di Alberto Mangano
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Scrivani d’altri tempi al Piano delle Fosse

                                                                                         di  Carmine de Leo

 

Tra i lavori ormai da tempo scomparsi vi era quello dello scrivano, il tasso di alfabetizzazione ha raggiunto oggi punte altissime, ma un tempo, leggere e scrivere era privilegio di poche persone e si aveva molto bisogno, soprattutto tra le classi più povere, degli scrivani.

Questo particolare mestiere era esercitato soprattutto dagli uomini, ma vi erano anche alcune scrivane donne, che svilupparono maggiormente la loro attività nel periodo della prima guerra mondiale, leggendo e trascrivendo le lettere dal fronte, perché, salvo pochi anziani, gran parte degli uomini validi erano stati  chiamati alle armi.

A Foggia, quindi, molte donne, in casa propria, o presso le bottegucce di qualche vecchio artigiano, leggevano a chi non era in grado di farlo, per pochi centesimi, due soldi, le lettere dal ­fronte e ne trascrivevano eventuali risposte.

Una di queste figure tipi­che di scrivane fu Antonietta Carella, detta la Carabiniera (nella foto) per il suo aspetto imponente; nonna paterna dello scrivente, ella esercitava il mestiere di scrivana appena fuori l'arco di Porta Arpana, nell’antico Piano delle Fosse, precisamente sulla cosid­detta Panchina di S.Giovan­ni; con questo nome era indicata quella fila di vecchie ca­se sorte in rialzo rispetto al piano stradale e che, parten­do a sinistra della facciata della chiesa ba­rocca di San Giovanni Batti­sta, prosegue ancora oggi fino al cavalca­via ferroviario.

La signorina Carella, aveva appena fatto in tempo ad apprendere quei pochi insegnamenti neces­sari a leggere e scrive­re quando, la prematura morte dei suoi genitori, non le permise più di continuare gli studi: le poche nozioni di era già in possesso le furono utili per sbarcare il lunario in un'epoca certamente difficile. L'intraprendente Carella iniziò leggendo documenti e compilando domande per parenti e co­noscenti, le lettere non erano ancora molte; non speculava sull'ignoranza altrui, pochi centesimi, o qualche bene di consumo per i più poveri: uova, mele o altro, rappre­sentavano i prezzi di una lettura.

Con lo scoppio della prima guerra mondiale, però, le cose cambiarono, la posta acquistò un'importanza maggiore e la gente si rivolse sempre di più agli scrivani. Antonietta Carella, o semplicemente la Carabiniera, come la chiamava la gente, era sempre a disposizione presso la sua casa nei pressi della Chiesa di San Giovanni Battista; sulla sua scrivania non mancavano mai la penna d'oca e l'inchiostro di seppia nella boccettina.

Se le notizie erano buone, accettava il so­lito compenso di pochi cen­tesimi; ma, come a volte suc­cedeva, era costretta a riferirne di cattive: ferite, malattie, prigionie, ecc. ed allora una semplice stretta di mano ed un grazie potevano anche bastare.

 
 

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