La cronistoria dell'estate del 1943 a Foggia
Già nei primi mesi del 1943 gli alleati avevano puntato l'attenzione sulla zona di Foggia per i circa trenta aereoporti più o meno grandi con velivoli tedeschi ed italiani,per la presenza di una fabbrica di armi chimiche e per l'importante scalo ferroviario.
Quindi il 28 gennaio, il 27 aprile e il 2 maggio i ricognitori del 683° Squadrone della RAF sorvolarono indisturbati i cieli della Capitanata effettuando rilevamenti sulla città di Foggia ed il territorio circostante.
Grazie ai servizi di Intelligence, gli americani riuscirono a costruire una mappa molto precisa degli insediamenti militari, industriali, dei comandi italiani e tedeschi, degli uffici pubblici, ospedali, monumenti e degli impianti dell'Acquedotto Pugliese presenti in Capitanata.
Nei primi mesi del 1943 le missioni delle forze aeree alleate avevano avuto più che altro il carattere di missioni sporadiche a carattere dimostrativo per cui c'erano stati bombardamenti nelle campagne di Lucera e San Severo, nella zona di Celenza Valfortore, di Biccari e di Sant'Agata di Puglia.
Ma il 28 maggio si ebbe la prima vera incursione contro l'aereoporto Gino Lisa da parte delle Forze Alleate provocando la distruzione al suolo di numerosi velivoli tedeschi della Lutwaffe. Quel giorno stesso cominciarono a cadere le prime bombe sulla periferia di Foggia. I bombardamenti su Foggia, nell'ambito dell'Operazione "Avalanche" (Valanga), rientravano in quella che doveva rappresentare la conquista dei campi d'aviazione dauni e del porto di Napoli.
Altri bombardamenti colpirono Foggia il 30 maggio, il 31 maggio, il 16 e 21 giugno ed il 15 luglio. Il 16 luglio furono bombardati gli aereoporti di Tortorella e San Nicola d'Arpi mentre il 22 luglio i bombardieri americani B 17 F del 97th e 99th Bomb Group dell'USAAF colpirono nuovamente Foggia in maniera determinata e terribile causando 7.643 morti, oltre 700 feriti e la distruzione di oltre la metà degli edifici della città. I bombardieri non fecero alcuna distinzione tra civili, mezzi della Croce Rossa o militari, attuando un barbaro comportamento da criminali di guerra che , in seguito, non fu mai perseguito. Molti furono i civili mitragliati nella Villa Comunale
ma il fatto più grave si verificò nella stazione ferroviaria, dove alcune migliaia di passeggeri cercarono rifugio nel sottopassaggio, accanto al quale, sul 2° binario, era in sosta un treno composto da carri serbatoi destinati alla 16a Panzer Division tedesca. L'esplosione di questi carri, colpiti dalle bombe, provocò la fuoriuscita di migliaia di litri di benzina che, scivolando lungo le rampe di discesa del sottopassaggio, prese fuoco; almeno 2000 persone rimasero intrappolate in quell'inferno e quando, solo dopo 15 giorni, fu possibile accedere in quella che era diventata una trappola fatale, i Vigili del Fuoco ritrovarono solo cenere. Le numerose vittime e il caldo torrido di quei giorni fecero prendere la decisione di scavare fosse comuni per seppellire i cadaveri o i resti umani, per evitare epidemie; ma, le stesse non furono sufficienti per cui si rese indispensabile bruciare i corpi o scioglierli con l'acido e, molto spesso, furono messi al rogo anche quegli individui feriti gravi giudicati sommariamente inguaribili.
Il 15 e 16 agosto furono bombardati nuovamente gli aereoporti di Tortorella e di San Nicola d'Arpi. Il 17 agosto l'aviazione alleata effettuò un nuovo attacco contro la linea ferroviaria Napoli - Foggia. Nel corso di queste missioni, in cui gli aerei americani e inglesi compirono complessivamente 3800 incursioni, fu ripetutamente colpita la stazione ferroviaria di Foggia.
Il 19 agosto fu di nuovo colpita la città di Foggia e, in poco più di due ore, in sei ondate, dai 233 bombardieri vennero sganciate 586 tonnellate di bombe: quel giorno si contarono 9.581 vittime ed un numero imprecisato di feriti.
Nella notte del 20 agosto 15 bombardieri inglesi effettuarono una incursione su Foggia seguita da un'altra giorno 21 alle ore 0,25.
Il
25 agosto, dalle ore 9,25 alle ore 9,50, 140 caccia statunitensi bombardarono nuovamente le basi aeree di Tortorella, San Nicola e Schifara oltre alla stazione di Foggia e la rete stradale. Per contrastare l'incursione, decollarono oltre 100 caccia italiani e tedeschi (4° stormo e 77° JG) che riuscirono ad abbattere due aerei nemici ma, di contro, gli alleati colpirono al suolo 47 aerei nell'aereoporto Gino Lisa e 11 in quello di Tortorella. Sicuramente i terribili bombardamenti su Foggia che videro morire migliaia di civili, ebbero lo scopo, durante il conflitto, di fiaccare il morale e la resistenza della popolazione e di scatenare una rivolta contro il regime.
Tra gli obiettivi colpiti ci fu anche il cimitero di Foggia, poichè i tedeschi utilizzarono questo luogo sacro per nascondervi automezzi e mezzi blindati; in alcune cappelle furono istallate anche stazioni radio e cucine da campo.
Il 30 agosto i caccia tedeschi, in un furioso combattimento aereo, riuscirono ad abbattere 13 velivoli statunitensi. Il 31 agosto, il 6 e il 7 settembre i bombardieri tornarono sulla città e i suoi aereoporti continuando a mietere vittime tra la popolazione civile. Queste incursioni convinsero i tedeschi a spostare la propria flotta aerea in aereoporti del Nord più sicuri. Ma ciononostante altre incursioni aeree si svolsero nei giorni 8 e 9 settembre sugli aereoporti intorno a Foggia.
A quel punto, a Foggia erano presenti ancora alcune squadriglie di Stuka, alcuni velivoli da trasporto e diversi caccia; erano presenti, inoltre, alcuni reparti di paracadutisti tedeschi, i famosi "Diavoli verdi".
Il 17 settembre ci furono altre incursioni alleate sulla rete ferroviaria e stradale di Foggia mentre il giorno dopo 6 bombardieri incaricati di colpire il Gino Lisa con volo radente, furono abbattuti. Nei giorni successivi i tedeschi cominciarono a lasciare la città spostandosi verso il Subappennino Dauno e il Molise, al fine di spostarsi verso le posizioni della linea Gustav.
Il 27 settembre, alle ore 17, le avanguardie dell'VIII Armata Inglese, precedute da alcuni reparti di paracadutisti, entrarono a Foggia dove si verificarono degli isolati scontri a fuoco con gli ultimi soldati tedeschi ancora presenti in città.
Il 29 settembre Foggia fu completamente occupata mentre il 1° ottobre furono occupati gli aereoporti intorno alla città: terminava così l'Operazione Avalanche.
Questa estate terribile costò a Foggia la bellezza di 20.298 morti anche se sulle cifre esatte gli storici non hanno mai raggiunto l'accordo; di certo, secondo i dati del Comune di Foggia, nel maggio del 1943 gli abitanti risultano essere 79.202 mentre nell'aprile del 1945 il loro numero era sceso a 59.176. Dai dati in possesso del Comando dei Vigili del Fuoco, invece, risulta che il 76% dell'intera superficie edificata della città era stata distrutta.
Tabella riassuntiva eventi maggio – settembre 1943
Giorno Ora Obiettivi Tipo Aerei Feriti Morti
28 maggio
11,25
Aeroporto di Gino Lisa
B 24 D
100
300
30 maggio
02,54
Aeroporto di Gino Lisa
B 24 D
34
9
31 maggio
12,45
Aeroporto di Gino Lisa e Ferrovia
B 17 F
81
153
16 giugno
14,00
Tortorella e San Nicola
B 17 F
10
nessuno
21 giugno
notte
Ferrovia
Halifax
18
91
15 luglio
14,35
Tortorella, San Nicola, Ferrovia e Città
B 17 F e B24D
54
1.293
16 luglio
22,40
Tortorella e San Nicola
B 24 D
nessuno
nessuno
22 luglio
09,35
Ferrovia e Città
B 17 F e P 38 F/L
700
7.643
27 luglio
11,47
Tortorella
B 17 F
11
Nessuno
15 agosto
12,10
Tortorella
B 17 F e B 24 D
20
15
16 agosto
12,40
Tortorella e San Nicola
B 24 D
20
41
19 agosto
12,00
Ferrovia e Città
B 17 F e B 24 D
non dichiarato
9.581
20 agosto
notte
Città
Wellington
nessuno
nessuno
21 agosto
0,21
Città
Wellington
46
173
25 agosto
09,45
Ferrovia, Tortorella, San Nicola e Schifara
B 17 F, B 24 D e P 38 F
non dichiarato
971
7 settembre
11,45
Tortorella e San Nicola
B 17 F
12
non dichiarato
8 settembre
mattina
Aereoporti
B 24 D
non dichiarato
non dichiarato
9 settembre
mattina
Aeroporti
B 24 D
14
21
10 settembre
pomeriggio
Aeroporti
B 24 D
5
nessuno
17 settembre
intera giornata
Ferrovia e Rete Stradale
B 24 D e Halifax
140
168
18 settembre
mattina
Aeroporti
P 38 F
6
11
Dati provenienti dai registri del IX Corpo d’Armata Regio Esercito.
FONTI