I fanòje dell'Immacolata  

 

Il giorno dell'Immacolata Concezione, l'8 dicembre, si usa da anni e non solo a Foggia raccoglier legna per formare grandi cataste che poi, bruciando, danno luogo a grandi falò, detti appunto fanòje. Di solito si usa aspettare, prima di inziare a dare fuoco, che arrivino i fedeli in uscita dalla chiesa per l'ultima messa vespertina; costoro si avvicinano al falò in processione con il parroco avanti che benedice il fuoco. A volte questa processione prevede anche la presenza della statua della madonna e l'occasione è propizia per alzare al cielo canti e preghiere in suo onore. Il significato dei falò è riconducibile alla futura maternità della Madonna la quale, dopo aver lavato i panni per il nascituro, li avvicina al fuoco per asciugarli. La festa per le fanòje è più per i ragazzi e i bambini che da giorni vanno in giro per il quartiere a raccogliere legna che accantonano nel luogo individuato per la sistemazione del falò. Una volta si instaurava una vera e propria gara tra i quartieri nell'allestimento del rogo più bello o che sviluppava il fuoco più alto, poi con il passare del tempo, a causa della diminuzione degli spazi aperti, questa usanza è ridotta solo ad alcuni quartieri periferici per cui si è perso anche il gusto della competizione. 

    

Ragazzi preparano il falò al quartiere CEP

 

   

La Madonnina della Parrocchia "S.Antonio" portata in processione davanti al falò.

 

Poesia dedicata alla festa dell'Immacolata di Gianni Ruggiero e recitata da Giovanni Mancini. Per ascoltarla clicca sotto:

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