di Alberto Manganowww.manganofoggia.it
Un presepista foggiano
Mario Pavone nato a Foggia nel 1961 è coniugato con due figli. Da generazioni foggiano, esercita l'attività di ferroviere. Mario si diletta come modellista, come attore di teatro amatoriale, gli piace cucinare ma è soprattutto un bravo presepista
Sentiamo cosa racconta lo stesso Pavone:
"Il presepista è un adulto che sogna con gli occhi del bambino
Quasi tutte le esperienze dei presepisti iniziano con i ricordi della loro infanzia.
La mia non è da meno; forse perché è la magia del presepe, con le sue miniature che attira i bambini, o forse è l’atmosfera sacra del Natale, che fin dai primi attimi di vita ci viene trasmessa dai nostri genitori, sta di fatto che tutto inizia con la nostra infanzia.
Ricordo quando bambino, aspettavo con ansia i primi di dicembre per farmi prendere le scatole con gli addobbi natalizi e quindi anche quelli del presepe, poi, una volta avuto il placet del luogo da mia madre, io e mio fratello Francesco, più grande di me, ci mettevamo a fare il presepe trasformando scatole di scarpe, prese in prestito dal ripostiglio di casa, in sostegni per realizzare le grotte con la carta, un pezzo di specchio rotto (chissà da chi nda) debitamente camuffato diventava lo “specchio” d’acqua ove si abbeveravano le povere pecorelle…. alla fine era il presepe. Poi quando rimasto solo a casa dei miei genitori (fratelli e sorelle sposati) ho continuato a farlo da me, sempre dopo lunghe ed estenuanti trattative (tira e molla) con mia madre sul luogo ove realizzarlo.
La prima svolta nella mia carriera presepistica si è avuta col natale dell’anno 1986 (nel 1985 mi sono sposato): il primo natale nella mia casa, con mia moglie e la mia primogenita Myriam; ho avuto la fortuna che a mia moglie piacessero i presepi, per cui oltre che compagna di dis..avventure, è anche il mio primo e rigido critico a cui sottopongo i miei lavori. Dicevo c’è stata la svolta perché ho avuto la possibilità di riscattarmi con un enorme presepe orientale realizzando le dune del deserto con rete metallica e carta da imballaggio.
Ma la svolta decisiva l’ho avuta a Natale del 1999 quando visitando la mostra di presepi a S.Severo, conobbi Marcello Fusillo l’allora presidente della locale sezione dell'A.I.A.P (Associacione Italiana Amici del Presepio) e con cui ho ancora oggi un bellissimo rapporto di amicizia fraterna nonché di collaborazione. Nel vedere i loro lavori rimasi folgorato della bellezza e dalla novità con cui erano realizzati i presepi: il polistirolo ed il gesso. Fu amore a prima vista! Mi iscrissi all’istante all’associazione e nel marzo successivo partecipai al loro corso di arte presepiale che si teneva a S.Severo ogni sabato pomeriggio.
Una volta apprese le nozioni di base della nuova tecnica, mi sono subito cimentato nella realizzazione dei presepi, ed è stata per me una continua crescita nella tecnica, perché affinavo da me nuove tecniche, con nuovi modi di lavorare il polistirolo: casa mia era diventata un laboratorio, pensate che nel primo anno avevo realizzato ben quattro presepi di misure contenute e tutti esposti alla mostra del natale 2000. Da allora ho conosciuto gente nuova, anche perché ho viaggiato per l’Italia con l’intento di conoscere tutte quelle realtà presepiali di cui sentivo parlare: Vito Erriquez a Milano (foggiano di nascita), Guido Raccagni di Cividino Quintano (BG), Salvatore Giordano di Torre Annunziata(NA) gli amici delle sezioni dell’AIAP di Ponte S.Pietro, di Verona, Napoli, tutta gente disponibile, aperta a consigli e confronti.
Nel tempo la mia sete di apprendimento mi ha portato a realizzare da me tutto quello che ci può essere in un presepe( sedie, tegole, finestre, porte, secchi, cesti, frutta varia, ecc) e poi a realizzare presepi in stile napoletano con legno e Sughero e a realizzare da me le statuine in terracotta, modellando l’argilla (quante volte mi sono recato a Napoli nei mesi di febbraio/marzo e mi soffermavo a guardare gli artigiani di via s. Gregorio armeno nella lavorazione dell’argilla, fotografavo con gli occhi ogni cosa, immagazzinavo nella mia mente ogni passaggio perché potessi carpire i loro segreti gelosamente custoditi)
Poi nel 2006 con Marcello Fusillo di S.Severo ed un altro socio sempre di S.Severo, abbiamo fatto una cosa che andava, prima di allora, fuori di ogni pensiero immaginabile: recarci in Albania e precisamente a Mamuras, per tenere lì un corso di arte presepiale a ragazzi del luogo, presso il locale convento delle Suore. In una settimana, con un intenso “tour de force” abbiamo realizzato quattro presepi insegnando ai ragazzi tutto quanto avevamo nel nostro bagaglio tecnico. Ormai ero diventato un “Presepista senza Frontiere”. Quella albanese è stata un’esperienza fuori del normale intensa e piena di valori umani: ho visto quei ragazzi, poveri, sprizzare gioia per ogni cosa che apprendevano, che non si fermavano davanti a nessuna difficoltà, e ciò ci caricava ancor più nel trasmettere ciò che sapevamo. Abbiamo lavorato ai presepi alla luce di candela (lì la luce se ne andava all’improvviso e non si sapeva quando ritornava) e alla fine pensavamo di dare e siamo tornati pieni di valori umani e di amore: è un miracolo del presepe.
Sempre nel 2006 insieme a Pasquale Tomaiuolo, Antonino Orso, e Maria Perna abbiamo fondato l’Associazione Presepistica Foggiana, di cui ne sono stato il primo presidente, abbiamo tenuto i primi due corsi GRATUITI di arte presepiale ove anche qui ho trasmesso agli allievi tutto ciò che io ho appreso da me stesso. Alla fine dei corsi gli allievi hanno ricevuto l’attestato di Tutor, ovvero affiancare nuovi allievi e seguirli nella realizzazione del presepe.
Sempre nel 2006 e precisamente nella settimana santa di Pasqua ho promosso e realizzato con l’aiuto dei soci, la prima esposizione dei presepi pasquali presso i locali adiacenti alla parrocchia di S. Tommaso, ovvero una serie di diorami (con la stessa tecnica presepiale) riproducenti i momenti particolari della passione di Gesù, è stato un successo, sia per la novità (a Foggia prima di allora non si erano visti) e sia per l’alta qualità tecnica.
A Natale del 2006 è stata la volta della prima mostra di arte presepiale, presso il palazzo dogana: un successo! ( se permettete per me orgoglio e vanto): finalmente anche Foggia aveva la sua mostra di presepi, dopo che per anni mi sono recato altrove a visitare mostre, per me realizzare e presiedere la prima mostra era come aver toccato il cielo con un dito.
Purtroppo come ogni sogno che finisce, c’è il risveglio che a volte è amaro: per l’incalzare di impegni familiari e di lavoro, nel 2007 mi son dovuto dimettere da presidente e socio dell’associazione presepistica, e pur restando in contatto con loro ho finito per mettere da parte l’attività presepistica. Quest’anno (2009) dietro le insistenze di mia moglie e dei figli ho fatto il presepe casalingo e siccome l'idea ce l'avevo in gestazione da diversi anni, ho realizzato uno scorcio della "Roma Sparita" di Ettore Franz Roesler. "
Roma 1873 circa
È quasi sera, gli ultimi raggi solari ormai si stagliano sui tetti della città eterna,
si vanno spegnendo le luci di chissà quale giornata di lavoro
e, nonostante la stagione invernale,
una serata tiepida sta scendendo tra le strade di Roma……..
Si è andato ormai affievolendosi il chiacchiericcio quotidiano del popolo, lasciando il posto ad un leggero e soave brusio intercalato dal tenero canto serenale dell’innamorato alla sua amata.
In lontananza un carrettino, condotto da un ormai stanco contadino, si appresta a casa tornar, dopo aver scaricato er carico de vino.
Ecco un “Burino” sceso in città per non so quale commissione, si appresta a far visita al banco del lotto: - debbo tentar la fortuna, hai visto mai che arrivi a toccar cor dito la luna.
Tracce di un remoto passato (templi diroccati, colonne e capitelli) testimoniano l’eternità della città; mentre tracce di un recente passato (scritte murali scolorite: W VERDI,
Pio IX, W Garibaldi) stanno a testimoniare il passaggio dalla Roma papalina a capitale del neo Regno d’Italia.
Una coppia di gatti incuranti di ciò che gli accade attorno, stanno giocando rincorrendosi attorno ad una botte, mentre un altro gatto sornione ascolta il canto del giovin innamorato.
Mentre due canute vecchine si sono incontrate e ricordano forse anche loro la remota giovinezza
Là, ai piedi del le rovine di una lontana civiltà, un piccolo pastore dorme: è benino il nuovo anno che verrà, mentre un pastore si affretta a casa tornar recando il suo gregge dal pascolar.
S’affretta a sciorinar una povera lavandaia perché diman il lavoro deve consegnar……
Tra le rovine si può scorgere una delle tante statue che l'enigmatico Pasquino con i suoi epigrammi faceva parlare, per denunciare il malcontento popolare riguardo al potere temporale dei Papi. Esempi di epigrammi sono giunti fino ai nostri giorni.
La prima pasquinata datata risale al 13 agosto 1501 e, facendo ambiguo riferimento al toro che campeggiava sullo stemma papale, si rivolge ad Alessandro VI Borgia:
- Predissi, o bue, che saresti stato papa.
Mentre l'ultima pasquinata compare alla vigilia del 20 settembre 1870, giorno della breccia di Porta Pia e della fine del potere temporale del papa. Presagendo tale epilogo, Pasquino vuole donare al pontefice un ombrello a protezione dell'imminente sciagura:
-Santo Padre benedetto
ci sarebbe un poveretto
che vorrebbe darvi in dono questo ombrello. E' poco buono,
ma non ho nulla di meglio.
Mi direte: a che mi vale?
Tuona il nembo, santo Veglio,
e se cade il temporale?
È una candida Roma sorniona che fa da giaciglio al Nostro Salvatore. Ecco è Nato, non tra lustri e glorie, ma tra modestia ed umiltà. Lui la Luce, è venuto a illuminare il cuore buio dell’uomo, recandovi un messaggio d’amore e di pace…
Continua Mario Pavone:
"Pensieri sul Presepio:
Nella quasi decennale esperienza presepistica ho avuto modo anche di riflettere sull’importanza e significato del presepe.
Esso è Arte, cultura, ma ancor più è preghiera. Solo colui che ha nel cuore tutto ciò, può realizzare qualcosa che racchiude in sè un messaggio da trasmettere, i valori cristiani che oggi giorno sembrano indispensabili nella nostra società.
Il presepe è:
ARTE – uno scultore dalla nuda pietra tira fuori una statua dandogli espressione, anima, fino a far parlare la nuda pietra, eppure si può dire che è solo una pietra sagomata, invece ci si rimane estasiati davanti alla Pietà o al Mosè di Michelangelo, oppure un pittore che sulla bianca tela pone i suoi colori in uno stupendo gioco di colori e luci dando al dipinto un’anima, si può concludere che è un pezzo di tela con sopra un mucchio di colori ben congeniati e invece quell’armonia di colori insieme, miscelati e meticolosamente scelti, fanno sentire un suono melodioso nel cuore di colui che guarda.
Così è per il presepe: potrebbe sembrare un lavoro modellistico, ma non lo è quando si guarda un presepe, anche il più semplice che sia: occorre leggervi dentro ciò che il cuore di colui che lo ha realizzato (se questi lo ha fatto con il cuore) ha voluto esprimere.
CULTURA – il presepe è legato alla cultura dei popoli, ecco il perché dei presepi nel mondo. Ma il presepe ha in sé una sua cultura, è l’esempio del presepe napoletano del 700 e 800 in cui si raffigura sempre e comunque la vittoria del sacro sul profano, pur essendo tra di loro distintamente staccati, ma presenti, a cui poi si è aggiunta la cultura del popolino che ha arricchito con nomi e significati i vari personaggi del presepio.
PREGHIERA – non dimentichiamo che stiamo raffigurando un momento importante della religiosità cristiana: la nascita di Gesù nostro Salvatore, sempre e comunque venuto al mondo nell’umiltà, nel silenzio, nel nascondimento. Se non c’è preghiera nel presepe, non ci può essere rappresentazione sacra; non si può trasmette il messaggio del Trascendente.
Fin dal primo presepe ho preso l’iniziativa che prima, durante e dopo ogni realizzazione, prego: prima, per chiedere al Signore di illuminarmi e guidarmi in ciò che sto per intraprendere; durante perché mi aiuti nelle difficoltà e dopo per ringraziarlo per ciò che ho realizzato
Preghiera che ho recitato a Mamuras (Albania) in occasione del corso
Signore per questo presepe
Che mi sto accingendo a realizzare
Guida con il tuo Santo Spirito
La mia mano.
Non per la mia, ma per la Tua Gloria.
Oh Signore fammi strumento di pace e di amore.
E alla fine
Signore ti ringraziamo
per i presepi che sono stati realizzati.
È la tua mano che ci ha guidato.
È il Tuo Santo Spirito che ci ha ispirati
Ecco il perché sono contrario alle mostre concorso per presepi: non si possono mettere a concorso la rappresentazione sacra della nascita di Gesù. Ogni presepe, anche il più semplice è bello."
Nel gennaio del 2011 ricevo la seguente lettera dal sig. Pavone:
Carissimo Alberto Buon giorno
Ieri sera 22/01/2011, nella sala "Mazza" del Museo Civico di Foggia, c'è stata la serata di premiazione dei presepi che hanno partecipato alla prima edizione del concorso cittadino "Paesepium" patrocinato dall'assessorato alla cultura del Comune di Foggia e dalla locale associazione culturale "Piccole Arti".
Anche se partito in sordina l'iniziativa ha visto la partecipazione di un nutrito gruppo tra chiese, enti, scuole e famiglie.
Alla serata, hanno presenziato il Sindaco della citta di Foggia Gianni Mongelli, l'assessore alla cultura Rocco Laricchiuta e la responsabile del Museo.
Anche io ho partecipato al concorso con un mio lavoro di cui mi permetto di inviarle alcune foto e che avrò il piacere di vederle pubblicate sul tuo, anzi di noi foggiani, tabloid "Orgoglio foggiano", al fine di far conoscere a tutti quei foggiani dell'iniziativa su esposta, la quale dimostra ancora una volta la "non supinità" di questa nostra città.
Con questo presepe mi sono classificato, ex aequo, con la Sig.ra Angela Rucci (che ha presentato un suo lavoro) al primo posto come Artisticità del lavoro nella sezione "Famiglie e singoli cittadini".
Spiegazione del lavoro:
E' un diorama le cui dimensioni sono 70x40x30, e come ogni lavoro, ho cercato di dargli un significato. Il diorama, riproducente un momento di intimità della Sacra Famiglia (Maria sta asciugando Gesù appena fatto il bagnetto, con S.Giuseppe che le porge un panno pulito), l'ho dedicato ai bambini e alle donne vittime, oggi come ieri, della violenza. Inoltre ho cercato di posizionare i personaggi in modo che partendo da dx si nota la luce (simboleggiante la Divinità) che si irradia da Gesù a Maria, Giuseppe ed infine a tutto il resto della scena.Ed ecco le foto: