometrie precise, come non si vedeva da tempo. Il fosso è stato saltato? Assolutamente no, abbiamo solo messo tre punti in carniere ma, certamente ci sono cose ancora da rivedere per giungere senza eccessive sofferenze alla sperata salvezza: oggi per esempio in più di un occasione si è cercato di raggiungere Salgado e Di Roberto con lanci lunghi dalla tre-quarti rossonera che, o venivano intercettati dai centrali della difesa romagnola, oppure passavano ma schizzavano a causa del campo scivoloso; con la palla a terra e con un centrocampo così infoltito si poteva facilmente far salire la squadra e su questo siamo certi che la guida tecnica avrà da discutere in settimana. Bisogna non perdere la concentrazione e ritornare in campo con la stessa determinazione per raggiungere, grazie ad una classifica corta, tranquillamente la metà della classifica e vivere finalmente una primavera tranquilla. Meritano sempre un encomio i tifosi che hanno incitato la squadra ininterrottamente e l’auspicio è quello di riuscire a vedere ancora più gente allo stadio perché mai come quest’anno è decisivo il dodicesimo uomo in campo ma per arrivare a ciò è necessario fare risultato e far rinascere quegli entusiasmi che latitano a Foggia ormai da troppo tempo. Infine la società, con una scritta sulle maglie, ha voluto ricordare la assurda tragedia del palazzo di viale Giotto che colpì la nostra città esattamente 10 anni fa: iniziativa lodevole che deve farci sentire oggi, ancor più di ieri, vicini a questi nostri fratelli che ormai ci guardano da lassù.

Alberto Mangano

 

Potenza Foggia 2-1

Con il Ravenna più di qualcuno aveva detto di non illudersi, che la gara l’aveva vinta soprattutto Salgado il quale aveva estratto il classico coniglio dal cilindro come non gli capitava da un po’; ebbene questa gente ha avuto ragione a non illudersi, a rimanere con i piedi per terra, che la zona bassa era vicina e che si poteva raggiungere; credevamo che poteva non essere così, invece il fanalino di coda Potenza, che non vinceva dalla seconda di campionato, ci mette in mezzo ad una strada con un risultato che poteva essere ancora più rotondo se l’estremo Bindi non avesse compiuto un miracolo prima del gol di Mancino che poteva riaprire la gara. Ora poco importa se siamo ultimi o penultimi, di certo la zona salvezza è a 3, meglio a 4 punti: se non si riacchiappa il gruppone si rischia di dover giocare solo per determinare l’eventuale posizione nella griglia dei play out o di evitare la retrocessione diretta. Cosa non funziona nella squadra? Sembra evidente che non esiste un gioco ordinato, una benché minima organizzazione di gioco e, in una partita che sembrava essere già uno spareggio, il Foggia riesce a non impensierire praticamente mai il portiere avversario: certo Mancino oggi poteva diventare il Salgado di Ravenna con una doppietta ed un bel gol in acrobazia, ma la prestazione sarebbe rimasta mediocre e nettamente al di sotto della sufficienza; cosa combineremmo oggi in una spareggio play out? Attualmente, è inutile negarlo, siamo la squadra più scarsa del girone, squadra che magari vanta anche due vittorie in trasferta nelle quali però, se avesse perso, c’era poco da obiettare. La difesa continua ad essere un disastro anche per le prestazioni non eccellenti dei due nuovi Micco e Carboni, un centrocampo che non fa filtro ed un attacco che manca della punta centrale, presente in tutte le compagini indipendentemente dal modulo di gioco; certamente Ferrari non era al meglio, ma se era in panchina, forse a 5 minuti dalla fine avrebbe potuto tentare l’impossibile, piuttosto che far entrare un difensore, Cuomo, ed avanzare Burzigotti a fare il centravanti. Ma chi può darci una spiegazione? A chi giova questo silenzio stampa? Qui si rischia di sprofondare in C2 senza società e senza organico, praticamente di entrare nell’anticamera del terzo fallimento nella storia del Foggia (forse rappresenterebbe un record). Con quale spirito vivremo questa settimana che ci separa dal match con il Rimini? Chi può dirci se val la pena di crederci ancora oppure si è mollato tutto? Di certo proprio la partita di oggi diventa la più preoccupante tra quelle disputate perché di fronte avevamo quella che era considerata la squadra peggiore della categoria ma noi siamo stati bravi a sottrarre loro questo poco nobile scettro.

Alberto Mangano

 

Reggiana Foggia 3-4

Finalmente una bella partita! Emozionante, intensa e che alla fine ha visto prevalere il Foggia in quello stadio che lo vide disputare la sua ultima gara in serie A. Ebbene, contro tutte le previsioni, la squadra rossonera ritrova i tre punti ed un Salgado che disputa forse la sua migliore partita da quando è giunto in Capitanata. Pensare di aver saltato definitivamente l’ostacolo è da folli anche perché le quattro sconfitte consecutive e gli striminziti pareggi casalinghi pesano ancora sull’attuale classifica. Certamente il morale comincia a salire, tutto sommato qualcosa di positivo sul gioco espresso si è visto ma gli svarioni difensivi soprattutto a destra e al centro che hanno portato gli avanti amaranto più volte vicini alla realizzazione meritano una attenta riflessione a partire dalla ripresa degli allenamenti. Riconosciamo che oggi la dea bendata in più occasioni ci ha strizzato l’occhio perché se, soprattutto nel finale, la Reggiana avesse pareggiato, di certo non avrebbe rubato nulla: ma il calcio si sa è così, una domenica ti leva ed un’altra ti regala. Per fortuna oggi, a mente serena e con tre punti in saccoccia, Porta e Pecchia dovranno valutare probabilmente altre soluzioni in difesa perché molto, ma molto spesso gli attaccanti avversari si trovavano soli davanti a Bindi il quale ha dovuto fare gli straordinari per arginare i numerosi attacchi da parte di una squadra apparsa sicuramente non trascendentale e che in futuro potrebbe avere problemi con squadre più quadrate ed attente. Come si diceva oggi è il gran giorno di Mario Salgado capace, con la sua tripletta, di trascinare i suoi alla vittoria e regalando due perle ai presenti allo stadio che hanno ricordato giocate di calciatori sudamericani più famosi di lui: abbiamo ritrovato il Salgado che avevamo perso? Tutti lo speriamo perché, con un fuoriclasse di quella portata, possiamo veramente tirarci fuori dalle sabbie mobili della zona play out ma bisogna dimenticare in fretta la gara del Giglio e concentrarsi per affrontare la prossima, quella che ha già il gusto dello spareggio, che si svolgerà a Potenza e proprio da quella gara potrebbe ripartire il nostro campionato con un po’ più di attenzione dietro, confidando anche nel ritorno di Carboni, e mettendo in campo quei ragazzi che hanno dimostrato in casa con il Taranto ed in trasferta oggi di lottare sino all’ultimo senza mollare mai. Grazie ragazzi e grazie Salgado per la bella giornata che avete voluto regalare ai vostri tifosi che sono accanto a voi per superare definitivamente questo bruttissimo momento.

Alberto Mangano

 

Cosenza Foggia 4-0

Se qualcuno pensava che la settimana appena trascorsa poteva creare una sorta di svolta, se non altro psicologica, per cercare di raccogliere qualcosa di positivo nella trasferta calabrese, ebbene questo qualcuno è rimasto ancora una volta  deluso dalla prestazione offerta dal gruppo guidato dal duo Pecchia Porta. La squadra affonda davanti a circa 200 supporters rossoneri che a fine gara decidono di voltare le spalle alla squadra in senso di pacifica e legittima protesta. Un 4 a 0 e la quarta sconfitta consecutiva affondano sembra in maniera definitiva una squadra allo sbando totale e sempre in balìa degli avversari. Oggi, così come domenica scorsa contro il Marcianise, non si intravedono spiragli positivi per il futuro e un eventuale , oggi improbabile, salvezza  può passare solo attraverso un cambio alla guida tecnica e rinforzi dimostratisi ancora una volta indispensabili. Purtroppo, però, se la società ha deciso di mollare definitivamente, tutto ciò non potrà avvenire perché si andrebbe oltre la somma destinata dagli 8 soci per la normale amministrazione. Sicuramente, anche per rispetto di chi ha sottoscritto l’abbonamento, e quindi ha firmato un assegno in bianco, la società ha il dovere di non chiudersi nel silenzio e di affrontare le telecamere per spiegare il da farsi perché queste persone, il cui impegno in questi anni non è in discussione, hanno però preso una squadra in C1 e il raggiungimento di 3 finali play off non giustifica il fatto di abbandonare la squadra che , agonizzante, sta perdendo anche la categoria. Allora, non si può lasciare così come si lascia un azienda qualunque: c’è una storia da onorare e dei colori da rispettare e si ha il dovere di ringraziare quei tifosi che, numerosi, si sobbarcano chilometri e chilometri la domenica invece di seguire la squadra, come tanti, comodamente seduti in salotto. Nessuno ha prescritto a nessun altro di avventurarsi nel calcio ma, una volta preso un impegno, bisogna cercare di farlo con passione e responsabilità per il rispetto di tanti che hanno dato fiducia a queste persone. Lo spettacolo di Cosenza è per la quarta volta consecutiva indecente e probabilmente è fortemente al di sotto anche della normale amministrazione. Chi è che ha avuto la splendida idea di far giocare Torta a Foggia e spedire Posillipo chissà dove? Ma sui limiti tecnici di questa squadra e anche sulla incapacità di creare uno schema che preveda tre passaggi consecutivi ci si potrebbero scrivere capitoli e capitoli ma oggi è necessario fare due + due e chiarire se c’è la possibilità di modificare qualcosa in campo o dobbiamo solo sperare che questi signori si allontanino da via Napoli? A questo punto conviene allora lanciare un appello a tecnici e calciatori oggi senza contratto e che magari hanno fatto parte in passato della nostra famiglia affinchè possano tornare in Capitanata, sia chiaro a titolo GRATUITO, per tentare di evitare la retrocessione: la città sarebbe loro grata in eterno e verrebbero riportati tutti sui libri della storia rossonera. Pensate che sia utopistico? Io voglio ancora credere che non sia così.

 

 

Foggia Real Marcianise 1-3

Vergognatevi! Con questo grido unanime si è conclusa la gara con il Real Marcianise, ma probabilmente si e concluso un ciclo, uno dei tanti nei quasi 90 anni di storia dei colori rossoneri. Da un po' di tempo avevano mollato i soci ma dopo la catastrofica gara dello Zaccheria sembra che siano in tanti a voler abbandonare la nave che affonda. C'e da salvare almeno la categoria ma se il Marcianise giunto a Foggia rappresentava il classico fanalino di coda, l'impresa a questo punto risulta essere assai ardua ed insidiosa. D'altro canto la squadra ha manifestato dei grossi limiti sul piano del gioco ma soprattutto ha evidenziato carenze tecniche dei singoli calciatori in balìa totale degli avversari ed incapaci anche delle giocate più elementari; probabilmente quest'anno si è osato troppo realizzando un cocktail tra "fenomeni" che giocano svogliati e desiderosi di cambiare aria e che alla fine passeggiano per il campo e ragazzi inesperti che magari danno il massimo che è purtroppo insufficiente per quello che questo pubblico si attende; il tutto poi condotto da due tecnici inesperti che non sono in grado di gestire una situazione diventata ormai difficilissima. Sicuramente questo è il prezzo da pagare dopo tre play off buttati al vento, tre occasioni che avrebbero potuto cambiare il corso della storia e che invece potrebbero mettere la parola fine al calcio a Foggia: non si tratta di essere disfattisti o qualunquisti ma in una città con mille problemi, con l'immondizia che giace abbandonata agli angoli delle strade, pensare di trovare forze fresche capaci di risollevare le glorie dell' US Foggia, diventa veramente una impresa a dir poco irrealizzabile. La società? Sicuramente ha messo fuori dei soldi ma forse andavano distribuiti in modo diverso evitando di dare carta bianca a Salerni con più di un contratto troppo oneroso per la categoria, e chiedere oggi un campionato che preveda una salvezza tranquilla con un gruppo di ragazzini di buona volontà; c'e veramente poco da stare tranquilli, all'orizzonte non sembra palesarsi un nuovo sodalizio e le prospettive di vanificare quella grandiosa cavalcata che fu sapientemente guidata da mister Marino, sono purtroppo maledettamente fondate.

Alberto Mangano

 

 

Foggia Ravenna 1-2

Il Ravenna viene e vince senza sudare più di tanto: di fronte si trova un avversario evanescente e senza idee che invece di riscattare la brutta scoppola di Terni riesce a peggiorare la propria situazione sia nel morale sia soprattutto in classifica. Oggi non si riescono a trovare giustificazioni per una partita brutta che ha evidenziato in maniera netta alcuni limiti, anche tecnici, nella squadra guidata dal duo Porta-Pecchia. Dopo il vantaggio ospite non c’è stata alcuna reazione in campo e la gara è stata raddrizzata dal bel gol di Goretti che ci dice che forse un po’ di esperienza in campo non guasterebbe. Guardiamoci seriamente alle spalle, affrontiamo il Real Marcianise consapevoli che siamo già ad uno scontro diretto e soprattutto non pensiamo ai punti che ci separano dalla vetta perché sarebbe l’errore imperdonabile che potrebbe farci sprofondare. Oggi si è vista una squadra capace di reagire solo ad inizio della ripresa, probabilmente caricata dai tecnici, ed infatti è sembrato che da un momento all’altro si potesse esultare per il gol vittoria; ed invece dopo il gol mancato di Di Roberto ed un tiro dalla distanza di Salgado, si è tornati ai lanci lunghi, ai falli inutili e ai dribbling inutili; non si è vista una trama di gioco, non si è mai vista la possibilità di ribaltare il risultato se non nel finale con quel tiraccio di Mancino. Forse è giusto salvare solo la prova di Salgado che, se non altro, si è mosso bene in avanti ma che si è ritrovato sempre solo senza un compagno che riuscisse a liberarsi per un eventuale appoggio. Alla fine della gara, un pubblico sempre inneggiante per tutti i 90 minuti ha fischiato la squadra in maniera civile e all’uscita dello stadio i volti erano quelli di chi ormai, deluso da promozioni svanite per poco negli ultimi anni, si trova a gestire una situazione nuova, mortificante e forse difficile da affrontare. Sappiamo che la società difficilmente tornerà sul mercato, anche quello degli svincolati, e allora stringiamo i denti, riconsideriamo bene le nostre ambizioni ed incrociamo le dita: quest’anno ci tocca soffrire più degli altri anni ma il tifoso rossonero non si tira indietro ed è sempre pronto a stringersi intorno alla squadra nei momenti difficili.

Alberto Mangano

 

Ternana Foggia 4-1

Il Foggia raccoglie la prima sconfitta del campionato e lo fa nel peggiore dei modi cancellando in soli 90 minuti tutto quello che di buono era stato detto intorno a questo giovane gruppo. Ad onor del vero il Foggia aveva anche incominciato la gara con il piglio giusto riuscendo ad imporre il proprio gioco imbrigliando gli avversari e collezionando alcune occasioni da gol; e tutto sommato, nel primo tempo, il pareggio poteva starci tranquillamente. Ma nella ripresa la squadra ha evidenziato tutte le proprie lacune e i propri limiti nei confronti di una squadra che ha saputo trafiggere gli ospiti rimasti in dieci ma soprattutto senza idee, evanescenti e inconcludenti. Probabilmente non andava tutto bene nelle prime gare cosi come non va tutto male dopo la disfatta del Liberati e la partita di mercoledi potrà dirci dove possono arrivare Porta e Pecchia con questo gruppo. Certo che una squadra matura non può farsi prendere dal panico quando vede le cose che non si mettono nel verso giusto così come è successo subito dopo il secondo gol rossoverde. Oggi non possiamo più dire che il Foggia va bene in trasferta e soffre in casa, così come non possiamo più dire di avere la difesa meno perforata della categoria. Bisogna ammettere che le squadre che avevamo incontrato fino alla scorsa gara probabilmente erano di una levatura inferiore alla Ternana e che dobbiamo imparare a restare con i piedi per terra quando un risultato ci esalta e cercare di reagire dopo una disfatta come quella di Terni. Certo può essere che la sosta di domenica scorsa può averci fatto perdere la condizione, la tensione ma fatto sta che, almeno nel secondo tempo, si è vista una squadra alle corde che avrebbe potuto subire ancora tanti gol. Per fortuna c’è subito la partita di mercoledì contro il Ravenna e solo il risultato pieno può far subito dimenticare la brutta figura di domenica: diamo ancora fiducia a questo gruppo recandoci tutti allo stadio per voltare subito questa brutta e triste pagina.

Alberto Mangano

 

 

Foggia Virtus Lanciano 0-0

Il Foggia continua a rimanere imbattuto anche se i propri tifosi si aspettavano la prima vittoria soprattutto dopo la buona prestazione di Andria. Ma forse la squadra è ancora acerba, ancora  non pronta ad affrontare lo Zaccheria con la giusta determinazione. La cosa che salta maggiormente agli occhi è il fatto che la squadra di Porta gioca a centrocampo con Velardi e D’Amico che alla fin fine sono due interditori e che quindi possono far meglio fuori casa che in casa. Ecco, quello che non si è visto con il Giulianova e con il Lanciano è stata la impostazione di gioco fluida e lineare che deve appunto necessariamente passare da centrocampisti dai piedi buoni, cosa che forse quest’anno non si riesce ad intravedere. Poi va senza dubbio sottolineata la condizione ancora lontana dallo standard di Salgado e Di Roberto che riescono ad essere sempre in ritardo sul pallone e che dovrebbero ora cercare di impegnarsi un po’ di più visto che il mercato è fermo e i rossoneri hanno bisogno della loro classe e del loro estro. Sicuramente la difesa sta facendo progressi e si vedono dei miglioramenti giornata dopo giornata, frutto di una intesa tra i singoli che cominciano a prendere coscienza delle proprie possibilità. Riguardo alla classifica che va delineandosi, vola come un razzo la Ternana rincorsa dal Portogruaro, dal Pescara ma soprattutto stentano alcune squadre di coda, che poi sono quelle che dobbiamo guardare per prime considerando la giovane età e la conseguente inesperienza della nostra compagine. Noi possiamo continuare nella nostra crescita settimana dopo settimana preparandoci per il prossimo consecutivo impegno casalingo contro il Ravenna che ancora una volta potrà darci un altro tassello per arrivare a capire dove può arrivare questa squadra. Infine vale la pena spendere alcune parole sull’attuale proprietà del Foggia: quest’anno ha dettato delle regole rigide che sembravano dovevano farci affondare in fondo alla graduatoria: per il momento ciò non è avvenuto e sinora, su quattro partite, indipendentemente dal risultato finale, nessuna squadra è sembrata nettamente superiore ai ragazzi di Porta. Questo vuol dire che bisogna credere nei giovani, ma anche saperli scegliere, conoscerli e motivarli perché, il più delle volte, questa piazza ha rappresentato e continuerà a rappresentare un buon trampolino di lancio per la carriera: la società lo sa, i ragazzi pure e quindi siamo pronti ad aspettarci il massimo da ciascuno di loro cercando di raggiungere il più presto possibile la matematica salvezza, per poi cercare di togliersi qualche piacevole sfizio.

Alberto Mangano

 

Che campionato sarà?

Il calcio d'agosto e le chiacchiere di ombrellone sono ricordi ormai lontani e da due settimane ormai i numeri tornano a fare i padroni. Dopo la rivoluzione della rosa e i malumori della piazza, tutto sommato i 2 punti in carniere hanno gettato un po' d'acqua sul fuoco e probabilmente qualche timido sorriso e affiorato sulla bocca di qualche detrattore. Certo i 2 pareggi hanno una valenza totalmente diversa: molto più prestigiosa ed inaspettata la prima al Bentegodi rispetto alla prestazione dello Zaccheria di domenica scorsa; non si tratta di vedere il bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto ma di comprendere che certi meccanismi, indipendentemente dai risultati, vanno ancora oleati e perfezionati per cui sentenze affrettate su questa squadra risultano fuori luogo e destinate solo a tentare di far male ad un gruppo giovane e quindi fragile. La società ha preso una strada ed è giusto tirare le somme più in là, quando la classifica  sarà maggiormente delineata ed avrà affidato un ruolo alla compagine rossonera; non dimentichiamo che la squadra affidata a Novelli un anno fa non dava affidamento eppure alla lunga vennero fuori ragazzi come Troianello, Bremec, poi Pedrelli mentre delusero quelli che dovevano fare la differenza e cioè Salgado e Delcore: alla fine sono stati centrati i play off meritatamente. Secondo me oggi bisogna gioco forza privilegiare una gestione oculata come avviene per il Chievo in A, per l'Albinoleffe in B e per tante altre società che riescono a sopravvivere e ad iscriversi ai rispettivi campionati. Poi, se ci sono magnati disposti a spendere milioni per allestire una signora squadra, che si facciano avanti perché la porta di via Napoli è sempre aperta. Per il momento ci conviene stare vicini alla squadra a partire dalla prossima gara contro l'Andria, attuale fanalino di coda, in attesa che la società voglia puntellare l'organico magari pescando tra i disoccupati tra i quali il Foggia ha sempre visto bene. Se, come penso, questi giovani vengono presi in seria considerazione dal duo Porta-Pecchia e capiscono che una vetrina come questa è fondamentale per il proseguio della carriera, allora sì che potremmo vederne di belle, sempre cercando di guardarci le spalle piuttosto che cercare di “acchiappare” le grandi. Il campionato è lungo e i veri valori sul campo si vedranno solo a gennaio mentre chi avrà birra ancora in primavera potrà gestire la fine del campionato da protagonista… ma adesso, per piacere, un passo alla volta!

Alberto Mangano

 

Benevento Foggia 2-2

Peccato! Il sogno rossonero svanisce sul terreno del S.Colomba di Benevento. Ancora una volta usciamo da questi maledetti play off senza perdere e questo fa rabbia ancora di più. Avremmo voluto una città con le bandiere e gli stendardi a sostituire quei manifesti elettorali che in queste settimane hanno imbrattato le nostre strade, le nostre piazze, i nostri palazzi. Purtroppo il verdetto del campo è stato spietato anche se l’ultimo quarto d’ora foggiano lascia ammutolito il pubblico di fede giallorossa consegnando alla storia una squadra che sino all’ultimo è stata capace quasi di sovvertire pronostici e affrettate conclusioni: in definitiva l’ultima gara del Foggia in questa stagione rispecchia fedelmente l’intero suo campionato con una prima parte in cui si esalta la buona volontà rossonera ma anche le qualità e la forza cinica degli avversari ed una parte finale caratterizzata dalla rabbia e dalla voglia di lasciare il segno, praticamente di mortificare gli avversari. Ecco forse al Foggia di quest’anno è mancata la costanza, la sicurezza e il tutto è stato determinato solo dalla buona volontà del gruppo e molto spesso dalla forte determinazione. Cosa prendere di buono per il futuro dalle esperienze degli ultimi 3 anni? Certamente che i play off si possono anche disputare ma non da quinti, bisogna puntare se non al primo almeno al terzo posto per evitare di uscire mestamente come quest’anno e come in passato giocando al pari con gli avversari. In questo momento verrebbe voglia di fare previsioni per il mercato, per la squadra dell’anno prossimo, per il prossimo allenatore ma i tempi purtroppo non sono ancora maturi; dalle parole del presidente traspare la volontà di trovare nuova linfa per il sodalizio, traspare una delusione che stronca sul nascere i buoni propositi, se mai ce ne fossero, degli otto soci. Di certo noi tifosi ancora una volta, a testa alta, con la dignità che è propria di coloro che vantano esperienze di altri livelli, malinconicamente ammainiamo le bandiere senza la voglia di commentare, senza la forza di processare ma con un solo grido che ancora una volta accomuna tutti noi: Grazie ragazzi e forza Foggia!

Alberto Mangano

 

Foggia Benevento 1-0

Il primo atto della semifinale play-off il Foggia la vince solo sugli spalti grazie ai tifosi che sorprendono tutti, ad inizio gara, con una nuova coreografia bella ed emozionante. Subito dopo la gara: il Foggia la comincia bene imbrigliando il centrocampo giallorosso e cercando di arrivare ad impensierire il portiere avversario con geometrie forse un po’ troppo complicate. Comunque tutto sommato un bel Foggia considerato anche che di fronte aveva una squadra con ottimi elementi sia in difesa sia soprattutto in avanti ed infatti Novelli riesce a far giocare alta la squadra, con un pressing asfissiante sul portatore di palla e con Germinale e Salgado che riescono sempre ad aggredire gli spazi. Poi, nella seconda metà della gara la squadra rossonera cade nel tranello tesogli dagli avversari e si allunga, evidenziando in tal modo le differenze tecniche tra le due compagini ed offrendo il fianco agli attacchi sanniti che non giungono alla meta finale solo per errori grossolani degli attaccanti; di contro il Foggia, con un Troianiello un po’ al di sotto del suo standard di rendimento, non riesce mai ad incunearsi tra le maglie strette dei difensori avversari e finisce sempre con rimbalzare davanti ad un muro di gomma: certo se ci fosse qualcuno in grado di piazzare ogni tanto un bolide dai 25-30 metri forse certe partite potrebbero prendere un’altra piega. Ad onor del vero bisogna anche dire che il Foggia recrimina per due rigori netti non assegnati, uno su Salgado nel primo tempo ed un altro su Trezzi nella seconda frazione di gioco ma questi purtroppo sono episodi che non possono giustificare il risultato di una gara che andava vinta e che rimanda tutto alla settimana prossima, sul terreno campano, dove gli uomini di Novelli, per accedere alla finale, dovranno portare a casa l’intera posta e la cosa non sembra facile. Il Benevento a Foggia ottiene quello che voleva ed ora, obiettivamente, ha almeno il 70% delle possibilità di passare il turno. Noi comunque continuiamo a crederci, la nostra squadra quest’anno ci ha fatto grossi regali quando meno ce lo aspettavamo e chissà che domenica prossima possiamo riuscire a risollevare il nostro morale che purtroppo oggi non è al massimo. Come sempre incrociamo le dita e sempre Forza Foggia.

Alberto Mangano

 

Foggia Crotone 1-0

Il Foggia conquista i play off

E alla fine la rincorsa tanto affannosa e nella quale in pochi credevano si è compiuta: il Foggia è nei play off conquistandoli al triplice fischio dell’ultima gara così come predetto da mister Novelli. Oggi è giusto festeggiare perchè dopo la gara persa in quel di Arezzo il traguardo sembrava veramente irraggiungibile ma poi, grazie anche ad un vistoso calo della Cavese, il Foggia si trova lì, per il terzo anno consecutivo, a disputarsi la promozione tra i cadetti. Cercando di rimanere obiettivi, possiamo affermare che attualmente il Foggia è la squadra che ha una marcia in più, che forse ha sofferto meno degli altri il calo di forma che altri hanno subito in primavera e non dimentichiamo il fatto che i rossoneri solo una volta hanno lasciato l’intera posta nel girone di ritorno, ad Arezzo appunto. Adesso il Foggia ha le stesse possibilità degli altri anzi, proprio nella semifinale contro il Benevento, si troverà di fronte una grande delusa di questo campionato, una di quelle compagini che aveva speso tanto quest’estate per tentare il salto diretto e che invece si trova ad affrontare una squadra di giovani, guidati da Fabio Pecchia, che arrivano all’appuntamento del 31 maggio con una determinazione ed una voglia di far bene che potrebbe essere l’arma vincente; d’altro canto bisogna studiare bene la gara in queste due settimane perché proprio le squadre che fanno dell’esperienza la propria forza, possono avere la meglio sugli avversari nei momenti importanti. Noi crediamo nella squadra, nel suo tecnico che ha lavorato in un ambiente spesso ostile e nei dirigenti che, tra mille difficoltà, nel mormorio di tanti che li vedrebbero gettare da un momento all’altro la spugna, sono lì per il terzo anno consecutivo a giocarsela e quest’anno il primo traguardo ha un sapore magico proprio perché conquistato tra l’indifferenza di tanti e dopo che la società aveva dichiarato di aver sposato la linea dei giovani: chiediamoci quanti di noi pensavano ai play off dopo la gara di agosto contro il Barletta oppure dopo i mugugni di Natale quando la società non solo riconfermò Novelli ma diede il benservito a Delcore e a Coletti. Oggi, comunque vada il campionato, questa gente ha avuto ragione riuscendo nell’impresa. Un capitolo a parte meritano comunque i tifosi, anche oggi splendidi nonostante le tante delusioni subite negli ultimi anni: crederci non ci costa niente, anche Caramanno 20 anni fa vinse contro tutto e tutti e dal suo successo nacque quella squadra che avrebbe strabiliato l’Italia intera; noi siamo ancora qui aspettando l’alba di un nuovo giorno…

Alberto Mangano

 

Ternana Foggia 2-2

Godiamoci una mezza giornata di euforia. Abbiamo conquistato il quinto posto con una rimonta che sembrava impossibile sino a qualche settimana fa soprattutto convincendo sul terreno di gioco e dimostrando di meritare il tanto sospirato traguardo. Godiamo sì, ma non troppo perché sarebbe sciocco rovinare il tutto all’ultima puntata, non vogliamo pensarci ma sarebbe un qualcosa di  assai  triste: quindi da domani bisogna rimboccarsi le maniche e cercare di non perdere condizione e concentrazione. A questo punto, arrivare ai play off al filo di lana significherebbe continuare il campionato con l’euforia di chi ha conquistato un qualcosa che sembrava irraggiungibile e poi, diciamocela tutta, attualmente il Foggia è la squadra più in forma del campionato e dovranno essere i nostri avversari a temerci. Domenica prossima dobbiamo riempire lo Zaccheria e trascinare la nostra squadra alla vittoria con la forza e il calore che il nostro pubblico, al pari di pochi altri, sa dare nei momenti importanti. Dimostriamo domenica di essere veramente il dodicesimo uomo in campo e spingiamo  la nostra squadra alle fasi finali di questa stagione perché le merita sicuramente. Questo è un gruppo che nei momenti di difficoltà, quando la piazza borbottava, quando c’era aria di contestazione e di diffidenza, è riuscito a restare compatto, a lavorare con professionalità sotto lo sguardo attento di mister Novelli che merita un grande plauso da tutti noi che abbiamo seguito attentamente tutte le fasi, quelle buone e quelle meno buone, di questa stagione. Diciamo che la missione impossibile è stata raggiunta; per mettere l’ultimo tassello a questo puzzle siamo chiamati tutti a raccolta e siamo certi che tra una settimana, a quest’ora, saremo di nuovo in giro con le bandiere per il raggiungimento della prima tappa. Tutti uniti per gridare: FORZA FOGGIA!

Alberto Mangano

 

Foggia Virtus Lanciano 4-1

Il Foggia svolge nel migliore dei modi il compito assegnatogli e rende pan per focaccia al Lanciano che lo aveva umiliato nella gara di andata, proprio la gara che determinò scelte importanti sulla rosa della squadra da parte del sodalizio di via Napoli. Tutti contenti, tutti soddisfatti! Attenzione, siamo arrivati sino a 180 minuti dal traguardo e non possiamo distrarci, non c’è niente da festeggiare ed il fatto che ormai il “nemico” è ad una sola lunghezza, non deve far distrarre i ragazzi attesi da una difficile trasferta, la stessa che ci regalò i play off lo scorso anno, ma forse oggi gli umbri sono più forti di allora, considerando che sono riusciti a bloccare gli assalti della Cavese, complicando loro la vita (e meno male) in un campo ostico sotto tutti i punti di vista. La gara del Foggia di oggi è stata consegnata alla storia come una partita nella quale i rossoneri hanno fatto il minimo indispensabile contro una squadra molto allegra, soprattutto nella fase difensiva, ma soprattutto mai capace di mettere in discussione un risultato acquisito già nei primi minuti di gioco. A nulla valgono le lamentele del tecnico abruzzese sugli errori arbitrali perché ogni tanto bisognerebbe farsi un esame di coscienza invece di buttar fango per nascondere i limiti tecnici e tattici che oggi una squadra ha mostrato sul rettangolo di gioco dello Zaccheria. Ma questi sono problemi che non ci toccano, noi dobbiamo guardare avanti, pensare a raggiungere gli spareggi finali perché sono alla nostra portata: le squadre su di noi stanno mostrando di avere problemi di forma e di rendimento e questo è fondamentale non solo per il raggiungimento del tanto desiderato quinto posto, ma può rappresentare quel qualcosa che ci può tornare utile nella disputa delle fasi finali. Non è il caso comunque di fare già voli pindarici, manteniamo i nostri piedi per terra e ringraziamo questo gruppo che, spesso con il clima avverso e sicuramente con un’esperienza modesta, ci sta avvicinando al sogno tanto sospirato. Dobbiamo restare concentrati e ripartire domenica con lo stesso spirito con il quale i ragazzi si sono congedati oggi dallo Zaccheria: tutti insieme, abbracciati, gli undici titolari e i ragazzi della panchina a dimostrazione di un gruppo che è solido, di un gruppo che vuole arrivare, ben guidati dal timoniere, mister Novelli, che è meno scarso evidentemente di quello che qualcuno vuol far credere in giro ma a noi anche questo non interessa, bisogna stringersi tutti insieme e gridare a squarcia gola FORZA FOGGIA!!!

Alberto Mangano

 

Paganese Foggia 0-0

Tutti si aspettavano i 3 punti a Pagani ed invece il Foggia non va oltre lo 0-0 iniziale in un campo dove ad onor del vero, tante squadre avevano lasciato l’intera posta in palio. C’era sicuramente la possibilità di agguantare l’Arezzo ed invece si è riusciti ad accorciare le distanze e a portarsi a sole due lunghezze: c’è da ricordare che, per via della differenza reti, al Foggia non basta agguantare la squadra toscana ma è necessario superarla per guadagnare la possibilità di accesso ai play off. In effetti, in terra campana ieri, non si è vista una gran partita: le squadre si sono a lungo studiate e controllate a centrocampo e raramente si sono affacciate dalle parti dei portieri avversari; le occasioni da rete, in definitiva, sono da contare sulle dita di una sola mano e quindi il risultato finale, rappresenta in maniera perfetta l’andamento della gara. Le esternazioni del trainer della Paganese, mister Eziolino Capuano, sono sembrate esagerate: parlare di un furto perpetrato ai danni della sua squadra non ha fondamenta e al limite possiamo essere d’accordo con lui solo quando ha dichiarato che si aspettava di più dal Foggia: il calcio è bello anche perché ciascuno può vedere la stessa partita in modo completamente opposto! Diciamo pure che il Foggia non doveva conquistare la promozione a Pagani e non doveva certo farlo con tre domeniche di anticipo. Il quinto posto è lì, matematicamente e agevolmente raggiungibile e noi tutti abbiamo il dovere di crederci per il rispetto che meritano tutti nell’averci portato sino a qui con speranze non certo ridotte al lumicino. E’ necessario un ulteriore sforzo da parte di tutti, pubblico compreso, per spingere la squadra di Novelli senza farsi tanti conti a tavolino, senza studiare gli eventuali passi falsi delle altre squadre e soprattutto senza sottovalutare le nostre prossime gare: domenica avremo di fronte una squadra che ci umiliò all’andata, in una gara che rappresentò una tappa fondamentale nel cammino dei rossoneri, una di quelle gare che invitarono tutti, dirigenti, allenatore e giocatori a fare il punto della situazione e a riprogrammare la stagione. Che cosa è cambiato da allora? Diciamo pure che il Foggia, che sembrava indebolito dal seguente mercato di riparazione, anche di fronte ad un palese scetticismo generale, seppe stringere i denti per cercare di recuperare in classifica con sacrificio e abnegazione. Questa squadra merita ancora rispetto anche perché se ci avesse aiutato il Pescara o se non avessimo preso quel gol balordo ad Arezzo, oggi saremmo tranquillamente in zona play off. Quindi bisogna andare avanti pensando solo a noi stessi cominciando dall’affrontare il Lanciano con la rabbia di che deve vendicare quella brutta figura senza stare attaccati alle radioline perché potrebbe succedere che i risultati degli altri campi ci sono favorevoli e noi magari stecchiamo; siamo riusciti a tenere sulla corda sino a questo momento perlomeno Arezzo e Cavese mantenendo la media inglese nelle ultime 4 gare e, a questo punto del campionato, chi ha il coraggio di chiedere di più a questi ragazzi?

Alberto Mangano

 

Foggia Taranto 2-0

Il Foggia vince e agguanta l’Arezzo che, se volesse ristabilire le distanze dai rossoneri, dovrebbe andare a vincere in Abruzzo ma, considerata la situazione precaria del Pescara, l’impresa per i toscani diventa sicuramente impervia. La squadra di Novelli sente la partita e lo dimostra dai primi minuti di gara imponendo alla stessa ritmi elevatissimi costringendo i rossoblù alle corde. Certo non era facile mantenere quei livelli dispendiosi di gioco e il Taranto un po’ alla volta esce dal guscio e tenta di avvicinarsi alla porta avversaria, cosa che alla fine fa anche in modo pericoloso in un paio di circostanze. Alla fine le partite èerò si vincono con gli episodi, con gli uomini che fanno la differenza ed ecco quindi il coniglio che esce dal cappello di Salgado e che determina una vittoria meritata indipendentemente dalle lamentele dei tarantini per alcune decisioni arbitrali. Quell’episodio vincente chiude di fatto la gara: il Taranto, con un uomo in meno e dopo aver speso tanto, si butta in avanti ma senza cavare un ragno dal buco, anzi è il Foggia a raddoppiare e a sfiorare il terzo gol almeno in un paio di occasioni con Malonga che oggi avrebbe meritato la marcatura per quel che ha fatto vedere  anche nei pochi minuti nei quali è stato impegnato. Oggi qualche altro scettico ha capito che forse Novelli non è proprio così scarso come si vuol far credere: non ha uno squadrone ma tanti ragazzi di buona volontà che lo seguono e che cercano di raggiungere qualcosa di importante per loro stessi e per la tifoseria che ci crede e che non li ha mai abbandonati. Comunque, indipendentemente dal risultato di mercoledì prossimo a Pescara, bisogna tenere i piedi per terra e affrontare il futuro con la stessa determinazione messa oggi in campo: solo noi possiamo buttare al vento tutto senza nemmeno tentare la lotteria dei play off. Guai a pensare di essere diventati bravi di colpo, sarebbe un disastro che, nella situazione attuale, non possiamo permetterci.

Alberto Mangano

 

Benevento Foggia 1-1

Partita perfetta quella disputata dal Foggia a Benevento contro una delle squadre che doveva ammazzare il campionato e che invece è sembrata in affanno contro i ragazzi di Novelli che, come a Gallipoli e come spesso sta facendo negli ultimi tempi in trasferta, ha giocato con un pressing alto limitando sul nascere le azioni degli avversari e che spesso si è proposto sotto la rete giallorossa. Una difesa attenta con pochissime sbavature ed un centrocampo perfetto fanno ben sperare per questo finale nel quale bisogna continuare a credere anche se c’è ancora molto da fare ma oggi sappiamo ancora una volta che possiamo farcela. La considerazione più ovvia da fare è che ormai i rossoneri hanno capito come imbrigliare gli avversari in trasferta ma che forse sono ancora imballati in casa dove sono obbligati a fare il risultato pieno e dove necessariamente devono impostare il gioco. C’è sempre da sperare nei passi falsi delle altre (forse ormai solo dell’Arezzo) ma comunque ormai ogni gara, da oggi alla fine, è una finale ed ogni nostro eventuale passo falso sarebbe inevitabilmente fatale. Chissà se la sola media inglese potrà regalarci i play off ma certo non si può chiedere di più a questa squadra e a Novelli che comunque ci stanno regalando emozioni sino alla fine. Ancora una volta il messaggio da lanciare è quello di crederci, di non mollare e di non perdere la giusta tensione perché le squadre sopra di noi hanno dimostrato, sentendosi ormai in paradiso, di sentirsi un po’ più tranquille e questo, se da un lato può essere per loro un indubbio vantaggio, può rappresentare il loro tallone di Achille facendoli arrivare ai play off forse rilassati a differenza di una squadra come la nostra che arriverebbe affamata e determinata. D’altro canto, a Benevento, è successo proprio di vedere che la squadra operaia era padrona del campo al cospetto di una compagine stellare, con gente di un valore tecnico elevato, ma che ha sofferto sul terreno di gioco dimostrando, nell’arco dei 90 minuti, di non essere mai in grado di far propria la gara se non con episodi come infatti stava accadendo al momento del loro vantaggio. Il Foggia ha dimostrato di non arrendersi, di voler esserci tra le grandi ed ha avuto il giusto premio del pareggio che ha fatto più morale che classifica sperando sempre che il Pescara, nel recupero contro l’Arezzo potrà lasciare intatta la classifica di oggi nelle parti alte e a quel punto basterà un’ulteriore sconfitta dei toscani per farci entrare nell’Olimpo e a quel punto saremo forse la squadra più caricata per gli spareggi finali. Per il momento però questo è fantacalcio, pensiamo a domenica prossima, al derby con il Taranto che dovremo far nostro ma senza strafare, senza buttarci a capofitto in attacco, ma facendo quello che sappiamo fare, che abbiamo dimostrato al Santa Colomba, riuscendo alla fine a prolungare di un’altra settimana il nostro sogno.

Alberto Mangano

 

Foggia Perugia 2-1

Tutto è bene quel che finisce bene: il Foggia ha vinto come voleva e l’Arezzo e la Cavese hanno lasciato dei punti importanti che ci fanno ancora sperare per il futuro. Certamente non è stata una bella partita, non abbiamo visto la nostra squadra determinata nel raggiungere il risultato ma è inutile fare processi adesso e forse è meglio aspettare la fine del campionato per tirare le somme. Questa volta possiamo solo dire che le occasioni tutto sommato le abbiamo avute ma che le abbiamo sciupate in maniera grossolana con errori sotto porta che hanno fatto temere al peggio anche perché ormai alla fine del primo tempo stavamo tutti pensando ad un ulteriore e maledetto anno in questa categoria; poi, invece, magari anche per qualche decisione arbitrale inequivocabilmente a nostro favore, siamo riusciti a portare a casa i tre punti che mai come oggi sono importantissimi per il proseguio. C ‘è ora da sperare in una bella prestazione a Benevento, una di quelle gare che magari non ti aspetti e che ti possono regalare una giornata come quella di Gallipoli magari con una migliore lucidità sotto porta indispensabile in questa fase della stagione. Il recupero di Lisuzzo e magari una settimana in più nelle gambe di Salgado possono fare la differenza in una squadra che ha bisogno ancora di un leader in campo che possa caricare la squadra e che al tempo stesso sappia aiutare a soffrire quanto ce n’è bisogno. Lo spirito giusto c’è: all’intervallo solo fischi ma alla fine c’è stato il giusto tripudio necessario a sostenere i ragazzi che devono dimostrare di crederci perché davanti a noi c’è una squadra in caduta libera capace di far risultato purtroppo solo con noi ma in una partita che gli uomini di Novelli potevano far propria senza alcun problema. Concentrazione quindi e determinazione, cose che il Foggia degli ultimi tempi ha saputo fare soprattutto fuori dallo Zaccheria forse perché con meno pressione e senza l’assillo dei tre punti per forza. Il Benevento farà la partita ma se noi giochiamo con una pressione sul portatore di palla soprattutto a centrocampo, come a Gallipoli, potremo continuare a sperare almeno per un’altra settimana. Ci sarà, speriamo, da soffrire sino all’ultima gara.

Alberto Mangano

 

Arezzo Foggia 1-0

Come tutti i primati che si rispettano, è arrivata anche la prima sconfitta dell’anno 2009 che ha interrotto quella striscia positiva che accompagnava il Foggia nel suo tentativo di scalata alla serie B. Purtroppo questo passo falso risulta essere più devastante di una semplice partita persa sul campo in quanto maturata contro una diretta concorrente che domenica scorsa avevamo avvicinato a soli 3 punti e che oggi rivediamo a ben sei lunghezze avanti e con una gara in meno da disputare. Sicuramente l’arbitro di ieri non lo rivedremo in campo internazionale e certamente il vento di ieri che impediva qualunque manovra di gioco difficilmente disturberà altre gare di calcio;  mettiamoci pure che mai si era visto che un campo come quello di Cava dove domenica scorsa si sono viste immagini da Far West non venisse squalificato neanche per un turno però… ieri dovevamo almeno tentare di vincere e mi sembra che il Foggia non abbia mai tirato in porta tranne che ciò non sia avvenuto durante le pause che solo Conto TV sa darci. Ma la colpa non è degli attaccanti rossoneri  ma di un gioco che difficilmente li porta in condizione di vedere la porta e di tentare la via del gol: Germinale e Malonga giocano lontani dal portiere avversario e il gioco sulle corsie laterali che dovrebbe portare le punte a concludere spesso viene saggiamente bloccato dagli avversari di turno. E quindi la gara di ieri rispetta un po’ l’andamento della squadra in questa stagione: il Foggia vince, porta a casa il risultato quando realizza quelle pochissime possibilità di far gol che gli capitano nell’arco dei 90 minuti; purtroppo per un gioco di probabilità se vuoi far gol devi tentarci almeno 4-5 volte altrimenti pensiamo a riflettiere sui nostri errori e lasciamo ad altri i vari commenti sulle espulsioni o sulle ingiustizie del giudice sportivo che comunque sono sacrosante. Certo una considerazione sugli avversari va fatta: l’Arezzo è stato mediocre, arruffone ma con un signor Chianese davanti che 4-5 anni fa a Foggia definivano ormai vecchio e che da allora ad oggi vince i campionati e segna continuamente: quell’uomo che può darti da solo quei 5-6 punti in più che ti possono portare a vincere un campionato.  Tutto finito? La ragione dice di sì il cuore continua a fare conti ma dovremmo avere d’ora in poi un ruolino di marcia da carrarmato come mai il Foggia ci ha abituato quest’anno, magari vincendo ma senza mai convincere se non in poche gare anche nel periodo positivo del 2009. Che peccato  non riuscire ad entrare nei play off di questo campionato di livello molto basso e dove la quinta se la giocherà certamente con la delusa della stagione in quanto ormai nessuna squadra è sicura di riuscire a salire direttamente. Ovviamente , a salvezza ottenuta, e con ancora numerose partite da disputare, continuiamo a sperare non solo negli sbagli degli altri ma anche e soprattutto in una determinazione e una volontà di affermarsi che anche ieri son mancate nella triste trasferta toscana.

Alberto Mangano

 

Foggia Real Marcianise 2-1

“Condannati a vincere!”: questo l’ imperativo che ha accompagnato gli undici scelti da Novelli per la gara contro il Real Marcianise e che, con molta probabilità, li accompagnerà sino alla fine del torneo. Oggi il risultato l’abbiamo portato a casa con un po’ di affanno e perché no con la buona sorte che ci ha strizzato l’occhio ma, proprio perché obbligati a realizzare il punteggio pieno, la squadra non si è espressa con la dovuta tranquillità e quindi magari si è sbagliato qualche giocata grossolanamente e qualche calciatore ha risentito maggiormente della pressione rendendo meno del solito; di fronte avevamo invece una squadra che, non dovendo più chiedere niente a questo campionato, ha affrontato il Foggia a viso aperto cercando di giocarsi la partita tranquillamente. Diciamo innanzitutto che il gol del pareggio glielo abbiamo regalato mentre stavamo ancora in piedi sugli spalti abbracciandoci per aver finalmente sbloccato il risultato e questa cosa avrebbe comunque smontato qualunque squadra ma non il Foggia che ha continuato ad attaccare a testa bassa venendo premiato sul filo di lana: ma quanta fatica oggi per arrivare a concludere! Abbiamo visto un Germinale che ha lottato ma che si è proposto oggi più come rifinitore soprattutto nel caso del lancio a Troianiello in occasione della prima marcatura ed un Malonga che ha mostrato una grande tecnica, un buon controllo di palla, un ottimo dribbling ma che non è certo la punta che serviva a questa squadra. Comunque gli altri risultati ci hanno aiutato e quindi adesso riusciamo a intravedere qualche “nemico” all’orizzonte, neanche a farlo apposta proprio un nemico che incontreremo la prossima settimana al quale potremmo rubare l’intera posta in gioco tornando prepotentemente tra gli eletti cominciando a proporci per buttare giù dal ponte qualcun altro. Il campionato resta comunque ancora lungo e stare vicini agli avversari, in questo momento, serve esclusivamente a far vedere che non siamo morti, che ci siamo e che non abbiamo mollato: solo così, con la loro conseguente ansia, potremo sperare in qualche passo falso che, come successo oggi a Cava e a Foligno, può portare in casa Foggia quell’entusiasmo necessario nella fuga finale. Per far tutto questo è necessario colmare gli spazi vuoti sugli spalti, tornare allo stadio numerosi, per far sentire alla squadra il calore che solo questa città e questa tifoseria sa dare.


Alberto Mangano

 

Sorrento Foggia 0-0

Il Foggia impatta a Sorrento e resta ancora imbattuto nel 2009. Questo però non basta a soddisfare i tifosi rossoneri in quanto la distanza dai play off aumenta, le avversarie sembrano tutte in forma e quindi i pareggi, in questo momento del campionato, servono a molto, molto poco. Il risultato sul campo è stato praticamente giusto con sporadiche apparizioni sotto rete ora da una parte ora dall’altra però forse il Foggia avrebbe dovuto osare di più considerando che ormai rischi provenienti dalle nostre spalle non ne dovremmo avere e quindi forse nel finale Novelli poteva aumentare le capacità offensive della squadra. E invece, forse proprio nel finale, abbiamo rischiato di più in quanto il Foggia sembrava arrendersi indietreggiando il proprio baricentro. A questo punto bisogna non solo cercare di vincere ma, con il ritardo accumulato, dobbiamo sperare anche in qualche passo falso delle squadre che ci precedono che stanno tranquillamente aspettando le ultime giornate per stabilire definitivamente l’ordine con il quale si disputerebbero gli spareggi finali. Diciamo che questa sosta ci ha notevolmente danneggiato e non solo per aver perso la possibilità di conquistare la Coppa Italia dei piccoli ma soprattutto per aver interrotto quel ciclo fuori casa che ci aveva portato a disputare due grandi gare a Castellamare e a Gallipoli. Oggi si è fatto sicuramente un passo indietro e questo preoccupa per la volata finale nella quale dovremo fare l’impossibile per reinserirci considerato anche lo scontro diretto con l’Arezzo. Non bisogna mollare, le prime devono sentire il nostro fiato alle spalle: solo così possiamo sperare nel loro passo falso e nel nostro conseguente coinvolgimento nel le semifinali e finali di questo campionato; se le lasciamo giocare serene, è sicuro che non perderanno colpi e che riusciranno a mantenerci a distanza. Con il Marcianise bisogna affollare lo stadio per conquistare i tre punti e, con la radiolina all’orecchio, bisogna credere nei miracoli.

Alberto Mangano

 

Gallipoli Foggia 2-2

E’ questo il Foggia che non ti aspetti: dopo una prestazione opaca contro l’ultima della classe, va in casa della prima e, non solo riesce a starppare un punto, ma addirittura il triplice fischio lascia l’amaro in bocca ai tifosi rossoneri che sognavano, per quel che si è visto in campo, il bottino pieno. Questa volta il merito della strepitosa gara del Foggia va tutto a mister Novelli che riesce ad interpretare bene la gara, capisce che bisogna tenere alta la squadra operando il pressing a metà campo ed evitando così che le grosse individualità giallorosse in attacco possano arrecare danni. Ed il Foggia disputa la prima frazione di gara in modo perfetto riuscendo ad avere numerose occasioni da gol con Piccolo ma soprattutto con Mancino che riesce a farsi ipnotizzare da un esperto Generoso Rossi. Resta il rammarico di non essere mai riusciti a passare in vantaggio perché oggi si è visto un Gallipoli nervoso, che ha fatto una brutta figura e forse, se in svantaggio, avrebbe ulteriormente prestato il fianco agli attacchi rossoneri. Questa partita ci ha dimostrato qual è il livello del campionato di quest’anno e sicuramente con un po’ di cinismo sotto rete, con un po’ di fortuna e con la convinzione di potercela fare, oggi il Foggia potrebbe stare molto più in alto in classifica. Bisogna crederci, bisogna stringersi intorno al gruppo, bisogna riconoscere i meriti di un allenatore che sembra sempre in discussione ma che riesce spesso a venirne fuori egregiamente. Abbiamo perso un punto sulla Cavese ma abbiamo tirato giù l’Arezzo con il quale abbiamo lo scontro diretto fuori casa ma noi stiamo dimostrando che il fattore campo non è più un nostro problema e che ora è giunto il momento di dare la sferzata a questo campionato potendo anche affermare che, lubrificando ancora qualche ingranaggio cigolante, questa squadra può diventare la rivelazione di questa fase finale del campionato e, magari sfruttando anche il calo di qualcuno che ci precede,si può tranquillamente ottenere il diritto a partecipare alle fasi finali anche quest’anno. Infine una considerazione va fatta sulla direzione di gara che ha penalizzato notevolmente il Foggia in due chiare occasioni: diciamo che, se il rigore sacrosanto non dato ci può pur stare, l’atterramento di Malonga da parte del portiere fuori dall’area, e peraltro come ultimo uomo, fa gridare allo scandalo in maniera inequivocabile: perché Malonga avrebbe dovuto simulare? Probabilmente le polemiche derivate dal rigore concesso domenica al Foggia possono aver influito sulla scelta dell’arbitro… comunque la partita è già stata consegnata alla storia, pensiamo alla prossima trasferta in quel di Sorrento sperando che la sosta non influisca sulla forma dei nostri calciatori per continuare a far bene in questo 2009 che ci vede ancora imbattuti.

Alberto Mangano

 

Foggia Pitoiese 1-1

Si doveva vincere e non si è vinto, questa è l’unica triste verità che emerge dalla gara contro la Pistoiese, anche perché la Cavese, che sembra essere la nostra attuale unica concorrente per la fasi finale del torneo allunga il passo e prova a seminarci. L’occasione per il Foggia era ghiotta come sembrava esserla quella contro il Foligno eppure siamo riusciti a perdere quattro punti che ci avrebbero proiettato anche verso qualcosa in più del quinto posto. La partita è difficile da analizzare perché, nonostante il campo appesantito, nel primo tempo sembrava essere di gran lunga alla portata degli uomini di Novelli e veramente mancava solo il gol mentre invece la rete, inaspettatamente, si gonfiava alle spalle di Bremec determinando il vantaggio ospite nella prima frazione della gara. Nella ripresa, invece di assistere ad un arrembaggio produttivo dalle parti del portiere toscano, si assisteva ad un gioco confusionario ben controllato da una Pistoiese che cresceva, attenta soprattutto a non subire cercando anche di ripartire in contropiede per chiudere definitivamente la partita. Il rigore concesso al Foggia riesce ad equilibrare una gara che, per come si erano messe le cose, difficilmente avrebbe avuto l’esito che poi si è concretizzato. Certo il terreno pesante ha favorito il gioco della squadra di Torricelli che riusciva a chiudere di tutto sino al punto da poter contare pochissime occasioni da parte degli attaccanti rossoneri. Si possono dire tante cose sulla gara come per esempio il fatto che il Foggia avrebbe meritato ampiamente il risultato pieno ma, alla fine, resta il fatto che si doveva vincere ed invece si sono regalati due punti alla Cavese: una squadra che vuole vincere non può perdere questi appuntamenti perché questi punti potranno essere determinanti alla fine della stagione che non è lontana. Comunque si è visto sempre il solito D’Amico, una spanna sopra i compagni mentre Mancino, in queste ultime gare, forse per la posizione in campo, non è più il calciatore che ricordavamo. Val la pena infine sottolineare l’atteggiamento del nuovo arrivato Malonga che, oltre a muoversi bene nel secondo tempo, ed oltre a procurarsi il rigore, è sembrato particolarmente teso in occasione del penalty di Germinale tanto da girarsi verso il proprio portiere per non vedere l’esito del tiro ed esultando oltremodo dopo la realizzazione: questo è un buon segnale perché difficilmente ricordiamo calciatori che, dopo un paio di settimane, già si integrano a tal punto… una nota positiva in un pomeriggio, tanto, troppo grigio.

Alberto Mangano

 

Juve Stabia Foggia 2-3

Era rimasto l’unico zero nei tabellini rossoneri, quello delle vittorie esterne,  e alla fine è stato annullato. Non è facile commentare una vittoria esterna, tra l’altro anche meritata, all’indomani della brutta figura in casa con il Foligno. Dov’è la verità? In casa il Foggia non è più schiacciasassi come nel girone di andata? Si è raggiunto un equilibrio anche di risultati tra le gare interne e quelle esterne? Certo è che le ultime due gare in trasferta, entrambe in terra campana senza tifosi al seguito, hanno visto un grande Foggia, determinato e ben messo in campo. Allora guardiamo il bicchiere mezzo pieno, valutando la gara con il Foligno un brutto episodio, che poteva anche finir peggio, ma sicuramente determinato dalle polemiche della settimana riguardo la campagna acquisti rossonera. A Castellamare si è vista una voglia dei ragazzi di portare a casa il risultato pur partendo con l’handicap dello svantaggio all’inizio della gara. Forse questa squadra avverte psicologicamente le critiche della piazza e soffre in casa il minimo fischio alla prima disattenzione: non c’è altra spiegazione perché si è vista fuori casa una squadra matura, capace di affrontare gli avversari a viso aperto e riuscendo a ribaltare un risultato in un ambiente non certo accogliente. Ormai sembrerebbe una corsa a 6 per 5 posti ma, attualmente, assistiamo più a una corsa a due per il quinto posto stando sempre attenti di mantenere le distanze dalle squadre che ci inseguono: facendo il fisiologico dovremmo arrivare in primavera più o meno così e giocarci il tutto nelle ultime gare che hanno sempre deciso i campionati. Quindi cominciamo a non perdere la concentrazione anche in gare apparentemente semplici come quella di domenica prossima contro la Pistoiese e, vivendo alla giornata, dovremmo arrivare senza problemi al periodo caldo della stagione quando chi avrà ancora forza nelle gambe riuscirà a prendere la corsia di sorpasso.

Alberto Mangano

 

Foggia Foligno 2-2

Il Foggia pareggia una partita brutta giocate da due squadre che sono riuscite a farsi male da sole. C’era curiosità per visionare quelli che erano i movimenti di mercato e quali erano i frutti che gli stessi potevano produrre ma, purtroppo, oggi si sono visti solo gli effetti dei movimenti in uscita non potendo valutare  i nuovi  arrivi considerato lo spazio che hanno avuto nella gara di oggi. Abbiamo visto tutti che in campo mancavano Coletti e Delcore e che Burzigotti non è sembrato all’altezza di Rinaldi.Certo, si è detto che sarà il campo a dare la risposta, come comunque è sempre stato, ma la mediocrità del Foligno, soprattutto a centrocampo e i difesa, non doveva rappresentare un grande ostacolo, eppure la gara è stata noiosa nonostante i 4 gol. Come al solito Colombaretti e D’amico sono risultati un gradino sopra i compagni mentre Mancino, nella nuova posizione, merita almeno una prova d’appello come anche Velardi che ha alternato buone giocate ad errori abbastanza grossolani in fase di costruzione di gioco. I due centrali di difesa sono sembrati spesso impacciati e superficiali mentre in attacco Germinale è sembrato non al meglio della condizione, cosa che si conosceva già dalla settimana scorsa. Non c’è comunque tempo per aspettare gli inserimenti dei nuovi e i recuperi dei vecchi: i play off anche se sono sempre lì a portata di mano, sembrano allontanarsi perché, ma non per il risultato, oggi il Foggia ha fatto un passo indietro nel gioco e nell’impostazione della gara. Ecco perché alla fine, dopo che il pubblico ha sostenuto la squadra con impeto ed entusiasmo, si è udito qualche fischio e vari mugugni nei confronti dei calciatori e del tecnico. Non sarà facile superare agevolmente questo momento dopo che in settimana già le dichiarazione di Coletti avevano minato la tranquillità della squadra e piuttosto che le parole di Zanetti, la gente avrebbe preferito una risposta convincente sul manto erboso dello Zaccheria ma come sempre, il pubblico, anche se deluso, ha dato prova di maturità aspettando ancora per fare una giusta valutazione su ciò che c’è da attendersi in questo strano campionato ma attenzione, perché il tempo passa inesorabile e lascia indietro chi perde tempo.

Alberto Mangano

 

Cavese Foggia 1-1

Il Foggia, in una partita che sapeva tanto di spareggio come tutte quelle disputate negli ultimi anni a Cava, riesce ad uscire imbattuto mantenendo inalterato lo svantaggio dalla Cavese appunto che occupa l’ultimo posto utile per disputare i play off a fine campionato. Molto si chiedeva alla squadra di Novelli nelle ultime gare, quella di Pescara e quella appunto del Lamberti, e i ragazzi riescono a mettere nel carniere 4 punti sudati e meritati che fanno ben sperare per questo girone di ritorno. Ora bisognerà non steccare la prossima con il Foligno approfittando dello scontro Crotone – Cavese che potrebbe regalarci il sorpasso ai danni della squadra campana. La partita ha visto la squadra di Camplone vantare un maggior possesso di palla superiore ma il Foggia, dal canto suo, può recriminare per le occasioni più pericolose dalle parti di Marruocco; viceversa possiamo affermare che Bremec non ha dovuto compiere interventi importanti riuscendo a restare in campo stoicamente anche quando guai muscolari facevano pensare ad una sua sostituzione a metà della ripresa. La partita, nonostante la posta in palio e le numerose ammonizioni ai danni di gran parte dei 22 in campo, è stata tutto sommato corretta anche se abbastanza maschia. La difesa foggiana non ha fatto una sbavatura anche se con un Burzigotti che non si vedeva in campo dall’inizio dalla prima di campionato in trasferta contro il Pescara: il centrale rossonero è sembrato pronto ed attento alle sfuriate cavesi. Forse si poteva pretendere qualcosa in più nel secondo tempo in attacco per provare a vincere la partita ma, onestamente, su quel terreno ridotto ad un campo di patate, era anche difficile soltanto restare in piedi. Questa ottima prestazione dei rossoneri fa meditare su quanti punti sono stati persi stupidamente in trasferta con avversari sicuramente molto più scarsi di quelli campani e che potevano farci guardare la classifica dall’alto in basso; ma è inutile pensare a quello che è stato, bisogna guardare avanti partita su partita cercando di recuperare posizioni per reinserirsi tra le prime arrivandosi a giocare per l’ennesima volta il tutto per tutto. Ci è sembrato di vedere uno spogliatoio unito, una panchina che ha vissuto intensamente le fasi buone e meno buone dell’incontro: quindi l’entusiasmo c’è e sta crescendo, bisogna compattare l’ambiente, stringersi intorno alla squadra lasciando eventuali polemiche a fine stagione, sostenendo la squadra incondizionatamente per provare a centrare un traguardo che questo Foggia merita in pieno.

Alberto Mangano

 

Foggia Pescara 2-0

Il Foggia torna prepotentemente alla ribalta sbarazzandosi con un perentorio 2-0 di una delle avversarie storiche soprattutto nei tempi belli delle sfide in massima serie. La vigilia della gara è stata vissuta nella massima indifferenza quasi con la consapevolezza che ormai per quest’anno le speranze di un buon campionato si affievolivano dopo il ridimensionamento della rosa attuale. Ebbene, il Foggia è riuscito a far tornare l’entusiasmo tra i pochi presenti dello Zaccheria con una prestazione maiuscola che poteva far registrare un risultato ancora più rotondo. A onor del vero la squadra di Galderisi è sembrata ben poca cosa: le note vicende societarie potrebbero aver condizionato la prestazione ma tutto ciò non deve affatto sminuire la buona prestazione dei rossoneri. Non sappiamo le reali condizioni di Salgado e quanto tempo ci vorrà per il pieno recupero ma comunque un attaccante buono necessita anche perché ieri si è riuscito a giocare avanti proprio perché la difesa biancoceleste è sembrata disattenta e approssimativa e certamente il reparto più scarso. Questa  vittoria non deve far dimenticare gli obiettivi di mercato perché se è vero che Delcore deve partire, è necessaria la sua sostituzione poiché basta pensare anche ad un infortunio di Germinale per trovarci spiazzati e con un attacco praticamente inesistente. Bisogna ora riprovarci fuori casa raccogliendo l’entusiasmo del gruppo, la certezza delle proprie capacità e proiettandosi a Cava la settimana prossima cercando di non far allontanare il treno dei play off: una vittoria sarebbe il massimo ma certamente non perdere sarebbe un’ambizione legittima e verosimilmente realizzabile. Infine bisogna elogiare questo pubblico che ha incoraggiato la squadra dal primo momento limitandosi ad esporre sarcastici striscioni prima della gara e che ha osannato i propri beniamini al 91’ al grido : ”Vi vogliamo così!". Questo pubblico non sarà a Cava per i soliti noti motivi ma la squadra e il tecnico devono raccogliere queste grida di entusiasmo cercando di mettercela tutta per recuperare le posizioni perse nelle ultime gare e continuare a far sognare questi ragazzi impagabili.

Alberto Mangano

 

 

Potenza Foggia 0-0

Anno nuovo problema vecchio: il Foggia non riesce a far sue gare che, per come vanno le cose in campo, dovrebbero portare in Capitanata 3 punti sacrosanti. E’ già un traguardo che alla fine non abbiamo preso il solito golletto al quale eravamo ormai abituati nella prima frazione di questo campionato. C’è un problema in attacco notevole che andrebbe affrontato magari anche sul mercato ma sappiamo che questo ci regalerà solo movimenti in uscita con l’ovvio e indiscusso impoverimento delle risorse tecniche e quindi probabilmente il conseguente ridimensionamento degli obiettivi  di quest’anno. Tornando alla gara di oggi magari si potrà dire che un punto fuori casa è sempre importante ma con questo gioco molto dispendioso e poco concreto potremmo avere seri problemi anche in casa: in definitiva chi deve far gol? Dobbiamo sempre sperare nella piena condizione di Salgado come stiamo facendo da settembre? Il silenzio stampa della squadra e del tecnico evidenzia comunque un disagio e sarebbe ora che la società parlasse alla piazza in modo chiaro altrimenti si rischia da una parte una contestazione da parte di una tifoseria esasperata e stanca, dall’altra il mutismo totale che non aiuta sicuramente a stemperare gli animi. Forse oggi ci si rende conto che certi strappi (quello con Delcore) si devono ricucire, che non si potrà fare a meno di Coletti per questa stagione perché basta un niente per reinserirsi nel gruppo di vertice e ritentare la scalata come le ultime due stagioni magari questa volta con un po’ più di fortuna. Mollare ora significherebbe arrendersi in una battaglia che non ci vede sconfitti, ma che può portarci facilmente alla vittoria finale… bisogna crederci ed incrociare sempre le dita.

Alberto Mangano

 

Crotone Foggia 1-0

La settimana movimentata nell’ambiente rossonero non poteva portare niente di buono: presunti litigi interni, voci di mercato e di divorzi, calciatori non più graditi alla piazza sono una serie di problemi che difficilmente potevano star fuori dal rettangolo di gioco di Crotone. Eppure la partita poteva finire con un altro risultato, forse di parità, perché il Foggia non ha incontrato un grande avversario o meglio domenica non si è espresso per quelle che sono le sue potenzialità. Alla fine la gara è stata risolta da un episodio sfortunato che purtroppo coinvolge il miglior calciatore rossonero del girone di andata che, se ieri ci ha fatto perdere un punto, tanti e tanti punti ci ha fatto conquistare in questa prima fase di campionato. Forse si poteva recuperare ma, a parte il palo e qualche altra modesta conclusione sotto porta calabrese, il Foggia, sia pur in superiorità numerica per gran parte della ripresa, non ha mai messo in campo quella grinta e quella voglia per riequilibrare il risultato. Di chi la colpa? Per il futuro si potrà fare a meno di Delcore e Salgado? Quali sono le reali ambizioni di questa squadra? Quali quelle del sodalizio di via Napoli? Novelli è l’unico responasabile? Forse la sosta giunge opportuna per riflettere sul futuro del Foggia, almeno quello a breve termine che dovrebbe riguardare la fiducia al tecnico, il mercato e l’assetto societario. Però una considerazione la si può fare da subito: pensare ad un mercato con movimenti solo in uscita significa dichiarare l’abbandono di una nave in avaria che ha lanciato l’SOS perché i rincalzi, quelli di cui parla Fusco, obiettivamente non ci sono e ieri si è visto che in attacco il solo Germinale, unico attaccante puro, non può garantire le marcature necessarie per disputare un buon campionato. D’altro canto cercare oggi qualche alternativa significa rischiare di incappare in calciatori scadenti, magari con un passato glorioso in cerca di svernare dalle parti nostre. Per quel che riguarda Novelli, malvisto da gran parte della piazza, ha la fiducia totale dei soci per cui è necessario che anche i tifosi se ne facciano una ragione. Allora, in questo clima di provvisorietà la società dovrebbe comunicare onestamente quali sono le proprie aspettative e dichiarare ai tifosi i reali intenti anche se questi prevedono uno smantellamento o un forte ridimensionamento del campionato in corso, in definitiva c’è ancora la volontà dei soci di tirare avanti la carretta? Mi sembra che i foggiani abbiano il diritto di sapere che fine debba fare la loro squadra del cuore, se il 2009 potrà portare quelle soddisfazioni che aspettano da tanto tempo o se è il caso di guardare le squadre alle spalle cercando solo di mantenere le giuste distanze da loro.

Alberto Mangano

 

 

Foggia Ternana 2-1

Alla fine il risultato positivo può far riflettere durante la prossima settimana perché se la partita avesse preso la piega che stava prendendo, adesso forse staremmo allo sfascio totale. Si è vista una brutta partita determinata da un avversario scarso e da un Foggia che forse ha risentito della contestazione della settimana e del silenzio assoluto oggi dei suoi tifosi. I rossoneri sono entrati determinati in campo ma via via si sono persi invischiati nella mediocrità dell’avversario riuscendo a sbagliare anche gli appoggi più semplici. D’Amico su tutti: il centrocampista del Foggia oggi era su tutte le palle sia in fase propositiva che di interdizione mentre per il resto si è assistito ad una gara che ha rispecchiato il periodo di crisi della squadra che almeno oggi ritrova la vittoria che forse non farà morale ma porta i tre punti che sono sempre importanti.  Oggi si poteva perdere: sull’1-1 gli umbri potevano trovare il coraggio di tentare il colpo e la frittata sarebbe stata servita ed invece un minimo di reazione unito ad un po’ di orgoglio ha mosso la squadra rossonera e, nell’indifferenza degli spalti che cominciava a trasformarsi in contestazione, riusciva a riportare la gara sui binari giusti, quelli di una vittoria dichiarata alla vigilia e che alla fina è arrivata. Tutto il resto ora sono chiacchiere. Ed ora? Cosa succederà in settimana? Da una parte i tifosi che contesta, dall’altra la squadra che si chiude e si isola: a chi giova tutto ciò? La società dovrebbe cercare di riavvicinare le parti perché oggi alla squadra è mancato sicuramente il dodicesimo uomo in campo, quello che spesso è stato determinante nel conseguimento di un risultato; facciamo tutti un passo indietro perché oggi stavamo facendo un piacere alla Ternana, magari domani riusciremmo a buttare al vento quanto di buono fatto sino ad ora. D’altra parte siamo allora lì in classifica ed è possibile restarci ancora un po’ di tempo nella speranza di un’inversione di tendenza e quindi di un allungo finale. Dalla partita di oggi qualcosa di positivo si può trarre: per esempio oggi abbiamo capito che Salgado, quando vuole, sa fare il Salgado e cioè magari dormicchiare tutta la gara e poi insinuarsi prepotentemente in area avversaria e realizzare. Abbiamo dimostrato, in questo girone di andata che ormai volge al termine, di potercela giocare con qualunque squadra, di non temere nessuno e forse potrebbe bastare la consapevolezza di sentirci una squadra capace che opera in ambiente favorevole, per farci  fare quel salto necessario per tentare di vincere questo campionato invece di autoflaggellarci per una sconfitta, quella di Lanciano, che ci può pure stare ma dimostriamo che siamo una platea matura e le contestazioni facciamole pure, ma a ragion veduta considerando che dalla sconfitta con il Barletta ad oggi di tempo ne è passato e il Foggia qualche progresso, sicuramente insperato, l’ha fatto e in pochi pensavano di arrivare a Natale più in alto di quanto fatto con squadre sicuramente più titolate come quelle di Cuoghi e Campilongo. Non roviniamo tutto adesso, non cerchiamo per forza di addossare colpe e responsabilità al tecnico, ai contestatori, a quel giocatore, a quel dirigente: così faremmo solo il gioco dei nostri avversari. Attenti!

Alberto Mangano

 

 

Virtus Lanciano Foggia 5-2

E’ sempre brutto commentare una sconfitta soprattutto quando il risultato numerico è imbarazzante, impensabile sino alla vigilia. La cosa che fa più rabbia non sono i 5 gol ma il fatto è che ad una manciata di minuti dal termine si poteva pareggiare e magari adesso stavamo a commentare una splendida rimonta. E’ difficile dire se questa è stata la più brutta sconfitta o se a Caserta contro il Marcianise siamo riusciti a fare peggio. Certo è che oggi non possiamo dire che i problemi sono sempre e solo in avanti e che invece in difesa riusciamo sempre a stare attenti e concentrati perché per la prima volta gli attaccanti avversari, soprattutto nel primo tempo, scendevano,incutevano terrore ed in più di una volta ci siamo salvati per il rotto della cuffia e se il risultato, nella prima frazione, fosse stato più rotondo, nessuno avrebbe potuto dire alcunché. In questo momento siamo usciti dalla zona play off e magari sarebbe opportuno cercare di mantenere a distanza la zona calda dei play out senza voler fare a tutti i costi i disfattisti ma, se si vuole vincere questo modesto campionato bisogna far valere la propria determinazione sul campo, al cospetto di compagini tutto sommato mediocri e soprattutto bisogna capitalizzare le occasioni clamorose sotto porta se è vero che abbiamo una coppia di attaccanti invidiata addirittura da squadre di serie B. Analizzando la gara si può dire che nel primo tempo la squadra è andata allo sbando, messa male in campo e sbagliando di tutto nella fase di impostazione ma soprattutto in quella di interdizione: in definitiva il Lanciano riusciva ad arrivare dalle parti di Bremec con una facilità incredibile. A Novelli va riconosciuto il merito di essere riuscito ad imporsi nell’intervallo perché la sua squadra, sotto di 2 gol, è entrata nella ripresa con uno spirito diverso dando la sensazione di poter ribaltare il destino della gara sia dopo il 2-1 di Coletti che dopo il 3-2 di Salgado. Nel finale di gara c’è poco da contestare al tecnico: sbagliare quei gol, favorire le ripartenze dei padroni di casa, sbilanciarsi in modo scriteriato da terminare l’espulsione di Bremec  sono colpe dei singoli che purtroppo determinano questo momento di involuzione del gioco e dei conseguenti risultati. Sicuramente un’inversione di tendenza, magari con un paio di vittorie che potrebbero alimentare fiducia nei propri mezzi e mettere fieno in cascina, sarebbe necessaria proprio adesso, nel finale del girone di andata per evitare crisi di panico determinate da squadre che ci stanno raggiungendo e superando e che stanno facendoci ricredere sulle potenzialità della nostra squadra. Cerchiamo quindi tutti insieme di risalire la china perché le altre squadre sono alla nostra portata e quest’anno, senza volerlo ma soprattutto senza dichiararlo , potremmo ritrovarci a lottare per qualcosa di importante contro avversari  che oggettivamente non sono di un altro pianeta.

Alberto Mangano

 

 

Foggia Paganese 1-1

Sicuramente il Foggia oggi lascia due punti importantissimi in classifica che speriamo di non rimpiangere a fine stagione. Proprio ora che sembrava ci fosse stata un’inversione di tendenza fuori casa; e a pensare che alla fine del primo tempo eravamo secondi ad un solo punto dal Crotone. Non c’è da fare drammi perché la classifica che ci interessa è quella che leggeremo all’ultima giornata e poi sappiamo che durante l’anno c’è sempre un periodo di appannamento per tutte le squadre e se stessimo in questo momento, nel nostro periodo di crisi, riteniamoci fortunati perché comunque il punto a partita lo mettiamo in carniere. Novelli ha avuto il merito domenica scorsa di sostituire Delcore con Germinale rischiando di vincere la partita mentre con la stessa sostituzione oggi è stato criticato: Germinale forse ha risentito dell’esordio casalingo e degli applausi e dei consensi maturati durante la settimana ma certamente forse oggi Delcore stava dando l’anima, dimostrava quella fame di gol che lo contraddistingue a differenza di un Salgado spento, a volte abulico e spesso assente dalle trame di gioco: eppure giocava nel ruolo che rivendicava dalla prima giornata. Poi comunque la buona o la cattiva sorte determinano il risultato finale e si sa che più sbagli gol che sembrano già fatti, più la beffa può concretizzarsi da un momento all’altro. Ecco quindi che Tisci tira fuori dal cilindro uno di quei gol che si rivedono spesso in videocassetta, uno di quei gol da manuale del calcio che, come quello maledetto del Rivaldo povero del Partenio, se lo provi 100, 1000 volte non lo azzecchi più. Andiamo avanti  con la dignità di una squadra che ha tutte le possibilità di far quadrare il cerchio e presentiamoci a Lanciano, oggi corsaro a Castellamare, con la voglia di far risultato cercando però quella lucidità sotto porta che alla fine farà la differenza in questo campionato tutto sommato modesto dove nessuna compagine ha dimostrato di avere le potenzialità per l’allungo; la conquista del primo posto è ancora possibile, bisogna crederci, bisogna andare avanti con la consapevolezza di avere qualcosa in più delle altre; la differenza in campo la stiamo valutando giornata dopo giornata un po’ verso tutti gli avversari almeno sul piano del gioco. La squadra deve stare tranquilla, il tecnico deve avere la fiducia che ha meritato sinora, magari deve valutare al meglio formazione iniziale e eventuali sostituzioni ma se un calciatore una domenica fa il fenomeno realizzando una doppietta e il turno successivo calcia il pallone in maniera goffa davanti alla porta e sbaglia uno stop dietro l’altro e allora, di grazia, qual è la colpa di Novelli?

Alberto Mangano

 

Taranto - Foggia 2-2

Il Foggia doveva vincere ma per come si erano messe le cose il pareggio può star bene in barba ai commentatori di conto tv che davano il Foggia perdente abbondantemente prima del triplice fischio finale. C’è da dire che una squadra che vuol vincere il campionato anche senza dichiararlo apertamente deve però essere più spietata sotto rete anche perché, con tutto il rispetto per Dionigi che vanta un ottimo curriculum soprattutto in serie superiori, Del Core e Salgado dovrebbero avere qualcosa in più, ma questo va dimostrato sul terreno verde che da sempre è il miglior giudice. Onore comunque a Germinale capace di piegare gli avversari con un 1-2 micidiale e degno di un vero attaccante di razza: siamo contenti che da domenica prossima Novelli avrà problemi di abbondanza in attacco perché questo vuol dire maggior impegno da parte di tutti, compreso coloro che ritenevano da sempre il posto da titolare come una investitura dovuta; il tecnico ha dimostrato in passato con Salgado e oggi con Piccolo che nessuno il sabato sa se scenderà in campo, soprattutto nel tridente d’attacco.

Cerchiamo di mantenere alta la concentrazione nonostante l’impegno infrasettimanale in quel di Ravenna dove c’è da aspettarsi l’impiego di coloro che magari giocano meno con l’aggiunta di qualche ragazzo della Berretti. La Paganese deve rappresentare la vittima sacrificale per riprendere in casa quel ruolino di schiacciasassi e per recuperare quei due punti che con il Taranto sono stati buttati al vento. Tutto sommato i risultati delle altre squadre non hanno infierito più di tanto ma siamo in un momento del campionato nel quale bisogna navigare a vista e vivere giornata per giornata consapevoli che negli ultimi due anni, quelli che ci hanno visto sfiorare la promozione, di questi tempi si parlava di esoneri e di crisi: per lo meno la squadra adesso è più tranquilla e la piazza, domenica dopo domenica, si sta affezionando a Novelli, sta credendo nelle sue potenzialità e nel suo modo di creare gruppo. Poi, comunque, se riesci a recuperare una partita sul filo di lana vuol dire pure che la dea bendata si è girata dalla nostra parte e noi sappiamo bene per quanto tempo è stata rivolta da tutt’altra parte.

Alberto Mangano

 

 

Foggia - Benevento 1-1

Il Foggia termina la lunga serie di vittorie consecutive in casa ma racimola un punto che comunque serve a mantenere proprio il Benevento ad una lunghezza di distanza. Domenica scorsa si era interrotta la striscia negativa in trasferta e quindi “finalmente” ci si leva di dosso l’assillo dei record che magari regalano qualcosa alla storia, agli almanacchi ma che non devono distogliere dall’obiettivo che strada facendo si sta concretizzando e cioè la possibilità di arrivare quanto più in alto possibile la prossima primavera.
Oggi, come era già successo quindici giorni fa con l’Arezzo, abbiamo incontrato una signora squadra capace di proporre un bel gioco e di aggredire con pressing asfissianti i portatori di palla avversari: questa è una squadra che lotterà sino alla fine per i play off.
Il merito del Foggia è stato quello di crederci sino alla fine nonostante il campo pesante e scivoloso che aiutava i campani a mantenere il risultato, positivo sin dalle prime battute del match grazie ad una dormita generale della retroguardia rossonera. Il demerito del Benevento, che ha lasciato oggi la concreta possibilità di scavalcare gli uomini di Novelli, è stato quello di arretrare il baricentro cercando di soffocare il gioco foggiano rinunciando magari a chiudere a suo favore la partita: oggi la maggiore stazza degli uomini di Papagni poteva certamente fare la differenza a loro favore.
Tra i foggiani si è distinto notevolmente Colombaretti, autentico stantuffo sulla fascia, Pecchia che ha controllato il centrocampo facendo partire dai suoi piedi tutte le azioni foggiane e Delcore che ha lottato difendendo ogni palla e anche oggi non supportato dal compagno di reparto Salgado spesso assente dal gioco e capace di sprecare anche le palle più facili.
Comunque questa “quasi” sconfitta può e deve essere salutare per il Foggia che forse ogni tanto ha bisogno di un bagno di umiltà proprio per non perdere quella concentrazione gara dopo gara che può farci rimanere su il più lungo possibile sperando anche nella crisi di qualche nostra avversaria. Nel frattempo cominciamo a pensare al Taranto di domenica prossima, oggi straripante contro il Lanciano e da sempre nostro storico avversario: sarà una partita vera, giocata a viso aperto e che sarà portata a casa da chi avrà il coraggio di osare senza abbassare la guardia, senza temere la squadra di fronte.
Infine è doveroso ricordare come oggi allo stadio si sia giocato grazie all’intervento del prefetto che ha disposto il riallaccio dell’acqua solo per la partita per ovvi motivi di ordine pubblico; ne abbiamo viste di tutti i colori tra tribunali e cordate, abbiamo vissuto provvedimenti dell’ultimo secondo per gare da non disputare per l’inagibilità dello stadio, ma il distacco dell’acqua per morosità al comune e di conseguenza allo stadio supera ogni limite: i tifosi onesti, i foggiani puntuali nel pagare quanto dovuto si sentono vigliaccamente offesi e traditi.

Alberto Mangano

 

Perugia - Foggia 1-1

E adesso il Foggia fa vedere buone cose anche in trasferta cominciando proprio contro una delle squadre più blasonate della Lega Pro e in estate indicata tra le favorite per il salto di categoria. Si è visto subito che eravamo anni luce dalla gara di Caserta già dalle prime fasi del match: si è vista una squadra quadrata che organizzava il proprio gioco partendo dai piedi esperti di Fabio Pecchia che era bravo a dettare i tempi accelerando o rallentando il ritmo durante le varie fasi della gara; ma si è vista subito la voglia nel fare risultato, nel rompere il ghiaccio anche in trasferta. La classifica ci sorride ancora ma il campionato non dà respiro offrendo ai rossoneri l'ennesima occasione di conferma contro il Benevento che non dimentichiamolo, ha allestito in estate una signora squadra, di quelle che potrebbero fare bella figura anche in serie B. La squadra campana, dopo un inizio in sordina, sembra aver ripreso il ritmo delle grandi ed è lì a contendersi con le altre un posto per i play off anche se il campionato è ancora lungo e forse non ha ancora espresso definitivamente le squadre che possono ambire alla conquista della cadetteria. Sarà necessaria un'altra partita gagliarda, magari come quella disputata contro il Gallipoli per gettare le carte in tavola e scoprire le vere ambizioni del gruppo di Novelli. Sappiamo pure che i record esistono per essere superati e ci aspettiamo prima o dopo una mancata vittoria allo Zaccheria ma ci auguriamo che ciò non avvenga domenica e, non solo per il ruolino positivo da consegnare agli annali, ma perchè obiettivamente il Foggia è la squadra che attualmente, insieme alla capolista Crotone, vanta la forma migliore nonostante un Salgado non ancora al massimo e qualche dormita, anche se sporadica, della difesa. Affrontiamo quindi il Benevento partendo da quanto di buono ha detto la gara del Curi e consapevoli che solo la concentrazione e la determinazione e magari anche un po' di lucidità soto rete (vero Salgado?) possono far continuare a ben sperare per i verdetti della prossima primavera.

Alberto Mangano

 

Foggia Arezzo 2-1

E’ questo il Foggia che non ti aspetti, capace di farsi ridicolizzare in trasferta e subito dopo determinato anche in inferiorità numerica contro un signor avversario, non a caso il primo della classe. La vittoria di domenica è esaltante perché raggiunta in ovvia difficoltà contro l’Arezzo che è la squadra più forte incontrata sino ad oggi, una squadra che non si è accontentata del pareggio e che ha chiuso per circa mezz’ora gli uomini di Novelli nella propria metà con un gioco ordinato e ben organizzato da mister Cari; questa è una seria candidata al passaggio diretto in serie B. Ma veniamo al Foggia che comunque è stato finalmente cinico, sfruttando al massimo le occasioni capitate e facendo esplodere di gioia lo Zaccheria al triplice fischio di un signor arbitro non proprio alla sua migliore giornata e desideroso di fare la prima donna in campo, cosa che succede spesso in questa categoria in stadi blasonati come quello foggiano. E’ stata una vittoria ottenuta con il cuore e giocata correttamente e a viso aperto da entrambe le squadre che, dopo questo confronto, meritano sicuramente il rispetto degli addetti ai lavori. Novelli ha comunque creato una squadra, ha formato un gruppo anche se fuori casa prende scoppole dagli ultimi della classe, comunque i numeri ci sono altrimenti il Foggia non avrebbe messo sotto Arezzo e Gallipoli che attualmente ci sovrastano. Ora bisogna fare il giusto, il campionato è ancora lungo e forse un risultato positivo a Perugia potrebbe servire a sbloccare psicologicamente la squadra perché domenica, anche se a tratti e in modo non continuo, il Foggia ha dimostrato di poter mettere chiunque sotto e di poter legittimamente ambire, ora lo possiamo dire, alla serie B. E’ pur certo che la fortuna, come al solito, ti deve dare una mano perché se l’Arezzo avesse segnato a metà secondo tempo, e ne ha avute di possibilità, oggi staremmo a commentare un’altra partita. Quindi se è pur vero che non bisogna adagiarsi e mollare è altrettanto sacrosanto che questa squadra ha i mezzi per fare il salto e Novelli è stato l’unico allenatore azzeccato da questa società a giugno mentre gli altri anni, di questi tempi, eravamo a inveire sulle scelte del sodalizio rossonero. Quindi, senza esitazione, rechiamoci in Umbria con umiltà ma senza timori reverenziali perché sono loro che devono aver paura di una squadra che, anche se in compagnia, ha preso il largo in questo campionato; riguardate la classifica e date al Foggia anche solo 2 punti in più, quelli che come minimo avremmo dovuto prendere fuori casa, e vedete se non sono gli altri a doverci temere.

Alberto Mangano

 

 

 

Real Marcianise Foggia 1-0

Domenica è stata una giornataccia per il Foggia sbeffeggiato da un Real Marcianise che in maniera ordinata e soprattutto con merito ha portato a casa una prestigiosa vittoria. Ma cosa è successo all’undici di Novelli ad una settimana dalla bella vittoria sul Sorrento? Molto probabilmente il Foggia è riuscito a portare a casa risultati positivi sino a quando non aveva i favori del pronostico mentre è scivolato sul neutro di Caserta avendo la testa ai play off e alla serie B. Non ci sono parole per descrivere una partita nella quale il Foggia non ha fatto assolutamente niente, non ha costruito un azione e non ha mai dato la sensazione di riuscire a riequilibrare il risultato. Non è il caso di processare la squadra anche perché quasi sicuramente il vero Foggia è una via di mezzo tra quello contro il Gallipoli e quello di domenica oppure forse in effetti è una squadra non ancora matura per imporre il proprio gioco lontano dalle mura amiche. Quindi alla vigilia di una importantissima gara val la pena di mettere una pietra sopra e pensare in positivo anche perché la classifica ci sorride ancora ed un ‘ulteriore vittoria contro l’Arezzo potrebbe far dimenticare velocemente il disastro di Caserta. Bisognerà essere concentrati, preparare bene la partita e scendere in campo determinati a fare risultato contro i toscani che potrebbero essere ridimensionati, anche psicologicamente, da una disfatta in Capitanata. Come al solito i tifosi faranno la loro parte sino al 90° evitando di perdere la pazienza durante l’incontro che significherebbe compromettere in maniera netta il risultato finale e dare la possibilità alla capolista di andarsene in fuga solitaria. Noi sappiamo che questo non avverrà e che i ragazzi domenica ci dimostreranno che la strada intrapresa è quella giusta ma che ogni tanto, per poca attenzione, ci si può anche imbattere in una buca ma, dopo un attimo si è di nuovo pronti per la lunga e speriamo fruttuosa camminata.

Alberto Mangano

 

Foggia Sorrento 3-1

Il Foggia ora fa sul serio: si impone sul Sorrento e lo fa addirittura con una tripletta di Salgado, ritrovato e rinvigorito da un paio di domeniche in tribuna: lo si è visto muoversi, impegnarsi anche se le cose migliori le ha fatte vedere quando si spostava sulla sinistra, sua zona prediletta, mentre al centro spesso si è fatto trovare in fuorigioco mostrando palesemente la sua incapacità nel giocare da prima punta.

Comunque il Foggia di oggi ha spadroneggiato contro un modesto avversario che si è ritrovato in partita anche perché gli uomini di Novelli non hanno chiuso la pratica già nel primo tempo e il tecnico dovrà far meditare i suoi perché di fronte non troverai sempre il Sorrento e magari un’altra squadra oggi avrebbe difeso meglio e a denti stretti il risultato di 1-1 mentre noi dobbiamo essere più cinici ed infierire al momento giusto evitando brutte sorprese che possano minare risultati positivi.

Da elogiare un grande Bremec che riesce a parare un rigore rimanendo in piedi sino all’ultimo  e riuscendo a tuffarsi dalla parte giusta per deviare una palla impossibile.

Ma anche Pecchia e Coletti hanno dato l’anima sino alla fine supportando le giocate degli avanti rossoneri; solo Mancino dovrebbe cercare di dialogare di più con i compagni cercando di evitare assoli che producono ben poco come anche Lisuzzo, sempre preciso ed attento, non dovrebbe portar palla eccessivamente soprattutto considerando che dalle sue parti un errore potrebbe costarci caro.

Certo è che il Foggia continua a crescere e Novelli comincia veramente a convincere tutti che la squadra può fare grandi cose perché ha uomini che hanno tutti voglia di far bene in una piazza importante e soprattutto sta promettendo quello che più volte aveva sottolineato e che cioè l’eliminazione in Coppa Italia era stato un episodio e che la vera forza del gruppo l’avremmo vista a partire da ottobre.

Ora bisogna navigare a vista evitando di guardare eccessivamente la classifica e pensare alla gara della domenica prossima senza farsi conti ed illusioni che potrebbero risultare effimeri da un momento all’altro: ogni campionato è lungo e sappiamo che non potrà andare sempre così, che potrai avere cali di tensione o di forma per cui val la pena di cominciare a raccogliere quanti più punti possibili quando tutto ti va bene.

Andiamo a Marcianise senza considerare la differenza di punti tra le due squadre ma con la consapevolezza che possiamo andare dappertutto ad imporre il nostro gioco e magari cominciandolo a fare già da domenica anche fuori casa per continuare a far crescere l’entusiasmo intorno a questa squadra e soprattutto intorno al suo tecnico.

Alberto Mangano

 

Foggia Gallipoli 1-0

E’ questo il Foggia che volevamo vedere, una squadra che vince ma che scende in campo determinata a far suo il risultato con la caparbietà di chi sa come proporsi e come imbrigliare gli avversari. Non dobbiamo dimenticare che oggi a Foggia si è presentata la capolista, quella compagine che sembrava sino ad ieri poter ammazzare questo campionato ed invece il Foggia è stato capace di ridimensionare e non di poco le velleità di mister Giannini. Diciamo pure che Novelli ha dato una spinta notevole alla crescita della squadra quando, nel mettere da parte Salgado, ha dimostrato a tutti di avere carattere e che nessuno in questo gruppo poteva sentirsi indispensabile. Oggi abbiamo visto tutti uscire con la maglia sudata, oggi abbiamo visto i reparti più vicini tra loro e alla fine nessuno può mettere in discussione un risultato che poteva essere addirittura più rotondo. Non era facile reagire positivamente dopo un rigore sbagliato e forse le speranze da riporre nella squadra rossonera devono partire proprio da quel secondo tempo formidabile come se quell’incidente di percorso non avesse minimamente scalfito la voglia e la determinazione dei calciatori. Ecco perché oggi abbiamo assistito alla gara più bella dall’inizio dell’anno e la gente sugli spalti se ne è andata soddisfatta non solo per i tre punti che comunque ci regalano il terzo posto solitario. Attenzione ora ai cali di concentrazione perché domenica prossima c’è da affrontare il Sorrento in casa e dobbiamo continuare a ottenere il massimo tra le mura amiche. Abbiamo capito che il tecnico può fare molto quest’anno ed oggi probabilmente ha cominciato a convincere tutti noi che eravamo ancora scettici su quello che poteva tirar su da questa squadra: certe scelte tecniche indicano carattere ma anche estrema competenza e conoscenza del gruppo che si ha a disposizione. Un uomo che oggi ha dimostrato che il campo conta più delle chiacchiere distribuite in giro gratutitamente durante la settimana. Da oggi a Foggia si può fare sul serio lasciando fare a ciascuno il proprio lavoro sperando sempre che la fortuna finalmente possa anche ridarci tutto quello che ultimamente si è preso. Va bene così, avanti un altro!

Alberto Mangano

 

Addio Andrea Stimpfl

L´ex difensore rossonero degli anni ´80 Andrea Stimpfl è morto questo pomeriggio nella sua abitazione di Acitrezza (CT) all´età di 52 anni, stroncato dalla leucemia che lo ha colpito pochi mesi fa.
Originario di Bolzano, dove era nato il 13 giugno del ´56, Stimpfl era un difensore possente, che approdò in rossonero dal Pergocrema nell´estate dell´80: con la maglia del Foggia ha disputato quattro stagioni (3 di B ed 1 di C), totalizzando complessivamente 113 presenze ed 1 gol. Ha vestito anche le maglie di Triestina, Varese, Acireale e Giarre. Lascia la moglie e due figli.
Andrea AStimpfl potrebbe essere l´ennesimo caso di una lunga lista di calciatori segnati da un triste destino comune.
Il Foggia, che si stringe alla sua famiglia in questo momento di grande commozione, ha appreso della morte di Andrea direttamente nel ritiro di Pescia, nell´immediata vigilia della trasferta di Pistoia. Domani non potrà commemorarne la memoria per ovvie ragioni, lo farà domenica prossima in occasione del match casalingo con il Gallipoli.

(usfoggia.it)

 

Foggia - Juve Stabia 1-0

Il Foggia vince e si piazza in classifica a ridosso delle prime. Probabilmente ad inizio del campionato nessuno se lo aspettava ma i tre punti conquistati contro la Juve Stabia non fanno esultare i sostenitori rossoneri ma non perché conquistati con un rigore nel finale, bensì per il modo con il quale sono stati legittimati in campo. Novelli aveva pregato i tifosi di sostenere i ragazzi e pensiamo che, da questo punto di vista, non sia rimasto deluso ma, se i calciatori non hanno pensato a fine gara di andare sotto la curva, evidentemente anche loro si sono resi conto di non aver disputato una partita esaltante. E’ sembrato di vedere i reparti scollegati tra loro, molti calciatori fuori forma (Salgado innanzitutto) e altri posizionati in campo forse in ruoli non proprio adatti alle singole capacità. Chi ha visto l’incontro sarà d’accordo che l’ex Brunner non è mai stato impegnato in modo serio disputando una gara tranquilla e gestendo solo la normale amministrazione, che i tre attaccanti rossoneri non si sono quasi mai proposti e che gli uomini di centrocampo hanno sbagliato di tutto nella fase di impostazione lanciando spesso la palla in zone non presidiate da alcun compagno di squadra. Certo è vero che la squadra campana si è solo difesa pensando  a spezzare le trame foggiane ma è altrettanto vero che, negli ultimi 10 minuti, in svantaggio di un gol, si sono proposti pericolosamente dalle parti di Bremec e solo grazie ad un miracolo di quest’ultimo oggi non stiamo a commentare un pareggio casalingo; dobbiamo cominciare a preoccuparci del reparto difensivo considerato che quasi non siamo stati capaci di gestire, per soli 10 minuti, lo striminzito vantaggio? Quindi non è il caso di vedere la classifica o cullarci per i pochi gol subiti ma invece andrebbe rivista la gara, azione su azione, per cercare di rimediare in fretta ad errori tecnici grossolani determinati spesso dalla precipitazione e dalla superficialità. Se Salgado non è in forma probabilmente una preparazione differenziata in settimana e qualche salutare panchina la domenica potrebbe portare benefici nel tempo mentre sarebbe il caso di provare anche qualche altro elemento che va in tribuna e che però viene regolarmente pagato a fine mese. E’ il caso di avere una rosa così folta? Agostinone merita sempre di rimanere fuori campo? Mattioli potrebbe giocare qualche minuto in più? Noi non vogliamo assolutamente sostituirci all’allenatore che certamente ne capisce più di noi, ma poiché questo Foggia non piace anche quando vince qualcosa andrebbe comunque cambiata anche perché le alternative forse ci sono ma noi non le conosciamo se non solo di nome: qualcuno ha portato questi giocatori a Foggia e forse potrebbero anche avere l’occasione di disputare qualche incontro, altrimenti sarebbe più oculato, per le casse societarie, provvedere alla loro collocazione in giro, sempre però alla riapertura del mercato. E pensare che noi abbiamo un ragazzo, Compierchio, che nel Genzano sta regalando gol alla propria squadra: che cosa fanno di male i Foggiani per non giocare nella propria squadra del cuore? Chi ha voglia può vedersi il gol realizzato da questo nostro ragazzo alla prima di campionato:

http://it.youtube.com/watch?v=4iYmkq6WQE4

 Alberto Mangano

 

Foligno Foggia 1-0

E si ritorna con i piedi per terra! Qualcuno in settimana aveva cominciato a fare qualche conto, a fare previsioni o pronostici azzardati ed invece, nel grigiore di una domenica pomeriggio noiosa in quel di Foligno, il Foggia affonda in malo modo al cospetto di un avversario oltremodo scarso e inconcludente ma che ha saputo portare nel proprio carniere l’intera posta della gara. Sia ben chiaro, una sconfitta ci può stare, ma il problema è che i rossoneri non hanno mai dimostrato, nell’arco dei 90 minuti, di avere un gioco ed un modulo tattico in grado di poter ben sperare per il futuro. Una squadra che gioca con il 4-3-3 dovrebbe avere una propensione al gioco d’attacco, magari non spregiudicato come quello di Zeman, ma almeno in grado di mettere gli attaccanti del Foggia in condizioni tali da poter impensierire il portiere avversario. Invece i 3 di centrocampo giocano a ridosso dei difensori e molto distanti da quelli che dovrebbero rappresentare i cecchini rossoneri; succede invece che, per due volte, e sempre su corner a nostro favore, il Foggia incappa nelle ripartenze veloci del Foligno sino addirittura a trovarsi l’attaccante della squadra di casa nell’1 a 1 contro il difensore foggiano. Quindi una squadra che attacca male ma che si difende peggio. Possiamo dare sempre la colpa a Delcore e Salgano? Quante palle hanno avuto da poter sfruttare al meglio? E poi ci chiediamo: sono le rose che determinano il modulo o si stabilisce prima quest’ultimo indipendentemente dagli uomini a disposizione? Perché, se il 4-3-3 viene fatto male potrebbero essere gli uomini non adatti allora si potrebbe pensare ad un 4-4-2 magari con due centrocampisti più offensivi, avendo così una squadra più dedita alla fase d’attacco di quella attuale. Un buon allenatore è bravo anche a mettere la propria squadra in campo sulla base degli uomini che ha a disposizione o altrimenti, se si vuole essere cocciuti in certe strategie tattiche, allora o si aspetta il nuovo mercato o la società deve pensare di mandar via il tecnico, cosa che negli ultimi due anni si è dimostrata sempre azzeccata anche se purtroppo sfortunata. Magari è presto per dare sentenze definitive, però è anche vero che valutare serenamente quello che avviene sul terreno di gioco non fa mai male. La squadra, dal punto di vista tecnico c’è ed è sicuramente superiore a quella dello scorso anno ma mentre la squadra di Galderisi giocava in modo che il gol diventava una logica conseguenza, quest’anno il gol è quasi un incidente di percorso ed entrambe le vittorie non sono mai apparse nette e totalmente meritate. Sicuramente le prossime 2-3 gare saranno fondamentali per stabilire dove può arrivare questa squadra ma anche per prendere subito certe decisioni, dolorose ma necessarie sempre per il bene del Foggia.

Alberto Mangano

 

 

Foggia Cavese 1-0

Il Foggia non tradisce e raccoglie una nuova vittoria tra le mura di casa facendo un bel balzo in avanti in classifica anche se siamo ancora alla terza di campionato e la strada è ancora lunga ma forse non così in salita come ci si aspettava.

Diciamo subito che gli uomini di Novelli sono subito scesi in campo determinati a vincere imbrigliando spesso gli avversari i quali non riuscivano mai a prendere il pallino del gioco: qualche meccanismo va ancora oliato, da uno stantuffo come Coletti ci aspettiamo di più, sappiamo che il vero Salgado non è quello di oggi, a parte il gol, ma anche da Pezzella aspettiamo di vedere tutto quello che di buono si dice su di lui; ma oggi è stata la prova della squadra in toto che fa ben sperare soprattutto per la voglia di proporsi ed imporsi per tutta la gara lasciando molto poco spazio all’avversario.

Il gol arriva forse tardi e per una leggerezza dell’ex Marruocco ma il Foggia premeva da un bel po’, magari senza occasioni clamorose, ma con caparbietà al cospetto di una Cavese capace solo di rallentare i ritmi con un gioco ostruzionistico a volte irritante.

Quindi si può attribuire ai rossoneri un voto collettivo sicuramente superiore alla sufficienza sempre però in attesa di un totale recupero di alcuni uomini fondamentali e di una assimilazione sempre più intensa degli schemi del proprio allenatore.

E che il mondo del calcio sia strano lo ha dimostrato proprio questo week end con un gol di Plasmati addirittura ai Campioni d’Italia ammutolendo il palcoscenico più prestigioso d’Italia: chissà da quanti anni non riceveva un cross così.. ah, mister Campilongo! E poi il tonfo di mister Galderisi che aveva sposato un grande progetto quest’estate e che se non fosse stato per il regalo di Burzigotti oggi sarebbe veramente messo molto male, mentre meraviglia il Gallipoli di Giannini, allenatore che aveva fatto male dappertutto e che oggi si trova a guidare la classifica del nostro girone a punteggio pieno.

Tutto ciò ci dice ancora una volta che le chiacchiere d’agosto sono una cosa, i gol e i risultati sul campo, per fortuna, sono tutta un’altra cosa.   

Alberto Mangano

 

Pescara Foggia 1-0

Il Foggia conosce l’amarezza della prima sconfitta in trasferta contro i bianco-celesti di Nanù Galderisi e prova a riflettere sulla gara e su come poteva andare se affrontata in maniera diversa. Sicuramente non è stata una bella gara da entrambe le parti, una gara che poteva dare tranquillamente un punticino ciascuno considerata anche l’afa con la quale si è disputata. Ma viene da chiedersi: qual è  il vero volto di questo Foggia? Con il Potenza aveva vinto senza convincere e contro il Pescara forse si è perso per il fatto di aver giocato un tempo in inferiorità e per un direttore di gara non proprio nella sua giornata migliore ma il tutto non deve distogliere dall’analizzare bene pregi e difetti del gioco e degli uomini di Novelli  indipendentemente dal risultato cercando di valutare bene le eventuali modifiche da apportare all’assetto tecnico tattico della squadra: certo con il portiere quest’anno abbiamo fatto un notevole passo in avanti, mentre ritengo che Pecchia, meno propositivo e più relegato alla protezione della difesa, dimostri di avere un paio di candeline in più sulla sua torta: magari un po’ più in avanti potrebbe aiutare Mancino a fare il rifinitore perché sul tridente si può essere critici fino all’esasperazione ma è pur vero che non riceve quasi mai palloni giocabili ma solo lanci lunghi, spesso imprecisi e in zone non presidiate da calciatori rossoneri. E alla fine una considerazione sulla difesa che ha bisogno ancora di intesa tra i due centrali che non dettano i tempi al reparto e che sono spesso macchinosi e goffi nella manovra. Ecco perché oggi come oggi non si può star tranquilli dopo una vittoria né fare tragedie per una sconfitta; c’è tutto un campionato davanti ed alcuni aggiustamenti sono ancora possibili… bisogna non perdere la pazienza e dare ancora fiducia a questo gruppo che è giovane, magari ha voglia di emergere, di farsi notare, ma che è ancora acerbo e necessita di essere seguito per raggiungere in fretta la giusta maturità. Diciamo pure che come non era tutta luce la vittoria domenica allo Zaccheria, così non bisogna buttar via tutto quello che magari si è visto di positivo al cospetto di una squadra che almeno sulla carta dovrebbe essere tra le favorite. A Vasto invece non si è visto nemmeno un buon Pescara e certamente Galderisi avrà molto da lavorare perché la squadra si è espressa più sulle individualità personali che sulle giocate mosse da schemi tattici provati magari in settimana. Anche le tre squadre a punteggio pieno hanno bisogno ancora di un mesetto per sapere se quella attuale può considerarsi la loro posizione nel corso dell’anno oppure se sarà necessario ridimensionare le proprie velleità. Quindi è presto per fare critiche ed elogi alle varie squadre in quanto sembra ancora di vedere le squadre di agosto… forse anche per le temperature impossibili di questi giorni.

Alberto  Mangano

 

 

Foggia Potenza 1-0

Il Foggia inizia la stagione, quella che conta, nel migliore dei modi contribuendo a rasserenare un ambiente infreddolito dall’amara esclusione dalla Tim Cup ad opera di un modesto Barletta. Se confrontiamo questo inizio con quello dello scorso anno ci rendiamo subito conto che mister Campilongo collezionava un ottimo pareggio casalingo nell’amichevole di lusso contro l’Udinese dell’ex Marino che eccitava gli animi dei tifosi ma steccava la prima in casa contro il Legnano: si disse allora che quello rappresentava un semplice incidente di percorso e il tecnico rossonero tranquillizzava tutti promettendo la promozione in B senza passare per gli spareggi… noi tutti sappiamo, purtroppo come andò a finire. Quest’anno la campagna acquisti e le dichiarazioni del sodalizio preoccupano la piazza, l’esordio con il Barletta deteriora ancora di più il rapporto tifosi-squadra-società ma poi nell’esordio con il Potenza il Foggia fa quello che deve fare e cioè vincere, senza questa volta promettere niente a nessuno. Il gioco non sarà stato entusiasmante ma il carattere e la voglia di fare risultato si sono viste e per il momento questo ci basta. Il pareggio sarebbe stato più giusto? Le regole del gioco dicono tutt’altro: una squadra per vincere deve mettere il pallone in porta una volta più dell’avversario e questo per il momento ci interessa, come ci fa piacere sottolineare il calore del pubblico che chiedeva questa prestazione e questa vittoria e che è stato accontentato. Ora ci tocca il Pescara dell’ex Galderisi che lasciava Foggia con le lacrime agli occhi sposando il progetto abruzzese che valutava più ambizioso di quello rossonero: ebbene ieri Nanù ha preso 2 scoppole dal Crotone e spera di rifarsi contro gli uomini di Novelli domenica prossima ma se ciò non avvenisse farebbe bene a farsi un esame di coscienza cercando di capire cosa ha lasciato qualche mese fa. Diciamo pure quindi che le chiacchiere sono una cosa, il calcio giocato per fortuna è tutt’altro e se il calcio d’agosto spesso incorona squadre da battere è altrettanto vero che la posta dei tre punti fa tornare sulla terra tanti palloni gonfiati. Ovviamente tutto questo non vuol dire stare a cavallo e aver risolto tutti i problemi del Foggia ma certamente l’inizio promettente non può far altro che far crescere interesse e curiosità intorno a questo gruppo che era stato bocciato ancor prima di nascere e se è vero che il buon giorno si vede dal mattino, allora speriamo di vedere quest’anno un campionato che potrà farci togliere numerose soddisfazioni.

Alberto Mangano

 

Partiamo per questa nuova avventura!

La stagione 2008/09 sta per aprire i battenti ed il Foggia, impegnato nell'ennesimo campionato di C, sta piano piano svelando il proprio volto. Certamente non c'è l'entusiasmo di altre recenti vigilie ma questo potrebbe rappresentare l'arma in più del gruppo di Novelli candidata, perchè no, a diventare l'outsider di questo campionato. La società, con Fusco e Novelli, ha deciso di puntare più sul gruppo che sui singoli perchè solo così si può affrontare razionalmente una stagione senza necessariamente dissanguarsi riuscendo comunque a porsi degli obiettivi a medio-lungo termine. D'altro canto, con i soli soldi spesi al vento per dare fumo negli occhi, c'è il rischio di imbattersi in quei tantissimi calciatori mercenari che orbitano intorno a queste categorie e che cercano ambienti dove svernare e dare un colpo di coda ad una carriera volta al tramonto.; i giovani, ben guidati in campo e fuori, possono portare quell'entusiasmo e quella voglia di fare in piazze come quelle di Foggia, dove le illusioni hanno fatto sempre da apripista a cocenti e drammatiche delusioni. Ma perchè si possa far bene quest'anno è necessario stringersi intorno a questo Foggia, far sentire il calore intorno ai calciatori, riuscire a remare tutti insieme verso un'unica direzione. ma se invece dovessimo assistere a squallide contestazioni, magari alla prima steccata, potremmo trovarci a gestire una situazione devastante considerata la giovane età e la inesperienza del gruppo. Dobbiamo evitare che a Foggia possa succedere quello che di fatto è successo a Manfredonia con una squadra che aveva puntato molto sui giovani. Molti componenti del team rossonero hanno grande voglia di emergere, di lasciare il segno per spiccare il volo verso brillanti carriere e solo se il pubblico saprà incoraggiarli, solo se la piazza crederà in questo progetto, potremo toglierci qualche sassolino dalla scarpa e magari riuscire a realizzare le imprese di Sassuolo e Cittadella. Ognuno faccia il proprio e poi il campo, come sempre, dirà la sua!

Alberto Mangano

 

Buona Fortuna Nanù!

Alla fine Nanù Galderisi se ne è andato. Le voci di un suo divorzio che giravano già all’indomani del triste epilogo di Cremona trovano conferma nelle parole del tecnico e dell’annuncio del suo nuovo ingaggio come allenatore del Pescara. Galderisi certamente aveva fatto bene a Foggia, aveva entusiasmato la piazza con una rincorsa inimmaginabile, aveva colpito per la sua semplicità e la sua serietà ma alla fine si è deciso che non era più il caso di continuare insieme: lasciamoci sì, ma da buoni amici.

In effetti c’è da condividere la posizione della società che impone una sua condotta, che indica una direttrice da seguire e il tecnico, chiunque esso sia, dovrà condividerne i principi e le finalità. Non dimentichiamoci che l’anno scorso, dopo che si era sfiorata la promozione, la società diede carta bianca a Campilongo il quale decise in piena autonomia di mandar via e di ingaggiare chicchessia in totale autonomia, magari anche depauperando il patrimonio, espresso in calciatori, della società. Oggi, invece, un sodalizio che vuole continuare a mantenere il timone della barca anche nelle tempestose acque della serie C, detta le regole ai suoi dipendenti, tecnico compreso, affinché si possa tirare avanti facendo tesoro di quanto si è fatto, bene o male, in questi anni. Quindi penso che a Foggia e al Foggia faccia sicuramente bene realizzare un centro sportivo per realizzare una sorte di quartier generale e non solo per evitare di emigrare in provincia per gli allenamenti. Questo centro servirà anche per sviluppare al meglio il settore giovanile e le conseguenti risorse, in termini di giovani calciatori emergenti. Se il direttore sportivo saprà integrare giovani promesse con calciatori affermati e con esperienza, quest’anno la società potrà dare al nuovo tecnico una squadra che saprà farsi valere e comunque si potrebbe creare un ciclo che passo dopo passo potrebbe fisiologicamente farci fare il salto di categoria e non perseverare sempre nel “tutto e subito” che spesso ci ha lasciato con l’amaro in bocca. Probabilmente in questo progetto, definito di “consolidamento”, Galderisi ci stava alla perfezione ma capiamo anche che le ambizioni in riva all’Adriatico potrebbe essere tali da aver tentato Nanù a realizzare i suoi sogni altrove. Noi crediamo che una oculata gestione può portarci ad una solidità ed una sicurezza duratura: seguire le giuste pretese dei vari tecnici forse potevano mandarci di nuovo nelle aule dei tribunali nel giro di pochissimi anni.

Alberto Mangano

 

Campionato 2007/08

E' finita!

E’ finita! E’ finita amaramente una stagione vissuta in crescendo che meritava un altro epilogo ma che la dura legge del calcio consegna agli annali con un Foggia che esce fuori dai play off come sempre rivivendo oggi una giornata come quella di Paternò, come quella di Avellino. Niente da rimproverare alla squadra che dimostra di crederci già dal calcio di inizio e che solo un maledetto e rocambolesco gol ad inizio di ripresa determina per i rossoneri l’ennesimo campionato nell’inferno della C. Purtroppo in queste tremende sfide di questi ultimi anni siamo sempre arrivati a crederci sino alla fine, sino all’ultimo istante e il triplice fischio arriva sempre e inesorabile suonando in testa come una condanna a morte, come la fine di tanti sogni, come l’inizio di una nuova stagione da inventarsi, da programmare, da non sbagliare. Noi pensiamo che sia giusto continuare con Galderisi per realizzare una continuità tecnica che se in pochi mesi ha dato questi frutti, dall’estate potrebbe regalarci una tranquillità per affrontare nel migliore dei modi la prossima stagione. Ma di questo pensiamo che sia giusto parlarne tra qualche giorno, oggi lecchiamoci le ferite ma ringraziamo questi ragazzi che alla fine non ce la facevano più, che avevano dato tutto quello che avevano e che uscivano mestamente, a testa bassa dallo Zini di Cremona, perché ci credevano, perché ci erano arrivati vicini. La buona sorte non ci dà una mano da una vita, riusciamo a distrarci nell’unica occasione dei nostri avversari che, oggi più che domenica scorsa, meritavano la sconfitta per come hanno interpretato la gara, rinunciatari sino al grottesco pur di portare a casa uno striminzito pareggio che, comunque, con una palla sporca, in una mischia, poteva essere destabilizzato: ma doveva voltarsi verso di noi la dea bendata, quella stessa che non ci degna di uno sguardo da molto, troppo tempo. Andiamo avanti con la nostra dignità, con la voglia della società, con la tenacia dei nostri tifosi, sempre presenti e sempre corretti e abbassiamo la testa, chiudiamo gli occhi, tappiamoci il naso e affrontiamo con serenità il prossimo ennesimo, squallido campionato di C1. Grazie ragazzi, grazie Nanù!

Alberto Mangano

 

Foggia Cremonese 0-0

Ci pensa Sant’Agazzi a salvare un pareggio che stava per svanire negli ultimi minuti di recupero di una gara di play off che rimanda tutto alla sfida prossima di Cremona. Mondonico, esperto nella sua carriera a collezionare gli 0-0, riesce nell’impresa ed esce dallo Zaccheria con qualche percentuale in più di superare il turno rispetto a quanto si potesse pensare alla vigilia.

Il Foggia forse gioca la partita più brutta da quando ha cambiato la guida tecnica e purtroppo questo accade nella partita che può segnare definitivamente i verdetti di questa stagione. Comunque sono gare che si devono giocare sui 180 minuti ed il Foggia, sfoderando una delle sue prestazioni del girone di ritorno, potrà portare a casa la vittoria e il conseguente accesso alla finale. Certo per vincere a Cremona sarà necessario giocare con la palla a terra evitando i lanci lunghi che sono stati prontamente vanificati dai difensori grigiorossi di gran lunga più alti ed arcigni dei nostri e che avevano il solo compito, come tutta la squadra ospite, di vanificare gli assalti rossoneri e mirare a non soccombere: per Mondonico missione compiuta, il Foggia gli ha servito su un vassoio d’argento la partita non riuscendo praticamente mai ad impensierire il portiere avversario. Abbiamo visto una squadra timorosa, svogliata, abulica che abbiamo stentato a riconoscere ma se è vero che questa gara potrebbe essere un episodio isolato, è altrettanto vero che Galderisi, nella prossima sfida, dovrà giocare in maniera più spregiudicata, scoprendosi sicuramente dietro, ma tornando a macinare quel gioco sotto porta avversaria che sinora ci ha fatto temere da tutti i nostri avversari.

La partita di oggi è cominciata male con una Cremonese che è partita subita con il conquistare il centrocampo che si manteneva basso, a ridosso della propria linea difensiva, e che di fatto impediva al Foggia di penetrare e lo costringeva solo ai lanci in area: certo, che se al posto di Mondonico oggi ci fosse stato un altro allenatore più audace, avrebbe tentato il colpaccio e forse ci sarebbe riuscito considerando anche il fatto che la nostra difesa, in più di una occasione, è riuscita a complicarsi la vita con superficialità inverosimili che in più di una volta consentivano alla Cremonese di tentare la via del gol sbarrata solo da 2-3 interventi miracolosi del portiere rossonero, forse l’unico a meritare un voto oltre la sufficienza. Bisognerà fermarsi adesso, rivedersi l’intera gara, riconcentrarsi e soprattutto crederci senza alcun timore nell’affrontare il ritorno con il giusto appiglio e la dovuta determinazione: andare molli come oggi significherebbe chiudere definitivamente questo campionato contro un avversario mediocre e certamente non meritevole della vittoria finale. Ancora oggi, dopo un anno, tornavano nelle nostre menti le immagini dell’ultimo atto dello scorso anno e se oggi stiamo a soffrire e a preoccuparci è ancora per quel maledetto gol del Partenio quando tutto era finito. Riusciremo una volta per tutte a cancellare quei ricordi e a buttare a mare questa maledetta serie C? A Galderisi ed ai suoi l’ardua sentenza, noi vogliamo credere che questo pomeriggio abbiamo tutti insieme fatto un brutto sogno ma che saremo pronti a risvegliarci domenica prossima pronti per affrontare una nuova battaglia

Alberto Mangano

 

Ternana Foggia 0-0

Il Foggia raggiunge il primo gradino della scalinata, dichiarato obiettivo minimo ad inizio di stagione che ma che oggi, per come è andato il campionato, è un risultato di tutto rispetto voluto e meritato soprattutto da mister Galderisi che ha saputo dare un volto, una identità a questa squadra che si era persa partita dopo partita: mai un cambio di panchina, almeno a Foggia, era stato così azzeccato e fruttuoso.

La partita non ha detto niente, i portieri non sono mai stati impegnati: le due squadre erano troppo preoccupate per vedere svanire il proprio obiettivo che avevano paura ad osare; d’altra parte Foggia e Ternana il loro successo lo avevano già maturato da tempo, disputando un girone di ritorno da protagonisti e quindi aver tirato i remi in barca, nell’ultima gara, non macchia assolutamente un campionato oltremodo straordinario. La squadra arriva ai play off con un entusiasmo che è cresciuto giorno dopo giorno, vittoria dopo vittoria e proprio questo può diventare l’arma vincente in questi tiratissimi spareggi. L’anno scorso, alla fine della stagione regolare, la città festeggiava colorandosi di rossonero: oggi la stessa città è in attesa, non vuole esaltarsi per non restare delusa, per non rivivere quei terribili momenti vissuti dopo il triplice fischio del Partenio. Bisogna invece crederci, bisogna vivere una nuova emozione, per non tirarci i piedi da soli, per far sentire al tecnico, ai calciatori, alla società quel calore che solo questa città, questa gente sa dare: rispolveriamo le bandiere, torniamo a colorare i balconi, le strade, le piazze perché Foggia, tra i suoi mille problemi, possa sentirsi protagonista nel calcio nazionale.

Due considerazioni finali: l’esordio del baby Compierchio, da Candela, prodotto del vivaio rossonero e quest’anno in forza al gruppo Berretti che da oggi comincia la sua vera carriera, quella che gli auguriamo possa portargli tutte le soddisfazioni, quelle sognate da bambino, quelle che sono cominciate ad arrivare dopo anni di sacrifici e di duro allenamento: un grazie anche a Carlo Ricchetti e a tutto il Settore Giovanile.

Un saluto caro infine agli amici di Manfredonia che oggi vivono un momento particolarmente triste: forse non erano gli ultimi della classe ma purtroppo ridurre le speranze all’ultima giornata pensando anche ai risultati delle altre squadre, può giocare brutti scherzi. Auguriamo di vero cuore un pronto riscatto ai cugini sipontini perché la giornata di oggi possa essere prontamente dimenticata alla fine della prossima stagione.

Ora stappiamo la prima bottiglia ma da domani pensiamo alla Cremonese contro la quale, per via del regolamento, dovremo fare un gol in più: questa squadra è in grado di farlo in casa o fuori in ugual misura per cui non servirà la goleada in casa ma bisognerà disputare due grandi gare… non dimentichiamo la doppia gara contro la Cavese e il miracolo di Mastronunzio.

Liberiamo finalmente in aria un solo grido: Forza Foggia!

Alberto Mangano

 

 

Foggia Monza 1-0

Il Foggia continua la sua marcia di avvicinamento ai play off battendo in casa il Monza sceso in campo ormai solo per rispetto del campionato ma comunque onorando il calcio e cercando, in alcune occasioni, anche di far male al portiere Agazzi. La matematica non ci premia e quindi in città non si festeggia anche perché l’ultimo minuto dell’ultima partita ci è già stato fatale in passato. Una considerazione comunque va fatta: mister Galderisi ha compiuto quello che a Natale era solo un miracolo al quale ormai non ci credeva più nessuno; è riuscito innanzitutto a far tornare il sorriso sulla bocca di tutti ma soprattutto ha fatto riemergere la consapevolezza, in ciascun giocatore, dei propri mezzi e delle capacità per poter arrivare sino in fondo. Il gruppo era disunito, alcuni calciatori erano stati indicati come i responsabili della disfatta e si pensava che solo il mercato potesse far riavviare la squadra; è bastato invece una persona che, vedendo di che pasta era fatta la squadra, ha fatto una scommessa con se stesso, con la società e con la piazza esigente senza fare proclami, senza dire dove poteva arrivare ma inanellando risultati positivi uno dietro l’altro facendo riemergere un entusiasmo ormai sopito. Abbiamo rivisto il Giordano che ricordavamo, il Mounard che si voleva scaricare, un Coletti stratosferico, un Biancone goleador e così via. La marcia è stata trionfale anche se, dopo il mezzo passo falso contro il Padova, erano riemersi gli spettri di un’altra annata balorda, di un altro campionato da dimenticare; la correttezza delle squadre che non avevano più niente da chiedere al campionato invece ci ha rilanciato proprio a spese di quel Padova che a fine gara, due domeniche fa a Foggia, esultava come se avesse ormai saltato il fosso. Ripetiamo, non è finita ma può finir bene e non perdere di concentrazione all’ultima gara potrà servire nella fase successiva a mantener alta la tensione non dimenticando che questa squadra ha un gioco e gli addetti ai lavori la indicano come una delle favorite alla vittoria finale. I complimenti dei dirigenti del Monza a fine gara per l’ospitalità e la cordialità dei foggiani ci inorgoglisce e ci fa riconoscere come una società ed una città che ha conosciuto il calcio che conta e a cui questa serie C sta notevolmente stretta  Quest’oggi dobbiamo comunque congratularci con il Sassuolo, piccola realtà nel mondo calcistico, che ha dimostrato durante tutto l’arco del campionato di meritare la piazza d’onore essendo stata la squadra più costante tra tutte dalla prima all’ultima giornata. Noi affronteremo la Ternana, ormai quasi fuori dai play out con lo spirito di chi è  quasi dentro ai play off. Siamo certi che entrambe le squadre, domenica prossima, potranno festeggiare insieme gli obiettivi prefissati senza dover stare necessariamente attaccati ad una radiolina per sapere i risultati delle altre.

Alberto Mangano

 

Novara Foggia 2-3

Eravamo partiti per Padova consapevoli di dover portare a casa i tre punti ma sapevamo anche di dover seguire la partita del Foligno sperando nella  forza di una Cremonese ancora in lotta per il primo posto; invece, il Foggia vince ma la mano ai rossoneri gliela porge il Padova che li fa rientrare nella play off e che  prepara loro la strada per il rush finale. Un bell’epilogo di campionato che evidenzia la lealtà di tutte le squadre che non ti regalano niente ma che consegnano alla storia un torneo senza inciuci e dove alla fine vincerà chi avrà meritato. Ora tocca al Foggia dirigere l’orchestra, non ha bisogno di favori da nessuno e deve pensare solo a vincere, poi, magari, la Cremonese, battendo il Padova potrebbe darci anche la matematica certezza di disputare gli spareggi con una domenica di anticipo, ma noi dobbiamo pensare solo a vincere perché abbiamo le potenzialità per farlo mantenendo la giusta concentrazione e la ovvia determinazione per evitare patatrac. Oggi il Foggia ha vinto battendo l’avversario, la sfortuna (palo a porta vuota di Biancone) e qualche decisione arbitrale non proprio impeccabile ma ha comunque vinto dimostrando una netta superiorità territoriale ma peccando ancora per qualche grossolana ed ingenua sbavatura difensiva. Ancora bisognerà aggiustare qualcosa per evitare sorprese ma soprattutto non servirà farsi prendere dalla frenesia, quella che qualche volta è affiorata quest’oggi, perché le partite durano 90 minuti e la possibilità di recuperare c’è sino alla fine ma bisogna procedere con la giusta calma perché attualmente la squadra di Galderisi è quella che merita di più delle altre e quindi è necessario seguire pedissequamente le direttive del mister senza fretta ma con la consapevolezza che i singoli, la squadra e l’ambiente possono fare la differenza in questi ultimi 180 minuti. Dobbiamo comunque annotare una caduta di stile da parte del Foggia che, con il suo blasone, non doveva permettere: non restituire una palla volutamente buttata fuori dagli avversari poteva incattivire una partita nel finale e noi avevamo sicuramente tutto da perdere: ricordiamoci che proprio il Novara, all’andata, aveva rinunciato a battere una punizione a due in area per un grossolano errore del direttore di gara che non aveva visto un retropassaggio di ginocchio da parte di Lisuzzo e bloccato con le mani da Agazzi; rinunciare a quella ghiotta occasione fu sottolineato anche dai telegiornali e dalla stampa nazionale mentre noi oggi potevamo fare di meglio…

A questo punto stringiamoci tutti intorno alla squadra e alla società riempiendo in ogni ordine di posti lo Zaccheria determinando la vittoria della prima battaglia che dovrà portarci a giocare il tutto per tutto per riscattare quel maledetto gol di un certo Rivaldo che ci brucia ancora  

Alberto Mangano

 

Foggia Padova 1-1

Il Foggia perde due punti importantissimi contro una diretta concorrente e complica il discorso per la qualificazione ai play off. Purtroppo la situazione viene peggiorata dall’inaspettata vittoria fuori casa del Foligno che veniva indicato da molti come ormai rassegnato ad arrivare sesto. Invece la squadra umbra ci crede e viene premiata dalla sorte e noi, facendo tesoro di ciò, dobbiamo cercare di raccogliere forze ed entusiasmo per sperare nell’aggancio anche all’ultimo minuto dell’ultima partita. La rabbia dei tifosi foggiani deriva da un risultato, magari anche giusto, ma che poteva essere totalmente diverso considerato il fatto che il Foggia per gran parte dell’incontro era stato in vantaggio, padrone del campo e con il secondo gol che sembrava essere nell’aria. Ma il pallone,  essendo rotondo, può darti soddisfazioni e, al tempo stesso, da un momento all’altro può anche riservarti sgradite sorprese: e così si passa da una traversa di Biancone che sta ancora tremando ad un gol subito sempre a causa delle ormai rinomate amnesie della retroguardia foggiana. A quel punto c’era tutto il tempo di recuperare grazie anche alla superiorità numerica, ma era necessario far girare la palla a terra cercando di far uscire il Padova dal proprio guscio ed invece i calciatori del Foggia cominciavano a fare lanci lunghi in avanti dove un’attenta difesa ospite riusciva sempre ad anticipare o a sovrastare gli attaccanti foggiani. Quindi non sono state sbagliate le sostituzioni decise da mister Galderisi ma piuttosto ha sbagliato la squadra che non ha saputo sfruttare l’uomo in più non giocando più come aveva fatto nel primo tempo e nelle gare immediatamente precedenti, ma facendosi prendere dal panico per un risultato che sembrava acquisito e che stava per perdere in maniera sicuramente beffarda. Bisogna cambiare atteggiamento soprattutto se si affronteranno gli spareggi per la serie B perché in una gara decisiva gli errori ci possono essere, i rigori non dati si possono mettere in preventivo, ma quello che conta è non farsi ai prendere dallo scoramento durante i novanta minuti perché così si farebbe solo il gioco degli avversari e non ci darebbero il carisma della squadra da battere. Non tutto è perduto, il Foligno ha un solo punto in più e domenica ha una partita decisiva contro la Cremonese; noi dobbiamo stringere i denti e affrontare una settimana cercando di recuperare serenità e fiducia in noi stessi; la squadra umbra, che contro di noi è sembrata una squadretta è avvisata: per arrivare ai play off deve fare nove punti in tre gare, altrimenti sarà il Foggia, anche quest’anno, a giocarsi il tutto per tutto nei drammatici spareggi finali.

Alberto Mangano

 

Manfredonia Foggia 3-3

Anche valutando solo il risultato finale di 3-3 si evince che è stata una bella partita giocata da entrambe le squadre con la giusta determinazione che un derby richiedeva. Certamente sia il Foggia che il Manfredonia hanno alternato momenti di bel gioco a fasi spente e ricche di svarioni grossolani e madornali. All’inizio del secondo tempo, quando i sipontini raggiungevano il 3-1 forse poteva chiudersi la partita: il Foggia accusava il colpo ma i biancocelesti non affondavano pur avendo le occasioni per farlo. E alla fine i rossoneri mostrano in campo il giusto cinismo necessario ad una grande squadra e ottengono il meritato punto che dà loro la possibilità di allontanarsi di un punto dal Foligno, oggi fuori dai play off, e di avere il Padova a 2 punti sopra in attesa del confronto diretto di domenica prossima. Ma tornando alla partita riteniamo che questa settimana mister Galderisi abbia qualche motivo in più per rivedere la videocassetta della partita perchè perdere la concentrazione in momenti topici della gara, come nel caso del terzo gol del Manfredonia, può mandare all’aria a poche giornate dal termine del campionato, una magnifica cavalcata cominciata con il cambio sulla panchina rossonera e che vorremmo non si fermasse più. Cosa succede ai rossoneri in trasferta? Come mai riusciamo a realizzare 3 gol come a Cremona e al tempo stesso riusciamo a fare giganteschi regali in difesa tornando sempre a casa con il rammarico di quello che poteva essere e non è stato? Oggi Ignoffo e compagni hanno ribaltato il risultato perchè ci hanno creduto di più e hanno lottato sino al 96° quando ormai gli avversari avevano mollato e con un po’ di fortuna, che non guasta mai, si poteva portare a casa l’intera posta ma alla fine non era oggi, nonostante i due legni colpiti dai rossoneri, la partita dalla quale ricavare i tre punti; si poteva anche perdere per come era andata ma pensiamo per un attimo a cosa potrebbe significare disattenzioni come quelle delle ultime due trasferte domenica prossima contro una diretta concorrente che vince inesorabilmente da tre domeniche. Non accampiamo scuse come quelle del campo in sintetico e tra l’altro di dimensioni sicuramente ridotte, ma a tratti, riconosciamolo, il Foggia non è sembrato la squadra schiacciasassi degli ultimi tempi. Ecco perchè questa settimana che ci divide dalla prossima sfida play off deve essere decisiva per trovare il giusto assetto in campo ed evitando certe facilonerie che, con la nostra attuale classifica non definitivamente tranquilla, potrebbero, e sarebbe un peccato, costarci troppo caro.

Quindi godiamoci pure questo punto forse più utile a noi che al Manfredonia ma prepariamoci a domenica con la giusta concentrazione magari portando in campo quella determinazione che abbiamo visto domenica scorsa con il Foligno in quella che forse è stata la più bella partita del Foggia quest’anno.

Alberto Mangano

 

 

Foggia Foligno 2-0

E’ un Foggia perfetto quello che strapazza il Foligno incassando i tre punti che valgono doppio e che piazzano la squadra rossonera in piena zona play off anche se in condomino con gli stessi umbri e con il Padova che passeggia a Verona: tra queste tre squadre una uscirà fuori dagli spareggi finali e attualmente non sembra affatto la squadra di Galderisi correre questo rischio.

La gara è stata affrontata tatticamente in maniera perfetta e la squadra è stata sempre in grado di attaccare e difendere in undici così come richiesto dal suo allenatore. Gli avversari sono stati sempre in difficoltà e mai è sembrato potessero rientrare in partita. Certo è che con un Di Roberto così straripante sulla destra, un Mounard eccellente anche in fase di recupero ed un Del Core concreto come mai lo era stato quest’anno, il compito è stato superato molto più facilmente del previsto. Ma oggi è stata l’intera squadra perfetta e forse il risultato è anche bugiardo se si conta il possesso di palla da parte dei rossoneri e quante volte si è arrivati lì lì sotto porta peccando alle volte di eccessiva superficialità. Mai come quest’anno il cambio sulla panchina è stato indovinato e forse è giunto il momento da parte della società di sedersi a tavolino e programmare con Galderisi un futuro un po’ più a lunga scadenza: questo è il tecnico giusto per programmare un ciclo, quello stesso che non si è potuto concretizzare con Campilongo; aspettare ancora potrebbe significare far prendere nuovi progetti e strade nuove al tecnico che ha riportato a Foggia il sorriso e l’entusiasmo dell’anno scorso. Nel frattempo non distraiamoci in queste 5 ultime gare che, oltre allo scontro diretto con il Padova, prevedono anche incontri apparentemente abbordabili ma che spesso portano brutte sorprese proprio per la tranquillità dell’avversario. Prepariamoci al derby con i sipontini reduci dalla bella impresa di Venezia che staccano i fanalini di coda Paganese e Verona e potrebbero accoglierci domenica un po’ più sereni ma, ripetiamo, facciamo il nostro guardando dritti avanti non temendo nessuno e soprattutto non sottovalutando nessuno. Oggi il Foggia ha dimostrato a tutti e in particolar modo a chi non credeva nelle potenzialità di questo gruppo che attualmente è la squadra più in forma del campionato per cui gli avversari sanno già che prendere uno solo degli ultimi quindici punti in palio non sarà impresa facile.

Alberto Mangano

 

 

Cremonese Foggia 3-3

A Cremona un Foggia spettacolare!

Il Foggia domina per tutti i 90 minuti e lascia due punti sul campo grazie a madornali distrazioni difensive e a qualche scelta arbitrale se non altro discutibile. Mister Galderisi imposta bene la gara imponendo un ritmo frenetico e schiacciando la capolista nella propria area sin dai primi minuti dell’incontro. A tratti è sembrato di rivedere la macchina perfetta del Foggia di Zeman capace di attaccare con tutti gli uomini in campo mettendo in seria difficoltà la Cremonese che alla fine dell’incontro si chiude accettando il pareggio che strappa al fischio finale consapevole di aver fatto molto meno degli avversari rossoneri. Le analogie con il Foggia degli anni 90, però, riguardano anche la retroguardia capace di esaltare Graziani, autore della tripletta lombarda, eterna promessa del calcio italiano e che quest’anno aveva conosciuto soprattutto la panchina: successe qualcosa del genere anche anni fa con un certo Cornacchia, sempre in Lombardia, e sempre con un Foggia capace di strappare applausi a scena aperta soprattutto per il gioco espresso. Ma cosa è successo negli ultimi tempi? Cosa è cambiato con l’avvento di Galderisi sulla panchina del Foggia? Sarebbe molto irriverente dire che è bastato uno scossone all’ambiente o che l’aver motivato calciatori che avevano dato poco e niente sia stata la ricetta vincente del Foggia del girone di ritorno. Galderisi ha dato un’identità a questa squadra, ottenendo il massimo dai propri giocatori e dando loro la consapevolezza delle proprie capacità e potenzialità; abbiamo visto il mister foggiano incitare la propria squadra sino all’ultimo istante per la conquista dell’intera posta, abbiamo visto il mister inserire la quarta punta per tentare di aver ragione di una Cremonese apparsa timorosa e inconcludente. Il pareggio lo avremmo sottoscritto alla vigilia senza indugio, eppure alla fine della gara tutti i sostenitori del Foggia sono rimasti amareggiati: attualmente la squadra esprime il miglior calcio del girone e meriterebbe la promozione diretta ma purtroppo si è perso molto tempo quest’anno e già la rincorsa per il raggiungimento della zona play off appare come un miracolo impensato sino a Natale. Ora, considerato che Foligno e Padova dovranno venire allo Zaccheria, possiamo guardare al futuro serenamente ma sempre senza abbassare la guardia perchè un calo di concentrazione, in questo finale di stagione, potrebbe essere fatale. Ma siamo coscienti che  Galderisi abbia ormai preso in mano la situazione e difficilmente farà rilassare i suoi uomini in questa spasmodica rincorsa verso il paradiso.

Alberto Mangano

 

 

Foggia Cavese 4-2

Foggia Cavese, come tradizione recente, finisce con 6 gol e brividi sino alla fine. Il Foggia doveva vincere e ha vinto sapendo essere, almeno nella seconda parte dell’incontro, cinico sotto porta e capace di mandare in gol tutti i suoi uomini dell’attacco: se de Paula avesse sfruttato le due ghiotte occasioni avute nell’arco della gara, avrebbero realizzato tutti i bomber. La squadra, inedita, è andata subito in affanno dopo il vantaggio della squadra campana e ha stentato a prendere in mano il pallino del gioco anche perchè di fronte aveva un avversario che , anche se in inferiorità numerica, riusciva a rendersi pericoloso con folate offensive che evidenziavano una notevole  velocità nelle ripartenze. Certo non si possono regalare quei gol agli avversari e non si può permettere agli stessi di andare vicinissimi al gol così facilmente. Nonostante la roboante vittoria, almeno sotto il profilo del risultato, il gruppo non si può distrarre nell’esaminare serenamente gli errori della gara e i margini di miglioramenti della squadra che sono ancora enormi. Comunque, ripetiamo, si doveva vincere e si è vinto. La gara ha evidenziato un po’ di superficilaità nel reparto arretrato dove, nelle giocate, si pecca spesso di superbia e si rischia, come nel caso del gol subito, di vanificare tutti gli sforzi fatti sino a questo momento topico della stagione. Il centrocampo ha messo in mostra un grande lottatore come Giordano che sta tornando quello della scorsa stagione e un perfetto Coletti che ha ben diretto la regia del suo reparto. In attacco si sbaglia ancora tanto ma certamente, quando si fanno 4 gol, soprattutto se realizzati da tre punte diverse, non si può trovare il pelo nell’uovo e quindi questo è un reparto da definire rivedibile. Ora ci attende uno scontro diretto da brivido, quello con la Cremonese che certo non è da ultima spiaggia ma, se il Foggia riuscisse a non perdere, potrebbe veramente sentirsi molto vicino ai play off. Questo è il momento in cui non bisogna abbassare la guardia, questo è il momento in cui bisogna restare uniti e concentrati perchè questa gara ci ha fatto capire che la palla è rotonda e quando pensi di aver messo le ali per volare verso orizzonti tranquilli, c’è sempre la possibilità che qualcuno te le spezzi e ti faccia tornare con i piedi per terra. Bisognerà vedere per bene in settimana la videocassetta della gara, azione per azione, fermandosi a commentare tutti i 95 minuti della gara perchè a Cremona bisogna andare preparati e determinati a far risultato purtroppo non accompagnati dai tifosi per una decisione strana e affrettata che penalizza una tifoseria, quella foggiana, sempre corretta e vicina alla propria squadra. Ma adesso è tempo di goderci questa splendida vittoria che ci porta saldamente nella zona play off addirittura a 2 punti dalla sesta... allora avanti tutta perchè oggi si doveva vincere e si è vinto.

Alberto Mangano

 

 

Verona Foggia 1-0

La delusione più cocente della gara è stata quell’urlo dei tifosi foggiani soffocato in gola quando nel finale la bandiera del collaboratore dell’arbitro si alzava e annullava il gol che avrebbe rimediato ad una cocente sconfitta: con quell’urlo lanciato a metà finivano le speranze del Foggia di uscire da un Bentegodi desideroso di riscatto e di recuperare quella dignità persa quest’anno a suon di sconfitte. Probabilmente il risultato di parità sarebbe stato il più giusto ma purtroppo i risultati si ottengono sul terreno di gioco e non nelle chiacchiere intavolate subito dopo la gara. La sosta si diceva che ci avrebbe danneggiato ma sapevamo anche che difficilmente si poteva mantenere quel ruolo di squadra schiacciasassi: la squadra di Galderisi ritorna umana, con i piedi per terra e, grazie anche ai risultati favorevoli dagli altri campi, lasciano inalterate le velleità rossonere per questo campionato. E allora bisogna saper gestire questo risultato nella migliore maniera senza rammaricarsi più di tanto ma sapendo cogliere da esso le cose positive che si sono viste in campo e gli errori che devono essere evitati per il futuro: il gol scaligero, ad esempio, è stato realizzato grazie ad una distrazione collettiva del reparto arretrato rossonero che ha lasciato libero l’attaccante avversario facilitandolo nel suo compito. Il Verona, tutto sommato, non è sembrata la squadra fanalino di coda e questo conferma in pieno  il fatto che il finale di stagione sarà durissimo su ogni campo e contro qualunque avversario. Rammarica tantissimo vedere tutti quei tifosi a seguito senza riuscire a trascinare la squadra verso un risultato positivo che avrebbe sicuramente ripagato il loro sforzo per raggiungere Verona con ogni mezzo e da qualunque parte d’Italia: i tifosi sono il patrimonio di questa squadra ed in questo momento devono far quadrato incontro al gruppo di Galderisi e ritenere Verona una brutta parentesi che nel calcio c’è sempre stata ma che ripetiamo non deve determinare alcuna conseguenza sulla marcia di avvicinamento alla zona play off. Le sconfitte devono essere salutari per il proseguio quando non sono eccessivamente condizionanti la classifica e allora chiudiamo gli occhi, tappiamoci le orecchie e speriamo che questa brutta settimana passi subito in attesa del prossimo incontro che certamente ci farà dimenticare questo pomeriggio amaro.

Alberto Mangano

 

 

Paganese Foggia 0-1

Fantastico! Solo così si può definire l’attuale momento del Foggia non solo per le vittorie consecutive ma anche perchè in campo si comporta in maniera utilitaristica e sa essere cinico al momento giusto. Oggi bisogna dar ragione anche agli scettici di un paio di mesi fa che dicevano che era difficile raggiungere la classifica che conta in questo campionato: infatti ci sono voluti 15 punti in 5 gare per raggiungere l’ultimo posto utile per gli spareggi finali. Certo la sosta non giunge propizia anche se alla ripresa ci attende il Bentegodi ormai violato da tutte le squadre e che proprio Galderisi, scudettato giallo-blu, potrebbe dare il colpo finale e definitivo a suoi ex tifosi dei bei tempi. Ormai raggiunta la zona che conta non sarà necessario più mantenere questo ritmo ma adeguarsi a quello degli altri ( oggi come oggi Cittadella e Cremonese non appaiono al massimo della forma ) considerando anche che Foligno e Padova dovranno far visita allo Zaccheria. La cosa più importante sarà riuscire a gestire il prossimo passo falso per non cadere nello sconforto e nell’angoscia di aver perso tutto: siamo tutti consapevoli che questo ritmo non potremo mantenerlo anche perchè significherebbe mirare al primo posto e allora, come dice giustamente il mister, pensiamo prima al Verona e viviamo alla giornata senza entusiasmarci più di tanto ma senza abbatterci più di tanto se si dovesse fermare la striscia mostruosamente positiva. Dalla gara di Pagani dobbiamo prendere quello che di buono la stessa ci può dare: partita sicuramente bruttina nella quale comunque il Foggia, sempre attento dietro, ha mantenuto bassi i ritmi in attesa di dare il colpo finale come i coccodrilli sulla riva al passaggio della preda. Ovviamente viene spontaneo il confronto con il Foggia di qualche tempo fa e bisogna affermare che a questo punto non è più solo questione di spogliatoio e di sferzata all’ambiente; Galderisi ha dato qualcosa in più anche in termini di qualità di gioco e di interpretazione della gara. Non sappiamo dove saremmo potuti arrivare se il cambio in panchina fosse avvenuto qualche giornata prima, ma certamente in poco più di un mese il Foggia si è proposto nel suo girone come la squadra più forte, quella in testa se si considera il solo girone di ritorno, quella squadra che può tornare a far rivivere un sogno bruscamente interrotto sul prato del Partenio.

Alberto Mangano

 

 

Foggia Venezia 1-0

Vittoria doveva essere e vittoria è stata. La zona play off è stata quasi raggiunta, ma quanta sofferenza! Sembrava una partita da chiudere senza difficoltà ed invece subito dopo il gol iniziale di Di Roberto, svanite più volte occasioni per il raddoppio, il Venezia cresceva e arrivava a fine gara dominando totalmente soprattutto a centrocampo ma, comunque, senza arrivare ad essere mai pericoloso se non nel finale quando Agazzi si superava respingendo alla grande una palla sui piedi di un avversario per fortuna in fuorigioco. Alla fine registriamo la quarta vittoria consecutiva (la terza dell’era Galderisi) e forse oggi anche i più scettici saranno d’accordo che l’impresa può essere portata a termine. Forse ci si aspetava qualche spettatore in più, la società aveva messo in atto numerose iniziative per affollare lo Zaccheria ma probabilmente, per il freddo siberiano, la gente ha preferito restare in casa al caldo. La gara di oggi ha evidenziato che forse la coppia di centrali di difesa Zanetti-Ignoffo sia la migliore in questo momento, che il centrocampo spende molto durante i 90 minuti lasciando nel finale, poichè stremati,  il campo agli avversari e che infine l’attacco, quasi sempre sornione, può graffiare all’improvviso grazie ad un De Paula sempre attento a un Di Roberto trasformato dall’avvento del nuovo tecnico. Biancone si è visto che ancora non è al top, gli manca la partita e l’intesa con i compagni anche se a fine gara riusciva a lanciare Groppi in area avversaria che sbagliava clamorosamente il gol del KO. Bisognerà comunque lavorare perchè si possa diventare cinici e chiudere la gara senza patemi anche perchè il Venezia, soprattutto quello del primo tempo, avrebbe potuto stare sotto di due gol senza alcuno sforzo e invece abbiamo rischiato che ci raggiungesse: in questa fase del torneo non possiamo fare regali a nessuno, perchè anche un solo punto potrebbe risultare determinante per i conti finali. Godiamoci certamente questa vittoria senza illuderci che si possa finire il campionato a punteggio pieno e senza mollare quando le cose non gireranno nel verso giusto, ma questo è un discorso che per fortuna oggi non ci interessa.

Alberto Mangano

 

Cittadella Foggia 0-2

Il Foggia vola, conquista la terza vittoria consecutiva, la seconda dell’era Galderisi e lo fa sbarazzandosi superbamente di un Cittadella fortissimo in casa e soprattutto in difesa. Ora si ha l’opportunità di agganciare il Venezia in zona play off e quello che sino ad un mese sembrava un sogno irrealizzabile, oggi sembra alla portata della compagine rossonera. Attenzione però, questo è il momento in cui si potrebbe perdere la giusta concentrazione e mandare tutto all’aria: si confida molto in un tecnico molto navigato nel mondo del calcio che non dovrebbe assolutamente perdere di vista questo aspetto importantissimo. Anche ieri il Foggia ha dimostrato che aveva bisogno solo di ritrovare se stesso in un clima disteso e fiducioso per dare il 200% in campo senza timori reverenziali nei confronti di nessuno. Hanno ben impressionato Agazzi soprattutto nel finale, Di Roberto per l’impegno profuso e non solo per il gol, Di Paula perchè riusciva sempre a tenere in ansia la retroguardia avversaria, Zanetti forse nella migliore prestazione di quelle disputate con la casacca rossonera e Mancino che si è rivelato un ottimo acquisto, forse al pari di quello di Pecchia dello scorso anno: ma come mai siamo più bravi a fare gli acquisti a gennaio e non a giugno?

Abbiamo intrapreso la strada giusta? Sicuramente ieri abbiamo conquistato la prima vittoria lontano da casa, sino ad un mese fa prendevamo solo sconfitte e rabbia; oggi sicuramente si vede una squadra più motivata, con più voglia di giocare... speriamo che anche la buona sorte cominci a buttare lo sguardo dalla nostra parte, magari proprio a partire da domenica prossima!

Alberto Mangano

 

Foggia Pro Patria 3-2

Galderisi debutta sulla panchina rossonera con una vittoria convincente  che proietta il Foggia verso la zona play off in attesa del confronto Padova – Foligno che ci darà la classifica definitiva.

Si è visto un Foggia volitivo che si è proposto più volte sotto la porta avversaria ma che forse manca ancora di quel cinismo necessario per chiudere la partita prima del fischio finale: infatti il Foggia avrebbe meritato la vittoria con almeno due gol di scarto invece di soffrire sino al 96’ per alcune ingenuità difensive che hanno rimesso in corsa la Pro Patria; una maggiore attenzione in difesa servirà sicuramente per tentare la scalata riuscendo anche a fare punti lontano dallo Zaccheria. Ovviamente la partita di oggi non poteva farci vedere  il gioco di Galderisi ma sicuramente la squadra ha reagito nel migliore dei modi dimostrando che il problema poteva essere legato ad uno spogliatoio non compatto che faceva navigare la barca in acque agitate e non dava quella giusta serenità per affrontare le gare con quella determinazione che invece si è vista oggi. Quindi indipendentemente da quanti punti domani sera ci divideranno dal quinto posto, di sicuro oggi possiamo sperare in quello che sino ad ieri sembrava solo un lontano miraggio. Si è rivisto un Di Roberto determinato sulla fascia, un Di Paula che si è proposto in più occasioni e un Giordano che ha fatto vedere quanta rabbia e quanta grinta può mettere sul terreno di gioco che quest’anno ha visto molto poco. Non facciamo però lo sbaglio di pensare che il burrone sia stato saltato, non bisogna abbassare la guardia ma riteniamo che Galderisi, uomo di notevole esperienza, questo lo sappia bene: viviamo alla giornata, pensiamo al risultato domenica per domenica, senza stress e patemi vari e facciamo i conti alla fine; ci basta sapere che la voglia c’è, che gli avversari non sono invincibili e che c’è tutto il tempo per recuperare il terreno perduto.

Alberto Mangano

 

Foggia Pro Sesto 1-0

Era da tempo che non si assisteva ad una vittoria del Foggia coronata da una bordata di fischi dell’intero Zaccheria.

Un Foggia brutto, inconcludente che, dopo la rete iniziale di Colombaretti, non ha fatto niente per chiudere la partita contro un avversario modesto ma che, proprio il Foggia, ha fatto crescere nella seconda frazione di gioco: se la Pro Sesto avesse pareggiato, alla fine nessuno avrebbe potuto dire niente. I calciatori in maglia rossonera sembrava avessero tra i piedi una palla bollente e, invece di costruire qualcosa, non vedevano l’ora di disfarsene dimostrando di non vivere l’attuale momento con la serenità giusta e con quel  minimo di determinazione per uscire dal campo a testa alta: invece Cardinale riusciva a perdere almeno in 3-4 occasioni la palla offrendo la possibilità di ripartenze agli avversari, Del Core sbagliava sotto rete più per precipitazione che per proprie colpe e De Paula magari dimostrava di avere i numeri ma quando sarà al 100 %? A centrocampo è brillato solo il faro di Tisci sempre ordinato e semplice nelle giocate mentre Mora comincia a risentire di un campionato giocato alla stragrande sino a questo momento; Colombaretti, a parte il gol, si è ben proposto sulla fascia e quando è arretrato cedendo il suo ruolo a Coletti, la squadra ha perso sicuramente in lucidità in fase offensiva. Ora dovremmo riorganizzarci nella settimana di sosta cercando di proporci in campionato partita per partita, senza proclami e dichiarazioni ambiziosissime perchè con questo gioco abulico e approssimativo non si va da nessuna parte e meno male che abbiamo il fondo della classifica a debita distanza;  ma il tutto va affrontato senza sufficienza perchè se è vero, che puoi ancora agganciare le prime posizioni, è altrettanto vero che le ultime della classe, che tra l’altro oggi hanno fatto bene, potrebbero sempre approfittare di qualche tuo passo falso e l’epilogo sarebbe catastrofico. Quindi, dalla settimana prossima bagno di umiltà, serietà nella preparazione in vista della gara con la Pro Patria che potrebbe regalarci un’altra vittoria, ma questa volta convincente e magari senza il contorno dei fischi.

Alberto Mangano

 

Lecco Foggia 2-1

Campilongo aveva detto che a Lecco si doveva vincere e alla fine ha rimediato la ennesima sconfitta fuori casa. Il Foggia pur disputando un buon primo tempo, pur mantenendo il vantaggio per metà gara, vanifica tutto nella ripresa come al solito in maniera ingenua, come una squadra di ragazzini. Certo se avesse tenuto alla fine il risultato della prima frazione, la classifica, complice qualche risultato favorevole, ci avrebbe fatto vedere i play off molto vicini ed invece oggi forse si abbandona l’idea e la speranza degli spareggi: forse è meglio programmare per il prossimo anno sempre guardandosi alle spalle per evitare brutte sorprese. M tornando alla gara di oggi viene spontaneo chiedersi: ma se diciamo sempre che il Foggia ha problemi in attacco, perchè il mister schiera sempre il 4-3-3? Si rende conto che alla fine di ogni incontro tra tutti e tre il bottino di tiri in porta è sempre così scarso da potersi contare sulle dita di una sola mano? Cosa deve fare ancora Agostinone per meritarsi qualche sprazzo un più durante un incontro? Da tempo sosteniamo che questo campionato si vinceva mantenendo la media inglese, come sta facendo la Cremonese di Mondonico che vince in casa sistematicamente e in trasferta, sfoderando anche prestazioni scialbe e catenacciare, riesce sempre a tornare a casa con il solito punticino. Noi perchè non abbiamo mai pensato a strappare un punto, magari rinforzando il centrocampo (dov’è Giordano?) e lasciando una-due punte magari anche a coprire? Oggi con 3-4 punti strappati in trasferta eravamo lì a giocarcela con squadre che tra l’altro sembrano comincino ad avere qualche problema. Noi invece abbiamo sempre dichiarato di andare a vincere su tutti i campi perchè noi siamo i più forti, noi siamo la squadra da battere, noi siamo il Foggia ecc. ecc. Oggi paghiamo per la nostra presunzione che a volte ha anche sfiorato l’arroganza e magari continuiamo a dire che ce la possiamo ancora fare, che basta vincere le prossime 6-7 gare, che basta comprare quello o quell’altro. Stiamoci un attimo in silenzio, lecchiamoci le ferite ed affrontiamo le prossime gare partita per partita senza alcuna dichiarazione, nel rispetto dell’avversario e con la consapevolezza che molte squadre quest’anno hanno fatto meglio di noi, che meritano di salire di categoria e accettiamo, lealmente, il verdetto del campo che da sempre ha spazzato via ogni dichiarazione, ogni proclama e tutte le polemiche

Alberto Mangano

 

Inizia il nuovo anno

La partita vinta con la capolista Sassuolo è servita se non altro a sentirsi consapevoli che la rimonta è possibile, che i 6 punti che ci dividono dalla zona play off possono essere annullati e che quindi in questo campionato il Foggia può dire ancora la sua. Il mese di gennaio ci dirà dove potremo arrivare con questa squadra: Campilongo dice che dobbiamo conquistare 9 punti nelle prossime 3 gare ma forse ne potrebbero bastare anche 7 purchè qualche squadra sopra a noi cominci a fare qualche passo falso. Di certo quest'anno sotto l'albero abbiamo trovato due baby interessanti, Agostinone e Compierchio, che certamente non risolveranno i problemi d'attacco del Foggia ma che possono rappresentare una risorsa da portare in panchina per magari risolvere una gara in corsa contando sulla voglia di sfondare di entrambi i ragazzi. Ovviamente bisognerà anche affacciarsi sul mercato trovando, se possibile, un attaccante di razza, in grado di realizzare quei 10-12 gol che potrebbero servire alla causa rossonera. Il tutto senza la frenesia di un acquisto a tutti i costi perchè, si sa, a gennaio è difficile trovare ottimi elementi senza doversi svenare e piuttosto che ritrovarsi vecchi tromboni alla ricerca di contratto, alla fine risulterebbe più saggio affidarsi alla rosa attuale cercando di valorizzare qualche giovane interessante. E comunque, a questo punto, bisogna cavalcare l'onda d'entusiasmo nata dopo la gara con il Sassuolo perchè la consapevolezza di potersela giocare con tutti può risultare l'arma vincente di questa seconda parte del campionato e potrebbe sbloccare qualche giocatore che sinora ha reso sicuramente al di sotto del suo potenziale. La tifoseria è fiduciosa, la società pure, il tecnico non ha mai mollato, adesso tocca alla squadra fare il proprio dovere in campo proprio per dimostrare a tutti le proprie possibilità per risalire la china e riuscire in extremis a regalarci un sogno.

Alberto Mangano

 

Nel bene o nel male, con gioco o senza gioco, il Foggia, nelle ultime tre gare ha rispettato la media inglese mantenendo ancora un filo di speranza per riagguantare il quinto posto, quello utile per la conquista del diritto a partecipare allo spareggio per la serie B. Certo domenica, affrontando una potenziale concorrente, bisogna conquistare i 3 punti ma non con la foga del risultato a tutti i costi ma, con la consapevolezza di poter fare risultato magari dopo un buon bagno di umiltà. Non siamo i più forti, non abbiamo stravinto a destra e a sinistra e proprio questo può diventare la nostra arma vincente: sapere di poter entrare in campo e giocarsela sì con tutti ma senza la presunzione di avere già in tasca il risultato. Dopo Sassuolo si potrà affrontare il discorso del mercato di riparazione ma anche in questo caso, senza la frenesia di dover acquistare a tutti i costi: ai saldi difficilmente si fanno ottimi affari ma spesso vengono supervalutati elementi magari scartati da altre compagini. E poi, se è vero che qualche risultato adesso sta arrivando, considerando che non è mai stata schierata in campo due volte la stessa formazione, val la pena andare a rimischiare le carte in tavola? La società ha deciso di continuare ad affidarsi ancora a Campilongo e quindi deve dar fiducia anche a quei giocatori che il DS e il mister hanno portato a Foggia quest’estate; l’anno scorso, a gennaio, eravamo ancora in lotta per il primo posto e c’era quindi la necessità di dare quel qualcosa in più (nello specifico Pecchia e Mastronunzio) che alla fine si rivelò redditizio, nonostante l’epilogo finale; oggi, con la nostra classifica, non serve ritoccare alcunchè tranne se si riesce a fare veramente un buon affare soprattutto nell’ottica dell’organico per la prossima stagione. Pensiamo adesso a vivere alla giornata, senza frenesie, ma con la consapevolezza che forse non tutto è perduto.

Alberto  Mangano

 

 

Dopo Padova

Forse non tutto è perduto!

Sembrava che il Foggia dovesse abbandonare per sempre i sogni di gloria ed invece il campionato sta dicendo che la mediocrità, soprattutto dei risultati, la fa da padrone e nel mercoledì di recupero tutte le squadre hanno preso un punto eccezion fatta per il Cittadella che ha incamerato i 3 punti a danno di una sempre più disperata Ternana. Ebbene, se Cardinale e soci avessero portato a casa l’intera posta oggi sarebbero a soli 4 punti dai Play off al giro di boa. Tutto ciò ci dice che alla fine un rendimento medio in trasferta fa le differenze in classifica in questo strano girone A: basta guardare la Cremonese che, giocando sufficientemente in trasferta, mercoledì a Manfredonia come qualche giornata fa a Foggia, riesce a strappare il punto e a mantenere la vetta della graduatoria.

Ovviamente questo non vuol dire che rimontare sarà possibile e facile ma, conti alla mano, tutto può succedere; certo, dobbiamo anche dire che le ultime due prestazioni, non certamente brillanti, hanno visto anche i rossoneri baciati dalla dea bendata, non che non meritassero i punti conquistati, ma non dimentichiamo i due svarioni del portiere (uno a gara) che comunque poteva compromettere il risultato, che alla fine si realizza anche grazie agli episodi che i 90 minuti ci regalano. Magari uno-due ritocchi a gennaio potranno solo far bene a questa squadra e forse potranno contribuire a realizzare una scalata ai danni di squadre che finora non hanno mostrato niente di eccezionale se non il fatto di essere composte di giovani di belle speranze ma che peccano di grande inesperienza e proprio per questo,una squadra, cinica nella maniera giusta, può approfittarne per fare risultato e portare a casa un qualcosa che a dicembre può sembrare fortemente fantasioso. Bisogna crederci, ma senza proclami; bisogna provarci, ma con tranquillità e senza l’assillo del risultato a tutti i costi; siamo a metà percorso e noi siamo a metà classifica: cerchiamo di vivere alla giornata e, accontentandoci pure del punticino a fronte di scialbe prestazioni, proviamo a ricredere in un sogno.

Alberto Mangano

 

 

2 dicembre 2007 - Monza Foggia 1-0

Il Foggia torna da Monza definitivamente ridimensionato nelle aspirazioni per questo campionato cominciando a guardarsi le spalle con la consapevolezza che il burrone è ormai molto vicino. Purtroppo il risultato sa di beffa in quanto la squadra è sembrata attenta in tutti i reparti e anche un pareggio sarebbe risultato stretto per il lavoro svolto dagli uomini di Campilongo durante i 90 minuti della gara. Alla fine la considerazione ovvia è che anche oggi alla notevole mole di gioco non è seguita la finalizzazione, manca il bomber di razza e lo si vede, i nostri attaccanti sono troppo altruisti, non cercano la porta ma piuttosto il compagno libero anche a tre metri dalla porta. Certo con un attaccante di peso e, perchè no, con un minimo di fortuna, il Foggia meriterebbe quei 5-6 punti in più che lo posizionerebbero subito dietro la zona play off anche perchè tante squadre incontrate non hanno evidenziato una superiorità netta ma magari, questo si, un cinismo spietato ed una concretezza e attenzione nel corso dell'intera gara. E Campilongo? A questo punto è inutile mandarlo via. Quali risultati potrebbe portarci il nuovo tecnico? Se la società è realista e osserva il proseguio del campionato classifica alla mano, dovrebbe continuare con Campilongo, gettando già le basi, magari dal mercato di gennaio, per la stagione prossima se è vero che esiste un piano pluriennale con il tecnico campano. Se poi il tecnico ha deluso la società per cui si ritiene di dover cambiare in corsa, ma sempre nell’ottica di guardare al prossimo anno, allora si può pensare ad un nuovo tecnico. In ogni caso bisogna far tesoro dei vecchi sbagli ed il nuovo tecnico eventuale, chiunque esso sia, non potrà venire e smantellare un organico di base, che è e resta un patrimonio del sodalizio, ma dovrà pensare ad intervenire per puntellare la rosa. Parlare oggi del mercato di riparazione è sicuramente fuori luogo: aspettiamo le decisioni dei soci e rimbocchiamoci le maniche, ma sempre per l’anno prossimo in quanto quest’anno, con un po’ di umiltà, accontentandosi anche di un brutto pareggio ogni tanto, potrà al massimo regalarci una tranquilla salvezza.

Alberto Mangano

 

 

25 novembre 2007 - Foggia Novara 0-0

Il Foggia pareggia 0-0, delude le aspettative ed esce tra i fischi dello Zaccheria.
Campilongo, anche per questa partita, rivoluziona la formazione inserendo, oltre agli annunciati Agassi e Tisci, anche Giordano e D'Amico lasciando in panchina Colombaretti e Coletti. I rossoneri cercano di proporre il loro gioco al cospetto di un avversario che mira ad abbassare il ritmo di gioco schierando una difesa arcigna che alla lunga si rivelerà determinante ai fini del risultato. Quindici giorni di allenamento avrebbero dovuto consegnare alla platea una squadra capace di mettere in campo un minimo di organizzazione di gioco ed invece ci si ritrova ancora con i lanci lunghi dalla difesa per la testa di Plasmati che si presta al ruolo di torre per favorire gli inserimenti dei compagni di reparto che non sono mai stati pericolosi anche e soprattutto per una difesa avversaria ben attenta nel bloccare le iniziative foggiane. Solo nella parte iniziale della gara il Foggia cerca di organizzarsi per far suo l'incontro facendo credere che il gol potesse arrivare da un momento all'altro ma, invece, il portiere avversario veniva impegnato solo per la normale amministrazione. La ripresa ci regala l'ennesima espulsione ma il Novara non si scompone: è deciso a portare a casa il punto e non osa di più perchè sa che può rischiare di scoprirsi seguendo la filosofia del "...chi troppo vuole nulla stringe"; il Novara quindi viene per il punto, non gioca bene ma ottiene quello che vuole, così come successe con la Cremonese e così come non succede mai al Foggia che parte in trasferta per stravincere ma che poi torna sempre a casa con le ossa rotte: sarebbe il caso di imparare dai nostri avversari e farsi tutti un bel bagno di umiltà. Certo oggi, pur se ancora a novembre, può sembrare il giorno della resa, il giorno in cui si devono cominciare a fare i conti con le squadre che ci seguono perchè ormai il baratro, dal punto di vista della classifica, è molto più vicino della vetta e si diventerebbe patetici a parlare ancora di promozione e di play off. E' il caso infine di sottolineare un episodio significativo accaduto quasi al 90°: Lisuzzo passa con il ginocchio la palla al proprio portiere che afferra la palla; l'arbitro decide per la punizione a due in area non avendo visto e quindi considerato il ginocchio del difensore rossonero; dopo le numerose proteste foggiane, l'attaccante del Novara batte la punizione appoggiando la palla nelle mani di Agassi rinunciando alla possibilità di portare a casa altri due punti. A noi, abituati al girone B ed ai suoi loschi spogliatoi e ai suoi bui tunnel, è stata data una grande lezione di sportività in una giornata triste per l'intero calcio nazionale e tale gesto avrebbe meritato una standing ovation dell'intero Zaccheria: una grande lezione da una squadra che forse oggi ha messo la parola fine ai sogni di gloria di Campilongo e dei suoi uomini.

Alberto Mangano

 

11 novembre 2007 - Foggia Manfredonia 4-0

Il Foggia vince con un largo margine una partita sicuramente non entusiasmante sotto il profilo del gioco. Certo un 4-0 rinfranca il morale e contribuisce a scalare la classifica ma attenti a pensare che il burrone sia stato superato, che i problemi siano stati risolti. Il Foggia ha vinto una partita in modo rocambolesco, anche se ha meritato i tre punti ma spesso il gioco è stato il grande assente in questo derby di Capitanata evidenziando i soliti problemi di quest'anno: difesa a tratti disattenta, portiere non sempre sicuro, ma soprattutto abbiamo rivisto un Plasmati sempre fuori dagli schemi, troppe volte svogliato e abulico. In definitiva aveva convinto di più il Foggia visto con la Cremonese e a tratti con il Foligno ma forse oggi il risultato era troppo importante e i calciatori sono scesi in campo forse contratti, creando sovente azioni confuse che comunque hanno fruttato numerose palle gol tra cui quella realizzata nella prima frazione di gioco da Mounard. Da quel momento si è assistito ad una partita strana, sicuramente bruttina nella quale il Foggia cercava, senza grande convinzione la rete per chiudere la gara, mentre il Manfredonia non ha mai dimostrato di essere in grado di recuperare lo svantaggio, nonostante qualche buona giocata sotto rete. E poi alla fine, il Foggia riesce ad arrotondare il risultato mortificando oltre modo un Manfredonia che pur meritando la sconfitta, non meritava comunque una debacle di quelle dimensioni. Il Foggia, sia ben chiaro, non ha rubato niente e un paio di decisioni dubbie da parte dell'arbitro non possono fare giustizia di torti che i rossoneri subiscono dall'inizio della stagione ma soprattutto non possono far gridare allo scandalo da parte dei sostenitori sipontini. Oggi come oggi possiamo solo dire che il Manfredonia riuscirà facilmente a raggiungere l'obiettivo di inizio stagione e cioè una salvezza tranquilla mentre il Foggia è ancora molto lontano dal traguardo dichiarato e auspicato dai propri tifosi. E a proposito dei tifosi è giusto sottolineare l'atteggiamento irresponsabile di taluni che, lanciando continuamente fumogeni, hanno dimostrato di remare contro, di arrecare danno soprattutto alla propria squadra e questo è il momento in cui tutti, nessuno escluso, dobbiamo tirare la carretta cercando, nonostante le ovvie ed enormi difficoltà, di arrivare a vedere l'alba dopo una notte che comincia ad essere troppo lunga.

Alberto Mangano

 

4 novembre 2007 - Foligno Foggia 1-0

Il Foggia torna certamente ridimensionato dalla trasferta in terra umbra. L'ennesima disfatta probabilmente fa affievolire le ambizioni del Foggia in questo campionato anche se i tifosi rossoneri non vogliono ammainare la bandiera continuando a sperare nel miracolo. La partita tra l'altro ha evidenziato un Foggia spavaldo e padrone del campo per gran parte dell'incontro soccombendo per un clamoroso errore del collaboratore dell'arbitro e per la solita dormita della difesa in occasione del vantaggio dei padroni di casa. E' indubbio che la squadra ha fatto dei grandi passi in avanti sotto il profilo del gioco ma purtroppo non riuscire a capitalizzare non è una dote di una grande squadra e quindi gli almeno 3 punti persi nelle ultime due gare potrebbero essere determinanti per il raggiungimento degli obiettivi prefissati ad inizio stagione. A questo punto bisogna continuare ad andare avanti con il progetto Campilongo considerato il fatto che, se non altro, un minimo di gioco in campo si comincia a vedere rispetto alle squallide gare di inizio stagione. E' vero, abbiamo subito numerosi torti arbitrali, ma una squadra che doveva ammazzare il campionato doveva essere più forte di tali avversità e riuscire comunque a raccogliere punti sia dentro che fuori: oggi invece ci ritroviamo sprofondati in classifica con una delle peggiori difese del girone e con soli 2 punti raccolti lontano dallo Zaccheria e tutto ciò non certo per colpa degli arbitri. La squadra sicuramente non è quella dell'anno scorso ma poi non è che le squadre che lottano per i primi posti come Cremonese, Venezia e lo stesso Foligno abbiano fatto vedere chissà cosa in più dei rossoneri. E allora? Di chi la colpa? Molto probabilmente questa squadra ha un modo di giocare molto dispendioso che determina diversi momenti di amnesia durante i 90 minuti che il più delle volte risultano fatali. Ecco perchè forse impegnare due calciatori fermi da due mesi come Arno e Mounard per 180 minuti in 3 giorni forse è stato un po’ azzardato considerato che almeno il francese è risultato molto lontano dall'ottimo elemento che abbiamo conosciuto in questi anni. Comunque ormai siamo in ballo e balliamo, tiriamo avanti partita per partita senza guardare la parte alta della classifica e coprendoci le spalle per evitare spiacevoli sorprese a cominciare dal derby con i sipontini che potrebbe regalarci se non altro quei 3 punti che servirebbero per il morale di tutti noi che attualmente è fortemente sotto i tacchi.

Alberto Mangano 

 

1 novembre 2007 - Foggia Cremonese 2-2

Un Foggia bello ma sfortunato



Una giornata che poteva finire trionfalmente ma che invece lascia l'amaro in bocca per quello che poteva essere ma che non è stato; un Foggia padrone del campo in tutti i reparti al cospetto di una mediocre Cremonese impacciata contro i rossoneri oggi davvero scatenati. Un Biancone al di sopra di tutti e sicuramente alla sua migliore prestazione quest'anno tra l'altro presente in entrambi i gol foggiani. Certo se Mounard, non ancora in piena forma, avesse centrato il 2-0 o se l'arbitro avesse visto un evidente fallo in area su Biancon quando stavamo ancora sul 2-1, oggi staremmo a gioire per una vittoria che il Foggia avrebbe meritato senza alcun dubbio e non gli avrebbe fatto perdere ulteriori due punti dalla zona play off... ma con i se e con i ma purtroppo non si va da nessuna parte. Oggi dobbiamo constatare che il tecnico ha ben imbrigliato gli avversari tra i quali è sembrato un po' sopra alla mediocrità il solo Colucci e che forse ha trovato l'undici base per poter tentare una ripidissima risalita verso le posizioni che contano. Bisogna considerare le assenze degli squalificati Giordano e Plasmati ma è ovvio pensare che da domenica prossima gli stessi potranno accomodarsi in panchina perchè sarebbe difficile pensare a chi dovrebbero togliere il posto da titolare. Oggi non possiamo nemmeno lamentarci per l'attacco sterile perchè di occasioni il Foggia ne ha avute a bizzeffe, ha colto due legni e solo la sfortuna e forse l'ingenuità difensiva nel causare due rigori ha evitato ai lombardi una giusta punizione. Ora però chiudiamo con questa partita perchè tra 3 giorni si ritorna in campo contro un sorprendente Foligno e bisognerà restare determinati come oggi per tornare a casa con un risultato utile per continuare a sperare ormai solo nei play off in quanto anche oggi il Cittadella, che ha travolto i cugini sipontini, ha dimostrato di essere di un altro pianeta e questo campionato può vincerlo tranquillamente... noi comunque cominciamo a giocar bene e a sperare che la dea bendata cominci a volgere il suo sguardo anche dalla nostra parte

Alberto Mangano

 

28 0ttobre 2007 - Cavese Foggia 1-0

Ciao a tutti,
e va bene ci vuole umiltè ( come dice Arrigo Sacchi ) e sono convinto che coloro che imprecano e si lasciano andare in commenti tristi e sfiduciati, come il sottoscritto, non pensano ai fasti del passato per molteplici ragioni, prima fra tutte il cambiamento degli uomini  in campo e fuori , così come è cambiata l'epoca.
Il problema della nostra società risiede nella comunicazione, nel modo di prospettare i progetti, nel modo di illustrare le basi sui quali si fondono,nelle dichiarazioni fatte prima durante e dopo ogni incontro,il modo di porgere il profondo pensiero. A tutto questo si aggiunge la matematica che implacabilmente ci dice quello che si vale: il cinque è cinque, il sette è il sette e così via. Non si può imbrogliare la matematica, scienza precisa per antonomasia.
L'anno scorso per un niente non siamo andati in serie B, subito dopo, anzichè modificare lievemente la compagine la si è smantellata,si sono acquistati giocatori ed allenatore metelliani,non si è provveduto a darsi un attaccante che facesse gol e non che portasse solo il numero nove sulla maglia, alcuni giocatori - come sempre del resto - si sono squinternati al primo tocco con il pallone e l'allenatore ha fatto diversi errori, anche madornali.
Ora credo che nessuno di noi avrebbe criticato minimamente la società o imprecato contro la situazione in classifica se i....dichiaranti avessero detto, ragazzi il pallone è un bellissimo gioco, noi non possiamo fare più di quello che abbiamo fatto, se qualcuno vuole divertirsi di più, si accomodi in società, rimpingui le casse sociali e si cerchi qualche veramente competente il compito di organizzare l'armata. Capobianco è soci non hanno mai e poi mai messo in dubbio il raggiungimento della promozione tanto è vero che due domeniche fa hanno manifestato tutta la loro incredulità per i risultati conseguiti.
Le due categorie di fiduciosi e sfiduciati hanno fin qui ragione entrambe perchè è come vedere il bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto. si tratta di aspettare e verificare chi abbia ragione. Per il momento più che fare il paragone con le prime della classe mettendo se mai sulla bilancia la nostra vecchia storia e gloria, io guardo solo ai risultati che sono assolutamente negativi. La nostra soddisfazione è quella di aver rifilato un gol alla Paganese ultima della classe e due al Verona in crisi di gioco e di identità.
Ora se vogliamo vedere le partite come se andassino a vedere i ragazzini che giocano in mezzo alla strada per puro divertimento allora va bene anche così, ma se vogliamo immaginare un futuro ambizioso - non per il censo o perchè" voi non sapete chi sono io " allora quello che si vede è solo propedeutico ad un attacco di bile.
Ovviamente c'è sempre....la domenica successiva!
Un saluto a tutti e
FORZA FOGGIA
 
Raf  "Quelli della mailing"

 

21 0ttobre 2007 - Foggia Verona 2-0

Dopo la disfatta interna con il Cittadella, nessuno si immaginava che sarebbero arrivati 7 punti nelle successive tre gare che avrebbero consentito al Foggia di respirare aria nuova in classifica e cominciare a fare i conti con le prime della classe senza doversi necessariamente guardarsi le spalle. Gli ultimi tre punti sono arrivati in una gara attenta disputata dagli uomini di Campilongo contro un Verona che raramente ha impensierito il portiere Castelli. Certamente il tecnico ha indovinato l’undici da mandare in campo disponendo ormai la migliore coppia di centrali di difesa che questa squadra può offrire e cioè Ignoffo e Lisuzzo; sulle fasce, in attesa di Arno, Colombaretti ha disputato una gara pregevole mentre Mora si è ormai confermato come il miglior acquisto della campagna acquisti della scorsa estate; ma la vera rivoluzione il tecnico l’ha operata al centrocampo dove Giordano è stato schierato come play maker permettendo a Cardinale di proporsi maggiormente in avanti mentre Coletti ha di fatto preso definitivamente il posto dei vari Tisci e D’Amico, non proprio entusiasmanti in questo avvio di stagione. In attacco il solo Delcore si è mantenuto su ottimi livelli mentre Esposito non ha dato il giusto apporto nella fase realizzativa; un capitolo a parte merita Plasmati che andrebbe sfruttato per le sue potenzialità fisiche e quindi con traversoni dalle corsie laterali e non con lanci dalla difesa cogliendo l’attaccante a gestire le palle di spalle alla porta: e in effetti i pericoli maggiori il Foggia li ha creati con i cross, anche su palle inattive, mettendo spesso in difficoltà i difensori scaligeri. Ora riteniamo che un po’ di tranquillità abbia invaso lo spogliatoio rossonero in vista dei futuri impegni della squadra, il che non vuol dire che bisogna abbassare la guardia ma certamente scendere in campo senza l’assillo del risultato ad ogni costo per salvare la panchina del tecnico, non può che far bene. Le note stonate della partita sono le solite ammonizioni inutili, senza le quali Delcore avrebbe potuto esultare con l’entusiasmo che lo lega ai colori della maglia e che invece lo appiederanno per la prossima trasferta delicata di Cava dei Tirreni; ma se lo spogliatoio è compatto, se la squadra ritiene che sia giunto il momento di voltare pagina e se la concentrazione e la determinazione al risultato resteranno ad alti livelli, gli undici che andranno a Cava, sapranno realizzare un ottimo risultato e non faranno rimpiangere i compagni che siederanno in tribuna.

Alberto Mangano

 

14 0ttobre 2007 - Foggia Paganese 1-0

Il primo passo è fatto. I primi tre dei sei punti da prendere nel doppio turno casalingo sono arrivati e c'e da ben sperare per domenica prossima. Nello stadio deserto il Foggia è riuscito a vincere una partita importante per il tecnico, per i giocatori, per la società e per la gioia dei propri sostenitori che hanno sofferto fino al triplice fischio che è giunto liberatorio per tutti e che ha consegnato alla città una settimana di tranquillità. Certamente la partita non è stata una passeggiata e la Paganese ha avuto anche occasioni per andare in porta ma è stato soprattutto il Foggia che ha avuto numerosissime possibilità di arrotondare il punteggio e solo uno strepitoso Botticella è riuscito a limitare i danni con ottimi interventi soprattutto su conclusioni di Delcore. Il fatto che il Foggia abbia avuto numerose occasioni da gol fa ben sperare perchè vuol dire che lo schieramento messo in campo da Campilongo comincia a dare i suoi frutti e quando magari anche la fortuna avrà completamente voltato il suo sguardo verso i rossoneri, forse riusciremo a vincere con meno ansia e più facilità. Si potrebbe pensare che sia stata l’inconsistenza dell’avversario a facilitare il compito della nostra squadra ed invece si è avuta la netta sensazione che il Foggia fosse concentrato  per il raggiungimento del risultato finale e, come sottolineato giorni fa, in questo girone con una vittoria si possono guadagnare due punti dalla vetta occupata ogni domenica da un inquilino diverso: quindi fin quando una squadra non partirà definitivamente, c'è ancora spazio per i sogni di tutti; proprio per questo ora è il momento giusto per sfoderare grinta e volontà per cominciare a scalare questa classifica cominciando domenica contro il Verona galvanizzato dal recente cambio di allenatore. Questa gara sarà un banco di prova sostanziale ma verrà affrontata più serenamente senza però abbassare il ritmo e con la determinazione che spesso ha fatto la differenza su di un campo di gioco.

Alberto Mangano

 

 

7 ottobre 2007 - Venezia Foggia 1-1

Un pareggio in laguna lascia un po' di amaro in bocca, innanzitutto perchè fa scendere il Foggia di un gradino in classifica passando dal quintultimo al quartultimo posto e soprattutto perchè forse si poteva incassare l'intera posta in palio considerato il fatto che i nostri avversari non erano niente di trascendentale. Dalla Capitanata la squadra era partita con buoni propositi tesi soprattutto a salvare la panchina di mister Campilongo e in quanto a grinta, determinazione ed impegno la squadra non ha deluso anche se sotto il profilo del gioco a tratti si sono evidenziati i limiti di sempre: lanci lunghi spesso dalle retrovie con gli attaccanti a ricevere palla sempre di spalle alla porta dando la possibilità di recupero ai difensori avversari. Comunque aver recuperato il gol del Venezia nel finale, quando sembrava che un'altra domenica di passione stesse incombendo su Foggia deve far ben sperare. Ecco, è proprio da questa partita che si può pensare di voltare pagina, di tentare la scalata, approfittando del doppio turno casalingo contro compagini che dovrebbero essere alla nostra portata ovviamente senza sottovalutare nessuno e con la concentrazione che deve portarci a incassare il bottino pieno. Con questi 6 punti si potrebbe ancora far bene perchè questo girone non ha ancora indicato una squadra leader e quindi per esempio con il punto a Venezia siamo rimasti a 10 punti dalla vetta, come domenica scorsa, pur perdendo una posizione. Con questo ritmo nel girone e con due vittorie, potremmo ritrovarci a 6-7 punti dalla vetta, evento che caricherebbe la squadra, il tecnico e i tifosi, forse potrebbe far scrivere la parola fine a questo brutto inizio di stagione e determinerebbe, senza la minima ombra di dubbio, l’abbandono di certe posizioni di classifica deludenti ed imbarazzanti per una squadra partita ed allestita per vincere il campionato.

Alberto Mangano

 

 

30 settembre 2007 - Foggia Cittadella 2-3

 

VERGOGNATEVI!!!

Con questo grido, accompagnato da un sottofondo di fischi, i calciatori hanno intrapreso la strada che portava al tunnel per gli spogliatoi.

E’ stata una partita giocata malissimo dal Foggia e che la squadra veneta, con un po’ più di cinismo tattico, avrebbe potuto chiudere molto prima. Non riusciamo a stilare una classifica tra le partite più brutte di quest’anno, non sappiamo se il Foggia è stato più brutto oggi o a Sesto S.Giovanni, ma di certo questa è una squadra che non costruisce alcunchè e che farebbe bene a guardarsi le spalle perchè tra non molto potrebbe non esserci più nessuno. Confrontare questa squadra con quella dello scorso anno è irriverente per Pecchia e compagni, al limite potremmo valutare tra loro i tre tecnici avvicendatisi e impegnarci non poco per confrontarli tra loro. I migliori lanci dalla difesa li ha fatti Castelli salito spesso a centrocampo; un Panini in campo impacciato sia contro l’avversario diretto sia in fase propositiva; Coletti, l’unico che può crossare dalle corsie laterali, seduto in panchina; Cardinale al centro del campo irritante con i giochetti di gambe che ha sbagliato più di una volta favorendo anche la realizzazione della prima rete avversaria (ah, quel Pecchia!); Plasmati, del quale non si conosce la vera identità, di certo è uno che non salta e quindi, di testa non riesce mai ad imprimere forza al pallone; ed infine la difesa, spesso lenta e facilmente superabile e molto spesso salvata dagli interventi di Castelli (ah, quel Pagliarulo!). Qualcosa in più l’hanno fatta Mora, sempre preciso sulla fascia, e Delcore, che talvolta è riuscito ad incunearsi tra le maglie della difesa avversaria ,costringendo spesso il difensore di turno al fallo. Infine un pensiero va a quei tifosi scellerati che, anche se esasperati, non dovevano lanciare quegli oggetti in campo, gesti che potrebbero costarci caro. Insomma una brutta giornata, nella quale eravamo certi che i perentori proclami del mister fossero fondati: bel gioco e vittoria convincente... ed invece niente di tutto questo; ora a Venezia e poi doppio incontro allo Zaccheria (...o forse no).
 

Alberto Mangano

 

23 settembre 2007 - Pro Patria Foggia 0-0

Nuova domenica, nuova formazione: Campilongo ricambia le carte in tavola e questa volta riesce almeno a portare da una trasferta il primo punto stagionale. La squadra a tratti ha giocato bene e avrebbe potuto far sua l'intera posta se gli attaccanti non avessero buttato al vento le occasioni capitate loro. Ecco quindi affacciarsi il solito problema della realizzazione sotto rete e della finalizzazione degli schemi provati e riprovati in allenamento. Alla fine comunque abbiamo guadagnato un punto rispetto alla vetta e questo deve far riflettere sull'importanza dei tre punti in un girone dove ancora nessuna compagine ha preso il sopravvento e un po' tutti hanno lasciato punti per strada. Speriamo vivamente che il periodo degli esperimenti sia concluso e che il tecnico possa schierare una formazione fissa che non deve necessariamente essere quella di Busto Arsizio ma che possa cominciare ad affiatarsi sul campo per produrre un gioco fruttuoso, mettendo in condizione gli attaccanti di infilare la palla in porta molto più facilmente. C'e ancora da evidenziare una squadra ancora nervosa, che spesso becca facilmente sanzioni disciplinari che forse indicano che i rossoneri non scendono in campo tranquilli: la determinazione e la grinta non devono mai scontrarsi con le regole comportamentali e il Foggia, nonostante l'ampia rosa, non può permettersi squalifiche una volta che i meccanismi di gioco inizieranno a ingranare automaticamente. Guardando in casa degli altri c’è da tenere sotto controllo il Lecco che esprime un buon gioco vincendo contro una delle finaliste della scorsa stagione, da non perdere di vista la Cremonese che si è subita ripresa vincendo fuori casa e da non sottovalutare il Cittadella che è una buona squadra che sicuramente può rappresentare un buon banco di prova per domenica prossima. Consideriamo infine che comunque un punto in questo girone è sicuramente molto più prezioso di un punto nel girone meridionale: in questo si salirà con molti meno punti ed allora non ci resta che rimboccarci le maniche ed incrociare le dita.

Alberto Mangano

 

20 settembre 2007 - Quali novità?

Ci avviamo ad un'altra prova di fuoco domenica prossima contro la Pro Patria tra mille indecisioni e perplessità.

Quale formazione vorrà scegliere Campilongo per la gara in Lombardia? I giocatori messi alla gogna dagli addetti ai lavori saranno regolarmente in campo o lasceranno il posto alle seconde linee? Noi conosciamo il tecnico come un uomo testardo e convinto delle proprie idee e siamo portati a pensare di ritrovarci Agazzi in porta e Rinaldi al centro della difesa, ma è pur vero che dopo la disfatta di Sesto ha dichiarato di assumersi la responsabilità per alcune scelte non proprio felici. Razionalmente riteniamo che il tecnico sappia fare le sue scelte conoscendo lo stato di forma dei suoi uomini durante la settimana e noi siamo pronti ad applaudirlo se tali scelte si riveleranno vincenti perchè la vetta e ad 8 punti e cominciare a rincorrere da oggi puo diventare snervante per la squadra e per i tifosi. Domenica si è persa la consapevolezza di aver risolto i problemi e di aver intrapreso lla giusta strada per il raggiungimento della serie B: si è persa insomma la fiducia nel gruppo ed il confronto con la squadra che lo scorso anno allestì Salerno risulta imbarazzante e mortificante Una bella vittoria frutto di una convincente prestazione resta a tutt'oggi l'unico toccasana per l'intero ambiente anche perchè è arrivato il momento in cui le chiacchiere ed i proclami devono lasciare il posto agli schemi di gioco e ad i conseguenti punti che ci devono tenere a galla in una classifica che ci sta vedendo affondare.

 

 

 E' morto Ambrogio Valadè

16 settembre 2007 - Se ne è andato, la scorsa notte in quel di Milano, un altro pezzo della gloriosa storia rossonera. Si è spento infatti nel capoluogo lombardo, all'età di 70 anni Ambrogio Valadè, indimenticato difensore del Foggia degli anni d'oro degli anni '60 di Oronzo Pugliese.Indubbiamente una grave perdita per il calcio foggiano, che vede andar via uno dei grandi protagonisti del suo passato.
 

15 settembre 2007 - Pro Sesto Foggia 2-0

Ancora una volta ci troviamo a commentare una giornataccia proprio quando si pensava che si poteva prevedere il riscatto dopo le prime prestazioni incolori ed infruttuose. A far ancora più male è stato il risultato dell’Avellino: ieri con il Bologna, a godere delle prestazioni di Salgado,potevamo esserci noi ed invece ci troviamo dinanzi ad una delusione che non ha pari considerando l’avversario di turno, i 1000 tifosi al seguito e la prestazione assolutamente incolore dell’undici di Campilongo. Dopo quattro giornate possiamo già dire di aver incontrato ancora solo compagini senza velleità di vittoria finale e di aver offerto prestazioni mediocri e scarsamente sufficienti. Vogliamo sicuramente credere che l’aver costruito una squadra nell’ultimo mese sia il vero limite del Foggia e che prima o dopo la vera forza della squadra verrà fuori ma al tempo stesso dobbiamo dire che a Sesto S.Giovanni non sono mancati solo gli schemi ed un minimo di organizzazione di gioco, ma anche la capacità nel reagire agli eventi che la partita ha offerto. Un bagno di umiltà dei calciatori e del tecnico non guasterebbe se si ha ancora la voglia di dire la propria in questo girone che forse non sta rappresentando, come in molti pensavamo, un vantaggio per realizzare il salto di categoria. Se andiamo ad analizzare i vari reparti della squadra, notiamo che il portiere non sembra offrire la stessa sicurezza affidata a Marruocco negli anni scorsi; che la difesa, fiore all’occhiello dello scorso campionato, oggi non dà sicurezza e affidabilità, portando sul groppone la bellezza di sette gol nelle prime giornate; che il centrocampo, l’anno scorso affidato ai tempi dettati dall’esperto Pecchia, non riesce a proporre il gioco sia in fase propositiva sia soprattutto in fase di interdizione: l’assenza di Cardinale è importante ma la stessa è comunque frutto dello scellerato comportamento del giocatore stesso e quindi dobbiamo comunque ringraziare Tisci perchè mandato allo sbaraglio in un momento difficile e in ruolo comunque non suo; non dimentichiamo infine i limiti di un attacco che non viene sfruttato per le proprie caratteristiche e che quindi non gode dei palloni provenienti dalle fasce che dovrebbero se non altro spaventare le difese avversarie: invece si continua a giocare con le verticalizzazioni e negli spazi che possono essere interessanti per Delcore ma che costringono Plasmati e Biancone a pestarsi i piedi al centro dell’attacco; infine val la pena di dire due parole sul tecnico che non è riuscito a trasmettere alla squadra quella rabbia e quella grinta che esprime dalla panchina e che esprimeva quando giocava tra le maglie dei difensori avversari e che comunque il carattere non è sufficiente per imporsi nelle gare ma che è necessaria anche una impostazione di gioco chiara e fruttuosa indipendentemente dai calciatori a disposizione, evitando quindi di dover rimpiangere ogni domenica l’assente di turno. E’ doveroso.alla fine, ringraziare tutti i tifosi presenti in Lombardia, sia quelli partiti da Foggia sia quelli residenti perchè oggi rappresentano l’unica ricchezza di questa città e di questa società: i calciatori ed il tecnico arrivino alla conclusione che questa gente merita molto, molto di più dello spettacolo indecoroso e vergognoso al quale hanno assistito ieri.  

Alberto Mangano

Il commento di un tifoso presente allo stadio

Raf - Quelli della mailing

Ciao a tutti,
inizio con lo scusarmi con tutti gli amici storici della ML perchè non sono riuscito ad abbracciarli come avrei voluto e spero che ci sarà un'altra occasione, se mai questo inverno quando il Foggia ritornerà da queste parti; mi scuso in particolare con Gennaro Carrillo che cortesemente mi aveva dato anche il numero del cellulare, che era in tribuna gialla come ero io, ma che alla fine la rabbia e la delusione mi hanno fatto mettere al più presto possibile in macchina e filar via verso la montagna.
Non sono un esperto di calcio per cui non riesco ad analizzare bene le singole deficienze, gli schieramenti sbagliati e così via; non voglio nemmeno dar fiducia ad oltranza a giocatori, tecnici e società per cui mi attengo al giudizio di un modestissimo spettatore che ha visto la partita e che ha vissuto l'ennesima delusione. Avevo letto che questo anno il Foggia - contrariamente allo scorso anno - aveva un gioco, che la squadra si muoveva bene e che alcune individualità erano pregevoli e di sicuro affidamento, ma quello che ho visto a Sesto Sangiovanni è stato un vero e proprio schifo. Abbiamo si e no tirato uno o due tiri in porta; Plasmati sembrava un birillo sulla cui estremità cadevano le palle che andavano dove volevano; il portiere, che non ha nemmeno il fisico, non potrebbe giocare nemmeno in mezzo alla strada con le porte fatte con due tufi; le palle sempre alte spedite alla viva il parroco, insomma con questi giocatori, con questo tecnico non voglio esagerare dicendo che forse ci salveremo!
Siamo partiti per conquistare la serie B, abbiamo giocatori di categoria, ma se questo è il risultato mi vien da pensare a cosa sarebbe successo se avessimo iniziato il campionato pensando alla salvezza ed avendo giocatori normalissimi per la serie C!
Forse è colpa nostra che pensiamo sempre ad un super Foggia, che crediamo sempre che sia questa la volta buona, ma certo è che nelle prime quattro partite il Foggia ha vinto una volta, una volta ha pareggiato e due volte è stato sonoramente sconfitto. Con questa media si va in C2.
Speriamo che le cose cambino nel prossimo futuro, ma sarà molto difficile raggiungere il Real Sassuolo Capolista assoluto.
I tifosi foggiani a Sesto erano la stragrande maggioranza degli spettatori, hanno fatto il tifo oltre ogni misura e sono stati umiliati dal tecnico e dai giocatori e non dai pochi sestesi in tribuna. Quando la Pro Sesto ha segnato il primo goal nella tribuna in cui stavo si è sentito un solo GOAL"!!!!!, ma subito dopo il.....tenore mi ha guardato come per chiedermi scusa e facendomi capire che non voleva gridare!!!!!!
Nel calcio si può anche perdere dal momento che la palla è tonda, ma c'è modo e modo ed il nostro modo di iniziare questo campionato della riscossa mi sembra valido solo per defenestrare Campilongo ed il suo seguito!
Ora ho ancora il dente avvelenato e meno male che domenica prossima ho una importante ricorrenza famigliare alla quale non posso mancare perchè uno spettacolo indecoroso come quello visto sabato proprio non riuscirei a mandarlo giù!
Speriamo, sì speriamo che sia stato solo un brutto inizio e che le cose si aggiusteranno in seguito, ma non era certo un cretino quello che aveva sentenziato : IL BUON GIORNO SI VEDE DAL MATTINO, ed il nostro mattino altro non è che una bella e profondissima notte!
A presto e Forza Foggia.
Raf.

 

 

 

9 settembre 2007 - Foggia Lecco 2-1

(Il gol di Ignoffo)

Ed è finalmente arrivata la prima vittoria del campionato anche se in maniera sofferta e sudata sino alla fine. Certamente questa volta il Foggia ha avuto di fronte una squadra ben messa in campo che non ha avuto timore nell’affrontare l’avversario sicuramente più blasonato con un tifo che a tratti ha ricordato ai presenti il clima che si respirava allo Zaccheria pochi mesi orsono. E’ vero tuttavia che raramente il Lecco ha impensierito la porta foggiana ma bisogna anche riconoscere che ha fatto sempre girare la palla con manovre che indicano chiaramente che questa squadra potrà evidentemente dire la sua in questo campionato. E il Foggia? E’ sembrato in palla, Delcore ha ben impressionato perlomeno per quel che riguarda l’impegno e l’agonismo con cui si buttava su ogni palla, la condizione poi favorirà meglio il suo rendimento. La retroguardia non sempre è stata all’altezza dovendo spesso ricorrere a falli anche ingenui per fermare i loro attaccanti sicuramente pericolosi. A centrocampo Tisci non ha dato l’ordine che normalmente impone il miglior Cardinale ma si è sacrificato sicuramente in un ruolo non suo; Giordano non è ancora il calciatore che ricordiamo nella scorsa stagione e tra l’altro è sembrato anche abbastanza nervoso rischiando di brutto quando, già ammonito, va a cercare la rissa con l’avversario diretto: bene ha fatto mister Campilongo a sostituirlo nel finale. Ottima la prova di D’Amico che ha giocato dettando i tempi del suo reparto a favore delle punte rossonere. In avanti oltre a Delcore, bene Biancone che si danna l’anima creando spazi per i compagni di reparto, un po’ in ombra Esposito a favore di un Plasmati che ha cambiato l’incontro con il suo ingresso dimostrando a tutti che forse abbiamo trovato la punta che cerchiamo da anni: è sembrato non marcabile data la stazza e l’abilità nel difendere il pallone e nel colpire di testa. Insomma un buon Foggia che deve comunque ancora crescere e che può fare ottime cose se riuscirà ad amalgamare i nuovi con i vecchi. Il Foggia di Campilongo è una squadra che può giocare in verticale aggredendo gli spazi con attaccanti come Delcore ed Esposito e che può sfruttare le corsie laterali con Mora e Coletti nell’intento di servire per le teste di Plasmati e Biancone. Per il momento mettiamo in cascina i 3 punti e prepariamoci alla doppia trasferta che sicuramente sarà in grado di dirci dove potrà arrivare la nostra squadra.

Alberto Mangano

 

 

7 settembre 2007

Domenica, anche se solo alla terza di campionato, siamo già ad una prova importante nel cammino del Foggia verso la promozione in serie B. Purtroppo non basterà vincere ma bisognerà anche convincere gli scettici che la strada è impervia ma percorribile. Si aspettano i nuovi con entusiasmo ma si attende anche con trepidazione il ritorno in campo di David Mounard. Mister Campilongo ha deciso di snobbare la Coppa Italia e di concentrarsi esclusivamente sul campionato e tutto sommato risulta difficile dargli torto considerando il fatto che la vittoria dell'anno scorso non ci ha dato neanche la possibilità di partecipare alla Coppa dei "grandi" che ci avrebbe fatto cimentare contro grandi clubs. La tifoseria ha risposto positivamente all'operato della società recandosi in massa ai botteghini per sottoscrivere gli abbonamenti nonostante un avvio di campionato non proprio esaltante almeno sotto il profilo dei risultati. Ora tocca a Campilongo scegliere per domenica la squadra migliore da mandare in campo potendo ormai disporre di una vasta rosa ormai completa in tutti i ruoli ma soprattutto tocca al campo darci tutte quelle risposte che questa piazza attende con curiosità e sicuramente con l'attaccamento che ha sempre contraddistinto questa città e la sua gente

Alberto Mangano

 

2 settembre 2007- Sassuolo Foggia 4-2

Una partita assurda, persa in maniera ingenua e irritante. Vincere 2-0, essere già nella seconda frazione di gioco, avere numerosi tifosi al seguito come se si giocasse in casa e riuscire a perdere beccando addirittura 4 gol si scontra con i proclami trionfalistici pronunciati da mister Sasà qualche giorno fa. Ai più è sembrato di ricordare la Cavese dei play off al cospetto del Foggia che, quando tutto sembrava perduto, riusciva a portare comunque il risultato a casa.  Certamente siamo solo alla seconda giornata e soprattutto siamo in attesa dei nuovi innesti ma fa abbastanza male essere dalla vetta già a 5 punti considerando anche il fatto che le due squadre avversarie affrontate non sembravano, almeno sulla carta, irresistibili. Mister Campilongo dovrà essere sicuramente più cinico in futuro perchè non possiamo permetterci il lusso di lasciare punti in giro per l’Italia in modo così stolto; e poi pensavamo che Cardinale, responsabilizzato dalla fascia di capitano, avesse deciso di diventare un esempio per i compagni ed invece torniamo a registrare l’ennesima espulsione che metterà di nuovo il tecnico in difficoltà per l’allestimento della squadra da mandare in campo domenica prossima. Nel frattempo non ci resta che leccarci le ferite preparandoci alla prossima gara che dovrà necessariamente regalarci la prima vittoria stagionale se vogliamo pensare, che nonostante le battaglie perse, questa sia ancora una guerra che si possa vincere.

                Alberto Mangano

 

 
31 agosto 2007
 
In poche ore il Foggia cambia decisamente aspetto e si propone in maniera inequivocabile come la squadra da battere nel girone A della C1.

Torna a Foggia Umberto Del Core artefice, nel Foggia di Marino, della promozione dei satanelli in C1: il bomber barese si è proposto direttamente ai dirigenti foggiani per rivivere magari altri bei momenti da queste parti e comunque è sempre commovente assistere al ritorno di un calciatore che affronta anche un declassamento per quel che riguarda la serie di appartenenza ma che la dice lunga sul fascino che questa piazza e questi colori sanno lasciare nel cuore dei calciatori. Plasmati, che era stato il rebus di quest'estate, alla fine accetta di buon grado di scendere in C1 per il Foggia nonostante il buon pre-campionato disputato con la maglia di una squadra di A, il Catania. Infine ormai un po' tutti davano Princivalli per partente, anche perchè doppione nella squadra allestita quest'anno ed il DS Di Bari ha pensato di fare uno scambio con la Triestina per assicurarsi le gesta tecniche di Groppi, esterno sinistro di difesa o di centrocampo, con il vizio del gol e comunque esperto di promozioni in B. Di contro però, bisogna pur dire che il Foggia si priva di Salgado che l'anno scorso ci ha portati per mano a vivere una annata sfortunata ma comunque intensa ed emozionante; voleva la B? La società lo ha accontentato e speriamo per lui che riesca anche a conquistare la maglia della sua nazionale; noi a Foggia gli resteremo comunque sempre grati
Cosa dire del definitivo organico? Sembrerebbe migliore dello scorso anno e guidato da un tecnico che sa, e lo ha dichiarato più volte, dove vuole arrivare. Ai tifosi non resta che pazientare perchè questa squadra, allestita solo a fine agosto, avrà bisogno di amalgama ma già dalla quarta - quinta gara saremo in grado di vedere il Foggia di mister Campilongo, quella squadra che cercherà di regalarci un sogno

 

Alberto Mangano

 

26 agosto 2007 - Foggia Legnano 0-0

  

Un esordio con l’amaro in bocca: avevamo lasciato il campionato nella triste giornata di Avellino e, smaltita la rabbia per la cocente delusione, avevamo riposto tutte le nostre speranze, le nostre ambizioni nel Foggia 2007/08 ma la giornata di oggi, purtroppo,  ci lascia amareggiati. Tutto sommato anche l’esordio della scorsa stagione, peraltro anche con una matricola, la Cavese, non ci aveva esaltato più di tanto se non per il risultato pieno e non certo per il gioco e gli schemi di mister Cuoghi. E’ giusto però dare una prova di appello a questa squadra che comunque, anche se pochissime volte nell’arco dei novanta minuti, ha dimostrato una voglia di raggiungere il risultato a tutti i costi che dimostra se non altro una velata mentalità vincente; tutti ci aspettavamo il Foggia visto all’opera durante la gara con l’Udinese ma è pur vero che tutti sappiamo che il campionato, a qualsiasi livello, è tutto un’altra cosa. Oggi abbiamo visto un avversario rinunciatario, catenacciaro ed un Foggia che sfruttava poco le corsie laterali e cercava soluzioni verticali che avrebbero dovuto prevedere la finalizzazione da parte di un attaccante che purtroppo manca ancora nell’organico: Biancone è una buona spalla, è generoso ma forse, vista la stazza, è ancora non al top della condizione, Salgado oggi è stato lontano dal calciatore che conosciamo, testardo nel cercare il numero e comunque mai propenso a favorire i compagni ed infine Di Roberto che ha fatto vedere buone cose sotto il profilo tecnico ma che non riesce ancora a trovare il giusto spazio nel team d’attacco organizzato da Campilongo. Per quel che riguarda il centrocampo si è visto un ottimo Cardinale, capace di dettare i tempi alla squadra e sempre presente anche in fase di interdizione, un discreto Giordano che purtroppo solo a tratti si è proposto ai livelli di fine campionato scorso ed infine un Coletti ordinato che spesso ha fatto partire traversoni dalla destra che però non hanno mai trovato la testa di un calciatore rossonero. La difesa ed il portiere ci riserviamo di giudicarli un’altra volta considerato il fatto che il Legnano raramente si è affacciato dalle parti di Agassi. Insomma non è certo il caso di affliggerci per i due punti persi ma è necessario cogliere da questa gara tutti gli aspetti negativi per cercare di provvedere subito ai rimedi magari anche sul mercato. Il campionato è appena cominciato e questa squadra va ancora e sempre sostenuta perchè noi tutti vogliamo ancora credere nella vittoria finale.

Alberto Mangano

 

Foggia 3 luglio 2007

Delio Rossi:"Peccato per il Foggia!"

E’ un Delio Rossi rilassato quello che si gode il caldo sole del Gargano tra un tuffo in acqua e una bibita al bar dove tanti ragazzini lo circondano calorosamente per una foto o un autografo e lui non disdegna di sorridere a tutti. Tutti sanno che quest’anno ha compiuto un miracolo portando la sua Lazio ai preliminari di Champions League nonostante la penalizzazione iniziale che lo ha fatto partire in salita: ma lui è un sanguigno, un combattente come quando giocava, come si dice dalle nostre parti, con il sangue agli occhi e i nostalgici lo rivedono, quando cammina nervosamente davanti alla panchina, con la stessa grinta, lo stesso carattere, lui detta gli schemi in settimana e i suoi uomini eseguono tutto perfettamente la domenica e così ha fatto il miracolo, è diventato l’idolo di quella Roma di fede biancoceleste. Ma quest’uomo,nato a Rimini, tutti sanno che è foggiano di adozione, che è sposato con una foggiana, che ha scelto di vivere a Foggia perchè comunque legato a questa terra. Proviamo allora a chiedergli:

 “ E allora mister, che ci dice del Foggia?”

 E lui: “ Ho seguito, anche se da lontano, le vicende della squadra e penso che se il Foggia è arrivato a sfiorare la serie B, il tutto non è stato legato al caso ma sicuramente c’era una buona intelaiatura; non è assolutamente facile vincere un campionato di C ed il Foggia era lì, ce l’aveva fatta, peccato”

“ Ha visto la finale?”

“Sono sincero, ho visto il primo tempo poi mi alzavo continuamente e cambiavo stanza, non riesco a vedere serenamente le partite nelle quali sono coinvolto emozionalmente”

“Cosa pensa dell’atteggiamento tattico del Foggia in quella partita e soprattutto dei cambi effettuati da mister D’Adderio?”

“Il tecnico vive con la squadra tutta la settimana e sa benissimo come stanno i suoi uomini e come metterli in campo, poi magari prendi un gol a due minuti dalla fine, perdi una stagione intera per un episodio e la colpa è dell’allenatore, si sa il calcio va così!”

“Mister cosa pensa del nuovo allenatore?”

“Non lo conosco personalmente ma me ne hanno parlato bene, so che la società è ben disposta ad allestire un ottimo organico, ma quello che conosco molto bene è il pubblico foggiano, fantastico, in quello Zaccheria che fa tremare le gambe a chiunque e io quel pubblico e quello stadio lo conosco molto bene. Speriamo che sia l’anno buono!”

Si allontana, telefona ad un altra vecchia conoscenza foggiana, Fedele Limone, il suo secondo, c’è da sistemare ancora qualcosa, domenica si parte per il nuovo campionato, quest’anno ci sono i preliminari e tutto deve essere rigorosamente a posto dal primo giorno di ritiro, tra le montagne austriache. Ma c’è ancora il tempo per una partita di tennis o al calcetto, per una pizza con i suoi amici di sempre e per ricevere un’ulteriore riconoscimento popolare: la città di Peschici sabato gli offrirà la cittadinanza onoraria, un ulteriore gesto da parte di quella gente che lo conosce e gli vuole bene. Auguri mister per un’altra stagione di successi.

Alberto Mangano

 

 

 

Foggia - 22 giugno 2007

Speriamo di andare nell'altro girone

Anche la speranza di riagganciare la serie B tramite il ripescaggio a tavolino, legata alla partita di Verona, è svanita nel nulla. Certo tutti avremmo gradito la promozione sul campo ma questa ulteriore possibilità se non altro aiutava tutti i tifosi a superare questa difficile settimana cominciata con l'eurogol di Rivaldo. A questo punto è necessario rimboccarsi le maniche e cercare di allestire una squadra competitiva per il prossimo ed ennesimo campionato di C1. Vogliamo almeno sperare che il Foggia riesca ad essere inserito in un nuovo girone al fine di non incontrare tutte quelle squadre con cui ha avuto problemi di ordine pubblico quest'anno e cioè il Taranto, la Cavese, la Salernitana, l'Avellino (nel caso volesse ricorrere al lodo Petrucci). Sia ben chiaro non è una scelta opportunistica legata ad una non dimostrabile facilità di un girone rispetto all'altro ma la possibilità per i tifosi di seguire la squadra ovunque e di contribuire cosi tutt'insieme alla fortuna e ai successi del nostro club. Questi sono campionati che si vincono sul filo di lana, per un punto, per un gol, all'ultimo secondo e noi abbiamo dovuto affrontare la capolista Ravenna senza pubblico ed in più di una trasferta abbiamo giocato senza pubblico e con i dirigenti rinchiusi quasi in gabbie come fossero pecore. Non mi sembra che la tifoseria di Foggia si sia mai posta all'attenzione dei mass media per incidenti particolarmente gravi eppure vantiamo tante tifoserie agguerrite nei nostri confronti forse per quello che abbiamo rappresentato un po’ di anni fa. A Verona, dove la tifoseria da anni ha fatto parlare di sè per intemperanze mosse da ideali razzisti, hanno potuto disputare i play out con i propri tifosi, ospitando quelli dello Spezia in un clima di sana rivalità sportiva. Noi abbiamo disputato gli spareggi portandoci l'acqua per i calciatori da casa, subendo invasioni minacciose verso il nostro portiere, trovando l'acido nei lavandini nell'intervallo per impedire ai calciatori di rinfrescarsi e non disputando per intero i tempi supplementari in una gara importantissima per il futuro di entrambe le squadre. Per la Lega tutto regolare, tutto corretto. Noi la serie B l'abbiamo persa sul campo e sul campo vogliamo riconquistarla ma in un clima disteso e sportivo con regole certe e contro avversari leali. Il Foggia, se spesso non rispettato nella stanza dei bottoni, paga il continuo cambio di presidenti e dirigenti che hanno impedito di allacciare quei rapporti che sarebbero serviti ad un maggiore rispetto della città intera e dei suoi tifosi. Ecco perchè oggi è giunto il momento di farsi sentire affinchè il Foggia venga inserito in un girone dove basterà essere bravo sul campo per fare il salto di categoria. Il clima di ostilità sempre più diffuso nell'attuale girone B nei confronti dei rossoneri ci farebbe vivere un campionato quasi in assetto da guerra e priverebbe questa immensa platea di godersi lo spettacolo dagli spalti come in un qualsiasi evento sportivo: non facciamo morire il calcio, non trasferiamoci dai gradoni alle poltrone perchè Foggia non lo vuole e soprattutto non lo merita.

Alberto Mangano

 

Foggia 21 giugno 2007

Cosa ci aspetta?

E ora cosa succedera? Chi siederà sulla panchina del Foggia? Quali calciatori resteranno? Chi guiderà la campagna acquisti? Quali possibilità ha il Foggia di essere ripescato in serie B? Sono ormai questi i dubbi che insidiano le notti insonni dei tifosi. Il DS è una figura cardine ormai in una società di calcio e la competenza oltre che le conoscenze possono far grande una squadra: Salerno ha avuto carta bianca ed è riuscito a organizzare un Foggia che ha lottato per la promozione sino all'ultimo secondo di questo campionato addirittura ponendo correttivi anche al mercato di riparazione dove in pochi riescono a concludere buoni affari: non so in quanti sarebbero stati capaci di convincere uno come Pecchia a passare dalla A alla C. Questo vuol dire che non bisogna avere fretta nell'individuare il successore di Salerno perchè prendendo la persona giusta sicuramente si farebbe in tempo a recuperare il terreno rispetto alle squadre nostre concorrenti. Certo il limite del campionato scorso è stata sicuramente la guida tecnica passando da Cuoghi eccessivamente difensivista ad un tecnico come D’Adderio che viceversa non è mai riuscito a difendersi e che, come ultimo atto, aveva deciso di finire il campionato da protagonista forse per lasciare Foggia da grande stratega o addirittura nella speranza di essere osannato dalla piazza per una eventuale riconferma. Se nell'ultima partita non avesse fatto le note scelte scriteriate,  chissà dove saremmo noi, ma certamente lui avrebbe potuto vantarsi di una ottima stagione e sarebbe stato considerato da molti un tecnico su cui puntare... chi è causa del suo mal pianga se stesso. Questo vuol dire che ovviamente la guida tecnica è fondamentale: d'altra parte due tecnici vicini al Foggia quest'inverno come Materazzi e Vavassori hanno pienamente eseguito il compito loro assegnato, è chiaro avevano un costo elevato ma chi ha creduto in loro alla fine ha fatto un buon investimento. Ma questo è operato bene, come a Foggia non si operava da anni. Infine non ci interessa gufare su questa o quella squadra nella speranza di essere ripescati: prepariamoci per la C e se cadrà la manna dal cielo dovremo allestire una squadra di fretta e furia? ... magari ad avere certi problemi! Non illudiamoci e ricordiamoci che nella storia del nostro club le fregature sono state sempre più numerose dei benefici ricevuti. La storia ci dice che nel 1958/59 il Foggia da poco fuso con l’Incedit, per una revisione dei campionati, fu ripescato in serie C; dopo 50 anni ci vorrebbe proprio un’altra promozione a tavolino

Alberto Mangano

 

 

Campionato 2006-07

 

Foggia 17 giugno 2007

Non ci sono parole per descrivere l’animo di noi tutti attaccati a questi colori e a questa città. Vorremmo spaccare tutto, vorremmo imprecare sulla regola dei play off, sull’arbitro, sull’allenatore e magari tutti sogniamo di svegliarci domani mattina nella speranza di pensare alle cose serie della vita, agli impegni di lavoro, ai nostri affetti più cari e dare un calcio definitivo e perentorio al pallone ed al mondo che lo circonda; purtroppo, o forse per fortuna, questo non avverrà e domani saremo di nuovo incollati alla tv, ai nostri pc, alle varie testate giornalistiche in attesa di qualche nuova notizia della nuova squadra e seguiremo di nuovo le amichevoli estive, la Coppa Italia e le rose delle altre squadre, anche se torneremo a disputare nuovamente un campionato di serie C. Non sappiamo allontanarci da questo mondo, non sappiamo non soffrire come abbiamo fatto oggi davanti ad un maledettissimo schermo insieme a tantissimi nostri fratelli distribuiti in tutto il mondo. E allora rialziamoci come abbiamo fatto tante volte negli ultimi anni e partiamo dalle coreografie della curva, dalla città colorata come non la vedevamo da anni: non perdiamo questa ricchezza, affolliamo i botteghini non appena comincerà la campagna abbonamenti perchè la vita di tutti i giorni raramente ci regala le emozioni di quest’ultimo mese: abbiamo gioito, abbiamo perso la voce e purtroppo abbiamo pianto ma abbiamo vissuto tutti insieme per questa squadra, per questa maglia e per l’entusiasmo di questo sodalizio. E’ necessario ripartire con la speranza di migliorarci, di fare tesoro dei tanti o forse pochi errori commessi ma dobbiamo farlo perchè è questa la nostra vita e guai a chi ce la cambia: solo chi cade può rialzarsi e inesorabilmente questo Foggia risorgerà perchè è la piazza che lo vuole, è questa città che lo esige, sono i suoi tifosi di tutto il mondo che lo chiedono a gran voce. E allora, come recitava uno striscione in Via Nicola Parisi, NOI CI CREDIAMO! E allora forza Foggia oggi più di ieri

Alberto Mangano

 

 

 

Foggia 14 giugno 2007

Il Foggia sta per concludere la stagione e forse è giusto fare adesso un bilancio, a mente serena, senza entusiasmi o desolazioni. La squadra, soprattutto in questo emozionante finale, sta esprimendo sul campo le ottime qualità che gli addetti ai lavori le accreditavano da mesi. Il tecnico è entrato in punta di piedi, mai acclamato dalla folla e mai esaltato dalla stampa: eppure D'Adderio ha dato un volto a questo gruppo, gli ha dato un gioco facendo anche divertire il pubblico ed alla fine si può tranquillamente affermare che il cambio alla guida tecnica a metà stagione è stato sicuramente efficace. Il pubblico quest’anno è stato sempre presente quando si è trattato di spingere i rossoneri ed è tornato quello di una volta: peccato per i limiti di capienza altrimenti 25.000 spettatori avrebbero affollato, soprattutto nel finale, gli spalti del glorioso Zaccheria. Ma certamente un plauso grande va alla società che ha fatto sacrifici per farci vivere un’emozione, un sogno che questa piazza meritava da tempo abituata a chiacchierare su vicende giudiziarie, fallimenti, cordate e fidejussioni. Anche la piazza ha avuto dei dirigenti che sono tifosi innanzitutto e che ci hanno salvato dalle grinfie degli avvoltoi, tutti forestieri e tutti interessati solo al business. E ora? Siamo alla vigilia di un emozionante ultimo atto e in cuor nostro vorremmo pronunciare quella lettera dell’alfabeto che, una volta conquistata, significherebbe fare un salto da gigante per questa città affossata da mille problemi ma in questi giorni resta deliziata dallo spettacolo che la squadra del cuore sta offrendo: non c’è angolo di strada, non c’è bar dove non si studiano contromosse da opporre alla rincorsa degli irpini. Tutti soffriremo in questi ultimi minuti di campionato ma, comunque vada, siamo grati ai soci del sodalizio foggiano che hanno contribuito a cancellare, nell’ultimo mese, tanti e tanti problemi che attanagliano questa città. GRAZIE!!!

Alberto Mangano

 

 

10 giugno 2007 - Vinciamo, ma aspettiamo!

Il Foggia vince ma questa volta senza festeggiare ed è giusto così. Il pubblico che ha dato tutto durante la gara ha imparato la lezione di Cava e, con le proprie convinzioni e nella speranza di fare il tanto sospirato salto di categoria, è tornato a casa nella convinzione di aver assistito allo spettacolo di oggi probabilmente tra le squadre più forti di questa stagione di C1. L’Avellino impostava la sua gara ben coperto e confidando nelle ripartenze dei suoi: ma in effetti oggi gli avanti irpini non hanno fatto paura e il buon Castelli merita un sei politico perchè mai impegnato se non in qualche uscita sicura su corner. Il Foggia ha tentato da subito di impensierire gli avversari che non hanno dato molto spazio a Mastronunzio e compagni anche se alla fine il risultato ci sta tutto anche sulla base del numero delle occasioni rossonere. Certamente l’arbitraggio non è stato dei più brillanti perchè uno dei due rigori era sacrosanto e non ci stancheremo mai di dire che per queste gare si potrebbe scomodare anche qualche fischietto di serie A, perchè perdere sul campo può anche andar bene ma vedersi negare un legittimo e chiarissimo penalty può far male ad una squadra, ad una città che da troppo tempo tenta di conquistare un posto al sole. Forse ci si aspettava qualcosa di più dagli ospiti subito dopo il gol di Salgado ma, evidentemente Vavassori era così sicuro di vincere al Partenio domenica prossima che ha continuato tranquillamente la sua gara di contenimento. Certo con il Taranto ha avuto ragione ma grazie ad un gol su calcio da fermo e per lo più proprio quando i pugliesi intravedevano concretamente la finale. D’Adderio, viceversa, avrà sicuramente fatto tesoro degli sbagli di Cava e siamo certi non vorrà mantenere il risultato di parità perchè questa squadra non ne è capace e finirebbe per cadere come troppe volte ha fatto in questa stagione. Quindi la cosa più saggia è quella di giocarsi la partita a viso aperto e affrontare il duello dal quale purtroppo uscirà un solo vincitore: peccato, questa volta ci viene di sottolineare che sia Foggia che Avellino meriterebbero entrambe la serie B. Infine il pubblico oggi è stato quello caloroso delle migliori occasioni, quello da farti venire il magone, quello che ti fa commuovere, quello che coinvolge tutto e tutti, quello che fa tremare le gambe degli avversari, quello che non merita la serie C.

Alberto Mangano

 

 

Foggia 8 giugno 2007 -  Play off - Foggia o Avellino?
 
 
Giocarsi tutto in una doppia sfida, valutare l'operato di una stagione sulla base di quegli episodi che possono caratterizzare questa finale, determina sicuramente una notevole tensione in città.

Avremo di fronte una squadra che è stata la più costante e la più in palla durante l'intero campionato e certamente quella che più di ogni altra meritava la serie B, forse più dello stesso Ravenna: un attacco micidiale e un' organizzazione di gioco sicuramente invidiabili. E il Foggia? Sicuramente ha fatto un campionato strano, non sempre ha convinto sul piano del gioco ma comunque è arrivato al traguardo minimo preventivato a settembre, portando a casa anche la Coppa Italia. Entrambe le squadre hanno fatto ricorso al cambio di allenatore, anche se, mentre per il Foggia l'esonero di Cuoghi sembrava inevitabile a meta torneo, l'avvento di Vavassori sulla panchina irpina e sembrato un fulmine a ciel sereno, ma ha chiarito subito quali fossero gli obiettivi della compagine campana. Ma ora quello che è stato è stato, il campionato è finito e in questa finale raggiungerà la serie B la squadra che avrà la maggiore determinazione in campo e che soprattutto sbaglierà meno rispetto all'altra. Tutte e due raggiungono la finale negli ultimi minuti della gara di ritorno e nessuna delle due ha dimostrato nel primo round di meritarla nettamente rispetto a Cavese e Taranto. La prova che tutto quello che si è fatto in campionato non conta in questa ultima fase è dato dai numeri: l'Avellino, con il suo attacco da favola ha realizzato un solo gol e tra l'altro su punizione con Moretti a differenza del Foggia che sfodera una media realizzativa nel primo doppio match da carrarmato, con 6 gol all'attivo. Lo stesso Foggia però, che i numeri davano come la difesa migliore del campionato, riesce a prendere ben 5 gol, mettendo a dura prova le coronarie dei suoi tifosi, a differenza degli Irpini che in due match impostati attentamente, raccoglie una sola palla nella propria porta. Tutto questo ci dice che non c'e ormai niente di prevedibile a questo punto e che nessuno può stilare percentuali di successo dell'una o dell'altra squadra, lontane dal classico 50 e 50. Anche la classifica della regular season, non dà all'Avellino gli stessi vantaggi dei quali ha usufruito nella prima gara perchè, come da regolamento, potrà goderne solo alla fine dei tempi supplementari. Allora vediamo se lo Zaccheria, frequentato da gente che ha fame di calcio da più tempo rispetto agli inquilini del Partenio, può rappresentare la forza in più per far realizzare un bellissimo sogno ai foggiani sparsi in tutto il mondo, i quali da troppo tempo sono abituati a vivere solo brutti ed indimenticabili incubi. E poi ricordate: si può aver fatto anche un ottimo campionato ma si dice a Foggia: A pr’cssion s’ ved’ quanne s’arr’tira.

Alberto Mangano

 

 

4 giugno 1989: 18 anni fa il Foggia saliva in serie B tra l’entusiasmo generale di una città per anni condannata a soffrire nell’inferno della serie C. Aveva tentato la risalita provandole tutte, dai campioni affidati a G.B. Fabbri alla squadra guidata da Pippo Marchioro attraverso una stagione affidata ad un giovane tecnico, Zeman, inesorabilmente esonerato da Pasquale Casillo. E alla fine, proprio nell’anno in cui si pensava ad un anno di transizione, ecco spuntare un tecnico arcigno e testardo, Pino Caramanno, a cui vengono affidati dei calciatori che difficilmente avrebbero detto qualcosa nel mondo del calcio; stiamo parlando di Genovese, Orati, Costa, Coppola ecc.. che non sono rimasti nel cuore dei tifosi come quelli più famosi che di lì a qualche anno avrebbero calcato con la casacca rossonera i palcoscenici più prestigiosi, quelli della serie A. Eppure quegli sconosciuti seppero cacciarci dall’inferno riportandoci sulle cronache nazionali e dalla loro impresa sarebbe nata Zemanlandia. Caramanno, quest’uomo che si arrabbiava con i tifosi se non incitavano i beniamini sino all’ultimo istante e che affrontava le folle contestanti a muso duro e con il coraggio con il quale caricava la sua squadra. Ebbene molte sono le analogie tra il campionato di quest’anno del Foggia e quello utilitaristico di 18 anni fa: sicuramente il tecnico siciliano non avrebbe vinto con tre gol di scarto con la Cavese ma è fuor di dubbio che non avrebbe permesso agli avversari di rimontare nella gara di ritorno una sfida già vinta. Era un tecnico sempre in discussione, sino alle ultime battute di campionato quando steccò in casa con il Giarre, davanti a 25.000 spettatori,  compromettendo la risalita: ma la sua tenacia fece sì che, sul neutro di Trapani, la conquista della promozione dovesse arrivare ai danni di chi non aveva creduto in lui non confermandolo alla guida tecnica e cioè il Palermo. Come piangemmo di gioia quel giorno, le stesse lacrime che abbiamo versato domenica al gol di Mastronunzio anche se allora vincemmo un campionato e ora solo una battaglia: ma il Palermo che doveva vincere per agguantare i satanelli rappresentava un ostacolo sicuramente più difficile rispetto alla squadra Irpina che incontreremo nelle prossime due gare: quindi le premesse ci sono affinchè, anche tra due domeniche, possano calare dal cielo, su uno Zaccheria festante, gli elicotteri con i calciatori con la serie B in tasca. Quella volta non tornò il buon Caramanno, sapeva che un nuovo ciclo stava per aprirsi e lui non ne faceva parte, ma quando dobbiamo noi tutti a quell’uomo che seppe, senza essere amato dalla folla, regalarci lo stesso sogno che inseguiamo oggi.

Alberto Mangano

 

 3 giugno 2007 - Che sofferenza! Ma siamo in finale!

E’ stata dura, è stata bella, ci ha fatto soffrire, è stata fortunata ma una cosa è certa: questa partita ci ha fatto capire quanto è bello il calcio e soffrire e gioire per i propri colori, per la propria città. La partita era stata impostata bene sino al primo gol avversario: squadra corta, difesa attenta e ripartenze che per poco non ci davano la possibilità di passare in vantaggio. Purtroppo è tornato improvviso e prorompente il vecchio problema del Foggia e cioè quello di disunirsi e di andare in bambola alla prima difficoltà. La squadra si allungava, Marruocco rilanciava il pallone al portiere avversario e in difesa quelle che sembravano le nostre certezze si infrangevano nella dura realtà: la Cavese poteva farcela. E questo solo pensiero faceva tremare le gambe a tutti noi tifosi e soprattutto agli uomini di D’Adderio che sembravano ormai in balìa degli avversari. Dopo il secondo gol probabilmente ci si aspettava la mossa Mounard anche perchè rischiavamo di fare la fine della Cavese nella gara di andata ed invece, ma ormai era nell’aria, arrivava il terzo gol che ci mandava inesorabilmente tutti al mare domenica prossima. E cosa succede? A sbagliare impostazione ci pensava mister Campilongo che invece di tirare con la sua squadra ed il suo pubblico in estasi, cercava di addormentare la gara, perdendo tempo e cercando di spezzettare il gioco degli avversari. Entrava Mounard finalmente e il Foggia comincia a provarci: il tiro del francese veniva parato a terra dal portiere avversario e quindi... Mastronunzio che riesce a sbagliare di tutto ma che riesce anche a farsi perdonare tutto. Dopo di che le mie idee sono confuse, ubriacato e avvolto da una città che ha lanciato un grido di gioia, di liberazione e, diciamocelo pure, di grande incredulità: il Foggia che era riuscito a sbagliare tutto, che era stato capace di farsi rimontare da una squadra che all’inizio sembrava impacciata di fronte ai rossoneri, tornava a farci godere... ma quanto è bello questo sport! Due gol al 95’ ci portano alla finale: quello di Princivalli di domenica scorsa e quello di oggi di Mastronunzio, ma questa volta la finale va affrontata meglio, va preparata minuziosamente perchè i miracoli sono possibili ma, se routinari, non sono più tali. Onore comunque alla Cavese che era riuscita nell’impresa e forse anche meritatamente ma la fortuna, determinata spesso dall’impermeabile del presidente, oggi ha sorriso ancora a noi.

I festeggiamenti dei tifosi

 

 

La vigilia della partita di Cava

Il Foggia è a un passo dalla finale che decreterà la squadra che salirà nel campionato cadetto. C’è un ostacolo per la disputa di questa finalissima rappresentato dal ritorno della prima gara di play off a Cava dei Tirreni contro la squadra locale.

Il compito sembra facile, vantando il Foggia un vantaggio di tre punti e tre reti ma i padroni di casa non staranno certamente a guardar giocare e vincere una squadra che potrebbe far concludere il loro campionato. Ecco perchè in settimana dalla Campania hanno fatto sapere di accogliere i rossoneri in una bolgia, di vendere cara la pelle e di dimostrare che tutto quello che è avvenuto una settimana fa può essere tranquillamente ridimensionato e capovolto. Tutto ciò è sicuramente sacrosanto anche perchè lo sport è imprevedibile e proprio queste partite, che si basano sulla determinazione e la voglia di affermarsi, possono rivelare particolari sorprese. La tattica del Foggia deve essere quella di giocarsi la partita dal primo minuto cercando anche, perchè no, di infierire con i suoi attaccanti, proprio per non emulare gli avversari che allo Zaccheria, affondarono anche per la condotta rinunciataria imposta dal suo tecnico. La foga dei padroni di casa nel riacciuffare un risultato pesante, potrebbe essere una manna per il Foggia che sulle ripartenze affinerebbe il colpo per il definitivo KO. Ma per far tutto questo bisogna scendere in campo tranquilli ma concentrati, spavaldi ma sempre attenti evitando durante la gara di reagire ad eventuali provocazioni e di trovarsi in mezzo ad inutili e dannose risse da bar derivanti da una sacrosanta tensione di una gara in cui i calciatori si giocano una intera stagione o meglio si giocano la stagione futura. Fortunatamente la squadra è composta da gente navigata nel mondo del pallone per cui bisogna aver fiducia che i tre gol di vantaggio saranno oltremodo sufficienti a tornare interra di Capitanata festanti e baldanzosi pronti per una nuova battaglia. Se poi però le cose malauguratamente dovranno andar male, allora vorrà dire che avrà vinto sicuramente la squadra migliore e che noi forse non meritavamo di fare quel salto che tutti i tifosi chiedono da troppo tempo... ma questa è una ipotesi che non vogliamo prendere in considerazione!

Alberto Mangano - Redazione Foggialandia.it

 

 

Foggia Cavese 5-2

Oggi è bello essere foggiani!

Il Foggia vince e convince in una partita drammatica ma esaltante ,che alla fine la dice lunga su chi merita di fare il salto di categoria.
Sono stati tutti bravi a crederci sino all’ultimo secondo perchè anche il risultato del primo tempo era bugiardo se si contano le occasioni buttate al vento dai satanelli. Un bravo lo merita però soprattutto mister D’Adderio che ha capito che la partita l’avrebbe vinta sulle fasce de inserendo Ingrosso al posto di Zaccanti, sarebbe riuscito a scardinare una retroguardia campana che per l’intera partita ha badato a difendere il risultato, in ogni momento, anche quando era sotto di due gol. L’emozione che si è vissuta sugli spalti è stata indescrivibile ed a tratti ha ricordato i bei momenti del Foggia che fu soprattutto sotto gli occhi di Zeman presente allo stadio tra i tifosi. Il Foggia non aveva mai segnato cinque gol in questo campionato e soprattutto Mastronunzio aveva fatto sino ad oggi un solo gol: tutto questo ci deve far credere, oggi più di ieri, che la serie B a questo punto possiamo solo perderla. Con un Princivalli stratosferico, un Ingrosso determinante, con la “vipera” che si è sbloccata e con un Mounard da standing ovation per quel lancio su Salgado nell’occasione del rigore, non dobbiamo temere nessuno dei nostri avversari. Abbiamo avuto tutti una grande iniezione di fiducia che è fondamentale perchè ci davano tutti per la squadra materasso tra le quattro e da stasera siamo la squadra da battere. E’ giusto gioire, è sacrosanto girare per la città strombazzando e ricolorando vie e piazze di rossonero ma, da domani, di nuovo concentrati perchè questa sfida per essere vinta definitivamente prevede ancora una puntata tra sette giorni che non deve essere presa assolutamente sotto gamba. Oggi dobbiamo brindare perchè abbiamo annientato sul campo un avversario capace di sfruttare le uniche due occasioni capitategli ed è proprio su questi episodi che mister D’Adderio dovrà lavorare nei prossimi giorni considerando l’atteggiamento tattico dei campani al ritorno. Questa serie C non la vogliamo più, abbiamo una squadra , una società e un pubblico che ci invidiano anche nelle serie superiori ed oggi finalmente abbiamo convinto anche i più scettici: siamo il Foggia non dimentichiamolo e oggi qualcuno venuto da Praga se lo è ricordato soprattutto quando lo stadio ha intonato:” Mi diverto solo se a giocare c’è il Foggia...”

Alberto Mangano - Redazione Foggialandia.it

 

 
 
Bisogna crederci
 
Ormai ci siamo. Manca poco all'inizio delle ostilità che metterà fine allo stress e alla tensione della lunga attesa. In città si percepisce una sensazione strana:

sembra che ci si avvicini ad una disfatta già annunciata, qualcuno sussurra che forse era meglio non arrivare ai play off per programmare in anticipo la stagione prossima e quindi per non raccogliere una doppia delusione. E invece no! Siamo in semifinale e dobbiamo crederci perchè siamo il Foggia e non possiamo certo temere la Cavese. E’ vero, i play off e i play out non ci hanno mai lasciati festanti ma ormai ci siamo e dobbiamo far di tutto perchè la vittoria non sia della squadra o della società ma dell'intera città e dei suoi tifosi che proprio adesso devono far valere il valore aggiunto che ci ha sempre fatto riconoscere in ogni parte d'Italia. Certamente ci sono delle difficoltà oggettive, abbiamo degli avversari validissimi e noi forse abbiamo una squadra che non ha mai convinto sotto il profilo tecnico-tattico ma non possiamo stare fermi ad aspettare il colpo di grazia quasi fosse una liberazione. Dobbiamo invece rispolverare le bandiere, dobbiamo colorare i balconi e la città intera ma soprattutto dobbiamo convincere noi stessi che tra le quattro la nostra squadra e quella che più di tutte merita il salto di categoria. Basta a parlare di prefetture, di aggressioni e di spogliatoi più o meno uniti: noi siamo arrivati ai calci di rigore di una semifinale e quindi tutto può succedere, ma è necessario stare tutti concentrati sia in campo sia sugli spalti perchè l’avversario deve tremare: 8500 foggiani hanno il dovere di gridare anche per chi non potrà entrare allo Zaccheria perchè se si vince vinceranno tutti ma se si perde sicuramente perderà la città. Le polemiche e i commenti rinviamoli a fine giugno per non dare il fianco all’avversario e per non distrarre squadra e società: diamoci tutti una scossa e infondiamo fiducia a chi ci sta vicino ed è titubante... è un dovere perchè la fontana di piazza Cavour e lì che ci aspetta

Alberto Mangano - Redazione Foggialandia.it

 

 

Siamo nei play-off

Siamo arrivati al dunque. In questo anno difficile nel quale il Foggia si è espresso a corrente alternata si è detto di tutto e di più:

abbiamo più volte esaltato la squadra, i singoli, il gruppo dicendo ripetutamente che eravamo i più forti, che alla lunga avremmo visto i veri valori della squadra e che avremmo raccolto quello che la società aveva investito al calciomercato. Ebbene ora non ci sono più prove di appello: o continui o vai fuori, o realizzi un sogno o potresti cadere nel baratro. La sola Coppa Italia non può accontentare i tifosi che hanno tribolato per un anno intero nel seguire una squadra che ha diviso il suo cammino in tre fasi distinte: la prima nella quale la squadra non convinceva ma vinceva riuscendo a stare ai vertici della classifica; la seconda fase ha visto il Foggia in forte debito di ossigeno e che ha costretto la società al cambio della guida tecnica e infine l'ultima fase che ha visto una squadra più determinata che è riuscita a conquistare i play off che ad un certo punto sembravano pure persi. Ora ci prepariamo a scrivere il quarto ed ultimo capitolo che dovrà dare un voto definitivo e senza appello alla compagine allestita da Salerno che fu ingaggiato proprio per far fare a questa città e al suo pubblico il salto che merita. E vero, l'obiettivo che era stato dato a Cuoghi è stato raggiunto ma certamente ora non ci si può cullare e sentirsi con la coscienza a posto. Questa squadra ha dimostrato che se vuole sa essere di categoria superiore ma in questi giorni il tecnico dovrà lavorare molto sul lato psicologico perchè il Foggia quest'anno in tutte le sue fasi ha avuto sempre una costante: spesso non ha chiuso le partite quando poteva e in più di una volta si è fatto rimontare e superare ingenuamente: è successo con il Perugia, con il Teramo, con il Manfredonia e anche nell'ultima con il Ravenna. A questo punto bisogna essere più cinici, più scaltri nel portare il risultato a casa cercando anche di non cadere in stupide trappole tese dagli avversari come e avvenuto nell'ultima gara con Chiaretti. Il campo di Cava dei Tirreni non è affatto semplice per cui domenica prossima bisognerà mettere quanto più fieno in cascina per dare poche chances all'avversario tra le mura amiche. Infine è doveroso sottolineare che forse quattro giorni di riposo sembrano un po’ tanti come pure il fatto di festeggiare questa settimana la conquista della Coppa Italia: si poteva fare tranquillamente nella settimana intercorsa tra la gara con il Taranto e quella con il Ravenna e lasciare queste due settimane la squadra concentrata sulla gara del 27 magari in ritiro lontani da distrazioni e tentazioni. Il tempo per riposarsi e festeggiare ce ne sarà ma ora è meglio stare tutti pronti per il primo impegno... anche per giudizi e polemiche il tempo non mancherà!

Alberto Mangano - Redazione Foggialandia.it

 

 

 

6 maggio 2007 - Foggia Taranto 1-0

 

Vittoria doveva essere e vittoria è stata! Il Foggia esulta per una vittoria ottenuta quando ormai tutto faceva pensare ad uno squallido 0-0. Ha vinto la squadra che ci ha creduto di più e che aveva mostrato dai primi minuti di gioco di essere più determinata nella conquista del risultato. Certo alla lunga è venuto fuori il Taranto anche perchè, non dimentichiamolo, giocavamo con una delle pretendenti alla vittoria finale anche se il portiere Marruocco non è dovuto mai intervenire in maniera determinante e gli attaccanti ionici in più occasioni al massimo hanno buttato il pallone alle stelle. La squadra ospite comunque dimostrava di essere una ottima squadra costruendo gioco sulle fasce dove Toledo riusciva a giganteggiare al cospetto di un Ingrosso non certo alla sua migliore prestazione. Il Foggia, viceversa, nonostante la presenza di Ingrosso appunto e di Colombaretti sfruttava raramente le corsie laterali del campo e si inceppava contro una difesa avversaria ben messa in campo dal suo tecnico. Ma la pressione maggiore è stata senz’altro dei rossoneri considerando anche i numerosi calci d’angolo conquistati e le occasioni sciupate sul finire della gara da Pecchia che di testa esaltava il portiere avversario, da Princivalli che sparava a lato della porta su assist del capitano, da Salgado che si lasciava ipnotizzare dal portiere sparandogli il pallone addosso e ottenendo il corner che permetteva ad Ignoffo di realizzare al 94’. A questo punto bisogna andare a Ravenna giocando determinati e non perdendo la concentrazione che ci ha permesso di ottenere 4 vittorie consecutive che si conquistano con gli episodi certamente ma anche con la volontà e la caparbietà: sottovalutare Ravenna potrebbe significare perdere quella concentrazione che ci deve portare a vincere gli spareggi che inizieranno dopo due settimane e, quindi, se con la testa andiamo in ferie oggi, per tre settimane potremmo subire distrazioni e cali di tensione che non possiamo permetterci anche perchè giocheremo la prima in casa dove dobbiamo cercare di ottenere il massimo possibile per riuscire a gestire il ritorno in trasferta. Probabilmente sarà la Cavese il nostro avversario? poco ci importa... per vincere il campionato bisogna essere più forti di tutti gli altri e poi se non li acchiappavamo al primo turno, quasi certamente li avremmo acchiappati al ritorno; ma i play off si sa sono come le partite che finiscono ai calci di rigore: chi è più concentrato e determinato vince indipendentemente da quello che è successo prima... ma ora è presto per parlare di Cavese , godiamoci questa vittoria e brindiamo alla matematica conquista degli spareggi finali conquistati dai calciatori, dal tecnico, dalla società e sicuramente da un pubblico che anche oggi si è manifestato come la forza trainante di questa squadra.

Alberto Mangano - Redazione Foggialandia.it

 

 

29 aprile 2007 - Lanciano Foggia 0-2

dal Corriere dello Sport del 30 aprile 2007

Il Foggia passa con autorità al 'Biondi'. Un gol per tempo, prima Salgado poi Mastronunzio, parecchie occasioni fallite, predominio pressoché costante e si tiene stretto il posto nei play off. Prova incolore del Lanciano, una delle peggiori stagionali. A questo punto dovrà soffrire fino all'ultima giornata per centrare l'obiettivo della salvezza.Nel primo tempo in campo c'è solo il Foggia. Ritmo forsennato, pressing sul portatore di palla e l'uomo in più a centrocampo fanno la differenza. Pecchia ispira, Shala sulla zona sinistra è imprendibile, Cardinale e Giordano dominano la zona nevralgica del campo. Al quarto d'ora il guardalinee annulla un gol a Mastronunzio, finché alla mezz'ora il Foggia passa meritatamente in vantaggio. Il solito Shala scende dalla sinistra e mette un pallone invitante al centro dell'area per Salgado che indisturbato e di precisione deposita alle spalle di Maurantonio.Contro un avversario simile va subito in affanno il 4- 3- 3 integrale di Camplone. La reazione del Lanciano sta in un colpo di testa di capitan Leone. E' un monologo foggiano anche nel secondo tempo con il raddoppio di Mastronunzio da distanza ravvicinata. Al 40' il Lanciano fallisce un rigore con Ubeda , bravo Marruocco alla respinta.

LANCIANO ( 4- 3- 3): Maurantonio 6; Mariscoli 5,5 (21' st Scrò sv) Molinari 5,5 Gimelli 5 Ange-letti 5,5 (31' st Ubeda sv); Carboni 5 Leone 5,5 Sacilotto 5,5; La Camera 5 ( 37' st Conti sv) Pagliarini 5, Improta 5,5. A disp.: Guarna, Figueroa, Cruciani, Vidallè. All.: Camplone

 FOGGIA ( 4- 3- 1- 2): Marruocco 6,5; D'Alterio 6 Moi 6 Pagliarulo 6,5 Colombaretti 6; Giordano 6,5 ( 21' st Ingrosso sv) Cardinale 6,5 ( 37' st Princivalli sv) Shala 7,5 ; Pecchia 7; Salgado 6,5 Mastronunzio 6,5 (39' st Mounard sv). A disp.: Castelli, Zaccanti, Panarelli, Chiaretti. All.: D'Adderio.ARBITRO: Gallione di Alessandria Guardalinee: Petti-Rufolo

MARCATORI: 30' pt Salgado, 35'st Mastronunzio.ESPULSO: 13' st Pagliarini ( L) per fallo di reazione.AMMONITI: Cardinale ( F), Carboni (L), Leone (L), Gimelli (L), Pagliarulo (F).NOTE: giornata primaverile, terreno in buone condizioni. Giornata rossonera. Spettatori 3.000 circa, in curva nord un migliaio di tifosi ospiti. Lanciano con il lutto al braccio per la tragica scomparsa di un noto tifoso lancianese. Angoli 4 a 2 per il Foggia. Rec.: 2' pt, 4' st.

 

 

25 aprile 2007

Il Foggia conquista la Coppa Italia

dalla redazione di Foggialandia.it - Il Corvo

Ebbene dopo 87 di storia l’U.S. Foggia può finalmente fregiarsi di aver conquistato il suo primo trofeo, in passato in un paio di occasioni ci era andata vicina, con la Mitropa Cup e con la fase finale della Coppa Italia Maggiore.

Giordano, Mounard e Mastronunzio iscrivono il loro nome nell’albo d’oro della competizione, ma non dobbiamo dimenticare i meriti del resto della SQUADRA capitanata oggi dal Foggiano di nascita Luca Pagliarulo.

Molti diranno che la coppa non conta niente, altri che è stata conquistata contro una modesta squadra, tuttavia coloro forse dimenticano che il cammino per arrivare in finale, ben 16 partite non è stato per niente agevole. Bisogna dare atto si alla compagine Rossonera di aver meritato il trofeo, come bisogna tributare i giusti meriti al Cuneo per aver compito anch’esso questo tortuoso cammino per arrivare fin qui. Non si arriva in finale per puro caso, in fondo la differenza tecnica tra C2 e C1 è minore rispetto a quella tra la C1 e la B.

Tornando alla Coppa molte squadre spesso hanno schierato le riserve Foggia, compreso, ma in questa competizione il Foggia ha compensato ad un minor tasso tecnico individuale dell’undici sceso di volta in volta in campo, con uno spirito di sacrificio, ed una unità d’intenti che hanno compensato il minor tasso tecnico individuale dell’ undici titolare consegnando il primo trofeo alla dirigenza rossonera.

Forse non è un caso che nel tabellino dei marcatori troviamo tre giocatori che a vario modo si sono sacrificati questa stagione, per il bene del Foggia. Prendiamo Mastronunzio, Domenica scorsa il pubblico e i compagni alla fine del primo tempo gli hanno fatto capire quanto tengono in considerazione l’impegno e il lavoro che svolge aprendo spesso degli spazi da utilizzare da parte dei compagni per la ricerca della rete, un centravanti che non è alla esclusiva ricerca del goal ma che cerca di fare il suo ruolo in funzione della squadra. Una generosità che lo stesso Mastronunzio ha pagato con un infortunio nell’andata dei quarti di finale, che dopo mesi di panchina ha compromesso la sua piena efficienza in campionato recuperata solo di recente, ma lui non si è mai risparmiato per la squadra e ne dobbiamo dare atto.

Un altro giocatore che ha messa la sua firma nell’albo d’oro della competizione è Fabio Giordano. Pur essendo probabilmente uno dei migliori mediani della categoria (e a chi non considera l’importanza di questo ruolo nell’economia della squadra può andarsi a rivedere quello che è successo al Milan dopo l’uscita per infortunio di Gattuso, nella semifinale di Champion’s League giocata ieri), il giocatore dal carattere taciturno non ha mai creato problemi né ha cercato a tutti costi di anteporre il suo interesse personale a quello della squadra. Un goal quello odierno che è una vera e propria icona dello spirito di squadra.

David Mounard anche lui in goal oggi. A prescindere dagli avversari, se non hai certi numeri giocate come quella odierna non le fai. Spesso non utilizzato in base alle sue naturali caratteristiche tecnico-tattiche, da centrocampista offensivo o trequartista, il Francese, ha forse più di altri sofferto per le vicissitudini relative all’alternanza della guida tecnica che hanno caratterizzato questa stagione, oltre che per questioni che probabilmente riguardano i rapporti interni allo spogliatoio rossonero. Lui che è uno di quei giocatori di categoria superiore, oggi ha dato un saggio non solo delle grandi qualità tecniche come in occasione del goal, ma anche della sua disponibilità al sacrificio (non sempre manifestata pero nella sua permanenza a Foggia) nei confronti della squadra rincorrendo per l’intera partita i centrocampisti avversari, anche a costo di perdere un po’ di lucidità poi negli ultimi 20 metri.

Come insegna la sociologia, in tutti i gruppi si possono formare dei sotto gruppi che hanno come finalità quelle di tutelare in primis gli interessi dei suoi componenti, a scapito a volte degli altri membri del gruppo, o in casi estremi anche a scapito degli interessi dell’intero gruppo. Le squadre di calcio non fanno eccezione i problemi di spogliatoio sono sempre esistiti nel calcio, spesso non vince la squadra migliore ma quella che riesce meglio a gestire le tensioni al suo interno. Se il Foggia gioca come sa non teme nessuno, come afferma il D. S. Salerno. Ci sentiamo di condividere tale parere, paradossalmente il Foggia deve temere nella corsa alla B soprattutto se stesso. Tutti devono capire che il bene comune deve essere anteposto agli interessi personali, anche a costo di sacrificare la propria visibilità personale nelle rimanenti partite che ci separano dalla fine della stagione, tutte finali per l’U.S. Foggia.

Non si vuole cercare in questa sede di fare polemica a tutti i costi ma piuttosto cercare di evidenziare quelle criticità che possono fare la differenza per far uscire i satanelli dall’inferno della serie C. Sarà banale, ma si vince e si perde non in 11 ma in 22, se il Foggia segna, i giocatori del Foggia devono esultare in campo, in panchina, ma anche in tribuna, Ciò e sempre avvenuto nel corso della stagione?. In quest’ottica la prova odierna è beneaugurate, a patto che si tenga sempre in mente lo spirito con il quale i giocatori scesi oggi in campo hanno affrontato la finale odierna.

 

 

 

22 aprile 2007 - Foggia Ternana 1-0

da "Quelli della Mailing" - Fabio Bertazzoli

Abbiamo battuto la Ternana, grazie al capitano Pecchia che si sta
rivelando, insieme al cileno Salgado, l'uomo che fa la differenza tra
il Foggia e le altre. Purtroppo, però, come era prevedibile, la
Salernitana ha regalato i tre punti ai cugini del Taranto, così come
il Perugia ha avuto vita facile contro il Manfredonia. Pertanto a
questo punto occorre vincere a Lanciano e la domenica successiva allo
Zaccheria contro il Taranto. Impresa non facile, anche se possibile.
Ma consiglio di tifare e sperare con serenità, senza farci prendere
da angoscie se non dovessimo riuscire nell'impresa, perchè l'ideale
era di non perdere scelleratamente tanti punti in campionato tra le
mura amiche... a quest'ora saremmo primi e parleremmo di altro, come
ad esempio dei programmi per la prossima stagione in B, magari con
l'allenatore che più amiamo, Zeman. Per ora godiamoci questa
vittoria, brindiamo con la Coppa Italia che potrebbe essere il primo
trofeo ufficiale da mettere in bacheca (chissà che non porti bene!) e
preghiamo. Chissà che un miracolo fino alla fine esca... in fondo il
calcio è bello per la sua imprevedibilità e tutto è possibile!!!

da "Quelli della Mailing" - Raf

A volte noi che ci troviamo fuori zona ci rifacciamo alla cronaca via internet ed ai commenti a volte sconsolati e sconsolanti del cronista ed è quindi normale che ne traiamo conclusioni influenzate, mentre coloro che hanno modo di vedere gli incontri dal vivo sono avvantaggiati nel formulare giudizi. Molto recentemente però ho visto che il minimo comune denominatore dei vari commenti era  la speranza di un cambiamento nell'onestà e nella dignità di qualche giocatore ed onestamente ieri mi è sembrato che la strada intrapresa per queste ultimissime gare della regular season sia quella giusta .( I maligni?!?! direbbero: " sono stati raggiunti gli accordi per i vari premi?")
Ci restano da giocare tre partire, due fuori casa contro il Lanciano ed il Ravenna ed una in casa contro i diretti avversari del Taranto. In questa settimana ci sarà anche la Coppa Italia di C e se il Foggia la portasse a casa sarebbe un ottimo stimolo per affrontare dapprima il Lanciano e poi il Taranto in una cornice di pubblico sicuramente eccezionale.
L'altra domenica le squadre hanno giocato in nostro favore,mentre ieri hanno giocato per se stesse, tuttavia dobbiamo stringere i denti e crederci, soprattutto devono crederci i nostri giocatori. Sarebbe un vero peccato smettere di sognare e soprattutto sognare il prossimo campionato con tutti gli auspicati ed auspicabili cambiamenti!
Non ci resta altro che aspettare e sperare, ma le azioni che ho visto ieri mi danno molto  più che una legittima speranza.
Un saluto a tutti e Forza Foggia
Raf.

 

 

15 aprile 2007 - San Marino Foggia 2-3

Questo è il momento in cui non bisogna abbassare la guardia: certo il Foggia doveva vincere, lo ha fatto e, complici anche altri risultati positivi, è entrato prepotentemente di nuovo nella zona play off. Ma quanta sofferenza! Una squadra che per due volte riesce ad andare in vantaggio di due gol alla fine, come al solito tenta di vanificare il tutto consentendo ai padroni di casa di riagguantare in extremis un risultato già acquisito. Questa volta la fortuna è stata dalla nostra parte ma il burrone non è stato ancora superato: è il solito Foggia che impone il gioco fino al raggiungimento del risultato, ma non fino al 90° minuto. Ricordiamoci che potremmo disputare gli spareggi con la Cavese e certamente oggi è la squadra che fa più paura e chissà che non ci convenga che arrivi prima di tutte le altre o sperare che vinca il Ravenna e andare in Romagna all'ultima giornata con un'avversaria già sazia. Attualmente non abbiamo una squadra che può garantirci caratterialmente la possibilità di superare brillantemente i play off per cui godiamoci pure questa vittoria e la conseguente classifica ma non illudiamoci perchè d'ora in avanti ogni partita sarà uno spareggio e dobbiamo dimostrare innanzitutto a noi stessi di avere gli attributi per sbarazzarci degli avversari per giocarci la serie B con la convinzione di riuscire a superare tutti gli altri. Pensate infine alla famosa partita in casa con il Perugia e rileggete la classifica dando 3 punti in più al Foggia e altrettanti in meno al Perugia... Peccato!

 

7 aprile 2007 - Teramo Foggia 2-1

"E' una vergogna"

Questo è il commento del dirigente del Foggia Matteo La Torre  al microfono di Attilio De Matteis alla fine della trasmissione "Direttissima". Se il dirigente foggiano non sa darsi una spiegazione alla sconfitta, figuriamoci noi tifosi che assistiamo domenicalmente alla resa delle armi dopo il solito golletto che ci fa ben sperare. La squadra è a corto di preparazione? Potrebbe essere una spiegazione se mollasse ad un quarto d'ora dalla fine, ma se la squadra comincia a difendersi dal ventesimo del primo tempo c'è da pensare ad una scelta tattica precisa e quindi ad una responsabilità del tecnico. Ma cosa ha detto oggi ai giocatori tra il primo ed il secondo tempo, considerato che la squadra abruzzese aveva già preso le redini del centrocampo? Avrà detto ai suoi di erigere un muro davanti alla difesa? Ma non ha già visto che il Foggia non sa mantenere il risultato? Ma, sig. D'Adderio, lei ha mai detto ai suoi uomini che le partite bisogna chiuderle subito cercando il secondo gol? Lo sa sig. D'Adderio che lei ha una rosa ampia eppure gioca sempre con gli stessi uomini? Ci rendiamo conto che abbiamo mandato via Dall'Acqua per un certo Mastronunzio che non solo non segna ma non tenta nemmeno di farlo, al punto che viene sempre sostituito? E allora perchè sig.D'Adderio lei insiste sempre con questo giocatore lasciando Mounard in panchina impegnandolo sempre in situazioni disperate? Se la squadra non arriva nell'area avversaria per circa un'ora, cosa vuole dal francese negli ultimi dieci minuti? Ma qualcuno le ha detto, sig.D'Adderio, che a Foggia vogliamo andare in serie B e che per farlo bisogna conquistare i play off e poi vincerli facendo gol non contro il Teramo che naviga nelle zone basse della classifica ma contro il Taranto, l'Avellino ecc. che oggi sono più forti di noi? Oggi sinceramente mi vergogno della mia squadra, del risultato e spero che qualcun'altro si vergogni di giocare e di lavorare per questo glorioso club che sta prendendo fango in faccia da squadracce e non certo per colpa della dirigenza. Ecco perchè sono d'accordo con chi grida "E' una vergogna"

 

 

1 aprile 2007 - Foggia Salernitana 3-0

Il Foggia vince, convince e mette fuori gioco per i play off la squadra campana. Dopo un ottimo primo tempo, tutti si aspettavano il solito Foggia impacciato nella ripresa come nelle gare con Perugia e Manfredonia ed invece il Foggia anche nella ripresa mantiene le redini del gioco sin dai primi minuti tenendo quasi sempre i granata lontano dalla porta di Marruocco. Grande Salgado anche se ha rimediato stupidamente quell'ammonizione per aver calciato a gioco fermo che gli costerà l'assenza nella prossima gara di Teramo. Ottima anche la partita di Shala, di Pecchia e di Pagliarulo; resta ancora in ombra e a secco Mastronunzio al cospetto di Chiaretti che sembra essere sicuramente più in forma. E' un campionato che darà i suoi verdetti all'ultima giornata in quanto, per quel che ci riguarda, ci sono quattro squadre per due posti ed ogni domenica due squadre resteranno fuori. Ora sicuramente non bisogna allentare la tensione perchè un secco 3-0 può far entusiasmare ma non dimentichiamo che oggi il Foggia aveva di fronte una squadra mediocre e che nelle prossime 6 gare troverà avversari più agguerriti e meglio disposti in campo. Quindi brindiamo pure ma da stasera concentrati per il doppio impegno lontano da Foggia che dovrà portarci almeno 4 punti per rispettare il tabellino di marcia che deve darci almeno la opportunità di giocarci gli spareggi per tentare di uscire dall'inferno della Serie C: oggi questo traguardo sembra alla nostra portata

 

 

25 marzo 2007 - Manfredonia Foggia 1-1

 
da Quelli della Mailing - Raffaele Fujani

 

E ci risiamo! Vorrei sapere che senso ha giocare bene, forse benissimo e poi finire con un inutile pareggio illudendoci con elucubrazioni che assegnano al nostro bene amato una certezza nei compiti a venire, certezza, che man mano si spegne regolarmente.
Avete notato le altre squadre come segnano? come si tolgono dai guai? E se si nota tutto questo come è possibile continuare a dire che ...domani sarà un altro giorno che non tutto è perduto e che i play off sono sempre alla nostra portata dal momento che mancano ancora sette o otto gare che mettono in palio 24 punti ecc. ecc. ecc.
Qui non si tratta di essere disfattisti o pessimisti, si tratta di prendere coscienza della dura realtà ed evitare di pensare al domani come alla radiosa giornata di riscatto.
Siamo stati anche in testa alla classifica e da allora salmodiando e sperando abbiamo iniziato la discesa che ci porta oggi ai limiti della zona play off in condominio con il Perugia e sicuramente in crisi psicologica.
Le partite per il Foggia dovrebbero durare solo 45 minuti, i primi 45 minuti poi gambe, polmoni, idee e fortuna cambiano e buona notte ai suonatori.
Il Foggia è un'onesta squadra che può puntare solo ad un posto in centro classifica, e nulla più. Gli attaccanti non segnano, i difensori si addormentano e questo è tutto. Una squadra che mira al riscatto ed in alto non può fare un punto in due partite.
Capobianco dirà che sin da domenica prossima il Foggia farà valere la sua voglia di vincere e di riprendere il cammino interrotto, ma qualcuno dovrebbe svegliarlo!
Forza Foggia
Raf.

 

 

 

18 marzo 2007 - Foggia Perugia 1-3

 

Raf - da "Quelli della mailing"

 
Domenica scorsa eravamo tutti speranzosi e convinti di aver girato pagina, oggi invece sappiamo che abbiamo girato l'angolo e cominciamo ad essere risucchiati verso il centro classifica.
Noi scaramanticamente abbiamo sempre trovato una giustificazione al non gioco, alle avversità della fortuna, all'ansia ....da prestazione e sempre abbiamo concluso che ....l'indomani sarebbe stato un altro giorno. Tutti noi però, in fondo al nostro cuore, custodivamo il timore che le cose non sarebbero andate proprio secondo i nostri desideri, non tanto per il modo in si vivacchiava, quanto per la costatazione che gli inseguitori avevano più determinazione, più forza nelle gambe, più idee nel cervello e così via dicendo. In poche parole noi avevamo un minus e gli altro un plus. Da che mondo è mondo non si è mai visto che il minus habens potesse avere la meglio sul plus habens ed allora? Allora le paure cominciavano e materializzarsi ed ora siamo nell'angolo. Non tutto è perso, ma non riesco ad immaginare un Foggia in strepitoso recupero e contemporaneamente gli inseguitori impantanati.
Il risultato del campo taglia la testa al toro e poco  importa sapere che nel primo tempo il Foggia abbia dominato segnando un goal, il solito goal di Salgado se poi nel secondo tempo il Foggia ha preso tre schiaffoni. Dominare solo il primo tempo è poca cosa per consolarsi, non basta segnare un solo goal; chi aspira ai vertici della classifica non può fregiarsi del solo dominio di una metà gara; è semplicemente una magra consolazione che induce a fallaci speranze.
Speriamo almeno che la mancata realizzazione dei progetti di inizio d'anno non siano prodromi ad una crisi societaria. Molti soldi sono stati spesi oppure impegnati per andare in serie B e se non si riuscirà ad andarci ( e tutto sembra remare contro )potrebbero iniziare accese discussione tre i decemviri ed arrivare alla resa dei conti. Confidiamo almeno nell'alternanza dei risultati esattamente come si recitava in un vecchio film di Totò e Peppino de Filippo : una pennellata....ed una rilassata!     (RAF)

 

 

 

 

 

Il Foggia gioca bene, mantiene le redini della gara per oltre 2 terzi, ma alla fine il Perugia con il minimo sforzo porta a casa immeritatamente l'intera posta. Non voglio sembrare un disfattista ma oggi allo Zaccheria si è visto il film del campionato del Foggia di quest'anno: i rossoneri sulla carta restano forse i più forti del girone o tra i più forti ma, quando si tratta di infierire, steccano la prova. Può darsi pure che alla fine si centrerà il risultato dei play off, ma se non sei cinico sotto porta, se non chiudi la partita, alla fine altre squadre riescono dove tu sei carente: che faremmo agli spareggi finali? Oggi poteva essere tranquillamente una partita spareggio per la salita in B: il Foggia approccia bene la gara ma, invece di chiudere l'incontro alla ricerca del secondo gol, si chiude all'inizio della ripresa, facendo il gioco degli avversari che, non dimentichiamolo, a Foggia forse si giocavano una stagione intera. Allora io dico e ripeto: se non riusciamo a fare risultato con le grandi, cosa speriamo di fare se conquisteremo i play off? Mi aspetto di leggere sui giornali del secondo gol non convalidato al Foggia (chissà perchè???), della palla gol sprecata da Mastronunzio a tu per tu con il portiere avversario, ma tutto ciò allontanerà squadra, tecnico e tifosi dal vero problema che ci attanaglia: non sappiamo essere cattivi e, nonostante la mole di gioco diretta dall'ottimo tecnico, davanti alla porta siamo sterili con Dall'Acqua, Mastronunzio ecc. Speriamo che oggi non si sia verificata la resa sul campo e l'abbandono di mire di vittoria finale anche perchè la trasferta di domenica non è delle più facili. (A.Mangano)

 

11 marzo 2007 - Foggia Sambenedettese 3-0

Finalmente una bella vittoria e non solo per la rotondità del risultato! Un Foggia capace di reggere il centrocampo anche per la presenza di un Giordano che andrebbe sempre più considerato dal tecnico. La difesa è stata impeccabile e gli avversari non si sono praticamente mai affacciati verso la porta difesa da Marruocco; va anche considerato che questa volta l'avversario era di tutto rispetto e non certo una compagine allo sbaraglio. Certo le nostre concorrenti non perdono un colpo e siamo giunti ormai a quel punto nevralgico del campionato dove qualunque passo falso può rivelarsi catastrofico per la conquista dei play - off che comunque oggi difendiamo ancora con tre punti di vantaggio. Ci si aspetta sempre la zampata di Mastronunzio ma penso che faremmo bene a lasciarlo crescere perchè comunque è sembrato attivo, capace di aggredire lo spazio lasciando anche la possibilità di inserimento ai compagni: se, in questo finale di campionato, si sveglierà la vipera, potremo essere allora sicuri che il risultato finale sarà nostro. Ancora un elogio a capitan Pecchia che ha buttato l'anima in campo ed è stato sicuramente meritato il giusto plauso tributatogli dallo Zaccheria al momento della sostituzione. Infine oggi si è visto forse il miglior Cardinale del campionato e ciò vuol dire che se il tecnico curerà bene questo reparto della squadra (sempre non sottovalutando Giordano) il gioco verrà da sè ed i gol, chiunque li farà, ci regaleranno i play off e forse anche un buon piazzamento. Continuiamo così!

 

 

18 febbraio 2007 - Avellino Foggia 2-0

 

Praticamente siamo alle solite: il Foggia mantiene palla per il 70% della partita ma non arriva mai ad impensierire il portiere avversario. Di contro un avversario che aspetta sornione qualche calcio da fermo o sfrutta l'abilità degli attaccanti in fase di ripartenza: la partita è tutta qui o, forse, il campionato è tutto qui. L'Avellino non è assolutamente più forte ma è cinico e va avanti; certo noi gli abbiamo dato una mano perchè Marruocco, non contento del regalo dell'andata, porge sul vassoio ad Evacuo (non certo uno qualunque) la palla per chiudere l'incontro. Sull'1-0 stai sempre in partita e poi un pareggio non sarebbe stato un risultato ingiusto. L'estremo difensore foggiano poi, non contento ancora, si esibisce in un doppio dribbling in area per strappare forse gli applausi ma, intanto, gli Irpini se ne vanno e noi oggi avevamo il dovere di allungare la crisi dell'Avellino. Un grande Pecchia sia in interdizione che in fase propositiva, un volenteroso Princivalli ed un duo d'attacco inesistente che ha fatto rimpiangere il peggior Dall'Acqua. Una volta dicevamo che c'erano le invenzioni a salvare gli incontri ma, con un Salgado in quelle condizioni, sarà difficile risalire la china. E' vero, c'è sempre Mastronunzio ma deve cominciare subito a realizzare perchè il tempo passa e noi abbiamo già consumato la gran parte di fieno in cascina accumulato nei primi mesi e ormai si accende la spia della riserva. La sesta in classifica è alle porte. Se questa partita doveva dire la verità sul nuovo corso dei satanelli, non voglio essere proprio io il tirapiedi, ma certo il primo posto sembra sempre più irraggiungibile e dovremmo pensare a restare tra le "seconde" quattro. D'altra parte le statisctiche non le ho inventate io: per fare un gol, se sei bravo devi tirare in porta almeno 5 volte ma se tu tiri in porta una volta, o hai in squadra Pelè oppure...
 

 

 

11 febbraio 2007   Foggia Giulianova

Alla fine è giunta la prima vittoria del 2007 anche se contro il fanalino di coda di questo girone. La cosa buona è che finalmente si è visto il gioco e soprattutto si sono visti due giocatori rinati dopo l'avvento del nuovo tecnico: Princivalli e Colombaretti. Oggi allo Zaccheria si sono visti i cross e il gioco con la palla a terra evitando i lanci lunghi caratteristici dell'era Cuoghi. Ci piace sottolineare il buon inserimento di Pecchia che è sembrato un leader in campo indipendentemente dalla fascia concessagli dai compagni prima della gara. Certo dovrà crescere sotto il profilo atletico ma il calciatore, sotto il profilo tecnico è sicuramente l'ottimo atleta di Juve e Napoli. Mastronunzio ha creato molti spazi ma da lui ci aspettiamo i gol, quelli che facciamo sempre con il contagocce. Diciamo pure che non è il caso di esaltarci per un 2-0 al Giulianova, ma certamente oggi si sono visti ottimi segnali di ripresa. Se lunedì prossimo, in un Partenio chiuso al pubblico, riusciremo a migliorarci ancora, allora potremmo sperare nel colpo grosso e riproporci per la vetta della classifica... sognare non è reato!

 

 

3 febbraio 2007

Avremmo voluto commentare un'altra giornata di sport ma il lutto di ieri sera  ha colpito tutti coloro che hanno sempre guardato a questo sport come una grande passione e uno spensierato passatempo. Purtroppo evidentemente non era così, ci siamo sbagliati tutti ed oggi è giusto fermarsi per decidere se è giusto continuare o se è meglio che padri di famiglia, dopo una giornata di lavoro, possano rientrare a casa per abbracciare la propria moglie e per dare un bacio ai propri figli. Il prezzo da pagare per seguire questo sport sta diventando troppo alto e non penso che ne valga la pena. Sia ben chiaro siamo consapevoli che la violenza non ha coordinate specifiche per cui quello che è successo a Catania poteva succedere dappertutto in Italia perchè la mamma dei delinquenti è sempre incinta e partorisce in tutte le maternità. Ma visto che oggi  nessuno ha voglia di parlare del gioco del calcio, ecco il momento giusto per fermarsi e decidere se sia giusto ripartire.

                                                                                                                       Alberto Mangano

 

28 gennaio 2007 - Juve Stabia Foggia 0-0

 

da "Quelli della mailing" - Raf

E' ovvio che D'Adderio non poteva fare una partita diversa, ma questo non può cambiare il giudizio su di essa. il Foggia in superiorità numerica non è riuscito a battere una squadra che per tutto il primo tempo  le è stata speculare. Portieri inoperosi, ragnatela a centro campo e .....li davanti il nulla o quasi .

Mentre arrivavano queste notizie ne arrivavano altre da Manfredonia dove i nostri cugini maramaldeggiavano l'Avellino, prima della classe! E quando mai capiterà mai una cosa del genere al nostro Foggia.

Il Manfredonia ha comperato Sansovino che in meno di un quarto d'ora ha segnato ben due reti alla prima della classe! Speriamo in Mastronunzio!

Ok siamo sempre in zona alta della classifica, ma mi sento mancare la terra sotto ai piedi. Insomma non si segna e non si gioca e con questi presupposti mi volete spiegare come pensare ai play off e vincerli?

Il campionato non finisce domani, ma sono molto deluso da tutte le situazioni in campo e fuori.

Al 64° del secondo tempo il Manfredonia ha sfiorato il quarto goal  contro l'Avellino che gioca anche bene, mentre noi siamo messi sotto dallo Juve Stabia ridotto in 10!

A pochi minuti dalla fine il Manfredonia ha fatto poker! Le notizie che arrivano dal Menti dicono che il Foggia non ha fatto uno straccio di gioco!

Non posiamo dire nulla al nuovo mister, ma tanto ai giocatori che hanno fatto meno, molto meno di quello che era pensabile! Questo Foggia può solo aspirare ad un campionato di media classifica che, purtroppo, aprirebbe profonde crepe nel muro dirigenziale!

Occorre lavorare sodo e sperare che gli inseguitori si azzoppino.!

Datti una mossa caro Foggia.!

Forza Foggia.

Raf.

 

24 gennaio 2007

da C1 siamo - Luigi Mancino

Foggia, martedì 23 gennaio 2006, ore 12: si diffonde la notizia che Fulvio D’Adderio sarà il nuovo allenatore della squadra rossonera e senza un preciso motivo tifosi e giornalisti iniziano ad andare in subbuglio. Giù critiche del tutto gratuite nei confronti del mister e della società che ha operato questa scelta, francamente non riusciamo a capire il perché di questa dura presa di posizione a priori nei confronti di D’Adderio.
Il presidente Capobianco ha invitato tutte le parti ad essere unite e remare nella stessa direzione ed invece a Foggia si scatena il putiferio: D’Adderio non ha personalità, non ha un curriculum vincente, è un difensivista, questi sono solo alcuni dei preconcetti che diversi giornalisti e la maggior parte dei tifosi rossoneri hanno affibbiato al tecnico molisano. Nemmeno l’opportunità di vedere un paio di partite che per la piazza foggiana il nuovo allenatore è un “brocco” destinato a far scivolare la squadra nelle posizioni di media-classifica.
A parer nostro ci pare corretto aspettare l’evolversi della situazione e dare a D’Adderio la possibilità di conoscere gli elementi a sua disposizione ed apportare gli opportuni cambiamenti, tattici ma non solo. Dopo un “periodo di rodaggio”, se il gioco e i risultati saranno gli stessi degli ultimi due mesi (tre punti in sei partite), allora si potrà iniziare a recriminare sulla scelta e a contestare, purchè si rimanga nei canoni della civiltà, l’ex tecnico di Torres e Manfredonia.
Voler bene al Foggia significa talvolta “turarsi il naso” e “coprirsi gli occhi” facendosi andare giù una scelta che non piace; invece in Capitanata c’è la pessima abitudine di giudicare le persone e gli eventi prima che questi possano concretizzarsi.
Con questi chiari di luna un sincero e grosso in bocca al lupo a D’Adderio è il minimo che si possa fare, augurandoci allo stesso tempo che tifosi e giornalisti foggiani possano imparare a crescere…

Luigi Mancino

 

da "Quelli della mailing" - Beniamino Coppa

Miei Cari Amici,

 

ho limitato parecchio i miei interventi corposi, ultimamente, in attesa degli sviluppi degli eventi e per poter discutere su qualcosa di concreto. Girando tra i forum, dando un'occhiata distratta ai giornali e leggendo i vostri interventi sono emersi alcuni spunti interessanti che sarebbe utile approfondire.

Allora facendo il ripepilogo della situazione dopo due mesi tremendi il condottiero dal sorriso ferino è stato licenziato nonostante le manovre del suo Pig-malione materano. L'intervento di quest'ultimo ha procurato un danno latente alle nostre sorti che potremo valutare concretamente solo nel prossimo futuro. Fatto sta che, pur avendo maturato in modo più o meno palese la volontà di allontanare Cuoghi, la società ipnotizzata dai magheggi di Salerno ha perso un'ottima occasione per fare le cose per bene. Il frutto di questo tira e molla societario è stato l'arruolamento del nuovo Mister D'Adderio che non riesco a collocare nei piani e nei progetti del vertice rossonero; non so se dovrà rivestire i panni dell'agnello sacrificale o se davvero la scelta è stata ponderata. Rimane invece costante la voglia di proclami degli otto, che dovremmo tutti imparare ad ignorare. Del terremoto annunciato finora si è concretizzato solo l'avvicendamento sulla panchine e null'altro.

A questo proposito, parere del tutto personale, penso che già il solo cambio tecnico potrebbe portarci giovamento (non so perchè ma D'Adderio mi ispira fiducia) per quanto qualche aggiustamento potrebbe forse agevolare il neo tecnico e dare risultati ancora più proficui. La squadra c'è non possiamo negarlo (e i 32 punti punti sono esclusiva responsabilità dei giocatori..in tutti i sensi), dovesse riuscire anche la realizzazione del progetto tecnico D'Adderiano, credo non avremmo nessun problema a garantirci la disputa degli spareggi con qualche chances in più di vittoria finale. Se pertanto a dispetto dei pareri dominanti mi sento abbastanza tranquillo dal punto di vista sportivo, non posso dire lo stesso a propisto di quello societario.

Non so se vi è sfuggita o avete preferito ignorare una affermazione del Presidente Capobianco in cui lo stesso paventerebbe una seria crisi societaria, in caso di fallimento della promozione! A leggerla, sempre che sia veritiera, ci sarebbe da rimanere basiti, sia per la notizia in sè che per l'autore della stessa.

Ma come tu presidente e fautore della politica del "tutto e subito", degli investimenti massicci, dei nomi e delle "amicizie", fai una affermazione del genere? Dopo aver liquidato Pavone, esserti affidato a quella faina di Salerno (nonostante fosse inquisito all'epoca per illecito sportivo,mentre in Italia infuriava la bufera Moggi) adesso prospetti scenari fallimentari? E la sagacia e previdenza dell'imprenditore scafato, che fine hanno fatto? Non sono stati calcolati tutti i rischi dell'operazione?

Se il sottoscritto, che non è nessuno e non sa nulla, temeva i rischi correlati all'atteggiamento assunto dalla società all'epoca, tu che ci sei dentro fino al collo non hai avuto nessun timore?

Resta il fatto che il rischio potrebbe esser concreto ed è anche per questo che dobbiamo stringerci ancor di più al nostro Foggia. Auguriamoci che D'Adderio possa scuotere i suoi e tornare a vincere; oltre tutto il momento è anche più difficoltoso del previsto, visto che andremo a far visita alla J.Stabia ( che all'andata rischiò di farci il servizio..a domicilio), poi avremo la pericolosa Samb, il derelitto Giulianova per chiudere il poker con  l' Avellino bum-bum  al Partenio.

Col trend dell'ultimo Cuoghi dovremmo fare 2 punti; dovremmo farne 7-8, assecondando il potenziale della squadra, il massimo sarebbe averne incamerati 9 prima dello scontro diretto e giocarci le ultime chances di primato al Partenio. Cosa ci riserverà Eupalla nel prossimo mese?

FORZA FOGGIA

IL Presidente


 

 

23 gennaio - E' D'Adderio il nuovo tecnico

 

D’Adderio 46 anni, nato a San Martino in Pensilis, in provincia di Campobasso. Lo scorso anno ha allenato il Manfredonia contribuendo alla salvezza dei biancocelesti. Il suo contratto dovrebbe essere sino a giugno. Questo è il curriculum del tecnico molisano:

 
1993/97 Giovanili Lodigiani
1997/98 Lodigiani C1B 15 posto (8V, 12N, 14P)
1998/99 Giulianova C1B 4 posto (14V, 9N, 11S)
1999/00 Giulianova C1B Esonerato (7V, 7N, 12P)
2000/01 Fermana C1B Esonerato (3V, 7N, 7P)
2001/02 S.Torres C1B Sub. 11 posto (11V, 5N, 10P)
2002/03 Giulianova C1B Sub. 14 posto (5V, 8N, 10P)
2003/04 S.Torres C1A Sub. 13 posto (7V, 7N, 7P)
2004/05 S.Torres C1A Esonerato (5V, 8N, 8P)
2005/06 Manfredonia C1B Sub. (6V, 7N, 6P)

 

 

21 gennaio 2007 - Foggia Martina 0-0

(esonerato Cuoghi)

Alla fine è finita come doveva finire: le speranze di vedere la squadra giocare a certi livelli e portare in porto il risultato pieno si sono scontrate nuovamente con un pomeriggio mediocre contro una delle ultime formazioni del campionato. Ha pagato mister Cuoghi che, circa un ora dopo il triplice fischio, ha saputo dalla società che non guiderà più la squadra rossonera: gli erano stati chiesti 3 punti in 90 minuti, lui ne ha portato sempre 3 ma in due mesi, con una media da ultima della classe. La tifoseria voleva la testa del mister ed ora è sazia anche se, quando si arriva ad una decisione così drastica, non è mai un bel momento. La società ha altresì dichiarato che entro 48 ore comunicherà il nome del nuovo tecnico, ma è chiaro che bisognerà comunque affacciarsi sul mercato per arruolare quei giocatori necessari a mantenere le prime posizioni della classifica e sperare di agguantare i play off. E' una squadra che non segna ma che soprattutto non arriva nell'area avversaria e quando lo ha fatto, il tutto è stato frutto delle invenzioni dei singoli o della negligenza degli avversari: anche oggi l'occasione più ghiotta è arrivata su una punizione di Mounard che ha colpito il palo della porta del Martina. Bisognerà valutare a questo punto quando conterà Salerno nella scelta del nuovo tecnico visto che il DS aveva sposato dal primo giorno la causa del tecnico modenese. Comunque, anche se in ritardo, finalmente si è chiuso un capitolo e speriamo di aprirne un altro che ci porti gol, vittorie, punti e quella tanto sospirata serie B che questo pubblico, anche oggi rispettoso e caloroso, merita da tanto e tanto tempo.

Alberto Mangano

 

14 gennaio 2007 - Cavese Foggia 1-0

Il 2007 è iniziato proprio dove era finito l'anno precedente: il Foggia perde per la terza volta consecutiva fuori casa e tra l'altro al cospetto di una diretta concorrente per la promozione e che ora è al quarto posto ad una lunghezza da noi. La sconfitta ci può anche stare ma ci aspettavamo un Foggia grintoso, che desse almeno una parvenza di bel gioco e che tentasse almeno di far suo il risultato... e invece buio pesto. Sullo 0-0 ha giocato più o meno alla pari contro la squadra campana, divorandosi un gol con Salgado e poi, alla mezzora, subito il gol non si è più ripreso. Pensavamo di rivedere il Foggia nella ripresa, strigliato da Cuoghi nello spogliatotio, ed invece il Foggia sbaglia i passaggi, si affida a lanci lunghi, butta la palla non riuscendo mai a raggiungere la porta avversaria. Vogliamo ancora dire che dall'Acqua non vale niente o possiamo cominciare a dire che è tutta la squadra ormai non segue più il suo tecnico? Non vogliamo giustizie sommarie ma pensiamo che una squadra che vuole salire, anche grazie ai play off, non può racimolare due punti in cinque partite e soprattutto riteniamo che il tecnico e la squadra debbano farsi un sacrosanto esame di coscienza e la smettano di dire sempre che la squadra ha prodotto, ha cercato, se avesse avuto la fortuna dalla sua parte... BASTA! In molti dicevamo che i punti che sinora avevamo messo in cascina erano frutto di egregie individualità e mai realizzati con un gioco degno di una squadra che per molto tempo è stata a guidare la classifica di questo campionato. Oggi, purtroppo, anche gli scettici concordano sul fatto che forse abbiamo più punti di quelli che meritiamo e che con questa media e, senza uno scossone, dovremmo cominciare a guardarci indietro visto che davanti a noi, ormai non vediamo più nessuno

 

da "Quelli della mailing" del 16 gennaio 2007 - Raf

Ciao a tutti,
 
Tiriamo a campà! Questo è il nocciolo della politica societaria. Ieri ho ascoltato l'intervista fatta da Antonio Sepa a Salerno, a Cuoghi ed a La Torre. Credo che ognuno di loro viva in un mondo diverso . Salerno ha detto che non vi sono problemi e che la squadra manca solo di personalità. Mi piacerebbe sapere dove, quando a da chi la squadra possa reperire tale qualità.Non avere palle giocabili, giocare di spalle alla porta, non utilizzare i giocatori adeguati ecc, significa non avere personalità? Non avere un briciolo di gioco, significa non avere personalità? Salerno conclude che non è colpa dell'allenatore e che quindi Cuoghi resta al suo posto.Ammette che vi è un problema e che si deve trovare la soluzione. ( ora dico io per una tale affermazione occorre spendere una barca di soldi per il suo stipendio?) Poi arriva l'intervista a Cuoghi che aveva la faccia del Generale Cadorna dopo Caporetto ( con quella faccia non sarei andato nemmeno a visitare i morti il 2 novembre!) e che ha detto in buona sostanza che nel primo tempo il Foggia ha giocato bene e che ha preso il goal che ha spento ogni velleità. Il secondo tempo a detta di Sepa il Foggia non ha fatto nulla, ma il mister ha corretto l'impressione di Sepa dicendo che ha fatto poco e che quando si prende un goal dopo venti minuti di gioco.................Forse il mister non legge i giornali oppure è attapirato al punto da non vedere che tutte le squadre anche le più bistrattate dalla classifica dopo il goal subito recuperano il risultato almeno una volta salvo poi a perdere o a pareggiare. A noi non capita, prendiamo il golletto e ci rassegniamo.
Poi arriva La Torre che dice che la squadra ha giocato bene fino al goal subito e poi si squaglia come neve al sole e che saranno presi provvedimenti DRASTICI ED IMMEDIATI facendo capire che Cuoghi è arrivato al capolinea. In poche parole per Salerno Cuoghi non è il problema, per Cuoghi la squadra gioca bene, ha tante occasioni, ma manca nelle realizzazioni, per La Torre servono i provvedimenti e che squadra ed allenatore sono tutti in discussione ( ovviamente non si possono cacciare 11 giocatori, quindi... )
Ieri sera è stata presa la sola decisione che si doveva evitare di prendere: stare fermi e rimandare.
Così facendo significa caricare di una enorme responsabilità i giocatori che scenderanno in campo  contro il Martina con un  nervosismo tale da bloccare gambe ed idee. Non parliamo poi se il Martina - che ha battuto la Salernitana - si mette a correre per davvero e riesce a segnare il solito golletto alla.........imperforabile difesa rosso nera!
Credo che società, giocatori, allenatore e direttore sportivo siano già in rotta di collisione con la tifoseria e mi sa tanto che la situazione ricalchi quella vissuta con Coccimiglio che era partito tra canti di gioia, osanna e riconoscenze varie  che a poco a poco si sono trasformate in indifferenza, disappunto, contestazione ed odio!
Quando si devono prendere decisioni inevitabili e si mena il can per l'aia presto si capisce che non tutti sono al posto giusto ragion per cui si comincia ad identificare il capro espiatorio vero o presunto e tutto questo a scapito della serenità e della tranquillità in campo e fuori.
Non so al momento se oltre allo stare fermi si siano prese altre decisioni in merito ai rinforzi, ma anche qui ritorna in mente l'intervista a Salerno quando dice: si, noi li abbiamo identificati ( i rinforzi ), siamo sul mercato ma sono le altre società che ce li devono dare. Insomma Salerno mi sembra più Catalano che Salerno per cui, ovviamente, è meglio essere promossi a giugno che rimandati ad ottobre! Quale filosofo!
Insomma credo che vivremo giorni di speranze e tensioni e speriamo che Dio ce la mandi buona !
Forza Foggia
Raf.
 
 
 
 
 


 
da C1siamo del 16 gennaio 2007 - Luigi Mancino
 
 
Cuoghi confermato...ma è la decisione giusta?
Dubbi sulla scelta della società: numeri impietosi e gioco scadente consigliavano altre decisioni

L’antefatto: dopo una riunione fiume, durata poco più di tre ore e conclusasi nella tarda serata di ieri, la società dell’U.S. Foggia ha deciso di confermare la fiducia al tecnico Stefano Cuoghi. La scelta, neanche a dirlo, è stata impopolare ed ha alimentato (e alimenterà) perplessità di ogni genere all’interno di una tifoseria che inizia a temere una seconda parte di campionato sottotono, in linea con i risultati maturati da inizio dicembre ad oggi.
Colpa dei numeri, si dirà: nelle prime tredici giornate il Foggia ha effettuato “percorso netto”, senza conoscere l’onta della sconfitta e veleggiando tra le primissime della graduatoria. Dalla quattordicesima giornata in poi, però, i nodi sono venuti al pettine e i rossoneri hanno collezionato la miseria di due punti, peggior rendimento del periodo a pari merito con l’Ancona. Dicevamo dei nodi, ovvero il non gioco praticato dai satanelli che, forse in modo illusorio, avevano pensato di poter vincere tutte le partite affidandosi all’estro o alla trovata del singolo giocatore. Esempi di questo genere infatti non sono mancati nel periodo positivo del Foggia, si pensi agli eurogol di Salgado contro Ancona, Giulianova e Teramo, alla punizione di Princivalli contro il Manfredonia e perché no, al rigore di Cardinale a Martina e il gol irregolare convalidato ad Ingrosso contro il Lanciano. Non si è voluto fare menzione dell’errore macroscopico di Mancinelli, portiere della Cavese, in occasione del successo alla prima giornata e delle parate di Castelli e di Marruocco che hanno permesso ai dauni di uscire indenni al cospetto di Teramo e Salernitana.
Ma torniamo ad analizzare i numeri: il Foggia ha vinto 8 partite (Avellino e Ravenna 12 e 11!), di cui tre in trasferta contro il derelitto Martina di inizio campionato (peraltro solo su rigore), contro il fanalino Giulianova (peraltro solo grazie ad un eurogol e ad un’espulsione che hanno spianato la strada ai rossoneri) e contro l’Ancona (merito dell’invenzione al 90esimo del cileno Salgado). Anche nei successi maturati allo Zaccheria, va dato a Castelli di aver salvato il risultato contro Teramo e San Marino, così come va riconosciuto il fattore “casuale” nei gol di Chiaretti contro la Cavese e Princivalli contro il Manfredonia.
Insomma, dati impietosi per una compagine che ha speso fior di milioni di euro in fase di campagna acquisti (soprattutto negli ingaggi) e che ha più volte offerto prestazioni scadenti. I tifosi, preoccupati dall’involuzione di rendimento della loro squadra hanno sperato nella lunga sosta natalizia, che avrebbe potuto portare un nuovo allenatore e più serenità a tutto l’ambiente (visto che Cuoghi, Cardinale, Princivalli e C. si sono distinti più per doti di provocatori e di boxeur invece che non per meriti calcistici).
Ed invece con grande stupore la società ha deciso di andare avanti con lo stesso staff tecnico, per intenderci quello che nelle ultime cinque giornate ha ottenuto due punti, segnato solo due gol (peraltro molto casuali), subito sei reti e che rarissime volte ha avuto l’abilità (o la fortuna?) di entrare in area o impensierire l’estremo difensore avversario.
Questa la “cronaca” nuda e cruda, supportata dai numeri. Ora le considerazioni, del tutto personali. A cosa serve spendere altri soldi per rinforzare una rosa, se poi non si vede una bozza di gioco e visto che oramai tutto l’ambiente (si legga tifosi, ma non solo) è palesemente schierato contro l’allenatore? Un allenatore che per stessa ammissione ha dichiarato di essere più preoccupato dall’involuzione della fase difensiva che non dall’assenza di gioco in attacco, lo stesso allenatore che volendo poteva essere licenziato “per giusta causa” (così come Cardinale e Princivalli) dopo le reiterate espulsioni. Lo stesso allenatore che dopo 18 giornate è ancora alle prese con esperimenti tattici e di uomini da utilizzare e che ha letteralmente “bruciato” giocatori come Dall’Acqua e Colombaretti, snaturati altri (Chiaretti e Mounard ad esempio) e che con la compiacenza del ds Salerno e la scarsa preparazione (in termini calcistici) della società è riuscito a far sforare un budget di 4 milioni di euro! A tal proposito ci ha colpito l’intervista del ds cavese Dionisio che parlando di Cardinale, probabile nuovo acquisto dei metelliani, si è così espresso: “Faremmo il salto di qualità ma ha un ingaggio troppo alto. Cinque giocatori del Foggia prendono quanto l’intera rosa, riserve incluse”. A parlare, per inciso, era il dirigente di una squadra che con il minimo sforzo, senza quattro potenziali titolari, ha battuto meritatamente il Foggia dai contratti faraonici.
Ecco, se non basta tutto ciò a far maturare l’idea che il problema è alla base, ovvero alla mancanza di squadra, sia a livello tattico e tecnico, che a livello psicologico e disciplinare, possiamo pensare che la situazione sia destinata solo a peggiorare. Poco importa se arriveranno nuovi acquisti, con tanto di super ingaggi: se il Foggia fallirà la promozione (e continuando con il trend dell’ultimo mese e mezzo non ci vuole poi tanto) potranno aprirsi scenari di ogni genere che non vogliamo nemmeno riportare, sperando che questo articolo a fine campionato sia solo da cestinare e non da valutare come un l’intuizione di una persona abituata a riportare le proprie sensazioni.
Il dato di fatto, comunque, è che il Foggia aveva bisogno di una scossa già dopo lo 0-2 di Taranto; è passato un mese e siamo qui a dover far capire che non basta portare persone da ingaggi elevati per vincere un campionato…

Luigi Mancino

 

 

 

 

 

 

 

23 dicembre - Foggia Ravenna 1-1

 

da Quelli della Mailing - Luigi Mancino

Ieri abbiamo visto a quanti "portoghesi" e a quanta gente senza titolo domenicalmente la società permette di prendere in giro il tifoso medio che paga il biglietto o l'abbonamento.
Questa società è poco furba, troppo permissiva. La conferma di Cuoghi ricorda molto quella di Giannini, che dopo la pausa nataliza e un ko a Pesaro venne esonerato...stessa fine che potrebbe fare il modenese in caso di insuccesso al "Lamberti". Restando in tema, questa società ha avuto anche la possibilità di rescindere i contratti di Cuoghi e Cardinale, ma invece ha permesso che propri tesserati facessero a pugni e rilasciassero dichiarazioni ridicole senza prendere provvedimenti.
Quindi la situazione è questa: hanno cacciato fior di soldi, affidando la gestione tecnica alla coppia La Rosa-Salerno e fidandosi pienamente di loro. Ora, se questi due personaggi non danno il benservito a Cuoghi e ai suoi amici (guarda caso tutti squalificati dopo Salernitana-Foggia), significa che siamo schiavi di un disegno che molto difficilmente ci porterà in B, vuoi per l'eccessiva pressione della piazza, vuoi perchè abbiamo trovato un super Avellino, ma anche un Ravenna, un Taranto, una Cavese e ben presto una Salernitana e un Perugia che ci faranno mangiare la polvere.
A mio avviso andrebbe mandato subito via Cuoghi, con a ruota Cardinale. Si prende un allenatore navigato (Oddo?) e un paio (non di più) di rinforzi.
Con il sangue amaro...Buon Natale a tutti!
Luigi
 

 

17 dicembre 2006 - Taranto Foggia 2-0

da Quelli della Mailing - Raf - 17 dicembre 2007
 
 
Ciao a tutti,
sono bastati 21 minuti per ammutolire il Foggia. Noi continuiamo a dire che quel pareggio con quella tale squadra ci può stare, continuiamo a dire che un pareggio in casa conseguito all'ultimo minuto ci può stare,continuiamo a dire che una sconfitta fuori casa con il Taranto o con la Ternana ci può anche stare, ma di questo passo dobbiamo dire che il sostanzioso ridimensionamento delle attese del Foggia e dei tifosi ci può anche stare. Cioè nulla cambia. Dobbiamo sempre soffrire e guardare alle altre squadre che vincono, convincono e segnano.
La domanda che ci facciamo è sempre quella: i nostri giocatori sono bravi o sono schiappe? Se sono bravi allora la schiappa chi è? Io penso che Cuoghi non sia l'allenatore adatto a portarci in serie B.Da settimane e settimane noi troviamo attenuanti e scusanti per il comportamento della squadra e del mister; molti fanno notare che la differenza tra come eravamo e come siamo è ancora in favore di questa squadra,ma non è questo il problema. Il problema è che anche quando vinciamo lo facciamo grazie al guizzo di quel o quell'altro giocatore.
Insomma io non mi sento per nulla sicuro anzi ogni domenica spero sempre che la partita finisca più in fretta possibile .
Le azioni d'attacco del Foggia si basano solo sulle iniziative personali dei singoli, mentre i nostri antagonisti hanno gioco di squadra.
Noi ci diamo appuntamento alla primavera prossima allorquando le squadre...ecc  ecc., ma bisogna vedere come arriveremo alla primavera.
Se dobbiamo rimanere con questo allenatore  e senza innesti di almeno due o tre giocatori allora è bene che ci rassegniamo a fare un campionato di media classifica e basta.
Mi dispiace perchè questo campionato era ed è alla portata del nostro Mitico!
Forza Foggia
Raf

 

 

10 dicembre 2006   Foggia Lanciano

Cari amici,
alla fine dobbiamo essere pure contenti per il pareggio visto come si era messa la partita. E' sembrata una formazione molto strana con addirittura un 4-2-4 che si è manifestato un modulo da suicidio. E' vero che siamo andati in svantaggio all'inizio della gara per una dormita dei nostri difensori ma è altrettanto vero che per tutto il primo tempo abbiamo regalato il centrocampo all'avversario che aveva solo, giustamente, necessità di far girare la palla e addormentare il gioco. La prova che Cuoghi ha sbagliato la formazione iniziale ci viene data nella ripresa quando in campo, pur sotto di un gol, il Foggia arretrava il baricentro inserendo Giordano al posto di Dall'Acqua. Nel secondo tempo, senza voler parlare dei singoli, si è visto più gioco a centrocampo, più palle per gli attaccanti e numerosi cross dalle fasce, di quelli che Dall'Acqua non ha mai visto da quando è a Foggia. Quindi non dobbiamo parlare sempre delle individualità dei singoli, delle qualità dei nostri rispetto a quelle degli altri, perchè se fai girare la palla e sei ben messo in campo, ti basta poco per centrare il risultato. La controprova nel calcio purtroppo non c'è, ma se avessimo giocato con una squadra più quadrata come quella della ripresa, forse il risultato a fine gara sarebbe stato diverso.
C'è da sottolineare che l'arbitraggio è stato deludente e ha scatenato più di uan volta il pubblico foggiano, soprattutto quando c'è stato un netto rigore non assegnato per il Foggia intorno al 20° della ripresa: questo signore di Salerno e il suo collaboratore sotto la gradinata hanno sbagliato da quel momento tutto quello che c'era da sbagliare. Ma alla fine mi sa che questa volta mister Cuoghi non abbia che da recriminare con se stesso, perchè è la prima volta che una squadra che perde, toglie un attaccante per un centrocampista e la squadra gioca meglio e soprattutto va più volte sotto rete. E' facile dare sempre la colpa a Dall'Acqua, che certamente è stato tra i peggiori, ma perchè lo si mette in campo sempre in una squadra con un modulo che non gioca per lui?
Come è stato bello infine spingere tutti insieme quella palla in porta che, scagliata da 30 metri, sembrava non arrivare mai... meno male!
Forza Foggia
Alberto Mangano
 

 

 

 

 

 

3 dicembre 2006  TERNANA FOGGIA

L'unico zero che non avremmo mai voluto abbandonare, e cioè quello delle sconfitte, ci ha lasciato. Un gol di Tozzi Borsoi nella ripresa ha dato la meritata vittoria ad una Ternana più determinata e, perchè no, più capace. Il Foggia è ancora primo in classifica ma attualmente la squadra più in forma del torneo è senza dubbio l'Avellino che senza la penalizzazione volerebbe da solo in vetta. Contemporaneamente possiamo constatare una mezza crisi del Ravenna che probabilmente, e noi lo speriamo, è indice di un fuoco di paglia. Comunque le pretendenti alla vittoria finale sono più di quelle che noi pensavamo e forse troppo presto abbiamo pensato ad una fuga con il Ravenna. Sia ben chiaro, la sconfitta prima o poi sarebbe arrivata ma veder perdere i rossoneri in questa maniera fa male veramente: una squadra svogliata, presuntuosa (come ha affermato il DS Salerno a fine gara) che non ha mai pensato di far punti a Terni. Signori, una squadra che vuole salire deve provare a vincere tutte le partite indipendentemente da come poi va a finire l'incontro ma, non si può pensare di tirare avanti e vedere in primavera cosa succede. Il Foggia quest'anno spesso non ha convinto ma tutti abbiamo chiuso un occhio, o forse tutti e due, perchè la classifica ci sorrideva ma ora, pur stando in vetta, è arrivato il momento di guardarsi negli occhi e dichiararsi le ambizioni; e se qualche calciatore non ha convinto è giusto che provi a sedersi in panchina come ha fatto tante volte Mounard quest'anno. Poi mi sembra giusto sottolineare che forse l'aver dato fiducia a Shala, Cardinale ed Ingrosso contemporaneamente al loro rientro dopo la squalifica, con il senno del poi, è sembrato uno sbaglio visto che proprio a centrocampo il Foggia visto a Terni ha perso l'incontro; dobbiamo allora fare chiarezza: i calciatori, come spesso detto, hanno tutti le stesse possibilità di scendere in campo oppure, come si faceva trent'anni fa, esistono undici calciatori e poi gli altri? Dico questo perchè una squadra che ha vinto due partite di fila poteva essere confermata o al limite si poteva provare a fare un innesto alla volta, proprio perchè per salire, se questa è la nostra ambizione, non possiamo permetterci cali di tensione e quindi squadre stravolte da una domenica all'altra.
Concludo dicendo però che non è giusto fare processi avventati alla prima sconfitta, ma non dobbiamo pensare nemmeno di essere i primi della classe come recita la classifica.
Un abbraccio a tutti e forza Foggia
Alberto Mangano

 

da Quelli della Mailing - Beniamino Coppa - 3 dicembre 2006

Cari Amici,

nel giorno della sconfitta il mio primo pensiero va a chi dei nostri fratelli si è sobbarcato di un lungo viaggio per assistere ad uno spettacolo che di colpo ha ridimensionato le nostre aspirazioni ma ancor di più le nostre speranze di un cammino facile e vittorioso fino al traguardo finale.

Non ho mai pensato a questo, a maggior ragione non lo penso ora e, come me, da oggi non lo penseranno in molti.

Alberto nel suo intervento ha ben focalizzato le responsabilità di questa prima sconfitta che vede protagonisti in negativo sicuramente i giocatori ma sullo stesso piano anche la guida tecnica.

Nei vari interventi del post-partita particolarmente indicativo è stato quello del secondo Bertoni che ha parlato di "squadra senza idee"; ma, di grazia, chi dovrebbe fornire queste idee ai giocatori? I tifosi, la dirigenza o forse chi è chiamato a disegnare schemi ed alchimie tattiche? 

Sarò pure antipatico e ripetitivo ma resto convinto che l'anello debole della catena rossonera resti il tecnico; certo oggi si è aggiunta la supponenza e presunzione dei giocatori che hanno sottovalutato gli avversari ma le pecche maggiori sono a monte; in fondo può capitare che, affidandosi in toto alla fase difensiva e di possesso palla, delegando all'iniziative dei singoli gli sbocchi offensivi, nella giornata di appannamento dei difensori mancando il colpo a sorpresa del singolo possa maturare la sconfitta.E' quello che è successo oggi a Terni dove recentemente ha maramadeggiato la nostra più ostica avversaria, quell'Avellino, che anche oggi è andato a segno e con i tre punti raccolti a SanMarino ci ha raggiunti (e ci avrebbe superati senza penalizzazione) avendo già innestato la freccia di sorpasso.

Possiamo davvero competere per il primo posto? Ho i miei dubbi se non cambia qualcosa e temo che, ora come ora, più che nella squadra dovremmo confidare nelle possibili mancanze societarie dei nostri avversari.

Il secondo posto è alla nostra portata, il primo al momento sembra molto più difficile; ma forse il vero obiettivo all'inizio di stagione era proprio questo secondo posto; in fondo se centrato potrebbe garantire ugualmente il salto in B adottando la tattica prediletta da Cuoghi: " primo, non prenderle!"...sempre che poi agli spareggi non capiti una partita come quella di oggi...

Vi saluto

 

da Quelli della Mailing - Luciano Gallucci - 3 dicembre 2006

Credo che bisogni avere il coraggio di dirci la verita':

Ad oggi mai dico mai il gioco che ci ha propinato il signor Cuoghi ci ha soddisfatto,

Laddove viceversa ad esempio l'Avellino il Ravenna, il Taranto e non solo possiedono gioco e schemi capaci di mandare in rete i propri attaccanti!

Ignorante e' chi asserisce che i migliori ed unici schemi di gioco per segnare sono l' improvvisazione e cioe' il lasciare solamente alle capacita' tecniche dei singoli calciatori la possibilita' di fare goal (frase detta da cuoghi a chi gli rimprovera  l' anemia da goal del Foggia)

ma signor Cuoghi stiamo scherzando?

Quando dico mai quando un allenatore prepara cosi' una squadra senza schemi di gioco per l'attacco!

Lasciamo persino perdere la sconfitta di Terni, ma domandiamoci cosa succedera' quando i vari Mounard, Salgado  Chiaretti ecc. ecc. improvvisando mediante la loro grande tecnica individuale cesseranno di inventarsi il goal strepitoso e sempre improvvisato ma mai frutto di schemi o di azioni lineari.

E Dall'acqua e' veramente un centravanti o e' stato Cuoghi a trasformarlo in "centravanti al contrario" (gioca sempre di spalle alla porta!)

Consiglio importante per la societa' e Salerno:

entrambi facciano presente al signor Cuoghi che mai non dovesse riuscire nell'intento con questa  rosa a disposizione di vincere il campionato e' meglio allora che cambi mestiere!

Gloria e affetto per chi sobbarcandosi tanti km ha assistito alla vittoria di una Ternana che forse aveva oggi l'impressione di giocare col Giulianova (che forse pero' qualche volta tira in porta piu' del Foggia!) e non con la capolista!!

ciao

Luciano

 

 

da Quelli della Mailing - Raf - 4 dicembre 2006

Ciao a tutti,
 
volevo scrivere qualcosa ieri sera, ma ero così sfiduciato che non me la sono sentita. Oggi, a mente serena, è più facile dire ciò che tutti pensiamo e che non tutti vogliono ammettere.
Cuoghi ha già lasciato la sua impronta negativa. Casinista in campo e scarso di idee.Pare che il suo motto sia quello : palla fà tu! Il tasso tecnico dei nostri giocatori è sopra la media e tutti riconoscono che almeno due o tre satanelli siano sprecati in un campionato di serie C1 anche se di vertice,ma , come giustamente dice Luciano, non è possibile nè pensabile che si possano giocare le partite sperando e fidando nel guizzo personale di questo o quel giocatore.Se così fosse basterebbe anche un più che modesto allenatore per portare in campo una tale squadra.
Seguo la cronaca delle partite via internet ( a  parte il fatto che così come vien fatta le coronarie sono messe a dura prova: non si capisce mai la palla dove si trovi, mentre improvvisamente un grido ci dice che è successo qualcosa, ma occorre aspettare qualche secondo per capire esattamente cosa ed a chi. In ogni caso grazie anche a chi ci racconta qualcosa.)e sempre dico sempre penso che accada qualcosa di irreparabile, mai una volta che si possa godere di una supremazia tattica, di una sicurezza del risultato positivo. Tutte le volte, a partita ultimata, siamo costretti a dire: GRAZIE SIGNORE GRAZIE parafrasando il complesso dei Valleluja.
E noi siamo la capolista oppure dobbiamo dire che gli altri ci hanno fatto diventare capolista?
Non è la partita persa ieri che sollecita queste considerazioni, ma tutti i patemi d'animo sofferti pur vincendo.
Speriamo che qualcosa cambi perchè gli inseguitori ci hanno raggiunti!
Forza Foggia
Raf.

 

 

 

 

 

Enrico Catuzzi

da Quelli della Mailing  1 dicembre 2006

 

Cari amici,

la pagina del Diario rossonero che mi accingo a scrivere non può che essere venata da un filo di tristezza. La notizia della morte di Enrico Catuzzi è stata per me un grosso dispiacere. La società dell’USF ha mostrato ancora una volta una grande sensibilità emanando un delicato comunicato stampa e il telegramma di cordoglio alla famiglia. Il lutto al braccio domenica, che giustamente il Foggia ha chiesto di portare, ci ricorderà sul campo di un tecnico e un uomo di doti umane, oltrechè professionali, come pochi nel sempre più squallido mondo del calcio.

Di signori come lui ce ne erano e ce ne sono davvero pochi: sarà per questo che, dopo l’esperienza a Foggia, Catuzzi ne finì presto per uscire ed esserne pressocchè dimenticato.

Non sappiamo quanto ciò fu una scelta sua, quanto invece fu dettato dalle inesorabili e ciniche leggi calcistiche di casa nostra; quello che io so è che Enrico Catuzzi, a Foggia, fu l’uomo giusto al posto giusto…ma nel momento più sbagliato che potesse capitare.

Il crack-Casillo, la sciagurata, infame, corrotta (chiamiamo le cose per quello che sono state) gestione degli uomini della CariPuglia, gettò nella polvere di una retrocessione “strana”, tanto strana da potersi dire annunciata, un giocattolo quasi perfetto quale fu il Foggia di A e la gestione-Pavone… la squadra cominciò alla grande (24 punti nel girone d’andata, a lungo addirittura 3^ in classifica), dimostrando di poter mantenere integri i fasti di Zemanlandia.. Ma si DOVEVA retrocedere, complice una serie di episodi “strani”, di errori tecnici incomprensibili, e anche dello sciagurato assurdo infortunio di Igor Kolyvanov, una stella assoluta del calcio mondiale, avvenuto inseguendo il pallone più inutile del mondo negli ultimi minuti di un maledettissimo Russia-San Marino 4-0 (da allora che tengo la Repubblica cordialmente sui coglioni!)…

Ma complice soprattutto la strategia di uomini – i dirigenti Caripuglia di allora - corrotti e collusi col veleno del calcio, procuratori, managers, maneggioni vari, la società fu spoliata e depauperata, la retrocessione combinata, il popolo rossonero ancora una volta ingannato, defraudato, tradito…

Il girone di ritorno fu un calvario (9 p.ti, poco più di 1/3 dei punti dell’andata), partite perse assurdamente, il gioco bellissimo, il carattere sbarazzino e determinato (come dimenticare le gare con Milan, Inter e il 2-0 ai futuri campioni d’Italia?), ammirato fino al mese di Gennaio che sparì nel nulla… Catuzzi si ritrovò in tutto questo e alla fine si prese pressocchè tutte o quasi le colpe…

Ma, permettetemi, a ben pensarci Catuzzi, nonostante tutto questo, è uno che non può non restare nella storia di questi colori: perché? Perché è un “uomo da Foggia”:  uomini così, tanto capaci, faticatori e signori quanto sfortunati, sono infatti nel dna di una squadra, di una società, di una tradizione, che nella caparbia, ostinata, spesso disperata,eppure altrettanto spesso assurdamente vincente, battaglia contro tutto e tutti, gli avversari, il “fato” avverso, i complotti e le magagne del calcio, ha scritto la sua Storia di sudore, lacrime, gioie incommensurabili e disperazioni altrettanto indescrivibili. Più di altre.

Per rubare una frase a Osvaldo Jaconi, il Foggia è stato a lungo, e speriamo tornerà ad essere sempre, come un calabrone:  un essere vivente che vola, anche se non dovrebbe poterlo fare, a causa del suo peso, della sua conformazione e di una ridotta e inabile apertura alare. Ma il calabrone non lo sa, e finge di non saperlo, e vola lo stesso.

                                                               Giancarlo Pugliese

 

 

 

26 novembre 2002 FOGGIA S.MARINO

 

E alla fine abbiamo riconquistato la vetta pur soffrendo oltre il dovuto contro un modestissimo San Marino. I risultati questa volta sono stati dalla nostra parte e, se manteniamo il ritmo senza perdere la concentrazione il 23 dicembre potremmo dare il benservito anche al Ravenna. Forse la notizia più confortante di questa giornata è proprio che il Ravenna è tornato con i piedi per terra al cospetto di un Perugia che comincia a scalare le posizioni per raggiungere la zona play-off. Certo erano in pochi a pensare che questa squadra potesse fare a meno di quel ben di Dio che il Giudice Sportivo ci aveva appiedato e riuscire a fare lo stesso bottino pieno. Il cammino però sarà sempre più tortuoso perchè ormai siamo la squadra da battere e gli sforzi contro di noi si moltiplicheranno: certamente non si può pretendere la botte piena e la moglie ubriaca.
Ma veniamo alla partita: sicuramente il Foggia non ha giocato bene, i centrocampisti continuano ad avere il vizio di accentrarsi senza cercare minimamente di aprire sui lati dove c'è sempre il nostro uomo da solo; ma difficilmente ci esprimiamo bene contro avversari modesti che scendono allo Zaccheria con il chiaro intento di portar via almeno lo 0-0: anzi, contro queste squadre di solito puoi lasciarci le penne perchè giocano senza nulla perdere. Ed in verità alla fine del primo tempo un po' di paura di non farcela l'abbiamo avuta , infatti dopo un palo in mischia da parte di Chiaretti, non si era visto molto e il rigore sbagliato di Dall'Acqua rischiava di restituirci nella ripresa un giocatore a pezzi. Poi finalmente la liberazione sia per il risultato e sia per Dall'Acqua che ha realizzato un gol da centravanti su un cross dalla destra, i soliti cross che mancano alla nostra manovra che non sfruttano la rapidità in area del bomber del Foggia. Finalmente ha meritato la sua ammonizione per eccessiva gioia. Poi un po' di paura alla fine del match per una punizione al limite del S.Marino e quattro corner consecutivi fortunatamente senza conseguenze. E alla fine, dopo aver appreso del risultato del Ravenna, tutti insieme a cantare:"Eccola qua... la capolista se ne va..."

Alberto Mangano
 

 

 

            

 

19 novembre 2006 FOGGIA - TERAMO       


Anche  la pratica Teramo è stata liquidata. Si pensava che le assenze imposte dal giudice sportivo dovessero penalizzare i nostri, invece gli uomini scesi in campo hanno dimostrato di meritare quanto gli assenti ogni tipo di considerazione. Per esempio ho visto un Quinto molto attento a centrocampo ed io che lo conosco dai tempi della Berretti vi dico che è un ragazzo serio e molto capace e, se avrà un po' di fiducia, potrebbe diventare un bel prodotto del vivaio, al pari di Michele Pazienza. Al dire il vero oggi non è stata una bella partita, poco gioco, forse determinato dalla poca consistenza dell'avversario ma forse abbiamo visto qualche sbavatura in più in difesa, tanto è vero che la palma del migliore in campo la darei a Castelli. Certo Salgado e Chiaretti hanno realizzato due eurogol ma il portiere ha salvato il risultato al 15° della ripresa chiudendo lo specchio all'avversario che era inspiegabilmente solo in area: eravamo sul 1-0; altri interventi del portiere sono stati egregi ma ormai eravamo negli ultimi 10 minuti ed in vantaggio di due lunghezze. Non sono d'accordo con i fischi a Dall'Acqua perchè questo attaccante ha delle caratteristiche che non prevedono le sue partenze da centrocampo ma è un attaccate vecchio stampo che vuole i cross dsalle fasce dove, diciamocela tutta, senza Ingrosso siamo abbastanza scarsi. A quel punto se non vogliamo giocare sulle fasce,
pensiamo a Chiaretti come punta centrale (come faceva a Cesena) sfruttando la sua velocità e la capacità di incunearsi tra le maglie degli avversari. Infine bisogna considerare che quest'anno non molla nessuno e tutte le squadre in testa hanno ormai dei ritmi superiori alla vecchia media inglese: attenzione, chi fa un passo falso potrebbe scendere dal carro; quindi quel minimo vantaggio sulle squadre successive potrebbe farci stare più tranquilli rispetto a chi deve inseguire. Consideriamo altresì che domenica il Ravenna va a Perugia e noi dovremmo avere in casa un turno più favorevole... incrociamo le dita e Forza Foggia
Alberto Mangano


 

 SALERNITANA - FOGGIA

 

da La Gazzetta del Mezzogiorno del 13 novembre 2006

Foggia, finisce a calci e pugni

A Salerno inedita scazzottata dopo il triplice fischio dell'arbitro

Calci e pugni a fine partita, siamo a Salerno e invece sembra una partita di quarta Divisione sudamericana. Finisce con uno spettacolo indecoroso una partita caricata a molla nella vigilia, ma che una volta tanto non è stata attizzata dalle tifoserie apparse più sportive degli stessi protagonisti in campo. Il parapiglia scoppia al 93' quando l'arbitro Panzani fischia la fine di una partita epica, che doveva essere sospesa ma che l'arbitro ha voluto si giocasse ugualmente (pare per ragioni di Totocalcio) su un terreno reso simile a una risaia per l'abbondante pioggia caduta dal mattino. Le versioni sono contrastanti, ognuno dice di esser stato provocato. Noi ci limitiamo a riferire quanto visto sul campo e le riprese riproposte da una televisione locale: non sono le solite scaramucce di fine gara quelle che vedono Ingrosso, Princivalli e poi Castelli al centro di un battibecco con un paio di salernitani, Fusco e Cammarota su tutti. Ci sono anche molti addetti al campo che si agitano, qualcuno sembra voler far da paciere, in realtà ci sono responsabilità per così dire anche esterne nel parapiglia generale. L'ex Princivalli e soprattutto Castelli hanno la peggio, il secondo portiere rossonero viene accerchiato e colpito da più persone. Anche Cammarota finisce a terra, nel frattempo nel tunnel degli spogliatoi piovono altre botte fra giocatori e addetti vari delle due squadre, il tunnel dell'Arechi diventa una polveriera. A quel punto i tifosi salernitani si scatenano, tutti ce l'hanno con Cuoghi (che la curva aveva salutato con uno striscione nell'intervallo) reo di aver provocato tutto quel parapiglia dopo aver pesantemente apostrofato il tecnico della Salernitana Novelli, colpevole a sua volta di aver detto qualcosa di troppo dopo un fallo (reso più grave di quel che è apparso a causa del terreno scivoloso) di Siniscalchi su Shala. E' il 36' della ripresa: Cuoghi protesta con l'arbitro per l'intervento a suo dire scorretto, Novelli a sua volta protesta con Cuoghi che per tutta risposta si avvicina minaccioso alla panchina granata e affronta a muso duro il tecnico campano. Vola pure qualche spintone. Novelli in sala stampa dirà di essere stato "offeso" e di essere pronto a "denunciare tutto all'Assoallenatori". Cuoghi invece minimizza: "per me è tutto finito". Ma in sala stampa la conferenza del tecnico rossonero viene interrotta al grido di "buffone" da parte dei giornalisti locali, lui stoicamente vuole rispondere a tutte le domande (nonostante il capo ufficio stampa del Foggia, Pino Autunno, lo inviti a tornare negli spogliatoi). Qualche minuto dopo devono però portarlo a forza negli spogliatoi per sedare la folla inferocita che accerchia lo stadio e sfonda anche una vetrata della sala stampa. E' dire che la partita era stata combattuta e persino divertente pur in quelle condizioni, se il campo lo avesse consentito avremmo certamente assistito a una grande partita fra due formazioni mai dome. Salernitana e Foggia se le sono date di santa ragione (calcisticamente parlando), nel primo tempo i rossoneri avrebbero potuto chiudere il match in almenno un paio di occasioni, entrambe con Mounard. Al 17' del primo tempo quella più ghiotta con il francese che svirgola il tiro di sinistro appena dentro l'area; al 45' Mounard si trova invece spalle alla porta e non riesce a sfruttare il leggero vantaggio che aveva su Lanzara che poi libera. Ma è la Salernitana a fare la partita nella ripresa. la squadra di Novelli, che impatta per la prima volta all'Arechi, trova però davanti a sè Marruocco che nega con almeno tre interventi prodigiosi il gol a Soligo (1' st), Improta (18' st) e ancora Soligo al 33'. Il Foggia resta al secondo posto, ma non è calcio quello visto ieri all'Arechi.

                                                                                              Massimo Levantaci

 

dalla Mailing List di Yahoogroups  13 novembre 2006

Lettera spedita a tutte i siti web  foggiane e salernitane che si occupano di calcio

EGREGIO DIRETTORE,
 
LE SCRIVO PER CERCARE INSIEME DI RAGIONARE SU QUANTO SUCCESSO ALLO STADIO ARECHI NELLA GIORNATA DI IERI.
CREDO E NESSUNO ME NE VOGLIA, DI FOGGIA O SALERNO, CHE TUTTI DICO TUTTI DI ENTRAMBE LE SQUADRE SI DOVREBBERO VERGOGNARE PER L'IGNOBILE GAZZARRA SUCCESSA IERI IN QUELLO CHE COMUNQUE E' E RIMANE SEMPRE UNA PARTITA DI PALLONE CIOE' UN GIOCO!
IO SONO UN TIFOSO DEL FOGGIA A CUI PIACE TANTISSIMO SIA LA PROPRIA CHE LA SUA INCANTEVOLE CITTA' E CHE AL PARI DELLA MIA, FOGGIA, RITENGO TANTE VOLTE PURTROPPO BISTRATTATA DA CHI CERCA PROPRIO QUESTI SPUNTI PER "MARCHIARLA" A SANGUE DI PRIMITIVISMO, MALEDUCAZIONE E QUANTALTRO, NON BASTASSERO I GROSSI PROBLEMI DI CUI SOFFRONO GIORNALMENTE ENTRAMBE!
QUINDI (E SAREI CONTENTO SE CIO' AVVENISSE DA ENTRAMBE LE PARTI VISTO L'EVIDENTISSIMO CONCORSO DI COLPA)LE PROPONGO DI OSCURARE I PROTAGONISTI DI QUESTA OFFESA ALLA CIVILTA' CHE E' STATA LA PARTITA SALERNITANA FOGGIA MAGARI CON DUE GIORNI DI SILENZIO STAMPA DA PARTE DI TUTTI I SITI CHE SI OCCUPANO DI CALCIO A FOGGIA E SALERNO, DIMOSTRANDO A QUESTI "SIGNORI" PRESUNTI CALCIATORI E TECNICI FOGGIANI O SALERNITANI LA CIVILTA' E L'EDUCAZIONE DELLE NOSTRE BELLISSIME CITTA'!
BASTA!
 E QUESTI RAGAZZOTTI "MILIONARI" MAGARI MANDIAMOLI AD UN CORSO DI EDUCAZIONE E BUONE MANIERE SPIEGANDO LORO COS'E' IL RISPETTO, LA CIVILTA' E L'EDUCAZIONE DEI VERI FOGGIANI E SALERNITANI! 
COLGO L'OCCASIONE PER PORGERLE I PIU' CORDIALI SALUTI.
LUCIANO GALLUCCI

 

dalla Mailing List di Yahoogroups  14 novembre 2006

Anche Salerno è andata; ennesimo scontro diretto e relativo nulla di fatto. Non si perde...ma non si vince, forse si sale anche così.

Intanto il Taranto si riaffaccia nelle zone alte con la vittoria di Perugia (quando c'è il gioco i risultati vengono), e il Ravenna continua la sua fuga; 11 partite, otto vittorie, sarà che si dice che i Romagnoli abbiano la benedizione delle alte sfere...ma quando sento questi commenti mi viene sempre in mente la favola della volpe e l'uva...in fondo anche noi abbiamo avuto qualche aiutino (i rigori non proprio ineccepibili con Avellino e Perugia) ma si fa in fretta a dimenticare..
So di andare controcorrente, ma a me piace la sportività e la sana competizione. So di andare controcorrente, ma la passione sviscerata per i nostri colori non riesce ad accecarmi e cerco di essere sempre obiettivo ed onesto, specie con me stesso.
Certamente non so dove trovi ricetto la verità vera sui fatti di Domenica, ma ciò nonostante mi irrita profondamente che, a torto o a ragione, chi veste quella gloriosa casacca, che io idolatro, debba essere comunque protagonista di indegni spettacoli come quello andato di scena nel postpartita all'Arechi. Forse siamo diventati antipatici ma mi insospettisce che al 90', da un pò di tempo a questa parte, ci siano sempre polemiche e rimostranze sul nostro comportamento o su come si sia conseguito un certo risultato.
Leggevo con un pò di mestizia la Mail story, ed il recente e glorioso passato del Foggia Mariniano; leggevo e non potevo fare a meno di fare paragoni...tra quell'epoca eroica e l'attuale. Tra le ristrettezze di quegli anni e l'opulenza attuale; tra i risultati di quegli anni (che ci fecero sognare il ritorno del sogno zemaniano) e la mediocrità e meschineria dell'attuale.
Quando il Foggia vinceva con Marino (e ancor prima con Zeman) non c'erano rimostranze e livori ma, spesso, c'era il riconoscimento dei meriti di quelle vittorie, anche da parte degli avversari; quest'anno coi grandi nomi, con le notevoli risorse non è ancora successo, anzi spesso si assiste ad un crescendo di polemiche.
Colpa nostra, invidia altrui,..non so; so per certo che chi comanda deve intervenire massicciamente, deve non solo sganciare moneta e tifare ma imporre uno stile, imporre un regolamento da seguire ed osservare pedissequamente, restituire  alla squadra e alla città uno stile.
Risse, espulsioni dalla panchina, settimane (non giornate..) di squalifiche per ammonizioni legate a proteste..ma insomma è possibile che chi paga lasci correre questo atteggiamento che potrebbe seriamente mettere a rischio l'obiettivo stagionale?
Temo il responso del giudice tra qualche ora...temo di vedere falcidiata la nostra formazione e temo che tutto possa essere vanificato per l'idiozia dei cosidetti "eroi pedatori" opportunamente sollecitati dal loro "mordace" trainer che sfoga con isterismi e piazzate le frustrazioni derivanti dalla coscienza dei propri limiti.  
Siamo un gigante dai piedi d'argilla e con queste fondamenta franare è facile....bisogna che la dirigenza intervenga ed in modo esemplare!!!
Nonostante i limiti e le intemperanza il cammino comunque prosegue; 23 punti ed imbattibilità; + 15 sullo scorso anno (il che significa che se il Foggia di qui alla fine facesse gli stessi punti fatti dal Foggia di Fiorucci arriverebbe a quota 55 che lo scorso anno fu il punteggio finale del Frosinone...poi promosso ai play-off..) e la possibilità di due incontri casalinghi abbordabilissimi (disciplinare permettendo..)
Questo potrebbe davvero essere l'anno buono.....sarebbe un crimine guastare tutto!
Forza Foggia

Beniamino Coppa

 

 

14 novembre 2006 - Luigi Mancino

Il giorno più atteso per Salernitana e Foggia è arrivato, il Giudice Sportivo ha emesso la propria delibera, che fa piangere i dauni e sorridere i campani. Vince la tesi della società granata, che ha accusato il Foggia di antisportività e violenza. Vincono tutti i “puristi” del nostro calcio, che avevano chiesto la mano pesante della giustizia sportiva.
Il nostro giudizio può essere solo parziale, limitato cioè ai video e alle foto disponibili, ma non può prescindere da una premessa, quella di definire vergognoso l’ignobile teatrino visto dopo il triplice fischio arbitrale. Alcune considerazioni, però, ci siano consentite, alla luce del comunicato ufficiale 79/c diramato in data odierna dalla Lega Calcio di Serie C.
Innanzitutto si evince che quanto visto sul terreno di gioco è stato solo un antipasto di quello che si sarebbe consumato negli spogliatoi, in quanto Marruocco e Shala non sembrano essere di certo i principali protagonisti della mega rissa. Anzi, proprio la gigantesca zuffa sembra totalmente ignorata, in quanto i vari Fusco, Siniscalchi e Castelli non hanno subito alcun provvedimento, così come non ha subito nessun provvedimento la società della Salernitana, che, eccezion fatta per la multa di 1.500 euro (provvedimento di facciata, quasi un contentino per i famosi “puristi”) non viene penalizzata per l’indebita presenza di persone non identificate che hanno partecipato attivamente alla colluttazione, come si evince dalle motivazioni che hanno portato alla squalifica di Marruocco e al signore indicato dalla freccia nella foto (tratta da salernonotizie.it) che colpirà con l’ombrello Princivalli e un altro tesserato dei rossoneri (i video sono di facile reperibilità).

Preme inoltre sottolineare una cosa, per evitare facili interpretazioni distorte: con queste righe non si vuole discolpare nessuno, sia esso della Salernitana che del Foggia. Si vuole solo porre l’accento su un responso del Giudice Sportivo alquanto bizzarro (anche sulle motivazioni della squalifica a Cardinale c’è da sorridere). Per dovere di cronaca e per concludere, ci dispiace constatare che a Salerno questo non sia il primo caso del genere, per informazioni chiedere al signor Maurizio Bedin del Padova, al signor Vincenzo Chianese (attualmente al Ravenna) o ai dirigenti del Pavia Calcio (solo per citare gli ultimi episodi in ordine di tempo). E attenzione signori, perché così facendo, non punendo un comportamento recidivo, tutti i tifosi si sentiranno autorizzati ad invadere uno spogliatoio o una sala stampa senza che chi di dovere alzi la voce per porre fine ad atti di violenza, completamente estranei ai valori dello sport.
Ed ora mettiamo la parola fine su questi spiacevoli episodi e proviamo a pensare al calcio giocato, sapendo già comunque che tra qualche settimana ci toccherà scrivere ancora di indecenze del genere (dalla rissa ai provvedimenti “strani” del Giudice Sportivo).
 

 

                                    

 

 Vai all'indice del calcio                       Home